ŠĻą”±į>ž’ 9;ž’’’2345678’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’ģ„ĮM ųæź}bjbjā=ā=.°€W€Wvu’’’’’’l2222222Fŗ]ŗ]ŗ]8ņ]Œ~_,F4̶bø nl4¢l¢lŗl%n^ƒp“7q\wyyyyyy$  4Q2“q!n%n“q“qe®22¢lŗlgīe®e®e®“qĘ72¢l2ŗlwe®“qwe®œ e®øJõų¶22Ū’¢lŖb  ¬~ŽčĘFtEŗ]Y© «üBŪ’œ04ķüīTe­TŪ’e®FF2222ŁL’accesso a una informazione diversificata č uno degli strumenti pił efficaci per difendere la democrazia e i propri diritti; senza informazione e senza conoscenza non c’č democrazia. Le istituzioni democratiche non devono essere soffocate dalle concentrazioni mediatiche e finanziarie; in una societą in cui l’informazione č sempre pił manipolata e al servizio dei “poteri forti”, i primi a essere calpestati sono proprio i diritti della persona, della collettivitą e il bene comune. All’insegna dei fondamentali valori di “Libertą, giustizia, solidarietą, partecipazione”, Miscellanea vuole promuovere la consapevolezza della tutela dei diritti della persona, preservare la libertą di espressione, l’indipendenza di giudizio e tentare di fornire qualche “tessera” affinché ognuno possa comporre il proprio personale mosaico. “La difesa del nostro presente e del nostro futuro passa attraverso la conoscenza di quanto accade e di quanto č accaduto”. Luigi Sedita –  HYPERLINK "mailto:luigi.sedita@poste.it" luigi.sedita@poste.it Questo numero di Miscellanea ha 3.266 destinatari. Miscellanea č consultabile anche su *** Ecquologia  HYPERLINK "http://www.ecquologia.it/sito/pag941.map" http://www.ecquologia.it/sito/pag941.map  *** ESOPO Etica Societą Politica  HYPERLINK "http://www.esopo.org/" http://www.esopo.org/ *** Comunicati.net  HYPERLINK "http://www.comunicati.net/utente.asp?id=4" http://www.comunicati.net/utente.asp?id=4 (se l’indirizzo non linka automaticamente, copiare e incollare l’indirizzo stesso sul programma di navigazione explorer, opera, ...) Detti, ridetti e battute. Il congresso del mese. 1Mafia condicio. Prima di votare in Sicilia visitare e leggere le notizie del sito  HYPERLINK "http://www.disonorevoli.it " \t "_blank" www.disonorevoli.it 2Cuffaro in Sicilia BACIANDO BACIANDO… - Totņ bacia e l'Ato (gestione rifiuti - servizio nettezza urbana) aumenta le tariffe in maniera spropositata.3I lenzuoli di Rita Borsellino contro Cuffaro schiacciasassi. - Regione Sicilia, migliaia di consulenze in vista del voto. Nel "comitatone" elettorale del presidente una folla di clientes Megafeste e comizi di condominio "Vincerņ con venti punti di scarto". "Un“altra storia" č lo slogan della sfidante. Ma i big dell“Unione stanno partendo da Roma solo negli ultimi giorni di campagna elettorale. Totņ si gioca la riconferma dopo polemiche e un rinvio a giudizio. Negli ultimi mesi distribuiti dal governatore 1223 nuovi incarichi.4La Regione Sicilia fa assumere 150 giornalisti. Una sanatoria obbligherą gli enti locali dell’isola a mettere a contratto tutti i cronisti precari, con stipendi pił alti di quelli base.5Diciottomila in un giorno, assunzioni bipartisan in Sicilia. La giunta Cuffaro regolarizza per 5 anni i precari. Il sostegno di sindacati e sinistra.6La telenovela sullo sperpero del denaro pubblico in Sicilia.7Quanto costa una legge in Sicilia? 6,5 Milioni di Euro. Gli altri costi in dettaglio, mentre sui consulenti e I commissari non ci č dato sapere niente: dati “riservati”. Chissą perché...8I danni della corruzione e la loro prevenzione.9Sulla questione del libero accesso a mare. - "Nessuna proprietą privata puņ impedire l'accesso al mare alla collettivitą, se la stessa proprietą rappresenta l'unica via per raggiungere una determinata spiaggia". In certi tratti per mancanza di spiaggia libera č praticamente impossibile accedere a mare senza pagare un pedaggio ai privati concessionari. Questa situazione deve finire, la situazione di Livorno č comune a tanti altri comuni d’Italia.10Petrolio di merda - Pił detrazioni fiscali per cure denti - Troppa televisione rende i maschi sterili Nel lettone da bimbi, pił sani da adulti.- La contraccezione ormonale maschile si dimostra metodo efficace e reversibile.11Le societą calcistiche vivono di diritti televisivi, di sponsor, di leggi ad hoc. Gli stadi vuoti, semivuoti, semipieni non sono pił un business. Gli spettatori sono stati espropriati dai soldi degli sponsor.12Polonia: niente sesso in tv, arriva il Papa. - Australia. Dichiarazioni dei redditi a luci rosse. - Acqua in America Latina - Ridateci le nostre terre - Cannabis terapeutica.13Totņ Cuffaro querela chi lo diffama come connivente con la mafia!14Sicilia, ospedali vendesi. Sottocosto. Per far cassa, la regione Sicilia vende i suoi nosocomi alle banche. Che li affittano alle Asl.15L’Italia Paese statico.  Crescono solo le diseguaglianze. La stagnazione si fa sentire sulle tasche degli italiani, e per alcuni č la discesa sotto la soglia di povertą.16Bufera sui redditi degli autonomi. Il 43% dei titolari di partite Iva denuncia meno di 10 mila euro. Le categorie: non siamo evasori. I sindacati: č uno scandalo.17Due bicchieri al giorno di rosso preverrebbero l'invecchiamento. - Il governo non ha pił soldi stop al ritorno dei ricercatori. - Il massimo della sfiga.18Omosessualitą: differenza a «naso». Sono diverse le aree del cervello che elaborano gli stimoli dei feromoni tra donne etero e lesbiche.19Dal blog di Beppe Grillo: petizione per non pagare le tasse sulle ricariche telefoniche.20Scandali postdatati. Giornalisti che sono sempre informati prima e che scrivono sempre dopo. Quanti arbitri comprati ci sono tra i direttori di giornale e i direttori di rete? Quanto sono pagati per tenerci nell’ignoranza?21Tangentopoli e "Piedi puliti". Il calcio ostaggio del conflitto d“interessi di Giuseppe d“Avanzo 22E i garantisti diventano giustizialisti. Ma solo nello sport.23Il fuorigioco dei «furbetti» manda l'etica in serie B.24Primari, sull'esclusiva decide la Regione - Meglio curarsi in Spagna. Se paga Zapatero. - Storie di ladri. - Se son rose fioriranno - Cure sbagliate, record di denunce contro i medici - Conciliazione e arbitrato in Toscana.25L“economia nel pallone panem et circenses. Sistematica violazione delle regole sulle societą di capitali. - Il calcio conferisce enorme visibilitą. In un“economia dove le relazioni sono un capitale da spendere (anche con la classe politica) il pallone, come hanno magistralmente insegnato Agnelli e Berlusconi, č uno strumento di potere. Che alcuni imprenditori lo vogliano utilizzare, č razionale. Ma lo facciano con i loro soldi. E pagando per i danni che provocano.26Il calcio viziato dalla politica di Mario Monti27Telemedicina, 1 anno attivitą per quella militare con oltre 2000 casi trattati, il sistema e' operativo in Iraq e Kossovo.28Prodi: la sanitą non č un costo.29Danni da antinfiammatori per 21mln persone nel mondo.30C'č falso ideologico se si esce senza timbrare il cartellino? - Truffa alle ASL, prima condanna.31Maschi a rischio di anoressia sessuale? - Gli andrologi: sono quelli cresciuti bombardati da immagini femminili senza veli e senza tabł. A 35 anni pace dei sensi?32Corte Ue: le liste d'attesa "sbloccano" le cure all'estero. Liste d'attesa troppo lunghe? il cittadino puņ farsi curare all'estero e la Sanitą pubblica dovrą rimborsarlo.33La minaccia globale di meta-amfetamina (uno stimolante che provoca alterazione della personalitą). Preoccupa molto l'avanzata delle nuove, pericolose, droghe sintetiche a scapito dei vecchi stupefacenti.34Sanitą, un'Italia a macchia di leopardo con intollerabili disparitą territoriali. Per un cittadino malato, vivere in Sicilia o in Lombardia o in Toscana non č decisamente la stessa cosa.35Posteggi male e volutamente non la sposti? In carcere. L'uomo aveva lasciato l'auto davanti al passo carraio di un condominio e aveva chiesto tempo per fare i suoi comodi (ma deve esserci la pervicace volontą di impedire la libertą di movimento altrui). 36Riprendersi con un sorso di ossigeno - Un bambino con meno di sei anni costa 252 euro al mese - Ecco la prima donna incinta di un baby-designer senza cancro. Evitare il cancro al seno alle proprie figlie - L'aspartame non crea rischio di cancro - Trucioli di rovere per invecchiare il vino.- Addio Pizzo37Silvio pensa sempre agli affaracci suoi. - Con due gambe artificiali scala l’Everest. - Musica da cani. - Coca con acqua inquinata.38Il primo partito italiano č ancora Publitalia. Prodi riformi la Rai, la renda meno serva e senza pubblicitą. Un padre mi ha scritto una lettera sulla pubblicitą televisiva, simile a molte che ho ricevuto.39Il manifesto di Prodi un“alternativa alla Destra. - Quando ha parlato di una "forte scossa" di cui ha bisogno l“economia, si č avvertita una distanza siderale dalle "ricette" e dalle formule creative del Polo. Nelle parole del presidente del Consiglio al Senato si č manifestata la volontą di esprimere una diversitą innanzitutto culturale.40Partito democratico domani č gią tardi. La costruzione del Partito Democratico procede. A parole. Un passo avanti e qualcun altro indietro. Senza un disegno chiaro. Senza scadenze chiare. Oggi, d“altronde, il problema principale, per l“Unione, č governare. E resistere. Il pił a lungo possibile. Poi, verrą il momento del Partito Democratico (PD). Oppure dell“Ulivo. Il nome non conta. Il tempo non conta. Davvero?41Partito Democratico senza anima cosģ diventa preda delle oligarchie di Filippo Andreatta42Una ferita alla democrazia. Roma. Elezioni a scatola chiusa. Gran parte di stampa e mass media locali chiudono gli spazi gratuiti ai candidati consiglieri dei municipi.43Chi non vorrebbe la certezza che il proprio bimbo nasca senza cancro?44Erbe medicinali, il pericolo corre su internet, esposto ai Nas. Risultati di una ricerca del centro medicina naturale di Empoli.45Spazzini forever?46Impianti trattamenti a freddo versus inceneritori.47Un braccialetto per sostituire cartella clinica progetto sperimentale datalogic-ior.48Previti corretto e leale? Non si capisce perchč gli altri detenuti devono restare dentro ... – Le “vicissitudini processuali” di Andreotti.49Il Piemonte cancella i vaccini obbligatori. Abolite le multe e le denunce al Tribunale. - Rivoluzione nel nuovo piano di prevenzione della regione: a mamma e papą il potere di scegliere se portare i figli all’ufficio di igiene.50A Trieste si confronta l'efficacia dei modelli di Sanitą.51COS’E’ LA TAC MULTISTRATO - La Corotac tra diffidenza dei cardiologi ed entusiasmo dei radiologi. - 52Signoraggio, il fardello. - Non č consentito agli esecutivi degli stati firmatari del Trattato di Maastricht, di esercitare signoraggio in senso stretto: ovvero di appropriarsi di risorse attraverso l'emissione di moneta. - Consiglio dei Ministri il 10 febbraio 1993 Nota - Ai sensi dell'art. 13 legge 31/12/96 n. 675 e succ. : questa e-mail č stata spedita da una rubrica personale creata contattando precedentemente questo indirizzo, e si puņ richiedere la cancellazione se non si gradisce ricevere altri messaggi. Alternativamente si tratta di: - un primo contatto a questo indirizzo; - un indirizzo pubblico o pubblicato; - un messaggio richiesto/autorizzato dal ricevente. In ogni caso, questa comunicazione non č intesa come "spam", e non contiene promozioni commerciali. Se d'ora in poi non si desidera ricevere ulteriori comunicazioni, ritornare questo messaggio al mittente con la scritta "cancella", e si sarą prontamente rimossi dalla rubrica. Nota importante sulla cancellazione - Si richiede gentilmente che le richieste di cancellazione indirizzate a  HYPERLINK "mailto:luigi.sedita@poste.it" luigi.sedita@poste.it contengano l'indirizzo originale a cui il messaggio é stato spedito. Grazie. Nota – Miscellanea č automaticamente e individualmente controllata all'uscita da Norton antivirus system, con aggiornamento automatico on line. Detti, ridetti e battute. Il congresso del mese. Chi sogna di notte, nei ripostigli polverosi della propria mente, scopre al risveglio la vanitą di quelle immagini. - Lawrence d'Arabia La chiarezza č una giusta distribuzione di ombre e di luci. - Johann Wolfgang von Goethe Un giorno sono entrato in libreria, su un libro c'era scritto "Come risolvere il 50% dei tuoi problemi". Ne ho comprate due copie. Il calcio deve uscire dalle farmacie e dagli uffici finanziari.-  HYPERLINK "http://it.wikipedia.org/wiki/Zdenek_Zeman" \t "new" Zdenek  HYPERLINK "http://it.wikipedia.org/wiki/Zdenek_Zeman" \t "new" Zeman Dio č morto, Marx, č morto e neanche io mi sento tanto bene. - Woody Allen Sia la scienza a guidare la tecnologia, e non viceversa. – UmbertoVeronesi La vita č fatta di rarissimi momenti di grande intensitą e di innumerevoli intervalli. La maggior parte degli uomini, perņ, non conoscendo i momenti magici, finisce col vivere solo gli intervalli. - Friedrich Nietzsche Non č consentito agli esecutivi degli stati firmatari del Trattato di Maastricht, di esercitare signoraggio in senso stretto: ovvero di appropriarsi di risorse attraverso l'emissione di moneta. - Consiglio dei Ministri il 10 febbraio 1993 Magari fosse cosģ facile scoprire la veritą quanto dimostrare il falso. - Marcus Tullius Cicero In Italia, i senatori a vita, per lunga consuetudine, hanno quasi sempre votato per la maggioranza, al di lą delle preferenze politiche individuali. Č accaduto nel 1994, quando il governo Berlusconi passņ la fiducia al Senato per un solo voto e in quel caso sģ furono decisive le scelte di tre senatori a vita: Gianni Agnelli, Francesco Cossiga e Giovanni Leone. L’illegalitą mortifica l’economia legale e impedisce lo sviluppo; la corruzione č concausa della scarsa competitivitą. In una coppa del mondo per la corruzione l’Italia potrebbe diventare campione – Times di Londra In Italia il 2,5% del nostro prodotto interno lordo finisce in tangenti. Fate il calcolo … il danno dello Stato (cioč noi) si puņ stimare in 70 miliardi di euro. La Banca Mondiale ha stimato che ogni anno transitano tangenti per 1000 miliardi di dollari pari a circa il 2,5% del Pil del pianeta e «Trasparency» ha stimato che l’indice medio di percezione della corruzione (Cpi) di tutti i Paesi del mondo č pari a 5 (scala 1-10), esattamente come quello dell’Italia dove, quindi, il 2,5% del nostro Pil finisce in tangenti. Poiché si puņ calcolare che il vantaggio del corruttore sia del doppio, il danno conseguente si stima che valga il 5% del Pil. Sempre sulla base dei parametri di «Trasparency», Andrea Di Paola, del Cantiere di Roma, ha calcolato un danno erariale di 70 miliardi di euro anno allo Stato e cioč una somma che se disponibile risolverebbe tutti i problemi del governo Prodi. ****** Promossa da SOCIETĄ ITALIANA DI IGIENE Sezione Regionale Umbria e Unitą Sanitaria Locale n. 2 dell’Umbria a Todi il 31 maggio 2006 Palazzi Comunali si terrą il convegno Scuola produttrice di salute, un patto perl’etą evolutiva. Per infomazioni: Distretto Media Valle del Tevere Tel. 075 8858205 Centro Sperimentale per l’Educazione Sanitaria Tel. 075 5857354/357 1Mafia condicio. Prima di votare in Sicilia visitare e leggere le notizie del sito  HYPERLINK "http://www.disonorevoli.it " \t "_blank" www.disonorevoli.it 13.5.2006 -  HYPERLINK "http://www.beppegrillo.it/2006/05/mafia_condicio.html" http://www.beppegrillo.it/2006/05/mafia_condicio.html Agostino Saccą direttore di Rai Fiction, quindi nostro dipendente pagato con soldi pubblici, ha vietato la messa in onda del film “Giovanni Falcone” in cui compariva anche il giudice Paolo Borsellino. Il programma doveva andare in onda il 23 maggio, anniversario della strage di Capaci, prima delle elezioni siciliane, ma Saccą non vuole che sia diffuso per la par condicio, per non favorire Rita Borsellino candidata alla presidenza regionale. Al posto di “Giovanni Falcone” Saccą manderą in onda un giallo ambientato in Marocco: “La moglie cinese”. Saccą sta applicando la mafia condicio. In Sicilia, fino alle elezioni, deve essere perņ proibita la saga del "Padrino" di Marlon Brando in televisione e ritirato dai cinema “Il fantasma di Corleone” di Amenta. La mafia condicio deve essere portata fino in fondo, anche gli altri candidati non devono godere di alcun vantaggio. Pubblico una lettera di Stefania che mi scrive dalla Sicilia. “Caro Beppe, tra pochi giorni in Sicilia, si voterą per eleggere i deputati del Parlamento Regionale. Sai Beppe, sui muri delle cittą siciliane in questi giorni, campeggiano (spesso abusivamente) manifesti elettorali strappa lacrime, con frasi da bacio perugina rancido. Ad un tratto tutti hanno idee nuove, la Sicilia nel cuore, un grande futuro ci attende, giovani orgogliosi di essere siciliani, ripartiamo dal sud, un grande progetto... Bene, io mi chiedo una sola cosa: ma prima dove eravate? Queste frasi e queste belle idee diverse vengono da gente che dentro i palazzi della politica regionale ci "bruca" da anni e vedere che, dopo aver passato a nostre spese in quegli uffici cinque anni, sia loro finalmente venuta in mente "un'idea diversa", mi riempie il cuore di gioia ... Beppe, immagina di essere il presidente di una societą con 90 dirigenti costosissimi che passano le giornate a farsi i fatti loro e litigare per l'ufficio pił bello. Nel frattempo la tua societą va in fallimento, ma loro sono sempre stati strapagati. Allo scadere del contratto ti dicono che "ti amano" che "hanno un'idea diversa". Dimmi una cosa, li riassumi?? In Sicilia, si! Beppe, temo che riassumeremo la gente che ci ha portati al fallimento e che lģ vuole tenerci.E quando dico fallimento, non parlo solo dei debiti e dell'allegra gestione della Regione, parlo di un concetto molto pił ampio e radicato, lo chiamerei … il "complesso del cardellino". Mi spiego: immagina un nido con un cardellino affamato che aspetta di essere nutrito dalla premurosa mamma … scena tenera, eh? Se non fosse che quel cardellino č in etą pensionabile. Siamo un popolo abituato ad aspettare l'aiuto dalla Regione o dal sedicente politicante, un popolo tenuto per le palle. Andiamo avanti non a programmi, ma a promesse. Ti stupirai, ma qui la gente crede ancora alla promesse di un politico... La gente qui ti vota per un buono benzina, per un pacco di pasta o per 50 euro.Pił volte, mi sono chiesta il perchč. Ignoranza? Forse. Disperazione? Forse. Cretinaggine? Mah, non credo. E' piuttosto un mix di povertą e di insano opportunismo. E’ la povertą dei furbi, di quelli col sussidio di disoccupazione e il lavoro in nero, di quelli che non trovano lavoro perchč non vogliono lavorare, di quelli per cui "lo Stato č assente e non mi dą la casa, il lavoro e l'assistenza", di quelli che, pur di non far nulla, bussano alle porte dei politici per avere qualche briciola. Non considerando il fatto che quella briciola -che sia un lavoro, un precariato, un appaltino, un raccomandazione o altro- la sta pagando carissima e la sta facendo pagare anche a noi. Quando i nostri politici assumono 18.000 precari in un giorno (fatto recentemente avvenuto) i soldi non provengono dalle loro tasche, quei soldi vengono tolti allo sviluppo, ai servizi, alla sanitą e alle infrastrutture dell'intera Sicilia. Finché esisteranno persone che non rinunciano all'elemosina e al ricatto dei politici, questi signori avranno vita facile. E vinceranno le elezioni passeggiando e abbracciando e baciando gli elettori. L'aspetto strano di questa faccenda della promessa č che al siciliano doc le parole "rispetto", "dignitą", " onore", da sempre fanno vibrare le corde: "mancare di rispetto" qui č un peccato capitale, siamo fieri per nascita. Almeno cosģ credevo. Questo mollusco con la mano tesa e lo sguardo da ruffiano pronto a vendere il futuro suo e il mio per 30 danari, non č il siciliano doc e non merita comprensione..E’ la zavorra, č il freno a mano del nostro futuro. Le persone come lui formano quel prezioso "allevamento di voti" che non ci permette di mandare a casa la gente che ama vederci sottosviluppati e ricattabili. Caro Beppe, potrei citarti migliaia di casi di promesse non mantenute dai politici e di gente imbestialita: lo so io e lo sanno quelli che ancora ci credono. Io chiedo loro solo una cosa. Prima di dare un consenso, vi prego: cercate di capire chi avete davanti. Chi vi promette facili favori, non vi ama e non vi darą nulla. Non lo dico io, lo dice la loro storia: basta dimostrarvi chi sono. Caro Beppe, a te e a coloro che leggono chiedo di aiutare questa gente a capire..Esiste un sito che in maniera molto semplice fa un bilancio dello scempio che coloro che oggi ci chiedono il voto hanno fatto negli ultimi cinque anni di governo regionale. Gente priva di scrupoli che si arricchisce sulle nostre sventure. Prima di votare, bisogna assolutamente leggere le notizie di questo sito:  HYPERLINK "http://www.disonorevoli.it " \t "_blank" www.disonorevoli.it  Grazie di cuore.” Stefania.2Cuffaro in Sicilia BACIANDO BACIANDO… - Totņ bacia e l'Ato (gestione rifiuti - servizio nettezza urbana) aumenta le tariffe in maniera spropositata.23/05/2006 - Paolino Maniscalco - Mentre Cuffaro va in giro a sbaciucchiare a destra e al centro nei siciliani c’č rabbia per gli enormi aumenti dei costi di gestione dei rifiuti che si stanno verificando nel passaggio dalle gestioni comunali a quelle degli ATO e nel passaggio da tassa a tariffa. Se i siciliani sapessero come stanno veramente le cose siano sicuri che continuerebbero a farsi baciare? In questa vicenda vi sono infatti pesanti responsabilitą personali di Cuffaro che č, da cinque anni, il “Commissario per l’emergenza rifiuti”. Ciņ che sta avvenendo č da addebitare direttamente a lui non solo in quanto Presidente della Regione ma in quanto Commissario che ha agito con amplissimi poteri in deroga (e a volte in violazione) di numerose leggi. Ricostruiamo la vicenda. Al centro di tutto c’č il fatto che una delicatissima fase di svolta nella gestione dei rifiuti č stata affrontata con dilettantismo. La costituzione degli ATO era finalizzata a: - organizzare il servizio su un bacino pił ampio in modo da favorire l’industrializzazione del settore (oggi con molte piccole imprese anche malavitose) e raggiungere economie di scala col fine anche di alleggerire gli ipotizzati aggravi del passaggio da tassa a tariffa. - Gestire i rifiuti nei modi previsti dalla normativa, aumentando le percentuali di raccolta differenziata. - Favorire una gestione di carattere privatistico, pił economica ed efficace. - Favorire la trasparenza, in un settore oggi inquinato dalla mafia, e la partecipazione dei cittadini. Invece abbiamo avuto: - una parcellizzazione degli ATO (il Decreto Ronchi ne individuava uno per provincia, invece ne sono stati costituiti 27 e, addirittura, qualcuno di questi ha spezzettato gli appalti sul proprio territorio (per “garantire” anche le piccole imprese…) - le societą di ATO sono state lottizzate e quasi nessuno dei circa 200 componenti dei CdA ha i requisiti previsti nello Statuto: “esperienza manageriale nel settore”. Si badi: non solo esperienza manageriale ma proprio “nel settore” della gestione dei rifiuti) - Le societą di ATO, tutte di nuova costituzione sono state infarcite di impiegati assunti con criteri clientelari e, anche qui, quasi nessuno conosce la materia; - tutto ciņ che avviene nelle societą č segreto (per il fatto che sono SpA: ma – si badi! – sono SpA a capitale pubblico). - Ma ecco la cosa pił grave: in violazione della legge (che stabilisce che siano i Comuni a decidere l’importo della tariffa) la tariffa č stata decisa quasi ovunque autonomamente dalle societą di ATO. Questo non č stato il frutto di un equivoco o di un errore ma di precise indicazioni fornite dal commissario Cuffaro. Di fronte alle proteste dei comuni il governo regionale cercņ di sanare la situazione inserendo nella finanziaria 2005 una norma che prevedeva che la tariffa fosse decisa dalle societą di ATO, norma giustamente impugnata dal Commissario dello Stato. In sostanza: la delicatissima fase di trapasso al nuovo sistema č stata gestita con dilettantismo da societą di nuova costituzione, amministrate da persone di (quasi) nessuna capacitą o esperienza e con strutture inadeguate. • ECCO PERCHE’ A TRE ANNI E MEZZO DALLA LORO COSTITUZIONE SIAMO ANCORA IN ALTO MARE • ECCO IL VERO MOTIVO DELL’ABNORME AUMENTO DEI COSTI! Perché si giunga ad una gestione dei rifiuti in linea con quanto previsto dalla normativa (e quindi con politiche di riduzione dei rifiuti e alte percentuali di raccolta differenziata) sarą necessario: -Ridurre il numero degli ATO; -Vigilare perché gli amministratori abbiano i requisiti previsti nello Statuto; - Pubblicare su un sito della Regione (oppure: stabilire norme perché siano pubblicati) tutti i verbali dei Consigli di amministrazione; - Aiutare i Comuni per tariffe agevolate per le fasce pił deboli.3I lenzuoli di Rita Borsellino contro Cuffaro schiacciasassi. - Regione Sicilia, migliaia di consulenze in vista del voto. Nel "comitatone" elettorale del presidente una folla di clientes Megafeste e comizi di condominio "Vincerņ con venti punti di scarto". "Un“altra storia" č lo slogan della sfidante. Ma i big dell“Unione stanno partendo da Roma solo negli ultimi giorni di campagna elettorale. Totņ si gioca la riconferma dopo polemiche e un rinvio a giudizio. Negli ultimi mesi distribuiti dal governatore 1223 nuovi incarichi.da  HYPERLINK "http://www.repubblica.it/" Repubblica - 22 maggio 2006 di Attilio Bolzoni - PALERMO - Sulla strada pił bella di Palermo i vigili fanno finta di niente. Qualcuno passa a fatica e impreca per quelle auto posteggiate in terza fila, la sosta selvaggia č solo per lui in via Libertą. Si sono spostati in massa i postulanti, i supplicanti di Totņ. Dalla sua casa tra le palme di Villa Sperlinga sono migrati all“ultimo indirizzo conosciuto, lģ dove c“č il «comitatone» elettorale, una gigantesca sala ricevimento di sedici stanze una dietro l“altra, percorso obbligato per una folla di siciliani, la giostra per strappare una nomina o un posto o magari solo una promessa. Il governatore ha una buona parola per tutti. E cosģ dal mattino fino a notte fonda, quelli stanno in questua aspettando un suo gesto, un ammiccamento, un suo bacio. Maggio 2006, in Sicilia č come cinque anni fa, come cinquant“anni fa. Sarą dura anche questa volta poter cambiare in qualche modo un“isola e la sua Regione. Nella caldissima vigilia di voto quella di Rita Borsellino si annuncia la sfida pił difficile, una missione impossibile. Per scoprire cosa presumibilmente accadrą domenica prossima alle elezioni per scegliere i 90 deputati dell“Assemblea e il loro presidente, č inevitabile raccontare cosa č accaduto nel passato pił recente nella terra divorata da Salvatore Cuffaro e dalle sue milizie dell“Udc. Soprattutto ricordare cosa ha fatto Totņ negli ultimi diciotto mesi, come ha preparato la sua ricandidatura a Palazzo d“Orleans districandosi tra scandali e un pericoloso rinvio a giudizio. C“č un numero magico. E“ il 1223. Tanti sono gli incarichi e tante le consulenze e le investiture che ha distribuito il governatore in vista della sua desiderata seconda volta, un exploit senza precedenti anche per una Regione abituata ai saccheggi e alle grandi spartizioni, un record assoluto firmato da colui che a tutti i costi non vuole lasciare il suo regno. E“ uno schiacciasassi Totņ Cuffaro in questa campagna elettorale dove la Casa delle Libertą parte gią con 17 punti e mezzo milione di voti di vantaggio sull“Unione, distacco segnato alle politiche dove il centrodestra qui ha aumentato ancora di pił i suoi voti. Totņ Cuffaro ha trasformato funzionari in dirigenti, ha riempito i consigli di amministrazione degli enti con amici e parenti, ha ingaggiato un esercito di «esperti» e di «tecnici» esterni. E raddoppiato l“esercito dei fedelissimi, triplicato le sue presenze come padrino a cresime e battesimi. Non manca mai a una festa di un santo patrono o a una sagra del carciofo. E“ il solito tritacarne Salvatore Cuffaro, l“idrovora che ingoia tutto con i suoi mitici archivi elettorali, gli elettori schedati uno per uno quartiere per quartiere, paese per paese. Campagna all“antica. E un colpo da maestro messo a segno proprio qualche giorno fa. L“ultimo provvedimento della sua giunta regionale ha «sistemato» quegli 8 impiegati che sino a febbraio lavoravano al centro «Paolo Borsellino», fondazione sciolta su decisione della vedova dopo che il direttore - padre Giuseppe Bucaro - era stato trascinato nell“affaire dell“ereditą sporca di don Vito Ciancimino. Totņ li ha fatti assumere alla societą Multiservizi che li dirotterą in qualche azienda ospedaliera. Posti, posti e ancora posti. «Sfruttano le clientele, il presidente pensa solo agli affari dei suoi amici e non ai bisogni e ai diritti dei cittadini, ecco la differenza tra noi e loro», reagisce Rita Borsellino che sul simbolo ha scelto lo slogan «Un“altra storia». Le risponde Cuffaro: «A noi siciliani non serve un“altra storia, noi una storia ce l“abbiamo gią, č la mia, č la nostra». Lo scontro si sta consumando in due Sicilie profondamente diverse, lontane. Duello scontato, troppo prevedibile. Con i due contendenti ripiegati su loro stessi, uno a raffozare con i soliti sistemi la sua grande tribł e l“altra rivolta tutta a quella «societą civile» che gią l“aveva scelta alla primarie con un plebiscito. «Sarņ eletta io e non sarą un miracolo», dice lei. «Vincerņ io e con 20 punti di scarto», dice lui. Lei va nelle scuole e riempie cinema e teatri, lui piomba nelle sacrestie delle parrocchie a salutare i preti ai quali ha fatto arrivare i finanziamenti di «Agenda 2000» per restaurare le loro chiese. Lei vola a Siena per incontrare gli studenti che scenderanno a votare domenica con il treno speciale «Rita express», lui č a Roma per l“elezione del capo dello Stato ma torna subito in Sicilia per non perdersi i giochi di fuoco del santissimo crocifisso a Milazzo. E nel frattempo i suoi aprono i saloni delle ville storiche per le mega feste, fanno inviti ai party, organizzano comizi da condominio. E“ l“ultima frontiera del candidato palermitano della Casa delle Libertą. I primi avvisi li hanno esposti in portineria al villaggio Santa Rosalia per far arrivare l“illuminazione pubblica in quel budello che č via Li Bassi, quasi cento gli abitanti del palazzo, testimonial dell“evento il bomber di Italia ‘90 Totņ Schillaci. I muri di Palermo sono coperti dalla faccia gommosa e dilatata del governatore e dagli altri volti sorridenti dei candidati del centrodestra, ogni trecento metri c“č anche qualche manifesto di Rita. Una sproporzione imbarazzante. Contro lo strapotere mediatico degli avversari la candidata alla Regione dell“Unione ha lanciato la pubblicitą elettorale fai-da-te: «Mettete i lenzuoli ai balconi». Sempre circondato dalla sua sterminata corte di clientes Totņ Cuffaro promette, promette e promette sempre. Ha ritirato fuori un“altra volta persino la vicenda dell“acqua che non c“č. Sfrontato. E“ stato lui negli ultimi 5 anni il commissario straordinario per l“emergenza idrica nell“isola. Sempre sobria, misurata, rassicurante la Borsellino. Ma forse un po“ troppo sola in una campagna elettorale dove i capi dei partiti che sostengono la lista «per Rita» - Ds e Margherita in testa - sono stati prima distratti dal voto nazionale e ora sembrano pił preoccupati a portare avanti i loro. Pochi i seggi a disposizione, lotta all“ultimo sangue per conquistarli. Per dare una mano a Rita, i big stanno partendo da Roma solo negli ultimi giorni. L“unica speranza che resta č il voto disgiunto. E“ quello che in una campagna segnata sulla carta forse puņ rimescolare i giochi. Gli elettori del centrodestra potrebbero votare i loro candidati di lista ma non Cuffaro presidente, solo cosģ Rita raccoglierebbe qualcosa dall“altra parte. E poi c“č l“incognita del leader di Alleanza siciliana Nello Musumeci, terzo candidato governatore che ha portato via alle politiche 36 mila 160 voti al Polo. E poi ancora c“č una faida furibonda dentro Forza Italia palermitana per impadronirsi della presidenza dell“Assemblea. Da una parte Dore Misuraca legato a Renato Schifani, dall“altra Gianfranco Micciché tornato a Palermo per riprendersela. Di mafia Rita Borsellino non ha mai parlato in questa primavera che ha preceduto il voto e dove gli avversari l“hanno attaccata anche solo per il suo cognome. Di mafia ha parlato tanto invece Totņ, quello che č anche accusato di averla favorita. L“altro ieri ha presentato un libro, in 165 pagine elenca «tutti i miei provvedimenti per l“affermazione della legalitą». Come finirą domenica? Lo abbiamo chiesto a una maga. E“ Maria Stella Greco, in arte Madame Stella. Risponde la signora: «Ho letto le carte e dicono che io sarņ tra le pił votate». Madame Stella č nella lista che appoggia il governatore. In veritą Totņ non la voleva. Ma poi i suoi l“hanno convinto a tenerla lģ. Anche in Sicilia, non si sa mai.4La Regione Sicilia fa assumere 150 giornalisti. Una sanatoria obbligherą gli enti locali dell’isola a mettere a contratto tutti i cronisti precari, con stipendi pił alti di quelli base. di Giuseppe Salvaggiulo -« La Regione vuol diventare il pił grande editore della Sicilia: quale giornale, da queste parti, ha mai assunto 150 giornalisti?». La battuta circola tra i cronisti palermitani e prelude alla sanatoria di 150 (ma alcune stime arrivano a 200) portavoce e addetti stampa di sindaci, assessori, consorzi, fiere, parchi e ogni altra istituzione partorita dall’ipertrofia burocratica siciliana. Assunti dai rispettivi enti in ossequio a una legge regionale. Un’infornata di giornalisti incubata per quindici anni. A tanto risale la vertenza sui giornalisti-precari nelle pubbliche amministrazioni dell’isola. Gente che passa un anno a scrivere comunicati per un assessore, poi cambia l’assessore e capita di andare a casa. Portaborse-portavoce-addetti stampa in cerca di sistemazione, ma anche professionisti illusi con sequele di contratti di collaborazione mai tramutatisi in posto fisso. Il sindacato dei giornalisti ne ha censiti circa 150 («Ma tanti non hanno risposto al questionario») su 500/600 giornalisti professionisti siciliani. Poi ci sono anche 90 disoccupati (avevano un lavoro, l’hanno perso), 60 inoccupati (non l’hanno mai avuto) e un imprecisato numero di abusivi (in nero). Questa la situazione. Che fare? Dopo anni di chiacchiere (e una sanatoria del 2002 mai attuata), per i precari sembra arrivata la volta buona. E se ancora non possono festeggiare l’agognata assunzione, č solo per un paradossale conflitto tra le diverse ipotesi di sanatoria. Il sindacato si č messo d’impegno per risolvere la questione, ha stilato un protocollo d’intesa con i Comuni, ne prepara uno analogo con le Province, apre un tavolo di trattativa con la Regione : tutti devono assumere gli addetti stampa, «sottraendoli alla logica dello spoils system». Corollario: i precari saranno stabilizzati secondo il principio della «conferma delle funzioni». Hai fatto per un anno l’addetto stampa al Comune di Caltanissetta? Hai il diritto di farlo a vita. E cosģ via. Malumori tra i «pasdaran dei concorsi» (definizione in uso tra i sindacalisti): cosģ si garantisce un contratto a tempo indeterminato ai portaborse dei politici, elevandoli inopinatamente a rango di giornalisti, a scapito dei professionisti veri. Ma sono perplessitą minoritarie. Mentre la trattativa procede, lunedģ scorso due deputati dell’Assemblea regionale (Salvo Fleres, vicepresidente di Forza Italia, e Giovanni Barbagallo, capogruppo della Margherita) scavalcano tutti e presentano una norma che dovrebbe risolvere il problema in un colpo solo. Si tratta di un emendamento alla legge omnibus (la legge pre-ferie, in cui c’č di tutto e di pił) che garantisce l’assunzione a chi abbia alle spalle, negli ultimi 24 mesi, un anno di attivitą come addetto stampa di Regione, Province, Comuni sopra i 30mila abitanti ed enti regionali. Tutti con contratto di caposervizio, status pił alto e pił remunerato di quello di redattore (ma questo in Sicilia non suona strano, se si pensa che per legge tutti gli addetti stampa del presidente regionale sono assunti come capiredattori). Il sindacato (non consultato) insorge e grida allo scandalo: «Cosģ si getta a mare il precariato storico». Cioč: i requisiti per l’assunzione sono troppo stretti, bisogna allargarli a chi aveva maturato un anno di attivitą gią nel 2000. Tutti dentro, niente figli e figliastri. Si denuncia l’incostituzionalitą della norma per violazione del principio di uguaglianza, mentre il coordinamento precari insorge a sua volta contro il sindacato. Un putiferio che nasconde le divisioni all’interno di sindacato e ordine dei giornalisti. Ma queste sono questioni interne. Il risultato č che l’Assemblea s’impantana sulla legge omnibus (manca la copertura finanziaria) e rimanda la norma a settembre, quando ci saranno i soldi. Il sindacato canta vittoria e confida di chiudere la sua trattativa con la giunta e firmare la sanatoria prima che l’Assemblea voti quella norma. Č una corsa contro il tempo: chi arriverą prima e potrą fregiarsi dela benemerita assunzione dei 150 giornalisti ex precari della Sicilia? giuseppe.salvaggiulo@ilgiornale.it 5Diciottomila in un giorno, assunzioni bipartisan in Sicilia. La giunta Cuffaro regolarizza per 5 anni i precari. Il sostegno di sindacati e sinistra.da Corriere della Sera del 8 febbraio 2006 di Gian Antonio Stella - Festa grande a Villafrati: Mamma Regione ha deciso di stabilizzare i precari e in questo paesino palermitano, record planetario, c'č un Lavoratore socialmente utile (Lsu) ogni 30,6 abitanti. Come se in Italia ce ne fossero 2 milioni. «Tutti in-dis-pen-sa-bi-li», spiega il sindaco diessino Pippo Vitale. Come indispensabili devono essere sembrati a Totņ Cuffaro tutti i neoassunti. Diciottomila in un giorno. Nuovo primato del buon governatore che per l’operazione ha goduto della benedizione non solo della Bedda Madri, cui affidņ l’isola amata, ma anche di quella delle opposizioni di sinistra. Che plaudono. Non si era detto che in questi anni di vacche magre lo Stato non poteva permettersi nuove assunzioni in uffici pubblici che gią traboccano di dipendenti? Lo Stato, forse. Ma la Sicilia č un mondo a parte. Dove anche chi quotidianamente inveisce contro il governatore udc, accusandolo delle peggiori nefandezze clientelari deve tener conto dei consensi che perderebbe mettendosi di traverso alle sue leggine. Risultato: batte le mani la Cgil, batte le mani la Cisl, batte le mani la Uil. E cosģ gli autonomisti di Lombardo alleati elettorali della Lega Nord. E i diessini. Che per bocca di Domenico Giannopolo hanno chiesto al governo pure una sanatoria per i precari che non hanno versato contributi negli ultimi dieci anni. E i soldi chi li mette? Boh... E torniamo al tema di sempre: č davvero questo l’unico modo in cui si puņ governare nel Mezzogiorno? D’accordo, la grande impresa gią č in difficoltą per proprio conto non scende da anni a investire in Sicilia. Il terziario č in crisi. La disoccupazione č altissima. Ma dove sono finiti i propositi di farla finita con lo schema perverso che vede la continua assunzione di precari che di protesta in protesta si imbullonano al posto provvisorio di rinnovo in rinnovo finché non strappano l’assunzione definitiva? Per caritą, risponderanno Cuffaro e i suoi sodali: nessuna assunzione definitiva. Vero: solo un contratto di 5 anni da 900 euro al mese per 24 ore di lavoro settimanale. Valido da adesso (ricordatevi ragazzi: si vota il 9 aprile) fino alle prossime elezioni politiche e regionali. Dopo di che... La stabilizzazione dei 18 mila precari dei comuni, delle province o delle Asl, che arriva dopo settimane di tensioni, blocchi stradali e l’occupazione di una cinquantina di municipi, č solo l’ultima d’una catena. Basti ricordare a luglio l’assunzione in una sola giornata di 7.209 precari regionali, dei quali 2.543 portantini e autisti del 118. O la sistemazione dei forestali varata la settimana scorsa da Palazzo D’Orleans. Gli assunti a tempo indeterminato erano 865: quadruplicati, diventeranno 3.820, con l’arruolamento di quanti facevano 151 giornate l’anno. E via a scalare: i 12.720 «centounisti» (che avevano contratti per 101 giornate annuali) diventeranno «centoncinquantunisti» (151 giornate) e i 14.500 «cinquantunisti» (51 giornate l’anno) diventeranno «settantottisti», toccando la soglia delle 78 giornate lavorative che consente di ottenere poi l’indennitą di disoccupazione. Per un totale di 31.040 addetti alla forestazione (diecimila pił di quelli dello stato canadese del British Columbia, cinquanta volte pił esteso dell’isola) pił o meno sistemati. Resta da vedere se tutto questo ben di Dio di stabilizzazioni, cosģ utili elettoralmente, passerą non solo l’esame dell’Ars (presumibilmente positivo, visto l’andazzo) ma anche quello, poi, del commissariato di governo. Il quale ha appena impugnato ben 10 delle 13 leggine di fine legislatura varate dall’Assemblea regionale. Tra cui quella che prevedeva l’assunzione, con spese almeno parzialmente a carico della regione, di 150 giornalisti sparpagliati negli enti territoriali dell'isola. Di cui 24 portavoce che ruotano intorno agli assessorati regionali, destinati a finire nel pił grande ufficio stampa che mai la Sicilia abbia avuto. Col risultato, c’č da immaginare, di rendere ancora pił luminosa l’immagine di sobrietą ed efficienza della giunta. Sono anni che il Commissario di Governo stoppa i provvedimenti pił incredibili e spendaccioni che improvvisamente escono da certe nottate folli dell’Ars. Come la norma che nel 2002 estendeva le baby-pensioni dei dipendenti regionali a tutti i 97 enti vigilati dalla Regione. O le assunzioni a pioggia nei Beni Culturali nel 2003. O l’autorizzazione di una colata di cemento alberghiero alle Eolie o il rinnovo delle licenze anche agli imprenditori che non pagano le tasse di concessione, nel 2004. O le 147 variazioni al bilancio 2005 votate senza copertura finanziaria, per non dire della creazione dell’albo degli amministratori di condomini o dell’introduzione della figura del «tecnico di riabilitazione equestre». O ancora l’assunzione per cinque anni di chi aveva lavorato sei mesi come consulente della struttura che si occupa dei rifiuti. «Dopo quasi otto anni trascorsi a vagliare le leggi dell’Ars, ho buttato via i libri di diritto», spiegņ schifato pochi mesi fa a Emanuele Lauria del Giornale di Sicilia , Gianfranco Romagnoli, il commissario appena andato in pensione. E accusņ gli amministratori regionali di avere troppo la «tendenza a concedere benefici coi portafogli degli altri». Da allora, non č cambiato nulla. Anzi, contro le ultime leggine bocciate, il governo siciliano ha deciso di ricorrere alla Corte Costituzionale: se siamo autonomi, perché non possiamo spendere come ci pare? 6La telenovela sullo sperpero del denaro pubblico in Sicilia.Informazioni da Lo spreco (Baldini&Castoldi, pgg. 349) di Gian Antonio Stella, inviato del Corriere della Sera  HYPERLINK "http://www.disonorevoli.it/leggi.html" http://www.disonorevoli.it/leggi.html Quante notti non avete dormito per la paura dell’estinzione … non del panda … ma del …"cirneco dell'Etna"!!! Un cane "dalle prestigiose prestazioni nella caccia al coniglio, che stana nelle pił remote anfrattuositą laviche", (lo scrive l'"Enciclopedia di Catania"). Bestia di rara nobiltą portato sull'isola tremila anni fa dai Fenici. Non che il cirneco rischiasse l'estinzione: ci sono almeno 4 allevamenti nella sola Toscana dove cresce contento tra vigne, ulivi e scodelle di bocconcini. Ad aver bisogno di assistenza c'era pero un gruppetto di giovanotti di Zafferana Etnea ( l’Etna c’era ). La Regione in virtł dell’articolo 23 (precari) ne prese ben 15, fece loro un contratto da 800 mila lire al mese e assegnņ loro la temeraria missione: garantire la sopravvivenza al "cirneco dell'Etna"!!!! Ma gli otto cani sventuratamente prescelti, pare nemmeno puri, si dimostrarono indifferenti al privilegio d'avere due assistenti ciascuno, incapaci di apprezzare la sensibilitą di chi aveva scelto d'ospitarli tra i ganci e le canalette di scolo del ridente macello comunale abbandonato, e insensibili allo sforzo dell'amministrazione regionale che per ciascuno di loro spendeva fior di milioni. Gli ingrati canidi morirono uno dopo l'altro, nel giro di quattro anni. Rischiando di far spirare anche i contratti degli addetti, subito impegnati a ricercare nuovi e socialmente utili impegni. Amen! Ai soggetti colti da un naturale senso di nausea, Sconsigliamo vivamente di proseguire la lettura In nome del famigerato articolo 23, ovvero la legge sul precariato (o allevamento di voti) i nostri beniamini si sono prodotti in fantasiosi incarichi. Ne citiamo alcuni.. -contare quante macchine passano in un giorno a un certo semaforo, censire i motorini di un paese, o contare tutte le fontanelle del borgo natio. E Come non menzionare l’episodio Catanese del progetto finanziato agli inventori di una macchina "schiudi-uova", ma la bontą dei nostri beniamini va oltre… Motivo per cui coprono tutti i buchi… Come quello degli editori "con esposizioni bancarie fino al 31 dicembre 1996" salvando cosi la "Sellerio" indebitata per 7 miliardi Pagando 15 milioni al mese all'ex segretario generale Silvio Liotta, andato in pensione per fare il deputato (altro stipendio) Si fanno carico dal 1991 di un sussidio (l'80% dello stipendio) non solo ai minatori di Pasquasia ma anche a 435 dipendenti di cantine sociali, consorzi e cooperative che si erano ritrovati in difficoltą per gli organici troppo gonfiati col risultato di finire sotto inchiesta (č saltato fuori che qualcuno, sapendo della leggina in arrivo, si era fatto assumere una settimana prima dello scontato licenziamento) La stessa bontą li porta a comprare tutte le arance rimaste invendute. Ad assistere con un contributo annuale non solo i terremotati del Belice ma pure ("noblesse oblige") dell'Irpinia. A Distribuire altri 36 miliardi d'aumento ai propri impiegati nell'estate del 1997. Peccato che 360, tra dipendenti e deputati regionali, furono in seguito condannati dalla Corte dei conti a restituire un pacco di miliardi alcuni dei quali soffiati allo Stato con una leggina unica al mondo. Rimborsava anche le spese di viaggio per andare in vacanza .. Un tot a sua eccellenza l'onorevole, un tot alla moglie, un tot a ogni figlio... E il suocero? Niente per il suocero? Crepi l’avarizia 58 mila lire l'anno anche per lui... Se avvertite fastidiosi crampi allo stomaco sospendete la lettura Ma la vera chicca sono i viaggi, da queste parti, sono una vera passione. Una volta, per organizzare un campionato di ciclismo sono andati a Oslo in 120, compresi i musicisti di un'orchestrina folk, trenta giornalisti, quattro cuochi, e stranamente … le mogli (spiegazione dell'assessore in carica "Che dovevamo fare? Poi ci dicevano che siamo i soliti siciliani che lasciano a casa i 'fimmini' ") Un'altra volta, per capire come si organizza una Universiade, hanno programmato un viaggetto con destinazione: Fukuoka (Giappone) Una cosetta spartana: 4 miliardi del vecchio conio (17 milioni a testa) per portare dall'altra parte del mondo 231 persone. Tutte in-di-spen-sa-bi-li: deputati, funzionari e amici oltre un doveroso omaggio per gli asiatici amici. Infatti per regalare ai giapponesi uno spettacolino durante la cerimonia di apertura della manifestazione sdoganarono a nostre spese 30 sbandieratori di Siena, 30 trampolieri dell'Emilia Romagna, 30 gondolieri veneziani, 10 cantanti romani e 30 Pulcinella napoletani. Tutti prenotati all'hotel Hyatt Residence, 500 mila lire a testa al giorno. Caruccio? Ma per caritą!! disse l'assessore al turismo "Il minimo: mi dicono che la lira lģ non vale niente e che un caffč costa diecimila lire!! non capisco tutte queste polemiche! “ cosģ concluse l’assessore ignaro del mandato di cattura che lo avrebbe colpito dopo la scoperta che l'agenzia inglese incaricata di tutto (di proprieta di un siciliano) era in realtą un allevamento di cavalli e che i soldi erano finiti alle isole Vergini: In fondo l’assessore lo aveva detto!! "In vita mia ho sempre pensato in grande" . Il processo č in corso. Tra gli imputati (la richiesta di condanna č di 3 anni e 3 mesi), c' č pure l' ex assessore provinciale Fabrizio Bignardelli. Pressato dalla voglia di rinnovamento, il presidente regionale Totņ Cuffaro se l' č preso come segretario particolare. Se Avete deciso di avere attacchi di gastrite acuta … andate avanti. Nella storia del "Palazzo della Cuccagna", come Saverio Lodato nel libro "I potenti" ha ribattezzato il Palazzo dei Normanni sede dell'assemblea regionale, č concentrato tutto il peggio di un certo ceto politico all'italiana. Tempi in cui nella dolce e solare piana di Catania, di colpo certificata a rischio di glaciazioni epocali, venivano piantati enormi e costosissimi ventilatori antighiaccio il cui unico produttore (coincidenza) era proprio di Catania. Di cotte e di crude ne hanno fatte tutti i governi regionali. Ma se qualcuno, soprattutto a sinistra, pensa di potersi chiamar fuori in nome dei tanti martiri e delle tante persone perbene elette all'Ars (che ci sono e ci sono state davvero) si ricordi della leggina per Calogero Gueli. Era un deputato regionale diessino che per un fastidioso problema di pensione propone un codicillo in base al quale chi ha avuto un vuoto tra due mandati parlamentari puo riscattare, pagando un po' di contributi, la legislatura mancante purche abbia ricoperto in quegli anni una qualsiasi carica elettiva: consigliere comunale, provinciale, circoscrizionale... L'entusiasmo con il quale i colleghi votarono la leggina fu commovente. I parlamentari siciliani, del resto, non hanno mai avuto dubbi su chi dovesse avere la precedenza: i parlamentari siciliani! E' sufficiente ricordare la legge con la quale, in nome dell'autonomia, si sono attribuiti, facendo il verso alla Camera e al Senato, "la prerogativa dell'insindacabilitą per i voti dati nell'assemblea regionale e per le opinioni espresse nell'esercizio delle loro funzioni". Cosa che li mette al riparo anche nel caso di plateali interessi privati in atti pubblici. La lettura delle seguenti righe nuoce gravemente alla salute Ma agli "uomini d'oro" della Regione Sicilia non basta ancora. Tanto č vero che per decenni alcuni di loro hanno fatto la cresta su tutto. Sulle opere colossali come sugli sfizi.  E cosģ eccoti la storia della famigerata Chimica del Mediterraneo, un megaimpianto per la produzione di solfati e derivati del petrolio. Tirarono su capannoni e ciminiere e vasche, promisero in cambio di voti l'assunzione di moltitudini di operai, impiegati, dirigenti. Mai aperto. Mai avviata la produzione. Mai uscito dai camini un filo di operoso fumo. Finchč tutto quell'ammasso di ferro arrugginito non e stato venduto a qualche "rottamatt" che pezzo per pezzo si č messo a portarlo via. Centinaia e centinaia di miliardi buttati via. Un affarone per le imprese, le cosche, gli assessori coinvolti, i funzionari che si spartiscono i gettoni delle commissioni di verifica e di collaudo... E se non c'č l'affarone? ben vengano gli spiccioli. E cosi il 14 febbraio 1992 la giunta siciliana vara un concorso per 10 borse di studio da 1 milione l'una per gli studenti delle medie superiori. Totale 10 milioni. allo scopo di distribuire questi 10 milioni ne stanzia 50 per i gettoni di presenza dei sei giurati della commissione incaricata di scegliere i vincitori, commissione presieduta (coincidenza) dallo stesso presidente della regione. Segue lettura consigliata solo a fachiri e masochisti Indimenticabile il bando d'appalto varato in tutta fretta ai primi di maggio del 1991 per l'acquisto di 1.200 borse a soffietto. E per facilitare la partecipazione al bando fornirono alcune generiche caratteristiche: “1.200 borse per ufficio Munari / modello 205 in ovieto, due scompartimenti interni a soffietto, tasca esterna con chiusura a strappo, due manici ripiegabili di colore grigio / 22". E sarebbe questa una gara d'appalto? E nessuno per anni vede niente, nessuno dice niente, nessuno denuncia niente. 7Quanto costa una legge in Sicilia? 6,5 Milioni di Euro. Gli altri costi in dettaglio, mentre sui consulenti e I commissari non ci č dato sapere niente: dati “riservati”. Chissą perché...Da la Repubblica di Palermo del 11/1/2006 di Alberto Bonanno  HYPERLINK "http://www.disonorevoli.it/leggi.html" http://www.disonorevoli.it/leggi.html A voler fare un conto della serva, ogni legge regionale nel 2005 ci č costata pił o meno 6,5 Milioni di Euro. Il risultato lo si ricava ripartendo i 142 milioni 185 mila euro del bilancio dell' Assemblea regionale, approvato ieri sera dal consiglio di presidenza dell'Assemblea regionale siciliana (Ars) sul numero di leggi votate nel 2005, in tutto: 22 Che vanno dal nuovo Statuto regionale alle norme per la disciplina della raccolta dei funghi EPIGEI,canto del cigno di Sala d' Ercole prima delle vacanze natalizie.  E quest' anno le spese saranno ancora pił elevate rispetto al 2005, l' Ars prevede di spendere 7 milioni 55 mila euro in pił  in tutto sono ben: 149 milioni 240 mila euro. A crescere saranno le spese per le indennitą dei parlamentari (13,5 milioni di euro rispetto ai 13,1 del 2005), i vitalizi (20,2 milioni contro 19), e le indennitą di cessazione del mandato parlamentare (da 1,1 a 2 milioni). Aumenti legati in linea di massima al calcolo - provvisorio - del passaggio di legislatura, tenuto conto che non tutti i deputati saranno rieletti e che per quelli rimasti fuori l' Ars pagherą una bella pensione, con tanto di buonuscita. Previdenza e assistenza dei deputati cresceranno complessivamente di 2,4 milioni di euro, raggiungendo cosģ la cifra di 24 milioni 147 mila euro. Immutate le spese di diaria a titolo di rimborso spese (4,4 milioni), delle indennitą di ufficio (1,2 milioni) e di trasferte e viaggi (2 milioni 850 mila euro). Complessivamente, i compensi ai deputati in carica costeranno 21,9 milioni di euro. Cioč 400 mila euro in pił del 2005. Anche le cifre per il personale di ruolo cresceranno (da 26,9 a 28,9 milioni), e quelle per i compensi ai collaboratori temporanei (2 milioni e 50 mila euro). E un aumento sostanziale ci sarą anche per le spese di previdenza e assistenza del personale, che cresceranno di 1 milione 785 mila euro e raggiungeranno i 35 milioni 648 mila euro (31 milioni sono di sole pensioni). Un aumento č previsto anche per i contributi ai gruppi parlamentari, che si impingueranno di 600 mila euro e raggiungeranno cosģ i 7 milioni e mezzo. Altri 5 milioni serviranno (e sono serviti nel 2005) a finanziare «l' opera di ricerca, consulenza, documentazione, collaborazioni e servizi di supporto all' attivitą parlamentare dei deputati». Le spese per l' organizzazione di «convegni, manifestazioni, relazioni esterne, cerimoniale e per funzioni delegate» restano confermate in  400 mila euro. Tra le (poche) spese che verranno contratte ci sono quelle per stampati e pubblicazioni, come resoconti, notiziari, bollettini, relazioni e stampati di servizio, che scenderanno da 230 a 219 mila euro. Immutate le spese per trasferte e viaggi dei parlamentari 2 milioni 850 mila euro. mentre 5 mila euro in pił andranno alle spese di rappresentanza, in tutto 865 mila euro. Di questi fondi, 260 mila euro sono fondi riservati al presidente dell' Assemblea per «cerimonie, onoranze e spese di rappresentanza» e altri 120 mila euro per «contributi, elargizioni e beneficenza». I costi tecnologici non cambiano: 1,3 milioni per servizi informatici, sistema informativo e diffusione banche dati nel 2005, altrettanti nel 2006. Restano a quota 820 mila euro i servizi ausiliari (30 mila euro in meno all' infermeria finiscono alla caffetteria, che raggiunge quota 380 mila). La manutenzione e la ristrutturazione di Palazzo dei Normanni costeranno 110 mila euro in meno (sottratti all' impianto di climatizzazione), e si fermeranno a 795 mila euro. Meno 234 mila euro anche per beni di consumo e servizi, in tutto 5 milioni 46 mila euro, sebbene il noleggio di auto blu costerą 40 mila euro in pił, cioč 250 mila euro. Un ben di dio sul quale resta accesa una speranza: 130 mila euro, tra le spese varie, sono destinati al compenso di membri di commissioni speciali, comitati e collegi arbitrali. Ma anche alla copertura degli «oneri connessi all' espletamento dei concorsi». L' ultimo concorso per commessi č stato nel 1999 e la graduatoria sta ancora scorrendo. Resta una sola domanda ….. E i consulenti? E I commissari? Questo non ci č dato saperlo, sono dati “riservati”. Chissą perché... 8I danni della corruzione e la loro prevenzione.… la Banca Mondiale ha stimato che ogni anno transitano tangenti per 1000 miliardi di dollari pari a circa il 2,5% del Pil del pianeta e «Trasparency» ha stimato che l’indice medio di percezione della corruzione (Cpi) di tutti i Paesi del mondo č pari a 5 (scala 1-10), esattamente come quello dell’Italia dove, quindi, il 2,5% del nostro Pil finisce in tangenti. Poiché si puņ calcolare che il vantaggio del corruttore sia del doppio, il danno conseguente si stima che valga il 5% del Pil. Sempre sulla base dei parametri di «Trasparency», Andrea Di Paola, del Cantiere di Roma, ha calcolato un danno erariale di 70 miliardi di euro anno allo Stato e cioč una somma che se disponibile risolverebbe tutti i problemi del governo Prodi.I danni sono tanto ingenti e devastanti perché la corruzione impedisce la concorrenza tra le imprese e allunga i tempi degli appalti delle opere pubbliche e della realizzazione dei lavori; favorisce l’acquisto di beni e servizi di qualitą scadente; blocca gli investitori di altri Paesi; scoraggia gli investimenti nella innovazione e nella ricerca; provoca inquinamento e inefficienza nella pubblica amministrazione e destrutturazione dei corpi tecnici; favorisce il dilagare di incarichi e consulenze che spesso sono altre tangenti surrettizie; umilia e disincentiva i dipendenti onesti e capaci. Che fare? Tre suggerimenti utili sono di semplice realizzazione, ammesso che si voglia: 1) estensione dei «Patti di Integritą» per gli appalti pubblici gią funzionanti nei comuni di Milano, Genova e in altri di medie dimensioni. I Patti sottoscritti dalle amministrazioni e dalle imprese hanno consentito di escludere dalle gare decine di imprese che non avevano le carte in regola. Tra gli obblighi delle imprese che sottoscrivono il patto ricordo: l’accettazione delle penali in caso del mancato impegno anticorruzione sottoscritto; la cancellazione dei contratti; la confisca della cauzione ecc. E' bene ricordare che le imprese escluse dai comuni hanno perduto tutte le cause al Tar e al Consiglio di Stato e non č poco; 2) costituzione di una Autorią anticorruzione indipendente, gią individuata dal Parlamento, sostitutiva del commissario “governo-dipendente” nominato da Berlusconi, il quale č rimasto silente e si č fatto vivo sullo scandalo del calcio forse perché č cambiato il governo; 3) istituzione del Bollettino del mercato pubblico via Internet, riguardante appalti, acquisti di beni e servizi, autorizzazioni, licenze, incarichi, consulenze, societą di gestione di servizi ecc. che nella XIII legislatura era stato votato da una larga maggioranza della Camera rappresentativa dei due schieramenti. Naturalmente governo e maggioranza potranno fare qualcosa in questa direzione solo se realmente consapevoli che senza legalitą non ci sarą competitivitą. – Elio Veltri9Sulla questione del libero accesso a mare. - "Nessuna proprietą privata puņ impedire l'accesso al mare alla collettivitą, se la stessa proprietą rappresenta l'unica via per raggiungere una determinata spiaggia". In certi tratti per mancanza di spiaggia libera č praticamente impossibile accedere a mare senza pagare un pedaggio ai privati concessionari. Questa situazione deve finire, la situazione di Livorno č comune a tanti altri comuni d’Italia.Nonostante una sentenza della Cassazione, emessa al termine di una lunga battaglia giudiziaria, che disciplina il sacrosanto diritto dei cittadini di poter accedere liberamente in spiaggia, a Livorno il mare resta cosa da privilegiati. Gabriele Volpi, capogruppo dei Verdi nel Consiglio comunale di Livorno, torna sulla questione del libero accesso al mare, ricordando il verdetto della Cassazione, che recita "nessuna proprietą privata puņ impedire l'accesso al mare alla collettivitą, se la stessa proprietą rappresenta l'unica via per raggiungere una determinata spiaggia". A Livorno, perņ, il diritto di tutti al mare resta un diritto violato dai proprietari degli stabilimenti, che chiedono il pagamento di un biglietto d'ingresso e impediscono alla pubblica fruibilitą tratti di litorale. "Tutti -commenta Volpi- abbiamo il diritto di godere dei benefici del mare: č ora di dire basta alle spiagge blindate". Volpi ha anche presentato  un'interrogazione in Comune per chiedere delucidazioni in merito all'atto "Indirizzi per la formulazione di un Regolamento per il rilascio delle concessioni del demanio marittimo". Livorno, 17 maggio 200610Petrolio di merda - Pił detrazioni fiscali per cure denti - Troppa televisione rende i maschi sterili Nel lettone da bimbi, pił sani da adulti.- La contraccezione ormonale maschile si dimostra metodo efficace e reversibile.Petrolio di merda Non e' un'offesa, ma un dato di fatto, forse rivoluzionario. Il professor Yuanhui Zhang, dell'Universita' dell'Illinois, dopo 10 anni di ricerche e' riuscito a estrarre petrolio dagli escrementi suini, grazie a una tecnica chiamata "conversione termochimica". I numeri sono di tutto rispetto: a regime si potrebbero produrre 13,6 litri di carburante da ogni suino al giorno. Solo negli Usa ci sono 100 milioni di maiali e alcuni ricoprono anche incarichi di potere. Tgcom Pił detrazioni fiscali per cure denti Cernobbio, 13 mag. (Adnkronos Salute) - Pił detrazioni fiscali sulle spese per le cure odontoiatriche, che oggi i cittadini possono 'scaricare' dalle tasse solo per il 19%. Aprire un confronto con le istituzioni sui Livelli essenziali di assistenza, aumentando i rimborsi e le prestazioni, oggi limitate, che le Asl possono erogare, e che inevitabilmente comportano lunghe liste di attesa nelle strutture pubbliche. Studiare misure di incentivazione per i dentisti, ad esempio per ammodernare i loro studi o per l'aggiornamento professionale.Queste alcune proposte lanciate dal presidente dell'Associazione nazionale dentisti italiani (Andi), Roberto Callioni, a margine del primo 'workshop di economia in odontoiatria', in corso a Cernobbio Troppa televisione rende i maschi sterili Abitudini e stili di vita sedentari, in particolare troppa tv, influenzano la capacitą procreativa dei maschi: č il risultato di una ricerca del centro Artes di Torino, specializzato nella diagnosi e nel trattamento della sterilitą di coppia. Dallo studio emerge che i paesi in cui si guarda pił tv sono quelli in cui il tasso di fertilitą č pił basso: č il caso di Polonia (tasso di fertilitą 1.23) e Repubblica Ceca (1.22), che registrano medie di 250 e di 214 minuti di tv al giorno per individuo, tra le pił alte in Europa. L“Italia, con una media di 245 minuti di tv al giorno ha un tasso di fertilitą di 1.33, tra i pił bassi nella Ue. Al contrario, tassi di fertilitą pił elevati - Finlandia 1.80, Svezia 1.75 - si accompagnano ai pił bassi consumi di tv: 173 minuti in Finlandia, 162 in Svezia. Nel lettone da bimbi, pił sani da adulti. La ricercatrice Margot Sunderland ribalta le vecchie teorie: in culla da soli i piccoli accumulano ansia e stress. Secondo l“autrice l“uso comune in Gran Bretagna e in altri paesi occidentali di abituare i bambini a dormire da soli da quando hanno soltanto poche settimane di vita č «dannoso, perché la separazione dai genitori aumenta il flusso di ormoni dello stress come l“idrocortisone». Un bambino separato dai genitori ha un“attivitą cerebrale simile a quella provocata dal dolore fisico. Quello che ho fatto con questo libro č presentare il problema dal punto di vista scientifico», dice la dottoressa Sunderland per difendere la sua teoria. «C“č un tabł in questo paese sul dormire con i figli. Eppure studi fatti in ogni parte del mondo dimostrano che dormire insieme ai figli fino all“etą di cinque anni č un investimento nel futuro del bambino, mentre non esiste alcuno studio che dimostra che lasciare piangere i bambini fa loro del bene». Come minimo, osserva il Times, il suo intervento riapre il dibattito sull“argomento. La contraccezione ormonale maschile si dimostra metodo efficace e reversibile La contraccezione ormonale maschile si dimostra metodo efficace e reversibile, condizione sine qua non per essere presa in considerazione. Su "The Lancet", ricercatori statunitensi e canadesi riferiscono che la loro conclusione deriva dal riesame dei dati di trenta studi condotti tra il 1990 e il 2005, riguardanti 1.549 volontari sani, occidentali ed asiatici.11Le societą calcistiche vivono di diritti televisivi, di sponsor, di leggi ad hoc. Gli stadi vuoti, semivuoti, semipieni non sono pił un business. Gli spettatori sono stati espropriati dai soldi degli sponsor.Gli sponsor e i fornitori della Nazionale Italiana avranno presto un ritorno di immagine degno dei loro investimenti. La loro pubblicitą-i loro interessi-i loro prodotti si sono, dapprima con garbo e discrezione, e poi senza ritegno, inseriti tra gli spettatori e i giocatori. Il giocatore pensa allo sponsor, al procuratore, al grano fine a sé stesso, alle scommesse, ai pagamenti in nero. Il calcio č secondario. E lo č anche per lo sponsor, per lui č uno strumento, un mezzo per piazzare acqua in bottiglia e ricariche telefoniche. E le societą con le loro lobby, il catering, il business e i biglietti omaggio in tribuna d’onore in cui non mancano mai i banchieri tifosi? Quelle pensano ai diritti televisivi, ai ganci politici, a leggi spalmadebiti, a leggi fatte su misura per i falsi in bilancio. Sbavano per la Borsa, con le azioni regalate per due lire ai manager, con i dividendi agli azionisti basati su ricavi inesistenti creati da plusvalenze di giocatori senza valore. Rimangono gli spettatori, i tifosi, quelli che oggi sono intermediati da sponsorprocuratorifinanzieridirittitelevisivi. Quelli che portano il figliosubitoatreanni a vedere la loro squadra per dargli l’imprinting, gli comprano la maglietta del club e un pallone e giocano con lui dando mostra di dribbling ormai appensantiti. Ma gli spettatori sono un soggetto economicamente inutile. Le societą vivono di diritti televisivi, di sponsor, di leggi ad hoc. Gli stadi vuoti, semivuoti, semipieni non sono pił un business. Gli spettatori sono stati espropriati dai soldi degli sponsor. I consumatori perņ non sono stati ancora espropriati. Lippi allenatore danneggia l’immagine degli italiani. Ne consegue che danneggia anche l’immagine degli sponsor della Nazionale. E un italiano non puņ comprare un prodotto di uno sponsor con l’immagine danneggiata. Non si fa. Lippi danneggia gli sponsor e i fornitori degli azzurri, per aiutarli ad uscire da questa penosa situazione non compriamo pił i loro prodotti. Vedrete che ce ne saranno grati.Sponsor: Mapei, Puma, Tim. Fornitori: Antonio Amato, Beretta, Bilba, Dolce e Gabbana, EminFlex, EuroFly, Fuji Film, Generali, Green Vision, Nutella, Olidata, Pata, Peroni, Radio Italia, Sharp, Silver Cross, Spazio24, Uliveto, Wolkswage. http://www.beppegrillo.it/2006/05/la_solitudine_del_tifoso.html12Polonia: niente sesso in tv, arriva il Papa. - Australia. Dichiarazioni dei redditi a luci rosse. - Acqua in America Latina - Ridateci le nostre terre - Cannabis terapeutica.Polonia: niente sesso in tv, arriva il Papa. Una speciale commissione composta di redattori cattolici valutera' programmi e messaggi pubblicitari in vista del prossimo viaggio di Benedetto XVI in Polonia. Lo rende noto la "Gazeta Wyborcza", che riferisce come questo nuovo organismo della televisione pubblica Tvp abbia gia' bandito la programmazione di uno spot dei campionati di calcio in cui si vede una coppia inequivocabilmente impegnata in un amplesso, con tanto di sonoro. "Lo spot - scrive il quotidiano polacco - non verra' trasmesso sul canale nazionale da qui al 29 maggio". La speciale commissione e' composta da redattori cattolici e vagliera' sugli spot, eliminando tutti quelli che pubblicizzano birra e prodotti alcolici, prodotti di igiene intima, anticoncezionali e biancheria. Per il viaggio di Benedetto XVI a Varsavia e Cracovia, dal 25 al 28 maggio, inoltre, la Tvp curera' che la programmazione non comprenda trasmissioni volgari o con esibizioni violente. Australia. Dichiarazioni dei redditi a luci rosse. L'Australian Taxation Office, l'ufficio delle imposte australiano, ha concesso per quest'anno di poter scaricare dalla dichiarazione dei redditi anche le spese per preservativi, olii profumati, gel lubrificanti, lingerie, abiti succinti e sex-toys. Per poter godere di questo diritto bisogna pero' essere un operatore del settore. Saranno detassabili anche le lezioni di danza, lap dance e danza del ventre, ovviamente. Acqua in America Latina Sembra che dall'inizio dell'anno alcune aziende che avevano contratti di concessione pluridecennali per la fornitura di acqua potabile e di fognature in America Latina, abbiano rinunciato alle commesse. E' una grande vittoria, in una delle grandi battaglie del nostro tempo. Le aziende, sia che controllino acqua, sia che producano merendine, puntano al profitto, poche spese e alti guadagni. Nel caso dell'acqua vuol dire servizi di distribuzione insufficienti, scarsa manutenzione e sicurezza e niente acqua nelle zone piu' povere, dove gli abitanti non possono pagare. BuoneNotizie.it Ridateci le nostre terre Un'altra vittoria definita storica arriva dall'Argentina. La magistratura della provincia di Jujuy ha ordinato all'amministrazione locale di restituire entro 15 mesi alle comunita' native di Quebrada i terreni espropriati illegalmente. Sarebbero oltre 100 le comunita' native che hanno reclamato, finora senza successo, la proprieta' di terre che abitano da sempre. misna.org Cannabis terapeutica Lo scorso 14 maggio la Maleant Pharmaceuticals International ha ricevuto l'autorizzazione della Food and Drug Administration degli Stati Uniti per vendere il "Cesamet" in pillole, una versione sintetica dell'ingrediente attivo della marijuana, per il trattamento di nausea e vomito che accompagnano la chemioterapia. Il nuovo farmaco dovra' competere con il "Marinol", un'altra versione sintetica, in forma spray, del THC, prodotta dalla societa' belga Solvay SA. Marinol. Nel frattempo, in Gran Bretagna, da una ricerca dell'Imperial College of London, finanziata dal Medical Research Council, risulta che dagli estratti della cannabis potrebbe arrivare un efficace antidolorifico post operatorio, per esempio per le operazioni al ginocchio. - Aduc13Totņ Cuffaro querela chi lo diffama come connivente con la mafia!Non voglio essere considerato di parte nelle elezioni regionali siciliane e, dopo aver ospitato una lettera di Rita Borsellino, ho sentito il dovere di dare spazio ad alcune recenti vicende di Totņ Cuffaro. Totņ Cuffaro, mal consigliato da Stanca, navigando su Internet ha scoperto di essere citato in pił di 70.000 siti non sempre benevolmente. Da uomo onorato ha reagito con un  HYPERLINK "http://www.totocuffaro.com/avviso.htm" \t "_blank" avviso ai diffamatori sul suo sito: “Chiunque abbia divulgato notizie diffamatorie nei confronti dell’on.Cuffaro a mezzo internet, č diffidato a rimuoverle dal proprio sito web. Ricorrendo infatti gli estremi di reato, i colpevoli saranno perseguiti in via giudiziaria, tanto sul piano penale quanto su quello civile per il risarcimento dei danni. In tale direzione, la rete internet č sottoposta ad un attento monitoraggio e sono gią state avviate le prime denunce, sia nei confronti dei titolari dei domini, sia nei confronti dei rispettivi internet-provider responsabili in solido. Le somme recuperate saranno integralmente devolute in favore delle famiglie delle vittime di mafia e di altre opere di utilitą sociale e caritativa”. Faccio un appello a tutti gli avvocati d’Italia perchč sostengano Cuffaro in questa sua iniziativa, forse 5/600 avvocati saranno sufficienti. Cuffaro, preso dall’entusiasmo, ha quindi contattato con successo SKY per impedire la proiezione di “ HYPERLINK "http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=3586" \t "_blank" La mafia č bianca”: “A seguito della diffida con atto extragiudiziale notificata a SKY ITALIA dall’avv. Salvatore Ferrara, legale dell’on.Cuffaro, non sarą trasmesso il video “La Mafia č bianca” realizzato da RCS, calunnioso e denigratorio nei riguardi del Presidente Cuffaro.” Infine  HYPERLINK "http://www.beppegrillo.it/immagini/repubblica.pdf" \t "_blank" ha dato assicurazione a tutti i suoi elettori che in caso di condanna in primo grado per favoreggiamento alla mafia si dimetterą, ma non in caso di condanna per favoreggiamento semplice. Una sua biografia č presente su  HYPERLINK "http://it.wikipedia.org/wiki/Salvatore_Cuffaro" \t "_blank" wikipedia. Leggetela per avere altre informazioni prima del voto insieme al sito  HYPERLINK "http://www.disonorevoli.it" \t "_blank" www.disonorevoli.it. http://www.beppegrillo.it/2006/05/sicilia_quel_tr.html14Sicilia, ospedali vendesi. Sottocosto. Per far cassa, la regione Sicilia vende i suoi nosocomi alle banche. Che li affittano alle Asl.5.11.2003 di Alfredo Pecoraro - Pił che un buco č una voragine, oltre 2,4 miliardi di euro. Una montagna di debiti che sta affossando le aziende sanitarie e ospedaliere della Sicilia, con le farmacie, le cliniche convenzionate e i fornitori che ogni giorno battono cassa, bloccando a singhiozzo il servizio, come č gią successo a Trapani e a Palermo. Una zavorra dalla quale il governo guidato da Salvatore Cuffaro (Udc) ha pensato di liberarsi escogitando una manovra singolare: vendere gli ospedali pubblici, incassare liquidi e pagare i creditori. E lo fa con una operazione di cartolarizzazione degli immobili, che sta suscitando parecchie perplessitą. Messo a punto dagli uomini dell'assessore al bilancio Alessandro Pagano (Fi), il progetto č contenuto in un articolo del disegno di legge sulle variazioni di bilancio che domani approderą nell'aula dell'Assemblea regionale, con l'opposizione pronta a fare ostruzionismo. Denominata «sale and lease back», l'operazione consentirą alle aziende sanitarie e ospedaliere di vendere i propri immobili alle banche tramite un'asta internazionale. Chi si aggiudicherą il bene non potrą cambiarne la destinazione d'uso e dovrą lasciarne la gestione, in affitto o in leasing, alle stesse Asl che pagheranno un canone mensile rimborsabile in dieci anni, versando alle banche gli interessi. Non solo. Oltre alla proprietą giuridica, la banca potrą trattenersi automaticamente dai finanziamenti pubblici la quota corrispettiva all'importo della rata dovuto dall'Asl. Tutta l'operazione sarą gestita da societą veicolo, costituite dalle banche aggiudicatrici dell'asta, le cui spese perņ saranno a carico della Regione.  Saranno queste societą ad acquistare gli ospedali e per finanziare l'operazione emetteranno sul mercato titoli obbligazionari che avranno il rating assegnato dalle agenzie specializzate alla Regione siciliana, attualmente fissato in «A-». E se la societą non dovesse collocare parte delle obbligazioni, per esempio a causa proprio del rating basso della Regione? In questo caso potrebbe ripetersi quanto č accaduto nella precedente cartolarizzazione dei crediti delle Asl nei confronti della Regione, pari a oltre 1.000 miliardi delle vecchie lire. La banca giapponese Nomura, che si occupņ dell'emissioni dei bond, č stata costretta a scrivere in bilancio i titoli invenduti, i cui interessi sono pagati dalla stessa Regione. «Sarebbe interessante - aggiunge Franco Piro, coordinatore regionale della Margherita ed ex assessore al Bilancio - sapere quanto pagheranno le Asl per l'affitto alla societą veicolo e a quanto ammonteranno gli interessi». Non solo.  E se per caso si guasterą un ascensore all'ospedale Civico di Palermo o al Cannizzaro di Catania? Chi pagherą? La banca proprietaria o le Asl in affitto? C'č chi parla gią di possibili dispute legali per capire se il guasto rientrerą nella manutenzione ordinaria o straordinaria. E cosģ per gli impianti di illuminazione, per le pompe dell'acqua e per qualsiasi guasto che potrebbe verificarsi in strutture che peraltro in Sicilia sono vetuste. «Chi dice che le banche non potranno affittare gli ospedali anche ai privati - avverte il segretario regionale della Cgil-medici, Renato Costa - E' l'ennesimo atto di smantellamento del sistema sanitario pubblico, siamo stanchi di essere attaccati da ogni parte e contrasteremo in ogni modo questa incomprensibile operazione».   La trovata finanziaria ha scatenato subito un putiferio non solo nell'opposizione ma anche fra alcuni falchi della maggioranza di centrodestra, pronti a boicottare il voto.   «Siamo di fronte - dice Leoluca Orlando, parlamentare regionale del gruppo d'opposizione Sicilia 2010 - a chi agisce come se sapesse che la fine di Pompei si avvicina, chi campa alla giornata. Sono convinto che siamo soltanto all'inizio delle svendite e che nei prossimi mesi assisteremo a nuovi eclatanti fenomeni di accaparramento da parte di privati». Secondo il segretario regionale dei Ds, Antonello Cracolici, «il governo Cuffaro, ormai senza freni, sta ipotecando il futuro finanziario della Regione saccheggiando oltre il patrimonio anche i fondi della sanitą siciliana», mentre per Antonio Borzacchelli (Udc) «č necessario che su questo tema la maggioranza si muova con cautela». «Mi chiedo con quali risorse finanziarie la Regione - aggiunge il deputato di centrodestra - potrą rientrare in pieno possesso di questo ingente patrimonio immobiliare e tecnologico. Perseguendo questa prospettiva si va verso lo sfascio e questo solo per non avere il coraggio di usare il bisturi sui tanti sprechi che oggi rendono ingestibile sia qualitativamente sia finanziariamente le condizioni del comparto in Sicilia». Ma Francesco Forgone, capogruppo del Prc all'Ars, va oltre e sospetta che dietro questa smania di vendita «ci possano essere anche elementi pił inquietanti: un sistema di affari e di interessi interni alla maggioranza stessa proiettati alla trasformazione del sistema da pubblico in privato». 15L’Italia Paese statico.  Crescono solo le diseguaglianze. La stagnazione si fa sentire sulle tasche degli italiani, e per alcuni č la discesa sotto la soglia di povertą.Nel rapporto annuale dell'Istat un Paese a bassissima mobilitą sociale Lo certifica l’Istat nel suo annuale rapporto economico, dove viene evidenziato come la crisi economica si č tradotta in una accentuazione delle diseguaglianze di reddito, in una sostanziale cristallizzazione della povertą e in una rigiditą della mobilitą sociale. L'Italia, dal Rapporto realtivo al 2005, si rivela un Paese “statico”, dal punto di vista sociale oltre che economico. La notizia pił triste č che nel nostro Paese "ci sono oltre 4 milioni di lavoratori a basso reddito, sotto i 700 euro mensili, di cui 1,5 milioni vive in famiglie in condizioni di disagio economico", ha ricordato il presidente dell'Istat Luigi Biggeri nella sua relazione. Le famiglie in condizione di povertą relativa sono 2,6 milioni, pari all'11,7% del totale e corrispondenti a 7,6 milioni di persone. Il valore dell'incidenza della povertą tra le famiglie, rileva l'Istat, č rimasto pressoché stabile negli ultimi otto anni (tra il 10,8 e il 12,3%). La povertą riguarda in particolare il Mezzogiorno, le famiglie con un elevato numero di componenti, gli anziani soli, le famiglie con disoccupati. L'Italia, insieme a Francia, Germania e Irlanda si colloca tra i Paesi con un basso grado di fluiditą sociale. Al contrario Norvegia, Paesi Bassi e Svezia mostrano minori disuguaglianze in termini di opportunitą di mobilitą. Tra le classi sociali pił "statiche" ci sono la piccola borghesia agricola e la classe operaia agricola: le donne, in particolare, hanno una probabilitą maggiore di permanervi. Nel 2003 il reddito netto delle famiglie residenti in Italia, ha rilevato l'Istat, č stato in media di 24.050 euro, pari a circa 2.079 euro al mese. Le famiglie che hanno come fonte principale il reddito da lavoro autonomo possono contare, in media, su entrate maggiori: il loro reddito annuo nel 2003 č stato di 35.777 euro (2.980 euro al mese). Ma una famiglia su due ha un reddito mensile netto inferiore a 1.670 euro. L'Italia č infatti caratterizzata da un grado di disuguaglianza piuttosto elevato (superiore a 0,30), analogo solo a quello di Portogallo, Spagna, Irlanda e Grecia. Le famiglie con i redditi pił bassi percepiscono soltanto il 7,9% dei reddito totale, mentre la quota del quinto pił ricco risulta quasi cinque volte maggiore (38,8%). Il divario tra il reddito familiare medio del Nord e quello del Sud risulta di 9.068 euro (-27,5%). Il 50,3% delle famiglie del Nord appartiene ai due quinti "pił ricchi" (l'Istat ha effettuato una ipotetica divisione in cinque quinti degli italiani, per calcolare al meglio le differenze di reddito) con redditi alti e medio-alti, contro il 46,8% delle famiglie del Centro e il 20,6% di quelle che vivono nel Sud e nelle Isole. Triste paradosso, le Regioni che spendono di pił per alleviare le disuguaglianze sono quelle pił ricche. La spesa sociale, rileva l'Istat, non ha un effetto di compensazione delle disparitą, perché č in linea con il reddito delle regioni. E pertanto, i livelli di spesa sociale pił elevati si riscontrano in generale nelle regioni del Nord, e inoltre nel 2003 gli incrementi maggiori della spesa sociale hanno riguardato il Nord-Ovest, circa 1.300 euro; i pił bassi le regioni del Sud con 685 euro. Anche l'offerta di interventi e servizi č decisamente inferiore alla media nelle regioni meridionali. In generale, comunque, l'Italia si colloca leggermente al di sotto della media dei Paesi dell'Unione Europea per l'incidenza della spesa sociale sul Pil.16Bufera sui redditi degli autonomi. Il 43% dei titolari di partite Iva denuncia meno di 10 mila euro. Le categorie: non siamo evasori. I sindacati: č uno scandalo.da  HYPERLINK "http://www.repubblica.it/" Repubblica - 17 maggio 2006 - E“ polemica su reddito e tasse degli autonomi. Dopo i dati delle dichiarazioni fiscali pubblicati da «Repubblica», in base ai quali quasi la metą degli appartenenti a questa categoria denuncia meno di 10 mila euro, c“č stata una vera e propria levata di scudi da parte delle organizzazioni di settore. «Ci risiamo! Pur di mostrare che gli autonomi sono evasori si utilizzano fonti statistiche diverse e non comparabili», ha detto il segretario generale della Cna, Giancarlo Sangalli. Anche gli Artigiani di Mestre si uniscono alle critiche: «Pochi sanno che il 70 per cento degli artigiani e dei commercianti lavora da solo. Quanto possono guadagnare anche se mediamente lavorano 10-11 ore al giorno? Poco pił di un lavoratore dipendente!». Replicano alle organizzazioni degli autonomi i sindacati: «Chiamiamolo un primato negativo - dice il leader della Uil, Luigi Angeletti - Non voglio usare la parola scandalo che sarebbe quella pił appropriata. In Italia i lavoratori dipendenti pagano pił tasse dei lavoratori autonomi, dei professionisti, degli imprenditori. Il che la dice lunga su quanto il nostro sistema fiscale faccia "schifo"». Nel polverone si č inserito anche il leghista Castelli secondo il quale «il nuovo governo non si č ancora insediato che č gią partita la strategia per tassare il popolo delle partite Iva». Il programma dell“Unione parla chiaro a questo proposito: la lotta all“evasione č una «prioritą» di politica fiscale perché essa č «condizione di equitą e di efficienza del sistema». Dunque - spiega il programma - niente pił condoni e maggiore autonomia e risorse alle Agenzie fiscali. In linea generale, dalla maggioranza vengono tuttavia segnali di rassicurazione verso il mondo degli autonomi: l“intenzione del nuovo esecutivo sarą quello di muoversi attraverso il dialogo con le categorie come avvenne nella legislatura guidata dal centrosinistra con gli studi di settore. Ma la lotta all“evasione ha bisogno di tempo e di una strategia coerente di riforme, e dall“interno della maggioranza si lamenta un problema di uomini: molti dei funzionari nominati dal centrosinistra nell“amministrazione fiscale sono stati sostituiti dal governo Berlusconi e le cariche sono state oggetto di una vera e propria «blindatura» la cui valutazione sarą tra le prime questioni sul tavolo del nuovo governo. Non sono solo gli autonomi a far parlare di fisco. Secondo una indagine dell“associazione «Sbilanciamoci» il 58 per cento degli italiani dice sģ ad un aumento delle tasse per avere maggiori servizi, il 76 per cento chiede l“aumento dell“aliquota per i pił ricchi, il 67% ritiene necessario intervenire sulle rendite finanziarie. Infine la Confindustria: secondo il vicepresidente Bombassei la riduzione del cuneo fiscale, annunciata da Prodi, č «il primo tra i punti irrinunciabili che abbiamo individuato per la competitivitą» e rappresenterebbe «il pił grande messaggio che il governo possa dare alle imprese».17Due bicchieri al giorno di rosso preverrebbero l'invecchiamento. - Il governo non ha pił soldi stop al ritorno dei ricercatori. - Il massimo della sfiga.Due bicchieri al giorno di rosso preverrebbero l'invecchiamento. 10.5.06 - Due bicchieri di rosso al giorno prevengono l'invecchiamento e l'arteriosclerosi: merito dei polifenoli che neutralizzano i radicali liberi. E' il risultato di uno studio della squadra di Francesco Violi, del Policlinico Umberto 1/o- Universita' La Sapienza, pubblicato sulla rivista Atherosclerosis. Il governo non ha pił soldi stop al ritorno dei ricercatori. 10.5.06 - La Moratti congela il programma dall“estero iniziato nel 2001. In cinque anni aveva permesso il rimpatrio di circa cinquecento scienziati. Il saldo tra uscite e ingressi č negativo di 27mila unitą ogni anno. L“articolo contenuto nella Finanziaria ha bloccato le pratiche di molti esperti. «Ci dispiace, il programma "Rientro dei cervelli" č stato congelato. Le domande quest“anno non possono essere presentate. Riprovi nel 2007. Forse». I ricercatori italiani all“estero che contavano sul programma del ministero per poter tornare nel loro Paese hanno avuto una brutta sorpresa: «Sono finiti i soldi. I finanziamenti sono stati azzerati», allargano le braccia al Ministero per l“Universitą e la Ricerca (Miur). Farmaci: vietato assumerli col succo di pompelmo, studio Usa svela perchč. I golosi di succo o spremuta di pompelmo stiano in guardia quando assumono dei farmaci: la loro bevanda preferita puo' interferire con il metabolismo di alcuni medicinali come gli antipertensivi o gli anticolesterolo, rallentandone lo 'smaltimento' e favorendo la comparsa di effetti collaterali. Il rischio era gia' noto ai medici, ma soltanto ora uno studio americano ha spiegato le vere ragioni alla base dell'avvertenza. In una ricerca pubblicata sull''American Journal of Clinical Nutrition', gli scienziati della University of North Carolina School of Medicine di Chapel Hill hanno infatti dimostrato che le sostanze responsabili dell''interferenza' sono i furanocumarini contenuti nel succo di pompelmo e non in altri succhi altrettanto diffusi. Molecole alla base dell’attrazione sessuale Un cocktail di molecole che scatenano il desiderio e circuiti nervosi sono alla base delle preferenze sessuali. Lo dice una ricerca condotta in Svezia dall'Istituto di Stoccolma per le ricerche sul cervello. I ricercatori hanno osservato gli effetti che i feromoni, molecole dell'attrazione sessuale, provocano nell'ipotalamo, parte anteriore del cervello. Risultato: l'omosessualita' femminile e' controllata da meccanismi diversi da quelli dell'omosessualita' maschile. Il massimo della sfiga Un tentato suicidio non č mai una buona notizia, ma sbagliare i tempi e invece di finire sotto un treno andare a sbattere contro il vetro, ferendosi leggermente, ed essere condannati a pagare 4.200 euro di danni, lo diventa. La vicenda č successa veramente a Monaco e alla fine il pił sconvolto era l'autista del convoglio.18Omosessualitą: differenza a «naso». Sono diverse le aree del cervello che elaborano gli stimoli dei feromoni tra donne etero e lesbiche.Un nuovo studio sull'omosessualitą condotto allo Stockholm Brain Institute, mirato alla verifica di fondamenti fisiologici delle preferenze sessuali, ha fornito risultati interessanti e non del tutto prevedibili. La dottoressa Ivana Savic, a capo del team che ha condotto la ricerca sperimentale, ha fatto annusare a dodici donne omosessuali e ventiquattro eterosessuali di entrambi i sessi prima un ormone che č ritenuto un possibile feromone maschile (sigla AND) e poi un altro ritenuto un possibile feromone femminile (sigla EST), «scrutando» attraverso la PET (tomografia a emissione di positroni) che cosa accadeva nel loro cervello. Lo studio č stato condotto nel solco di un'altri studi, tra cui uno che aveva osservato negli omosessuali uomini risposte «cerebrali» ai feromoni molto pił simili alle donne che agli uomini eterosessuali. Allo Stockholm Brain Institute hanno invece provato a confrontare la risposta delle donne omosessuali, con quella di uomini e donne eterosessuali. Il risultato non č del tutto simmetrico rispetto allo studio sui gay. Le lesbiche, benché rispondano agli stimoli ormonali in maniera pił simile agli uomini etero che alle donne etero, non dimostrano la stessa consonanza di percezione messa in luce dagli studi statunitensi tra gay e donne eterosesssuali. I RISULTATI - Le donne eterosessuali, infatti, dimostrano di essere sensibili sia ai feromoni maschili che a quelli femminili, mentre le lesbiche e gli uomini etero preferiscono i feromoni femminili a quelli maschili. La differenza perņ sta tutta nelle parti di cervello che elaborano gli odori ormonali. Negli uomini eterosessuali i feromoni femminili vengono elaborati nell'ipotalamo (deputato anche alla stimolazione sessuale), mentre quelli maschili vengono elaborati nell'area cerebrale destinata al riconoscimento degli odori e nelle donne eterosessuali accade l'esatto contrario. Le lesbiche, invece, elaborano sia i feromoni maschili che quelli femminili nell'area deputata agli odori e non agli stimoli sessuali. – Corsera Gabriele De Palma - 09 maggio 200619Dal blog di Beppe Grillo: petizione per non pagare le tasse sulle ricariche telefoniche. 10 Maggio 2006 - Viviamo in una realtą sempre pił innovativa. Una realtą che mette l'innovazione a disposizione di tutti. Quale azienda puņ al giorno d'oggi permettersi di non essere innovativa? C'č sempre pił bisogno di idee innovative. L'innovazione ci semplifica la vita, ci aiuta. In un certo senso ci nobilita, come una volta il lavoro. In autostrada usiamo il telepass, paghiamo la benzina con la carta di credito, ricarichiamo il cellulare da ogni punto Atm, paghiamo le bollette on line e tante tante altre cose. La tecnologia č bella perchč ci rende liberi. La tecnologia č bella perchč aumenta i profitti delle aziende che inventano nuovi servizi. Paghiamo per il telepass oltre che per il pedaggio, per il pagamento via carta di credito oltre che per la benzina, per la possibilitą di ricaricare il cellulare oltre che per la ricarica, per poter pagare una bolletta on line oltre che l'importo della bolletta. Insomma paghiamo il nulla. Le aziende ci stanno facendo pagare le transazioni di pagamento, incantesimi dell'etere, furti legalizzati. Infatti, infatti... L'innovazione diminuisce i costi delle aziende, il telepass elimina il costo del casellante, la carta di credito le operazioni di deposito del contante, il pagamento delle bollette il costo dell'impiegato e la ricarica del cellulare anticipa alla societą telefonica i soldi delle chiamate. L'innovazione serve quindi a renderci pił felici e pił poveri (del resto non si č sempre detto che il denaro non dą la felicitą?) e ad ingrassare le aziende, le stock option, il titolo in borsa, i tronchettibenettonscaroni. Ma quando la smettiamo di farci prendere per il c..o? Un cittadino italiano ha finalmente deciso che gli fa troppo male e ha chiesto alla Commissione Europea l'abolizione dei costi di ricarica per i cellulari che esiste solo in Italia. Lo hanno preso sul serio e la Commissione Europea ha contattato l'Authority, altra innovazione che ci rende (inconsapevolmente) poveri.Bastano 50.000 firme per toglierci dai piedi la tassa sulla ricarica. Firmate la petizione!  HYPERLINK "http://www.petitiononline.com/costidir/petition.html" http://www.petitiononline.com/costidir/petition.html 20Scandali postdatati. Giornalisti che sono sempre informati prima e che scrivono sempre dopo. Quanti arbitri comprati ci sono tra i direttori di giornale e i direttori di rete? Quanto sono pagati per tenerci nell’ignoranza?15.5.2006 - Scandali postdatati. - Ogni volta che in Italia scoppia uno scandalo, un avvenimento ormai frequente di cui non ci scandalizza pił che tanto, i giornalisti ci informano su ogni possibile particolare, gli opinionisti ci spiegano cause e effetti, i direttori scrivono un editoriale in cui esprimono la loro profonda costernazione. I lettori e i telespettatori sono informati per giorni fino all’esaurimento della fase emotiva. Poi qualche trombettiere suona il silenzio e si parla d’altro. Anni dopo arrivano le prescrizioni, i memoriali di discolpa degli interessati, le amnistie, la benedizione sociale bipartisan di uno scandalo che non č pił scandalo, ma č diventato storia patria. Sindaci e assessori propongono targhe ed anche statue per le persone coinvolte, si fanno conferenze a tema e i partiti candidano i condannati al Parlamento per salvarli dalla galera. Ogni volta che scoppia uno scandalo in Italia le prime 10 pagine dei quotidiani ne parlano con toni indignati. I giornalisti, finalmente liberi, si scatenano come furie (avvoltoi?) su persone che intervistavano servilmente il giorno prima. I giornalisti della notizia post datata, i giornalisti del paraculismo istituzionale, i giornalisti demi vierge, dell’opportuno riserbo editoriale, della stecca pubblicitaria e del pezzo di ordinanza. Io spero che il prossimo scandalo riguardi loro, i loro editori, i loro giornali, i loro settimanali, le loro televisioni. Che porti alla luce i motivi politici, economici, personali per cui danno una notizia e ne eliminano un’altra. Tacciono e depistano. Giornalisti che sono sempre informati prima e che scrivono sempre dopo. Il prossimo scandalo deve essere sull’editoria, sui media, sulla loro commistione con pubblicitą e politica. Quanti arbitri comprati ci sono tra i direttori di giornale e i direttori di rete? Quanto sono pagati per tenerci nell’ignoranza? L’informazione postdata mi ha stufato, i pennivendoli postdatati mi hanno stufato. Il prossimo scandalo per pudore lo mettano in ventesima pagina tra le notizie di cronaca. http://www.beppegrillo.it/2006/05/scandali_postda.html21Tangentopoli e "Piedi puliti". Il calcio ostaggio del conflitto d“interessi di Giuseppe d“Avanzo - Lo sport "pił amato" crolla perché il livello di corruzione ha superato la soglia di massima tollerabilitą. Un errore pensare a Gianni Letta, visto che avrebbe dovuto controllare Berlusconi. Il sistema č dominato da un cartello di potere. Come per Mani Pulite la posizione di forza, Il conflitto si manifesta in qualsiasi rapporto contrattuale, ogni volta che uno dei due contraenti tratta da una eccessiva posizione di forza e ne approfitta per imporsi. Pesano l“intreccio tra la politica e gli affari con la sopraffazione come regola. I sintomi sono i drastici vincoli alla concorrenza e l“indebolimento delle istituzioni di vigilanza. da  HYPERLINK "http://www.repubblica.it/" Repubblica - 14 maggio 2006 - Viene da chiedersi se davvero possiamo dire di aver capito che cosa sta accadendo con l“italianissima storia del "calcio truccato". Che crolla, come sempre accade, perché il livello della corruzione ha superato la soglia di massima tollerabilitą e non garantisce pił alcun beneficio agli attori, anche se vincenti. Il giocattolo si č cosģ finalmente rotto. Era da tempo soltanto un autoinganno. I tifosi non credevano pił ai risultati delle partite. Il mercato sapeva che i valori di una societą di calcio quotata in Borsa erano contraffatti. Come ingannevoli erano l“antidoping, le compravendite, i contratti, le retribuzioni, i profitti. Il football nazionale era una gigantesca giostra del contraffatto. … Con qualche minaccia, molte manovre truffaldine, confidando nell“aviditą di alcuni e nella paviditą di altri, la ghenga mette le mani sulle leve della giostra che abbaglia 35 milioni di italiani che scoprono improvvisamente di essere stati davvero raggirati come polli. … Ragiona Prodi: «C“č un problema di regole, di senso di credibilitą da recuperare. Gianni Letta ha conoscenza dello sport, delle regole della politica e della societą». Cade l“umore. Letta č il braccio destro di Berlusconi, presidente onorario del Milan calcio. … Č nel metodo e nella "cultura". Letta, in un conflitto di interessi evidente, sarebbe dovuto diventare "controllore": proprio lui, il miglior uomo di uno dei "controllati". Finanche Prodi sembra non vedere allora la sostanza della questione che, in "Piedi puliti" (o come si chiamerą questa catastrofe), č l“assenza della competizione, quindi della concorrenza, in un mercato fasullo come un assegno a vuoto. Se l“Italia di Tangentopoli era un gigantesco cartello e "il metodo di lavoro" di un capitalismo senza mercato, l“Italia pedatoria di Moggi ha gli stessi sintomi patologici: drastici vincoli alla "concorrenza", controllo "politico", indebolimento dei meccanismi di autoregolamentazione e delle istituzioni di vigilanza. … Nonostante gli anni trascorsi, le patologie del sistema e della nostra democrazia sono ancora tutte lģ squadernate: insofferenza alle regole, diritto e diritti strappati, mancanza di senso dello Stato, patti oscuri tra capitalismo e governi, intreccio tra affarismo e politica, un“imprenditoria senza cultura del mercato e priva di un“etica della responsabilitą, se si tiene a mente che a vario titolo sulla giostra si muovono alcuni tra i maggiori gruppi industriali del Paese (Fiat, Mediaset, Telecom, Tod“s, Saras, Erg). E infine - ragione delle ragioni - il conflitto d“interessi. Un costume sociale. Una metastasi che penetra e lacera e distrugge il tessuto economico, politico, istituzionale. Finalmente (forse) si puņ e si deve raccontare cosģ la parabola del "calcio truccato". Il conflitto di interessi che cosa č, infatti, se non «un forte squilibrio a favore di uno degli attori»? Non č altro il mestiere di Moggi. …La conseguenza di questa situazione, come in tutti i conflitti di interesse, č la sopraffazione. Č quella prepotenza che «si manifesta in qualsiasi rapporto contrattuale, dai pił elementari ai pił complessi, ogni volta che uno dei due contraenti tratta da una eccessiva posizione di forza, e ne approfitta per imporre la sua volontą all“altro, oppure quando possiede molte pił informazioni sull“oggetto della trattativa ed č in grado di nasconderle». (Guido Rossi, Il conflitto epidemico). .. Volendo curare la malattia con il morbo che l“ha prodotta (i conflitti di interessi con un altro conflitto di interessi), Prodi sottovaluta la dimensione economica del calcio … Quale che sia la risposta, la si potrą trovare soltanto se non si commettono gli errori del passato, se non ci si lascia prendere prigionieri da quel "revisionismo" che ha liquidato Tangentopoli come "rivoluzione politica" di "toghe rosse". Una grossolana falsitą che, riscrivendo la storia, ha legittimato una politica, non ha prodotto anticorpi, non ha ricostruito un sistema di regole la cui regressione, ancora oggi, secerne illegalismo e opacitą producendo danni irreversibili (lo scandalo calcistico ne é una testimonianza). Dovrebbe essere un“analisi condivisa perché ovvia. Al contrario, oggi come allora, si odono le consuete litanie farfalline come se «la dipendenza dal sentiero tracciato», pił che una maledizione, fosse un destino. Codici etici, autoregolamentazione, autoriforma, si dice. Li hanno promessi anche la politica e il capitalismo quattordici anni fa. Con quali esiti, abbiamo visto. In campo, oggi come allora, si vede al lavoro soltanto la mano - per definizione, cruenta e in qualche caso ingiusta - di una magistratura alle prese con il compito supplente e improprio di proteggere la moralitą pubblica. 22E i garantisti diventano giustizialisti. Ma solo nello sport.dal  HYPERLINK "http://www.corriere.it" Corriere - 18 maggio 2006 – di Giusi Fasano - La premessa č lapidaria: «Fare paragoni fra le indagini di mani pulite e quest'inchiesta sul calcio č una cazzata. Un'offesa per le vittime di Tangentopoli. Purché questo sia chiaro, si puņ parlare del resto». Paolo Liguori č il direttore del TgCom, romanista e troppo vecchio del mestiere per non intuire il percorso delle domande prima di sentirle: «Sģ, lo so, mi hanno criticato perché dicono che io, cosģ garantista in passato, adesso divento dottor Jekyll con lo scandalo del pallone. Ma č che non capiscono la differenza fra la giustizia ordinaria e quella sportiva». Il suo volto «giustizialista» Liguori lo sfodera per la seconda, non certo per la prima: «Del fronte penale onestamente non me ne frega niente. Troveranno le prove e li condanneranno? Non sarą cosģ? Voglio essere garantista, come sempre. Ma se leggo le intercettazioni di Moggi penso che alla giustizia sportiva non serva altro per agire». Eccolo lo spartiacque: i tribunali penali da una parte, quelli sportivi dall'altra. Cosģ la pensa anche Lamberto Sposini, ex giornalista del Tg5 di fede juventina che sulla vicenda Moggi non fa che chiedere garantismo, «perché la giustizia furor di popolo e di intercettazioni non mi convince, nel calcio come in Tangentopoli». Altro č il piano sportivo: «Da quel punto di vista quello che č emerso basta e avanza per emettere un verdetto che credo arriverą preso e sarą pesante. Ma stiamo attenti a non fare i forcaioli sulle questioni penali». Un distinguo al quale non ha saputo resistere nemmeno l'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che, senza aspettare il verdetto dei giudici sportivi, ha rifatto i conti sui campionati: «Adesso tutto č diventato chiaro. Esigiamo che ci restituiscano i due scudetti che ci spettano». E poi c'č il popolo dei garantisti e basta, quelli senza se e senza ma. Per esempio Giampiero Mughini (juventino) che, dalle colonne del Foglio di Giuliano Ferrara, ha lanciato la tesi: caso Moggi uguale a caso Craxi, l'inchiesta sul calcio uguale a quella sulle tangenti. «Solo che la storia non si puņ tagliare a fette, da una parte le fette buone e dall'altra le fette cattive» ha scritto in uno dei suoi commenti. E gił con le critiche ai garantisti di ieri, oggi giustizialisti. Parole al veleno, come quelle di Franco Corbelli, presidente del Movimento per i diritti civili: «Il garantismo deve valere anche per la giustizia sportiva. Non posso accettare che uno come Liguori diventi il primo dei forcaioli». Giuliano Ferrara č convinto: «Mani pulite e lo scandalo del calcio sono due fenomeni identici, su una cosa in particolare: sul fatto che gli italiani si inorgogliscono, si sdegnano, si indignano per una cosa che condividono nel profondo della loro anima e del loro modo di vivere. Questa cosa si chiama corruttela». «Ci sono metodi identici, sģ. C'č il bene contro il male e a me questa cosa fa schifo» conferma un altro sostenitore del binomio Mani pulite/caso Moggi, Andrea Marcenaro, anche lui giornalista del Foglio. Ma riecco il distinguo da giustizialisti: «Mughini ha ragione sul ragionamento generale ma fa male a non capire che Moggi se ne deve andare. Non puņ pił restare perché ci ha tolto l'illusione che in campo le cose funzionassero con le regole dello sport».23Il fuorigioco dei «furbetti» manda l'etica in serie B.dal  HYPERLINK "http://www.corriere.it" Corriere - 18 maggio 2006 di Salvatore Bragantini - Č lo scandalo non del calcio ma di un Paese che ha lasciato che tutto ciņ accadesse, per decenni. Quanti conoscevano lo stato delle cose e non hanno fatto niente? Quanti se ne sono avvantaggiati, impetrando come Pisanu i favori del piccolo zar Luciano? Ora dedichiamo allo scandalo enorme rilievo, ma passata la piena penseremo ad altro, per non sfasciare il giocattolo. Sarebbe un errore, perché l'inerzia distruggerebbe oltre al giocattolo, un'immagine nazionale gią molto compromessa. Se il calcio grufolava tranquillo nel trogolo della Gea, c'č poco da lamentarsi del protagonismo della magistratura. Meno male che questa, dopo aver subito lunghi anni di assalti, č ancora in grado di fare il suo lavoro, intervenendo quando uno o pił soggetti, anche colletti bianchi, commettono reati o danneggiano altri. Il calcio č soprattutto un business: guardiamo allora lo scandalo e le sue conseguenze in chiave di correttezza contabile e di effetti sui conti dello Stato. Il mondo della politica, lungi dall'imporre il risanamento di un calcio malato, gli ha lisciato il pelo. All'ennesimo scandalo calcistico Berlusconi disse: «Moralizzazione č una parola grossa». Il suo governo ha agito di conseguenza. Ha sospeso con norma speciale — il decreto «salvacalcio» — il Codice Civile per le societą calcistiche: grazie al decreto, le perdite sul parco-giocatori, magari a fine carriera, sono spalmate su 10 anni. Ciņ esenta gli azionisti di controllo delle squadre dal tirar fuori soldi per sanare i conti. Una norma eccezionale, di pura cosmesi, valida solo per le squadre, varata senza considerare che tre di queste erano quotate. Commentava profetico all'epoca Franco Carraro: «E' un importante tassello nell'indispensabile risanamento del calcio professionistico»! Dopo questo favore — reso alle tasche di una ventina di persone con nome e cognome, non alle societą — il governo ha definito la composizione dei campionati 2003-04, con l'occhio all'audience e ignorando i risultati sportivi. Ha permesso alla Lazio di pagare in 23 comode rate annuali i debiti col fisco per somme trattenute ai giocatori e non versate, sostenendo che almeno cosģ incassava qualcosa, mentre se la societą fosse fallita non avrebbe preso nulla. Č falso, in luogo della societą dovevano pagare i giocatori, percettori del reddito e responsabili in solido; essi potevano insinuarsi al passivo e trasformare in azioni il loro credito. Soprattutto, se la Lazio fallisse, gli altri pagherebbero di corsa per evitare quella fine, dato che invece paga in un quarto di secolo, la imitano. Cosģ l'ammontare delle imposte arretrate (per Iva e ritenute) dovute dalle squadre ha superato i 650 milioni di euro. Il calcio č legibus solutus, i protagonisti dello scandalo (i sommersi e i salvati) lo sanno e ne approfittano: come scrivono Marco Liguori e Salvatore Napolitano ( Il pallone nel burrone — Editori Riuniti), le societą non pagano Irap sulle plusvalenze da vendita giocatori, contrariamente a quanto stabilito dall'Agenzia delle Entrate, in base ad un semplice parere della Lega. Fra Stato e corporazione, prevale la seconda, siamo il Paese della libertą, quella di non pagare: va sempre bene. Per il futuro va ripensata, forse vietata, la quotazione in Borsa; le pur forti avvertenze sui rischi sportivi imposte per il prospetto della Lazio (aprile '98) dalla Consob di cui chi scrive era commissario, non bastano pił. Nulla vale come l'esperienza pratica, e questa dimostra che la quotazione non funziona. Interessante invece la proposta di Angelo Rovati ( Corriere, 16 maggio): le squadre cedano marchio e titolo sportivo ai Comuni, in cambio dello stadio. Se la squadra fallisce, male per gli azionisti, e il titolo rimane al Comune che individuerą i nuovi proprietari. Il calcio punisce gli onesti e premia i furbetti. Bisogna fare il contrario, come dice Guido Rossi, ottimo commissario della Figc; ricordando che non ci sono solo violazioni di norme, ma anche comportamenti osceni. Non č tempo di prudenza ma di fermezza. Non tanto nuove leggi servono, quanto il ripristino di quelle esistenti, troppo a lungo sospese. Lo Stato, tanto per cominciare, si faccia pagare 650 milioni di imposte arretrate, e chi deve fallire fallisca. Entrerą aria nuova, e lo scandalo sarą servito a qualcosa.24Primari, sull'esclusiva decide la Regione - Meglio curarsi in Spagna. Se paga Zapatero. - Storie di ladri. - Se son rose fioriranno - Cure sbagliate, record di denunce contro i medici - Conciliazione e arbitrato in Toscana.Primari, sull'esclusiva decide la Regione (Il Messaggero: pag. 14 - 9 maggio 2006) La Corte Costituzionale, con la sentenza 181/06, riconosce alle Regioni il potere di assegnare le direzioni degli ospedali ai primari che accettano di lavorare in regime di esclusivitą per l'azienda pubblica. I giudici costituzionali hanno cosģ sottratto alla legislazione statale ed al Ministero della Salute il potere di imporre la scelta tra pubblico e privato. Meglio curarsi in Spagna. Se paga Zapatero (Bloomberg Finanza & Mercati: pag. 20 - 9 maggio 2006) Il Governo spagnolo dovrą affrontare, con la prossima manovra economica, un ammanco nel finanziamento dell'assistenza medica per circa 5 mld di euro. A determinare tale buco sono stati soprattutto l'aumento dell'immigrazione ed il turismo sanitario, esploso negli ultimi anni grazie ad un sistema di assistenza gratuita. Nel 2005 i risarcimenti dagli altri Paesi hanno raggiunto i 270 mln di euro, mentre nel 2004 erano stati di 150 mln di euro. Storie di ladri A Messina una coppia di topi d'appartamento e' stata arrestata. In pratica i due, soddisfatti del bottino da 150mila euro, hanno deciso di brindare con il brandy del padrone di casa. Si sono tolti i guanti e hanno toccato bottiglia e bicchieri. E' bastata mezza puntata di CSI per beccarli. Se son rose fioriranno L'Etiopia e' diventato il paese delle rose e proprio in queste settimane ci si prepara a un ricco raccolto. La floricoltura e' un tentativo del paese per creare nuove economie, che danno lavoro e benefici economici (24 milioni di euro all'anno, ma il trend e' in crescita). Secondo alcuni nei prossimi due o tre anni l'Etiopia potrebbe diventare il secondo o il terzo piu' grande esportatore di fiori nel mondo. Lanciata dall'Ente Nazionale Protezione Animali e dal Corpo Forestale di Napoli una campagna contro il prelievo dei datteri di mare, una pratica vietata dal 1988 ma, sembra, ancora diffusa. Il prelievo dei datteri di mare e' dannoso per le coste e per nulla divertente per gli animali. La campagna e' stata battezzata "Non rompeteci gli scogli". animalieanimali.it Cure sbagliate, record di denunce contro i medici (Corriere della Sera Milano: pag. 1 - 9 maggio 2006 ) Sono in aumento le cause legali contro i medici per presunti errori commessi negli ospedali, negli ambulatori ed in sala operatoria. Nel 2005 le denunce arrivate al Tribunale per i diritti del malato di Milano sono cresciute del 12% rispetto all'anno precedente. Su 3.000 segnalazioni pervenute, 900 riguardano possibili sbagli terapeutici/diagnostici. Secondo le stime di Cineas, Consorzio universitario specializzato nella prevenzione dei rischi, sono 4 su 100 i ricoverati che subiscono danni. I camici bianchi pił spesso citati in giudizio sono i chirurghi, gli oncologi, gli ortopedici e i ginecologi. Conciliazione e arbitrato in Toscana La Giunta Regionale Toscana, con deliberazione n. 308 del 02/05/2006, ha affidato all'Azienda Ospedaliera Meyer di Firenze il compito di elaborare un progetto di ricerca finalizzato all'introduzione nel territorio toscano di forme sperimentali di conciliazione e di arbitrato alternative alla via giudiziaria in materia di responsabilitą sanitaria. Tale provvedimento č attuativo di una intesa tra la Regione e l'Ordine dei Medici con la quale le parti concordano sul reciproco interesse nella sperimentazione di tali forme conciliative, con l'obiettivo condiviso di ridurre il ricorso alla giustizia ordinaria per i casi di presunti errori medici, potenziando forme di risoluzione delle controversie che siano pił celeri e satisfattive sia degli interessi dei cittadini che degli operatori santari coinvolti. (Fonte: BURT)25L“economia nel pallone panem et circenses. Sistematica violazione delle regole sulle societą di capitali. - Il calcio conferisce enorme visibilitą. In un“economia dove le relazioni sono un capitale da spendere (anche con la classe politica) il pallone, come hanno magistralmente insegnato Agnelli e Berlusconi, č uno strumento di potere. Che alcuni imprenditori lo vogliano utilizzare, č razionale. Ma lo facciano con i loro soldi. E pagando per i danni che provocano.La crisi del calcio non comincia con Moggi. La storia del nostro pallone č costellata di partite manipolate, scommesse clandestine, bilanci "creativi", imposte evase, presidenti bancarottieri. E con puntuale regolaritą, riemerge il ritornello del "riscrivere le regole del gioco". Illusorio auspicare che la classe politica se ne faccia carico: dal panem et circenses della Roma imperiale, i governanti guardano con benevolenza alle arene affollate. E poi il problema non č politico. Per uscire dal marasma, basterebbe fare rispettare le regole esistenti: quelle del mercato dei capitali, prima di quelle sportive e penali. I nostri club, infatti, sono societą per azioni (Spa). La trasformazione in Spa era stata accolta con favore: si pensava che avrebbe portato, oltre alle maggiori risorse finanziarie, anche la trasparenza e i meccanismi di vigilanza tipici del mercato dei capitali. Invece, la violazione delle regole che governano le societą di capitali č stata sistematica Illeciti sportivi. "Addomesticare" le partite ha anche effetti economici, perché altera la concorrenza (č come corrompere per ottenere un appalto ai danni di un concorrente pił efficiente). Contro questo genere di abusi esiste la legge 231 (concordata a livello internazionale proprio per combattere la corruzione). La norma attribuisce alle Spa (e ai relativi amministratori) le responsabilitą, penali e civili, degli illeciti commessi dai dipendenti. Quello della Juventus parrebbe un caso da manuale: qualcuno ha nominato Moggi e Girando; e gli organi preposti al controllo del loro operato non hanno agito efficacemente. Doping finanziario. Un bilancio poco veritiero falsa la concorrenza, anche sportiva: la competizione non č onesta se qualcuno puņ ottenere risultati sul campo solo perché, a differenza di altri, ha speso pił di quanto si poteva permettere. La prima forma di doping riguarda il valore dei giocatori, gonfiato a piacimento per mascherare soldi buttati per falsi campioni o creare plusvalenze fittizie nelle compravendite. Il malcostume č stato ridimensionato con il famigerato decreto "salvacalcio", permettendo perņ alle societą di spalmare le minusvalenze in dieci esercizi (ridotti dalla UE a cinque). Ma qualcuno, come l“Inter, non si č ancora adeguato (ben 220 milioni da svalutare in 2 anni). Qualcun altro, come il Milan, č stato apparentemente pił virtuoso: ma ha coperto la svalutazione dei giocatori grazie a una plusvalenza fittizia, derivante dalla cessione del marchio per 180 milioni a una societą controllata (escamotage usato anche dalla Sampdoria). Ci sono poi societą che capitalizzano costi di gestione ordinari (quelli del vivaio, per esempio) per ammortizzarli su pił anni. Fisco. Molte squadre, specie di B e C, non hanno versato al fisco l“Ire dovuta dai calciatori: una frode da 550 milioni. Ma con loro il Fisco ha usato il guanto di velluto, concedendo la rateazione del debito (addirittura in 23 anni per la Lazio). Il Fisco dovrebbe ricordarsi di essere un creditore privilegiato, e rivalersi sulle attivitą del debitore, mettendo finanche all“asta il centrocampista o il difensore di turno. Inaccettabile poi che le societą di calcio siano usate come bare fiscali: la proprietą dei club č spesso detenuta da un imprenditore attraverso una holding, dove compensa le perdite del pallone con gli utili delle altre attivitą, alleggerendo cosģ il carico fiscale. I club sportivi in perdita perenne dovrebbero essere esclusi dal consolidato fiscale (quelli di serie A hanno perso complessivamente 1,4 miliardi in 5 anni!). Altrimenti, paghiamo noi contribuenti. La rigorosa applicazione di queste regole (come si fa con qualsiasi Spa) metterebbe a nudo la situazione fallimentare del calcio nostrano, costringendo gli azionisti a mettere mano al portafoglio per ricapitalizzare, o a liquidare (poco importa se quotate: capita, in Borsa). Questa pulizia va fatta: se chi ha mal gestito, viene costretto a pagare, si crea un forte incentivo a comportamenti virtuosi e vigilanza pił efficace in futuro. Sapere di dover mettere mano al portafoglio č sempre il miglior deterrente contro il malcostume, anche nello sport. Gli azionisti delle squadre di calcio, e le banche che li hanno finanziati, non sono perņ sprovveduti faccendieri di provincia, ma un spaccato rappresentativo del nostro capitalismo. I loro investimenti nel calcio non sono giustificati dal desiderio di catturare il cuore dei tifosi (basterebbero le sponsorizzazioni), o dalla passione sportiva (per fare il tifo non č necessario comprarsi la squadra). Né credo si possa tirare in ballo il mecenatismo: arte e cultura sono ben altro. Il calcio conferisce enorme visibilitą. In un“economia dove le relazioni sono un capitale da spendere (anche con la classe politica) il pallone, come hanno magistralmente insegnato Agnelli e Berlusconi, č uno strumento di potere. Che alcuni imprenditori lo vogliano utilizzare, č razionale. Ma lo facciano con i loro soldi. E pagando per i danni che provocano. - di Alessandro Penati da  HYPERLINK "http://www.repubblica.it/" Repubblica - 19 maggio 2006 26Il calcio viziato dalla politica di Mario Montidal  HYPERLINK "http://www.corriere.it" Corriere - 14 maggio 2006 - …Se quello del calcio č divenuto un mondo a sé, che si ritiene al di fuori e forse al di sopra della legge, lo si deve anche, secondo me, al modo in cui i pubblici poteri, la politica, si sono a lungo rapportati ad esso: un atteggiamento di docile subordinazione e di ricerca del consenso presso coloro che, nel segno del calcio, sono spesso pił noti e pił popolari degli stessi politici. Ciņ ha contribuito a dare a certi dirigenti del mondo calcistico un senso di effettiva superioritą, di impunitą. E se negli ambienti che ruotano intorno a tali personaggi č questa l'aria che si respira, non deve sorprendere che per raggiungere il successo si faccia ricorso a qualsiasi mezzo. Quello stato di subordinazione dei pubblici poteri al mondo del calcio č riscontrabile non solo in Italia, ma anche altrove in Europa, in particolare nelle altre grandi «potenze» calcistiche (Germania, Francia, Gran Bretagna, Spagna), anche se non sembrano essersi verificate in quei Paesi patologie altrettanto gravi. Ho avuto modo di riflettere sul rapporto tra politica e calcio in occasione di alcuni dossier che ho dovuto trattare come commissario europeo alla concorrenza. L'ordinamento giuridico europeo riconosce la specificitą dello sport e rispetta l'autonomia delle organizzazioni sportive. Quando tuttavia sono preminenti gli aspetti commerciali, vi sono alcuni principi che devono essere osservati, in particolare a tutela di una corretta concorrenza. Ricordo due casi: le regole Fifa-Uefa sul trasferimento dei calciatori tra club e il cosiddetto provvedimento «salvacalcio» adottato dall'Italia (che la Commissione esaminņ nell'ambito di un'indagine estesa alle cinque «potenze» per accertare l'esistenza di eventuali «aiuti di Stato» alle societą calcistiche). Entrambi i casi, dopo l'apertura di formali procedure, si risolsero consensualmente perché sia Fifa e Uefa, sia il governo italiano accettarono le modifiche richieste dalla Commissione. In particolare, l'Italia aderģ alla richiesta di escludere esplicitamente la possibilitą che denaro dello Stato, e cioč dei contribuenti, venisse utilizzato per coprire le perdite delle societą. Ma ciņ che mi colpģ in entrambi i casi fu la grande mobilitazione dei politici in difesa degli interessi del mondo del calcio. Solo in pochi altri casi — riguardanti questioni di portata economica, finanziaria e politica incomparabilmente maggiore — furono esercitate pressioni altrettanto forti. Da parte italiana venne perfino usato l'argomento che una «bocciatura» del «salvacalcio» avrebbe fatto saltare alcune societą, che per scongiurare questo rischio era stata minacciata una sospensione del campionato, che i tifosi avrebbero reagito pesantemente, creando forse problemi di ordine pubblico, dei quali sarebbe stata considerata responsabile la Commissione. Nel caso dei trasferimenti dei calciatori, scesero in campo in prima persona, a favore di Fifa e Uefa e contro la Commissione, il primo ministro britannico Tony Blair e il cancelliere tedesco Gerhard Schröder. Ricordo che un giorno quest'ultimo pregņ il presidente della Commissione Romano Prodi e me di recarci a Berlino a cena per discutere la grave questione delle garanzie di Stato alle banche tedesche. La prima mezz'ora venne perņ dedicata dal cancelliere, con nostra sorpresa, a una perorazione in favore della Fifa (forse anche perché il suo presidente Joseph Blatter avrebbe dovuto, di lģ a poco, prendere posizione sulla candidatura della Germania per i mondiali del 2006). Penso che sia venuto il momento, specialmente in Italia, per una riflessione politica sul calcio. Forse, č ora che il mondo politico smetta di «viziare» il mondo del calcio, contribuendo involontariamente ad indurlo ai vizi peggiori. Pił ancora, i pubblici poteri (salvo, beninteso, la magistratura) dovrebbero infliggere al calcio il «rigore» pił grave: ignorarlo. Un governo sta per nascere, con una missione difficilissima. Ci si deve augurare che non veda questo del calcio come uno dei problemi prioritari di cui «farsi carico». Sarebbe un messaggio al Paese profondamente sbagliato. E se posso permettermi, caro Direttore, spero che i giornali non sentano ancora il bisogno di dedicare alla crisi del calcio le prime otto o nove pagine, come fanno in questi giorni.27Telemedicina, 1 anno attivitą per quella militare con oltre 2000 casi trattati, il sistema e' operativo in Iraq e Kossovo.ROMA, 10 mag - Oltre 2000 casi trattati e 1800 teleconsulti in un anno: sono i numeri della 'tele-sanita'' militare italiana oltreoceano. I pazienti sono i militari impegnati a scopo umanitario nei pił delicati teatri operativi mondiali e la terapia arriva direttamente attraverso la rete satellitare di telemedicina 'Athena Tmd', realizzata da Telbios insieme al ministero della Difesa. A fare un bilancio del primo anno di attivitą del sistema, i responsabili militari e gli operatori che gestiscono la rete. Fiore all'occhiello della Sanitą Militare Italiana, il sistema di telemedicina č attualmente applicato e pienamente operativo a Talill (Iraq) ed a Belo Polje (Kossovo). Il sistema, a tecnologia e progettazione interamente italiana, consente il collegamento via satellite, 24 ore su 24, tra gli specialisti del Policlinico militare del Celio a Roma e i medici interforze impegnati in vari paesi. Il cuore di 'Athena', č infatti una Centrale di Telemedicina sempre operativa situata all'interno del Celio e che garantisce interventi in qualsiasi momento, dato che tutti i reparti del Policlinico militare sono collegati e possono dialogare con il sito posto nel teatro operativo. Dal momento dell'attivazione, nel 2005, i sistemi di Telemedicina della Difesa hanno toccato la quota di 10.508 ore di comunicazione effettuate e di 1.800 teleconsulti per oltre 2.000 casi trattati. Le richieste sanitarie, sottolineano i responsabili, hanno interessato tutto lo spettro delle patologie mediche, dall'oculistica alla ginecologia, dalla neurochirurgia all'endocrinologia, alla geriatria, perché 'Athena TMD' č stato utilizzato per assistere anche la popolazione civile. Con Athena - un sistema che puņ essere utilizzato in condizioni di emergenza e di soccorso anche nel quadro operativo della Protezione Civile - il personale sanitario militare č dunque in grado di gestire la condivisione di immagini radiografiche e dati clinici, la comunicazione bidirezionale per teleconsulti medici, l'assistenza medica a distanza fino alla formazione del personale sanitario attraverso la videoconferenza. I collegamenti sono garantiti dalla piattaforma satellitare Skyplexnet, gestita da Telespazio. "E' indiscutibile ha affermato Michele Anaclerio, consigliere del ministro della Difesa per la Sanitą militare - il valore aggiunto che il sistema di Telemedicina sviluppato dalla Sanitą militare italiana puM dare alla societą civile per rendere attivi i collegamenti in zone disagiate, come ad esempio in alta montagna, nelle isole ed ancor pił in situazioni di emergenza in contesti di eventi sismici o altre catastrofi ambientali". Un esempio di applicazione della Telemedicina militare alla Protezione civile, ha proseguito Anaclerio, "é stato offerto in occasione del terremoto in Umbria, nel 1998, quando un ospedale da campo a Nocera Umbra fu messo in rete utilizzando una stazione mobile di Telemedicina. CiM consentģ di superare il black-out trasmissivo legato all'interruzione dei collegamenti terrestri via cavo". Il sistema di Telemedicina della sanitą militare - di cui si parlerą in occasione del convegno internazionale 'Dotazioni sanitarie campali, che si aprira' domani a Roma nella Scuola di sanitą e veterinaria dell'esercito - č "l'ultimo ed il pił innovativo - ha affermato Guido Lovaglio, responsabile Telbios per i Progetti della Pubblica Amministrazione Centrale - di una serie di progetti di Telemedicina avviati dallo Stato Maggiore della Difesa, fin dal 1996, a cominciare dalle operazioni condotte in Bosnia. Da allora - ha concluso l'esperto - i sistemi di Telemedicina applicati alla Sanitą militare sono stati ulteriormente perfezionati, per diventare un modello anche per le strutture sanitarie militari straniere, per il riconosciuto livello di efficienza e di efficacia". Ansa28Prodi: la Sanitą non č un costo.La Sanitą non č solo un costo" . Sono le parole di Romano Prodi, pronunciate stamani in Senato durante il discorso programmatico che precede il voto di fiducia previsto per domani. Uso efficiente delle risorse, sostegno alla ricerca e alla fragilitą sono stati altri punti toccati. "La Sanitą - ha continuato Prodi - č un grande settore che occupa centinaia di migliaia di persone qualificate, che produce tecnologia e innovazione. Finché continueremo a considerarla un costo, l'ottica dominante resterą quella dei tagli". Compito del Governo sarą invece, quello di giungere a un "razionale ed efficiente impiego delle risorse dedicando l'attenzione allo sviluppo e alla valorizzazione delle competenze e delle grandi potenzialitą del nostro sistema sanitario nazionale". Fra la prioritą del nuovo esecutivo anche l'istituzione del Fondo per la non autosufficienza. L'idea č quella di "attuare un programma di sviluppo dell'assistenza sociale e sanitaria integrata, facendo affluire in un fondo nazionale per la non autosufficienza tutte le risorse gią oggi impegnate nel settore, predisponendo il percorso di graduale incremento delel risorse pubbliche, ma facendo anche leva sulla grande risorsa del terzo settore". Si tratta di "impegni congiunti con le Regioni - ha sottolineato Prodi - ma a noi spetta regolare il sistema dei livelli assistenziali di prestazioni, per garantire i diritti dei cittadini in qualsiasi parte del Paese essi abitino". Lo stesso premier ha spiegato che nell'arco della legislatura "porremo a noi stessi e agli Enti locali l'obiettivo di raddoppiare il numero degi asili nido, per andare incontro a un domanda oggi largamente insoddisfatta". 29Danni da antinfiammatori per 21mln persone nel mondo.Perugia, 13 mag. - Danni da antinfiammatori per 21 milioni di persone nel mondo, che ogni giorno subiscono l'effetto collaterale di questi farmaci a danno dello stomaco. E si tratta di farmaci molto usati: se ne consumano circa 25 miliardi di compresse l'anno. A poche ore dall'assunzione, gią nel 70% dei casi si verificano lesioni di varia entitą della mucosa gastrica. I pił vulnerabili alle reazioni avverse dei Fans (antinfiammatori non steroidei) sono gli anziani, pił colpiti da pirosi, rigurgito acido e dolore epigastrico. Circa il 40% delle ulcere gastriche e il 25% di quelle duodenali sono, infatti, associate all'uso di questi medicinali, con un aumento della frequenza di complicanze, in particolare emorragie e perforazioni gastrointestinali, che possono essere fatali. I dati arrivano dagli esperti riuniti ad Assisi, per un convegno promosso dall'industria farmaceutica Astrazeneca, in occasione di