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E' nato un nuovo, sorridente, motore di ricerca inserisci le tue pagine e le tue segnalazioni. Contribuisci al suo patrimonio di informazioni.  HYPERLINK "http://berlusgoogle.com/" http://berlusgoogle.com/  HYPERLINK "http://www.berlusgoogle.com" http://www.berlusgoogle.com  1Parlare di guerra si deve - Il ruolo delle riviste mediche tra favorevoli e contrari Le riviste mediche devono occuparsi di guerra? La domanda sembra retorica, se si valuta il considerevole numero di pagine che le riviste pi autorevoli del settore stanno dedicando alla possibile futura guerra contro l'Iraq. Lancet vi ha dedicato un supplemento speciale (Medicine and conflict) uscito alla fine dello scorso anno, ma anche JAMA BMJ e NEJM non stanno lesinando spazi. E questo succede oggi come negli scorsi anni, con la guerra in Afghanistan e le centinaia di piccoli e grandi (per dimensioni) conflitti che devastano i paesi in via di sviluppo. La risposta, per, non cos scontata, come testimonia il dibattito acceso in corso in seno alla WAME (World Association of Medical Editors, l'associazione mondiale delle riviste mediche) e riflesso nel forum ospitato nel sito dell'istituzione (www.wame.org). Lo statuto dell'associazione stabilisce chiaramente che le riviste che in esso si riconoscono si impegnano a informare i proprio lettori "intorno agli aspetti non clinici della medicina e della salute pubblica, anche se hanno implicazioni politiche". Questo comunque non significa, fa notare Rebecca Coombes sulle pagine del BMJ, che le diverse testate condividano le medesime posizioni quando si tratta di stabilire se le potenziali devastanti conseguenze di una guerra in Iraq siano oppure no un tema di loro competenza. Mark Graczynski, per esempio, direttore della rivista on line Medical Science Monitor; sostiene che la questione irachena non debba trovare spazio sulle pagine delle riviste mediche per il semplice fatto che "una volta che si comincia, difficile capire dove fermarsi. E' nella natura umana cominciare a parlare di salute pubblica e guerra e, poi, scivolare in politica". Di tutt'altra opinione Ian Roberts, professore di salute pubblica alla London School of Hygiene and Tropical Medicine di Londra, che invece accusa un editoriale di Lancet per avere preso per buone le posizioni dell'amministrazione statunitense in cui si sostiene che Saddam Hussein sta nascondendo armi di distruzione di massa. Per Graczynski, la posizione di Roberts rappresenta un palese abuso di una lista di discussione medica al fine di fare propaganda politica. Barry Pless, direttore della canadese Injury Prevention, pi vicino al professore di Londra: "Non posso crederci. Come pu il direttore di una rivista medica pensare che la guerra non abbia nulla a che fare con il suo lavoro? Capisco la preoccupazione che si scivoli troppo in politica, ma se certe decisioni politiche producono morti, non credo debbano esserci obiezioni. Penso che non sia molto differente da quando ci occupiamo della relazione tra malattie e povert e ineguaglianza sociale: anche questi sono aspetti influenzati dalla politica, eppure nessuno ha mai messo in discussione la legittimit della loro presenza sulle pagine delle riviste mediche". Richard Horton, direttore di Lancet, nota come "persino l'Organizzazione mondiale della sanit ha inserito la guerra tra i fattori di rischio per la salute, e ogni anno pubblica le statistiche sul numero di morti causati dai conflitti in tutto il mondo. Noi stiamo semplicemente ampliando il dibattito nella comunit medica sulle ricadute della guerra in termini di salute pubblica". Che i medici, e gli operatori sanitari in genere, non si sentano estranei a questi temi lo dimostra il comunicato pubblicato il 5 febbraio a firma di una serie di organizzazioni di infermieri, medici, ostetrici, dentisti e fisioterapisti, in cui si denuncia come le guerre (devastando la struttura civile dei paesi aggrediti) colpiscano sempre di pi i civili, e in particolare i pi indifesi (bambini donne e vecchi), producendo ferite fisiche e psichiche destinate a lasciare segni per molti anni a venire. di Cinzia Tromba -  HYPERLINK "file:///E:\\" Tempo Medico n. 758 - febbraio 2003 &&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&& come muore un (essere umano)  2La verit sulle assicurazioni sanitarie: lopinione spassionata di un assicuratoreLopinione di un cittadino normale (assicuratore) che vive cercando di convincere il prossimo sulle mirabilie di unassistenza sanitaria privata che, nellimmaginario collettivo, promette camere ospedaliere hollywoodiane, infermiere carine, pasti da chez Maxim, strutture sanitarie stile serial televisivo ER Assicurare la salute, con un riscontro economico positivo, impossibile, sia per il pubblico che per il privato. Ma alle compagnie interessa far cassa - di Nicola Ferraro A Flavio Rubino, broker di assicurazioni, abbiamo voluto chiedere un parere sulla reale natura delle polizze sanitarie e sugli ultimi travagli del Servizio sanitario nazionale. Lo ringraziamo per il coraggio con cui ha risposto anche alle domande pi difficili o imbarazzanti. In quale modo le compagnie di assicurazione formulano i premi? I premi da pagare tengono conto del massimale assicurato, dellet e del sesso della persona beneficiaria della polizza. Gli anziani, ad esempio, pagano pi dei giovani, e le donne (per tutta la durata teorica dellet fertile) pagano pi degli uomini. Quali sono le forme di indennizzo previste fino ad oggi? In estrema sintesi due: indennizzo diretto e indiretto. Nel primo, la compagnia dassicurazione convenziona istituti di cura e medici e indirizza lassicurato verso di essi, sollevando questultimo dal pagamento delle prestazioni. Nel secondo, lassicurato sceglie liberamente medico e istituto di cura, anticipando il pagamento delle prestazioni che verranno liquidate dalla compagnia dietro presentazione di tutta la documentazione di spesa, corredata da copia autenticata della cartella clinica. Quali sono i limiti di assunzione di rischio da parte delle compagnie? Per sottoscrivere una polizza sanitaria, bisogna dichiarare le malattie gi presenti: queste, di norma, non vengono assicurate. Per questo, occorre accertarsi che nelle condizioni generali sia presente la clausola che impegna la compagnia a dimostrare leventuale malafede dellassicurato laddove, una volta firmato il contratto, venga diagnosticata una patologia gi presente ma non in precedenza conosciuta. Detto questo opportuno precisare che, ad oggi, nessuna polizza dassicurazione sanitaria venduta in Italia prevede il rimborso delle spese sostenute per visite mediche, esami, acquisto di farmaci, avvenuti senza ricovero. tuttavia possibile inserire questa garanzia di copertura, con molte limitazioni e lievitazione cospicua del premio pagato, come condizione aggiuntiva alla polizza di rimborso spese. Questo settore produce molti utili per le compagnie dassicurazione? Assolutamente no. Il rapporto sinistri pagati / premi incassati sempre negativo, nonostante alcuni correttivi di mercato che hanno fatto lievitare i premi pagati e clausole che penalizzano la clientela. Ad esempio, possibile, per la compagnia, rescindere un contratto dopo una qualsiasi notifica di sinistro: in Italia c una sola compagnia, per altro straniera ma specializzata nelle polizze malattia, che non pratica mai il recesso in seguito a denuncia di sinistro. Assicurare la salute, con un riscontro economico positivo, risulta quindi estremamente difficile se non impossibile, sia in ambito pubblico sia in quello privato. In ambito nazionale tuttavia, sembra che in sanit si stia imboccando la strada mutualistica. Cosa pensa, da assicuratore, di questa svolta: si apre la possibilit di fare nuovi affari? Lo sviluppo della tutela sociale complementare un fenomeno difficile da valutare da un punto di vista del business assicurativo, come dimostra la recente esperienza maturata nellambito dei Fondi pensione: le ottimistiche previsioni iniziali sono state pesantemente smentite dai fatti. In via teorica, la possibilit offerta ai cittadini di potersi pagare con una polizza delle prestazioni che il Ssn non offre sicuramente allettante e questo destinato ad incrementare il giro daffari degli assicuratori: le provvigioni sono infatti proporzionali al volume delle polizze emesse. Ma le compagnie dassicurazione nel giro di pochi anni si troverebbero nella condizione di pagare indennizzi onerosi, con il rischio di veder virare verso il passivo questo ramo di attivit. Anche se pu apparire paradossale, le compagnie di assicurazioni non sono tuttavia molto preoccupate da questo fatto: nella loro logica imprenditoriale infatti tradizionale labitudine di far cassa. Alla luce di quanto ci ha detto, possono convivere le motivazioni per cui esiste il Servizio sanitario nazionale con un regime di fondi analoghi a quello pensionistico? Nellambito della spesa sociale c un denominatore comune: aumentano i costi ma non i finanziamenti che, di fatto, non riescono a soddisfare la domanda. Da un punto di vista assicurativo, credo che sia ipotizzabile un sistema sanitario in cui siano presenti fondi analoghi a quelli pensionistici ed una collaborazione tra Ssn e compagnie dassicurazione. Ma, siamo realisti: ci sono voluti 15 anni per far decollare i fondi pensione. facilmente prevedibile, quindi, che ci vorr ancora molto tempo e grande impegno prima di arrivare a qualche risultato in questo campo. Una strada percorribile facilmente potrebbe essere quella di realizzare un progetto in cui il Ssn garantisca un livello minimo di prestazioni e un servizio sanitario privato, integri le prestazioni del primo. La volont di perseguire un simile obiettivo per di tipo politico ed esula da unanalisi puramente teorica A questo punto devo farle una domanda sintetica e precisa. Assicurazioni e Ssn: collaborazione o contrapposizione? difficile argomentare qualcosa di sensato in materia senza prevedere per il Servizio sanitario nazionale, anche in futuro, il compito di garantire una sanit equa che, rifacendosi al principio del riconoscimento del diritto alla salute, assicuri a tutti laccesso a prestazioni il cui livello minimo sia uniformemente definito. In sostanza, credo che non vi sia loggettiva possibilit di arrivare ad una sostituzione integrale da parte di privati dei servizi erogati dal Ssn: nessuna polizza, nessun fondo salute saranno mai in grado, ad esempio, di assicurare le prestazioni offerte oggi dalla medicina di famiglia nellambito del servizio pubblico. Detto questo, la funzione integrativa svolta dalle compagnie di assicurazione pu essere migliorata in funzione anche collaborativa col Ssn. A mio avviso questa strada avrebbe dovuto essere imboccata gi da tempo. Alcune compagnie, gi allepoca della cosiddetta Riforma Bindi, hanno realizzato proposte di coperture assicurative in questa direzione.  HYPERLINK http://www.fimmg.org/avveniremedico/200303/AM_200303_intervista.pdf http://www.fimmg.org/avveniremedico/200303/AM_200303_intervista.pdf3La sanit americana in vista delle elezioni presidenziali del novembre 2004 - Mercato e competizione non hanno ridotto i costi e non hanno migliorato la qualit dellassistenza Significative proposte verso un sistema di tipo europeoMedicare e il Mercato Lettera al Direttore del New York Times Il socialismo di stile europeo non sembra cos male dal punto di vista dei vantaggi per la classe media. Io trovo che le tasse che pago hanno un ben misero ritorno. Sarei ben felice di pagare le tasse se ci mi garantisse che non morir in povert o di non essere costretta a soffrire grandemente per la mancanza di una buona assistenza medica. Se le forze del mercato sono cos buone per lassistenza sanitaria, perch finora non hanno funzionato? Perch i prezzi delle assicurazioni stanno salendo e la qualit dei servizi scendendo? Se le forze del mercato hanno fallito nel fornire un beneficio finanziario per i lavoratori che pagano i premi assicurativi, perch dovremmo aspettarci che la competizione e il coinvolgimento del mercato privato salveranno Medicare? - Teresa Caruthers - Baltimora, 22 luglio 2003. I dati 2002 dellagenzia statistica statunitense (US Census Bureau) sui non-assicurati rispetto al 2001. Il numero dei non-assicurati cresciuto di 2,4 milioni, portando il numero totale a 43,6 milioni e la percentuale della mancata copertura assicurativa nella popolazione americana dal 14,6 al 15,2%. Questo dato tuttavia non esprime compiutamente il livello di sofferenza del sistema riguardo leffettiva protezione assistenziale dei cittadini americani. Uno studio della Robert Wood Johnson Foundation (Going without health insurance: nearly one in three non elderly Americans) ha rilevato che quasi un terzo degli americani al di sotto dei 65 anni (oltre 74 milioni di persone) si trovato privo di assicurazione per un tempo variabile (da 1-2 mesi a 24 mesi) nel corso del biennio 2001-2002. I problemi della sanit americana non si limitano al sempre maggior deficit di copertura assicurativa; la spesa sanitaria, dopo un periodo di relativa stasi, ha ripreso a crescere: 2000, + 7,4%; 2001, 8,7% (spesa farmaceutica: 2000, +16,4%; 2001, +15,7%). Ancora pi preoccupante la crescita dei premi assicurativi (molto superiore allinflazione generale e a quella sanitaria): 2000, +8,3%; 2001: +11,0%; 2002: +12,7%). Una crescita che induce le imprese a ridurre il benefit sanitario per i dipendenti, trasferendo su questi parte dei costi assicurativi o rinunciando toutcourt allerogazione di tale beneficio e, infatti, la percentuale dei lavoratori coperti da assicurazione fornita dai datori di lavoro calata nel 2002 al 61,3%, rispetto al 62,6% del 2001 e al 63,6% del 2000. Il fallimento della Managed care Negli anni novanta lintroduzione della managed care (ovvero liniezione di pi competizione e pi mercato) nella sanit USA aveva acceso molte attese circa la possibilit di ridurre i costi e di migliorare la qualit dellassistenza. Per qualche anno il raffreddamento della spesa c stato, ma dal 1999 questa ha ripreso a crescere raggiungendo livelli imprevisti (e ben superiori a quelli dei sistemi sanitari europei). Lo stesso Alain C. Enthoven, inventore della managed care, costretto ad ammetterne il clamoroso fallimento: Il collasso della managed care ha creato un ambiente favorevole alla crescita dei costi dellassistenza sanitaria e allaumento del numero delle persone non assicurate Mercato e competizione non hanno ridotto i costi e non hanno migliorato la qualit dellassistenza. I sistemi di controllo introdotti dalle Managed Care Organizations (MCOs) non solo non hanno funzionato, ma hanno generato un clima ostile verso di loro sia da parte delle categorie professionali, che dellopinione pubblica. Tra le tante iniziative di protesta dei pazienti citiamo un appello a sottoscrivere una proposta di legge Breast Cancer Patient Protection Act (Legge per la protezione delle donne affette dal cancro della mammella) comparso su Internet nel giugno 2003. Si chiede che le MCOs siano obbligate a coprire la degenza ospedaliera per un minimo di 48 ore dopo lintervento chirurgico. Oggi si legge nel messaggio le donne sono costrette a tornare a casa poche ore dopo la mastectomia, contro il parere dei medici, ancora intontite dallanestesia e talvolta con i tubi di drenaggio ancora attaccati. A poco pi di un anno dalle elezioni presidenziali il tema della sanit torna ad animare il dibattito politico, anche perch cresce il malcontento tra i cittadini americani riguardo la politica sanitaria dellAmministrazione Bush, come testimoniano gli ultimi sondaggi di Washington Post-ABC (oltre il 60% degli intervistati si dichiara insoddisfatto, 13.09.2003; non c candidato democratico che non abbia inserito nel suo programma proposte per aumentare la copertura sanitaria e risolvere il problema dei non assicurati. C chi propone di estendere Medicare a tutti cittadini americani (Dennis Kucinich), di espandere Medicaid e SCHIP (Howard Dean, John Kerry), oppure di sovvenzionare generosamente le imprese per garantire a tutti i lavoratori la copertura assicurativa (Richard Gephardt). Significativamente, nel mezzo del dibattito politico pre-elettorale si inserisce lAMA lAssociazione dei Medici Americani che pubblica sulla sua prestigiosa rivista JAMA, agosto 2003, la proposta di un gruppo di medici per listituzione di unassicurazione sanitaria nazionale gestita da un unico ente, un programma che essenzialmente dovrebbe essere una versione estesa e migliorata di Medicare, con lo scopo di assistere ogni americano per tutte le cure necessarie. I quattro princpi della riforma secondo i primi firmatari, che provengono in maggioranza dalle principali istituzioni mediche di Harvard sono: 1) Laccesso a una completa assistenza sanitaria un diritto umano. E responsabilit della societ, attraverso il governo, assicurare tale diritto. La copertura non deve essere legata allimpiego. 2) Il diritto a scegliere e cambiare un medico fondamentale per lautonomia del paziente. I pazienti devono essere liberi di scegliere ogni struttura sanitaria accreditata. 3) La ricerca del profitto industriale e della fortuna personale non hanno spazio nellassistenza sanitaria. Questi sono responsabili di enormi sprechi e di decisioni cliniche distorte. 4) In una democrazia, il settore pubblico deve definire le politiche sanitarie e i budget. Le decisioni mediche che riguardano le persone devono essere fatte dai pazienti e da chi li assiste, non dai burocrati delle imprese o del governo. JAMA accompagna larticolo con un editoriale che, dopo aver sottolineato le inefficienze e le ingiustizie dellattuale sistema, conclude: Adesso il momento di riaprire la discussione. I membri del Physicians Working Group hanno fatto il loro lavoro sollevando ancora una volta il problema dellassicurazione sanitaria nazionale. Quelli che apprezzano la loro proposta dovrebbero sottoscriverla. Chi non la condivide farebbe bene a sviluppare e proporre qualcosa di meglio, di pi efficace, e con minori effetti collaterali. Nessuno pu starsene in disparte a lamentarsi della situazione esistente. Il casino del sistema sanitario (Health care mess) cos evidente che nessuno pu ignorarlo. Gavino Maciocco*, Laura Ombroni*, Lorenzo Roti^ - Dip. di Sanit Pubblica, Universit di Firenze, ^ Agenzia Regionale di Sanit - Toscana medica Ottobre 2003 Bibliografia -G. Maciocco, F. Tediosi, Il sistema sanitario americano, limplosione dietro langolo, Prospettive sociali e sanitarie 2003, n. 19. -A.C. Enthoven, Employment-based health insurance is failing: now what, Health Affairs 2003; 22.4: WebExclusives. -The Physicians Working Group for Single-Payer National Health Insurance, Proposal of Physicians Working Group for Single-Payer National Health Insurance, JAMA 2003; 290: 798-805. -R. Fein, Universal Health Insurance Let the debate resume, JAMA 2003; 290: 818-820.4Medici di famiglia a rischio emigrazione per contratto scaduto da 4 anniMolti italiani potrebbero ritrovarsi senza il medico di famiglia, deciso ad 'emigrare' in Inghilterra. Ad illustrare il rischio di esodo dei camici bianchi e' Mario Falconi, Segretario nazionale della Fimmg che, rivolgendosi in una nota al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ricorda la difficile situazione in cui si trovano i medici operanti nel territorio, quelli di famiglia, di guardia medica, emergenza e dei servizi. ''Sono in grave sofferenza economica - spiega - con un contratto scaduto da circa quattro anni. In particolare, i medici di famiglia non sono piu' nelle condizioni di sostenere le spese per il mantenimento di 50.000 studi professionali e di circa 25.000 unita' di personale infermieristico e di segreteria''. sono stanchi delle futili e reiterate dichiarazioni di tutti gli uomini di governo sia nazionale che regionale sulla centralit del loro ruolo; sono disponibili a partecipare a progetti di organizzazione sanitaria territoriale pi rispondenti ai bisogni dei cittadini, ma vorrebbero capire perch il Governo, da Lei presieduto, non abbia stanziato risorse economiche per i loro rinnovi contrattuali ma esclusivamente per quelli di tutto il personale sanitario ospedaliero. Dopo due giorni di sciopero, per noi inusuali, (visto il legame affettivo che ci lega ai cittadini, da circa dieci anni non chiudevamo i nostri studi professionali) e una manifestazione a Roma, non potremo certo tollerare ulteriori colpevoli ritardi nella conclusione di una trattativa iniziata gi da alcuni mesi. Pertanto - conclude Falconi - saremo costretti, nostro malgrado, tra altre pi dure forme di protesta, a facilitare l'esodo di migliaia di medici di famiglia italiani, alcune decine sono gi espatriati, verso il Ssn Inglese con il quale abbiamo siglato un protocollo d'intesa il 29 marzo u.s. e che molto sta investendo nell'assistenza territoriale anche attraverso le giuste gratificazioni economiche del personale medico che vi lavora.5Amianto a Monfalcone, 400 morti, partono le inchieste: ipotesi di omicidio colposoDue inchieste aperte su 400 decessi (operai e marinai) avvenuti negli ultimi dieci anni presumibilmente riconducibili alla presenza di amianto nelle navi realizzate da Fincantieri a Monfalcone (Gorizia) per conto della Marina. Le inchieste sono per conto della Procura della Repubblica e della Procura Militare di Padova. Ipotesi di reato: omicidio colposo e per quella militare, di omessa esecuzione dellincarico. (da La Repubblica del 9.5.2004)6Scaricare file audiovisivi da internet comporta una sanzione penale pi grave dellomicidio colposo e del reato di appartenenza ad associazione camorristica o mafiosa: labominio giuridico del decreto Urbani va cambiato in sede di conversioneConvinti che si tratti di una misura illegittima e incostituzionale, si chiede che in sede di conversione in legge del decreto, venga soppresso lintero articolo 1, quello che si occupa, appunto, delle sanzioni. Abbiamo sempre riconosciuto il diritto a una giusta ed equa remunerazione per gli autori, a condizione che sia assicurata al consumatore la sacrosanta possibilit di effettuare copie private senza scopo di lucro. La finalit del diritto dautore deve essere a nostro avviso quella di stimolare la creazione e linvestimento nelle opere dellingegno, per ampliare le possibilit di accesso alla cultura. In tal senso lo sviluppo delle nuove tecnologie e della banda larga devono diventare unopportunit per tutti, consentendo lo sviluppo di canali distributivi diversi e innovativi, che siano in grado di abbattere i costi di distribuzione e di rispondere alle esigenze in continua evoluzione dei consumatori.7Latteggiamento verso la corruzione nei paesi evoluti e in quelli civilmente primitiviIn certi paesi, che sono, vedi caso, i pi evoluti la corruzione suscita reazioni severe, conduce allesclusione dei corrotti dalla vita pubblica, a processi e sanzioni. Non si d per scontato che i cittadini, specie quelli di posizione elevata, siano corrotti. Si vorrebbe che tutti si comportassero bene: chi si comporta male punito. In altri paesi, quelli poveri e primitivi, non ci si fa caso: la corruzione considerata un fatto della vita. E lItalia ? Da noi se i giudici osano perseguire i corrotti, si inveisce contro il cos detto giustizialismo, e ai corrotti che siano stati condannati, magari, si intitola una strada, in segno di riparazione. (Piero Ottone)8- Di Pietro su Acampora: confermato grave quadro accusatorio, ora daranno del comunista anche ai giudici della Corte dAppello di Milano - Mannino, condanna in appello: il pranzo con un gruppo di medici e due bossSi conferma anche in appello il grave quadro accusatorio della pubblica accusa del tribunale di Milano nei confronti di Acampora, dichiara Antonio Di Pietro, presidente dellItalia dei Valori alla notizia della sentenza che condanna a cinque anni di reclusione l'avvocato romano accusato di corruzione in atti giudiziari nella vicenda Imi-Sir. Ora dice Di Pietro dovremo avere solo la pazienza di sorbirci la solita litania di Berlusconi e amici contro i giudici di sinistra a cui si aggiungeranno anche quelli della corte dappello di Milano, rei di aver confermato la sentenza di Acampora. 11 Maggio 2004 Mannino, condanna in appello di Alfredo Pecoraro PALERMO-Non me l'aspettavo..., la voce flebile. Calogero Mannino s'interrompe, cerca di trovare le parole migliori per commentare una sentenza ingiusta, rispetto alla quale non mi rimane che fare ricorso alla Cassazione, ma la coscienza della mia innocenza mi d la forza necessaria per sopportare questa ulteriore fatica. I giudici della Corte d'appello lo hanno appena condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione per concorso in associazione mafiosa, ribaltando la sentenza di assoluzione pronunciata in primo grado. Per i giudici, l'ex ministro Dc e leader indiscusso in Sicilia negli anni Ottanta, ha favorito la mafia fino al marzo del 1994 dopo aver stipulato un patto elettorale con le cosche di Agrigento, e poi con i boss palermitani. Accuse per le quali Mannino era stato arrestato nel `95 trascorrendo due anni in carcere. Il processo a Mannino ha puntato su alcuni argomenti ritenuti fondamentali dal pm Vittorio Teresi: il pranzo alla Taverna Mos, al quale l'ex ministro partecip assieme a un gruppo di medici e a due boss, e le nozze fra Maria Silvana Parisi e Gerlando Caruana, figlio del boss di Siculiana. Nell'atto d'accusa ci sono anche i rapporti con gli esattori Nino e Ignazio Salvo, ai quali Mannino, secondo il pm, negli anni Settanta, quando era assessore regionale alle finanze, concesse la gestione dell'esattoria di Siracusa, un favore che, secondo i giudici, potrebbe essere stato frutto di una logica momentanea di mediazione politica degli interessi. Agli atti anche l'accusa di aver siglato un accordo elettorale, nell'80-81, con un esponente della famiglia agrigentina di Cosa Nostra: il riferimento a un incontro, raccontato dal collaboratore di giustizia Gioacchino Pennino, a casa di Mannino, presente anche il boss Antonio Vella. Quell'episodio per i giudici costituisce una chiave interpretativa della personalit, che consente di invalidare buona parte del capitolato difensivo, volto a rappresentare Mannino come un politico immune da contaminazioni coscienti con ambienti mafiosi o addirittura vittima di chiss quali complotti. Ci sono poi gli appalti, dei quali parla il pentito Giovanni Brusca, e la vicenda della Sitas, la societ che costru gli alberghi a Sciacca, di cui ha riferito un superteste, Mario Rossetto, che ha accusato l'ex ministro di aver ricevuto denaro da imprenditori siciliani, sostenendo che ci fosse dietro la longa manus della mafia.Fu il pentito Rosario Spatola il primo a collegare alle cosche di Agrigento il nome di Mannino, all'epoca deputato Dc. Dichiarazione rese a Paolo Borsellino, in quegli anni procuratore della Repubblica di Marsala. Gli atti erano stati per subito trasmessi alla Procura di Sciacca (Agrigento), perch l, secondo Spatola, si sarebbero tenuti summit mafiosi cui avrebbe partecipato anche l'ex ministro. L'indagine, per, fu archiviata nel giro di pochi mesi. Le nuove accuse che portarono all'arresto di Mannino derivarono da un'altra inchiesta, aperta dalla Procura di Palermo dopo le dichiarazioni di altri pentiti. Occorreva leggere i fatti in maniera globale e contestualizzarli in un momento storico preciso per giungere alla condanna, dice il pg Vittorio Teresi, che ha sostenuto l'accusa nel processo. Grazia Volo, del collegio difensivo, parla invece di una sentenza in contrasto con tutto ci che stato prodotto in questi anni. Mannino si sente un perseguitato politico. Per l'ex ministro la sentenza dimostra che il pregiudizio contro di me forte e pu anche annidarsi tra i magistrati giudicanti.9La Provincia di Pisa e i formati aperti: la possibilit gratuita di trasformare i documenti.doc in .pdf (acrobat reader) per garantire al cittadino il diritto all'Informazione, pure essendo egli sprovvisto di un determinato programma da acquistare. Messo a disposizione dei cittadini, un sistema di gestione documentale attraverso il quale si potr trasformare i propri file da formato proprietario a formato open in maniera libera e gratuita. [ZEUS News -  HYPERLINK "http://www.zeusnews.it/" www.zeusnews.it -  HYPERLINK "http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=sezioni&numero=907" News, 07-05-2004]- Articolo tratto da  HYPERLINK "http://www.noemalab.com" \t "_blank" Noema - Tecnologie e societ DocTransformer un sistema di gestione documentale scelto di recente dalla Provincia di Pisa. La caratteristica primaria di tale sistema che esso permette di convertire automaticamente un documento digitale da un formato "chiuso" ad uno "aperto". La decisione da parte della Provincia di adottare questo sistema stata molto lungimirante, in quanto ha proceduto di poco la direttiva di Lucio Stanca, il ministro per l'Innovazione e le Tecnologie, che esortava le Pubbliche Amministrazioni a pubblicare almeno in un formato aperto i documenti. Questo provvedimento preso dal ministro tende a riconoscere e garantire al cittadino il diritto all'Informazione, pure essendo egli sprovvisto di un determinato programma da acquistare. Il sito su cui l'Amministrazione Provinciale ha messo a disposizione DocTransformer www. HYPERLINK "http://www.salpa.pisa.it/" \t "_blank" salpa.pisa.it; (nella colonna a destra alla voce utility) da qui tutti potranno trasformare i propri documenti da formato proprietario a formato open in maniera libera e gratuita. Specificamente, si ha a che fare con PDF (formato Adobe leggibile da tutte le piattaforme), RTF (leggibile da tutti i Word Processor) e Write di Open Office, leggibile da programmi open source. Dal momento che ogni documento non uguale a un altro in termini di complessit, sar possibile scegliere tra varie soluzioni il formato pi opportuno. Tutto ci dovuto al motore OpenOffice.org, che permette una grande scalabilit grazie alla modularit della sua architettura applicativa. Gli archivi da accettare non devono superare la dimensione di 1 Megabyte. 10Andremo alla manifestazione del 4 giugno contro Bush e a quella del 6 per la Liberazione ed il ringraziamento al Popolo AmericanoNoi dell Italia dei Valori - Lista Di Pietro-Occhetto-Societ civile parteciperemo alla manifestazione di disapprovazione della politica estera americana prevista per il prossimo 4 giugno in concomitanza con larrivo in Italia del Presidente degli Stati Uniti. Sia chiaro: manifestiamo contro la politica della guerra, delle bugie e delle torture del Governo Bush e non contro il popolo americano che noi rispettiamo e non ci stancheremo mai di ringraziare per averci aiutato a liberarci dai campi di concentramento di Hitler e dallolio di ricino di Mussolini. Ci dispiace constatare che gli amici della Lista Uniti per lUlivo facciano ancora una volta il pesce in barile per non assumersi la responsabilit delle proprie decisioni e solo per nascondere la loro ambiguit in politica estera. Avere in Italia il Presidente degli Stati Uniti e non cogliere loccasione per ribadirgli la nostra disapprovazione per la tensione internazionale che sta provocando con le sue decisioni avventuristiche e pericolose ci sembra davvero un comportamento opportunistico e da pavidi. Piuttosto adoperiamoci tutti a gran voce allinsegna del comune impegno fuori i provocatori, dentro la societ civile -affinch il prossimo 4 giugno sia una manifestazione di pace e non di violenza. Isoliamo quindi sin dora infiltrati e facinorosi che sicuramente tenteranno di sporcare le nobili intenzioni dei manifestanti con le loro stupide e interessate provocazioni. Antonio Di Pietro e Achille Occhetto 11Mi piace lavorare, un film sul mobbing di Francesca Comencini Il fenomeno del mobbing in costante aumento. Talora un mezzo ingiusto per costringere un dipendente a dimettersi, talora esprime meschinit tra colleghi di lavoro, talora pu sottendere una percezione di isolamento che solo sintomo di disadattamento personale. Il medico di famiglia coinvolto in questa vicenda e si trova nella delicata situazione di dover distinguere tra sofferenze autentiche e reazioni emotive. Dove la verit tra le diverse prospettive del lavoratore, del datore di lavoro, del magistrato? Al medico viene richiesto non solo aiuto sul piano clinico ma anche di certificare lassenza del lavoratore, quando la tensione troppo forte e non matura una diversa soluzione del conflitto. Come spesso accade il cinema coglie la realt meglio che qualsiasi dotta dissertazione e costringe a riflettere. Si segnala la Proiezione del film, luned 7 Giugno ore 20,30 al Cinema Alfieri Via dellUlivo n. 6, Firenze; dopo la proiezione gratuita del film seguir un dibattito con discussione e i previsti interventi di Antonio Panti, Presidente dellOrdine dei Medici di Firenze - Giampaolo Muntoni, Presidente della Sezione lavoro del Tribunale di Firenze - Lucia Astore, Psichiatra forense e medico legale - Mauro Ucci, Segretario della FIMMG provinciale 12Radiologi: troppe analisi diagnostiche inutili e pericoloseda Il Sole 24 Ore - In Italia nel 2003 sono state eseguite circa 44 milioni analisi diagnostiche per immagini cifra che la porta, in termini percentuali, al terzo posto in Europa per numero di prestazioni dopo Svizzera e Portogallo. Di queste circa il 30 per cento sono state eseguite in situazioni di emergenza e il 75 per cento di queste ultime hanno dato esito negativo. Sono numeri che la Societ italiana di radiologia medica, alla vigilia del congresso nazionale che inizier domani a Palermo, giudica eccessivi e che costringono a una riflessione sui rischi delle prolungate esposizioni alle irradiazioni. Allarme stato manifestato dal professore Roberto Lagalla, del dipartimento di Scienze radiologiche dell'universit di Palermo, segretario generale del congresso, nell' evidenziare i dati pubblicati in un rapporto dell'Istituto superiore di Sanit secondo il quale il 90% delle donne in gravidanza effettua la prima visita ecografica entro il terzo mese di gestazione e che le donne del Sud si sottopongono a una media di 6,2 esami durante la gestazione, contro 5,5 di quelle del centro e 4,9 di quelle del Nord. Solo il 17% delle donne esegue fino tre ecografie, valore giudicato innocuo per la madre e per il feto. ormai scientificamente accertato, ha detto ancora Lagalla, che le esposizioni per tempi prolungati agli ultrasuoni, sopratutto in presenza di un mezzo di contrasto, inducono a un danno alle strutture anatomiche che si trovano all'interno del suo raggio d'azione e in particolare alle cellule del fegato. Cresce nella Sirm anche l'ansia per i bambini sottoposti a indagini diagnostiche con la Tac spirale. Secondo dati sperimentali e statistici emergerebbe un piccolo rischio individuale di aumento delle neoplasie nel corso della vita nei bambini irradiati con le dosi comunemente impiegate con questo tipo di analisi. Dagli studi emerge anche una correlazione tra numero di esami radiografici e rischio di leucemia linfatica acuta nei bambini sotto i 10 anni. I dati sono confermati da un'indagine condotta negli Usa che ha accertato che la Tac in pediatria la pi pericolosa delle radioprotezioni anche perch le dosi non sarebbero adatte a corpi piccoli. Il 30% di questi esami sarebbe poi inutile. La Sirm sottolinea inoltre la vetust e l'obsolescenza del parco apparecchiature di diagnostica per immagini installato negli ospedali pubblici. Una recente indagine ha sostanzialmente confermato i dati del ministero della Salute del 2002 secondo i quali il 65% delle attrezzature ha un'et superiore ai 5 anni e si avvia quindi a un rapido invecchiamento con ricadute importanti sull'efficienza operativa.13E necessario pi coordinamento e pi chiarezza sui controlli alimentariA Parma si riunita per la prima volta in Italia lEfsa, lAgenzia europea per la sicurezza alimentare. Altroconsumo partecipa alla prima riunione. Queste le carenze riscontrate sulla efficienza del sistema dei controlli nel nostro paese che penalizzano i consumatori sul fronte della sicurezza alimentare: -i controlli risultano non sempre efficienti a causa della dispersione delle competenze in tre ministeri diversi (Politiche agricole, Salute, Economia) e dellassenza di un coordinamento unico; -unico paese in Europa, lItalia non ha ancora unAutorit nazionale unica e indipendente per la sicurezza alimentare; -manca ancora una valida comunicazione tra controllori e destinatari dei controlli, e un coinvolgimento organico delle associazioni di consumatori. Sul fronte dellinformazione utile e concreta si evidenzia ai consumatori chi sono i referenti sul territorio in caso di necessit, con alcuni esempi pratici: -se il prodotto alimentare appare alterato (anche se gi fosse stato aperto) il rivenditore lo sostituir dietro presentazione dello scontrino; -in caso di problema di salute serio dopo aver ingerito il prodotto, rivolgersi immediatamente allAsl pi vicina; -se si verifica un problema digiene al ristorante, contattare lAsl; -se le etichette di frutta e verdura sono incomplete, rivolgersi alla polizia annonaria; -se una bottiglia di vino novello in vendita prima del previsto, segnalare il fatto allIspettorato centrale repressione frodi.14Sette motivi validi per la revisione della legge sulla procreazione medicalmente assistita e per la firma del referendum abrogativoLa legge sulla procreazione medicalmente assistita 1) esclude le coppie fertili, anche se portatrici di gravi malattie genetiche o virali, dal ricorso alle tecniche di fecondazione in vitro; per i talassemici o i malati di fibrosi cistica questo significa aumentare il rischio di trasmettere la malattia ai propri figli; 2) impedisce di fatto la diagnosi genetica preimpianto e la scelta di non impiantare un embrione malato, obbligando cos la madre a dover scegliere tra il dramma di mettere al mondo consapevolmente un individuo destinato a sicure sofferenze e patimenti o il dramma di dover ricorrere all'aborto terapeutico; 3) in caso di coppia portatrice di patologie ereditarie, obbliga il trasferimento in utero di tutti gli embrioni prodotti, anche quelli malati; la coppia avr come unica alternativa l'interruzione della gravidanza; 4) impedisce la donazione di gameti e quindi il ricorso alla fecondazione eterologa; questo significa, per esempio, che le donne e gli uomini malati di tumore, la cui fertilit stata compromessa dalla chemioterapia, non potranno avere figli; 5) impedisce la crioconservazione degli embrioni; questo obbligher le donne a ripetere ogni volta l'intero ciclo di stimolazione delle ovaie (lungo e doloroso), ma colpir per esempio anche gli uomini con lesione spinale, che dovranno ripetere i prelievi per ottenere il seme necessario alla fecondazione; 6) viola la deontologia dei medici e lede l'autonomia di giudizio e di valutazione del professionista perch lo costringe ad agire secondo irragionevoli modelli di comportamento uniforme stabiliti aprioristicamente per legge, che non consentono l'applicazione di strumenti e terapie tarati e differenziati in dipendenza delle esigenze del caso concreto (trasferimento in utero di tre embrioni alla donna 2enne ovvero alla donna 40enne); 7) viola la libert di ricerca scientifica e le sue possibilit di sviluppo, impedendo l'utilizzo delle cellule staminali embrionali pluripotenti che rappresentano la speranza futura di combattere con successo malattie che oggi sono incurabili.15La procreazione assistita: il medico tra etica, legge e deontologia: una critica analitica alla recente legge approvata dal parlamento italianoCi sono volute quattro legislature perch il Parlamento promulgasse una legge sulla procreazione assistita, ma quella approvata nel dicembre scorso non mi pare che sia proprio una legge di cui andare fieri. E inoppugnabile che una materia cos delicata dovesse essere regolata perch non tutto ci che consentito dallo sviluppo delle tecnologie e della scienza necessariamente lecito, ed vero che non si potevano ignorare i diritti di un embrione che non pu scegliere come, quando, se venire al mondo e qual il suo destino, ma anche vero che se il desiderio di maternit non un diritto assoluto delle donne non per questo uno Stato laico ha il diritto di coartare la loro libera determinazione in omaggio a principi morali non unanimemente condivisi. Nel 1995 il Consiglio Nazionale della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, non senza travagli e appassionate discussioni, approv larticolo del Codice deontologico sulla Fecondazione Assistita (confermato nel 98), nel quale si fa divieto al medico, anche nellinteresse del bene del nascituro di attuare: forme di maternit surrogata, forme di F.A. al di fuori di coppie eterosessuali stabili, pratiche di F. A. in donne in menopausa non precoce e dopo la morte del partner. Larticolo recita tra laltro che non consentita alcuna selezione di gameti ed bandito ogni sfruttamento commerciale, pubblicitario, industriale di gameti, embrioni e tessuti embrionali o fetali, nonch la produzione di embrioni ai soli fini di ricerca e vieta pratiche di F.A. in studi, ambulatori o strutture sanitarie privi di idonei requisiti. Sono trascorsi otto anni da quella data e siamo tuttora convinti, anche per lesperienza positiva compiuta nellapplicazione concreta di quelle norme, che esse fossero una ragionevole mediazione tra il diritto del nascituro e il desiderio di maternit della donna. Questa legge ha invece finito, con poca prudenza e scarsa flessibilit, col fare violenza alla donna per difendere i diritti dellembrione. A nostro parere, avrebbe dovuto -mantenere i divieti del nostro Codice (che tuttora, nonostante tutto, agitano le coscienze di molti medici laici), e -limitarsi a stabilire solo criteri e metodi per la conservazione dei gameti, -a sanzionare severamente lo sfruttamento commerciale degli embrioni, -a disciplinare i confini invalicabili della ricerca (senza vanificarne il valore etico di conoscenza), e -a definire i requisiti idonei e i controlli sulle strutture sanitarie autorizzate ad effettuare pratiche di fecondazione assistita. In realt alcuni contenuti di questa Legge, definita proibizionista da alcuni e garantista (?) da altri, ignorando qualunque soluzione tecnica migliorativa suggerita dagli esperti (un embrione diverrebbe vita solo con la gastrulazione intorno al 17 giorno), hanno rimesso prepotentemente in gioco la coscienza dei cittadini sui problemi della nascita e della vita, che non unanimemente coincide con quella dei parlamentari che lhanno approvata, e riaperto roventi polemiche tra etica laica ed etica religiosa solo recentemente sopite. Laici, scriveva Scarpelli, sono coloro che ragionano fuor dellipotesi Dio, accettando i limiti invalicabili dellesistenza e della conoscenza umana, distinti tra gli incoerenti, cristiani solo a parole, gli atei, impegnati a sostenere che Dio non esiste, e infine gli agnostici sostenitori, con Wittgenstein, della tesi che su ci di cui non si pu parlare si deve tacere. Se vero che i parlamentari non hanno vincoli di mandato dai loro elettori in tema di problemi di coscienza, come possono votare a maggioranza leggi che incidono cos pesantemente sulle convinzioni morali dei cittadini in uno Stato che si dice non confessionale ? Per il desiderio di compiacere le Autorit ecclesiastiche, che peraltro coerentemente negano qualsiasi forma di concepimento che non origini dai rapporti naturali di una coppia, o per orgogliosa disciplina di partito ? Le norme giuridiche, vero, non devono ignorare principi morali irrinunciabili (il rispetto dei deboli e degli anziani, il furto, lomicidio, lo stupro, il rifiuto della pena di morte ecc.) ma in uno stato laico, quando su questioni come la procreazione assistita non vi consenso morale condiviso, quelle norme dovrebbero evitare il pi possibile il conflitto tra valori diversi. Infatti soltanto la tolleranza delle diverse opzioni morali garantisce il rispetto dellautonomia individuale e una convivenza sociale pacifica. In realt nei giorni che hanno preceduto le votazioni sulla Legge abbiamo assistito a posizioni diverse che attraversavano trasversalmente gli schieramenti dei partiti, alle quali hanno fatto poi seguito dichiarazioni ingiustificatamente trionfalistiche di chi, avendo ottenuto disciplinatamente la maggioranza dei consensi ad una legge irragionevolmente blindata, si compiaceva di avere mortificato gli avversari e sconfitto il male! Ma la coscienza dei medici, al cui requisito si fa riferimento continuo, insieme a quello della scienza, per definire un corretto comportamento professionale, come potr adeguarsi serenamente alla produzione di un massimo di tre embrioni, al loro impianto obbligatorio (?) in una donna che per i motivi pi vari (magari gravi) vorr rinunciarvi, o alla norma che vieta una valutazione preliminare della loro normalit genetica prima dellimpianto e rimanda ad uneventuale successiva dolorosa pratica abortiva la soluzione del dramma ? E poi siamo sicuri che non sia pi morale utilizzare i 30.000 embrioni presenti nei congelatori, ormai privi di riconoscimento dei genitori, per la ricerca nella cura di alcune gravi malattie piuttosto che distruggerli? Il dissenso espresso in questi giorni da illustri scienziati nei confronti di questa Legge non pu essere liquidato sbrigativamente, come stato affermato, avanzando lipotesi maliziosa che essa sia solo il frutto di un danno inferto ai loro interessi economici. Essa pone infatti interrogativi ai quali la coscienza di ognuno (e non solo a quella dei parlamentari) deve rispondere, anche se il termine, nella storia del pensiero occidentale, ha assunto vari significati specifici di consapevolezza di s e degli oggetti ai quali si rivolga, voce interiore, conoscenza e autocoscienza. A proposito della coscienza lo scrittore cattolico Vittorio Messori si domandava con angoscia, in un articolo recente: Chi ne stabilisce i contenuti, tanto mutevoli secondo i tempi, i paesi le culture, le mode? Chi, in noi ne garantisce losservanza ? Come potr reggere, questa cos mutevole e fragile coscienza, alla spinta delle passioni e degli interessi ?. Questa Legge infine evidenzia drammaticamente un limite irrisolto, e forse irrisolvibile, del Codice deontologico, quando si trova ad interagire con leggi riguardanti temi etici, delicati e controversi come quelli della vita e della morte. In questi casi o si adegua agli imperativi della legge, risultando inutilmente ripetitivo e tautologico, o se ne discosta deliberatamente ed destinato a soccombere di fronte a norme emanate dal Legislatore nellinteresse comune e collettivo. Aldo Pagni, Past President della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri16Disuguaglianze socioeconomiche e salute: a che punto siamoMortalit e classi sociali: un gap che si allarga Oramai noto da tempo che esiste una relazione inversa tra condizione socioeconomica e stato di salute della popolazione allinterno di un paese. Anche in Europa e nei paesi industrializzati le disuguaglianze nella salute rappresentano un problema aperto, nonostante il benessere diffuso e la longevit. Lo stato socioeconomico una condizione multidimensionale le cui coordinate principali sono definite dal livello di istruzione, dal reddito e dalla posizione occupazionale e sociale. Un recente studio pubblicato sullInternational Journal of Epidemiology (Mackenbach et al.1) ha messo in risalto come anche negli anni novanta, nei sei paesi oggetti della ricerca (Finlandia, Olanda, Danimarca, Gran Bretagna, Svezia e Italia Torino -), le differenze nei tassi di mortalit tra i gruppi di popolazione di elevata e quelli di bassa condizione socioeconomica (misurata attraverso la scolarit o la tipologia di lavoro svolta manuale o non manuale -) sono cresciute, a fronte di una riduzione complessiva della mortalit . La mortalit per malattie cardiovascolari diminuita e sta diminuendo pi velocemente nelle fasce di popolazione pi ricche, mentre in molti paesi, nei gruppi di popolazione a pi basso livello socioeconomico, sta aumentando la mortalit per tumore del polmone, tumore della mammella, malattie respiratorie, malattie gastrointestinali e per cause violente. Durante la decade passata le disuguaglianze socioeconomiche nella salute sono state riconosciute come un importante problema di salute pubblica in tutta Europa. Dalla fase di studio accademico per la descrizione e la spiegazione dei fattori determinanti, utile a sviluppare un diverso grado di consapevolezza e conoscenza del fenomeno anche in Europa, si gradualmente passati alla fase della ricerca di soluzioni e strategie efficaci a fronteggiare questo fenomeno, da parte dei decisori politici e degli operatori di sanit pubblica. La ricerca svolta dal European Network on Interventions and policies to reduce inequalities in Health2, sulle politiche di contenimento delle disuguaglianze dal 1990 al 2001, dimostra che ad oggi, gli interventi elaborati ed attuati per il contenimento delle disuguaglianze presentano un ampia variabilit negli approcci adottati e nei livelli di maturazione dei diversi Paesi europei. I fattori che possono facilitare o impedire l'avvio, il progresso o larresto delle politiche sulle disuguaglianze sono molteplici: la disponibilit dei dati informativi; la caratterizzazione politica dei governi; la situazione economica generale e di sviluppo del periodo la presenza o lassenza di coordinamento politico tra i livelli locali e nazionali; il ruolo attivo delle agenzie internazionali per inserire le politiche sulle disuguaglianza nelle agende dei governi europei. Lesperienza inglese probabilmente la pi conosciuta e quella con maggiore tradizione e ancora oggi la Gran Bretagna rappresenta il capofila nello studio e nello sviluppo di politiche coordinate ed integrate alle disuguaglianze in salute: gi nel 1980 fu prodotto un primo rapporto (Black Report) sulle disuguaglianze da parte di una commissione governativa. per poi dovuto trascorrere pi di un decennio perch, con la vittoria dei laburisti del 1997, largomento tornasse ad essere di primaria importanza nellagenda politica. Nel 1998 stato pubblicato, grazie ad un programma di ricerca nazionale e sostenuto anche da organizzazioni non governative, una pubblicazione pi avanzata, il Indipendent inquiry into inequalities in health report3. In Europa altri paesi hanno cominciato da tempo a occuparsi delle disuguaglianze in salute, in particolare Olanda e Svezia. In Italia invece, solo negli anni novanta si cominciato a pensare esplicitamente a politiche di contrasto delle disuguaglianze nella salute, sebbene la riforma di istituzione del SSN del 1978, avesse proprio nella necessit di promuovere lequit nella distribuzione della salute e delle cure uno dei suoi fondamenti ideali, anche se prevalentemente riferita ad unequit geografica di distribuzione dellofferta sanitaria. Solo nel 1994 stato pubblicato un primo lavoro indipendente, da parte di un gruppo piemontese (Lequit nella salute in Italia. Rapporto sulle disuguaglianze in sanit4). Nel Piano Sanitario Nazionale 1998-2000, il governo e il parlamento italiano definivano invece, per la prima volta, una strategia nazionale per la salute e per la sanit, fondata su un patto tra i diversi attori interessati ad obiettivi di salute identificando la riduzione delle disuguaglianze nella salute fra i nove punti qualificanti della strategia. In particolare il piano affermava esplicitamente che nel raggiungimento degli specifici obiettivi (tumori, malattie cardiovascolari, incidenti etc.), particolare attenzione era da riservarsi al miglioramento della salute dei gruppi meno sani, riducendo le differenze rispetto ai gruppi pi favoriti. Solo nel 2001 infine stato pubblicato un primo documento-guida istituzionale su questo tema, a cura della Commissione Nazionale di Bioetica (Orientamenti bioetici per lequit nella salute). Il tema delle disuguaglianze in salute quindi ha avuto in Italia fino ad oggi una rilevanza non adeguata ma daltra parte anche i tentativi di comunicazione alla grande opinione pubblica dei risultati delle prime indagine hanno registrato notevoli difficolt. Alla difficolt di far percepire come una notizia il fatto che sia dimostrato che anche in Italia i poveri stanno peggio dei ricchi, si affiancato spesso il rischio che il tema delle disuguaglianze nella salute venga, sia percepito come un tema di parte e non invece come una responsabilit in carico a tutti e in particolare ai decisori della sanit pubblica. La ricerca delle soluzioni Nella ricerca di soluzioni e innovazioni che garantiscano almeno, dal punto di vista empirico, una buona possibilit di successo, superando la fase quindi dellapproccio intuitivo per una fase basata sullevidenza, lEuropean Network on Interventions and policies to reduce inequalities in Health ha descritto 5 distinti possibili approcci innovativi per affrontare le disuguaglianze in salute in Europa: Meccanismi di governo politico: definizione di obiettivi quantitativi o introduzione di strumenti di valutazione dellimpatto sulle disuguaglianze di politiche di settore; Condizioni di lavoro e mercato del lavoro: approccio universale e/o mirato su specifiche categorie Comportamenti per la salute e Stili di vita: approccio universale e/o mirato su specifiche categorie Assistenza sanitaria: miglioramento qualit assistenza e integrazione con settori non sanitari Approcci territoriali: strategie integrate per le zone svantaggiate La impossibilit di valutare lefficacia dei diversi approcci secondo gli standard valutativi internazionali richiesti rende necessario il superamento dellapproccio spesso intuitivo e particolaristico per incorporare un approccio di maggior rigore scientifico fondato sul metodo della evidenza. Se vero che lo sviluppo di politiche differenziate trova fondamento nelle diversit territoriali, tuttavia lapplicazione solo in piccole realt appare inadeguata a questo scopo. E invece indispensabile lo scambio internazionale, per migliorare la velocit delle conoscenze con la creazione di una commissione internazionale che si rifaccia alle esperienze della Cochrane e Campbell collaboration per ottenere evidenze di efficacia su basi pi solide e si appoggi sul sostegno delle agenzie internazionali cos come dellUnione Europea. _ G. Maciocco*, L. Ombroni*, L. Roti** - * Dip. di Sanit Pubblica, Universit di Firenze; ** Agenzia Regionale di Sanit Bibliografia 1) Mackembach J P et Al. Widening socioeconomic inequalities in mortality in six Western European countries. International Journal of Epidemiology 2003; 32:830-837. 2) Mackenbach J P et Al. Tackling socioeconomic inequalities in health: analysis of European experiences. The Lancet 2003; 362:1409 1413. 3) Acheson D, Barker D, Chambers J, Graham H, Marmot M, Whitehead M. Independent inquiry into inequalities in health. Report. London, The Stationery Office, 1998. 4) Costa G, Faggiano F. Lequit nella salute in Italia. Rapporto sulle disuguaglianze in sanit. Milano, Fondazione Smith Klein e Franco Angeli, 1994.17Internet: una norma assurda, 1500 euro di multa per chi non deposita sito in biblioteca Una umana richiesta per lufficio legislativo del ministero della culturaInternet: una norma assurda, 1500 euro di multa per chi non deposita sito in biblioteca: quanto prevede la legge 106/2004- Roma, 11 mag. (Adnkronos) - Entro sei mesi regolamento di attuazione della nuova disposizione, criticata dall'Unione Nazionale Consumatori Fra sei mesi chiunque abbia un sito internet con informazioni a disposizione del pubblico dovr inviarne il contenuto alle due biblioteche centrali di Firenze e di Roma, altrimenti rischier una multa fino a 1500 euro. E' quanto prevede la legge 106/2004. Entro sei mesi dovr uscire un regolamento di attuazione di questa nuova disposizione, criticata pero' dall'Unione Nazionale Consumatori secondo la quale e' puramente persecutoria, inutile e ingestibile. ''Centinaia di migliaia di utenti con un sito internet -scrive l'Unione Consumatori- dovranno inviare ogni anno alle due biblioteche centrali, per e-mail o dischetto, informazioni che per lo pi cambiano o vengono aggiornate continuamente e che sono gi a disposizione del pubblico. Oltretutto, le due biblioteche centrali di Firenze e di Roma non avranno materialmente la possibilit di gestire e catalogare la massa enorme di informazioni provenienti da centinaia di migliaia di siti e tutto si risolver in un obbligo inutile e fastidioso''. &&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&& Chi scrive le leggi al ministro Urbani? Ogni giorno il ministro dei Beni Culturali ne combina una. Questa volta ha fatto approvare una legge che prevede l'obbligo di depositare tutti i siti web presso le due biblioteche nazionali. [ZEUS News -  HYPERLINK "http://www.zeusnews.it/" www.zeusnews.it -  HYPERLINK "http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=sezioni&numero=907" News, 13-05-2004] Il ministro Urbani ogni giorno ne combina una: prima il decreto legge contro la pirateria on line, che pone il nostro Paese nella condizione unica in Europa di criminalizzare il file-sharing con pesanti sanzioni penali e pecuniarie; ora l'obbligo di deposito delle pagine web di interesse culturale, con sanzione amministrativa (i "soliti" 1.500 euro) a chi lo viola. Si tratta della legge 106 del 2004, pubblicata il 27 aprile sulla Gazzetta Ufficiale, che dovrebbe entrare in vigore fra 6 mesi: stabilisce l'obbligo per chi gestisce siti web, con informazioni a disposizione del pubblico, di inviarne copia presso le due biblioteche nazionali di Firenze e Roma. Non ancora chiaro se il provvedimento riguardi anche i gestori di newsletter e mailing list. Non entro nel merito di questo provvedimento perch troppe, e troppo discordanti tra loro, sono le interpretazioni che circolano in Rete: manca una circolare (e non si sa se, quando e come verr) che dia un'interpretazione ufficiale di cosa si debba intendere per pagine di interesse informativo, del modo in cui dovrebbe avvenire il deposito, dei controlli e di chi li dovrebbe effettuare, eccetera. Rimane il fatto che Urbani esce dalle queste vicende personalmente distrutto: e pensare che era ritenuto un professore universitario brillante e dal prestigio internazionale, un discreto politologo, non certo della fama e del peso di un Bobbio, o di un Sartori, o di un Matteucci, o di un Fisichella (politologi di destra e di sinistra) ma comunque autorevole: una persona, per riconoscimento anche dell'opposizione, moderata ed equilibrata. Sembra di avere invece di fronte un funzionario della polizia borbonica, profondamente ignorante dei meccanismi che presiedono alla Rete, alle sue dinamiche tecnologiche, sociali e culturali, ma ugualmente presuntuoso di intervenire con decreti d'urgenza, senza mai sentire preventivamente utenti e operatori della Rete, in un delirio di persecuzione repressiva. Sono sempre decreti punitivi, si parla sempre di carcere, di multe ipocritamente definite simboliche ma pesanti, in un Paese che anche le pi recenti indagini vedono arretrare nella produzione e nel consumo dell'informatica, nella stessa percentuale di navigatori che crescono - ma sono solo il 28%, contro il 60% della Germania, e concentrati soprattutto al Nord. La preoccupazione di diffondere e promuovere la cultura, anche atttraverso il web, sembra essere stata sostituita da una libido di controllo, repressione, punizione, che estranea perfino al ministro Pisanu dell'Interno. Sembra che il capo dell'Ufficio Legislativo del ministro Urbani sia un certo consigliere Mario Torsello. Gentile Torsello, la prego: non riesce a bloccare il ministro Urbani? Pier Luigi Tolardo 18Gli effetti perversi dei DRG e della inappropriatezzaTroppe tonsille estirpate Presentate a Roma le prime linee guida per gli interventi di adenotonsillectomia. Malgrado il fatto che da qualche decennio in tutto il mondo occidentale il loro numero sia diminuito in concomitanza con la diffusione degli antibiotici, in Italia le adenotonsillectomie restano l'intervento chirurgico pi comune in et pediatrica: al Ministero della salute risulta che nel Duemila se ne sono registrate oltre 76.000 (44.000 asportazioni di tonsille e 32.000 di sole adenoidi) in bambini e adolescenti sotto i 18 anni di et (nello stesso anno 17.000 adulti hanno subto una tonsillectomia). Interventi peraltro non sempre ispirati ad approcci clinici omogenei, associati ad alti tassi di ospedalizzazione e, inoltre, non del tutto scevri da rischi. Di fatto, oggi mancano criteri accettati universalmente per stabilire le indicazioni appropriate degli interventi di tonsillectomia e adenoidectomia, e se un tempo bastavano sintomi minimi per decidere la rimozione di tonsille e adenoidi, oggi le indicazioni alla chirurgia sono pi limitate. Da qui la necessit di regole condivise che permettano di effettuare questi interventi solo in base a criteri rigorosi di appropriatezza. E questo stato appunto il senso del lavoro di un gruppo multidisciplinare di otorinolaringoiatri e pediatri che, dopo avere valutato le prove scientifiche disponibili, ha prodotto il documento d'indirizzo "Appropriatezza clinica e organizzativa degli interventi di tonsillectomia e/o adenoidectomia". L'obiettivo fornire princpi comuni validi su tutto il territorio nazionale e, cos, appianare le profonde differenze che si rilevano nella Penisola per quanto riguarda sia il numero degli interventi, sia le modalit di ricovero. Basti pensare che, mentre in Piemonte si eseguono 19 tonsillectomie (con o senza rimozione delle adenoidi) ogni diecimila abitanti, in Basilicata il tasso di 3,5 su 10.000. "Variazioni difficilmente attribuibili" afferma Enrico Materia, dell'Agenzia di sanit pubblica del Lazio, che ha coordinato il lavoro "solo a ragioni ambientali e climatiche, dal momento che anche in una stessa area si possono rilevare le medesime disparit (a Trento il tasso di 8,6 su diecimila, mentre a Bolzano sale a 16) e che quindi vanno ascritte pi a differenze nella pratica medica e nella formazione degli specialisti che a differenze nella morbosit regionale". Un discorso analogo vale per i tipi di ricovero: se nelle regioni del Nord si preferiscono ricoveri brevi o in day surgery, al Sud la regola il ricovero ordinario. "Globalmente, in Italia il 90 per cento di questi interventi viene effettuato in ricovero ordinario, con uno spreco ingente di risorse" fa notare il direttore generale per la Programmazione sanitaria del Ministero della salute, Emanuela De Sanctis Lucentini. "Seguendo le linee guida, invece, sar possibile ridurre gli interventi non necessari e razionalizzare le spese di ricovero, in linea con gli obiettivi del Piano sanitario nazionale". La strada maestra da seguire, secondo gli esperti, un utilizzo adeguato della terapia antibiotica, in linea con quanto avviene negli altri paesi. Un orientamento che si sta affermando, anche se lentamente, in Italia, tanto che oggi le tonsilliti ricorrenti si curano sempre pi con gli antibiotici e sempre meno con il bisturi, a cui invece si ricorre con maggiore frequenza rispetto a un tempo per curare l'apnea notturna infantile, un disturbo che spesso d sonnolenza durante il giorno. Il documento di indirizzo, elaborato nell'ambito del Programma nazionale per le linee guida (PNLG) coordinato dall'Istituto superiore di sanit e del progetto LINCO dell'Agenzia di sanit pubblica del Lazio, rivolto a tutti i professionisti che trattano, in ambiente ambulatoriale od ospedaliero, bambini e adulti affetti da patologie adenotonsillari - medici di base, pediatri, otorinilaringoiatri, ortodontisti e anestesisti - nonch ai pazienti e ai loro genitori (la versione per gli utenti disponibile sul sito internet del PNLG: www.pnlg.it). Le linee guida in breve Indicazioni all'intervento *sindrome dell'apnea ostruttiva: nei bambini, sulla base di criteri clinici e dei risultati di esami strumentali e di laboratorio che consentono di stabilire la gravit della condizione *tonsillite batterica acuta ricorrente in bambini e adulti, ma solo se gli episodi di tonsillite si ripetono 5 o pi volte all'anno, se i sintomi sono gravi e se durano da almeno 12 mesi, le decisione deve comunque essere preceduta da altri sei mesi di osservazione; l'indicazione all'intervento pu essere pi elastica in concomitanza con alcune condizioni patologiche *sospetta neoplasia maligna (tonsillare oppure del collo o del capo) *ascesso peritonsillare ricorrente in adolescenti e adulti, ma solo se l'ascesso si riforma dopo la terapia (drenaggi e antibiotici) e se sono presenti i criteri considerati per la tonsillite ricorrente *infezione da streptococco beta emolitico di gruppo A (purch non associata a tonsillite ricorrente): da valutare caso per caso se sono presenti altre condizioni patologiche *otite media acuta ricorrente: adenoidectomia quando le adenoidi determinano un'ostruzione *otite media cronica effusiva: adenoidectomia solo in presenza di adenoidi ostruenti *sinusite ricorrente o cronica nei bambini: adenoidectomia, associata o meno alla chirurgia endoscopica dei seni paranasali, solo dopo il fallimento della terapia antibiotica Modalit di effettuazione degli interventi *esami radiologici o di laboratorio: non necessari, tranne il dosaggio dell'emoglobina e gli indici di coagulazione in casi selezionati *asportazione bilaterale e completa: consigliata per tonsille e adenoidi *tecniche chirurgiche: nessuna di quelle disponibili (dissezione tradizionale, elettrochirurgia, radiofrequenza, laser) si finora dimostrata superiore alle altre; le adenoidi possono essere rimosse anche in endoscopia. *anestesia generale inalatoria associata alla somministrazione endovenosa di farmaci oppioidi per prevenire l'agitazione al risveglio: consigliata per entrambi gli interventi sia nei bambini sia negli adulti *intubazione tracheale e ventilazione meccanica controllata: consigliate per garantire sicurezza e accessibilit chirurgica Il ricovero *tonsillectomia: one day surgery (ricovero in day hospital seguito da pernottamento) *adenoidectomia: ricovero in day surgery senza pernottamento *ai bambini devono essere garantiti il ricovero in una struttura adatta alla loro et e in un ambiente tranquillo e la presenza dei genitori nella fase di preparazione all'anestesia e in quella di risveglio La gestione del paziente operato *antibiotici ad ampio spettro per alcuni giorni: riducono la frequenza e l'intensit dei sintomi postoperatori *sostanze antiemorragiche: non sono consigliate *paracetamolo per il controllo del dolore *corticosteroidi e farmaci antiemetici per il controllo del vomito di Cinzia Tromba - HYPERLINK "./"Tempo Medico n. 765 - 15 maggio 200319Celiachia: troppe diagnosi mancanti, 400.000 italiani colpiti - Una nuova metodica diagnosticaRoma, 7 mag. (Adnkronos Salute) - I 40 mila celiaci del nostro Paese sono solo la punta dell'iceberg. Se si stima che ne colpita una persona ogni 100-120 nati, dovrebbero essere 400-500 mila gli italiani intolleranti al glutine. In troppi casi, dunque, questa malattia non e' diagnosticata, sottolinea Giovanni Gasbarrini, direttore dell'Istituto di medicina interna della Cattolica di Roma, promotore del congresso 'La malattia Celiaca in Italia', in corso fino a domani nell'Aula Vito del Policlinico Gemelli a Roma. La mancata diagnosi incide pesantemente sulla qualit di vita dei pazienti, spesso sottoposti a cure costose e inutili per disturbi legati alla celiachia, come cefalee, problemi vascolari, osteoporosi, aborti ripetuti. Un semplice esame del sangue, invece, e' il primo passo per lo screening di quest'intolleranza alimentare permanente. La diagnosi corretta e tempestiva, ricordano gli esperti, non solo potrebbe realizzare importanti risparmi per la sanit pubblica, ma anche evitare quel 8-10% di morti per le complicanze trombotiche, infettivologiche e tumorali. E' oggi disponibile una nuova metodica diagnostica chiamata 'double balloon endoscopy', presentata durante il congresso. ''Oltre alla Cattolica - spiega Gasbarrini - solo altri tre centri dispongono in Europa di questo endoscopio, l'unico che permette di studiare l'intestino tenue in tutti i sei metri di lunghezza''. (Com-Mad/Adnkronos Salute)20La sperimentazione animale non passa il vaglio della revisione sistematica Per l'impegno protezionista la modifica all'articolo 9 della Costituzione, la tutela delle esigenze, in materia di benessere, degli animali in quanto esseri senzienti"Quello sull'opportunit e i limiti della sperimentazione animale uno dei dibattiti pi accesi e intramontabili della bioetica. Tradizionalmente alimentato dalla contrapposizione tra gli argomenti razionali degli scienziati da un lato e le rivendicazioni morali degli animalisti dall'altro, si da qualche tempo spostato su un piano diverso, in cui spunti critici nascono in seno alla comunit e scientifica stessa e in cui trovano spazio e dignit anche i temi, pi strettamente filosofici, del diritto degli animali alla vita e al benessere. E addirittura dalle pagine del British Medical Journal arriva una valutazione di merito sulla sperimentazione animale, che lancia una sfida alla fiducia della sua attendibilit e utilit tout court e offre una conferma alle perplessit sollevate dalle ormai numerose associazioni, nazionali e internazionali, di medici e ricercatori scettici. L'approccio rigorosamente evidence based dell'analisi condotta da alcuni componenti del britannico RATS (Reviewing Animal Trials Systematically) Group si preannuncia gi nel titolo, che recita: "Dove sono le prove del fatto che la sperimentazione animale utile per l'uomo?" Le prove, dati alla mano, sono sconvenientemente latitanti. Tanto da far concludere agli autori: "In linea di principio, non si dovrebbero effettuare nuovi esperimenti su animali fino a quando non venga fatto l'uso migliore di quelli esistenti e non sia stata valutata la loro validit e la loro generalizzabilit alla pratica clinica". Il dubbio che molta della sperimentazione abbia poco senso nei termini della rilevanza clinica dei suoi risultati ha trovato argomenti fondanti nelle revisioni sistematiche - poche oltretutto - che hanno messo a confronto studi sugli animali e ricerche sull'uomo con riferimento a quesiti clinici particolari. Per fare qualche esempio: la validit del calcio antagonista nimodipina nell'ictus non confermata dagli studi sugli animali, i quali, in ogni caso, sono stati condotti parallelamente e non prima degli studi clinici; lo stesso si pu dire delle ricerche sull'efficacia della terapia laser a bassa intensit nel migliorare la guarigione delle ferite, con l'aggravante che in questo caso i modelli animali sono un modello sperimentale poco adatto perch non presentano le complicanze tipiche della cicatrizzazione della cute umana; quanto alla trombolisi nell'ischemia acuta, gli studi clinici hanno rivelato un rischio di emorragie intracraniche che non era stato previsto in base ai riscontri negli animali. "Le sei revisioni sistematiche trovate in Medline evocano un quadro sconfortante" affermano i ricercatori del RATS. "Nei casi esaminati i dati emersi dagli esperimenti sugli animali hanno avuto un peso cos irrilevante che verrebbe da chiedersi perch questi siano stati compiuti e da mettere in discussione il fatto che fossero davvero indispensabili". Alle riserve di fondo circa la trasferibilit di osservazioni fatte su specie molto diverse dall'uomo, si aggiungono colpevoli manchevolezze metodologiche, che le revisioni hanno individuato negli studi sugli animali. "A quanto pare, randomizzazione e valutazioni in cieco, che sono requisiti obbligatori per la sperimentazione clinica, non fanno parte degli standard di quella animale" denunciano gli studiosi. "Se gli esperimenti sono discutibili sul piano qualitativo e non forniscono informazioni utili alla ricerca medica, si pu tranquillamente dire che animali, risorse economiche e tempo vengono sacrificati invano". Conclusioni del genere non possono non scuotere le coscienze: far vacillare l'assioma dell'inevitabilit assoluta della sperimentazione animale, ma prima di tutto smuovere il senso di responsabilit dei ricercatori. E giungono in un momento in cui la crescente sensibilit nei confronti di questo tema raccoglie parti e interessi diversi attorno alla domanda di una migliore tutela per gli animali, compresi quelli da laboratorio, e di uno sviluppo pi deciso delle metodologie alternative. Anche in Italia, tale pressione incomincia a riflettersi nell'evoluzione legislativa e istituzionale in materia: in dirittura d'arrivo la revisione di un decreto legislativo che definisce le norme per la protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici, e a novembre, facendo seguito ad analoghe iniziative europee, nata la Piattaforma italiana per i metodi alternativi (IPAM), composta da rappresentanti di istituzioni governative, mondo scientifico, industria e organizzazioni animaliste. A livello regionale sono in esame, proprio in questo periodo, due proposte di legge lombarde che chiedono, tra l'altro, l'abolizione della sperimentazione a fini didattici, l'approvazione prioritaria di progetti di ricerca che non prevedano l'uso di animali, l'istituzione di un Osservatorio regionale sulla sperimentazione animale e il divieto di allevamento, cessione e utilizzo di cani e gatti per scopi scientifici. E in futuro, in soccorso all'impegno protezionista potrebbe venire anche la Costituzione, che con la modifica all'articolo 9, di recente approvata dalla Commissione affari costituzionali della Camera, si impegnerebbe a tutelare "le esigenze, in materia di benessere, degli animali in quanto esseri senzienti", facendo dell'Italia il secondo paese d'Europa, dopo la Germania, che riconosce agli animali questo status. Monica Oldani - Tempo Medico n. 776 -  HYPERLINK "http://www.tempomedico.it/2004/776/new.php?id=005" http://www.tempomedico.it/2004/776/new.php?id=005 1/8 maggio 200421Apologo sullonest nel paese dei corrotti di Italo Calvino Racconta Tangentopoli meglio di un saggio.Tratto da Romanzi e racconti volume 3, Racconti e apologhi sparsi, i Meridiani, Arnoldo Mondadori editore- Mani pulite e Tangentopolisi concretizzarono, dodici anni dopo. Cera un paese che si reggeva sullillecito. Non che mancassero le leggi, n che il sistema politico non fosse basato su principi che tutti pi o meno dicevano di condividere. Ma questo sistema, articolato su un gran numero di centri di potere, aveva bisogno di mezzi finanziari smisurati (ne aveva bisogno perch quando ci si abitua a disporre di molti soldi non si pi capaci di concepire la vita in altro modo) e questi mezzi si potevano avere solo illecitamente cio chiedendoli a chi li aveva, in cambio di favori illeciti. Ossia, chi poteva dar soldi in cambio di favori in genere gi aveva fatto questi soldi mediante favori ottenuti in precedenza; per cui ne risultava un sistema economico in qualche modo circolare e non privo duna sua armonia. Nel finanziarsi per via illecita, ogni centro di potere non era sfiorato da alcun senso di colpa, perch per la propria morale interna ci che era fatto nellinteresse del gruppo era lecito; anzi, benemerito: in quanto ogni gruppo identificava il proprio potere col bene comune; lillegalit formale quindi non escludeva una superiore legalit sostanziale. Vero che in ogni transizione illecita a favore di entit collettive usanza che una quota parte resti in mano di singoli individui, come equa ricompensa delle indispensabili prestazioni di procacciamento e mediazione: quindi lillecito che per la morale interna del gruppo era lecito, portava con se una frangia di illecito anche per quella morale. Ma a guardar bene il privato che si trovava a intascare la sua tangente individuale sulla tangente collettiva, era sicuro daver fatto agire il proprio tornaconto individuale in favore del tornaconto collettivo, cio poteva senza ipocrisia convincersi che la sua condotta era non solo lecita ma benemerita. Il paese aveva nello stesso tempo anche un dispendioso bilancio ufficiale alimentato dalle imposte su ogni attivit lecita, e finanziava lecitamente tutti coloro che lecitamente o illecitamente riuscivano a farsi finanziare. Perch in quel paese nessuno era disposto non diciamo a fare bancarotta ma neppure a rimetterci di suo ( e non si vede in nome di che cosa si sarebbe potuto pretendere che qualcuno ci rimettesse) la finanza pubblica serviva a integrare lecitamente in nome del bene comune i disavanzi delle attivit che sempre in nome del bene comune serano distinte per via illecita. La riscossione delle tasse che in altre epoche e civilt poteva ambire di far leva sul dovere civico, qui ritornava alla sua schietta sostanza datto di forza ( cos come in certe localit allesazione da parte dello stato saggiungeva quella dorganizzazioni gangsteristiche o mafiose), atto di forza cui il contribuente sottostava per evitare guai maggiori pur provando anzich il sollievo della coscienza a posto la sensazione sgradevole duna complicit passiva con la cattiva amministrazione della cosa pubblica e con il privilegio delle attivit illecite, normalmente esentate da ogni imposta. Di tanto in tanto, quando meno ce lo si aspettava, un tribunale decideva dapplicare le leggi, provocando piccoli terremoti in qualche centro di potere e anche arresti di persone che avevano avuto fino a allora le loro ragioni per considerarsi impunibili. In quei casi il sentimento dominante, anzich la soddisfazione per la rivincita della giustizia, era il sospetto che si trattasse dun regolamento di conti dun centro di potere contro un altro centro di potere. Cosicch era difficile stabilire se le leggi fossero usabili ormai soltanto come armi tattiche e strategiche nelle battaglie intestine tra interessi illeciti, oppure se i tribunali per legittimare i loro compiti istituzionali dovessero accreditare lidea che anche loro erano dei centri di potere e dinteressi illeciti come tutti gli altri. Naturalmente una tale situazione era propizia anche per le associazioni a delinquere di tipo tradizionale che coi sequestri di persona e gli svaligiamenti di banche ( e tante altre attivit pi modeste fino allo scippo in motoretta) sinserivano come un elemento dimprevedibilit nella giostra dei miliardi, facendone deviare il flusso verso percorsi sotterranei, da cui prima o poi certo riemergevano in mille forme inaspettate di finanza lecita o illecita. In opposizione al sistema guadagnavano terreno le organizzazioni del terrore che, usando quegli stessi metodi di finanziamento della tradizione fuorilegge, e con un ben dosato stillicidio dammazzamenti distribuiti tra tutte le categorie di cittadini, illustri e oscuri, si proponevano come lunica alternativa globale al sistema. Ma il loro vero effetto sul sistema era quello di rafforzarlo fino a diventarne il puntello indispensabile, confermandone la convinzione dessere il migliore sistema possibile e di non dover cambiare in nulla. Cos tutte le forme dillecito, da quelle pi sornione a quelle pi feroci si saldavano in un sistema che aveva una sua stabilit e compattezza e coerenza e nel quale moltissime persone potevano trovare il loro vantaggio pratico senza perdere il vantaggio morale di sentirsi con la coscienza a posto. Avrebbero potuto dunque dirsi unanimemente felici, gli abitanti di quel paese, non fosse stato per una pur sempre numerosa categoria di cittadini cui non si sapeva quale ruolo attribuire: gli onesti. Erano costoro onesti non per qualche speciale ragione ( non potevano richiamarsi a grandi principi, n patriottici n sociali n religiosi, che non avevano pi corso), erano onesti per abitudine mentale, condizionamento caratteriale, tic nervoso. Insomma non potevano farci niente se erano cos, se le cose che stavano loro a cuore non erano direttamente valutabili in denaro, se la loro testa funzionava sempre in base a quei vieti meccanismi che collegano il guadagno col lavoro, la stima al merito, la soddisfazione propria alla soddisfazione daltre persone. In quel paese di gente che si sentiva sempre con la coscienza a posto loro erano i soli a farsi sempre degli scrupoli, a chiedersi ogni momento cosa avrebbero dovuto fare. Sapevano che fare la morale agli altri, indignarsi, predicare la virt sono cose che trovano troppo facilmente lapprovazione di tutti, in buona o in malafede. Il potere non lo trovavano abbastanza interessante per sognarlo per s (almeno quel potere che interessava agli altri); non si facevano illusioni che in altri paesi non ci fossero le stesse magagne, anche se tenute pi nascoste; in una societ migliore non speravano perch sapevano che il peggio sempre pi probabile. Dovevano rassegnarsi allestinzione? No, la loro consolazione era pensare che cos come in margine a tutte le societ durante millenni sera perpetuata una controsociet di malandrini, di tagliaborse, di ladruncoli, di gabbamondo, una controsociet che non aveva mai avuto nessuna pretesa di diventare la societ , ma solo di sopravvivere nelle pieghe della societ dominante e affermare il proprio modo desistere a dispetto dei principi consacrati, e per questo aveva dato di s ( almeno se vista non troppo da vicino) unimmagine libera e vitale, cos la controsociet degli onesti forse sarebbe riuscita a persistere ancora per secoli, in margine al costume corrente, senza altra pretesa che di vivere la propria diversit , di sentirsi dissimile da tutto il resto, e a questo modo magari avrebbe finito per significare qualcosa dessenziale per tutti, per essere immagine di qualcosa che le parole non sanno pi dire, di qualcosa che non stato ancora detto e ancora non sappiamo cos. 22Servi e bugiardiFa male il vicepresidente del Consiglio Fini a chiedere, con malcelata supponenza, cosa mai dovrebbe riferire il governo al Parlamento sulle torture in Iraq. Come il suo premier Berlusconi, il leader di An sbaglia due volte a credere che adesso basti scaricare sul caro alleato Bush tutta la responsabilit politiche e morali delle violenze perpetrate sui prigionieri iracheni. Primo, perch lItalia anche se costretta a fungere da ultima ruota della coalizione guerresca dal governo pi servile che si ricordi, ha sul terreno duemila soldati che rischiano la vita e si prendono le loro brave responsabilit. Secondo, perch la vedova di uno di questi militari, morto nella strage di Nassiriya, ha raccontato ieri sera al Tg3 quello che tutti avevano capito e che soltanto grazie alla consueta spudoratezza le nostre cosiddette autorit pensavano di poter occultare.Alla signora Bruno, il marito maresciallo dei carabinieri confidava di aver visto trattare come scarafaggi gli iracheni affidati alla custodia di americani e inglesi dal contingente italiano, autorizzato a trattenerli solamente per 14 ore da umilianti regole dingaggio. Certo che il maresciallo Bruno aveva informato i suoi superiori di Nassiriya. Certo che di quel clima infernale era a conoscenza chiunque avesse occhi per vedere e orecchie per sentire. Ma davvero onorevole Fini, ci appelliamo alla sua intelligenza, qualcuno poteva credere che i casi di tortura fossero limitati alle solite poche mele marce, e non costituissero invece quella pratica estesa, codificata e perfino raccomandata dagli alti comandi, come ha riferito, ieri, davanti al congresso degli Stati Uniti il generale Taguba? Via, un politico della sua esperienza poteva veramente pensare che in Iraq, dopo un anno di simili trattamenti specialistici e generalizzati, la notizia che agli iracheni facevano quello che facevano non fosse arrivata allultimo furiere dellultima retrovia? Se non parlassimo di una tragedia, ci sarebbe da ridere. Comandanti quotidianamente immersi con i loro uomini in quella spaventosa realt, e che non sanno niente di quel che gli succede intorno. Servizi segreti sparsi per il territorio, a spiare chiss cosa diavolo, eppure alloscuro di tutto. Il ministero della Difesa che non ha mai avuto alcuna notizia o informazione da parte di qualsiasi fonte. Lineffabile ministro Martino, che a questo punto sarebbe disposto a negare perfino le proprie generalit. La Farnesina che nulla ha mai saputo, cosa che non stentiamo a credere dopo la memorabile esibizione televisiva dellornamentale ministro Frattini, la sera dellassassinio dellostaggio Quattrocchi. E che dire del sottosegretario Boniver, altra Alice nel paese delle torture, bench a luglio uninterrogazione lavesse messa al corrente di un agghiacciante rapporto di Amnesty? Chi pensano di prendere in giro con il loro scaricabarile allitaliana? Fino dalle prime testimonianze di sevizie e degradazione stato chiesto al governo di riferire subito ci che sapeva. Ma il governo ha continuato a negare linnegabile e a minimizzare lorrore. Con il loro triste silenzio il premier e i degni ministri si stanno rendendo complici, oltre che di una guerra illegittima di una imperdonabile ferita inferta ai diritti umani. Da bravi domestici hanno tenuto la bocca chiusa. Brutto mestiere. Anche se non hanno ordinato di torturare, da ieri, infatti, sono accomunati ai torturatori. - Antonio Padellaro 23Il governo sta elevando a regola il lavoro precario e malpagato preparando per i giovani un futuro da fameDurante le votazioni sulla fiducia chiesta dal Governo sulla cosiddetta riforma pensionistica la lista Di Pietro Occhetto ha espresso tramite il suo portavoce nazionale Antonello Falomi una netta contrariet nei confronti del provvedimento e della condotta della maggioranza. In aula Falomi ha pronunciato parole di fuoco contro il Governo: Il ministro della guerra contro il Parlamento Giovanardi, dintesa con il ministro della guerra contro i sindacati Maroni, - ha esordito il senatore - costringe il Parlamento a pronunciarsi sulla fiducia al Governo. Ha poi dichiarato, a nome dei senatori della lista, totale sfiducia nei confronti di un Governo che fa arricchire solo le imprese di Berlusconi tagliando la spesa per le pensioni di nove miliardi di euro allanno per quattro anni. Ma le argomentazioni critiche del portavoce della lista non si sono esaurite qui sfiducia totale verso un Governo che taglia la spesa sociale per ridurre le tasse ai pi ricchi, distruggendo la norma costituzionale che vuole che i cittadini paghino le tasse in proporzione al loro reddito, e poi sfiducia verso un Governo che ha alimentato una campagna terroristica su una spesa pensionistica fuori controllo, senza aspettare, come prevede la legge, il 2005 per valutare con i sindacati l'andamento dei conti pubblici. In chiusura prima di dichiarare che i senatori della lista Di Pietro- Occhetto avrebbero votato convintamene no a questa politica ed a questa maggioranza, Falomi ha ricordato che questo Governo sta elevando a regola il lavoro precario e malpagato preparando per i giovani un futuro da fame.24Riduzione delle tasse e aumento del costo dei servizi: chi ci guadagnaVorrei si capisse che la distruzione del nostro apparato di produzione di ricchezza si sta ora esponendo sia allentrata dei nuovi membri della Comunit, sia alla concorrenza dei Paesi Emergenti che non siamo in alcun modo in grado di affrontare non solo nei mercati esterni, non solo negli altri Paesi della Comunit, ma nelle nostre stesse strade dove ogni giorno di pi scompaiono nostri artigiani per far posto a vetrine sfolgoranti di beni provenienti da chiss dove e fatti chiss con quali prevaricazioni, alla fine venduti qui al prezzo cento volte maggiore di quello pagato al caporale-produttore! E, non solo paghiamo tutto, letteralmente tutto, ben pi caro che in tutti gli altri Paesi della Comunit, ma quotidianamente siamo costretti a pagarci direttamente servizi che in passato erano a carico dello Stato, mentre mancano Dipendenti dello Stato in tutte le specializzazioni, e Strutture che facevano capo ai conti dello Stato vengono Privatizzate mantenendosi con il carico fiscale in pi pagato dai cittadini. Cos, con i costi destinati costantemente a lievitare per inefficienza, quei servizi saranno disponibili solo per una cerchia sempre pi ristretta di ricchi Cittadini! E cosa fa questo cosiddetto Governo di fronte a tanto disastro! Promette scarichi fiscali. Che differenza c fra regalare in piazza, alla Pancho Villa, carta moneta stampata durante la notte, distribuirla attraverso il circuito economico, prelevandola dal disavanzo dei Conti Pubblici? Nessuna, assolutamente nessuna ! Riduco le tasse, e spendo come Stato una corrispondente cifra in meno? E io cosa me ne faccio di 10 euro in pi, se devo parallelamente pagarmi il Vigilante davanti alla Posta, il 10% in pi per la raccolta dei rifiuti, il ticket sui medicinali, il doppio dellaffitto di casa, il 20% in pi delliscrizione al Circolo, il 10% in pi per lEnergia, se nelle Scuole mancano insegnanti, se le liste dattesa negli ospedali passano dalle settimane ai mesi? (Pierpaolo Benni) 13 Maggio 2004 MISCELLANEA sanit e non solo a cura di Luigi Sedita PAGE  PAGE 1    g h j M N P C D F , v w x z vwz@ADڼڼ̼̘hS5B*CJph&hdB* CJOJQJmHnHphuh'B* CJOJQJhphhdB* CJOJQJhphhdB* CJOJQJphhd5B*CJphhdB*CJphhd5B* CJphhd3    g h j %s%s%ss$v:sMkd$$If<40Lh&D%`'4 <af4$If $$Ifa$ $ttt s$v:Ts$v:Mkd$$If<40Lh&D%`'4 <af4$If $$Ifa$Mkd$$If<40Lh&D%`'4 <af4 M N P C s$v:Ts$v:Mkd$$If<40Lh&D%`'4 <af4$If $$Ifa$Mkd$$If<40Lh&D%`'4 <af4C D F * w s$v:Ts$v:$v:Mkd$$If<40Lh&D%`'4 <af4$If $$Ifa$Mkd$$If<40Lh&D%`'4 <af4w x z vwzs$v:Ts$v:Mkd$$If<40Lh&D%`'4 <af4$If $$Ifa$Mkd$$If<40Lh&D%`'4 <af4@ADs$v:Ts$v:Mkd $$If<40Lh&D%`'4 <af4$If $$Ifa$Mkd$$If<40Lh&D%`'4 <af4Hs$v:TsK$v: $IfgdTwMkd $$If<40Lh&D%`'4 <af4$If $$Ifa$Mkd$$If<40Lh&D%`'4 <af4HILabeZ[^ !$jklnoܾܾܾܾܾ̾̾ܪܕܾwkhbY5B*CJphhTw5B*CJph#hSB* CJOJQJ^JaJph3)hvhSB* CJOJQJ^JaJph3&hSB* CJOJQJmHnHphuhSB* CJOJQJphhSB* CJOJQJhphhS5B*CJphhS%hShSB* CJOJQJ^Jph3)HILs$v:Ts$v:Mkd$$If<40Lh&D%`'4 <af4$If $$Ifa$Mkd$$If<40Lh&D%`'4 <af4s$v:Ts$v:Mkd$$If<40Lh&D%`'4 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