ŠĻą”±į>ž’ ƒž’’’yz{|}~€’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’ģ„ĮM ųæObjbjā=ā=.H€W€WSż’’’’’’lJJJJJJJ^ŚaŚaŚa8bŒžcd^ÕĢgģśl4.m.mFm¹oŅ‹qŒrH`bbbbbb”! Į#4b-J_rµo¹o_r_rb¾JJ.mFmo¾¾¾_r HJ.mJFm`¾_r`¾>¾½ÄJ&nJJÄ .mg €ĄįCkfĘ^|FŚa’ŗt” BÄ œ„0ÕÖ īõ$s½ õ$Ä ¾^^JJJJŁL’accesso a una informazione diversificata č uno degli strumenti pił efficaci per difendere la democrazia e i propri diritti; senza informazione e senza conoscenza non c’č democrazia. Le istituzioni democratiche non devono essere soffocate dalle concentrazioni mediatiche e finanziarie; in una societą in cui l’informazione č sempre pił manipolata e al servizio dei “poteri forti”, i primi a essere calpestati sono proprio i diritti della persona, della collettivitą e il bene comune. All’insegna dei fondamentali valori di “Libertą, giustizia, solidarietą, partecipazione”, Miscellanea vuole promuovere la consapevolezza della tutela dei diritti della persona, preservare la libertą di espressione, l’indipendenza di giudizio e tentare di fornire qualche “tessera” affinché ognuno possa comporre il proprio personale mosaico. “La difesa del nostro presente e del nostro futuro passa attraverso la conoscenza di quanto accade e di quanto č accaduto”. Luigi Sedita –  HYPERLINK "mailto:luigi.sedita@poste.it" luigi.sedita@poste.it –  HYPERLINK "mailto:luigi.sedita@gmail.com" luigi.sedita@gmail.com –  HYPERLINK "mailto:luigi.sedita@katamail.com" luigi.sedita@katamail.comI numeri di Miscellanea sono consultabili anche su *** Ecquologia  HYPERLINK "http://www.ecquologia.it/sito/pag941.map" http://www.ecquologia.it/sito/pag941.map  *** ESOPO Etica Societą Politica  HYPERLINK "http://www.esopo.org/" http://www.esopo.org/ *** Comunicati.net  HYPERLINK "http://www.comunicati.net/utente.asp?id=4" http://www.comunicati.net/utente.asp?id=4 (se l’indirizzo non linka automaticamente, copiare e incollare l’indirizzo stesso sul programma di navigazione explorer, opera, ...) Ci sono regole e norme che vanno rispettate, ci sono doveri che vanno adempiuti e diritti che vanno riconosciuti, ci sono prepotenze che non possono essere tollerate. E. ScalfariLa vera libertą individuale non puņ esistere senza sicurezza economica ed indipendenza. La gente affamata e senza lavoro č la pasta di cui sono fatte le dittature. - Franklin Delano RooseveltCerto che ci sono cose nella vita che il denaro non puņ comprare, ma č molto buffo, avete mai provato a comprarle senza denaro? - Ogden NashDi questi tempi voltare pagina non č facile. Presuppone il possesso di un libro. - EllekappaSecondo le statistiche sulla sanitą un americano su quattro soffre di qualche problema mentale. Pensa a tre dei tuoi migliori amici. Se stanno bene, allora si tratta di te. - Rita Mae BrownSeguite gli esempi migliori. Quelli di coloro che abbandonano tutto per costruire un futuro migliore. Sigan los mejores ejemplos. Los de aquellos que lo dejan todo por construir un futuro mejor. -  HYPERLINK "http://it.wikipedia.org/wiki/Salvador_Allende" Salvador  HYPERLINK "http://it.wikipedia.org/wiki/Salvador_Allende" Allende Un animale puņ essere feroce e anche astuto, ma per mentire bene non c'č che l'uomo. - Herbert George Wells“Fine della storia per il Padrino" č il titolo con il quale il quotidiano inglese "The Independent" accoglie il risultato delle elezioni in Italia. Lo stesso giornale aggiunge un "catenaccio" piuttosto allusivo: "E in Sicilia arrestato il capo della mafia".Forza Italia, un partito che origina il suo nome da un coro da stadio.Ci sono due categorie di televisione: la televisione intelligente, che crea cittadini difficili da governare, e la televisione imbecille, che crea cittadini facili da governare. Il y a deux catégories de télévision : la télévision intelligente qui fait des citoyens difficiles ą gouverner et la télévision imbécile qui fait des citoyens faciles ą gouverner -  HYPERLINK "http://www.google.it/search?hl=it&q=Jean+Guéhenno&btnG=Cerca&meta=lr=lang_it" Jean Guéhenno HYPERLINK "http://www.google.it/search?hl=it&q=Jean+Guéhenno&btnG=Cerca&meta=lr=lang_it"  Siamo stati e siamo per l“eguaglianza nella libertą, per il mercato che dia a tutti pari punti di partenza, per il sostegno dei deboli e l“inclusione degli esclusi, per l“innovazione, per la crescita, per l“Europa, per lo stato di diritto. Insomma per la democrazia nelle forme e nella sostanza. Questi sono gli ideali positivi per i quali ci siamo battuti. Quelli negativi sono il loro esatto contrario: l“autoritarismo, il populismo, la demagogia, l“egoismo, l“interesse proprio contrapposto a quello comune, l“autarchia e il protezionismo economico, la menzogna politica, la corruzione, l“insicurezza, la pigrizia intellettuale, il conformismo. Non sono parole vuote. Ad ognuna di essa corrisponde una visione del bene comune e del paese che vorremmo. Corrisponde una cultura, un assetto politico, una squadra di governo, un tipo di legislazione. La soluzione di problemi antichi troppo a lungo rimasti inevasi e di malanni e storture pił recenti che hanno deturpato la nostra democrazia ancora fragile e incerta.Vaccini: non obbligo ma scelta consapevole come gią accade nella maggior parte dei paesi industrializzati.Risultati elettorali nei link: Ministero Interno:  HYPERLINK "http://politiche.interno.it/" http://politiche.interno.it/ RAI: -  HYPERLINK "http://www.elezioni2006.rai.it/elezioni2006" http://www.elezioni2006.rai.it/elezioni2006 Agi:  HYPERLINK "http://www.agi.it/politiche2006" http://www.agi.it/politiche2006 La Repubblica on line:  HYPERLINK "http://www.repubblica.it/speciale/2006/elezioni/player/index.html" http://www.repubblica.it/speciale/2006/elezioni/player/index.html Corriere della Sera:  HYPERLINK "http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/Notizie/Politiche2006/index_scrutini.shtml" http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/Notizie/Politiche2006/index_scrutini.shtml Adnkronos:  HYPERLINK "http://elezioni.adnkronos.com/" http://elezioni.adnkronos.com/ 1-      Per evitare di avere dei figli o delle figlie, fate l'amore con vostra cognata, avrete dei nipoti. 2-      Tutti i funghi sono commestibili, alcuni una volta sola. 3-      Siate gentili con i vostri figli, saranno loro che sceglieranno il vostro ospizio. 4-      Gli amici vanno e vengono, i nemici si accumulano. 5-      L'amore č cieco, bisogna palpeggiare. 6-      Alcuni uomini amano talmente le loro mogli che, per non consumarle, ricorrono alle mogli degli altri. 7-      Peggio di un sassolino nella scarpa č un granello di sabbia nel preservativo. 8-      Qualora ti sentissi inutile e depresso, ricordati che un giorno sei stato lo spermatozoo pił rapido di tutti. 9-   I capi sono come le nuvole, quando se ne vanno, arriva il bel tempo. 10-   La gerarchia č come un ripiano, pił č in alto, pił č inutile. 11-   Il tuo futuro dipende dai tuoi sogni, non perdere tempo, vai a coricarti. 12-   L'amore č come l'influenza, la si prende in strada e la si risolve a letto. 13-  Gli uomini mentirebbero  di meno se le donne facessero meno domande. Pur con l’amaro in bocca, siamo moderatamente soddisfatti per la vittoria del centrosinistra (…immaginate cosa sarebbe successo a parti invertite!). Speriamo che la “compagine” sia coerente con il programma annunciato. Gli attori sono gli stessi del 1996-2000, ma dovrebbero avere imparato la lezione e aver capito che i Cittadini dell’Ulivo e di Sinistra questa volta non perdoneranno  nessun “deragliamento” . 1Le larghe offese di Berlusconi. - L’idea lanciata dal Cavaliere un minuto dopo aver perso le elezioni č eccellente: sono anni che il premier uscente si produce in sforzi per riportare concordia e serenitą...2Politiche 2006. Analisi del voto.3In Ohio e in Florida le prove degli imbrogli elettorali di Bush: guardate il filmato e leggete il documento.4Dopo il voto: la beffa della legge elettorale. - … applicando le vecchie regole al voto del 9-10 aprile, la Casa delle libertą  HYPERLINK "http://www.lavoce.info/news/view.php?id=10&cms_pk=2120&from=index" avrebbe vinto sia alla Camera che al Senato. - Definire contestualmente alla lista dei ministri un programma di Governo che approfondisca alcuni aspetti prioritari del programma elettorale e che vincoli al suo rispetto tutti i ministri (e i partiti della maggioranza). di Tito Boeri5Afghanistan, scorribande e censura. - Gossip evangelico - Ma sarą scemo... - Questa volta il silicone non c'entra - A mali estremi, estremi rimedi - Gallo coinvolge Storace: l'incarico veniva da lui.6Farmaci generici, risparmi fino 48% - In tre cittą il record dei medici - Associati per arginare gli incidenti in corsia - La commissione europea consente l'accesso anticipato ai farmaci urgenti - Dagli usa nuovo laser 'sciogli-grassi' contro cellulite e acne - Batterio produce una super colla.7Le "idee forza" dei due schieramenti per la sanitą.8Cinquemila morti l’anno per le decisioni sbagliate dei medici . - Aumentano le neoplasie fra i militari. - Da General Motors 17 mln ai dipendenti. In Viagra. - Da medici ad ammalati il diario della sofferenza.9I nostalgici di Chernobyl.10Pedalare Prodi, pedalare...11Gli italiani a letto: scontenti e impacciati. In coda per frequenza di rapporti. E il 92% vuole l’educazione sessuale nei programmi scolastici. Poco usato il preservativo.12L’etica č razzista?13Unione, quanti errori non capisci pił il Nord. - De Rita, presidente del Censis: programma inutile, non parlava ai cittadini - Lo scontro sulle tasse non ha deciso il voto. Berlusconi da vero animale politico ha portato alle estreme conseguenze il tema degli interessi delle persone.14D’Alema: se avessimo presentato il listone anche al Senato avremmo vinto ampiamente. Ora subito i gruppi unici. - Rutelli: il partito democratico cardine del nuovo governo.15Sarfatti: cari Prodi, Fassino e Rutelli č stato un errore non fare subito il Partito democratico. – Difficile da capire quella voglia di contarsi. La casa di proprietą e l“impresa, ecco due esempi precisi che ci obbligano a uscire dalla genericitą e a fare proposte concrete.16I giovani decisivi per l'Unione. Polo rilanciato dall'effetto tasse. - La campagna del premier ha convinto gli ultimi indecisi. Il centrodestra riconferma un vantaggio rilevante al Nord. di Renato Mannheimer17L'abbaglio della destra - Tremaglia ha speso una vita per farli votare, ma i «Sons of Italy» gli hanno voltato le spalle di Gian Antonio Stella18I manager italiani (vedi Tronchetti Provera) guadagnano pił di tutti in Europa mentre la telcom perde valore, nello stesso tempo perņ Berlusconi vuole impossessarsi della Telecom ...19Public Citizen ha richiesto il ritiro dal mercato dell'analgesico Propossifene. - Da lievito di birra antimalarico a costo zero. - Nessun risarcimento al medico del SSN per prestazioni extra.20Ecco i venditori di malattie. La denuncia: si esagera con le diagnosi per vendere pił farmaci. Un“inchiesta che ha coinvolto medici di tutto il mondo e pubblicata sulla rivista scientifica Plos21Il primo voto degli italiani residenti all'estero č stato decisivo. Ma č giusto che chi non paga le tasse sia rappresentato in Parlamento? 22Un uomo su tre pronto a farlo per carriera.23Libera scelta del luogo di cura... fino ad un certo punto.24Tettamanzi: ribelliamoci alle ingiustizie. -Bisogna ascoltare il grido di chi muore accanto alle discariche dei gaudenti.25Arriva il "Codice dei Farmaci"26L’Italia s’č… destra?27Legge droga: ricorsi Consulta di Emilia-Romagna, Toscana e Liguria.28Telecolpodistato.29Lavoro anche gratis per le … vespe. - Impianti eolici silenziosi. - Uomini ragionevoli.30L'aristocrazia dei furbi, le motivazioni del non voto. Dialogo tra un cittadino che non vota (CNV) e uno che vota (CV).31Falsa attestazione su cartellino marcatempo e reato di falsitą ideologica; natura giuridica. - Farmaci, stretta sugli informatori. - Un miliardo di telefoni cellulari in tutto il mondo e una domanda: ma le onde elettromagnetiche, alla lunga, saranno pericolose? Pare di no.32La sindrome di San Gennaro.33Test del DNA dalla saliva. Come nei popolari telefilm d'ultima generazione, in cui la soluzione del caso avviene grazie alle sofisticate tecniche di cui la polizia scientifica puņ disporre, l'estrazione del DNA dalla saliva oggi si fa anche negli ospedali italiani.34Eletti e non.35Notizie in breve dal mondo.36Omeopatia, non serve l'efficacia. Niente prove per prodotti light. Farmacovigilanza sugli altri. Con il Testo unico approvato il 6 aprile l'Italia si adegua alle regole Ue.37L'amore ai tempi di Internet.38La metą d“Italia s“č turata il naso di Eugenio Scalfari39Criminocrazia export.40Prof di religione, ancora assunzioni (oltre 3000) mentre il precariato continua ad aumentare.41Noi, crociati… per amore e per i valori. Bisognerebbe vedere perņ per quali.42Il parere di un neurochirurgo sui fatti di Cogne.43Iniziare dalla spesa sanitaria di Guglielmo Pepe44Istigazione a delinquere.45Romano Prodi in campagna elettorale ha detto: “…come minimo dobbiamo raggiungere la potenza fotovoltaica installata in Germania”. Ora si tratta di rispettare le promesse.46Il tramonto degli inceneritori/247Il match point del doppio turno.48Noi, spettatori dell“Opera italiana.49L'Italia kafkiana dei malati cronici.50Ecco i verbali degli interrogatori di Fiorani. Berlusconi a Fiorani: tranquillo sulla scalata. Fazio era regista, non arbitro. Soldi alla Lega per sostenerlo.51La Sanitą nell'urna. Le "ricette" dei due schieramenti contrapposti. Chiunque vincerą dovrą fare i conti con molti problemi ancora aperti. Nota - Ai sensi dell'art. 13 legge 31/12/96 n. 675 e succ. : questa e-mail č stata spedita da una rubrica personale creata contattando precedentemente questo indirizzo, e si puņ richiedere la cancellazione se non si gradisce ricevere altri messaggi. Alternativamente si tratta di: - un primo contatto a questo indirizzo; - un indirizzo pubblico o pubblicato; - un messaggio richiesto/autorizzato dal ricevente. In ogni caso, questa comunicazione non č intesa come "spam", e non contiene promozioni commerciali. Se d'ora in poi non si desidera ricevere ulteriori comunicazioni, ritornare questo messaggio al mittente con la scritta "cancella", e si sarą prontamente rimossi dalla rubrica. Nota importante sulla cancellazione - Si richiede gentilmente che le richieste di cancellazione indirizzate a  HYPERLINK "mailto:luigi.sedita@poste.it" luigi.sedita@poste.it contengano l'indirizzo originale a cui il messaggio é stato spedito. Grazie. Nota – Miscellanea č automaticamente e individualmente controllata all'uscita da Norton antivirus system, con aggiornamento automatico on line. 1Le larghe offese di Berlusconi. - L’idea lanciata dal Cavaliere un minuto dopo aver perso le elezioni č eccellente: sono anni che il premier uscente si produce in sforzi per riportare concordia e serenitą...18 aprile 2006 - Ma certo, le «larghe intese»: come non averci pensato prima? Un «governissimo», o almeno un «tavolo» per «dialogare su tutto». Dal Quirinale all’economia, dalla politica estera alle riforme, a cominciare -si capisce- dalla giustizia e dal conflitto d’interessi. L’idea, lanciata dal Cavaliere un minuto dopo aver perso le elezioni (senza mai riconoscerlo), č eccellente. Lui ci lavora da tempo. Sono anni che il premier uscente (si spera) si produce in sforzi immani per riportare un po’ di balsamica concordia nell’arroventato clima politico. Gią il 25 marzo ’94, vigilia delle sue prime elezioni, rassicurava: «Se la sinistra andrą al governo controllerą la stampa, la tv e l'economia attraverso i processi, le prigioni e l’esilio». Quando poi Bossi rovesciņ il suo governo, pretendeva le elezioni anticipate anche se in Parlamento la maggioranza era contraria. E, visto che Scalfaro obbediva al Parlamento, gli diede del «golpista». Nel 1995, quando a dispetto degli exit poll dell'amico Luigi Crespi perse le elezioni regionali, riconobbe sportivamente la sconfitta: «Gli elettori si sono sbagliati: erano giusti gli exit poll». E, per le politiche del ‘96, rilasciņ una dichiarazione distensiva: «Siamo sicuri che, se vince l’Ulivo, ci faranno ancora votare?». Anche Previti rassicurņ gl’italiani: «Stavolta non faremo prigionieri». Non bastņ. E il Cavaliere, con squisito spirito istituzionale, si congratulņ con Romano Prodi: «I professionisti della sinistra ci han sottratto un milione e 171 mila schede. La sinistra ha una lunga tradizione di brogli» (col tempo i «voti rubati» divennero «1 milione e 700 mila», ad abundantiam). Antesignano delle larghe intese, Berlusconi sosteneva che «il governo Prodi si comporta come il governo Mussolini quando chiese i pieni poteri nel 1926, e fu dittatura per vent’anni. L'Italia non č uno Stato democratico, ma uno Stato poliziesco, l'unico in Occidente il cui governo č appoggiato da un partito di estrema sinistra che crede ancora in Marx ed Engels», tant'č che «l’opposizione sta diventando non pił un diritto democratico, ma un rischio personale: io rischio la mia vita». Infatti di lģ a poco, nell'ottobre ‘98, il partito di Marx ed Engels rovesciņ Prodi e al governo arrivņ D’Alema con Cossiga e Mastella. E Berlusconi ancora lģ a chiedere grandi intese: «Siamo al regime. Una democrazia ferita, senza vera libertą, con l’occupazione dei posti di potere, delle tv, delle aziende del parastato, con i posti di lavoro usati per attirare nuove clientele e l’uso politico della giustizia, le visite della Guardia di Finanza per spaventare chi non accetta di chinare la testa, il controllo della vita privata nostra e dei nostri cari». Nel 2000 D'Alema, novello Stalin, si dimise per aver perso le elezioni regionali. Arrivņ il terzo premier rosso, Giuliano Amato. E Berlusconi sempre lģ con la mano tesa: «Chiameremo tutti i giorni Amato l’utile idiota a Palazzo Chigi». Nel 2001, fortunatamente, tornņ la democrazia con la vittoria berlusconiana. Ma per poco, perché i brogli delle sinistre ripresero a dopare le elezioni comunali, provinciali, regionali, europee e suppletive, tutte vinte dall’Ulivo. Ma il Cavaliere, stoico, sopportņ cristianamente i soprusi e seguitņ a invocare il dialogo: «Se la sinistra andasse al governo, questo sarebbe l’esito: miseria, terrore, morte. Come avviene ovunque governi il comunismo» (17-1-05). «In Italia c'č uno Stato parallelo: quello organizzato dalla sinistra nelle scuole e nelle universitą, nel giornalismo e nelle tv, nei sindacati e nella magistratura, nel Csm e nei Tar, fino alla Consulta. Se si consentirą a questo Stato occulto di unirsi allo Stato palese, avremo in Italia un regime vendicativo e giustizialista» (5-4-05). Una campagna elettorale distensiva quant’altre mai: «La democrazia e la libertą nel nostro Paese non sono ancora garantite perché c’č un’opposizione che ancora sventola nelle sue bandiere i simboli del terrorismo e della tirannide sovietica» (21-11-2005). «C'č un’opposizione illiberale che vorrebbe che noi non votassimo» (22-11-2005). «Dobbiamo fare una colossale operazione veritą: spiegare che quelli della sinistra, se andassero al governo, porterebbero il Paese al fallimento, costringerebbero i piccoli imprenditori a chiudere, i produttori di vino a non vendere pił bottiglie, almeno negli Stati Uniti, gli industriali della moda alla crisi, il made in Italy a non essere pił apprezzato sui mercati... Questa sinistra vorrebbe tanto ricoverarmi: li vedo come si voltano alla Camera per non salutarmi» (25-11-2005). «Quelli della sinistra restano comunisti. Sono da eliminare, se non fisicamente, politicamente» (26-11-05). «Se vince la sinistra, addio democrazia» (13-12-05). «Se vince la sinistra, č per i suoi brogli» (4-4-2006). Con queste premesse, č naturale che si inizi a lavorare intorno a un governo di larghe intese. Non si contano i leader dell'Unione che il Cavaliere ha gratificato in questi anni della sua stima e del suo apprezzamento. Prodi: «leader d’accatto», «maschera dei comunisti», «utile idiota», «bollito», «poveraccio» che «passava il tempo a svendere aziende pubbliche ai suoi amici». Rosi Bindi: «Lei e Prodi sono come i ladri di Pisa: litigano di giorno per rubare insieme di notte». Francesco Rutelli: «In vita sua, non ha mai varcato la soglia di un posto di lavoro». Walter Veltroni: «coglione» e «miserabile». Fabio Mussi: «un sosia di Hitler». Armando Cossutta: «uno che gestiva bande armate negli anni non lontani del dopoguerra e ha continuato fino a pochi anni fa». E poi D’Alema: «comunista», «stalinista», uno che «non riesce nemmeno a dire il suo nome e cognome per intero, perché due veritą di fila lo ucciderebbero» e «usa lo Stato come il garage di sua zia, non č laureato, č stato a Mosca 33 volte e lanciava le molotov», insomma «mi ricorda Benito Mussolini». Per non parlare di Piero Fassino: «complice morale del compagno Pol Pot» e «testimonial ideale delle pompe funebri». Ecco, come stupirsi per la proposta di un governissimo con i rappresentanti di «milioni di coglioni che votano contro il proprio interesse»? Con gli eredi-complici di chi «nella Cina di Mao bolliva i bambini per concimare le campagne»? Se il Cavaliere non vede l’ora di governare con quei «Prodi, Bertinotti e Rutelli» che solo il 6 aprile, sulla rivista «Pocket», definiva «come la gramigna che infesta tutto ed č difficile da estirpare», come dubitare della sua buona fede? Se Giulio Tremonti non sta pił nella pelle di collaborare con Visco e Amato che chiamava «gangster» e con Fassino («aviaria dell’economia» e «uccellaccio del malaugurio»), e se Antonio Martino agogna un dialogo con quell’Unione che un mese fa dipingeva come «una congrega di mascalzoni», come non prenderli sul serio? Č una questione di coerenza. «Non si puņ consentire a chi č stato comunista di andare al governo», aveva giurato il Cavaliere l’11 maggio 2003. Infatti, coerentemente, non glielo consente. - Marco Travaglio2Politiche 2006. Analisi del voto.Esaminando i dati, e comparandoli con le precedenti elezioni generali (politiche 2001 ed europee 2004), emergono chiaramente una serie di costanti. La prima, e pił importante, č la staticitą del voto degli italiani, che si sposta con una lentezza e una farraginositą impressionante. Cambiano le maggioranze ed i seggi distribuiti, in modo clamoroso, ma non cosģ gli elettori nel loro complesso. Pił o meno, i due “popoli” di centro destra e centrosinistra rimangono sulle loro posizioni numeriche assolute, con una leggera tendenza alla crescita dell’Unione, dovuta in larga parte ai successi (anche se modesti) della “sinistra radicale”, visto che DS e Margherita, ovvero l’ipotizzato Partito Democratico, arrancano affannati e perdono pure consensi strada facendo. Č stupefacente come i dirigenti dell’Ulivo puntino tutto sul futuro della parte perdente della coalizione, e snobbino invece quella parte capace di attrarre voti e di determinare la maggioranza. Sembra chiarissimo il messaggio degli elettori: vogliono una sinistra caratterizzata e premiano le istanze (pace, legalitą, lavoro, giustizia sociale); rimangono indifferenti verso una sinistra annacquata e alla caccia di moderati, che al contrario, preferiscono sempre il centrodestra, vedi UDC.  HYPERLINK "http://www.democrazialegalita.it/marco/Politiche2006_graficocentrosinistra.htm" Grafico voti del centrosinistra   Nel centrodestra, c’č una tendenza (anche essa lenta ma costante) alla crescita, appunto,  dell’UDC, e alla sostanziale stabilitą di AN e Lega, nonostante il carattere diversissimo di questi tre partiti. Č Forza Italia che, con i suoi alti e bassi, influenza e determina il successo o meno della coalizione. Il recupero effettuato da Berlusconi nelle ultime settimane ha permesso un drenaggio di circa il 3-4% di voti, soprattutto tra indecisi e potenziali astensionisti. Questo perché FI non č un partito come gli altri, non č strutturato secondo canoni gią sperimentati, č una sorta di immenso Berlusconi fans club (non a caso le sue strutture di base si chiamano “clubs”), che si mobilita quasi esclusivamente agli appuntamenti elettorali. In questo, č molto “americano”, e si puņ dunque permettere forti oscillazioni senza traumi. Un punto non di debolezza, ma di forza, che fa appunto del partito-azienda e dei suoi interessi l’elemento centrale e determinante di tutta la coalizione: o si fa come Berlusconi desidera, o si va tutti a casa.    HYPERLINK "http://www.democrazialegalita.it/marco/Politiche2006_graficocentrodestra.htm" Grafico voti del centrodestra  Ci sono poi le sorprese e le variabili. Intanto, il ruolo dei piccoli partiti: viene premiato quando č netto e chiaro, punito quando č ambiguo o quando da luogo ad accorpamenti poco naturali. Č il caso della Rosa nel Pugno (SDI + Radicali), del Girasole (SDI + Verdi) nel 2001 , o di quando confluiscono in liste uliviste o, per la destra, nello strano matrimonio tra Lega e autonomisti meridionali. Come variabile č da intendersi anche la disparitą tra Senato e Camera. Č evidente che a tale risultato non ha contribuito solo il voto dei giovani (che pare proprio abbiano scelto Ulivo e dintorni), ma anche il…passaggio a miglior vita di molti anziani, specie nelle zone tra Emilia e Lombardia,  che le ultime volte avevano votato a sinistra. Impossibile ignorare il voto dei residenti all’estero, che, avendo scelto il centrosinistra in larga parte, dimostrano di non essere una realtą formata non solo da vecchi italo-americani di Broccolino, ma, anche, di ricercatori espatriati, di professionisti alla ricerca di soddisfazioni, di studenti/studiosi che si realizzano pił facilmente altrove.  Una ultima nota sulla metodologia della campagna elettorale. Berlusconi ha vinto nelle regioni dove si concentra in altissima percentuale l’attivitą produttiva del Paese: Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli. Di contro, si accaparra i voti delle casalinghe, dei pensionati e delle persone di bassa scolaritą e nessuna lettura, concentrati nei piccoli centri. Nel primo caso, č perché gli industriali, gli industrialotti e i piccoli imprenditori sono con lui. Semplicemente. La sua sceneggiata a Confindustria ha avuto successo, e ha dimostrato che gli applausi ricevuti non erano della presunta claque, ma espressione vera dei presenti. A questo popolo gią berlusconiano si č rivolto, con insistenza, Romano Prodi, andando a pił riprese ad incontri, dibattiti e conferenze proprio con gli industriali. E a loro ha dedicato quello che č stato definito il punto forte della sua campagna elettorale: la riduzione del cuneo fiscale, termine astruso che alle masse non dice nulla e che č, in definitiva, una promessa di riduzione delle tasse per le imprese, senza nessun guadagno per i lavoratori. Ma l’offerta č stata fatta fuori tempo massimo, ad un gruppo sociale gią conquistato da Forza Italia. Paradossalmente, all’altra parte, all’altro estremo, quello del “popolo minuto”, Prodi non ha rivolto né promesse né inviti, né offerto alcunché. E a questa gente, a coloro che, nonostante le mirabilie della globalizzazione, hanno solo la casa e solo i BOT, o vorrebbero averli, si č invece clamorosamente rivolto Berlusconi, sicuro di avere ormai le spalle protette nelle zone produttive del nord. Un errore di valutazione e di percezione del Paese reale da parte di Prodi che ha rischiato di far perdere le elezioni.  HYPERLINK "http://www.democrazialegalita.it/marco/marco_elezioniPolitiche2006=14aprile06.htm" http://www.democrazialegalita.it/marco/marco_elezioniPolitiche2006=14aprile06.htm 3In Ohio e in Florida le prove degli imbrogli elettorali di Bush: guardate il filmato e leggete il documento.Si dovrebbe verificare nelle sedi opportune quanto nel Forum di "Repubblica". Sembra che nel 2000 le elezioni americane siano state truccate (il sospetto ce l'avevevamo) e che guarda c’era l’intenzione di esportare il trucchetto anche in Italia... Guardate il video:  HYPERLINK "http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Downloads&d_op=getit&lid=3337&ext=_big.wmv" http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Downloads&d_op=getit&lid=3337&ext=_big.wmv e poi leggete questo documento:  HYPERLINK "http://www.disinformazione.it/aprile_elezioni_private.htm" http://www.disinformazione.it/aprile_elezioni_private.htm . Brogli, in Italia un fantasma vecchio cent'anni. Nel paese dei furbi, dei faziosi e degli arruffoni i brogli sono una tentazione irresistibile. Per tutti e da sempre. Farli, ma anche denunciarli quando non ci sono. "In Italia, da quando si tengono elezioni, č sempre successo che i candidati respinti non vogliono mai essere stati respinti dalla volontą degli elettori, ma dalle violenze del governo": cosģ rispondeva, con implicito sarcasmo piemontese, il vecchio Giovanni Giolitti a Gaetano Salvemini, bocciato nel 1913 nel collegio di Molfetta, che anche per via dei brogli l'aveva definito "ministro della malavita". In qualche modo, la lontananza dagli eventi permette di dire che avevano ragione tutti e due. Giolitti nel sostenere, sia pure con cinico realismo, che le elezioni, dopo tutto, "chi le fa, le vince". E il povero ma onestissimo Salvemini nell'indicare e documentare l'utilizzo dei prefetti e delle clientele nella manipolazione del risultato elettorale.4Dopo il voto: la beffa della legge elettorale. - … applicando le vecchie regole al voto del 9-10 aprile, la Casa delle libertą  HYPERLINK "http://www.lavoce.info/news/view.php?id=10&cms_pk=2120&from=index" avrebbe vinto sia alla Camera che al Senato. - Definire contestualmente alla lista dei ministri un programma di Governo che approfondisca alcuni aspetti prioritari del programma elettorale e che vincoli al suo rispetto tutti i ministri (e i partiti della maggioranza). di Tito Boeri HYPERLINK "http://www.lavoce.info/news/view.php?id=10&cms_pk=2118&uid=c3a18b66fb43e098a8711044e98fc397" http://www.lavoce.info/news/view.php?id=10&cms_pk=2118&uid=c3a18b66fb43e098a8711044e98fc397 Sta diventando una regolaritą statistica.  Chi cambia la legge elettorale a pochi mesi dal voto perde le elezioni. Era gią successo in Francia (1985), Giappone (1994), Italia (1994) e Nuova Zelanda (1993). Il paradosso č che in questo caso, applicando le vecchie regole al voto del 9-10 aprile, la Casa delle libertą  HYPERLINK "http://www.lavoce.info/news/view.php?id=10&cms_pk=2120&from=index" avrebbe vinto sia alla Camera che al Senato. Molte, inoltre, le vittime tra i senatori che a novembre avevano votato a favore della  HYPERLINK "http://www.lavoce.info/news/view.php?id=10&cms_pk=2119&from=index" nuova legge elettorale . Lo avevamo previsto, ma non ci hanno ascoltati.  Le emergenze dell’economia Una delle prime cose che la nuova e risicata maggioranza dovrą cercare di fare sarą proprio cambiare la legge elettorale, ripristinando il sistema maggioritario, magari corretto a due turni. Serve per imporre maggiore disciplina ai lavori del Parlamento che forse mai come in questa legislatura sarą chiamato a decidere non sulla base di scelte di schieramento, ma “issue by issue”, confrontandosi sui problemi concreti. Come documentato  HYPERLINK "http://www.lavoce.info/news/view.php?id=9&cms_pk=2098&from=index" su questo sito, il sistema maggioritario č in grado di selezionare meglio la classe politica rispetto al sistema proporzionale, con deputati e senatori pił competenti e vicini ai loro elettori. Molte ricerche hanno inoltre mostrato che i sistemi maggioritari generano, a paritą di altre condizioni, meno corruzione dei sistemi proporzionali e riescono a contenere la spesa pubblica. Il ripristino del maggioritario servirą, perciņ, anche a rassicurare gli investitori sulla capacitą del nostro paese di risanare i conti pubblici.  Un aggiustamento per due punti di Pil  Č questa la prioritą numero uno dell’azione di Governo. Un ulteriore downgrading ci avvicinerebbe al rating sotto il quale i titoli di Stato non possono pił essere utilizzati come collaterale nelle transazioni fra istituti di credito e banche centrali. Questo comporterebbe un forte incremento degli oneri sul debito pubblico, in un contesto in cui i tassi di interesse sono destinati comunque ad aumentare. Di quale entitą č la manovra che dovremo fare per rassicurare i mercati? Come ha dovuto riconoscere una Trimestrale di cassa particolarmente elettorale (mai stata cosģ reticente!), viaggiamo verso un disavanzo del 4,5 per cento nel 2006, con la prospettiva che, per il secondo anno consecutivo, il rapporto tra debito pubblico e Pil aumenti (dovrebbe presumibilmente tendere al 108 per cento). Questo significa che, a bocce ferme, dobbiamo prepararci a un aggiustamento pari a circa due punti di Pil nei prossimi due anni. Ogni altra operazione di spesa o di taglio di tasse dovrą trovare una copertura strutturale in aggiunta a questa cifra. Difficile farlo con una maggioranza cosģ risicata al Senato. Ma il centrosinistra ha due vantaggi rispetto al centrodestra nel condurre questo aggiustamento: 1) le promesse elettorali dell’Unione sono state pił contenute di quelle della  HYPERLINK "http://www.lavoce.info/news/view.php?id=10&cms_pk=2105&from=index" Casa delle libertą  e 2) l’Unione non ha escluso a priori aumenti di tasse, cosa che invece ha fatto il centrodestra. La Casa delle libertą ha fatto proprio delle tasse il motivo dominante della sua chiamata a raccolta di indecisi e potenziali astenuti nelle ultime settimane.  Le riforme per la crescita  La strada maestra per migliorare i conti pubblici č comunque quella di rilanciare la crescita, agganciando la ripresa della  HYPERLINK "http://www.lavoce.info/news/view.php?id=9&cms_pk=2116&from=index" domanda mondiale Bene, in questo quadro, privilegiare le riforme a costo zero o quelle che comportano oneri pił contenuti per le casse dello Stato. Le liberalizzazioni dei servizi possono rafforzare la competitivitą delle nostre esportazioni dato che circa la metą dei costi delle imprese č rappresentato dall’acquisto di servizi oggi forniti in mercati non concorrenziali. Servirą anche invertire la tendenza alla diminuzione della produttivitą del lavoro. Per incoraggiare gli investimenti in capitale umano, bisognerą trasformare la flessibilitą del mercato del lavoro in un percorso di acquisizione progressiva di tutele, avendo comunque fin da subito un contratto  HYPERLINK "http://www.lavoce.info/news/view.php?SEARCH=&AUTHOR=boeri&DATE=all&RECORD_PAGE=5&ACTION=search&BUTTON=T+r+o+v+a&id=2&cms_pk=2079&from=index" a tempo indeterminato . Č questa la risposta pił giusta da dare ai giovani che hanno votato centrosinistra forse perché, a differenza del centrodestra, ha posto l’accento sul problema del precariato. La vera protezione dell’impiego č data dall’investimento in capitale umano. Č l’unica cosa che ci rende meno vulnerabili ai rischi del mercato. Non serve a niente abolire una legge largamente inattuata, come la legge 30. Anche la riduzione del cuneo fiscale puņ servire a migliorare la concorrenza delle nostre esportazioni. Lo sarą di pił (e costerą di meno) se cominceremo dai salari pił bassi perché č in quel segmento della forza lavoro che la riduzione del cuneo fiscale ha maggiori probabilitą di tradursi in riduzioni di lungo periodo del costo del lavoro per le imprese.  I doppi veti delle grandi coalizioni  Puņ un Governo con una maggioranza cosģ fragile al Senato attuare un’agenda di riforme cosģ ambiziosa? Non sarebbe meglio avere una grande coalizione per fare le riforme? I due schieramenti si sono molto caratterizzati nella campagna elettorale e l’impressione č che si sia andata accentuando la polarizzazione fra le due coalizioni nel rappresentare gruppi sociali diversi. In particolare, sono i lavoratori autonomi a essersi spostati da sinistra a destra e i lavoratori dipendenti ad avere fatto il percorso inverso, rafforzando in questo la gią forte concentrazione dell’elettorato di centrodestra sul lavoro autonomo (che ha visto notevolmente migliorare la propria posizione nei confronti del lavoro dipendente nell’ultima legislatura) e di quello di centrosinistra sul lavoro dipendente. I lavoratori autonomi si oppongono strenuamente a riforme che aumentino la concorrenza nei mercati dei prodotti e che liberalizzino le professioni, mentre i lavoratori dipendenti sono in maggioranza contrari a  HYPERLINK "http://www.lavoce.info/news/view.php?id=10&cms_pk=2119&from=index" riforme delle pensioni . Mettendo insieme i due schieramenti, si rischia perciņ di trovarsi di fronte a veti incrociati, il che significa paralizzare l'azione riformatrice, impedendo il rilancio dell’economia.  Sfruttare i tempi lunghi  A quanto pare, il nuovo Governo si insedierą con tempi lunghi. Certo, l’emergenza economica richiederebbe una rapida entrata in azione del nuovo esecutivo. Ma forse questa lunga pausa puņ essere utilizzata per tentare un’operazione mai attuata in Italia: definire contestualmente alla lista dei ministri un programma di Governo che approfondisca alcuni aspetti prioritari del programma elettorale e che vincoli al suo rispetto tutti i ministri (e i partiti della maggioranza). Servirą a ridurre le tensioni nell’esecutivo e a evitare personalismi eccessivi in cui si fanno “riformicchie” solo per intestarle a qualche ministro che vuole depositare il suo nome. In Germania, un programma di Governo di questo tipo č servito a cementare la  HYPERLINK "http://www.lavoce.info/news/view.php?id=10&cms_pk=2115&from=index" Grosse Koalition. Da noi potrebbe servire a precostituire alleanze trasversali ai due schieramenti nel sostegno ad alcune riforme. Ci sono alcuni punti in comune nei programmi dell’Unione e della Casa delle libertą: dalla riduzione del cuneo fiscale agli ammortizzatori sociali. Queste convergenze potrebbero essere messe in rilievo nell’agenda del futuro Governo. 5Afghanistan, scorribande e censura. - Gossip evangelico - Ma sarą scemo... - Questa volta il silicone non c'entra - A mali estremi, estremi rimedi - Gallo coinvolge Storace: l'incarico veniva da lui.Afghanistan, scorribande e censura. Il Corriere della Sera non pubblica le cifre di PeaceReporter che dimostrano che la guerra in Afghanistan non č affatto finita, come ci vogliono far credere: "1.500 morti nel 2002, 1000 nel 2003, 700 nel 2004. Il 2005 si č chiuso con il bilancio pił pesante del 'dopoguerra': 2000 morti, e il 2006 ha la stessa tendenza: nei primi tre mesi gią 470 morti. Gossip evangelico E' stato presentato a Washington il cosiddetto "Vangelo di Giuda". Si tratta della traduzione di un papiro in lingua copta, ritrovato in Egitto negli anni '70 e risalente al terzo secolo dopo Cristo. Dal testo sembra che l'apostolo non abbia tradito Gesł, anzi, sarebbe stato proprio il Maestro a chiedere a Giuda di denunciarlo. Che dunque sarebbe stato il discepolo pił fedele... Ma sarą scemo... Un ragazzo di 15 anni di un paese della provincia di Padova ha rapito il cane dello zio per chiedere 1.500 euro di riscatto che gli servivano per riparare lo scooter. Il parente, dopo le prime due telefonate anonime, si e' insospettito e ha chiamato i carabinieri. Non lo avrebbero mai preso se non avesse detto al telefono. "Il cane lo abbiamo noi, zio prepara il riscatto..." Questa volta il silicone non c'entra Un simulatore di tette. E' stato realizzato online per fare pubblicita' a un reggiseno che avrebbe la capacita' di assorbire l'impatto durante qualunque tipo di movimento: il simulatore consente, appunto, di vedere come si comporta il seno durante l'attivita' fisica con e senza reggiseno. Naturalmente, e' possibile scegliere la taglia e l'intensita' del movimento, affinche' siano soddisfatti tutti i gusti. Da vedere senz'altro... – Netlife A mali estremi, estremi rimedi Base d'asta: 1 sterlina. E' il prezzo di partenza deciso da Steve Owen, un 42enne di Derby (Gran Bretagna), per l'asta con la quale ha tentato di vendere la suocera su eBay. La donna, 50 anni, e' stata messa all'asta sotto la voce "Oggetti strani e da collezione". Gallo coinvolge Storace: l'incarico veniva da lui (la Repubblica: pag. 26, Il Mattino: pag. 10 - 19 aprile 2006) - Trapelato il contenuto dell'interrogatorio a Gaspare Gallo nell'ambito delle indagini sul Laziogate per accesso abusivo in sistema informatico e violazione della legge elettorale, in cui č coinvolto anche l'ex Ministro della Salute Francesco Storace. Gallo, detective del SSI indagato insieme al collega Pierpaolo Pasqua, avrebbe dichiarato che l'incarico per l'operazione era stato commissionato al suo collega da un amico politico, che Gaspare Gallo ha individuato in Francesco Storace, essendo quest'ultimo la personalitą politica che Pasqua diceva di avere come amico. 6Farmaci generici, risparmi fino 48% - In tre cittą il record dei medici - Associati per arginare gli incidenti in corsia - La commissione europea consente l'accesso anticipato ai farmaci urgenti - Dagli usa nuovo laser 'sciogli-grassi' contro cellulite e acne - Batterio produce una super colla.Farmaci generici, risparmi fino 48% Lo conferma una ricerca presentata a Bruxelles (ANSA) - MILANO, 11 APR- Il maggiore utilizzo di farmaci generici rispetto a farmaci 'brand', consentirebbe di ridurre la spesa farmaceutica pubblica dal 27% al 48%. E' quanto risulta da uno studio condotto dal prof. Steven Simoens, dell'Universita' del Belgio, presentato a Bruxelles nel corso della conferenza dell' European Generic Medicines Association.Per Simoen e' importante diffondere maggiori informazioni sui prezzi e sui vantaggi di tali farmaci. In tre cittą il record dei medici (Il Sole 24 Ore: pag. 5 - 10 aprile 2006) - FnomCeo (Federazione degli Ordini di medici e odontoiatri) giudica 'allarmante' la crescita di iscritti all'Albo, che dal 1985 ad oggi č stata del 50%. A Bologna, Genova e Roma, cittą record, c'č un medico ogni 109 abitanti. Ben 25.000 dottori in pił in soli 3 anni, con i medici che crescono del 4,5% rispetto al 2003 ed i dentisti che aumentano del 24%. Dei 354.000 medici italiani, 118.000 sono dipendenti di ASL e ospedali, 90.000 sono convenzionati, 15-20.000 lavorano nella Sanitą privata e 90.000 sono pensionati. A dicembre 2005 le donne medico iscritte all'Albo erano 119.068, il 33,9% del totale, rispetto al 33% dell'anno precedente. Associati per arginare gli incidenti in corsia - (Il Sole 24 Ore: pag. 5 - 10 aprile 2006) - Riccardo Tartaglia, Direttore del Centro gestione rischio clinico della Regione Toscana, ha annunciato l'imminente nascita della Societą italiana di clinical risk management. Le stime sugli 'incidenti' in ospedale sono allarmanti: ogni anno in Italia morirebbero per errori 32.000 persone e altre 300.000 subirebbero comunque un danno, per un costo pari a 260 mln di euro. La Commissione europea consente l'accesso anticipato ai farmaci urgenti - (Comunicato Stampa Commissione Europea - 7 aprile 2006) - La Commissione europea ha approvato un nuovo regolamento che permette l'accesso anticipato ad alcuni farmaci e vaccini. Il provvedimento riguarda i prodotti destinati a prevenire o a trattare malattie invalidanti gravi o mortali. La procedurą potrą essere applicata anche in situazioni d'urgenza come gli attacchi bioterroristici, in caso di pandemia aviaria e per i farmaci orfani. L'obiettivo č di permettere ai malati di ricevere trattamenti con medicinali in una fase di sviluppo che precede il prodotto finito. Le autorizzazioni hanno validitą di un anno e obbligano le aziende produttrici al completamento degli studi sulla sicurezza e sull'efficacia del farmaco. Il regolamento č stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea del 30 marzo. Dagli Usa nuovo laser 'sciogli-grassi' contro cellulite e acne - 10 apr. (Adnkronos Salute) - Dagli Stati Uniti una nuova speranza contro cellulite e acne. Si tratta di un laser 'sciogli-grassi' allo studio nei laboratori del Massachusetts General Hospital (Usa). Secondo i ricercatori lo strumento potrebbe essere impiegato, in futuro, contro pelle a 'buccia d'arancia' e brufoli, ma anche per il trattamento delle cardiovasculopatie. Il laser Free-Electron e', infatti, in grado di eliminare il grasso senza danneggiare la pelle: impiegandolo a particolari lunghezze d'onda, gli scienziati hanno potuto sciogliere l'accumulo di adipe, poi eliminato dall'organismo. Batterio produce una super colla - Potrebbe essere usata per adesivi e per scopi medici (ANSA) - 10 APR - Un gruppo di microbiologi Usa ha scoperto che un microrganismo piccolissimo, che vive in acqua, produce la colla piu' potente del mondo. La sostanza - fatta di molecole di zucchero - potrebbe essere usata per adesivi chirurgici biodegradabili o per rivestire superfici da usare per scopi medici e non solo. La sfida e' ora di ideare un metodo per produrre la colla evitando che essa si attacchi a qualunque superficie nel mezzo in cui viene prodotta.7Le "idee forza" dei due schieramenti per la sanitą.Le "ricette" di destra e di sinistra. Tra efficienza, devoluzione, buon governo e liste d'attesa: ecco le "idee forza" dei due schieramenti per la sanitą. Cinque domande a due autorevoli rappresentanti contrapposti: Cesare Cursi, An, per il centro-destra e Rosy Bindi, Margherita, centrosinistra. 1. Quali i primi impegni in sanitą? Bindi - Adeguare le risorse pubbliche della sanitą e del sociale e attuare un federalismo capace di garantire autonomia alle regioni ma anche unitą al sistema; affrontare il malessere dei professionisti; ridurre le liste d'attesa; attenzione alle grandi fragilitą (anziani soli, non autosufficienti, salute mentale); potenziare l'assistenza domiciliare e l'integrazione con i servizi socio assistenziali; rilanciare ricerca e formazione. Cursi - La risposta č nel Piano Sanitario Nazionale 2006-2008. Adeguarci al livello europeo; rilanciare la prevenzione; riorganizzare le cure primarie; qualificare i percorsi specialistici e ospedalieri, introducendo il metodo del governo clinico; promuovere l'integrazione socio-sanitaria. 2. Spesa sanitaria, sprechi ed efficienza: come pensate di affrontarle? Bindi - Va fatta una operazione veritą sui conti. Nessuno ha la bacchetta magica, e perņ non si puņ dimenticare che alcune regioni, penso all'Emilia Romagna e alla Toscana, senza far pagare di pił i cittadini hanno assicurato una buona assistenza e migliorato i servizi. Occorre riprendere una corretta programmazione. Va respinta la logica della devolution. Bisogna spendere meglio. Va potenziato il ruolo del distretto e il sistema delle cure primarie, riequilibrare il rapporto ospedale-territorio. Il medico di famiglia deve diventare un vero tutor che guida l'assistito. Cursi - Bisogna ricordare che il disavanzo in realtą si concentra al 75 per cento in 3-4 regioni, che spendono troppo per farmaci, hanno una rete ospedaliere inadeguata, non hanno sviluppato servizi territoriali. La Finanziaria pone precise condizioni a queste regioni. 3. Come rendere pił "produttivo" il sistema rispettando professionalitą e malati? Bindi - Resto affezionata al principio di efficacia e appropriatezza.Un buon risultato di salute č anche legato alla capacitą del medico o dell'infermiere di rispettare la personalitą e l'unicitą del malato. Cursi - Ancora governo clinico: un ponte virtuoso tra i processi di miglioramente qualitativo basato sulle evidenze scientifiche, sulle linee guida e su un diverso rapporto con il paziente e i processi di gestione manageriali. 4. Sanitą lottizzata dai partiti? Come giudicate le nuove norme sui requisiti per direttori generali nella sanitą che includono parlamentari e consiglieri regionali? Bindi - Quelle norme sono sbagliate e vanno eliminate. I requisiti per essere un buon manager devono rispondere a competenze di settore e non alle appartenenze politiche. Ma non mi piace chi demonizza la politica: va rivendicato il ruolo di governo del sistema, di indirizzo e programmazione. Cursi - Il Governo ha varato un disegno di legge con norme per assicurare trasparenza e obiettivitą nell'affidamento degli incarichi primariali: il problema c'č. Purtroppo non c'č stato tempo per il voto. 5. Sulle liste d'attesa quali le misure concrete? Bindi - Il governo ha costruito un gran polverone. Occorre tornare alla gestione corretta dell'intramoenia, pensata come un diritto del medico e del paziente ad una prestazione pił personalizzata e non come ad un mezzo per aggirare le liste. Un aspetto chiave riguarda l'integrazione socio-sanitaria, territorio-ospedale. Cursi - Sono nel Piano nazionale, e c'č l'accordo stipulato con le Regioni a fine marzo. Entro il 30 giugno le Regioni devono approvare i piani regionali fissando i tempi massimi per le prestazioni prioritarie; entro il 30 settembre il piano si attua.8Cinquemila morti l’anno per le decisioni sbagliate dei medici . - Aumentano le neoplasie fra i militari. - Da General Motors 17 mln ai dipendenti. In Viagra. - Da medici ad ammalati il diario della sofferenza.Sanitą, cinquemila morti l“anno per le decisioni sbagliate dei medici. Trentaduemila persone muoiono ogni anno per errori medici, pari a circa il 2,5% dei decessi in Italia. Di questi, 1 su 6, pił o meno 5mila l“anno, sarebbero dovuti non tanto a negligenza o incompetenza del medico, quanto alla fallibilitą del suo ragionamento, soprattutto in situazioni di incertezza ed emergenza. La stima viene da alcuni ricercatori e medici (Vincenzo Crupi, Gianfranco Gensini, Matero Motterlini) che hanno presentato oggi a Roma il libro «La dimensione congnitiva dell“errore in medicina». Ma secondo l“Ordine dei medici, pił che puntare il dito sull“errore umano, che rappresenta il 20% della casistica, di cui una piccola parte č costituita da questi errori di ragionamento, č bene intervenire sui difetti del sistema, responsabili dell“80% degli sbagli. Aumentano le neoplasie fra i militari. Registrati 158 casi per reduci da Bosnia e Kosovo (ANSA) - ROMA, 5 APR - Alla fine del 2005 risultano 158 casi di neoplasie maligne con 28 morti tra i militari italiani che sono stati in missioni in Bosnia e Kosovo. Il dato e' indicato nella sesta Relazione al Parlamento sullo stato di salute del personale impiegato nei territori dell' ex Jugoslavia. Le neoplasie piu' frequenti sono il tumore alla tiroide (24 casi), il tumore del testicolo (21 casi), linfoma di Hodgkin (20) e linfoma non Hodgkin (18). Da GM 17 mln ai dipendenti. In Viagra (Corriere della Sera: pag. 35, Il Mattino: pag. 1 - 18 aprile 2006 ) - General Motors (GM) l'anno scorso ha speso 17 mln di dollari per i farmaci della virilitą, soprattutto Viagra e Cialis. La notizia č stata diffusa da Detroit News, che ha inoltre rivelato che questi medicinali fanno parte dell'assistenza sanitaria negoziata dall'azienda con il sindacato (United Auto Workers, UAW). Il Presidente di GM, Rick Wagoner, lamenta che i costi per l'assistenza sanitaria e pensionistica (5,5 mld di dollari) rendono la societą meno concorrenziale. Da medici ad ammalati il diario della sofferenza (la Repubblica: pag. 31 - 18 aprile 2006) - 'Dall'altra parte', libro pubblicato da Rizzoli, č la storia di tre medici affermati che si trovano a combattere la loro malattia e raccontano in prima persona gli anni di soddisfazione professionale, poi la sofferenza e le paure. I tre medici, attraverso la loro esperienza, arrivano a chiedere un disegno di riforma della Sanitą italiana che tenga maggior conto della sofferenza e rivolgono alcune critiche al mondo ospedaliero.9I nostalgici di Chernobyl.Un  HYPERLINK "http://www.wwf.it/news/PowerSwitchArticolo.asp?Articolo=1942006_7406.tmp" \t "_blank" convegno promosso da Greenpeace, Legambiente e WWF si č svolto a Roma il 19 aprile nel ventennale della tragedia di Chernobyl per fare il punto sull’energia nucleare e sui suoi costi reali. Il contributo al fabbisogno energetico mondiale fornito dal nucleare č solo del 6,5% dell’energia primaria ed č destinato a ridursi al 4,5% nel 2030 secondo l’ HYPERLINK "http://www.iea.org/" \t "_blank" International Energy Agency (IEA). Il nucleare č la fonte energetica pił costosa e con il maggior bisognodi sussidi statali. Secondo il  HYPERLINK "http://www.energy.gov/" \t "_blank" Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (DOE) il costo di 1 kWh di energia elettrica costa 6,13 cent/$, da gas 4,96 cent/$, da carbone 5,34 cent/$, da fonte eolica 5,05 cent/$. Risultati analoghi sono stati presentati da studi della Chicago University e del Massachusetts Institute of Technology. Queste valutazioni economiche sono sottostimate perché non comprensive dei costi del decommissionamento degli impianti e del trattamento delle scorie di lungo periodo. Un falso mito sull’energia nucleare č l’abbondanza dell’uranio in natura: un minerale piuttosto diffuso, ma solo in concentrazioni infinitesime, tanto basse da non risultare praticamente sfruttabili. Le riserve di uranio commercialmente estraibili coprono un arco di circa un secolo tenendo costanti i consumi all’anno 2000. Sostituire, per la produzione di elettricitą, tutta l’energia fossile con quella nucleare comporta la realizzazione di migliaia di nuove centrali con l’esaurimento delle riserve di uranio in pochi anni. Infine, neppure il nucleare č esente da emissioni di anidride carbonica, basti considerare l’energia fossile necessaria per costruire la centrale, estrarre, trasportare e arricchire l’uranio, gestire le scorie, smantellare l’impianto a fine vita. Investire nel nucleare significa sprecare risorse pubbliche e private ai danni delle fonti rinnovabili e delle tecnologie per l’efficienza energetica. Ma qualcuno non smette di pensarci. I nostalgici di Chernobyl non si rassegnano mai. Tra questi l’Enel di Scaroni che con  HYPERLINK "http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?ART_ID=368525" \t "_blank" l'acquisizione di Slovenske Elektrarne finalmente rientra nel nucleare con l’accensione del secondo reattore di Mochovce. Gli austriaci dal 1990 al 2005 hanno sempre cercato di far chiudere il primo reattore e posero persino il veto all'ingresso della Slovacchia nella UE (Mochovce dista 100 km da Vienna). Il governo Austriaco ha montato decine e decine di pale eoliche sul confine con la Slovacchia ben visibili a occhio nudo da Bratislava anche in segno di protesta. Propongo al governo italiano di piantare qualche pala eolica davanti alla sede romana dell’Enel, forse non ne hanno mai vista una. -  HYPERLINK "http://www.beppegrillo.it/2006/04/i_nostalgici_di.html" http://www.beppegrillo.it/2006/04/i_nostalgici_di.html 10Pedalare Prodi, pedalare...L’Unione ha vinto, dopo qualche sobrio spumantino chiediamo al nostro dipendente Romano Prodi di mettersi subito al lavoro iniziando dagli inceneritori. Pedalare Prodi, pedalare... “ Gentile Presidente del Consiglio Romano Prodi, La produzione di energia attraverso l'incenerimento dei rifiuti, caso unico e contestato in Europa, oggi č fortemente sovvenzionata dallo Stato, perché beneficia impropriamente del cosiddetto contributo Cip 6, destinato alle fonti "energetiche rinnovabili" che paghiamo nella della bolletta elettrica: senza il Cip6 la produzione di energia da rifiuti non presenterebbe alcun vantaggio economico rispetto alle fonti rinnovabili. La stessa Commissione Europea, che Lei ha presieduto, nel 2003 con il Commissario Commissario UE per i Trasporti e l’Energia, Loyola De Palacio, in risposta ad una interrogazione dell’ europarlamentare Monica Frassoni, in data 20.11.2003 (risposta E-2935/03IT) ha ribadito il fermo no dell’UE all’estensione del regime di sovvenzioni europee per lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, previsto dalla Direttiva 2001/77, all’incenerimento delle parti non biodegradabili dei rifiuti. Queste le affermazioni testuali del suo Commissario all’energia nel 2003: “La Commissione conferma che, ai sensi della definizione dell’articolo 2, lettera b) della direttiva 2001/77/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 settembre 2001, sulla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricitą, la frazione non biodegradabile dei rifiuti non puņ essere considerata fonte di energia rinnovabile”. Uno studio dell'Universitą Bocconi del 2005 ha dimostrato che il costo di 1 MWh prodotto da un medio impianto idroelettrico č pari a 66 euro che scende a 63 se viene prodotto all'eolico, sale a 121 se prodotto da biomasse e arriva a 280 se si tratta di fotovoltaico. L'incenerimento di rifiuti solidi urbani con “recupero energetico”, senza considerare il costo di gestione e trattamento dei rifiuti ed i danni alla salute umana causati dalle nanoparticelle, prima che arrivino all'inceneritore, č di 228 euro MWh. Questo significa che se il Cip6, che noi paghiamo nelle nostre bollette Enel, andasse alle fonti veramente rinnovabili in Italia ci sarebbe convenienza ad andare sul solare, non sugli inceneritori! Se il contributo statale venisse destinato alle fonti veramente rinnovabili e non ai rifiuti, la produzione elettrica dal cosiddetto Cdr (Combustibile da rifiuti) e tramite Inceneritori chiamati impropriamente e solo in Italia "Termovalorizzatori" non avrebbe nessun vantaggio economico. Né per il cittadino né per le aziende che scelgono di produrre energia attraverso questo sistema o di smaltire rifiuti tramite l'incenerimento. Inoltre gli inceneritori, specialmente quelli di nuova generazione, come hanno dimostrato gli studi del dottor Stefano Montanari e della dottoressa Antonietta Gatti, producono pericolosissime nanoparticelle inorganiche (Pm 2,5 fino a Pm 0,01) che penetrano nel sangue e da lģ si depositano negli organi del corpo umano e sono causa di gravi malattie, tra queste il cancro. Sono le cosiddette nanopatologie. Queste nanopolveri si creano tramite le altissime temperature che si generano. Una storia gią vista anche presso la centrale Enel ad olio combustibile di Porto Tolle (dove Tatņ,Scaroni ed Enel sono stati condannati a risarcire tre milioni di euro), tra i reduci della Guerra del Kossovo e in Irak (la cosidetta "Sindrome del Golfo" causata dai proiettili ad uranio impoverito o al tungsteno), nel crollo delle Torri Gemelle a New York e nelle zone industriali. Anche alcuni Filtri Antiparticolato sono fortemente sospettati di produrre le pericolose nanoparticelle. Come primo atto del suo governo le chiediamo quindi di: - rispettare i dettati europei ed abolire immediatamente i finanziamenti all'incenerimento dei rifiuti in quanto non sono fonte d'energia rinnovabile. Come succede in altri paesi d'Europa l'incenerimento dei rifiuti va tassato e, diciamo noi, vietato - abolire la "Legge Delega" sull'Ambiente del Governo Berlusconi che prevede tra l'altro un inceneritore in ogni provincia oltre all'eliminazione di tantissimi vincoli a tutela dell'ambiente e quindi della salute - puntare decisamente, per gestire l'intero ciclo di gestione dei rifiuti, a: riduzione alla fonte, tassare chi produce pił imballaggi ed incentivare chi punta su riutilizzo e riduzione rifiuti, raccolta differenziata obbligatoria in tutta Italia come č in Germania e per il trattamento del residuo utilizzare i moderni sistemi di Trattamento Biologico "a freddo", cioč senza incenerimento gią sperimentati in altre realtą europee e a Sidney in Australia, che oltre a non produrre nanopolveri costano circa il 75% in meno degli impianti di incenerimento - riconoscere per legge la pericolositą delle nanoparticelle (inferiori a Pm 2,5 fino a Pm 0,01) come gią diversi studiosi da tutta Europa stanno chiedendo alla Commissione ed al Parlamento Europeo. Vogliamo cambiare. Lei ha, per ora, la nostra fiducia”. - Beppe Grillo e i blogger11Gli italiani a letto: scontenti e impacciati. In coda per frequenza di rapporti. E il 92% vuole l’educazione sessuale nei programmi scolastici. Poco usato il preservativo.Il mito del latin lover vacilla. La vita sessuale ? percepita come soddisfacente solo da due italiani su dieci, per gli altri 8 la definizione selezionata ? ?poco intensa?. Il dato accomuna uomini e donne, ponendo gli intervistati di casa nostra al penultimo posto della classifica stilata dall’indagine sulla sessualit? condotta in 27 Paesi su 12.500 persone di 25-84 anni. I risultati sono stati presentati a Parigi, nell’ambito del XXI Congresso dell’ European Association of Urology (Eau). La ?Global Better Sex Survey?, questo il nome dell’indagine, ? stata commissionata dalla Pfizer. Il 45% degli uomini intervistati ha dichiarato che ?il numero di rapporti avuti nelle ultime 4 settimane ? inferiore alle proprie aspettative?. Non da meno le signore: il 43% ritiene infatti ?di aver avuto un numero di rapporti minore rispetto al proprio ideale?. Emergono difficolt? fisiche e psicologiche. Non a caso, a Parigi, ? stata annunciata la nascita del primo Osservatorio sulla sessualit?, il cui obiettivo ? ?fornire, con l’apporto di diverse professionalit?, gli strumenti educativi e culturali per il raggiungimento del diritto alla salute sessuale?. Nuovo segnale italiano: sesso poco informato e a rischio. Lo dice un’altra indagine del gruppo Altroconsumo su oltre 1.600 persone in Spagna, Belgio, Portogallo, Italia. Emerge l’esigenza (92% degli italiani) di introdurre l’educazione sessuale nei normali programmi scolastici. Perch?? Perch? le credenze sbagliate sono molte e le conoscenze sulla prevenzione (uso del preservativo) contraddittorie. La met? degli uomini che ha avuto pi? di un partner negli ultimi 12 mesi non ? mai ricorso, o raramente, al profilattico. Per le donne il dato arriva addirittura al 60%. E la cronaca conferma: in Italia c’? chi paga anche 600 euro per fare sesso non protetto con prostitute di lusso... Pagare per ammalarsi non ? poi cos? qualificante, eppure accade. Aids, epatite, herpes genitale sono in agguato. E il 22% del campione dichiara ?candidamente? di aver sofferto di malattie sessualmente trasmissibili. Perch? non si usa il preservativo? Ecco le risposte: ?Riduce il piacere sessuale?, ?? imbarazzante?, ?Mi vergogno ad acquistarlo?. Per i giovani under 25, invece, semplicemente ?perch? costa troppo?. Tornando alle classifiche dell’indagine Pfizer, l’italico amor proprio subisce un duro colpo sulla frequenza dei rapporti sessuali. Battuti da francesi (7,7 volte al mese), tedeschi (6,55 volte), inglesi e americani (6,4 volte), spagnoli (6,05 volte). L’italiano medio (inteso come statistica) ? fermo a 5,75 volte al mese. Dietro all'insoddisfazione, l’emotivit? gioca un ruolo cruciale: se il 90% di uomini e donne ha detto che la confidenza nell'attivit? sessuale ? decisiva, il 91% degli intervistati ritiene il sesso ?componente necessaria di una vita completa?. Il 38% degli uomini e il 31% delle donne ? poi convinto che avere rapporti sessuali ?migliora l’autostima?, mentre l’80% degli uomini e l’83% delle donne lo considera determinante ?per far durare matrimoni e relazioni?. Altrettanto importanti (per il 68% degli uomini e il 66% delle donne) sono giudicati l’attenzione ai desideri del partner. Tuttavia dall’indagine risulta che soltanto un uomo su due riesce a raggiungere un’erezione in grado di garantire un rapporto sessuale, il 33% quasi sempre e il 17% qualche volta. Problemi, questi, che secondo il sessuologo Emmanuele A. Jannini, dell’universit? dell’Aquila, possono riguardare anche uomini giovani: ?Spesso incapaci di accettare la sfida di una compagna sempre pi? simile ad una protagonista di Sex & the City? . La soluzione? ?? importante - osserva Jannini - che gli uomini imparino presto la regola d’oro della prevenzione: prima fra tutte una visita accurata dall’andrologo o dal sessuologo?. E cos? anche la coppia evita la crisi. 12L’etica č razzista?A cura de  HYPERLINK "http://www.pensiero.it" \t "_blank" Il Pensiero Scientifico Editore 10/04/2006 - La notizia. I codici etici internazionali sulla ricerca biomedica vengono spesso infranti in Africa, dove sono in aumento il numero di trial clinici condotti per l?approvazione di nuovi farmaci. Un?attenta disamina sulla questione č stata pubblicata sull’ultimo numero della rivista British Medical Journal. Secondo quanto riportato sulla rivista britannica dalla penna di Sylvester Chima in Africa le procedure per il reclutamento di volontari e la conduzione degli studi clinici non rispettano i codici etici internazionali. Il dibattito. Il consenso informato č un diritto legale e umano imprescindibile’, ha ribadito la Alliance for Human Research Potections nel 2003 registrando con disappunto che ancora questo non č un dato acquisito. Negli ultimi anni ci sono state alcune denunce da parte di volontari che anno partecipato a degli studi clinici nei confronti delle case farmaceutiche che li hanno promossi e condotti. Con la globalizzazione anche la salute sta esplorando nuovi mercati. Le popolazioni del sud del mondo rappresentano un bacino di vendita di nuovi farmaci ma anche un luogo dove testarne di nuovi. La mancanza di regolamentazioni, i costi inferiori, un sistema burocratico meno pantagruelico sono elementi fortemente attrattivi per le industrie farmaceutiche. Non č questa tensione che si deve condannare, per certi versi legittima e regolata dalle leggi del mercato. Il giro di vite deve essere dato sulle regole: non č necessari farne di nuove, basta applicare quelle che gią ci sono. Continuano a crearsi comitati etici che stabiliscono come va trattato il malato o il partecipante allo studio, in qualunque parte del mondo segno che vi č una forte attenzione sul tema e che le istituzioni non sono cieche o sorde. Ma non sono le regole che mancano. Ciņ che manca č il rispetto delle stesse. Le amministrazioni locali in Africa non hanno i mezzi culturali, prima che materiali, per riuscire a far applicare le regole, si legge sul BMJ. Bibliografia. Chima S. Regulation of biomedical research in Africa. BMJ2006;332:848-50. emanuela grasso13Unione, quanti errori non capisci pił il Nord. - De Rita, presidente del Censis: programma inutile, non parlava ai cittadini - Lo scontro sulle tasse non ha deciso il voto. Berlusconi da vero animale politico ha portato alle estreme conseguenze il tema degli interessi delle persone.da  HYPERLINK "http://www.repubblica.it/" Repubblica - 12 aprile 2006 di Ettore Livini - «Il flop del centro-sinistra nel Nord-Italia non č figlio di un errore di comunicazione sulle tasse, come sostiene Prodi, ma di un vero e proprio errore di comprensione dell'elettorato». Giuseppe De Rita, presidente del Censis, non ha dubbi. L'effetto-Ici non č stato l'unico collante che ha ricompattato l'elettorato del centro-destra dal Piemonte al Friuli. «Certo l'antipatia per il Fisco, come l'odio verso Roma, č una delle spiegazioni antropologiche valide per capire il fenomeno. Non penso perņ che abbia pesato cosģ tanto sull'esito del voto. Le radici dell'incomunicabilitą tra l'Unione e quest'area del paese sono in realtą molto pił profonde» Quali errori ha fatto il centro-sinistra al nord? «Tanti. Il primo, a suo modo nobile, č quello di aver continuato a parlare di interesse collettivo e non di interessi tout court. L'italiano sarą bizantino, ma il bene comune non lo capisce pił. Forse aveva senso all'epoca delle ideologie. Quando si delegava al comunismo o alla Democrazia Cristiana l'interpretazione e la realizzazione dei propri bisogni. Ma adesso non č pił cosģ. Prendiamo il risanamento dei conti pubblici: al nord non č percepito come un valore collettivo. Non passa il messaggio. E se non si fa un vero censimento degli interessi dell'elettorato, non si riesce a parlargli e a conquistarlo politicamente. Il centro-sinistra doveva giocare di pił sugli "interessi plurali" e scoordinati per riuscire a farsi capire dal nord. Berlusconi l'ha fatto. Con la sua sensibilitą animalesca e la grande capacitą da giocatore d'azzardo ha portato fino alle estreme conseguenze il tema degli interessi. Giocando la carta delle tasse con cui ha ritrovato i suoi elettori che a loro volta hanno "fiutato" il nemico da battere correndo in massa alle urne». E il secondo errore? «Il programma. E non perché fosse un libro dei sogni. Il guaio, per me, č stato articolarlo per temi. Io l'avrei costruito dividendolo sulle esigenze del territorio, area per area. Mi spiego con due esempi: la polemica sulla Tav in Piemonte ha portato voti al centro-destra. Che ha monetizzato le paure di chi teme di tagliar fuori la parte pił dinamica del paese dalla ripresa europea. Al Friuli poi devi spiegare come l'Italia aggancerą i mercati dell'Europa centrale e orientale. Se no ti vota contro. Il territorio č stato il grande assente dai programmi fin dal '98». Eppure nelle ultime amministrative il centro-sinistra sembrava essere riuscito a riconquistare un po' di terreno anche al nord. «Un fuoco di paglia. La questione settentrionale ha altre spiegazioni sociologiche che l'Unione non č riuscita a "leggere" in anticipo. I blocchi sociali, ad esempio, per me esistono ancora. In questo sono bertinottiano puro. Gli elettori di Lombardia, Piemonte e Veneto pensano che il centro sinistra sia il simbolo della lotta al precariato, il paladino dei dipendenti pubblici, il difensore dei lavoratori dipendenti, di quelli pubblici e del clientelismo. Incapace quindi di ascoltare un'area dove vivono e prosperano la piccola media impresa e il lavoratore autonomo. E nessuno č riuscito a sradicare questa idea. Berlusconi invece č uomo del nord. Vive pelle a pelle con questi interessi da sempre. Incarna d'istinto le aspettative di chi pretende siano difesi. Come ha fatto questa volta con il blitz su tasse, Ici e successione». L'Unione ha fatto un'altra scelta. Limitandosi a non far promesse irrealizzabili e ricordando che cinque anni di centro-destra hanno messo in ginocchio il paese. Sbagliato anche questo? «Ripetere che l'Italia era allo sfascio non ha fatto alcuna presa al nord. Dove la gente non sta peggio di cinque anni fa, anzi ha continuato ad arricchirsi. Il pessimismo radicale va bene per il ceto medio che non arriva al 27 del mese. Ma č il ceto medio umbro e del Lazio. Non certo quello di Lombardia, Piemonte e Veneto». La frattura tra Unione e Nord-Italia č irreversibile? «Certo non č un problema di facile soluzione. Il centro-sinistra deve trovare qualcuno in grado di parlare a queste regioni. Č un mondo difficile da capire. Serve una persona con responsabilitą e potere reale che faccia da "antenna del nord". In grado di intuire che qui vive gente che vuole fare la sua corsa autonoma nella societą, in una cultura plurale delle diversitą». Un identikit che sembra quello di Enrico Letta o Pierluigi Bersani... «A loro andranno dei ministeri a Roma. A dire il vero nell'Unione c'č un uomo che una volta capiva al volo questi problemi, capace di entrare in sintonia subito con i bisogni di quest'area e dei suoi cittadini: č Romano Prodi. Ma con gli anni all'Iri, la presidenza del governo e l'esperienza a Bruxelles le cose sono cambiate. Il territorio va capito da dentro».14D’Alema: se avessimo presentato il listone anche al Senato avremmo vinto ampiamente. Ora subito i gruppi unici. - Rutelli: il partito democratico cardine del nuovo governo.D’Alema: Se avessimo presentato il listone anche al Senato avremmo vinto ampiamente. Ora subito i gruppi unici. ... Ci siamo messi al servizio di un grande progetto di cambiamento della politica italiana: la lista unitaria e il partito democratico. Purtroppo paghiamo i ritardi di questo progetto...». Come dire: gli elettori diessini hanno donato il sangue, cedendo pezzi di dna politico, ma in questi anni non hanno visto crescere il frutto speculare di questa cessione identitaria. A voler usare un linguaggio da economisti: nell“operazione non c“č stato un trade-off. Io dņ, ma in cambio cosa prendo? Detto questo, D“Alema non si iscrive alla lista dei depressi. «Se consideriamo il risultato nel suo insieme - osserva - abbiamo ottenuto un obiettivo straordinario. L“ho detto e lo confermo: il centrosinistra ha preso una quantitą di voti che non aveva mai ottenuto nella storia repubblicana. Se prima del 9 aprile mi avessero detto: vi voteranno 20 milioni di italiani, sarei scoppiato a ridere. Quindi, riflettiamo pure, ma non esageriamo con l“autoflagellazione. Noi, queste elezioni, le abbiamo comunque vinte...». C“č una parte di vero, nelle parole di D“Alema. La coalizione ha compiuto comunque un cospicuo passo avanti. Secondo le prime simulazioni dell“Istituto Cattaneo, rispetto al 2001 l“Unione nel suo insieme ha ottenuto 1 milione 600 mila voti in pił (pari al 9,4%), mentre la Cdl č cresciuta solo di 390 mila voti (appena il 2,1% in pił). Ma tutto questo non basta: il centrosinistra rivince in Parlamento, ma non č ancora maggioranza schiacciante nel Paese. ...E se si ragiona in termini di blocchi sociali, č proprio la Quercia il partito che soffre di pił. La Margherita č andata male, ma agisce per definizione e per vocazione su un terreno di frontiera. La sinistra antagonista si č rafforzata, radicandosi ancora di pił nei ceti della sua rappresentanza tradizionale. I Ds, come confermano le analisi di Roberto D“Alimonte e come evidenzia il voto dell“altro ieri, sono geograficamente sempre pił incardinati nell“Italia rossa (Emilia, Toscana, Umbria, Marche, Liguria) e sono socialmente sempre pił concentrati «all“interno del loro bacino elettorale tradizionale», ma senza riuscire a valicarlo. In poche parole: non sfondano al Nord, e non stimolano interessi di gruppi sociali che invece continuano a riconoscersi nel Polo. «Il fatto - spiega D“Alema - č che loro sono la destra, e buona parte del Paese č ancora aggrappato a una certa idea della destra. Berlusconi, in questo, ha colpito un“altra volta nel segno: li ha impauriti sulle tasse, li ha impauriti sul comunismo. Puņ sembrare assurdo, ma sono e restano temi sensibili per centinaia di migliaia di nostri connazionali». Criminalizzarli sarebbe sciocco. Č un vizio che la sinistra, per snobismo o per settarismo, ha gią conosciuto. Cercare di capirli e di intercettarli con un altro linguaggio sarebbe doveroso. ... «Se noi vogliamo davvero parlare anche a quell“altro pezzo di Italia che pur non credendo pił a Berlusconi ha deciso comunque di non fidarsi di noi, abbiamo un solo strumento. E quello strumento si chiama partito democratico. Dobbiamo agire, subito, con i gruppi unici in Parlamento. Dobbiamo dare un segnale immediato». Il partito democratico č la sola prospettiva politica in grado di modernizzare il sistema. E anche di far cambiare natura di questo centrosinistra, ancorandolo a una politica riformista che neutralizza e bilancia le spinte pił estreme. Un dato lo dimostra: alla Camera, dove la lista unitaria c“era e ha preso il 31,2%, Rifondazione ha ottenuto «solo» il 5,8%. Al Senato, dove la Ds e Margherita erano divisi e la loro somma fa solo il 28,2%, Rifondazione accresce sensibilmente il suo peso fino al 7,4%. «Ma vi rendete conto che se abbiamo vinto queste elezioni - aggiunge D“Alema - č solo perché abbiamo presentato la lista unitaria alla Camera? E vi rendete conto che se l“avessimo presentata anche al Senato avremmo recuperato il Lazio e avremmo vinto con un margine ampio anche a Palazzo Madama?». Rutelli: "Il partito democratico cardine del nuovo governo". di Alberto Statera da  HYPERLINK "http://www.repubblica.it/" Repubblica - 12 aprile 2006 - ... Abbiamo perso nel “94 e nel 2001, ma in termini di voti anche nel 1996, quando vincemmo soltanto grazie alla Lega che andņ da sola. Č la prima volta nel dopoguerra che il centrosinistra vince veramente. Abbiamo sofferto, ma č un risultato da non sottovalutare». Se anche al Senato ci fosse stata una lista unitaria non sarebbe andata meglio? «La lista unitaria non č un percorso elettorale, ma un processo politico che ha bisogno di essere condiviso il pił largamente possibile. Due partiti hanno raccolto dieci milioni di voti al Senato, senza il voto di 4 milioni di giovani tra i 18 e i 25 anni. Se le sembra poco... « Ora il partito democratico? «Sģ, il nuovo soggetto politico avrą un percorso politico e un parallelo percorso legato all“esperienza di governo, legato al progetto riformista. Sono due elementi che dieci anni fa non potevano fare corto circuito. Con una maggioranza stretta e una coalizione larga, ora dovremo dar prova di efficacia e di coesione, ciņ che non riuscģ dieci anni fa, in assenza di un grande sforzo per rinnovare la politica». ... E il referendum sulla devolution? «Stiamo per lanciare il comitato per il referendum. La riforma costituzionale e la legge sulla devolution vanno bocciate con il voto popolare. Se ci riusciremo sarą un fomidabile uno-due della nuova maggioranza». Avete coscienza che con ogni probabilitą occorrerą una manovra economica correttiva? «Sappiamo bene che la nuova maggioranza e il nuovo governo si giocano molto nella fase di avvio. Il mese che ci separa dal nuovo governo deve permetterci di formare un“agenda consapevole delle cose da fare, delle prioritą, dei provvedimenti su cui incardinare, come ho detto, il processo politico all“unisono con quello di governo». Onorevole Rutelli, l“onorevole Previti disse una volta «se vinciamo non faremo prigionieri», riferendosi all“occupazione dei posti nello Stato e nel parastato. Voi farete prigionieri? «Lo spoils system del centrodestra č stato bestiale e continua con spregiudicatezza anche in queste ore, con decine e decine di nomine di tutti i tipi: direttori di strutture operative, dirigenti ministeriali e loro collaboratori, dirigenti di enti e agenzie. La piantino». Quindi niente prigionieri? «Verificheremo se le decine di nomine fatte in articulo mortis sono adeguate e compatibili. Se per "prigionieri" si riferisce ai potenti della destra, no. Vogliamo una nuova stagione di correttezza, non di interesse».15Sarfatti: cari Prodi, Fassino e Rutelli č stato un errore non fare subito il Partito democratico. – Difficile da capire quella voglia di contarsi. La casa di proprietą e l“impresa, ecco due esempi precisi che ci obbligano a uscire dalla genericitą e a fare proposte concrete.da  HYPERLINK "http://www.repubblica.it/" Repubblica - 12 aprile 2006 - L“aveva detto a Prodi, a Fassino, a Rutelli che in Lombardia ci voleva una lista che anticipasse il Partito democratico. Non l“hanno ascoltato. E il giorno dopo il responso delle urne Riccardo Sarfatti, l“imprenditore passato alla politica, coordinatore dell“Unione al Pirellone, recepisce cosģ la lezione delle urne: «Queste elezioni soprattutto per il Nord dimostrano la straordinaria urgenza e necessitą del Partito democratico». In Lombardia la lista dell“Ulivo ha preso pił voti di quelli raccolti separatamente da Ds e Margherita al Senato. Č stato un errore, dunque, fermarsi a metą? «Parlare degli errori a posteriori č troppo facile». Perņ? «Sģ, č stato un errore non fare la lista unitaria anche al Senato. Non sono riuscito neanche a capire le ragioni per cui non č stata fatta, anche perché mi sembrava che qui ci fosse un sostanziale accordo per farla. Questo desiderio di contarsi tra i due alleati č veramente difficile da capire». Qui eravate d“accordo. Critica i dirigenti nazionali? «In un partito le decisioni del centro vengono rispettate dalla periferia. Forse in questo caso ha prevalso una logica nazionale». Perché lei dice che bisogna fare subito il Partito democratico? «Il fatto che la Casa delle libertą vinca nelle regioni del Nord non puņ ancora una volta non far riflettere il centrosinistra sulla sua capacitą di proposta per questi territori. Ogni volta che Fassino, Prodi, Rutelli sono venuti a Milano, ho sempre chiesto loro di fare in modo che il centrosinistra elaborasse proposte specifiche per il Nord. Non č stato fatto». Lei prima delle elezioni ha fondato un“Associazione per il Partito democratico e voleva che presentasse una lista regionale. «Io dissi che il Partito democratico, costruito anche dal basso e su basi federali, che riconoscono le specificitą dei territori era una necessitą oggettiva. Come le elezioni hanno dimostrato». Lei aveva ragione a voler presentare una lista nelle regioni del Nord, ha sbagliato Prodi che non ha costretto Fassino e Rutelli ad ascoltarla? «Č evidente a tutti se sarebbe stato meglio farla o no, la lista. Ma uno dei vizi della sinistra italiana č non riconoscere i propri leader. E oggi dobbiamo riconoscere una volta per tutte che questi leader ci hanno consentito di mandare via Berlusconi. In questi leader si deve credere». Perché al Nord bisogna fare subito il Partito democratico? «Le elezioni hanno dimostrato come il problema per il centrosinistra al Nord č che non ha una proposta specifica ad esempio per l“impresa. Fa una serie di affermazioni corrette, ma generiche. Vuole un esempio? Il centrosinistra dice che c“č bisogno di maggior formazione e ricerca, ed č verissimo. Ma cosa vuol dire oggi per la piccola impresa? Questo bisogna spiegarlo». Berlusconi ha vinto al Nord perché ha saputo parlare ai piccoli imprenditori e il centrosinistra no? «Il successo di Berlusconi č determinato dalla debolezza di politiche per il Nord da parte del centrosinistra. Dai limiti nella capacitą di proposte chiare, facilmente comprensibili, non autoreferenziali, rivolte a tutti. Le faccio un altro esempio: in Veneto e Lombardia dove molti hanno la villetta il discorso sulla prima casa deve essere chiaro, cristallino».16I giovani decisivi per l'Unione. Polo rilanciato dall'effetto tasse. - La campagna del premier ha convinto gli ultimi indecisi. Il centrodestra riconferma un vantaggio rilevante al Nord. di Renato Mannheimerdal  HYPERLINK "http://www.corriere.it" Corriere - 12 aprile 2006 - Le politiche del 2006 saranno comunque ricordate come le elezioni di Berlusconi. Un vero e proprio referendum sulla sua permanenza o meno al governo. Che ha coinvolto l'intero paese, assai pił che in precedenti occasioni. Tanto che la campagna elettorale ha visto un pubblico quasi doppio rispetto alle regionali e alle europee. Per la prima volta, la maggioranza assoluta (60%) ha dichiarato di aver seguito con attenzione il dibattito pre-elettorale: nel 2001 lo affermava poco pił del 40%. Per questo e per altri motivi, elezioni cosģ straordinarie per la vicinanza quantitativa dei consensi ottenuti dalle due coalizioni necessitano di analisi e computi approfonditi. Non a caso, gia domani č stato indetto a Parigi un seminario internazionale di studio. Sin d'ora, comunque, emergono diversi elementi che caratterizzano nettamente la consultazione. 1. La rimonta del Cavaliere Per molti mesi, i sondaggi di tutti gli istituti avevano mostrato una prevalenza delle intenzioni di voto per il centrosinistra. Da parte sua, il Cavaliere ha tentato sin da gennaio, attraverso una campagna dai toni volutamente forti, di mobilitare il suo seguito, che, in una certa misura, persisteva a dichiararsi restio a recarsi alle urne. Sino all'ultimo, tuttavia, una quota rilevante – grossomodo il 30% - continuava a definirsi indecisa. La previsione pił diffusa era che tra costoro almeno due terzi – vale a dire almeno il 20% dell'elettorato – finissero con l'astenersi perché disinteressati e, forse, "delusi". La campagna di Berlusconi – e, in particolare, il timore generato, a torto o a ragione, in alcuni segmenti di ceto medio (piu lontani dalla politica e potenzialmente piu orientati verso il centrodestra) dalle dichiarazioni di Prodi sull'imposta di successione, hanno invece, all'ultimo momento, spinto tanti indecisi a recarsi comunque alle urne. Sono indicative al riguardo le risposte al quesito "quando ha deciso cosa votare?". Esse mostrano come la maggioranza di chi ha scelto il da farsi nelle ultime settimane fosse orientata al centrodestra. Insomma, la strategia del Cavaliere ha davvero funzionato, aiutata anche dalle esitazioni nella comunicazione del centrosinistra. Resta naturalmente da spiegare il perché gli exit polls non hanno colto il mutamento degli ultimi giorni negli umori dell'elettorato: molti ritengono che gli intervistatori si siano trovati di fronte a reticenze tra i votanti del centrodestra, timorosi di "confessare" la propria scelta, come accadde gią, molti anni fa, nei confronti della Dc. 2. Il voto dei giovani Analogamente a tante occasioni passate, la netta frattura rilevabile in termini di orientamento politico non corrisponde ad una cosģ definita differenziazione sul piano sociale. L'uno e l'altro schieramento raccolgono consensi da tutte le categorie. L'unico elemento differenziante di rilievo, accentuatosi proprio in queste elezioni, č relativo alla distribuzione per etą. La maggiore partecipazione elettorale ha, finalmente, coinvolto i pił giovani. A favore specialmente del centrosinistra: tanto che quest'ultimo ha visto accrescere la numerositą nel suo elettorato degli under 24 (e, di conseguenza, degli studenti) di ben il 2% rispetto alla superioritą quantitativa gią rilevata in occasione delle politiche del 2001. Di converso, nell'elettorato della Cdl (in particolare FI) si manifesta una presenza relativamente pił elevata di anziani. L'apporto giovanile alla coalizione guidata da Prodi č peraltro facilmente verificabile anche dalla differenza dei risultati tra Camera e Senato. Addirittura, secondo alcuni, č proprio la componente degli under 24 – oltre alla presenza della lista unitaria dell'Ulivo - ad avere permesso la vittoria dell'Unione alla Camera. 3. La frattura territoriale I risultati delle elezioni non hanno messo in luce solo una spaccatura negli orientamenti di voto. E' riemersa anche una – da un certo punto di vista forse ancora piu preoccupante - profonda differenziazione territoriale, nel colore politico delle diverse aree. Specie tra il Nord e il resto del Paese. Nelle regioni settentrionali, infatti, il centrodestra conquista un vantaggio rilevante. Che si contrappone alla – parziale – riaffermazione dell'esistenza di quelle che una volta erano definite le "regioni rosse" ove, ancora oggi, prevale nettamente il centrosinistra. Resta il panorama frastagliato del Sud che dimostra nuovamente di possedere pił anime, almeno dal punto di vista politico. 4. La frantumazione del centrosinistra Il centrosinistra ha riportato uno dei risultati migliori della sua storia. La proposta unitaria dell'Ulivo ha avuto successo (anche se inferiore, forse, alle attese): questa formazione ha infatti ottenuto un risultato che va assai al di sopra (di circa il 3%) della somma di quanto le sue componenti abbiano raggiunto presentandosi separatamente al Senato (ove hanno deluso in parte). Al riguardo, l'apporto dei giovani č stato probabilmente determinante. Al tempo stesso, esso ha in qualche modo aumentato il frazionamento interno. Che vede, forse anche a causa dell'acquisizione dei voti degli under 24, una assai pił accentuata presenza dei partiti minori e pił radicali e, in generale, un pił intenso frastagliamento. Ciņ che puņ portare in futuro a problemi legati al "potere di veto" esercitato da molte formazioni minori. Nel complesso, queste elezioni ci consegnano un'Italia fortemente divisa, per molti aspetti. Quello degli orientamenti politici, quello conseguente della rappresentanza parlamentare, quello territoriale e, in parte, quello generazionale. Anche dal punto di vista dell'opinione pubblica governare non sara dunque facile. Chiunque guidi il Paese dovrą guardarsi dal ripercorrere il trend di popolaritą del governo uscente presieduto da Berlusconi. Il quale, dopo avere conquistato nel 2001 la fiducia della maggioranza dell'elettorato, vide, gią pochi mesi dopo, diminuire i suoi consensi con un andamento decrescente che si č trascinato sino ad oggi. A queste drammatiche elezioni che hanno spaccato il Paese.17L'abbaglio della destra - Tremaglia ha speso una vita per farli votare, ma i «Sons of Italy» gli hanno voltato le spalle di Gian Antonio Stelladal  HYPERLINK "http://www.corriere.it" Corriere - 12 aprile 2006 - Udite udite: all'estero ci sono degli italiani. La clamorosa scoperta, dopo decenni di indifferenza condita da spruzzate di retorica, ha colpito la destra come una frustata. E chi se l'immaginava che quei seggi, che parevano una concessione al patriottismo deamicisiano e alla cocciutaggine di quel testone di Tremaglia, sarebbero stati determinanti? E chi poteva pensare, dopo decenni di stereotipi gagliardi, che quei fratelli lontani regalassero la vittoria alla sinistra? Nel frontespizio del sito del ministero per gli italiani all'estero č conficcato questo concetto: «Ovunque ci sia un italiano nel mondo, lą vi č il tricolore della Patria». Un'idea pił volte sventolata dal Duce. Portata alle estreme conseguenze da Roberto Farinacci quando teorizzņ il legame indissolubile che avrebbe fatto delle nostre comunitą all'estero la «quinta colonna» del regime. Coi bimbi che recitavano: «I poeti e gli artigiani / i signori e i contadini, / con orgoglio di Italiani / giuran fede a Mussolini!». E a lungo coltivata dalla destra missina e poi aennina, assolutamente convinta che il cuore delle Little Italy battesse per la loro amata sponda. Ma era solo un equivoco. Non bastassero gli scritti della sociologa Amy Bernardy, che gią una ottantina di anni fa invitava l'Italia fascista a lasciar perdere questa specie di arruolamento emotivo, lo aveva spiegato un paio di anni fa «Il fascismo e gli emigrati». Una raccolta di saggi coordinata per Laterza da Emilio Franzina e Matteo Sanfilippo, dove si dimostrava cifre alla mano (una per tutte: 12.000 iscritti ai fasci in tutti gli Stati Uniti nel momento di massima espansione contro i 300 mila aderenti all'associazione Sons of Italy) che l'adesione al fascismo fu volutamente confusa col sacrosanto orgoglio per alcune imprese, come la trasvolata atlantica di Italo Balbo. «Un equivoco nel quale č caduta per anni non solo la destra ma la stessa sinistra», sorride Eugenia Scarzanella, che ha curato «Fascisti in Sud America», un'illuminante opera collettiva edita da Nuova Storia Contemporanea, «Il legame tra destra argentina e italiana ai tempi del Duce e poi la scelta di persone compromesse di emigrare a fine guerra "alla Plata", hanno fatto sģ che socialisti e comunisti hanno a lungo diffidato, ad esempio, dei nostri emigrati laggił. Per questo ciņ che č accaduto č paradossale». I numeri dicono tutto. Alle otto e mezzo di ieri sera, quando lo spoglio di tutte le 896 sezioni sparse per i continenti non era ancora (incredibilmente) completo, all'Unione gongolavano dicendo di avere conquistato 7 dei 12 seggi della Camera e 4 su 6 (il quinto sarebbe sfuggito per poche decine di voti) al Senato. Dove il sesto č perņ Luigi Pallaro, l'imprenditore di Buenos Aires che, pur essendosi candidato come indipendente ha ribadito ieri mattina al Clarin: «Non alzerņ mai la mano per far cadere il governo, ma solo per difendere gli italo-argentini». Perché? «Non possiamo permetterci il lusso di andare all'opposizione». Morale: sotto di un seggio dopo il voto italiano, coi quattro pił uno presi all'estero l'Unione č maggioranza anche a Palazzo Madama. Per Mirko Tremaglia, che aveva speso una vita per far votare i nostri connazionali, č stata una mazzata. Sperava di portare una «sua» pattuglia di deputati e senatori, una pattuglia folta, che facesse gruppo a parte per dedicarsi a difendere gli interessi degli emigrati. Aveva presentato, nelle quattro circoscrizioni (Europa; America del Nord e del Centro; America del Sud; Asia, Africa, Oceania e Antartide) trentasei candidati. Dando loro un nome («Per l'Italia nel Mondo con Tremaglia»), la benedizione e un'assistenza che, grazie alla collaborazione dei consolati e delle ambasciate, č stata premurosa. Bene: salvo errori, ne ha eletto uno, e solo grazie ai resti: Giuseppe Angeli, un imprenditore di Rosario. Un disastro. Per il quale si č affrettato a presentargli il conto, con la consueta signorilitą, anche il giovin camerata Maurizio Gasparri: dovrą spiegarsi coi vertici di An. Ma č tutta la destra ad uscire male dalla prima prova del voto degli italiani all'estero. A causa di un errore strategico di partenza, la scelta di presentare, al contrario della sinistra compatta nell'Unione con un paio di schegge (Mastella e Di Pietro), pił liste: Forza Italia pił la lista tremagliana pił la Lega pił Udc pił Fiamma Tricolore. Risultato: un buon successo forzista nell'America del Nord e ossa rotte dalle altre parti. Per non dire delle candidature spesso individuate, per citare un osservatore australiano, tra «arrivisti da strapazzo, annoiate miliardarie, illustri sconosciuti, cambia-cavallo-in-corsa». E del totale disinteresse manifestato dai vertici dei partiti: che senso c'č a spendere centinaia di milioni per strappare un-seggio-uno in Liguria o in Puglia e poi trascurarne 18 in giro per il mondo? «Il fatto č che, a parte il caos organizzativo, si sono impegnati pochissimo», spiega Marisa Bafile, gią vice- direttrice de La Voce d'Italia di Caracas, eletta per l'Unione. «E poi partivano da un'idea assurda e offensiva. Che vede gli italiani all'estero come cugini che non sanno niente di niente, con le donne che passano le giornate a fare fettuccine e gli uomini con gli occhi lucidi ad ascoltare Beniamino Gigli dal grammofono. E non si rendono conto, invece, che chi ha tenuto stretto il suo passaporto italiano č una persona molto pił "globale" e meno provinciale di chi non ha mai passato un confine. Gente che spesso la mattina va su Internet e si legge non solo il Corriere ma anche un altro paio di giornali di altri Paesi. Č lģ che la destra ha perso: č rimasta inchiodata a vecchi stereotipi, senza provare a conoscerci davvero». Quanto a Romano Prodi, una volta miracolato si č rivolto agli amati emigrati dicendo: «Grazie! Grazie!» Se ne ricorderą anche in futuro? 18I manager italiani (vedi Tronchetti Provera) guadagnano pił di tutti in Europa mentre la telcom perde valore, nello stesso tempo perņ Berlusconi vuole impossessarsi della Telecom ... HYPERLINK "http://www.beppegrillo.it/2006/04/gli_ultimi_sara.html" http://www.beppegrillo.it/2006/04/gli_ultimi_sara.html E poi dicono che siamo sempre ultimi... Quando si tratta di costo del lavoro siamo imbattibili. I manager italiani guadagnano infatti pił di tutti in Europa, forse perchč sono i pił bravi. Nelle telecomunicazioni il distacco inflitto dal tronchetto dell’infelicitą ai pił importanti manager del settore č impressionante. Il tronchetto ha incassato 8 milioni di euro nel 2005 da Telecom Italia, Arun Sarin della Vodafone, secondo in classifica, ha percepito 4,7 milioni di euro. Non si capisce perchč un manager cosģ ben remunerato sia stato abbandonato da Banca Intesa e Unicredito che lo avevano sostenuto nell’acquisto di Telecom Italia. Le banche sono uscite incassando 585 milioni di euro a testa, la stessa cifra che avevano impegnato nel 2001. Non hanno guadagnato un euro, se avessero comprato Bot e Cct gli sarebbe andata senz’altro meglio. Le banche hanno incassato al prezzo di acquisto del 2001, che č quasi il doppio del valore del titolo attuale, solo grazie ad un accordo firmato allora. Un comune azionista che, entusiasmato dall’arrivo del tronchetto, avesse comprato le azioni Telecom nel 2001 si ritroverebbe oggi con un valore pari alla metą. Olimpia, la societą che controlla Telecom, ha ancora in carico le azioni a 4,2 euro, mentre in borsa il loro valore č di circa 2,4 euro. Non capisco come questo sia possibile. Perchč gli organismi di controllo non la costringono a svalutare il valore del titolo? Il debito di Telecom Italia valutato da Standard & Poor’s č ormai ai confini della comprensione umana: 56,7 miliardi di euro includendo garanzie, obblighi previdenziali, operazioni di leasing e cartolarizzazione. E  HYPERLINK "http://www.borsaitaliana.reuters.it/investing/FinanceArticle.aspx?type=italianNews&storyID=2006-04-11T151954Z_01_L11135324_RTRIDST_0_TELECOM-FITCH-FULLOUT.XML" \t "_blank" l’agenzia Fitch con un linguaggio sublime afferma che "la flessibilitą finanziaria di Telecom Italia sia stata ridotta dagli incrementi di dividendo annunciati il 7 e 8 marzo". Invece di ridurre il debito si distribuiscono i dividendi della gestione e si strapagano gli stipendi. E’ come usare un secchio d’acqua per farsi una doccia quando la casa brucia. Come uscirą da questa situazione la Telecom? Sembra che mastrolindo stia arrivando in soccorso del tronchetto, un duo da circo. Infatti si dice in giro che HYPERLINK "http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=4721" \t "_blank"  Mediaset e Telecom Italia stiano per fondersi, il tronchetto sanerebbe i suoi debiti, mastrolindo avrebbe il controllo della Rete. **** Telecom e Mediaset verso la fusione Molti dei giochi politici ed economici post-elettorali ruoteranno attorno alla fusione tra i due colossi. [ZEUS News -  HYPERLINK "http://www.zeusnews.it/" www.zeusnews.it - 11-04-2006] E' stato il quotidiano Libero, giornale di centrodestra, molto vicino a Berlusconi, a lanciare l'indiscrezione: dopo le elezioni ci sarą una fusione tra Mediaset, la prima  HYPERLINK "http://www.zeusnews.it/" \t "_blank" Tv commerciale del Paese (la prima in Italia, secondo Confalonieri), e  HYPERLINK "http://www.zeusnews.it/" \t "_blank" Telecom Italia, primo gestore telefonico fisso e mobile e primo Internet provider italiano. Lunedģ č arrivata, immancabile, la smentita da parte di Telecom Italia, che pero' non significa nulla: pensiamo alle smentite ripetute poco prima di vendere Seat-Pg e quelle prima della fusione, ormai operativa e non pił solo finanziaria, tra  HYPERLINK "http://www.zeusnews.it/" \t "_blank" Tim e  HYPERLINK "http://www.zeusnews.it/" \t "_blank" Telecom Italia. La fusione sembra perņ una scelta obbligata per Berlusconi e Tronchetti Provera. O meglio, sara' una forte partnership finanziaria, con lo scambio di importanti partecipazioni azionarie e una stretta collaborazione industriale in settori emergenti come la Tv sul telefonino e la Tv via Adsl, in cui Mediaset ci metterebbe i contenuti e Telecom Italia le  HYPERLINK "http://www.zeusnews.it/" \t "_blank" reti  HYPERLINK "http://www.zeusnews.it/" \t "_blank" Internet e mobili. Il risultato elettorale č quanto meno precario e prefigura una stagione di instabilitą: Berlusconi deve cercare nuovi spazi per le sue Reti, strette tra possibili tetti (che limiterebbero la raccolta publicitaria, introdotti dal centrosinistra) e la fuga dei telespettatori dalla Tv generalista. Tronchetti Provera d'altronde ha urgente bisogno di nuove risorse finanziarie per mantenere il controllo di Telecom Italia, dopo il divorzio dall'Hopa di Gnutti, l'uscita delle grandi banche e un momento in cui gli investitori sembrano ritirare la fiducia in Tronchetti e nella sua capacitą di ridurre il debito e fare profitti. Teoricamente l'attuale legge Gasparri, con i suoi pur larghi e permissivi limiti antitrust, non consentirebbe un matrimonio o una convivenza troppo stretta fra Mediaset e Telecom; ci si potrebbe trovare nel paradosso di un centrodestra che voglia cambiare la propria legge sul sistema multimediale e di un centrosinistra che invece debba difendere la Gasparri che aveva aspramente combattuto. L'avvicinamento tra le due imprese spiegherebbe l'incredibile equidistanza di Tronchetti Provera rispetto ai suoi amici (o ex amici?) Montezemolo, Della Valle e Berlusconi, anche se dopo i risultati elettorali deve cominciare a temere che Prodi e D'Alema vogliano premere l'acceleratore sulla liberalizzazione delle Tlc. Un'alleanza tra Mediaset e Telecom Italia avrebbe come doverosa premessa la dismissione di La7, l'unica emittente nazionale vicina al centrosinistra; ma altri gruppi come L'Espresso dell'ulivista De Benedetti potrebbero farsi sotto. 19Public Citizen ha richiesto il ritiro dal mercato dell'analgesico Propossifene. - Da lievito di birra antimalarico a costo zero. - Nessun risarcimento al medico del SSN per prestazioni extra.Public Citizen ha richiesto il ritiro dal mercato dell'analgesico Propossifene. Public Citizen, un'associazione a difesa dei consumatori statunitensi ha richiesto all'FDA (Food and Drug Administration) di ritirare dal mercato un noto farmaco analgesico, il Propossifene (Darvon). Il Propossifene sarebbe stato responsabile di pił di 2000 morti nel periodo compreso tra il 1981 e il 1999 ( il 5.6% di tutti gli eventi fatali correlati ai farmaci ). Nel solo 2004, negli Stati Uniti le prescrizioni di Propossifene hanno raggiunto quota 23 milioni. Un alto numero di morti avviene perché il Propossifene č convertito in un metabolita, Nor-Propossifene, che č altamente tossico a livello cardiaco, che ha una pił lunga emivita rispetto al composto primario. Il Propossifene non č adatto all'impiego nei soggetti anziani per il suo effetto sul sistema nervoso centrale, causando sedazione e confusione, con conseguente aumento della probabilitą di cadute e di fratture. Il Propossifene č stato anche impiegato da migliaia di soggetti che si sono suicidati. (Xagena.it) Da lievito di birra antimalarico a costo zero. Cellule trasformate in tanti indefessi e instancabili operai per fabbricare l'artemisina un farmaco antimalarico prezioso, ma difficile da produrre in grandi quantit? per la rarit? della pianta da cui Ė estratto. E' quanto potrebbe diventare possibile grazie a Jay Keasling e ai suoi collaboratori alla University of California, a Berkeley. In un esperimento pubblicato sulla rivista Nature, i biotecnologi americani hanno utilizzato una specie comunissima di lievito, il Saccharomyces cerevisiae (il lievito della birra), l'hanno modificato geneticamente e l'hanno reso capace di produrre a basso costo l'acido artemisinico, precursore del principio attivo del farmaco antimalarico. Le cellule modificate potrebbero essere usate per produrre su vasta scala e a basso costo l'artemisinina di cui vi Ė estremo bisogno proprio nei Paesi pi? poveri , quelli anche maggiormente flagellati dalla malaria. L'artemisinina attualmente si estrae dalla Artemisia annua, una pianta la cui rarit? giustifica l'alto costo del farmaco e ne limita la diffusione, nonostante sia molto utile, soprattutto perchĖ risulta efficace anche contro i ceppi del parassita malarico, il plasmodio falciparum, divenuti resistenti ad altre medicine. Il lievito OGM Ė capace di produrre grandi quantit? di acido artemisinico attraverso due semplici reazioni chimiche. 13 aprile 2006 Nessun risarcimento al medico del SSN per prestazioni extra Il Sole 24 Ore: pag. 18 - 16 aprile 2006 - Per la Cassazione (Sentenza n° 6260 del 21 marzo) il medico di base che ha assistito un numero di pazienti in eccesso rispetto a quello previsto dall'accordo nazionale, non ha diritto all'indennizzo. Questo perchč superando il limite massimo consentito dalla legge, si č posto in condizione di non poter fornire ai pazienti un'assistenza adeguata dal punto di vista qualitativo e quantitativo.20Ecco i venditori di malattie. La denuncia: si esagera con le diagnosi per vendere pił farmaci. Un“inchiesta che ha coinvolto medici di tutto il mondo e pubblicata sulla rivista scientifica Plos La Repubblica del 12.4.2006 di Elena Dusi - Č un“industria che in Italia vale in tutto 20 miliardi di dollari, 240 negli Usa e 550 nel mondo intero (pari a 442 miliardi di euro), che negli Stati Uniti č cresciuta del 225 per cento negli ultimi 15 anni, in Gran Bretagna del 164, in Italia del 35. A spingerla č spesso il motore di un marketing aggressivo, che ha imparato a vendere farmaci come fossero detersivi e a considerare i pazienti alla stregua di clienti. Dal connubio fra industria farmaceutica e libero mercato deriva l“anomalia dei "venditori di malattie". Al "disease mongering" (catena perversa composta da medici, produttori di farmaci e media) dedica il suo ultimo numero la rivista "Public Library of Sciences, Medicine". A Newcastle, in Australia, č in corso contemporaneamente una conferenza dedicata a questo corto circuito fra aumento delle risorse materiali e salutismo nevrotico. "A nostro avviso - spiegano nell“editoriale di apertura Ray Moynihan e David Henry dell“universitą di Newcastle - disease mongering vuol dire allargare i confini della patologia per ampliare il mercato dei farmaci». La strategia consiste nel trasformare persone sane in pazienti. Lo strumento principe č un“opportuna campagna di informazione. «Aspetti ordinari della vita come la menopausa - spiegano i due medici australiani - diventano bersaglio di trattamenti medici. Un banale intestino irritabile viene ingigantito fino a diventare una vera e propria patologia. Stesso discorso vale per fattori di rischio come il colesterolo alto o l“osteoporosi". Una correlazione stretta viene evidenziata fra il crollo dell“allattamento al seno alla fine degli anni ‘50 e le campagne pubblicitarie a favore degli alimenti per neonati. Iniziative di sensibilizzazione per determinati disturbi sponsorizzate dalle industrie farmaceutiche oppure - laddove sono ammessi come negli Usa o in Nuova Zelanda - gli spot pubblicitari sono le armi in mano ai venditori di malattie. "La depressione č un problema grave ma curabile". "Entro il 2020 la depressione sarą la principale causa di invaliditą nel mondo" o addirittura: "Il 15 per cento dei depressi arriva al suicidio", sono messaggi pensati per incrementare il business degli psicofarmaci pił che per compiere una meritoria opera di sensibilizzazione, spiega Melissa Raven della Flinders University ad Adelaide. Ma č il sesso la terra di conquista pił ghiotta per i venditori di malattie. "Il Viagra - spiega Joel Lexchin dell“universitą di York, Canada - nasce come medicina per i problemi di disfunzione erettile legati a patologie come il diabete. Una campagna pubblicitaria mirata l“ha trasformato in una generica pillola per migliorare le performance sessuali". Anche la vita intima delle donne rischia di trasformarsi in business. "Abbiamo assistito - spiegano Moynihan e Henry - a un tentativo deprecabile di convincere il pubblico americano che il 43 per cento delle donne convive con una disfunzione sessuale. Queste operazioni avvengono in un momento in cui le case farmaceutiche non riescono a immettere nel mercato farmaci veramente utili e innovativi". C“č poi la malattia pił grave, che attende soluzione: "Č sempre fatale, si manifesta con una molteplicitą di sintomi e gli scienziati si affannano inutilmente per trovarvi rimedio. Il suo nome: invecchiamento". Il mercato delle malattie: quando il marketing funziona A cura de  HYPERLINK "http://www.pensiero.it" \t "_blank" Il Pensiero Scientifico Editore 11/04/2006 La notizia. Esistono farmaci orfani di malattia. Ma non č un problema: il marketing riesce a creare una malattia che faccia al caso di un prodotto farmacologico pił o meno nuovo. Non č un?illazione; se ne parla da tempo e questo mese la rivista Plos Medicine dedica l?intera uscita all?argomento. La denuncia. Si parla di disease mongering (mercato delle malattie), un fenomeno definito come "la vendita di malattie che ne aumenta e alimenta il mercato per coloro che commercializzano e producono trattamenti". Della definizione si fa carico il direttore Ray Moynihan e il farmacologo australiano David Henry, che nell?editoriale descrivono chiaramente anche i vari passaggi necessari alla creazione di una nuova malattia. Una malattia viene definita da panel di specialisti (a volte coinvolti in grossi conflitti di interesse), provvista di sindromi disturbi e rimedi; a questo punto le caratteristiche della malattia vengono pubblicizzate, attraverso campagne di sensibilizzazione promosse dalle aziende; una volta creata la malattia il farmaco, gią pronto, viene immediatamente tirato fuori dal cilindro e il gioco č fatto. Una denuncia accorata e puntuale quella di Plos Medicine che si snoda attraverso ben 11 articolo del numero speciale della rivista pubblicato in concomitanza con una conferenza internazionale dedicata al tema, presso la Newcaslte University (Australia). Alcuni esempi. Secondo David Healy dell’University of Wales un esempio di malattia creata ad hoc per far aumentare il consumo di farmaci č il disordine bipolare, che in America ha portato a un boom di diagnosi di questo tipo anche in tenera etą; pare, infatti, che negli Stati Uniti questa malattia, e relativa cura, sia sovra diagnosticata fra bimbi di etą inferiore ai due anni. Un caso emblematico rimane quello della pillola blu per la disfunzione erettile; un farmaco nato per curare i disturbi cardiovascolari che, perņ, come effetto collaterale negli uomini favoriva l’erezione. Cosģ un farmaco non particolarmente efficace per il cuore si č trasformato nella pillola della virilitą per molti uomini e non solo quelli con reali problemi di disfunzione erettile. Con questo numero speciale gli esperti vogliono lanciare un chiaro messaggio di allarme alla comunitą medica mondiale, per cambiare il trend e contrastare il fenomeno della vendita delle malattie. "Nel mondo ci sono stati tentativi di identificare, capire e combattere la minaccia per la salute umana costituita dalla commercializzazione ad arte delle patologie. Crediamo che questo numero della rivista possa contribuire a questo obiettivo", scrivono gli esperti su Plos Medicine. Bibliografia. Moynihan R. et al. The fight against disease mongering: generating knowledge for action. Plos Medicine 2006 21Il primo voto degli italiani residenti all'estero č stato decisivo. Ma č giusto che chi non paga le tasse sia rappresentato in Parlamento? …. Si riflette sulla razionalitą della scelta di dare pieno peso politico a chi contribuisce al prodotto nazionale lordo e non al prodotto interno lordo, come gli immigrati che vivono in Italia. Sono pochi i paesi d’origine dove gli emigrati hanno una rappresentanza parlamentare (per esempio, in Francia e Portogallo), anche se l’argomento č d’attualitą nei paesi in cui gli emigrati hanno un livello di capitale umano ben al di sopra della media nazionale, come l’Australia e l’India. Per quale ragione economica quindi un paese "razionale" preferisce concedere piena rappresentanza parlamentare a chi ha lasciato i propri confini e non invece ai nuovi venuti? Azzardo tre ipotesi di carattere generale, astenendomi da problemi oggettivi come il trattamento della doppia cittadinanza, il significato di identitą nazionale, e i facili commenti sui costi associati al mantenimento di diciotto nuovi parlamentari: 1. L’ammontare delle rimesse degli emigrati. Dare il voto agli emigrati č forse un riconoscimento per i trasferimenti da essi effettuati, in quanto sostengono la spesa interna per consumi e investimenti del paese d’origine, specialmente in momenti di crisi economica. Questo perņ non sembra essere il caso italiano. Nel 2000 (dati Fmi), nelle Filippine e in Marocco le rimesse dall’estero hanno raggiunto circa l’8 per cento del Pil. Nello stesso anno in Italia erano lo 0,03 per cento del Pil (lo 0,17 per cento secondo le stime Oecd), un valore inferiore a quello di Francia (0,043 per cento) e Portogallo (2,47 per cento), e poco superiore a quello degli Stati Uniti (0,024 per cento). L’Italia č peraltro un esportatore netto di rimesse da lavoro: secondo i dati Fondo monetario internazionale gli immigrati hanno rimesso all’estero circa il doppio di quanto abbiano fatto gli emigrati italiani; 2. Il livello e la qualitą del capitale umano degli emigrati. Un paese che vede le proprie menti migliori andare a vivere oltre frontiera potrebbe concedere loro il voto al fine di restarvi in stretto contatto e accedere pił facilmente alle loro capacitą, idee, abilitą a sviluppare nuova tecnologia e prodotti. Per esempio, l’Australia, che annovera tra i suoi 900mila emigrati (il 10 per cento della forza lavoro nazionale) una notevole percentuale di scienziati e ingegneri, ha deciso di implementare una serie di politiche volte a rafforzare i legami con la madrepatria quali il facile riacquisto della nazionalitą ove perduta per qualsivoglia ragione, per l’emigrato e la sua famiglia, il voto (ma non l’istituzione di circoscrizioni elettorali internazionali per evitare che avessero un’influenza eccessiva sul Governo di Canberra), e la creazione di portali informativi per facilitare il flussi di notizie tra la comunitą australiana all’estero e la madre patria. Anche l’Italia ha visto un’emigrazione consistente di ricercatori e scienziati negli ultimi decenni, in parallelo con la globalizzazione e la creazione del mercato unico europeo, sebbene abbia tradizionalmente esportato braccia. Guardare alla rappresentanza parlamentare come "carota" perchč la folta schiera di eminenti italiani all’estero resti pił legata all’Italia č perņ poco plausibile, dato che essi, grazie all’alto livello di capitale umano che li caratterizza, fronteggiano gią bassi costi di mobilitą e ritorno in patria; 3. Il valore delle esportazioni e la bilancia turistica: gli emigrati italiani aiutano le esportazioni di prodotti italiani in quanto creano comunitą di consumo nazionale all’estero. I ristoranti italiani sparsi nel mondo aiutano le vendite di prodotti italiani cosģ come i film, le feste e i negozi italiani nel mondo promuovono l’immagine dell’Italia come luogo di future vacanze, studio e apprendimento. Arte, cultura, cibo e vini e la nostalgia che evocano, sono indubbiamente un motore della domanda di prodotti italiani e di turismo tra i nostri emigrati e non solo loro. La creazione di rappresentanti parlamentari per gli italiani all’estero potrebbe quindi rafforzare i legami commerciali e la bilancia commerciale, nonché aiutare il turismo in Italia attraendo gli italiani di seconda generazione (e oltre) a visitare il paese d’origine. Tra le tre ipotesi economiche avanzate, l’ultima č forse quella pił plausibile. Se veritiera, sarebbe relativamente facile da misurare, per esempio usando il contributo marginale di ogni nuovo parlamentare all’export dell’anno successivo, coeteris paribus, ovvero mantenendo costante il gią alto numero di delegazioni di vario tipo che girano il mondo per motivi "culturali", "di studio", "di rafforzamento dei legami con l’Italia". Le implicazioni economiche della scelta strategica del Pnl a scapito del Pil sono indubbiamente da scoprire, soprattutto nel lato pratico. L’augurio dall’estero č che se emigrazione fa davvero rima con elezione, non sia solo per avvantaggiare diciotto famiglie. 22Un uomo su tre pronto a farlo per carriera.Cade forse una delle ultime "prerogative" femminili: quella di poter fare carriera concedendo le proprie grazie al capufficio o al direttore. I tempi sono cambiati: aumenta - di poco, almeno in Italia - il numero delle donne in posizioni di potere, la concorrenza č spietata, e ora anche gli uomini non disdegnano di usare il sesso per ottenere avanzamenti sul posto di lavoro. Questo č quello che sostiene uno studio, supervisionato dallo psicoantropologo Massimo Cicogna, effettuato su 689 uomini tra i 18 e i 35 anni, e dal quale risulta che un maschietto su tre farebbe sesso con una donna solo per fare carriera e uno su due non si sente di condannare gli uomini che lo fanno, anche se personalmente non lo farebbe. Addirittura un 23% si offrirebbe non solo per un rapporto episodico ma sarebbe disponibile a intrecciare una relazione duratura, se opportunamente proficua. Ciņ che colpisce č che la disponibilitą a fare sesso per convenienza colpisce vari target sociali: impiegati (24%), dipendenti pubblici (21%), operai (18%), professionisti (15%), giornalisti (11%), quadri e dirigenti (7%), docenti universitari (3%). Ma qual č la motivazione per cui si concederebbero? Avanzamento di carriera (34%), aumento di stipendio (29%), generici favori personali e benevolenza della capa (18%), regali (14%). Ovviamente quasi tutti (il 92%) non confesserebbero nulla alla moglie o alla compagna. Una volta raggiunto l'obiettivo, comunque, l'86% del campione ha dichiarato che troncherebbe la relazione. Le aspirazioni sono varie: c'é chi spera di incrociare una conduttrice famosa per lanciarsi nel mondo della televisione (12%). Chi invece sogna un lancio nel mondo dello spettacolo o del varietą, magari circuendo show girl (18%) o conduttrici di talk show (12%). Sensi di colpa? Sarą effetto dell'ambizione smodata, ma fra i disposti a tutto solo il 15% ammette che ne soffrirebbe. http://wwww.ansa.it/main/notizie/fdg/200604091751237792/200604091751237792.html23Libera scelta del luogo di cura... fino ad un certo punto.E' un errore ritenere che le strutture pubbliche e private siano poste, nell'ambito del SSN, sullo stesso piano. Ciņ che l'ordinamento deve garantire č che a ogni cittadino sia assicurata l'assistenza sanitaria di cui ha bisogno, ma non anche la possibilitą  di scegliere, sempre e comunque, la struttura presso cui curarsi. Questo principio č stato affermato dal TAR del Lazio (III sezione, sentenza n. 1599/2006), secondo cui la pubblica amministrazione č legittimata a differenziare gli interventi e il meccanismo dell'accreditamento puņ comportare il superamento dei tetti prestazionali nelle case di cura private, con l'eventualitą  per il paziente di dover scegliere un ospedale pubblico. «Il diritto alla salute enunciato dall'articolo 32 della Costituzione - spiegano i giudici - deve tener conto dei limiti oggettivi correlati alle risorse organizzative e finanziarie di cui l'apparato dispone». l'assistenza al paziente va assolutamente garantita, ma la scelta della clinica puņ essere condizionata dalle esigenze (anche economiche) dell'amministrazione pubblica. (Fonte Il Sole 24 Ore Sanitą  del 11-17/04/2006)24Tettamanzi: ribelliamoci alle ingiustizie. -Bisogna ascoltare il grido di chi muore accanto alle discariche dei gaudenti.dal  HYPERLINK "http://www.corriere.it" Corriere - 15 aprile 2006 - Il Cardinale Tettamanzi, durante la celebrazione in Duomo per la passione e morte di Gesł ricorda «gli anziani, soli, i bambini che sono vittime di violenze e gli immigrati che lasciano la propria terra per tentare di arrivare a una vita pił umana». Il rito del Venerdģ Santo diventa l'occasione per una riflessione sul futuro. «Il dolore, la violenza, la morte non sono l'ultima parola. Segnano il passaggio su una strada di amore e di vita». Il cardinale approfondisce: «Nel contesto di delusione e paura, fiorisce l'amore di Dio che genera e conforto, coraggio e libertą». Oggi č Sabato Santo, giorno del silenzio, della preghiera e della speranza. Alle 21 Tettamanzi guiderą in Duomo la Veglia di Resurrezione e domani, alle 11, presiederą il pontificale solenne di Pasqua. Crucifige!», grida feroce la massa indistinta, nel giorno della Passione il cardinale Dionigi Tettamanzi ha appena finito di leggere a migliaia di fedeli i versetti del Vangelo di Matteo, « ma Gesł emise di nuovo un forte grido e spirņ », e in quell'istante le luci nella cattedrale si spengono, tace l'organo come le campane dell'intera diocesi, gli altari si velano a lutto. Ma nel silenzio e nel buio, sillaba l'arcivescovo, «il grido che ripete senza sosta " sia crocifisso!" si confonde con altre grida che risuonano nel mondo di ieri, di oggi e di sempre». Č lo scandalo del dolore innocente che il cardinale indica all'intera cittą per spiegare il senso autentico del rito dell'adorazione della Croce, nel Duomo. Accenti dostoevskiani, parole dure: quelle grida incessanti sono «il lamento di chi muore accanto alle discariche dei gaudenti». Sono tanti, quelli che finiscono in discarica nell'indifferenza o il disdegno di chi se la gode. Bimbi, vecchi, miserabili, immigrati, l'elenco dei respinti č lungo. Basta tendere l'orecchio per sentire «il grido che si leva da tutta l'umanitą, dagli ammalati e dagli anziani lasciati soli, dai bambini abbandonati o vittime di ogni violenza, dai poveri senza casa e senza lavoro, da chi fugge dalla propria terra per tentare una vita pił umana», dice Tettamanzi con lo sguardo fisso alla Croce davanti all'altare. E ancora «il grido di chi si ribella a violenze e ingiustizie assurde e protesta contro imposture e inganni coperti dal potere» o «il grido di chi cerca soltanto di poter seguire la propria coscienza». Del resto, «ci č dato anche di riconoscere il debole lamento di chi non ha pił fiato per gridare e non puņ nemmeno denunciare il male che riceve». Ma dalla Croce arriva pure «il grido di Gesł che invoca il padre e gli pone l'antica e perenne domanda dei cuori feriti, dell'uomo disperato, del credente che si sente ingannato: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Č il lamento antico «nel quale si compendia il grido senza risposta dell'uomo di tutti i tempi: un grido che non squarcia il cielo e torna inascoltato su chi l'ha lanciato, un grido di pianto e di sfida». Eppure «questo grido viene assunto da Gesł: lui sa chi č il Padre, lui conosce il suo amore e la sua presenza in ogni passo nella vita dell'uomo», spiega l'arcivescovo. Oggi č il Sabato Santo, il giorno del silenzio, della preghiera e della speranza contro ogni speranza, alle 21 di stasera il cardinale Tettamanzi guiderą in Duomo la veglia di Risurrezione e domani, alle 11, presiederą il pontificale solenne di Pasqua. Perché nello sguardo della fede «la storia non si ferma, prosegue!», alla crocifissione segue la risurrezione «e da allora a oggi č sempre la medesima sequenza: il dolore, la violenza, la morte non sono l'ultima parola dell'uomo, ma sono e segnano il passaggio, la "Pasqua" che conduce su di una strada di amore e di vita». Per questo, alza lo sguardo Dionigi Tettamanzi, «i cristiani hanno innalzato la Croce sulla cima dei monti e l'hanno messa in ogni angolo della loro vita quotidiana, nei pubblici uffici, nei sentieri di montagna, nei crocicchi delle strade: perché sia visibile in ogni momento e da ogni angolo della terra, come un invito ad alzare gli occhi e a contemplare un amore misterioso che conforta, sostiene e accompagna il cammino di tutti, credenti e non. Nessuno escluso». Cosģ non ha senso che quel simbolo, come spesso accade, diventi un motivo di polemica: «Oggi la Croce rischia talvolta di essere ridotta a semplice ornamento. Altre volte č sentita come una sfida alla fede cristiana nel tentativo di eliminare ogni riferimento alla vita che dalla Croce rinasce. Altre volte ancora si fa forte la tentazione di nasconderla per non sentirsi invitati a un omaggio a chi morendo sulla Croce ha vinto per sempre la morte e ci ha donato la vita». Basterebbe imparare ad ascoltare quelle grida, «questa Croce sta al centro spirituale del mondo», a vedere l'essenziale: «Oggi, qui, sulla Croce si realizza il cambiamento pił radicale: nel contesto di delusione, paura, oppressione, odio, vendetta, disperazione e morte fiorisce l'amore di Dio che genera conforto, coraggio, libertą, amicizia, perdono, speranza e vita».25Arriva il "Codice dei Farmaci"Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera definitivo al "Codice dei farmaci", un decreto legislativo che recepisce le direttive comunitarie 2001/83 e 2003/94 sui medicinali per uso umano. Il provvedimento regola tutto il ciclo di vita dei prodotti farmaceutici, ad eccezione della sperimentazione clinica, per la quale il nostro Paese č gią  allineato alle norme europee fin dal 2003. Ecco le principali novitą . ---I farmaci generici godranno di una corsia preferenziale i produttori potranno effettuare i test per la domanda di registrazione (Aic) prima della scadenza del brevetto, ma non potranno commercializzarlo prima che siano trascorsi 10 anni dalla prima registrazione. ---Viene raddoppiato  passando da tre a sei mesi  il periodo di validitą  della ricetta medica semplice non a carico del SSN potrą  essere utilizzata non pił di dieci volte a patto che il medico non specifichi un numero di confezioni superiore a una. ---E infine, sulla pubblicitą  dei medicinali, le vecchie regole vengono rese pił severe, limitando l'attivitą  promozionale a medici e farmacisti e prevedendo un censimento annuale su base regionale dell'attivitą  degli informatori scientifici, che avranno rapporto di lavoro unico con l'azienda di cui promuovono i prodotti. E' esplicitamente vietata l'offerta di premi, vantaggi pecuniari o omaggi a medici e farmacisti, se non di valore trascurabile e connessa all'attivitą  dei professionisti. Si limita il numero dei campioni gratuiti a un totale di 18 l'anno e se ne prevede la possibile ulteriore riduzione in caso di significativi aumenti della spesa farmaceutica pubblica. Massima severitą , infine, per corrotti e corruttori premi, mance e favori promessi o concessi dagli informatori, ovvero sollecitati o accettati da medici e farmacisti, costano da 400 a mille euro, l'arresto fino a un anno e l'identica sospensione dall'esercizio professionale. (Fonte Sito internet Il Sole 24 Ore Sanitą )26L’Italia s’č… destra?di Barbara Fois -  Inutile dire che abbiamo vinto, quando il margine č cosģ risicato. Il responso vero č un altro: il paese č spaccato a metą. Fifty-fifty. Un colpo al cerchio e un colpo alla botte. Mooolto italico. Come ci sia ancora gente che vota questo centro destra č un mistero: abbiamo tanti ricchi? Non mi sembrava in veritą. Ma qui c’č gente  con le pezze al culo che si preoccupa della tassa sui grandi patrimoni; c’č gente che non ha la casa, ma si č gasata per l’abolizione dell’ICI; c’č gente che non ha il pane, ma il telefonino all’ultimo grido sģ…. Ci potrą dispiacere, ma questo č il nostro paese. Una terra in cui non ci sono solo poeti, santi e navigatori, ma anche un sacco di disinformati, di superficiali e di creduloni. E se no Vanna Marchi mica avrebbe fatto gli affari che ha fatto.  Un po’ perņ la colpa č nostra, che li abbiamo trascurati e molto spesso snobbati, chiusi come siamo sempre nella nostra certezza di essere nel giusto, dalla parte sana e buona della nazione. Abbiamo fatto una campagna elettorale parziale, convinti che la realtą del paese fosse tutta nelle nostre piazze gremite, nel nostro piccolo circolo di “eletti” informati e consapevoli. Bisognava invece scendere in strada e parlare con la gente, con quella che non era schierata con noi e cercare di conoscerla e di capirla, senza spocchia, fraternamente. E invece non lo abbiamo fatto. Nemmeno noi dei movimenti - ormai troppo in crisi fra di noi per guardare fuori dalle nostre beghe – come invece eravamo riusciti a fare all’inizio, quando riempivamo le piazze. Beh, adesso saremo costretti a occuparci di loro, a cercare un dialogo. E non sarą semplice.  C’č da sperare che questa lezione serva a fare una severa autocritica all’interno del CS, accettando e dividendo equamente le responsabilitą. In primis quella di aver sottovalutato l’avversario, di aver tagliato fuori forze vive del paese, di aver dato per scontata la vittoria e quindi di aver candidato persone impresentabili nelle nostre liste, con l’arroganza di sempre. I nostri leader riusciranno finalmente a capire che sbagliano? Ce lo auguriamo. Ma intanto per il futuro immediato? Si riuscirą a formare questo governo? E sģ, perché stando cosģ le cose, con una risicata maggioranza, come si farą a governare un paese spaccato a metą? La nostra compagine dovrą restare compatta, se vuole governare. Sarą un esercizio virtuoso, per gente abituata a litigare su tutto. L’alternativa sarebbe se no tornare alle urne e non cambierebbe niente. E noi non siamo la Germania. Qui la campagna elettorale č stata incivile, violenta, piena di insulti: non potremmo governare insieme all’altra parte, impossibile! Ma non basta. Non č tutto qui. La domanda in sottofondo č un’altra, lo sappiamo tutti e non č facile farsela: Berlusconi ha perso o no? Ehhh, no, cari amici e compagni. Berlusconi non ha perso. Non vedo crolli di voti nel suo partito, che resta comunque quello pił votato di questo paese. E’ incredibile, lo so, ma č la veritą. Ed č con questa realtą che dovremo fare i conti. Il re della barzelletta, il drittaccio che si fa gli affari e i comodi suoi, l’insultatore di professione, il signore della sceneggiata ha un vasto pubblico. Piace. Perché piaccia č uno dei misteri di questo paese di Pulcinella, ma č un dato di fatto. E invece di strapparci le vesti dovremmo scoprire il perché. Sarą fondamentale ora, comunque, ricominciare a fare politica sul serio.  HYPERLINK "http://www.democrazialegalita.it/barbara/barbara_elezioni11aprile06.htm" http://www.democrazialegalita.it/barbara/barbara_elezioni11aprile06.htm 27Legge droga: ricorsi Consulta di Emilia-Romagna, Toscana e Liguria.La legge sulla droga invade l’autonomia delle regioni. E’ invasiva in materia di organizzazione dei servizi per le tossicodipendenze. Lo sostengono Emilia-Romagna, Toscana e Liguria. La Corte Costituzionale ha gią posto dei chiari paletti in tal senso: alle regioni spetta l'organizzazione dei servizi sociali e sanitari. Cosģ non si tiene conto del nuovo titolo V della Costituzione. Inoltre sul provvedimento sono rimaste inascoltate le stesse richieste di collaborazione nelle sedi istituzionali da parte delle Regioni. Fu quindi disertata la Conferenza nazionale di Palermo. Per Giovanardi ''La decisione delle Regioni Toscana, Emilia Romagna e Liguria di impugnare davanti alla Corte Costituzionale la nuova legge sulla droga e' sbagliata nel metodo e nel merito''. E nel metodo spiega il ministro per i Rapporti con il Parlamento: ''perche' queste Regioni hanno disertato la Conferenza nazionale di Palermo, e ''nel merito'' perché nella cosiddetta ''legge Fini'' - sostiene Giovanardi - ''c'e' pieno rispetto delle competenze regionali, nessun depotenziamento dei servizi pubblici e dei Sert ma una giusta valorizzazione delle strutture del privato sociale''. Quindi anche la Regione Liguria si allinea con la Toscana e l'Emilia Romagna e presenta ricorso alla Corte costituzionale contro la legge Fini sulla droga. ''Si tratta di una legge - ha spiegato l'assessore Montaldo - che non condividiamo perche' presentata senza una condivisione con le regioni,