ŠĻą”±į>ž’ ž’’’ž’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’ģ„ĮM ųæFDbjbjā=ā=.–€W€W =’’’’’’lŚŚŚŚŚŚŚī8_8_8_8p_„ō`“ī ”“dōØh4ÜhÜhōh_jF„kd l4n p p p p p p $³ Ó4” EŚ=l[j_j=l=l” w­ŚŚÜhōhgŁ w­w­w­=l4<ŚÜhŚōhn w­=ln w­Āw­9³lļFŚŚ’õÜhØd ųÜ{tĘīJH8_qØś²ņ>’õÜļ 0 šņ¢k¬ ’õw­īīŚŚŚŚŁL’accesso a una informazione diversificata č uno degli strumenti pił efficaci per difendere la democrazia e i propri diritti; senza informazione e senza conoscenza non c’č democrazia. Le istituzioni democratiche non devono essere soffocate dalle concentrazioni mediatiche e finanziarie; in una societą in cui l’informazione č sempre pił manipolata e al servizio dei “poteri forti”, i primi a essere calpestati sono proprio i diritti della persona, della collettivitą e il bene comune. All’insegna dei fondamentali valori di “Libertą, giustizia, solidarietą, partecipazione”, Miscellanea vuole promuovere la consapevolezza della tutela dei diritti della persona, preservare la libertą di espressione, l’indipendenza di giudizio e tentare di fornire qualche “tessera” affinché ognuno possa comporre il proprio personale mosaico. “La difesa del nostro presente e del nostro futuro passa attraverso la conoscenza di quanto accade e di quanto č accaduto”. Luigi Sedita –  HYPERLINK "mailto:luigi.sedita@poste.it" luigi.sedita@poste.it –  HYPERLINK "mailto:luigi.sedita@gmail.com" luigi.sedita@gmail.com –  HYPERLINK "mailto:luigi.sedita@katamail.com" luigi.sedita@katamail.comI numeri di Miscellanea sono consultabili anche su *** Ecquologia  HYPERLINK "http://www.ecquologia.it/sito/pag941.map" http://www.ecquologia.it/sito/pag941.map  *** ESOPO Etica Societą Politica  HYPERLINK "http://www.esopo.org/" http://www.esopo.org/ *** Comunicati.net  HYPERLINK "http://www.comunicati.net/utente.asp?id=4" http://www.comunicati.net/utente.asp?id=4 (se l’indirizzo non linka automaticamente, copiare e incollare l’indirizzo stesso sul programma di navigazione explorer, opera, ...) L'alta finanza č l'arte di far passare il denaro di mano in mano in mano fino a farlo scomparire. I nostri auguri pił sinceri al neo Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per una ferma azione a difesa e sostegno della Costituzione e del Bene Comune. La libertą di cui hai goduto garantiscila anche ai tuoi figli. Vai a votare al referendum costituzionale del 25 - 26 giugno; non c'č quorum e il risultato sarą comunque valido; vota no, contro la modifica della costituzione. 1Detti, ridetti e in evidenza.2E’ mai possibile che il legislatore non riesca a distinguere tra un pericoloso spacciatore e un malato terminale che ha bisogno di morfina? La Fini-Giovanardi rende pił complicata la prescrizione di oppiacei ai malati.3«Autostrade, rapporto distorto con la politica»: finanziamento a favore di tutti i partiti deliberato dalle Autostrade. Scandalo sotto silenziatore interessato. - Versamenti a pioggia. Il leader Cisl Bonanni: «I contributi ai partiti? Un fatto di gravitą inaudita» «In un sistema decente i soldi che avanzano si restituiscono agli utenti».4Il caso Ricucci visto da un medico dentista.5Giorgio, il «Principe rosso» che violņ il tabł del Viminale. - «Giorgio 'o chiatto» sarebbe proprio contento di «Giorgio 'o sicco». Li chiamavano cosģ, scherzosamente, i compagni partenopei che li vedevano sempre insieme. Il grasso, cioč Amendola, era fin da ragazzo il leader ma anche Napolitano, lo smilzo che gli faceva da spalla, prometteva bene. Anzi: alla lunga avrebbe avuto pił dell'amico. Il primo comunista a tenere una conferenza all'Aspen Institute, in Colorado. Napolitano č stato il primo ex comunista a sedere al Viminale. Scrive poesie, da giovane fece l'attore.6Droga, le regioni contro la legge. - Dire addio a fumo e altri 'vizi' regala fino a 12 anni di vita in pił - Deve essere consentito al medico fiscale la esatta individuazione dell'appartamento - Il rene se "aiutato" puņ rigenerarsi. - Vaccinazioni, omissione dell'obbligatorietą.7Rifacciamo due conti sul voto. Non sono aumentati i votanti, solo i voti validi.8Il rilancio dei Beni Culturali di S. Settis9La beffa dell' energia solare. Il governo nega i contributi e le opportunitą promesse 1. Un decreto di febbraio ne sconfessa uno del 2005: 15 tra imprenditori e privati ricorrono al Tar.10La beffa dell' energia solare. Il governo nega i contributi e le opportunitą promesse 2. Paghi rinnovabile, compri fumi di scarico.11Nigeria, bimbi usati dalla Pfizer come cavie per un farmaco.12Il conto delle autostrade.13Polveri killer. Effetti di una breve esposizione al particolato fine (PM 2,5) sulla salute umana. – A Baltimora uno studio americano poco tranquillizzante in un bacino di 11,5 milioni di abitanti con etą superiori a 65 anni.14Bertinotti liberale e Costituzione comunista.15I furbetti dell’etere di Carlo Rognoni 16Sanitą, contratti in alto mare, le Regioni non pagheranno - Psicologo e boss. Cosģ lo pagava l'ASL di Locri. - Franca Rame: da senatrice guadagno una barca di soldi; il mio stipendio fa spavento, lo spenderņ per lotta sprechi.17 HYPERLINK "http://eukra.it/news.php/clipDetail?extrapolaClip=3545699&extrapolaInfo=59&src=nl&uid=MdFhREFG8tDAqAMG&portalName=Eukra&extrapolaIssue=44817" «Vi serve un organo? Ordinatelo online!» In Cina č business . I trapianti su prenotazione sono migliaia. Si usano i cadaveri dei condannati a morte. In Cina č business.18Stranezze. Non aprite quel processo. 19L'errore medico va provato "oltre ogni ragionevole dubbio. - Cuore: studio canadese, rischi da Vioxx possibili entro 15 giorni dall'assunzione.20Estremismo ecologico.21Per libertą di stampa siamo alla pari con il Botswana e la Turchia. - Un condanna a morte rinviata …22Notizie in breve.23Vari modi per affrontare il meteorismo.24Telecom al servizio del Paese.25Germania, eroina prescritta con una ricetta del medico. - Giappone, nasce robot-paziente. - I risultati ottenuti dalle cavie sono poco applicabili all'uomo.26Un sistema per 'misurare' qualitą assistenza. - Non aprire un negozio se non sai sorridere, e non fare il medico o l'infermiere se non sai parlare alla gente'.27Spot indesiderati al cinema. Richiesta rimborso biglietto.28Patto antiprecarietą, il modello spagnolo.29Amnesy International.30Disturbi cardiaci: sempre pił una questione di testa.31Arriva il latte di cammella? - La pessima politica della Banca Mondiale in materia di malaria. - Self service. - Spogliarello con la carta di credito del Comune.32Il lavoro straordinario va sempre retribuito, specie in presenza di turni predisposti dall'amministrazione.33Evasione English Style.34Diario vince contro Fininvest . Il tribunale di Milano respinge la querela dell’azienda di Silvio Berlusconi contro il numero speciale che uscģ alla vigilia delle elezioni del 200135I lati oscuri di D’Alema.36Ha la febbre alta, muore a cinque anni. Sospesi i funerali, disposta l’autopsia. Bari, i genitori avevano rifiutato il ricovero in ospedale.37Il Caimano e le Mozzarelle.3853 medici eletti in parlamento, -30% rispetto a 200139Inceneritore. (anche) Bruciare le tappe č strumentale. 200 metri a nord o l'Opzione Zero solo dopo la Valutazione di Impatto Ambientale.40Gran Bretagna: incinta a 63 anni - Simulatore contenitore di “reggi-seno”.41Rughe: boom di iniezioni. Filler e tossina botulinica sempre pił richiesti. - Botulino antirughe: a rischio paralisi.42La giustizia per gli ultrasettantenni č uguale per tutti? - Fuga da Rebibbia.43Biodiesel per tutti con un microreattore. Un piccolo dispositivo capace di trasformare l’olio vegetale nel carburante, velocemente e senza problemi di smaltimento.44Dopo l’attacco a D’Alema, Violante contro Flores e Travaglio: autoreferenziali, č la gauche caviar (sinistra al caviale). - Sģ a Napolitano. Altrimenti Rodotą.45Disinformafia.46"Altre" medicine, la sfida regionale.47Pardon, č la legge.48Ci sono prime signore e prime signore.- Le coppie omosessuali possono adottare bambini - Centro specializzato per gravidanze in affitto - I transessuali hanno diritto alla pensione delle donne. - A Berlino ha aperto i battenti il primo bordello per principianti.49A Firenze DAL 10 AL 13 MAGGIO Forum nazionale contro la mafia.50Senza assicurazione sanitaria un americano su cinque. - L'incarico dirigenziale va conferito solo dopo un attento esame comparativo dei curricula, fra tutti i possibili aspiranti.51L'incendio prodottosi nella raffineria di Priolo il 30 aprile scorso. Su Priolo e l'imprevidenza.52Distorsioni.Vestivamo alla marinara. A cosa ci tocca assistere! Nota - Ai sensi dell'art. 13 legge 31/12/96 n. 675 e succ. : questa e-mail č stata spedita da una rubrica personale creata contattando precedentemente questo indirizzo, e si puņ richiedere la cancellazione se non si gradisce ricevere altri messaggi. Alternativamente si tratta di: - un primo contatto a questo indirizzo; - un indirizzo pubblico o pubblicato; - un messaggio richiesto/autorizzato dal ricevente. In ogni caso, questa comunicazione non č intesa come "spam", e non contiene promozioni commerciali. Se d'ora in poi non si desidera ricevere ulteriori comunicazioni, ritornare questo messaggio al mittente con la scritta "cancella", e si sarą prontamente rimossi dalla rubrica. Nota importante sulla cancellazione - Si richiede gentilmente che le richieste di cancellazione indirizzate a  HYPERLINK "mailto:luigi.sedita@poste.it" luigi.sedita@poste.it contengano l'indirizzo originale a cui il messaggio é stato spedito. Grazie. Nota – Miscellanea č automaticamente e individualmente controllata all'uscita da Norton antivirus system, con aggiornamento automatico on line. 1Detti, ridetti e in evidenza.Occhio per occhio, e il mondo finirą cieco. An eye for an eye makes the whole world blind. -  HYPERLINK "http://it.wikipedia.org/wiki/Mahatma_Gandhi" Mahatma  HYPERLINK "http://it.wikipedia.org/wiki/Mahatma_Gandhi" Gandhi  Il vino per l'uomo č come l'acqua per le piante: in giusta dose le fa star dritte, in eccesso le fa cadere. – Ippocrate di Kos Si puņ ben perdonare a un uomo di essere sciocco per un'ora, quando ci sono tanti che non smettono mai di esserlo nemmeno per un'ora in tutta la loro vita. - Francisco de Quevedo Il futuro č l'unico tipo di proprietą che i padroni concedono volentieri agli schiavi. L'avenir est la seule sorte de propriété que les maītres concčdent de bon gré aux esclaves. -  HYPERLINK "http://it.wikipedia.org/wiki/Albert_Camus" Albert  HYPERLINK "http://it.wikipedia.org/wiki/Albert_Camus" Camus  Recessione č quando il tuo vicino perde il lavoro. Depressione č quando lo perdi tu. Panico quando lo perde anche tua moglie. - Boris Makaresko Il calcio risulta lo specchio di un paese che non č in grado di assimilare il mercato, la legalitą, la competizione, la concorrenza, il merito. Dove vincono i furbi e i potenti. Dove le regole e le istituzioni sono considerate vincoli con cui convivere. E i parametri imposti da organismi interni e internazionali sono vissuti con fastidio. Un ostacolo alla nostra creativitą e alla nostra flessibilitą. Dove i comportamenti illeciti sono tali solo se ti scoprono. Da il libro "Ahi serva Italia" del prof. Paolo Silos Labini, edito dall' editore Laterza nel 2006, si puņ apprendere che Massimo D' Alema, dopo un incontro pubblico, gli pose la seguente domanda: "Ma Lei professore mi detesta!" Al che, il nostro professore candidamente rispose : "Non detesto Lei come persona, ma i suoi comportamenti ed atti politici." Rifacciamo due conti sul voto. Non sono aumentati i votanti, solo i voti validi. - Punto 7 Spot indesiderati al cinema. Richiesta rimborso biglietto. Vedi punto 27 2E’ mai possibile che il legislatore non riesca a distinguere tra un pericoloso spacciatore e un malato terminale che ha bisogno di morfina? La Fini-Giovanardi rende pił complicata la prescrizione di oppiacei ai malati.Medici contro la legge  sulla droga: “Ostacola  la terapia del dolore”. A contestare la severa legge sulla droga approvata dal governo della Cdl stavolta non sono i giovani dei centri sociali o i soliti radicali antiproibizionisti, ma i medici di famiglia italiani, preoccupati per la ripercussione della nuova normativa sulla terapia del dolore. Secondo la Fimmg (Federazione italiana medici di famiglia) la legge ostacola le terapie volte ad alleviare le sofferenze dei malati colpiti da sindromi particolarmente dolorose.La legge Fini-Giovanardi, denuncia un comunicato dell’associazione dei camici bianchi, ''ha profondamente modificato, rendendola pił complicata, la prescrizione dei farmaci oppioidi per la terapia del dolore''. E dunque va cambiata. Per la Fimmg, le semplificazioni apportate nel recente passato ''sono ormai solo un ricordo''. La Federazione, si legge in una nota pubblicata sul suo sito web, promette ''battaglia'' per snellire al massimo le procedure di prescrizione e si auspica che a farlo siano anche ''tutti coloro che hanno realmente a cuore lo sviluppo della terapia del dolore nel nostro Paese''. Possibile che il legislatore non riesca a distinguere tra un pericoloso spacciatore e un malato terminale che ha bisogno di morfina?3«Autostrade, rapporto distorto con la politica»: finanziamento a favore di tutti i partiti deliberato dalle Autostrade. Scandalo sotto silenziatore interessato. - Versamenti a pioggia. Il leader Cisl Bonanni: «I contributi ai partiti? Un fatto di gravitą inaudita» «In un sistema decente i soldi che avanzano si restituiscono agli utenti».dal CORRIERE DELLA SERA 8/5/06 -  ECONOMIA - ROMA - Raffaele Bonanni si dice sicuro che «Romano Prodi non se ne laverą le mani». Non si comporterą, afferma il segretario generale della Cisl, «come i troppi Ponzio Pilato che da dieci anni tacciono sullo scandalo delle Autostrade». Scandalo, addirittura? «Lo sa che quando vado a casa mia, in Abruzzo, spendo pił di pedaggio che di benzina?». Ecco perché ce l’ha cosģ tanto con loro . «Ci sarebbe da domandarsi perché, se si eccettuano Pierluigi Bersani, Francesco Rutelli, Enrico Letta e pochi altri, intorno a questa vicenda ci sia stato soprattutto silenzio. O politici che parlavano in difesa. Č davvero strano, in un Paese dove si fa polemica su tutto». Lei come se lo spiega? «Č lo stesso silenzio che ha avvolto tutte le privatizzazioni, fatte per costituire un vero e proprio presidio di potere fra alcune imprese e alcuni leader politici, non per creare concorrenza e aumentare l’efficienza del Paese...». Non generalizza un po’ troppo? «Ci avevano detto che le privatizzazioni sarebbero andate a vantaggio dei cittadini. Invece č successo il contrario. La cessione di Autostrade ha creato un grande monopolio per alcuni privati che non hanno nemmeno rispettato gli impegni sugli investimenti. Per giunta, vedendosi riconoscere aumenti tariffari continui e ingiustificati a fronte di un enorme aumento del traffico. Č l’unico settore dove esiste la scala mobile: mi chiedo se non sia il caso di interventi radicali. C’č qualcosa che non va». E cos’č? Il rapporto fra la politica e le societą concessionarie? «Dico che non si spiega perché le concessioni sono state date in questo modo, a due lire, mentre il concedente, cioč l’Anas, non ha nemmeno i soldi per pagare gli stipendi. E con un controllore, il ministro delle Infrastrutture che č stato in carica negli ultimi cinque anni, che era progettista delle Autostrade. Ma di questo la politica non discute. Sui giornali si leggono notizie di altro tipo». Allude al finanziamento a favore di tutti i partiti deliberato dalle Autostrade per l’ultima campagna elettorale ? «Credo che sia un fatto di una gravitą inaudita. Bisogna chiedersi perché costoro hanno dato soldi ai partiti e perché i partiti li hanno presi, non potendo ignorare che c’č un nesso profondo fra politica e autostrade». Un nesso di che tipo? «Le autostrade dipendono dalla politica per i controlli e le tariffe. C’č da ritenere che, anche alla luce di quel fatto, il silenzio che avvolge la vicenda di questi giorni sia segnale di un rapporto profondamente distorto». Alcuni partiti, perņ, come i Verdi e Rifondazione comunista, hanno rifiutato il contributo. «E questo va a loro merito. Spero che a questo punto facciano una battaglia di chiarezza sulle privatizzazioni, che sono il vero buco nero della democrazia italiana». Chi li ha invece accettati, quei soldi? «Si faccia un profondo esame di coscienza. Anche se mi rifiuto di pensare che tutti i responsabili politici fossero a conoscenza della situazione». Č bene precisare che si tratta di finanziamenti, peraltro piuttosto modesti, consentiti dalla legge. E che alla base dell’offerta c’č la motivazione «anglosassone» di contribuire al funzionamento della democrazia... «Pił che una motivazione mi sembra una provocazione. In un sistema decente i soldi che avanzano, pochi o tanti che siano, vanno restituiti agli utenti e non dati ai politici. Dopo aver pagato gli ammortamenti della rete autostradale, ora gli utenti pagano anche la voracitą di questo sistema di potere. Č davvero il colmo». Magari con gli spagnoli andrą meglio... «Ai proprietari della societą sicuramente. Lo sa che spostando la holding in Spagna non pagheranno pił alcune tasse in Italia?». Il caso dei contributi ai partiti di Autostrade č stato reso pubblico, qualche giorno prima delle recenti elezioni politiche, dal Corriere della Sera. La societą quotata in Borsa, titolare di una concessione pubblica, aveva deliberato di distribuire a tutti i partiti un contributo probabilmente simbolico e proporzionato ai pesi elettorali. Anche se per le cifre bisognerą attendere la prossima semestrale del gruppo. Verdi e Prc avevano perņ rifiutato. Sergio Rizzo 4Il caso Ricucci visto da un medico dentista.Gentile dott. Augias, il caso Ricucci puņ essere un paradigma dell'attuale societą. Ricucci ha iniziato come odontotecnico lavorando in un non meglio precisato studio «odontotecnico» o odontoiatrico. C'č una certa confusione, tra odontotecnico (un artigiano) e odontoiatra (medico, iatrņs), purtroppo comune a tutta la stampa e non solo. Io appartengo alla categoria non dei «dentisti», ma degli Odontoiatri, vale a dire laureati in Odontoiatria e protesi dentaria, abilitati alla professione, iscritti all'Albo della Provincia di appartenenza, inoltre in possesso di ulteriore specializzazione universitaria in disciplina odontoiatrica. Mi trovo ogni giorno di fronte ad odontotecnici che fanno scempio in maniera abusiva dell'odontoiatria, medici generici che vendono la direzione sanitaria a pseudo studi odontoiatrici gestiti da odontotecnici che «mettono le mani in bocca». Questo succede perché l'universitą non č in grado di formare professionisti con un corso di laurea adeguato. A questo si aggiunga il diploma di laurea in igiene dentale (Clid), altro grande capitolo dell'istruzione con le lauree brevi, che legittima altre figure border-line (vecchi odontotecnici riciclati a nuovi igienisti dentali) all'esercizio abusivo della professione. In questa situazione il giovane laureato trova subito lavoro come direttore sanitario, eufemismo per 'prestanome', in studi dove nella migliore delle ipotesi puņ «smanettare» o altrimenti rubare il lavoro con gli occhi ad altri, o addirittura guadagnarsi lo stipendio leggendo il giornale e firmando fatture di lavori e commissioni che il proprietario non puņ siglare non avendo i titoli necessari. In altri casi il professionista č costretto a lavorare sottopagato in studi market condotti da personaggi che, privi di scrupoli, considerano la professione (degli altri) come un'impresa su cui lucrare. I tanti Ricucci investono in uno studio, chiamano i giovani laureati affamati di soldi, ambizioni e di esperienza, li mettono a lavorare «in regime di consulenza», vale a dire senza tutele previdenzialķ ma solo sulla percentuale del profitto, e si arricchiscono con il rģschio professionale degli altri. Reinvestono il guadagno in altre attivitą simili secondo le leggi finanziarie vigenti e al massimo pagano il concordato fiscale.  HYPERLINK "mailto:giuseppesepe@tiscali.it" giuseppesepe@tiscali.it Francamente non avrei mai pensato che il caso Ricucci si presentasse truce e grottesco non solo dal punto di vista delle scalate societarie ma anche da quello degli odontotecnici. Se il dottor Sepe ha ragione e descrive con accuratezza lo stato di fatto, mi pare che le cose vadano proprio male da qualunque lato le si guardi. Sfruttamento del lavoro di chi comincia, abusi e illegalitą diffusi in una delicata specialitą medica. Se uno immagina di scalare il Corriere della Sera e magari le Generali cominciando come odontotecnico a Zagarolo, deve mettere in conto di poter finire a gambe per aria. Ma i cento piccoli abusi, le cento soperchierie commesse a danno di tanti pazienti e di tanti giovani appena laureati le ho apprese, confesso, con vera sorpresa. Ecco un altro settore dove il governo avrą il suo da fare. Nelfrattempo ognuno controlli che ilsuo dentista (pardon, odontoiatra) abbia non solo il trapano ma anche le carte in regola. - Da la Repubblica del 22.4.2006 Lettere a Corrado Augias5Giorgio, il «Principe rosso» che violņ il tabł del Viminale. - «Giorgio 'o chiatto» sarebbe proprio contento di «Giorgio 'o sicco». Li chiamavano cosģ, scherzosamente, i compagni partenopei che li vedevano sempre insieme. Il grasso, cioč Amendola, era fin da ragazzo il leader ma anche Napolitano, lo smilzo che gli faceva da spalla, prometteva bene. Anzi: alla lunga avrebbe avuto pił dell'amico. Il primo comunista a tenere una conferenza all'Aspen Institute, in Colorado. Napolitano č stato il primo ex comunista a sedere al Viminale. Scrive poesie, da giovane fece l'attore.dal  HYPERLINK "http://www.corriere.it" Corriere - 8 maggio 2006 di Gian Antonio Stella - Il primo a esser additato da Silvio Berlusconi come possibile commissario europeo o addirittura un possibile premier di un governo di decantazione. Il primo a installarsi nell'ex santuario democristiano del Viminale tra gli applausi («A me che gli Interni siano in mano a lui non fa nessuna paura: fossero in mano a Previti mi trasferirei a Lugano») di un vecchio conservatore come Montanelli. E adesso il primo ad essere ufficialmente candidato al Colle. Nato a Napoli nel 1925, deputato dal 1953, laureato in giurisprudenza nella scia del padre, un avvocato liberale lettore fedelissimo e severo del Corriere, vittima di una somiglianza cosģ spiccata con Umberto di Savoia da guadagnargli il nomignolo di «Principe» e tirargli addosso per decenni una miriade di cervellotiche leggende metropolitane, Napolitano scriverebbe la propria biografia, se potesse, nel modo pił asciutto, sobrio, burocratico possibile. Si limiterebbe a elencare che «nell'autunno del 1942 č entrato a far parte di un gruppo di giovani antifascisti e comunisti», che «ha aderito al Pci nel 1945 e si č impegnato nel 1945-46 nella costituzione del Movimento studentesco all'Universitą di Napoli», che «ha partecipato attivamente all'elaborazione della politica meridionalista», che č stato «segretario delle Federazioni comuniste di Napoli e Caserta»... Al massimo, potrebbe aggiungere di avere scritto saggi quali «Intervista sul Pci», «In mezzo al guado», «Oltre i vecchi confini», «La scelta riformista», «Europa e America dopo l'89» o «Dove va la Repubblica—1992-1994. Una transizione incompiuta». Per aggiungere, al massimo, il dettaglio (vanitosetto, per i comunisti di una volta) di aver ricevuto le onorificenze di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al merito della Repubblica; Grand Cruz de la Orden de Isabel La Catolica (Spagna) e perfino, oibņ, di Grand Cordon of the Order of the Rising Sun, cioč del Sol Levante giapponese. Diciamola tutta: sarebbe pił semplice e liscio cavarsela col curriculum ufficiale. Come scrisse un giorno Filippo Ceccarelli, l'uomo č infatti «di gran lunga il pił straordinario e pignolo autore di lettere e comunicati di smentita, rettifica, chiarimento e precisazione» al punto di avere accumulato una pubblicistica tanto vasta «da illuminare qualsiasi futuro o presente biografo». Una su tutte, l'epistola che mandņ a «Repubblica» per lamentarsi di come una sua intervista sulla morte di Alessandro Natta fosse stata tagliata: «Mercoledģ a tarda ora mi č stata sottoposta una versione estremamente abbreviata della conversazione, che ne sacrificava i passaggi a mio avviso pił significativi, riferendone per di pił in termini imprecisi parti di minore importanza...». Ma la storia del senatore a vita che ha dedicato gli ultimi venti anni a illustrare la via «migliorista» č assai pił interessante, controversa e per certi aspetti curiosa di quanto sia noto. Basti dire che ai poderosi saggi su citati bisognerebbe aggiungere le poesie pubblicate con lo pseudonimo di Tommaso Pignatelli, autore di «Pe cupią 'o chiarfo», una raccolta di sonetti in dialetto napoletano della quale parlņ un giorno al mensile Poesia: «Antonello Trombadori diceva che le mie poesie erano le pił anticomuniste che avesse mai letto, Natalia Ginzburg invece le adorava». Che «Giorgio 'o sicco» avesse in gioventł la vena artistica lo dimostrano gli esordi come attore, al teatro Mercadante, nella rappresentazione di una commedia di Salvatore Di Giacomo in cui faceva la parte di un cieco e come protagonista a «Viaggio a Cardiff» di William Butler Yeats. Massimo Caprara, che allora voleva fare il regista e non sapeva che sarebbe diventato il segretario di Togliatti prima di rompere col Pci, ne parlņ un giorno: «Era misurato, forbito, la fronte gią ampiamente stempiata». Spese allora parole non gentilissime: «Al di fuori delle riunioni ufficiali tutto fra noi si riduceva a qualche battuta cordiale, amichevole, in ascensore, visto che abitavamo a Napoli nella stessa casa, lui al quinto con terrazzo, io al terzo con balconi. Mai uno slancio ma neppure un alterco, soltanto un contrasto sordo ed opaco che aveva inizio e fine nella ristretta segreteria federale e che, fuori, si allungava nella freddezza fra le mogli: lui amendoliano, ossia migliorista, io ingraiano, ossia utopista, lui partito, io masse». Pił asciutto ancora fu il ricordo della rottura: «Nel novembre 1969 presentai a lui la lettera di aperta solidarietą con il Manifesto, del quale fui uno dei cinque fondatori. Aprģ la lettera dinanzi a me, la scorse attentamente senza emozione. Girņ automaticamente i tacchi e mi abbandonņ in un angolo del transatlantico della Camera. Andņ da Longo e gliela consegnņ. Non fece un gesto, non mi lanciņ un'occhiata. Consapevole d'essere il messaggero del mio allontanamento dal partito nostro, suo e mio, per circa un trentennio, non mi dedicņ pił attenzione e io non seppi mai se il suo comportamento fosse di soddisfazione o di imbarazzo». Non era il tipo, il Napolitano di allora, da mettere in discussione la linea del partito. Tredici anni prima, aveva espresso su chi dissentiva dall'invasione sovietica dell'Ungheria un giudizio tombale: «Il compagno Giolitti ha il diritto di esprimere le proprie opinioni, ma io ho quello di aspramente combattere le sue posizioni. L'intervento sovietico ha non solo contribuito a impedire che l'Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione ma alla pace nel mondo». Certo, non era facile allora, per un giovane cresciuto nel Pci e svezzato da Salvatore Cacciapuoti, un mitico operaio metallurgico che, sopravvissuto a sei anni in carcere sotto il fascismo, dirigeva i comunisti napoletani a bacchetta (sveglia alle 5, arrivo in federazione alle 7, rigore monacale e spirito organizzativo prussiano), mettere in discussione se stesso e il proprio mondo. Sbagliņ. Ma perfino i peggiori nemici devono dar atto a Napolitano di avere capito e di essersi guadagnato non solo con le parole ma pił ancora con i gesti, giorno dopo giorno, per decenni (e in particolare negli anni in cui ebbe modo di dimostrare la sua onestą intellettuale quale presidente della Camera) la stima di chi un tempo avrebbe diffidato di lui. Fino a farsi assegnare per l'eleganza, la compostezza, la moderazione anche nel linguaggio (mai un insulto, mai uno, in mezzo allo schiamazzo di questi ultimi lustri) il nomignolo di Lord Carrington e a spingere perfino il Cavaliere, come dicevamo, a spendere per lui parole di stima. Gli basteranno, per salire al Colle? 6Droga, le regioni contro la legge. - Dire addio a fumo e altri 'vizi' regala fino a 12 anni di vita in pił - Deve essere consentito al medico fiscale la esatta individuazione dell'appartamento - Il rene se "aiutato" puņ rigenerarsi. - Vaccinazioni, omissione dell'obbligatorietą.Regioni contro la nuova legge sulla droga. Dopo Toscana, Emilia Romagna e Liguria anche Umbria e Lazio hanno presentati ricorso alla Corte costituzionale contro la legge n. 49/2006 sulle tossicodipendenze (la cosiddetta legge Fini-Giovanardi), per gli aspetti considerati lesivi delle prerogative delle regioni stabilite nel Titolo V della Costituzione. La legge non convince innanzitutto per la sua “approvazione precipitosa'. “Questa legge', ha detto l'assessore dell'Umbria alle politiche sociali, Damiano Stufara, “č l'ennesimo attacco all'autonomia delle regioni. Si č arrivati all'approvazione del nuovo testo normativo calpestando anche quelle norme procedurali che avrebbero dovuto portare all'esame del testo in sede di Conferenza stato-regioni per il parere di competenza. E le regioni stesse hanno cercato in tutti i modi di evitare l'approvazione di una legge palesemente illegittima e inefficace'. Per Stufara il nuovo governo dovrą abrogare il testo e approvarne uno nuovo che “restituisca il giusto peso al ruolo delle regioni'. Dire addio a fumo e altri 'vizi' regala fino a 12 anni di vita in pił Milano, 26 apr. (Adnkronos Salute) - Niente 'bionde', scegliere le scale al posto dell'ascensore e, in tavola, ridurre i fritti a vantaggio di frutta e verdura. Questi e altri piccoli cambiamenti nei comportamenti quotidiani possono avere un grosso impatto sulla salute, 'regalando' fino a 12 anni di vita in piu'. La buona notizia arriva da uno studio della Cambridge University, condotto su oltre 25.mila persone. Deve essere consentito al medico fiscale la esatta individuazione dell'appartamento Corte di Cassazione - Deve essere consentito al medico fiscale la esatta individuazione dell'appartamento Decade dal trattamento economico di malattia il lavoratore malato che, nonostante la effettiva presenza in casa durante le fasce orarie prestabilite, non abbia consentito di fatto al medico fiscale l'esatta individuazione del proprio appartamento, non avendo apposto sulla porta d'ingresso alcuna indicazione nominativa, né una cassetta per ricevere la posta all'esterno dell'immobile. (avv.Ennio Grassini) Il rene se "aiutato" puņ rigenerarsi. Studio dell“istituto Mario Negri. l rene, se opportunamente "aiutato", č in grado di rigenerare i propri tessuti malati. La scoperta arriva dagli esperti dell“Istituto Mario Negri ed apre importanti prospettive: l“obiettivo č quello di arrivare alla completa autorigenerazione del rene malato, evitando cosģ la necessitą del trapianto o della dialisi. Lo studio, pubblicato sulla rivista "Kidney International", organo ufficiale della Societą Internazionale di Nefrologia, č stato coordinato dall“immunologo Giuseppe Remuzzi, dell“Istituto Mario Negri e direttore del dipartimento Trapianti dell“ospedale di Bergamo. Vaccinazioni, omissione dell'obbligatorietą Corte di Cassazione. La carenza di informazione da parte della ASL, non giustifica la mancata sottoposizione del minore alle vaccinazioni obbligatorie. Massima - Nel caso d'omissione di vaccinazione obbligatoria, il presupposto stato di necessitą va adeguatamente comprovato con una opportuna dimostrazione del concreto pericolo, sia pure ipotetico, cui il vaccinando, in ragione di determinate sue condizioni psico-fisiche, sarebbe soggetto, ove vaccinato senza le appropriate precauzioni. Non si ravvisa pertanto l'esimente dello stato di necessitą in ragione della sola ritenuta carenza di informazione e contatto da parte della ASL. (avv.ennio grassini -  HYPERLINK "http://crm.dsmg.it/dm/r.aspx?i=80023819&u=http://www.dirittosanitario.net/" \t "_blank" www.dirittosanitario.net)7Rifacciamo due conti sul voto. Non sono aumentati i votanti, solo i voti validi.26.4.2006 -  HYPERLINK "http://www.lavoce.info/authors/view.php?id=9&cms_pk=2138&uid=c3a18b66fb43e098a8711044e98fc397&aut_pk=4" \o "Vai alla Scheda di Massimo Bordignon" Massimo Bordignon  HYPERLINK "http://www.lavoce.info/authors/view.php?id=9&cms_pk=2138&uid=c3a18b66fb43e098a8711044e98fc397&aut_pk=547" \o "Vai alla Scheda di Davide Baldi" Davide Baldi http://www.lavoce.info/news/view.php?id=9&cms_pk=2138&uid=c3a18b66fb43e098a8711044e98fc397 Sono trascorsi quindici giorni dalle elezioni politiche e ancora oggi sul sito del ministero degli Interni non sono disponibili i dati finali. Confrontando i numeri, poi, emergono contraddizioni, soprattutto alla luce degli ultimi sviluppi del dopo-contestazioni. Il mistero dei numeri Dopo le polemiche sorte nei giorni successivi al conteggio dei voti riguardanti le schede contestate (l’11 aprile erano 43.028 per la Camera e 39.822 per il Senato), la  HYPERLINK "http://www.interno.it/salastampa/comunicati/pages/articolo.php?idarticolo=1036" Direzione HYPERLINK "http://www.interno.it/salastampa/comunicati/pages/articolo.php?idarticolo=1036"  centrale per i servizi elettorali in data 14 aprile precisava “che in alcune province sono state sommate, per errore materiale, schede contestate e schede nulle o bianche, quindi si riduce il numero delle schede elettorali contestate”; le schede contestate si riducevano di circa 40mila unitą alla Camera e di 36mila al Senato. In seguito, il 19 aprile,  HYPERLINK "http://www.interno.it/news/articolo.php?idArticolo=22160" l’U HYPERLINK "http://www.interno.it/news/articolo.php?idArticolo=22160" fficio elettorale centrale nazionale costituito presso la Corte suprema di Cassazione forniva i voti finali alla Camera ripartiti per schieramento. In base a questi comunicati, possiamo provare a tirare le somme su votanti e voti validi delle elezioni politiche del 2006   2006 2001 Differenza 2006-2001 Italia       Totale aventi diritto 47160244             Voti validi 38153343     Voti non validi 511291     Totale votanti 38664634             % Italia 81.99             Estero       Totale aventi diritto 2699421             Schede valide 975414     Schede restituite – valide 160203     Totale votanti 1135617             % estero 42.07             Totale aventi diritto 49859665 49358947 500718         Totale voti validi 39128757 37299608 1829149 Totale voti non validi 671494 2947266 -2275772 Totale votanti 39800251 40246874 -446623         % partecipazione totale 79.82 81.54 -1.72 Fonte: elaborazione dati ministero degli Interni e ministero degli Esteri   Il dato che colpisce maggiormente č la percentuale di partecipazione al voto. Ancora oggi sul HYPERLINK "http://www.elezionipolitiche.interno.it/votanti/votanti060409/votanti.htm"  sito del ministero la partecipazione č indicata all’81,4 per cento. I nostri calcoli mostrano una partecipazione del 79,8 per cento del totale votanti (Italia + estero). Ma anche le percentuali di partecipazione parziali sarebbero sbagliate. Secondo il ministero, considerando soltanto l’Italia, la partecipazione sarebbe stata dell’83,6 per cento, mentre i nostri calcoli, riportati nella tabella, danno un 82 per cento circa. Allo stesso modo per quanto riguarda il voto all’estero, l’affluenza segnalata dal ministero č del 39 per cento. Invece se si fa un rapporto fra le schede spedite ai consolati di tutto il mondo con le schede "rispedite" dagli stessi in Italia, si registra un ben diverso 42,1 per cento. Contrariamente a quanto universalmente affermato dalla stampa all’indomani del voto, sembrerebbe dunque che non sia vero che la partecipazione al voto sia aumentata nel 2006 rispetto alle elezioni del 2001. Al contrario, dai dati ufficiali del ministero, appare in diminuzione dell’1,72 per cento. Nel 2006 il corpo elettorale complessivo č risultato di 500mila unitą in pił rispetto a quello di cinque anni fa, ma i votanti sono stati circa 450mila in meno. Dunque, č minore e non maggiore la partecipazione al voto, con buona pace del dibattito sulla straordinaria mobilitazione degli elettori in quest’ultima tornata elettorale. D’altra parte, č vero che i voti validi sono stati di pił nel 2006 rispetto al 2001, per circa 1.800.000 unitą. Il mistero si spiega con i voti non validi. Alla fine del conteggio delle schede contestate, i voti non validi nel 2006 sono stati solo 670mila, a fronte di quasi tre milioni nel 2001. Una variazione enorme. E' attribuibile solo al fatto che il sistema elettorale proporzionale, e senza preferenze, č risultato pił semplice e pił comprensibile agli elettori? Sarebbe utile saperne di pił. Cosģ come sarebbe utile che il ministero chiarisse definitivamente tutti i numeri sulle elezioni 2006.8Il rilancio dei Beni Culturali di S. SettisDa ala Repubblica del 28.4.2006 - Nel gioco di societą che va sotto il nome di "toto-ministri", i Beni Culturali sono relegati (c“era da aspettarselo) a un ruolo marginale. Ma prima che si cominci a disputare se la scomoda poltrona del Collegio Romano debba andare "in quota" a questo o a quel partito, sarebbe il caso di riflettere sulla miglior collocazione di questo dicastero nella mappa istituzionale. Sempre pił chiaro č infatti che il patrimonio culturale puņ e deve avere una posizione-chiave nello sviluppo del Paese. La sua vera "redditivitą" non č negli introiti diretti e nemmeno nel turismo e nell“indotto che esso genera, bensģ nel profondo senso di identificazione, di appartenenza, di cittadinanza che stimola la creativitą delle generazioni presenti e future con la presenza e la memoria del passato. Qualitą della vita, identitą culturale, solidarietą sociale, sono (lo ripetono sempre pił spesso economisti e sociologi in tutto il mondo) fattori di produttivitą ed economicitą non dei musei o dell“industria culturale, bensģ della societą nel suo insieme. Questo tema č nuovo solo in apparenza: con grande lungimiranza, gią lo indicava l“art. 9 della nostra Costituzione, che prescrive la «tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione», in stretta correlazione con lo «sviluppo della cultura scientifica e tecnica» e con «il pieno sviluppo della persona umana» richiamato all“art. 3. Come ha detto il presidente Ciampi in un lucido discorso (Mantova, novembre 2002), «gli insigni monumenti ereditati dai padri, le bellezze artistiche e ambientali, protette, riscoperte e restaurate, non sono soltanto una sorgente di rinnovata fiducia nella propria identitą e nelle proprie capacitą, ma sono risorse che costituiscono patrimonio e stimolo per la stessa crescita economica». Questa risorsa straordinaria, che nessun Paese al mondo possiede nella stessa misura del nostro, non č appannaggio di nessuna parte politica, ma richiede una strategia condivisa, purtroppo mortificata negli ultimi anni da efferati tagli di bilancio e dall“irresponsabile blocco delle assunzioni. Ma quale č la corretta collocazione istituzionale dei "beni culturali"? In principio fu il ministero della Pubblica Istruzione, con varie direzioni generali, fra cui quella per l“Universitą e quella per le Antichitą e Belle Arti. Ma "antichitą" e "belle arti" parvero espressioni antiquate, e la creazione di un nuovo ministero (1975) introdusse la nuova etichetta, vagamente mercantile, di "beni culturali". Le intenzioni erano ottime: puntare sul valore monetario del patrimonio culturale per ottenere pił finanziamenti per la tutela. Mancņ tuttavia da subito ai Beni Culturali una sufficiente consapevolezza istituzionale della loro centralitą nelle strategie di sviluppo del Paese, e dunque una mirata crescita e gestione degli investimenti nel settore. I Beni Culturali nacquero come un dicastero "minore", affidato quasi sempre a figure deboli e inadeguate, di corta visione istituzionale, con scarsa o nulla capacitą di iniziativa, ansiose di spostarsi su un ministero pił importante. A questa dannosa marginalitą volle porre rimedio Veltroni, che da ministro e vicepresidente del Consiglio trasformņ profondamente il suo ministero accorpandolo con Sport e Spettacolo e rinominandolo "dei Beni e delle Attivitą Culturali" (1998). Esperimento generoso, ma che (otto anni dopo) appare molto mal riuscito: se gią grande č la distanza fra, poniamo, il cinema e gli archivi di Stato, proprio niente hanno di comune fra loro i musei e il calcio, i circhi equestri e le aree archeologiche. Affidare ambiti tanto difformi alle cure di un solo ministro ha avuto effetti negativi, ha accentuato anziché diminuire la marginalitą del patrimonio culturale e dei suoi problemi. Come altri accorpamenti ministeriali della riforma Bassanini messi alla prova durante il governo di centrodestra (per esempio quello di Tesoro, Bilancio e Finanze), anche questo andrebbe dunque ripensato. Della riforma Veltroni va salvaguardata l“idea centrale, fortificare i Beni Culturali mediante l“accorpamento non con sport e spettacolo, ma con altre competenze. Assai pił appropriato e costruttivo sarebbe congiungere i Beni Culturali con Universitą e Ricerca, riprendendo una vecchia proposta di Giulio Carlo Argan e Giuseppe Chiarante. Si darebbe in tal modo un gran segno: che la ricerca conoscitiva č l“asse portante, la vera e sostanziale «attivitą» che dev“essere il cuore della tutela e della gestione del patrimonio culturale. L“intersezione fra campi del sapere, fra strutture della tutela e universitą potrebbe diventare la spina dorsale di un progetto vincente, lo stesso che dovrebbe informare l“organizzazione della ricerca in generale (si pensi alle interazioni fra fisici, medici, ingegneri). Si recupererebbe il nesso vitale fra l“universitą con le sue istanze di ricerca e il valore educativo del patrimonio culturale; si potrebbe favorire la mutua permeabilitą fra ricerca sul campo e didattica (per esempio del restauro), fra strutture pubbliche della tutela e universitą. Č questo un nuovo esperimento, che varrebbe la pena di tentare, tanto pił che l“accorpamento di Universitą e Ricerca alla Pubblica Istruzione č anch“esso fra i meno riusciti nell“ultima legislatura. Rispondendo sul "Corriere della Sera" del 29 marzo a un appello del Fai, Romano Prodi ha impegnato il suo governo a riportare il bilancio dei Beni Culturali al livello del 2001, «approntando un piano di recupero del patrimonio, con allocazione di risorse adeguate, anche ricorrendo a misure di incentivazione fiscale e tax shelter. L“obiettivo sarą quello di raggiungere nel medio-lungo periodo la destinazione di una quota pari all“1 % del Pil alla Cultura». Č una dichiarazione importante, ma non basta: se tale quota dovesse esser destinata in prevalenza allo sport e allo spettacolo, lo stato di acuta sofferenza dei nostri beni culturali non ne risulterebbe alleviato. La crescita ragionata delle risorse deve accompagnarsi a una ripresa delle assunzioni, che miri all“altissima professionalitą degli addetti sottraendoli al ricatto delle pressioni politiche esercitato con lo spoils system; al ripensamento dei ruoli di Stato, regioni, enti locali, privati mettendo ordine nella confusione generata dalla sciatta distinzione di tutela e valorizzazione inserita purtroppo nel nuovo Titolo V della Costituzione; all“organico collegamento delle tematiche della tutela con quelle della ricerca e dell“ambiente. Un ultimo punto resta da chiarire. Per realizzare un programma come questo (se Prodi e il suo governo vorranno farlo) č preferibile un ministro tecnico o un ministro politico? Non ho alcun dubbio che un ministro politico, che abbia statura culturale e rispetto per il parere dei tecnici (e il ministero ne ha ancora di ottimi) sia la soluzione vincente, anzi l“unica. Quello dei Beni Culturali non deve, non puņ essere scenario per discorsi teorici o per un qualche apprendistato politico, ma esige un“azione immediata, forte e mirata, non marginale bensģ collocata nel cuore stesso dell“azione di governo. Senza cedimenti a superficiali economicismi, ma con grande attenzione ai problemi della gestione del patrimonio. Solo un politico di provata esperienza puņ metterli adeguatamente a fuoco, con l“aiuto dei suoi tecnici, e segnare quel riscatto del nostro patrimonio culturale che i cittadini hanno il diritto di aspettarsi.9La beffa dell' energia solare. Il governo nega i contributi e le opportunitą promesse 1. Un decreto di febbraio ne sconfessa uno del 2005: 15 tra imprenditori e privati ricorrono al Tar.la repubblica di Firenze del 26.4.2006 - Maurizio Bologni - Il Governo prima li ha spronati a dotarsi di impianti ad energia solare, promettendo contributi e la possibilitą di commerciare il surplus di energia prodotta. Poi li ha beffati, tagliando contributi e opportunitą. Tutto nell'arco di pochi mesi, con due decreti tra il luglio 2005 e il febbraio scorso, che come mani dģ una stessa persona dapprima danno e subito dopo tolgono. Incredibile che autore dei «gioco di prestigio» sia il governo. Contro questo dietrofront scatta la carta bollata. Quindici, tra titolari di aziende e altri privati che avevano seguito le lusinghe del fotovoltaico e che adesso si sentono presi in giro, assistiti dagli avvocati fiorentini Alessandro Tarducci e Iacopo Tozzi, hanno presentato un ricorso al Tar per far dichiarare illegittimo il secondo dei due decreti. Scaduti i termini del ricorso al Tar, un'altra quarantina di soggetti avrebbe deciso di rivolgersi direttamente al capo dello Stato. «da una parte si spinge i cittadini verso le energie rinnovabili, dall'altra vicende come questa rischiano di vanificare la fiducia della gente, sono boomerang culturali» dicono gli interessati. In Toscana sono 481 i soggetti ammessi ai contributi, che adesso sono stati decurtati. Aziende e faniglie sedotte dalla sirena del decreto del 28 luglio 2005: qualcuno ha convertito in fotovoltaico il proprio impianto di riscaldamento, altri hanno deciso di assicurare alle loro imprese l'energia necessaria attraverso l'impianto solare bandendo gas e petrolio. Spese di «riconversione» da un minimo di 20.000 ad un massimo di 400.000 euro. II fatto č che il decreto di luglio prometteva contributi erogati dal Gestore della rete di trasmissione nazionale (Grtn) proporzionali alla quantitą di energia prodotta per venti anni dall'installazione, contributi che nel corso del tempo sarebbero stati rivalutati secondo gli indici Istat. Inoltre il decreto prevedeva che l'energia prodotta in surplus rispetto al consumo potesse essere venduta allo stesso Grtn. Fatti bene i conti in sei-sette anni l'investimento sarebbe stato ammortizzato. Vengono pubblicati due bandi. Fioccano le domande:481 provenienti dalla Toscana sono ammesse. Ma il 6 febbraio scorso ecco il «decreto voltafaccia emanato dai ministeri delle attivitą produttive e dell'ambiente. Le annuali rivalutazioni istat del contributo vengono tagliate, chi ha impianti inferiori ai 20 chilowatt non potrą rivendere il surplus di produzione. Sballano i piani di ammortamento dei privati. Che perņ non ci stanno. «E' una decisione lesiva per quanti avevano gią presentato domanda» dicono i legali Tarducci e Tozzi dello studio fiorentino Cnttv, che raccolgono altre adesioni per mandare avanti il ricorso straordinario al Capo dello Stato. «Non č infatti pił cosģ conveniente produrre energia rinnovabile. Per gli impianti piccoli non conviene averne pił del consumo perché non č pił ammessa la commerciabilitą del surplus di produzione. E i costi degli impianti sono adesso difficilmente ammortizzabili. E' fortemente danneggiato chi ha gią a preso accordi col Grtn, con i progettisti, e magari ha pure contratto un mutuo per realizzare impianti che sono comunque costosi. Italia - 9.121 sono state dal luglio scorso le domande ammesse per l'installazione agevolata di impianti fotovoltaici in tutto il territorio nazionale Firenze – 128 domande accolte per l'installazione di impianti di energia solare in provincia di Firenze. Quasi una ogni tre di quelle dalla Toscana. Toscana – 481 sono le domande ammesse in Toscana, che ha mostrato interesse al bando coprendo un decimo del totale nazionale. Potenza - 5.627 i chilowatt che produrranno i 327 impianti autorizzati in Toscana nel quarto trimestre 2005, periodo boom di domande.10La beffa dell' energia solare. Il governo nega i contributi e le opportunitą promesse 2. Paghi rinnovabile, compri fumi di scarico.21.4.2006 - A sette mesi dall’avvio del  HYPERLINK "http://www.beppegrillo.it/2005/09/energia_pulita_1.html" \t "_blank" Conto Energia voglio fare il punto della situazione. La legge č stata accolta con entusiasmo dagli italiani: 25.000 domande sono arrivate al  HYPERLINK "http://www.grtn.it/ita/index.asp" \t "_blank" Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale (GRTN), per una potenza complessiva di circa 900 MWp, di cui si prevede siano 19.000 quelle senza errori, per una potenza di circa 700 MWp. Una simile potenza fotovoltaica č in grado di generare l’energia elettrica che verrebbe prodotta da una centrale termoelettrica di circa 140 MW! Purtroppo l’aggiornamento della legge avvenuto a inizio febbraio ha posto un limite di 85 MWp/anno per le domande pervenute dopo il primo marzo, pari a un decimo della potenza installata in Germania nel 2005. Molte richieste rimarranno cosģ insoddisfatte. Sembra che la ragione di tale limite sia nell’eccessivo costo da sostenere se si installassero troppi sistemi fotovoltaici. Infatti le risorse finanziarie per il Conto Energia arrivano dalla componente tariffaria A3, che troviamo nelle nostre bollette con la descrizione “Costruzione impianti fonti rinnovabili”. Su una bolletta di un anno su un totale, per esempio, di 936 Euro si pagano 34 Euro (3,6% del totale) per finanziare le fonti rinnovabili italiane. In realtą solo il 20% circa (meno di 7 Euro) va alle fonti rinnovabili. I 27 Euro rimanenti pagano l’energia elettrica prodotta da impianti alimentati da fonti “assimilate”, cosģ definite (fonte GRTN): “quelli in cogenerazione; quelli che utilizzano calore di risulta, fumi di scarico e altre forme di energia recuperabile in processi e impianti; quelli che usano gli scarti di lavorazione e/o di processi e quelli che utilizzano fonti fossili prodotte solo da giacimenti minori isolati”. Quanti italiani sanno che dal 1992 ad oggi abbiamo pagato (di tasca nostra) circa 30 miliardi di Euro (pari quindi a due importanti finanziarie) che, stando a quanto scritto sulle bollette, dovevano essere destinati alla “Costruzione impianti fonti rinnovabili”? Alla fine circa solo 6 di quei miliardi di Euro sono serviti per supportare le energie pulite (principalmente idroelettrico). Buona parte degli altri 24 miliardi ha invece gonfiato i ricavi di note aziende petrolifere che bruciavano (e bruciano) gli scarti della loro produzione (che č anche la parte pił inquinante) per produrre energia elettrica. E ancora oggi ci scrivono sulle bollette che quei soldi servono per sostenere le fonti rinnovabili invece dei petrolieri. Non vi sembra una grande presa per il c..o? Gli interessi dei grandi (e ricchi) gruppi energetici sono pił importanti della maggioranza degli italiani, che ha dimostrato la volontą a sviluppare le vere fonti rinnovabili. Tra i primi provvedimenti il nuovo governo elimini il limite degli 85 MWp/anno, ma soprattutto elimini dalla destinazione “Costruzione impianti fonti rinnovabili” le fonti assimilate o di cogenerazione. Questa situazione riduce investimenti ed occupazione in un settore di protezione per l’ambiente dalle enormi potenzialitą di sviluppo.E inoltre aumenta la nostra bolletta per l’importazione di energia. In una conferenza dello scorso febbraio, il neo dipendente Romano Prodi ha detto: “…come minimo dobbiamo raggiungere la potenza fotovoltaica installata in Germania”. Ora si tratta di rispettare le promesse.  HYPERLINK "http://www.beppegrillo.it/muro_del_pianto/energia/index.html" http://www.beppegrillo.it/muro_del_pianto/energia/index.html 11Nigeria, bimbi usati dalla Pfizer come cavie per un farmacoSecondo un rapporto medico, completato 5 anni fa ma da allora rimasto segreto, nel 1996 un centinaio di bambini nigeriani fu sottoposto dalla societą farmaceutica Pfizer a una sperimentazione medica non autorizzata. Nel rapporto - scoperto dalla testata statunitense ‘Washington Post“ e rilanciato dal ‘Daily Champion“, uno dei quotidiani pił letti della Nigeria - la commissione medica che lo ha redatto afferma che la Pfizer selezionņ nell“ospedale di Kano 100 bambini somministrando loro il Trovan, un medicinale contro la meningite non ancora approvato dalle autoritą farmaceutiche americane. Nel 1997, infatti gli Usa approvarono l“utilizzo del medicinale sugli adulti (sottoponendolo comunque due anni pił tardi a forti restrizioni) ma non concessero mai i permessi per l“infanzia. La stessa medicina non č approvata dell“Unione Europea. Non č chiaro se i piccoli scelti fossero davvero affetti da meningite, ma cinque di quelli che presero il farmaco morirono, altri svilupparono l“artrite o ebbero danni celebrali; anche altri sei bambini cui era stato dato un placebo di controllo persero la vita. Non fu possibile stabilire se la morte dei bambini o l“insorgenza di altre malattie fossero in correlazione con l“esperimento. Secondo la commissione medica nigeriana non ci sono prove che le famiglie furono adeguatamente informate dei rischi della sperimentazione; inoltre il certificato del comitato etico della Nigeria, in cui si approvava l“operazione, risultņ essere stato falsificato dal capo dei ricercatori della Pfizer a Kano. Nel rapporto stilato all“epoca dei fatti dalla commissione medica nigeriana incaricata si affermņ che l“esperimento era "un test illegale di una medicina non registrata", in contravvenzione alla Dichiarazione internazionale di Helsinky e alla Dichiarazione Onu dei diritti dell“infanzia, e un "chiaro caso di sfruttamento dell“ignoranza della gente". Il panel di medici suggerģ alle autoritą di "sanzionare adeguatamente" la compagnia farmaceutica, di chiedere risarcimenti e di pretendere le scuse ufficiali al governo e alla popolazione nigeriana ma anche di prendere misure affinché simili episodi non si ripetessero. Nulla di ciņ venne fatto e il rapporto non č stato mai reso pubblico, prima dell“inchiesta giornalistica. A novembre - ricorda il Washigthon Post - una corte federale statunitense aveva respinto l“incriminazione nei confronti della Pfitzer, azienda con quartier generale a New York, per non aver informato le famiglie nigeriane del rischi del Trovan mentre era ancora in attesa dell“approvazione della ‘U.S. Food and Drug Administration“; nella sentenza si afferma che le autoritą competenti sul caso sono quelle nigeriane. In un comunicato della societą farmaceutica, citato dal ‘Daily Champion“, la compagnia continua a sostenere che le autoritą nigeriane erano al corrente dei fatti e respinge le accuse di comportamento non etico. – 10.5.06 http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=5616412Il conto delle autostrade.Gilberto Benetton mi invitņ qualche mese fa a pranzo. Io presi informazioni e rifiutai. Non volevo essere io a pagare il conto. Di solito faccio alla genovese, il conto lo paga sempre l’altro. Mi sarei trovato a tavola con una delle persone pił indebitate d’Italia dopo il tronchetto dell’infelicitą, che condivide con lui debiti e maglioni da regata. Ho chiesto ad un paio di consulenti finanziari come andasse Benetton e si sono messi le mani sui c...ni. Qualche settimana fa per togliermi ogni dubbio sulla solvibilitą di Gilberto al ristorante ho dato un’occhiata al  HYPERLINK "http://www5.autostrade.it/press-wcm.nsf/vwRicercaInter/7cfe3bf45d6e8842c12571180056622a?Open" \t "_blank" bilancio di Autostrade. Un bilancio che si puņ riassumere in profitti spaventosi: intorno al miliardo di euro, debiti spaventosi: quasi nove miliardi di euro, investimenti per le autostrade: non pervenuti. E qui devo fare un attimo un po’ di storia per arrivare all’epilogo con la vendita-fusione alla spagnola Abertis di questi giorni. Nei favolosi anni ’90 il solito governo di centro sinistra fa la solita privatizzazione alla c..o, detta appunto privatizzazione di centro sinistra, o a debito. Una cessione moderna di beni dello Stato in cui chi compra paga poco chiedendo i soldi in prestito alle banche, e compra un bene che gli italiani hanno costruito in generazioni con le loro tasse. Benetton e soci, tra cui Unicredit, entrano quindi nel 1999 nel business delle autostrade. Dal allora, secondo la Repubblica di sabato 29 aprile, gli investimenti da effettuare sulla rete autostradale per la convenzione con lo Stato avrebbero dovuto essere di circa 7.500 milioni di euro. Gli investimenti effettivi sono stati circa 2.400 milioni di euro. All’appello mancano, sempre circa, cinque miliardi di euro; fatto peraltro certificabile da qualsiasi guidatore. Dove sono questi cinque miliardi di euro? Il debito non diminuisce, gli investimenti prima o poi bisogna farli, che fare? Cosa farebbe un amico del tronchetto? Ma vende naturalmente. Vende al solito partner europeo che consentirą sinergie e la nascita di un colosso mondiale con il c..o degli italiani. Intasca un miliardo di euro da spartirsi con i soci, tra cui Unicredit. E lo fa in un momento di vuoto istituzionale, senza un governo in carica. Ma cosa c’entra il Governo? C’entra, c’entra... Infatti le tariffe autostradali vanno concordate con il Governo in quanto sono in regime di concessione. Se lo Stato volesse potrebbero costare la metą o un decimo. O non avere aumenti per uno o pił anni. Caso unico in Italia, l’amministratore delegato di Autostrade Vito Gamberale si č dissociato dall’operazione. Onore al merito. L’operazione va bloccata subito (pedalare Prodi, pedalare). A Gilberto, in amicizia, considerata la situazione disperata in cui si trova, farņ avere due buoni pasto da consumarsi in trattoria. http://www.beppegrillo.it/2006/04/post_16.html13Polveri killer. Effetti di una breve esposizione al particolato fine (PM 2,5) sulla salute umana. – A Baltimora uno studio americano poco tranquillizzante in un bacino di 11,5 milioni di abitanti con etą superiori a 65 anni.Sono molte le indagini epidemiologiche che hanno descritto la correlazione tra esposizione al particolato atmosferico (PM) e gli effetti negativi sul rischio di morbilitą e mortalitą. Sono pochi, invece, gli studi che hanno indagato gli effetti sulla salute umana di una breve esposizione al particolato fine (PM 2,5), l’inquinante atmosferico estremamente pericoloso per la facilitą con la quale esso č in grado di penetrare attraverso l’albero respiratorio e di raggiungere gli alveoli. Se ne occupa questo studio dei ricercatori della John Hopkins University di Baltimora recentemente pubblicato su JAMA, che si sofferma in particolare sul rischio di ricoveri ospedalieri per patologie cardiorespiratorie. Analizzando una banca dati nazionale, in cui sono stati riportati i dati giornalieri relativi sia ai tassi di ricovero per esiti cardiorespiratori sia ai livelli ambientali di PM 2,5 in 204 realtą urbane statunitensi (equivalenti a un bacino di 11,5 milioni di abitanti con etą > 65 anni), gli autori dimostrano che l’esposizione a PM 2,5 si associa a un aumento a breve termine del numero di ricoveri per tutti gli esiti cardiorespiratori indagati, in particolare per scompenso cardiaco. Jama Maggio 200614Bertinotti liberale e Costituzione comunista.26.4.2006 di Marco Travaglio - Dunque č ufficiale. Dire, come fa Bertinotti, che Mediaset «deve dimagrire in pubblicitą e reti» non si puņ. Č un «pensiero liberticida» (Schifani, FI), un’«entrata a gamba tesa» (Calderoli, Lega), una «vendetta» (Volontč, Udc), «illiberale» (Berlusconi, FI-Mediaset), «un reato» (Crosetto, FI), una «posizione inquietante e avventurista» (Bondi, FI), una «vendetta contro Berlusconi» (Mentana, Mediaset), un’«idea comunista» (Mastella, Udeur), una «legge contro» (Pecoraro Scanio, Verdi), una «visione punitiva per castigare Berlusconi» (Polito, Dl), un’«ingiustizia per i lavoratori Mediaset» (Rizzo Pdci, Fede Rete4). Per caritą, č comprensibile che il proprietario di Mediaset, i suoi cari e gli ospiti fissi delle sue tv si stendano come scudi umani a protezione di quanto hanno di pił prezioso. Ma che pretendano di difendere il monopolio della tv commerciale e della pubblicitą, per giunta incostituzionale, in nome del libero mercato, confondendo la concorrenza col comunismo, č singolare. Il fatto č che proprio quel monopolio, saldato col controllo militare della Rai, ha prodotto il pensiero unico e la paura di chiamare le cose con il loro nome. Una mutazione genetica che impedisce oggi agli uomini del centrosinistra di pensare e di dire ciņ che pensavano e dicevano tranquillamente dieci o cinque anni fa. Un breve promemoria non guasterą. La cura dimagrante per Mediaset non č un'idea balzana del compagno Berty. Č quanto ha stabilito per ben due volte la Corte costituzionale. Il 7 dicembre 1994 la Consulta dichiara illegittima la legge Mammģ e intima al Parlamento di cambiarla perché viola l'articolo 21 della Costituzione: «Il legislatore č vincolato a impedire la formazione di posizioni dominanti nell'emittenza privata e favorire il pluralismo delle voci nel settore televisivo... L'esistenza di un'emittenza pubblica non vale a bilanciare la posizione dominante di un soggetto privato... La posizione dominante data dalla titolaritą di 3 reti su 9 assegna un esorbitante vantaggio nella utilizzazione delle risorse e della raccolta della pubblicitą». Le frequenze sono limitate e chi possiede 3 reti su 9 (di fatto 3 su 6 o 7) deve cederne una. Il Parlamento ha tempo fino al 27 agosto 1996 per provvedere. Nel '95 si vota un referendum, che fissa il tetto antitrust a una sola rete. Ma, grazie all'ignavia della sinistra in campagna elettorale e al martellante bombardamento pubblicitario sulle reti Fininvest, vince il No. Commenta amaro Norberto Bobbio: «Il motivo principale per cui Berlusconi ha vinto il referendum che tendeva a diminuire il suo potere televisivo č stato il fatto stesso che aveva questo potere». Resta perņ da attuare la sentenza della Consulta. E l'Ulivo nel '96 s'impegna a farlo nella tesi 51 del programma di Prodi: «obiettivo intermedio» la discesa di Mediaset da 3 a 2 reti; «obiettivo finale, consentire a ogni editore di avere un solo canale generalista via etere terrestre e di cedere quelli in pił». I leader dell'Ulivo dicono cose ben pił spinte del Bertinotti odierno. D'Alema: «Si rimuove la Mammģ, si fa tabula rasa, si riparte da zero. E si fa l'Antitrust assumendo come base la sentenza della Corte costituzionale che dichiara illegittima la proprietą di tre reti tv da parte di un unico soggetto». Prodi: «La prima cosa che faremo al governo sarą attuare la sentenza della Consulta del '94 che comporta la riduzione delle reti Fininvest via etere da 3 a 2». Con quel programma, il centrosinistra vince le elezioni e va al governo. Il ministro Maccanico, nella legge sulle tv, fissa i tetti antitrust al 30% del mercato per la pubblicitą in tv e al 20% per le frequenze nazionali disponibili (non pił di due reti sull'analogico terrestre). Ma poi, fra compromessi e ostruzionismi del Polo, tutto viene rinviato a quando esisterą «un effettivo e congruo sviluppo dell'utenza dei programmi via satellite o via cavo». Espressione quantomai vaga, che lascia tutto come sta. Sine die. Intanto Berlusconi quota Mediaset in borsa e azzera i debiti, proprio perché Rete4 č sempre lģ. Ma, il 20 novembre 2002, la Consulta dichiara incostituzionale pure la Maccanico e impone a Mediaset di dimagrire a due reti entro il 31 dicembre 2003. Oltretutto Rete4 č «abusiva»: nel '99 ha perso la gara per le concessioni a trasmettere su scala nazionale. La gara l'ha vinta Europa 7 di Francesco Di Stefano, che perņ non puņ trasmettere perché le frequenze sono occupate da chi seguita a farlo senza concessione. Ultima puntata: nel dicembre 2003, allo scadere dell'ultimatum della Consulta, il governo Berlusconi salva Rete4 dal passaggio su satellite con l'apposita legge Gasparri.Ciampi perņ la rimanda indietro. Allora si provvede, in zona Cesarini, col decreto salva-Rete4 e con la Gasparri-2. I berluscones agitano due spauracchi: l'oscuramento di Emilio Fede (come se non potesse traslocare su Canale5) e il licenziamento di «migliaia di lavoratori» (che in realtą sarebbero poche centinaia,e potrebbero essere ampiamente assorbiti da Europa7, che legalmente dovrebbe trasmettere sulle frequenze di Rete4). Ora gli stessi argomenti farlocchi echeggiano anche a sinistra. Chi non accetta il sistema Mammģ- Maccanico-Gasparri e invoca due sentenze della Consulta, č comunista. Ma chi l'ha detto che Berlusconi ha perso?15I furbetti dell’etere di Carlo Rognoni26.4.2006 - Si dice che chi tocca i fili, muore! E chi tocca la Tv? Basta leggere le reazioni furibonde alle dichiarazioni di Fausto Bertinotti su Rai e Mediaset, per capire che «la questione televisiva» sarą uno degli scogli pił minacciosi sulla strada del nuovo governo. Ma che cosa ha detto esattamente il segretario di Rifondazione? «Credo - ha detto - che debbano essere combattute le condizioni di monopolio, duopolio, oligopolio... anche con la legge». Fin qui, parola di liberale. C'č forse qualcuno del centro destra che si ripropone pubblicamente e senza vergogna di difendere monopoli, duopoli, oligopoli... e magari con una legge ad aziendam? Č quando Lucia Annunziata, da brava intervistatrice, gli ha chiesto se «questo significa che Mediaset dovrebbe essere dimagrita», che Bertinotti č caduto, per cosģ dire, nella trappola. Ha risposto: «Direi di sģ, ad occhio». Ad occhio? E quando l'Annunziata insiste: «Nella pubblicitą e nelle reti?» la risposta č stata: «Direi in entrambi». Bertinotti - secondo me - č sulla parola «dimagrita» che ha sbagliato a non reagire. Noi del centro sinistra non vogliamo far dimagrire nessuno - avrebbe forse dovuto dire. Vogliamo, tuttavia, che le regole della concorrenza siano rispettate e pensiamo che pił mercato voglia dire pił soggetti imprenditoriali, pił pluralismo. Č dunque la parola «dimagrita», assai poco politically correct, che ha scatenato l'inferno. Č diventata l'immagine da strumentalizzare, a cui attaccarsi per dimostrare quanto sono cattivi i comunisti. Ma quanta ipocrisia! Siamo o no d'accordo che bisogna intervenire sulla legge Gasparri? E quali sono i punti che non stanno in piedi? Prima di tutto l'idea che il digitale terrestre potesse in due anni diventare il motore del pluralismo. Di anni ce ne vogliono molti di pił. E comunque sono necessarie da subito regole che impediscano che dall'analogico al digitale resti in campo il duopolio. Poi che si potessero togliere di mezzo tutte le norme antitrust sulla pubblicitą (oggi Mediaset ha il 65 per cento della pubblicitą nazionale televisiva), inventando il Sic, il sistema integrato delle comunicazioni. Č un paniere cosģ ampio da autorizzare l'ulteriore crescita proprio del ramo privato del duopolio. E infine la «privatizzazione a la Gasparri», talmente irrealistica che si č trasformata in un nulla di fatto, in una specie di farsa di cui non si sa se piangere o ridere. Eppure, non appena si č parlato di televisione, non sono solo alcuni portavoce del centro destra che hanno alzato i toni, ma si sono sentite strane riflessioni da bar anche nel campo del centro sinistra. La pił inquietante č la tesi di chi sostiene che bisogna vendere una rete Rai per poter creare pił mercato. Č una tesi che aveva un senso qualche anno fa, prima della rivoluzione digitale. Oggi assomiglia tanto a una pigra ripetizione di cose sentite dire, una triste coazione a ripetere. Lo scenario dentro il quale si muove la tv č profondamente cambiato grazie alla convergenza digitale. Non ha pił senso parlare di reti, di canali, di programmi, di palinsesti. Bisogna ripartire da un concetto nuovo, dalla «capacitą trasmissiva», cioč dalla quantitą di bit al secondo che possono essere distribuiti via etere. Č allora la percentuale di questa capacitą trasmissiva che va regolamentata - e non il numero delle reti - in modo da garantire che ce ne sia a disposizione per pił soggetti imprenditoriali e non solo per i soliti noti. Come si affronta la nuova realtą tecnologica, avendo l'idea di una politica industriale che aiuti il paese a crescere e non a dimagrire? Intervenendo, per esempio, sulla risorsa frequenze (oggi l'80 per cento delle frequenze nazionali sono controllate da Mediaset e Rai). Una separazione proprietaria fra chi fa i contenuti tv e fra chi questi contenuti li trasporta č di fatto una scelta moderna, europea. Va incentivata. Si creano cosģ operatori di rete il cui massimo interesse č sfruttare al meglio le frequenze di cui dispongono per offrire al mercato la maggior quantitą possibile di capacitą trasmissiva. Tutte le compagnie telefoniche che ormai guardano alla tv come a un servizio in pił da vendere dovrebbero essere interessate. Insomma la strada che la Rai aveva scelto vendendo a Crown Castle il 49 per cento di Raiway, la sua societą degli impianti e delle torri, č una strada da ripercorrere. E per la pubblicitą? Vanno ripristinati tetti antitrust fin tanto che durerą l'analogico. Con il tutto digitale potrą bastare il controllo dell'Autoritą ex post, per evitare che ci siano posizioni dominati che impediscono al mercato di crescere. Al fine di evitare di imporre subito tagli sconvolgenti, tuttavia, proprio per non penalizzare nessuno, neppure Mediaset, va comunque messa in campo una riduzione dei tetti pubblicitari consentiti per tappe temporali prefissate, per esempio ogni anno. E si potrebbe immaginare di consentire percentuali pił alte a chi non č «verticalmente integrato», cioč non č contemporaneamente il controllore della distribuzione e il produttore di contenuti tv. Per portare il sistema radiotelevisivo a regime, per togliere di mezzo l'anomalia del duopolio, č bene mettersi in testa che ci vogliono almeno tutti gli anni di una legislatura. Č una materia troppo seria e importante per la crescita industriale del paese per lasciare che prevalgono improvvisazioni o scelte da apprendisti stregoni.16Sanitą, contratti in alto mare, le Regioni non pagheranno - Psicologo e boss. Cosģ lo pagava l'ASL di Locri. - Franca Rame: da senatrice guadagno una barca di soldi; il mio stipendio fa spavento, lo spenderņ per lotta sprechi.Sanitą, contratti in alto mare, le Regioni non pagheranno (Il Sole 24 Ore: pag. 1 - 29 aprile 2006) Restano in sospeso i contratti dei 700 mila dipendenti, (medici, dirigenti e personale non medico) del SSN. Le Regioni hanno rifiutato, infatti, di pagare 100 mln di euro in pił di spesa che l'attuale Governo voleva accollare ai loro bilanci per il contratto dei 560 mila operatori non dirigenti. In alto mare anche l'accordo dei 137 mila medici e dirigenti non medici, che, dopo la firma per intesa del 9 marzo, aspetta il via libera di Palazzo Chigi. Anche Aran nel mirino delle Regioni, che chiedono di sostituire l'Agenzia con una struttura interregionale analoga alla Sisac. I sindacati sono sul piede di guerra, minacciando scioperi qualora la vicenda non venga chiusa dal nuovo Governo.  Psicologo e boss. Cosģ lo pagava l'ASL di Locri Corriere della Sera del 29 aprile 2006 - Il Governo ha deciso lo scioglimento dell'ASL di Locri: alla base del provvedimento la relazione consegnata dal Prefetto Luigi De Sena, che dichiara il riscontro di 'un'arbitraria occupazione da parte della criminalitą locale organizzata e una compressione dell'autonomia dell'Azienda sanitaria, la cui volontą č risultata fortemente diminuita'. In 6 anni, infatti, l'ASL di Locri ha speso pił di 88 mln di euro, il doppio di quanto autorizzato ed anche gli appalti sono stati pilotati, spartiti tra le cosche. Franca Rame: da senatrice guadagno una barca di soldi; il mio stipendio fa spavento, lo spenderņ per lotta sprechi. I miei obiettivi sono la lotta agli sprechi di Stato, ai costi del Parlamento, del Senato, del  Quirinale. Il debito pubblico non č provocato dai cittadini, ma č un debito di grandissimi costi di Stato, io stessa ho uno stipendio che mi ha fatto veramente spavento, una barca di soldi. Conoscere realtą - conclude - in cui si fa fatica a comprare le zucchine perché costano 3,5 euro al chilo e vedere che riceverņ tutti quei denari č imbarazzante. Senza parlare dei contributi, degli aiuti, dei viaggi, della casa. Comunque lo stipendio che prenderņ, lo spenderņ per questa faccenda: ne spenderņ buona parte per combattere gli sprechi delle Istituzioni.17 HYPERLINK "http://eukra.it/news.php/clipDetail?extrapolaClip=3545699&extrapolaInfo=59&src=nl&uid=MdFhREFG8tDAqAMG&portalName=Eukra&extrapolaIssue=44817" «Vi serve un organo? Ordinatelo online!» In Cina č business . I trapianti su prenotazione sono migliaia. Si usano i cadaveri dei condannati a morte. In Cina č business. SHENYANG - La pubblicitą online sul sito del Centro internazionale di assistenza ai trapianti della cittą di Shenyang, nel Nord Est della Cina, ostenta senza complessi: «Donatori d’organi disponibili immediatamente! Contattateci prima di ammalarvi troppo gravemente! Un consiglio: sappiate che dicembre e gennaio sono la stagione buona, quella in cui il numero dei donatori č pił elevato; ciņ vi permetterą di attendere il minimo del tempo prima di farvi trapiantare l’organo». Il centro, un’organizzazione privata niente affatto illegale in base alle norme cinesi, č cionondimeno sede di un’attivitą commerciale fra le meno scrupolose che si possano immaginare, sul piano morale: qui si fa intermediazione fra i «donatori» cinesi di organi e i riceventi stranieri. Vi si vendono reni, fegati, cornee, pancreas come fossero beni di consumo... Il sito propone i suoi servizi non solo in cinese ma anche in russo, in giapponese, in coreano e in inglese. Una precisazione: gli organi provengono nell’80 per cento dei casi dai cadaveri di condannati a morte cinesi giustiziati. La pubblicitą di questo centro va decodificata cosģ: «Organi disponibili immediatamente» significa che l’utilizzo di parti del corpo di condannati a morte assicura altissime probabilitą di trovare rapidamente un donatore compatibile. «Dicembre e gennaio sono la stagione buona» si riferisce al fatto che il numero delle esecuzioni č tradizionalmente pił elevato nelle settimane che precedono il Capodenno cinese. Una tradizione immemorabile vuole infatti che in Cina non si eseguano condanne a morte dopo l’inizio della primavera, simbolo di rinnovamento. Se si volessero spingere le cose all’estremo, come ha di recente riferito un servizio di una rivista appartenente al gruppo Phoenix di Hong Kong, c’č da credere che uno straniero fortunato, utilizzando i servizi d’intermediazione di questo centro cosģ poco sensibile alle pił elementari regole internazionali di deontologia, riesca ad acquistare i suoi organi in Cina quasi sui due piedi. Sarebbe dunque possibile «ordinare» un rene, un fegato, addirittura prima dell’esecuzione del condannato? Il reportage di questo mensile sembra rispondere in maniera affermativa: un giornalista cinese che si č fatto passare per il familiare di un paziente in attesa di un rene in un ospedale di Zhengzhou (capoluogo della provincia di Henan) si č accordato in questi termini con un certo dottor Shi: «Venite presto se volete un trapianto rapido, i donatori non mancano questa settimana...». La procedura per l’espianto č sempre la stessa: un’ambulanza arriva sul posto e preleva l’organo per dirigersi immediatamente verso l’ospedale dove il paziente č gią pronto per l’operazione. Questo lascia supporre che le analisi di compatibilitą in termini di gruppo sanguigno siano state eseguite prima dell’esecuzione. Il Centro internazionale di assistenza ai trapianti di Shenyang si presenta bene. Situato al diciassettesimo piano di una torre ultramoderna di questo ex centro siderurgico di epoca maoista - ora in pieno boom economico - non č che una branca di un’impresa di consulenza creata da giapponesi. Qui, in un ufficio luminoso, ci riceve un uomo d’affari il cui lucroso business sembra aver superato le pił rosee aspettative. Sotto il vincolo dell’anonimato ci confida: «Mio povero signore, ci sono cosģ tanti giapponesi che vengono qui in Cina a farsi trapiantare gli organi che non riusciamo pił a tenere il ritmo!». Sul sito del centro č esposto senza vergogna il tariffario: 62 mila dollari per un rene, un centinaio di migliaia per un fegato, un pancreas fra i 150 mila e i 170 mila, un cuore 160 mila, una cornea 30 mila. Viaggio escluso... Secondo il nostro interlocutore «un centinaio di giapponesi sono venuti a farsi trapiantare un rene negli ospedali di Shenyang e Shangai negli ultimi anni». Il quotidiani Asahi Shimbun di Tokyo ha ipotizzato di recente la cifra di 350 persone. Poi ci sono coreani, ucraini, israeliani. Pił tardi, sempre a Shenyang, un intermediario nipponico, che a sua volta vuol restare animino, ci dice che «questo business arricchisce tutti, dall’ospedale ai funzionari pubblici locali. Tutti fanno soldi con i pazienti stranieri». Alla fine di febbraio un dispaccio dell’agenzia giapponese Jiji ha imbarazzato le autoritą cinesi: sette pazienti nipponici di etą compresa fra i 35 e i 50 che erano venuti a farsi trapiantare un rene in Cina sono morti negli ospedali di Shenyang, di Shangai e di Changsha (capoluogo della provincia dello Hunan) poco dopo le operazioni, fra il 2004 e il principio del 2006. Le autoritą giapponesi hanno aperto un’inchiesta per appurare in quali condizioni avevano avuto luogo tali operazioni. In seguito si č avuta notizia di pazienti malaysiani morti in circostanze analoghe. Una ventina di migliaia di trapianti vengono effettuati ogni anno in Cina e in lista di attesa nel Paese ci sono due milioni di persone bisognose di organi nuovi; eppure la Cina č la principale destinazione in Asia di pazienti stranieri che vogliono un trapianto. Questo business sta diventando motivo di crescente imbarazzo per le autoritą di Pechino. Per lungo tempo la questione dell’utilizzo dei cadaveri di condannati a morte č rimasta tabł in Cina; fino a quando in una conferenza internazionale organizzata di recente a Manila il viceministro cinese della Sanitą, Huang Jiefu (che fra l’altro č di persona un chirurgo specializzato in trapianti di reni) ha annunciato che «il 95 per cento degli organi espiantati in Cina proviene da condannati giustiziati». L’affermazione non č stata peraltro recepita agli altri livelli governativi, visto che a marzo un portavoce del ministero degli Esteri di Pechino ha dichiarato che «tale pratica riguarda pochissimi casi» e ha aggiunto che «č una menzogna che si prelevino organi dai condannati a morte senza il loro consenso».18STRANEZZE Non aprite quel processo.Mentre le cronache sull’arresto di Provenzano tendono sempre pił pericolosamente al gossip giudiziario (imperdibili i particolari sulla seconda dentiera, quella di riserva, sequestrata al boss nel covo di Corleone), accadono cose strane intorno al processo a Marcello Dell’Utri, cioč all’uomo che per il Tribunale di Palermo stipulņ un patto d’acciaio con Provenzano nel 1993, al momento di inventare Forza Italia e anche per questo č stato condannato a 9 anni in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa. Una serie di eventi naturali, o quasi, ha privato il braccio destro del Cavaliere dei suoi coimputati, sia nel processo principale (ora in fase d’appello), sia in quello parallelo che lo vede accusato di concorso in calunnia pluriaggravata per un complotto di falsi pentiti che dovevano screditare quelli veri (ormai agli sgoccioli in primo grado). Nel senso che, nel giro di due mesi, sono passati a miglior vita sia il suo amico del cuore Gaetano Ciną, condannato in Tribunale a 6 anni per associazione mafiosa (infarto); sia il suo amico ergastolano Cosimo Cirfeta, boss pentito ma non troppo della Sacra Corona Unita, morto in circostanze misteriose nella sua cella di Busto Arsizio mentre sniffava gas da un fornelletto con la finestra aperta, subito dopo aver promesso al Tribunale nuove dichiarazioni prima della sentenza. Sulla sua prematura scomparsa la Procura di Palermo ha chiesto chiarimenti a quella di Busto. Ma s’incontrano stranezze anche uscendo dagli obitori ed entrando nel Palazzo di Giustizia di Palermo. Qui si attende da quasi due anni l’inizio del processo di appello a Dell’Utri, dopo che il primo grado ne era durato otto. La sentenza del Tribunale č dell’11 dicembre 2004. Il deposito delle motivazioni č del 10 luglio 2005. Gli atti di appello della Procura (che ha chiesto una pena pił severa, anche in base a nuove prove su fatti recentissimi) e della difesa (che ha chiesto l’assoluzione) sono del settembre scorso. Da allora la Corte d’appello ha dormito sonni profondi e solo nei giorni scorsi ha fissato la data d’inizio del dibattimento al 30 giugno 2006. Il che significa che, fra un’eccezione e un cavillo preliminare, si arriva alla pausa del 15 luglio e ci si rivede a settembre. Se tutto va bene il secondo grado decollerą due anni dopo la fine del primo. La Corte non ha ancora designato i giudici che affiancheranno il presidente Dall’Acqua. Uno potrebbe essere Salvatore Barresi, noto per aver assolto Andreotti, salvo poi esser platealmente smentito in appello e in Cassazione. L’ultima stranezza, in ordine di tempo, č una notizia di due giorni fa. Nessun giornale nazionale, ritenendola routine, ne ha dato conto. Ma forse proprio routine non č. Il procuratore generale di Palermo, Celesti, ha respinto come “inopportuna” la domanda di applicazione dei pm Gozzo e Ingroia, che si erano offerti di affiancare il sostituto procuratore generale per sostenere l’accusa in appello a carico di Dell’Utri. E ha designato un solo Pg, Antonino Gatto, ottimo magistrato. Ma per studiare un processo cosģ complicato, frutto di dieci anni di lavoro su trent’anni di storia della mafia, dell’imprenditoria e della politica, raccolti in centinaia di faldoni con decine di migliaia di fogli, e che ha portato a una sentenza di primo grado di 1800 pagine, č evidente che al dottor Gatto non basterą qualche mese. Ed č ovvio che il suo compito sarebbe agevolato dalla presenza dei pm che conoscono l’indagine, avendola condotta dall’inizio. Tantopił che il processo Dell’Utri s’č arricchito ultimamente di una serie di fatti nuovi (un assegno di Berlusconi al sindaco mafioso Ciancimino; una societą antenata della Fininvest nel Sudamerica emersa al processo per il delitto Calvi; le telefonate fra Vito Roberto Palazzolo, boss latitante in Sudafrica, e la signora Dell’Utri). E tantopił che Celesti denuncia da tempo al Csm gravi vuoti d’organico nel suo ufficio, al punto da aver ottenuto spesso l’applicazione di magistrati venuti da fuori: l’ultimo č arrivato da Treviso, in trasferta permanente a Palermo. Perché allora rifiutare l’offerta di Gozzo e Ingroia, che non vengono da Treviso, ma dal piano di sopra? Perché in un altro processo, quello a carico di Nicky Grauso per il caso Melis, Celesti ha chiesto lui stesso l’applicazione di un pm della Procura e ora respinge la proposta della Procura nel processo Dell’Utri? Gozzo e Ingroia sono forse infettivi? O, in alternativa: cos’ha di speciale Dell’Utri, a parte aver inventato Forza Italia e sedere al Parlamento italiano e al Consiglio d’Europa? 27.4.2006 di Marco Travaglio19L'errore medico va provato "oltre ogni ragionevole dubbio. - Cuore: studio canadese, rischi da Vioxx possibili entro 15 giorni dall'assunzione.L'errore medico va provato "oltre ogni ragionevole dubbio Una infermiera di neonatologia era stata condannata in primo grado a sei mesi di reclusione per aver omesso di soccorrere prontamente una donna in gravidanza di un altro reparto e di aver cosģ provocato la morte del feto. Ma la Corte di Appello di Milano, con sentenza del 16/12/2005, non č giunta alle stesse conclusioni. Non c'č alcun dubbio sulla grave omissione commessa dall'imputata, portatrice per legge di una posizione di garanzia a tutela della salute degli assistiti, ma per arrivare ad una condanna penale questo non basta. Infatti, non esiste la certezza che, di fatto, la diagnosi pił tempestiva avrebbe salvato la vita del feto o gli avrebbe consentito concrete chances di sopravvivenza. Siccome non č stato provato il nesso causale tra l'omissione e il danno procurato, che invece va accertato "oltre ogni ragionevole dubbio", l'imputata č stata assolta. La pronuncia della Corte di Appello di Milano applica, praticamente alla lettera, i principi stabiliti dalle Sezioni Unite penali della Corte di Cassazione in materia di responsabilitą medica con la cosiddetta "sentenza Franzese" del 2002. (Sito internet Diritto Sanitario) Cuore: studio canadese, rischi da Vioxx possibili entro 15 giorni dall'assunzione. 4 mag. (Adnkronos Salute) - Gli eventuali danni cardiovascolari legati all'assunzione dell'antidolorifico Vioxx* (rofecoxib) potrebbero comparire assai prima del previsto, gia' ''entro i primi 15 giorni dall'assunzione''. A suggerirlo e' uno studio canadese condotto dal McGill University Health Centre, pubblicato online sul 'Canadian Medical Association Journal'. I ricercatori hanno valutato i possibili effetti del farmaco a livello di cuore e vasi in pazienti anziani durante un periodo di tre anni, cosi' stabilire i tempi con cui si manifestano gli eventuali danni.20Estremismo ecologico.Estremismo ecologico 1 La campagna elettorale inglese si gioca tutta sul risparmio energetico. Tony Blair fa installare all'esterno di Downing Street una lampadina a bassa energia, e allora Ken Livingston, sindaco di Londra e suo rivale politico, rilancia: "Non tiro l'acqua quando faccio la pipi'". Solo perche' non conoscono i nostri riduttori! PS: Illuminante esempio di sforzo in direzione della tutela dell'ambiente da parte del leader conservatore David Cameron: ora va a lavorare in bicicletta, solo che lo segue a pochi passi una macchina in cui il suo autista gli porta la valigetta e le scarpe da ufficio. Estremismo ecologico 2 Francie Rehwald, una ricca californiana, voleva una casa rispettosa dell'ambiente e il suo architetto l'ha accontentata, riciclando la carcassa di un Boeing 747. Unico problema: l'aviazione civile ha chiesto di dipingere la "villa" affinche' i piloti che la sorvolano non la scambino per un disastro aereo, dando l'allarme.21Per libertą di stampa siamo alla pari con il Botswana e la Turchia. - Un condanna a morte rinviata …Secondo l'ultimo studio condotto dall'organizzazione non governativa Freedom House, soltanto il 38% dei Paesi del mondo puņ contare sulla totale libertą di stampa (soprattutto Paesi del Nord Europa). Secondo l'inchiesta, nel 54% dei Paesi la stampa č soltanto parzialmente libera. Tra questi rientra anche l'Italia (79.a nella classifica, a pari merito con il Botswana), unica in Europa, con la Turchia, a non contare su un sistema di informazione completamente libero. Un condanna a morte rinviata … La Corte Suprema degli Usa ha severamente bocciato il sistema della pena capitale in South Carolina, annullando una condanna a morte perchč le Corti locali non avevano considerato con sufficiente attenzione possibili indizi dell'innocenza dell'imputato. I giudici di Washington hanno ordinato un nuovo processo per Bobbie Lee Holmes, condannato a morte per lo stupro e omicidio di una donna di 86 anni.22Notizie in breve.Corruzione, arrestato dirigente sanitario del Veneto (Il Sole 24 Ore: pag. 1, Corriere della Sera: pag. 20 - 25 aprile 2006) E' stato arrestato il Segretario regionale della Sanitą del Veneto, Franco Toniolo, con l'accusa di corruzione nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte tangenti nelle cliniche private avviata dalla Procura di Trento. Toniolo avrebbe intascato una mazzetta di 50.000 euro in cambio di un 'favore': spostare una cinquantina di posti letto riabilitativi da una struttura pubblica di Marzana (VR), ad una pubblico-privata di Zevio (VR). Tutta la Sanitą del Lazio in rete: parte da Roma un progetto-pilota (la Repubblica Affari & Finanza: pag. 16 - 24 aprile 2006) POS (Progetto Sanitą) č il nuovo programma messo a punto da Laziomatica per 'webizzare' il sistema sanitario laziale. Nel portale  HYPERLINK "http://www.sanitalazio.it" www.sanitalazio.it confluiranno i siti della sanitą regionale e col tempo anche i siti aziendali pubblici e privati. Il progetto permetterą, inoltre, gią entro la fine del 2006, di avere in tempo reale i dati delle prescrizioni farmaceutiche, garantendo cosģ l'integrazione con il Ministero dell'Economia. Entro 18 mesi, poi, sarą pronto un sistema regionale per la gestione di tutte le aziende sanitarie che permetterą la pianificazione di bilancio, il controllo periodico degli andamenti ed il consolidamento dei dati a livello di 'holding-regione'. Tramite il sito, inoltre, i cittadini potranno consultare i servizi e disporre di un 'assistente personale' che li guidi nel mondo della Sanitą. Farmaci: nuove cause in arrivo (International Herald Tribune: pag. 15 - 22/23 aprile 2006) Dopo le cause legali avviate contro Vioxx, ora sotto accusa ci sono altri farmaci: l'antipsicotico Seroquel (AstraZeneca), il cerotto contraccettivo Ortho-Evra (Johnson & Johnson), la terapia ormonale sostitutiva Prempro (Wyeth) ed il farmaco per il trattamento dell'osteoporosi Fosamax (Merck&Co). Secondo i querelanti, questi medicinali provocano effetti collaterali che le case farmaceutiche hanno tenuto nascosti. Truffa delle ASL: sequestrate dieci case e vetture di lusso (Il Messaggero Roma: pag. 39 - 21 aprile 2006) I finanzieri del Nucleo speciale polizia valutaria hanno messo i sigilli a proprietą immobiliari riconducibili a funzionari travolti dalle inchieste sulle fatture false e i pagamenti per prestazioni sanitarie inesistenti delle ASL Roma C e Roma B. I beni, per un valore totale di 4 mln di euro, sarebbero stati acquistati con i proventi delle attivitą illecite. La pessima politica della Banca Mondiale in materia di malaria Se un medico si fosse comportato come la Banca Mondiale, sarebbe stato condannato per "mala practica", conclude l'articolo di 13 noti specialisti in malaria pubblicato su "The Lancet". Le accuse: aver versato solo un quarto dei 325 milioni di euro promessi in cinque anni, aver alterato i risultati delle iniziative intraprese, aver promosso campagne basate su cure inefficaci. La Banca respinge: sono errori imputabili ai singoli Paesi.23Vari modi per affrontare il meteorismo.Rumori sconvenienti addio. Nasce il fagiolo anti-flatulenza. 25.4.2006 - I fagioli, si sa, se mangiati in gran quantitą possono causare "rumori sconvenienti". Un gruppo di studiosi dell'universitą Simon Bolivar, in Venezuela, ha perņ scoperto il modo di produrre legumi che non provochino flatulenze. Gli esperti, il cui studio č stato pubblicato dall'autorevole "Journal of the Science of Food and Agriculture" hanno individuato due batteri, il Lactobaciullus casei e il Lactobacillus plantarum, che, fatti fermentare insieme con i fagioli, diminuiscono del 60% il contenuto di fibre solubili e abbassano dell'88% la quantitą di raffinosio, un carboidrato che č tra le principali cause di questi "rumori". Le flatulenze sono infatti provocate da gas rilasciati dai batteri che vivono nell'intestino nel momento in cui scompongono in cibo. La scoperta, spiegano gli studiosi, farą la gioia dei nutrizionisti: i fagioli, infatti, dovrebberto essere assunti pił spesso, come spiega Marisela Granito, uno dei ricercatori: "I legumi, e in particolare i Phaseolus vulgaris, sono una fonte importante di nutrimento, nonostante le flatulenze non ne promuovano di certo l'immagine". Our Solution: THE FLATULENCE DEODORIZER"! The Flatulence Deodorizer is a three-ply activated charcoal cloth pad, that is secured inside the underwear similar to a panty liner. It absorbs the intestinal gas odor right at the source before it gets into the air, and others can smell it.  HYPERLINK "http://flat-d.com/products.html" http://flat-d.com/products.html  HYPERLINK "http://flat-d.com/technology1.html" http://flat-d.com/technology1.html 24Telecom al servizio del Paese.3.5.06 - Telecom Italia veglia su di noi. Giorno e notte, in ufficio o in barca a vela il tronchetto pensa al bene della nazione. Ciņ che pił gli preme č il nostro futuro. Telecom Italia non č prevalentemente al servizio dei suoi clienti, difficile trovarne uno che affermi il contrario. Telecom Italia č molto di pił, č  HYPERLINK "http://www.beppegrillo.it/immagini/telecom_al_servizio.pdf" \t "_blank" un grande gruppo al servizio del Paese . Il tronchetto ha comprato pagine su pagine di quotidiani, con i soldi delle nostre telefonate, per spiegarci quanto č affezionato all’Italia. Pagine in cui si premura di farci sapere che la Telecom non č fallita, anzi č in salute: “debito netto attuale di circa 39 miliardi di euro: 70% a tasso fisso e durata media di 8 anni”. Ma cos’č? La pubblicitą di bond di prossima emissione o la proposta di nuovi servizi telefonici? Il mercato di Telecom Italia č fatto da clienti e investitori soddisfatti: “Oltre 100 milioni di clienti e milioni di investitori dimostrano ogni giorno la fiducia che l’azienda riscuote”. Se non fosse quasi sempre obbligatoria la connessione a Telecom i clienti non avrebbero tutta questa fiducia e sarebbero un bel po’ di meno. Per gli investitori il discorso č diverso. Quali investitori fiduciosi? Voglio conoscerne almeno uno. Mi scriva una email. Il titolo di Telecom dall’avvento del tronchetto ha perso circa la metą del suo valore e solo da inizio anno č diminuito del 9,58%. Le tasche dei clienti per il tronchetto sono sacre: “Un primato tecnologico per offrire servizi innovativi e ridurre i prezzi per i consumatori”. Su quest’ultimo punto non c’č perņ vero consenso da parte del Paese. Il giudice di Pace di Torre Annunziata, l’avvocato Giuseppe D’Angelo, ha accolto il ricorso di un utente contro il pagamento del canone.  HYPERLINK "http://punto-informatico.it/p.asp?i=58508&r=PI" \t "_blank" Telecom č stata condannata a restituire tutti i canoni percepiti e al pagamento delle spese di giudizio. Secondo  HYPERLINK "http://www.codacons.it/index_vero.html" \t "_blank" Codacons: “questa sentenza apre la strada a oltre venti milioni di cause analoghe dinanzi ai Giudici di Pace da parte degli utenti Telecom”. In Italia non esiste una “ HYPERLINK "http://en.wikipedia.org/wiki/Class_action" \t "_blank" class action”. Se ci fosse il canone sparirebbe nel giro di un mese. Esiste perņ la possibilitą di informarsi. Lascerņ questo post sulla destra del sito per ricevere testimonianze di altri clienti di Telecom che stanno chiedendo l’abolizione del canone. Ps: Il tronchetto ne inventa sempre qualcuna. Le spese di spedizione bolletta sono passate da 0,17 euro a 0,37 euro pił Iva. Grazie a questo soave aumento Telecom incasserą 52 milioni di euro in un anno. Il tribunale di Catanzaro ha perņ stabilito che  HYPERLINK "http://www.codacons.it/documenti/sent-spedboll-1.html" \t "_blank" le spese di spedizione delle bollette sono illegittime e il Codacons ha lanciato un’iniziativa con un HYPERLINK "http://www.codacons.it/documenti/documenti_riservati/ricorso_spese_sped_bollette.rtf" \t "_blank"  modello predefinito per contestare l’aumento.  HYPERLINK "http://www.beppegrillo.it/2006/05/post_17.html" http://www.beppegrillo.it/2006/05/post_17.html 25Germania, eroina prescritta con una ricetta del medico. - Giappone, nasce robot-paziente. - I risultati ottenuti dalle cavie sono poco applicabili all'uomo.Germania, eroina prescritta con una ricetta del medico. 1.5.2006 la Repubblica - In Germania si va verso l“eroina prescritta con ricetta dal medico. Il governo federale si prepara a varare una legge per permettere appunto ai dottori di prescrivere ufficialmente l“acquisto e il consumo di eroina ai loro pazienti ritenuti tossicodipendenti da lunga durata. Lo ha annunciato Sabine Baetzing, responsabile della politica verso le tossicodipendenze del governo di Grande coalizione guidato da Angela Merkel, in dichiarazioni al quotidiano conservatore Die Welt. Un esperimento-pilota in sette cittą, ha spiegato la signora Baetzing, ha mostrato che la distribuzione di eroina dosata e sotto controllo medico per alcuni pazienti considerati tossicodipendenti da molto tempo offre risultati molto migliori rispetto alla somministrazione del metadone, il surrogato pił comune. «Ritengo che il nostro progetto di eroina su ricetta sia comunque un piccolo passo nella nostra politica di aiuto a chi si droga. Ne approfitteranno da mille a millecinquecento tossicodipendenti gravi», ha continuato l“esponente politico. Il governo prevede che la legge in proposito sarą varata e possa entrare in vigore gią entro quest“anno. Probabilmente il disegno di legge verrą discusso dai partiti al potere (la Cdu/Csu della Cancelliera Angela Merkel e i socialdemocratici) e sarą votato in Parlamento prima della fine dell“anno. Resta da definire come, con quali procedure e a quali condizioni i tossicodipendenti potranno ricevere l“eroina: sembra escluso che vengano autorizzati a ritirarla e consumarla in privato senza controlli come invece avviene con il metadone. (a.t.) Giappone, nasce robot-paziente. Sara' utilizzato all'universita' dagli studenti di medicina (ANSA) - TOKYO, 2 MAG - Nasce in Giappone il primo robot a uso medico capace di reagire agli stimoli come un paziente in carne e ossa. Se toccato in un punto 'dolente' della testa o dell'addome, il cybermalato e' in grado di rispondere a domande come 'le fa male qui?' e aiutare l'aspirante medico nella formulazione della diagnosi. Il robot reagisce agli stimoli della palpazione grazie a 24 sensori interni. Il padre di questo robot e' il professor Yuzo Takahashi. I risultati ottenuti dalle cavie sono poco applicabili all'uomo Al contrario servono metodi d'indagine alternativi. Anche per avere dati pił certi,  HYPERLINK "http://www.eukra.it/cgi-bin/WebObjects/News.woa/wa/clipDetail?extrapolaClip=3559479&extrapolaInfo=59&src=nl&uid=MdFhREFG8tDAqAMG&portalName=Eukra&extrapolaIssue=45092" http://www.eukra.it/cgi-bin/WebObjects/News.woa/wa/clipDetail?extrapolaClip=3559479&extrapolaInfo=59&src=nl&uid=MdFhREFG8tDAqAMG&portalName=Eukra&extrapolaIssue=45092 26Un sistema per 'misurare' qualitą assistenza. - Non aprire un negozio se non sai sorridere, e non fare il medico o l'infermiere se non sai parlare alla gente'.Roma, 3 mag (Adnkronos Salute) - Un sistema per 'misurare' la qualitą delle strutture medico-sanitarie italiane, basato su validi indicatori e parametri di efficienza, fino a stilare una sorta di 'classifica' ufficiale e certificata a livello istituzionale, affinchč i cittadini possano sapere quali sono le aziende sanitarie, gli ospedali o gli ambulatori piu' 'bravi' nel soddisfare le esigenze di salute della popolazione. Non solo. Introdurre un'ora settimanale di educazione alla salute fin dalla scuola primaria; chiamare le societa' scientifiche a esprimere pareri sulla diffusione delle notizie medico-scientifiche; istituire corsi obbligatori di comunicazione con il paziente nelle facoltą di Medicina. Queste alcune delle proposte 'messe in campo' dagli esperti che hanno partecipato al tavolo tecnico ''Etica e informazione in medicina'' istituito all'interno di 'Meridiano Sanitą', progetto promosso da Ambrosetti - The European House per delineare un nuovo modello di assistenza sanitaria nel nostro Paese. Nell'illustrare le proposte, oggi in un incontro a Roma, gli esperti hanno sottolineato infatti ''l'importanza dei rapporti tra etica e informazione in medicina, considerati uno snodo fondamentale in un'epoca nella quale il progresso scientifico e tecnologico, e la moltiplicazione delle fonti di informazione, aumentano le aspettative dei cittadini e pongono ogni giorno i decisori di fronte a scelte e alternative che hanno pesanti ricadute in termini di costi e di qualitą della vita delle persone. Fra le altre proposte anche la creazione della figura di un garante scientifico per la comunicazione del ministero della Salute sui temi pił delicati relativi alla salute e alla medicina. Infine la responsabilitą, anche di tipo penale, del giornalista che diffonde notizie di natura sanitaria false o non verificate. ''Oggi - afferma il neo-senatore Ds Ignazio Marino, noto chirurgo dei trapianti rientrato dagli Stati Uniti - si tende a valutare sempre pił il lavoro del medico in base al numero di prestazioni eseguite tra visite, esami o interventi. Ma questo non ci dice poi nulla sull'effettiva capacitą, del medico o della struttura, di curare, sulla qualitą del rapporto con i pazienti e sull'effettivo miglioramento della loro salute''. Da qui la proposta di un sistema di valutazione incentrato sulla salute reale. Ma l'attenzione ai pazienti passa anche attraverso una maggiore capacitą del medico di comunicare con loro. Va in questa direzione la proposta di un corso obbligatorio di comunicazione medico-paziente al termine del corso di laurea in Medicina. ''Diversi studi hanno dimostrato - aggiunge Marino, componente del tavolo tecnico - che quanti pił minuti il camice bianco dialoga con il paziente, tanto pił diminuiscono le denunce per errori in sanitą''. ''Preparare i medici a comunicare con il malato - conclude Massimo Biondi, psichiatra all'universita' La Sapienza di Roma - migliora la soddisfazione del paziente e la qualitą delle cure, e a distanza, ha un impatto economico favorevole, riducendo le recidive o i ricoveri dovuti alla precoce interruzione delle cure da parte di pazienti male o poco informati''. Per Biondi vale infatti la 'massima': ''Non aprire un negozio se non sai sorridere, e non fare il medico o l'infermiere se non sai parlare alla gente''.27Spot indesiderati al cinema. Richiesta rimborso biglietto. SPOT INDESIDERATI AL CINEMA. RICHIESTA RIMBORSO BIGLIETTO   inviare raccomandata A/R entro 8 giorni dalla data in cui si e’ andati al cinema (la copia per conoscenza all'Aduc va inviata per posta ordinaria) A - indirizzo del gestore della sala cinematografica - p.c. Aduc, Associazione Diritti Utenti e Consumatori, via Cavour 68, 50129 Firenze Il sottoscritto ...…………….........., residente in ..……..........., tel..………........ e-mail..……………….....……..... ha acquistato un biglietto di ingresso presso il vostro Cinema ………………………………., in via …………………………………………………, citta' ……………………..……….. per il film intitolato …………………………………. e proiettato il giorno………....... al prezzo di euro ..………...... Contrariamente a quanto indicato da Voi a. sul biglietto (allegato in fotocopia) b. sul cartellone che pubblicizzava lo spettacolo c. nelle inserzioni pubblicitarie (allegate in fotocopia) sui seguenti giornali e/o riviste …………………………………… (indicare nome, data, e pagina del giornale o rivista), la proiezione del film e’ cominciata con …….. minuti di ritardo, in quanto preceduta da spot pubblicitari che il sottoscritto e’ stato costretto a guardare suo malgrado. Sollecito pertanto la corresponsione 1) del prezzo del biglietto di euro ……. 2) del danno derivato da appropriazione indebita del tempo del sottoscritto di euro …… 3) del danno derivato dall’esser stato sottomesso a pubblicita’ a mia insaputa e senza il mio consenso ai fini di introiti pubblicitari ……. 4) del danno per il turbamento psicologico e umorale provocato dalla proiezione della pubblicita’ di euro ……. 5) delle spese di spedizione della presente raccomandata A/R di euro ……. per un totale di euro ……., entro non oltre 15 giorni dal ricevimento della presente messa in mora. In caso contrario mi rivolgero' all'autorita' giudiziaria. Firma Data ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Nel caso in cui il tentativo bonario con la messa in mora di cui sopra non desse alcun risultato, segue un facsmile per il ricorso da presentare al giudice di pace della propria cittą ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- SPOT INDESIDERATI AL CINEMA. RICORSO AL GIUDICE DI PACE Al Giudice di Pace dell’Ufficio di……… (da presentare in quattro copie – informarsi alla specifica cancelleria del giudice della propria citta') RICORRE Il sig. …………………….., nato a …………………….. il ………… e residente a …………………….. cap …….. via …………………………….. n…. tel ………………… E-mail ………………………. AVVERSO Il signor (o l'azienda) ………………………., in via …………………………, citta' …………………….. Gestore del cinema.............................................., in via .............................. citta'....................... Premesso che 1. In data ________ alle ore ________ il sottoscritto ha acquistato presso il cinema di cui sopra un biglietto di ingresso per il film ___________________________________________________ 2. Da quanto indicato dal gestore del Cinema suddetto a. sul biglietto (allegato in fotocopia) b. sul cartellone che pubblicizzava il film c. nelle inserzioni pubblicitarie (allegate in fotocopia) sui seguenti giornali e/o riviste …………………………………… (indicare nome, data, e pagina del giornale o rivista), la proiezione del film avrebbe dovuto avere inizio alle ore ………. 3. La proiezione del film e’ cominciata con …….. minuti di ritardo, in quanto preceduta da spot pubblicitari a cui il sottoscritto e’ stato sottoposto a sua insaputa e suo malgrado in quanto gia’ seduto in sala in attesa del film. E considerato che 4. l’art. 1218 del codice civile sulla responsabilita’ del debitore (i.e. il gestore del cinema) che prevede a. il puntuale adempimento della prestazione. b. che il ritardo della prestazione da parte del debitore puo’ essere giustificata solo da “causa a lui non imputabile”. c. che questo non e’ il caso del gestore su citato, in quanto il ritardo causato dalla pubblicita’ e’ conosciuto e preordinato dal gestore stesso. 5. la Corte di Cassazione (sentenze n. 1629 del 1998 e n. 12849 del 1997) ha previsto il diritto del contraente ad ottenere il risarcimento del danno, che e’ cosi’ ripartito: a. euro …… per appropriazione indebita del tempo del sottoscritto b. euro …… per esser stato sottoposto a pubblicita’ a mia insaputa e senza il mio consenso ai fini di introiti pubblicitari del gestore c. euro …… per il turbamento psicologico e umorale provocato dalla proiezione della pubblicita’ Per quanto sopra CHIEDE All’Illustrissimo Signor Giudice di Pace la corresponsione 1. del prezzo del biglietto di euro ……. 2. del danno subito dal sottoscritto (di cui al punto 5, lettere a,b,c) di euro …… 3 delle spese di spedizione della raccomandata A/R di messa in mora inviata al gestore del cinema in data _________ (ricevuta allegata in fotocopia) di euro ……. 4. delle spese legali Luogo e data Firma 28Patto antiprecarietą, il modello spagnolo.dal  HYPERLINK "http://www.corriere.it" Corriere - 7 maggio 2006 di Maurizio Ferrera - Dopo aver modernizzato i diritti civili, Zapatero ha aperto un nuovo fronte sul terreno dei diritti sociali. Martedģ sindacati e imprenditori firmeranno un «accordo sulla riforma del lavoro», che il governo recepirą immediatamente in un decreto legge. Oggetto dell'accordo č la lotta alla temporalidad, al lavoro precario: una sfida particolarmente pronunciata in Spagna, ma che affligge molti altri Paesi, a cominciare dal nostro. L'accordo č l'esito di un lungo negoziato durante il quale il governo č riuscito a comporre i vari interessi in gioco. Il primo interesse č stato ovviamente quello dei lavoratori precari: quasi il 34% degli occupati, il doppio della media Ue. Per arginare questa piaga l'intesa prevede un plano de choque, una scossa immediata: tutti i contratti a termine che saranno trasformati in contratti a tempo indeterminato entro il 2006 beneficeranno di una riduzione straordinaria dei contributi. Le misure strutturali consisteranno invece in un mix di «bastoni e carote». Tra i primi, spicca il «divieto di catenaccio»: le imprese dovranno trasformare in lavoratori stabili tutti quei dipendenti che hanno avuto pił contratti temporanei per lo stesso tipo di lavoro nell'arco di un biennio. Fra le carote, vi sono invece sgravi contributivi per l'assunzione a tempo indeterminato dei cosiddetti outsider: giovani fino a trent'anni, donne, disoccupati ultraquarantacinquenni, disabili. I sindacati hanno appoggiato le misure anti-precarietą, ma hanno anche portato a casa una conferma importante per la loro base tradizionale (gli insider): il contratto a tempo indeterminato «ordinario» conserva le tutele esistenti, in particolare quelle che riguardano l'indennitą di licenziamento. Inoltre sono state accolte due altre rivendicazioni: l'aumento delle prestazioni di disoccupazione e l'introduzione di limiti alla cessione di manodopera da un'impresa all'altra. I datori di lavoro hanno accettato l'accordo grazie a due importanti concessioni. La prima č venuta da parte governativa: la riduzione dei contributi per l'assicurazione contro la disoccupazione. La seconda č venuta da parte sindacale. I contratti a tempo indeterminato originati dalla conversione di contratti temporanei prevedranno un'indennitą di licenziamento pił bassa. Questo č stato un punto molto controverso, sul quale era fallito il negoziato promosso da Aznar nel 2003. Secondo alcune stime, la riforma consentirą la trasformazione di almeno mezzo milione (forse persino un milione) di lavoratori precari in lavoratori stabili entro due anni, allineando la Spagna ai valori medi Ue. L'accordo di Madrid č il primo «patto sociale contro la precarietą» a essere siglato in Europa. Zapatero ha bagnato il naso non solo al suo predecessore, ma anche al collega Villepin, che ha infuocato la Francia con il suo «contratto di primo impiego». L'esempio spagnolo č ovviamente di estremo interesse per il nostro Paese. L'obiettivo di un nuovo patto sociale č gią di fatto in agenda anche da noi. Teniamo perņ presente che Zapatero ha impiegato 14 mesi a mettere d'accordo tutti, disponendo di una maggioranza parlamentare ben pił ampia e coesa di quella che sosterrą Prodi. Questi tempi sono troppo lunghi: il nuovo governo dovrą dare subito qualche segnale sul fronte economico e sociale. Gli spunti che Zapatero fornisce per il segnale sono almeno due. Innanzitutto il plano de choque: un pacchetto di misure urgenti e straordinarie contro la precarietą e per la crescita potrebbe essere varato subito anche in Italia. Il secondo spunto viene dalle modalitą d'avvio del negoziato spagnolo: nel luglio 2004 (tre mesi dopo il suo insediamento) Zapatero siglņ con le parti sociali una «dichiarazione sulla competitivitą, l'occupazione stabile e la coesione sociale», che fissava obiettivi e procedure per le intese da raggiungere (comprese quelle sulle pensioni e sulla contrattazione collettiva, date anch'esse per imminenti a Madrid). Col senno di poi, quella dichiarazione fu una mossa azzeccata. Forse potrebbe esserlo anche per Prodi?29Amnesy International.A leggere le cronache parlamentari della primavera 1993 viene la labirintite, Si perde il senso dell‘orientamento. Il 27 marzo di 12 anni fa la Procura di Palermo chiedeva l’autorizzazione a procedere contro Giulio Andreotti per mafia. E chi era, oltre agli andreottiani, il deputato DC pił ostile a concederla? Franco Marini. «Le accuse della Procura di Palermo - dichiarava Marini il 16 aprile ’93 - sono incredibili. La gente č sconvolta, no all‘autorizzazione a procedere». Poi fu scavalcato dallo stesso Andreotti che chiese lui stesso il via libera all’indagine sul suo conto. Oggi il senatore prescritto si schiera col centrodestra contro Marini per la poltrona pił alta del Senato. Lo voterą tutta la CdL. (Al Consiglio federale della Lega, al Lido di Venezia, andavano a ruba le magliette con disegnati Andreotti, Craxi e De Michelis in fuga, inseguiti da un drago leghista con lo spadone di Alberto da Giussano che urlava «Banzai! Alle elezioni vi bruciamo!».  Gianfranco Fini, la sera fatidica del 27 marzo, comiziava a Verona. Gli portarono la notizia e lui la diede in diretta. Applausi scroscianti. «L‘avviso di garanzia ad Andreotti per mafia - tuonņ - č la fine del regime: lo dimostra l‘autentico boato che ha salutato la notizia da me data alle migliaia di veronesi che affollavano il mio comizio. I giudici si muovono su indicazioni convergenti di alcuni pentiti, come dimostrano anche i casi analoghi di Gava, Misasi e Cirino Pomicino. Pare proprio che il sistema si reggesse sulle tangenti e sulle organizzazioni criminali». L’indomani rincara: «Ormai mi sento a disagio nel frequentare questo Parlamento: chiederņ ai gruppi missini di valutare l’opportunitą di non partecipare pił ai lavori della Camera e del Senato». Poi, citando anche Alfredo Vito, «Mister 100 mila preferenze» indagato a Napoli definģ «di una gravitą inaudita il tentativo di questi personaggi di sottrarsi alle indagini ora che non possono pił condizionare la magistratura. Bisogna fare piazza pulita a Roma. Chiediamo veritą su tutto, a cominciare dalle stragi. Chi ha trescato con i mafiosi e i camorristi da posizione di assoluto rilievo politico-istituzionale l’ha fatto per mantenere il potere e le stragi di Stato hanno stabilizzato il potere: č ora che venga fuori tutta la veritą, dopo decenni di vile e canagliesca strumentalizzazione» (15.4.1993). Ora Fini & C. si apprestano a votare Andreotti, insieme ai neoeletti Cirino Pomicino (Nuova Dc) e Vito (FI). Ne sarą felice anche il ministro uscente Altero Matteoli, che 12 anni fa era membro dell‘Antimafia presieduta da Violante: «Il sistema - esultava - non ha pił difese: perfino Andreotti, passato indenne da una miriade di scandali compreso quello Sindona, č indagato per mafia. Finalmente la magistratura puņ acclarare il livello di collusione mafia-politica!» (27.3.1993). Poi insinuņ addirittura che l’appoggio del Pds al governo Ciampi celasse un accordo con la Dc per «salvare Andreotti dal processo». Tant‘č che votņ contro la relazione Violante, che citava Lima e Andreotti: troppo morbida, per lui, «all‘acqua fresca», perché «scarica tutte le responsabilitą su Lima, ovattando la parte su Andreotti» (9.4.93). Infine chiese le dimissioni di Violante «per evitare il sospetto che la sua relazione su mafia e politica, votata dalla Dc, sia servita a traghettare il Pds nell’area di governo» (29.4.93). Particolarmente commovente il caso di Marcello Pera, che si appresta a votare Andreotti alla propria successione: nel ‘93 lo definiva «un presidente del Consiglio dell‘era Gromyko», emblema del “trasformismo“, del «vino vecchio in otri vecchi», del «tirare a campare qualunque cosa succeda”, del «principio che le politiche non contano, possono cambiare a ogni stormir di fronde purché gli uomini che le fanno restino al proprio posto... Per queste figure logorate dall‘uso, č venuta l’ora di inaugurare la serie “visti da lontano”... di pagare il conto per ciņ che si č fatto o omesso di fare», insomma basta con i «traffici» e l‘«impunitą» dei «vecchi marpioni della Dc abituati nell’arte sopraffina del riciclaggio» (16.4.92). Anche Giorgio La Malfa, insieme alla Voce Repubblicana, difendeva i giudici e i pentiti denunciando i rapporti fra Andreotti, la mafia e Sindona (combattuti dal padre Ugo). Qualcuno l’ha per caso sentito, oggi? Poi c’č Ferdinando Adornato, che 12 anni fa tonitruava: «Non siamo disposti a fare alleanze con chi applaude Andreotti al Meeting di Rimini!»(8.9.93). Ora sta anche lui in Forza Italia, che Andreotti non si limita ad applaudirlo: lo vota. Che pezzo d’uomo. 25 aprile 2006 30Disturbi cardiaci: sempre pił una questione di testa.02/05/2006 - I pazienti con cardiopatia cardio vascolare ischemica hanno una composizione di acidi grassi all’interno delle membrane piastriniche (marker biochimici) sovrapponibile a quella di casi di depressione. Questo quanto emerso dallo studio di alcuni semplici acidi grassi che ha permesso per la prima volta di tracciare una linea, non la sola ma che segue un percorso nuovo, tra depressione e patologia cardiovascolare. L’indagine, realizzata da alcuni ricercatori del Centro di Biologia molecolare della Fondazione Villa Maria di Cotignola (Ravenna) su un numero limitato di pazienti, č stata presentata nei giorni scorsi a Bologna, nel corso del Seminario ‘Brain and Heart’ presieduto da Kary Mullis premio nobel per la chimica e promosso dal Centro Ricerche Nutrizione Cittą di Castel San Pietro Terme e da OSC Healthcare . Se l’indagine dovesse essere approfondita e confermata si tratterebbe della prima dimostrazione ‘biochimica’ della relazione tra patologie cardiovascolari e depressione. Ad annunciarlo a Bologna č stato Massimo Cocchi coordinatore della ricerca e Direttore del Centro di Biologia Molecolare della Fondazione Villa Maria. L’indagine si č avvalsa di sistemi informatici avanzati (Reti Neurali Artificiali) per la realizzazione di previsioni diagnostiche che si realizzano sulla combinazione dei dati clinici e dei dati biochimici. “Sulla base della composizione degli acidi grassi ottenuta, per tutti i partecipanti allo studio con analisi gascromatografica delle membrane delle piastrine - spiega Massimo Cocchi - abbiamo individuato con il supporto della Rete Neurale Artificiale, una forte correlazione nella composizione di acido palmitico, linoleico ed arachidonico tra casi di depressione maggiore e patologia vascolare”. “Specifici rapporti fra gli acidi grassi identificati – ha affermato Cocchi - determinano un maggiore livello di saturazione della composizione in acidi grassi delle piastrine dei pazienti con patologia cardiovascolare ischemica. Queste modificazioni di membrana potrebbero essere collegate ad una serie di fenomeni (‘attivazione piastrinica’, modificazione della serotonina, mobilizzazione del calcio ionico intracellulare) strettamente coinvolti nella patologia cardiovascolare ischemica. Poiché evidentemente non tutti i pazienti con patologia cardiovascolare ischemica sono colpiti da depressione (incidenza di ca. il 40%) č evidente che lo studio andrą ampliato per capire i diversi fattori eziopatogenetici delle due patologie che non si accomunano in questo evento”. Si ritiene che tutti i fattori di mortalitą cardiovascolare siano legati ad una serie di disordini mentali, comportamentali e psicologici. Molti studi dimostrano che la sola depressione č associata con almeno un raddoppiamento di rischio cardiovascolare, indipendentemente dall’etą e da altri fattori di rischio cardiaco. Ma la relazione fra depressione e malattia cardiaca č reciproca con ciascuna di esse che si mutua reciprocamente la morbilitą e la mortalitą. La disabilitą acuta che subentra dopo una cardiopatia, oltre alla perdita di un ruolo sociale e di indipendenza, č associata con una sostanziale incidenza di depressione maggiore. Dall’altro lato l’associazione di fattori quali l’apatia, la perdita di attivitą fisica, l’incapacitą a smettere di fumare, l’abuso di alcool e l’ipercolesterolemia con la depressione predispongono l’individuo alla malattia cardiaca. Studi epidemiologici recenti dimostrano che la depressione rimane uno dei fattori pił significativi di predizione della mortalitą all’interno dei pazienti sopravvissuti allo stroke e fra quelli affetti da patologia cardiovascolare. Fra i fattori che legano la depressione alla patologia cardiovascolare viene evidenziato il fenomeno dell’attivazione piastrinica e la serotonina. La proteina di trasporto della serotonina e le regioni promotrici del trasporto di legame della serotonina sono condivise dalle piastrine e dai neuroni cerebrali cosģ da attendersi sia effetti centrali che periferici. L’attivazione piastrinica č significativamente pił elevata fra i pazienti depressi sia in presenza che assenza di malattia cardiaca. “Tutto questo dimostra l’esistenza di una via comune all’evento ischemico sia a livello cerebrale che cardiaco attraverso cui la depressione, pił per via psicologica che comportamentale, aumenta la mortalitą .Sebbene lo screening di routine per la depressione nelle condizioni di intervento primario sia controverso, l’incidenza e gli effetti della depressione fra i cardio pazienti e i sopravvissuti allo stroke sono risultati secondo noi argomenti persuasivi per effettuare uno screening fra questi gruppi” conclude Cocchi. La rete neurale artificiale (RNA) č un modello matematico, applicato ad un software, costruito su una base di algoritmi che per risolvere il problema per cui viene creato prende a modello la corteccia cerebrale e la capacitą di imparare dall’esperienza e in maniera totalmente autonoma. La maggior parte dei programmi OCR che permettono di riconoscere le lettere di un testo inserito in uno scanner č basata su tecnologia di reti neurali artificiali. Nel caso specifico dello studio in questione si č utilizzata una RNA che passando in rassegna i risultati delle indagini gascromatografiche di volontari arruolati per lo studio, ha trovato delle similitudini tra pazienti depressi e cardiopatici. In Italia sono almeno 1,5 milioni gli adulti che soffrono di depressione, mentre quasi 5 milioni, oltre il 10 per cento della popolazione, ne hanno sofferto almeno una volta nel corso della vita. L’ OMS e la Banca Mondiale, ritengono che la depressione sia oggi la quarta causa di disabilitą nel mondo, e che la sua incidenza stia aumentando rapidamente. Nei Paesi occidentali, fino ad un terzo della popolazione ha avuto un episodio di depressione in qualche momento della vita e dal 15 al 20 per cento puņ essere diagnosticato con depressione cronica. In proiezione la depressione sarą la seconda causa di morte e/o di invaliditą nel 2020. La patologia cardiovascolare, che č oggi la prima causa di morte e/o di invaliditą nel mondo industrializzato, č proiettata a diventare la prima causa di morte in assoluto nel 2020. http://www.eukra.it/app/WebObjects/News.woa/wa/dynamicMain?uid=MdFhREFG8tDAqAMG31Arriva il latte di cammella? - La pessima politica della Banca Mondiale in materia di malaria. - Self service. - Spogliarello con la carta di credito del Comune.Arriva il latte di cammella? Con il beneplacito Onu potrebbe arrivare sugli scaffali dei nostri supermercati il latte di cammella africano che a differenza dell'obsoleto latte al quale siamo maleabituati, consente di guadagnare un'infinita' di benefit. A fronte di un solo dato, il sapore piu' salato, pero' garantisce il triplo di vitamina C e dieci volte il ferro contenuto nel latte vaccino. Inoltre potrebbe arrivare anche il camelbert, il formaggio di cammella. La pessima politica della Banca Mondiale in materia di malaria. Se un medico si fosse comportato come la Banca Mondiale, sarebbe stato condannato per "mala practica", conclude l'articolo di 13 noti specialisti in malaria pubblicato su "The Lancet". Le accuse: aver versato solo un quarto dei 325 milioni di euro promessi in cinque anni, aver alterato i risultati delle iniziative intraprese, aver promosso campagne basate su cure inefficaci. La Banca respinge: sono errori imputabili ai singoli Paesi. Self service Come un cliente qualsiasi, un orso canadese č entrato nel supermercato di Peace River, nel Nord dell'Alberta e, guidato dal profumo delle torte appena sfornate, si č diretto verso il banco della pasticceria e ha fatto piazza pulita delle leccornie esposte. Una volta sazio, l'animale č stato scortato fino all'uscita del negozio ed č tornato tra i boschi. Spogliarello con la carta di credito del Comune. A Chicago sono un po' arrabbiati con il sindaco, Mike Smith, che ha utilizzato la carta di credito del comune per pagare un conto di 750 dollari in un locale di strip tease. In sua discolpa ha detto che era l'unico che avesse i mezzi per saldare il conto e che, poi, ha restituito la somma. E poi ha aggiunto: "Non sono diverso da nessun altro, sono un essere umano. Nessuno si era alzato per pagare il conto". In fin dei conti, un gentiluomo.32Il lavoro straordinario va sempre retribuito, specie in presenza di turni predisposti dall'amministrazione.Tar Puglia - Il lavoro straordinario va sempre retribuito, specie in presenza di turni predisposti dall'amministrazione. - L'autorizzazione all'espletamento del lavoro straordinario deve ritenersi implicitamente data ogni qual volta si versi in ipotesi di lavori organizzati sulla base di turnazioni tra il personale disponibile nell'ambito di attivitą cui il dipendente deve obbligatoriamente partecipare o nell'ambito di un servizio che la p.a. č tenuta a garantire. La predisposizione di  turni, infatti, presuppone gią l'espletamento del lavoro straordinario, con la conseguenza che al servizio svolto non puņ disconoscersi la dovuta retribuzione (avv.ennio grassini -  HYPERLINK "http://crm.dsmg.it/dm/r.aspx?i=80768917&u=http://www.dirittosanitario.net/" \t "_blank" www.dirittosanitario.net)33Evasione English Style.Vi siete mai chiesti come mai a Londra c'č la maggiore percentuale al mondo di miliardari? Sarą tutto merito della movida londinese, o piuttosto di una vecchia legge vittoriana che permette ai suddetti miliardari di evadere "legalmente" le tasse e vivere a Londra come in una sorta di paradiso fiscale? La legge in questione, creata ai tempi del colonialismo inglese per tutelare i profitti dei proprietari delle piantagioni dell'impero, prevedeva che i proprietari potessero mantenere la residenza in Inghilterra, ma spostare il domicilio (e quindi la residenza fiscale), all'estero dove si trovavano le piantagioni; in tal modo le tasse venivano calcolate solo sul reddito che rientrava in Inghilterra, mentre tutto il resto restava esente dalle tasse.Ora, applicata ai giorni nostri, tale legge (che il buon Blair, amico dichiarato di molteplici miliardari, non intende abolire) consente a ogni miliardario di ottenere la residenza a Londra semplicemente versando in una banca un ingente capitale a tempo indeterminato, ma NON PAGANDO pił alcuna tassa sui profitti delle loro imprese all'estero.... Ma chi puņ sfruttare questa legge? Praticamente tutti, ad eccezione degli americani che, causa le restrittive leggi anititerrorismo del dopo 11 settembre, non possono spostare facilmente capitali all'estero. Notevole esempio di evasione fiscale in grande stile č stato il reciclaggio "legale", tramite i Trust Funds (fondi vincolati ad attivitą specifiche, spesso filantropiche, sulle cui origini di denaro non vengono condotte indagini), di circa 500 milioni di dollari destinati all'istruzione pubblica! E per fare una battuta "english style" č proprio il caso di dire che a Londra PIOVE SEMPRE SUL BAGNATO! http://zeusnews.splinder.com/post/791564234Diario vince contro Fininvest . Il tribunale di Milano respinge la querela dell’azienda di Silvio Berlusconi contro il numero speciale che uscģ alla vigilia delle elezioni del 200124.4.2006 –  HYPERLINK "http://www.diario.it/index.php" http://www.diario.it/index.php? - Berlusconeide, il numero speciale di Diario pubblicato alla vigilia delle elezioni del 2001, non diffamņ la Fininvest. Lo ha stabilito la prima sezione civile del Tribunale di Milano, che ha assolto Diario e ha condannato la Fininvest al pagamento delle spese legali per 32.666 euro. In particolare la Fininvest querelņ Diario per il contenuto di tre articoli: -La Lobby del Biscione, sui rapporti tra Silvio Berlusconi e la politica prima della discesa in campo, in particolare riguardo al trattamento di favore ricevuto dalla Fininvest nell’assegnazione delle frequenze televisive. - L’ipotesi B., sull’inchiesta, in seguito archiviata, che collegava Silvio Berlusconi alla stagione delle stragi mafiose, tra il 1992 e il 1993. - Tanto denaro dal nulla, sull’origine dei capitali di Berlusconi e la rete di societą offshore legate alla Finivest. L'importanza della sentenza non riguarda soltanto l'assoluzione, ma le motivazioni. Il tribunale di Milano afferma come fatti "notori" l'attivitą di lobbying dell'azienda di Berlusconi ("Il Cavaliere ha sempre trattato affari che con la politica c'entravano, eccome: prima l'edilizia, poi la televisione" "settori nei quali interventi come quelli operati da Fininvest risulterebbero inimmaginabili senza adeguato sostegno politico") e gli interventi della politica in suo favore arrivando a confermare che furono i decreti del governo Craxi a sancire "il duopolio televisivo Rai-Fininvest (tra l'altro in condizioni di assoluto favore per quest'ultima)". Valutazione simile anche sulle origini del patrimonio del gruppo Fininvest. Il tribunale afferma che la ricostruzione che appare in Berlusconeide č di "interesse pubblico rilevante" e, comunque, pienamente legittima come espressione del diritto di cronaca svolto con apprezzabile cautela e circospezione. II legale di Fininvest, Fabio Roscioli, annuncia l'impugnazione della sentenza e si dice convinto che in corte d'Appello "confidiamo di dimostrare le ragioni della societą". L’assoluzione. La sentenza del tribunale di Milano  HYPERLINK "http://www.diario.it/content/documents/dl000112.sentenza.berlusconeide.pdf" http://www.diario.it/content/documents/dl000112.sentenza.berlusconeide.pdf 35I lati oscuri di D’A