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Le istituzioni democratiche non devono essere soffocate dalle concentrazioni mediatiche e finanziarie; in una società in cui l’informazione è sempre più manipolata e al servizio dei “poteri forti”, i primi a essere calpestati sono proprio i diritti della persona, della collettività e il bene comune. All’insegna dei fondamentali valori di “Libertà, giustizia, solidarietà, partecipazione”, Miscellanea vuole promuovere la consapevolezza della tutela dei diritti della persona, preservare la libertà di espressione, l’indipendenza di giudizio e tentare di fornire qualche “tessera” affinché ognuno possa comporre il proprio personale mosaico. “La difesa del nostro presente e del nostro futuro passa attraverso la conoscenza di quanto accade e di quanto è accaduto”. Luigi Sedita –  HYPERLINK "mailto:luigi.sedita@poste.it" luigi.sedita@poste.it Questo numero di Miscellanea ha 3.299 destinatari. Miscellanea è consultabile anche su *** Ecquologia  HYPERLINK "http://www.ecquologia.it/sito/pag941.map" http://www.ecquologia.it/sito/pag941.map  *** ESOPO Etica Società Politica  HYPERLINK "http://www.esopo.org/" http://www.esopo.org/ *** Comunicati.net  HYPERLINK "http://www.comunicati.net/utente.asp?id=4" http://www.comunicati.net/utente.asp?id=4 (se l’indirizzo non linka automaticamente, copiare e incollare l’indirizzo stesso sul programma di navigazione explorer, opera, ...) Detti, ridetti e battute La concorrenza non è una condizione prodotta spontaneamente dal mercato: per far si che vi sia concorrenza è spesso necessario l’intervento pubblico. - Da Il governo dell’economia di Tommaso Padoa Schioppa – Il Mulino 1997 1Media e potere di Furio Colombo - C’è ancora in Italia qualcuno che vorrebbe spiegarti che la televisione in politica non conta.2Arrestati Vittorio Emanuele e il portavoce di Fini. La destra: "Radiate il Pm".3Fallaci, l'ultima provocazione. - Danimarca, sì ad inseminazione per lesbiche e single.4Il referendum in salsa padana. -  HYPERLINK "http://www.in2minuti.it/2006/06/rep6_0616_ref-in-salsa-padana.htm" Il referendum in salsa padana e la «via non democratica» alla devoluzione in caso di vittoria del No - La devolution è una bomba a orologeria che può scardinare la Costituzione, le istituzioni, la coesione del Paese.5Il riso fa buon sangue. – L’uomo da un punto di vista femminile.6La borghesia produttiva nella sua maggior parte non è affatto moderata.7TV – Le frequenze sono un bene pubblico. Bellucci (PRC) ha ragione il ministro Gentiloni.8Una ottima zapaterata, che piacerà anche alla destra.9Il sistema Drg premia la scelta del bisturi.10Regioni: sanità on line.11Condannato a morte per eccesso di parolacce.12Da deputati a direttori delle Asl. "Legge scandalosa, l´abroghiamo". La legge, approvata in febbraio a larga maggioranza, prevede stipendi per i manager fino a 200 mila euro. - - Il ministro della Salute Livia Turco: "La politica deve restare fuori dalla gestione della Sanità" .13Scandalo Calcio - L’idea che a giudicare Moggi & C. sia chi fino all’altroieri li proteggeva a suon di multe e deferimenti, è piuttosto indigesta. Anche in questo paese che non perdona il torto di avere ragione.14Te la do io la "3".15Disponibile in laboratorio il test non invasivo per la diagnosi della gastrite.16Perché si chiama Farmaco Orfano?17Cei: logica profitto rischia prevaricare valore persona.18Farmaci generici  In vendita quelli col  “marchio farmacia”. I farmacisti da ieri possono produrre “in proprio” medicinali generici. Per il cliente risparmi anche del 30-35%.19Via vai di pregiudicati in Parlamento.20Volo "ipobarico" senza rischi per le vene.21Centodue «poltrone», Romano batte Andreotti. Record di incarichi, surclassato anche il governo Berlusconi.22Dichiarazione dei redditi e spese sanitarie. – E’ rilevante conoscere quali prestazioni possano rientrare tra le spese sanitarie detraibili. Il caso del dietista, del chiropratico …23Riecco tutte le accuse nei 25 minuti di intervista di Luttazzi a Marco Travaglio. Ricordare non fa male, anzi. - "Arcore, le holding lo stalliere...". Gli inizi misteriosi e la banca Rasini. Craxi alle riunioni fondative di Forza Italia.24CAMBIERESTI? La storia di mille famiglie veneziane che hanno deciso di sfidare la societa' dei consumi.25Lifting diventa veloce, belli con meno segni da tecniche endoscopiche ai filler. - Dal lifting endoscopico a quello tridimensionale fino ai filler della nuova generazione.26Mussi, laicità dello Stato un diritto non negoziabile.27E' ammissibile il rimborso delle prestazioni di lungodegenza che non possono essere rese nei reparti di geriatria.28In Cile gli studenti hanno vinto la loro battaglia!29Le malattie mentali sono diventate il nemico pubblico numero uno della salute degli europei. - Attenti alla moneta della nuova lira turca: e' simile ai due euro ma ne vale 0,50 - I medicinali contraffatti nel mondo sono il 2% - Condanna per il cartello dei farmaci. - Vietato usare il telefonino sui mezzi pubblici - Autorizzata una medicina derivata da un animale transgenico - Legge per i diritti dei cavalli.30Le dimissioni dal “partito” di una “compagna”. C’è ancora spazio per la politica fatta con la passione e il cuore?31Medici, doppio ruolo contro il riscaldamento globale. - Promuovere il principio di “contrazione e convergenza”.32Alcune, fra le tante, irrazionalità del sistema Italia.33Mattoni e giustizia. Appalti sotto inchiesta: indagati imprenditori e funzionari comunali. I reati ipotizzati sono associazione a delinquere, corruzione e abuso d´ufficio. I retroscena di una procedura cui l’Italia si è assuefatta.34Sanità, strutture convenzionate  a rischio, tagli in tre Regioni. A causa del deficit: Lazio, Sicilia e Campania dovranno stringere i cordoni della borsa.35Liberalizzare le droghe serve? Molto probabilmente si. - Leggere possibilmente senza pregiudizi. - La tolleranza praticata in Svizzera dal 1991 ha ridotto il numero di eroinomani.36Tangenti,   l'ex ministro Sirchia   rinviato a giudizio. A stabilirlo la procura milanese. Sirchia è accusato di corruzione e appropriazione indebita in un procedimento che vede indagate altre 16 persone.37Forza Italia dei Valori.38Farmaci: 12 provvedimenti in 5 anni per "frenare" la spesa.39Le elezioni italiane sono false.40Tar del Lazio. Va annullata la delibera di incarico di dirigente medico di II livello, se non  adeguatamente motivata.41Londra darà i voti ai medici della mutua. - Smog: in Italia 9000 morti l'anno. Studio Oms in 13 città, dito puntato sul traffico.42Il risarcimento del danno, a causa di mobbing, non è limitato dalla predisposizione caratteriale.43Quando il lavoro fa ammalare.44Sportello farmaceutico dedicato alle irregolarità prescrittive.45Una tintarella al «cioccolato». I flavonoidi contenuti in alcuni tipi di cacao contribuirebbero a proteggere dai raggi UV. Ma ci sono metodi più sicuri...46Frodi scientifiche: metodo Rose per prevenirle.47Tutte le misure di governo della spesa farmaceutica.48Privacy e Sanità , nuove regole e pericoli.49Deficit dello Stato? pagatelo voi! di Rodolfo Roselli, intervento su Radio Gamma 5 del 31.5.200650Investire in Salute. Il consumo di tabacco e le strategie costo-efficacia per prevenirlo.51La Valdelsa, valle dei Tesori.52Costituzione di comodo. Rodolfo Roselli, intervento su Radio Gamma 5 del 14.6.2006 Nota - Ai sensi dell'art. 13 legge 31/12/96 n. 675 e succ. : questa e-mail è stata spedita da una rubrica personale creata contattando precedentemente questo indirizzo, e si può richiedere la cancellazione se non si gradisce ricevere altri messaggi. Alternativamente si tratta di: - un primo contatto a questo indirizzo; - un indirizzo pubblico o pubblicato; - un messaggio richiesto/autorizzato dal ricevente. In ogni caso, questa comunicazione non è intesa come "spam", e non contiene promozioni commerciali. Se d'ora in poi non si desidera ricevere ulteriori comunicazioni, ritornare questo messaggio al mittente con la scritta "cancella", e si sarà prontamente rimossi dalla rubrica. Nota importante sulla cancellazione - Si richiede gentilmente che le richieste di cancellazione indirizzate a  HYPERLINK "mailto:luigi.sedita@poste.it" luigi.sedita@poste.it contengano l'indirizzo originale a cui il messaggio é stato spedito. Grazie. Nota – Miscellanea è automaticamente e individualmente controllata all'uscita da Norton antivirus system, con aggiornamento automatico on line. Detti, ridetti e battute. La concorrenza non è una condizione prodotta spontaneamente dal mercato: per far si che vi sia concorrenza è spesso necessario l’intervento pubblico. - Da Il governo dell’economia di Tommaso Padoa Schioppa – Il Mulino 1997 La guerra cerca la pace spargendo sangue. La pace è continuare a combattere senza spargere sangue. Poiché un politico non crede mai in quello che dice, quando viene preso alla lettera rimane sempre molto sorpreso. - Charles De Gaulle L'arte di vincere la si impara nelle sconfitte. El arte de vencer se aprende en las derrotas. -  HYPERLINK "http://it.wikipedia.org/wiki/Simón_Bolívar" Simón Bolívar Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio, sortirne tutti insieme è la politica, sortirne da soli è l'avarizia. Don Lorenzo Dilani, Scuola di Barbiana. Giudico il matrimonio uno scambio di cattivi umori di giorno e di cattivi odori di notte. - Guy de Maupassant Se non vuoi essere la moglie di tua moglie, non sposare una donna ricca. – Marziale Sono più vicino a voi (carcerati) che ai magistrati. – Clemente Mastella (neo ministro della Giustizia in occasione della vista ai carcerati e in relazione alla proposta di indulto/amnistia). Tutti nella vita hanno la stessa quantità di ghiaccio; però il ricco d'estate e il povero d'inverno. Utinam tam facile vera invenire possim quam falsa convincere. Magari fosse così facile scoprire la verità quanto dimostrare il falso. -  HYPERLINK "http://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Tullio_Cicerone" Marcus Tullius Cicero Con l’amnistia si tornerebbe al problema italiano di sempre. Che, cioè, bisogna ripetere i provvedimenti di clemenza ogni tre-quattro anni perché in poco tempo molti di quelli che escono tornano a delinquere e finiscono di nuovo dentro. Se proprio si deve che sia una amnistia breve e solo per quei reati che si vuole depenalizzare. 3.6.2006 – Gerardo D’Ambrosio ****** Codice Fiscale (Possibilità di calcolarlo online)  HYPERLINK "http://www.segnalidivita.com/codice_fiscale/index.php" http://www.segnalidivita.com/codice_fiscale/index.php 1Media e potere di Furio Colombo - C’è ancora in Italia qualcuno che vorrebbe spiegarti che la televisione in politica non conta.28.5.2006 - C’è ancora in Italia chi ti spiega che la televisione non conta. È come dire a Newton che la mela cade dall’albero per capriccio e non per la legge di gravità. Eppure un segnale dovrebbe pur venire da uno che se ne intende, l’ex premier Berlusconi, che per apparire dovunque in televisione ha violato (e disprezzato ad alta voce) leggi, consuetudini, pratiche consolidate delle democrazie dei Paesi avanzati, occupando per tutto il tempo, tutti gli spazi, ora dopo ora di illegale invasione delle reti, guadagnando voti fino a una quasi vittoria. Il segnale dovrebbe venire dalla stampa internazionale che, senza alcuna eccezione, non separa mai l’immagine di Berlusconi, e la tremenda e umiliante campagna elettorale che abbiamo appena vissuto, dal fatto, clamoroso e unico, che in questo Paese qualcuno ha governato (e cercato fino all'ultimo di farsi rieleggere) disponendo di tutte le televisioni e usandole. Il segnale dovrebbe venire da una incontrovertibile evidenza: avendo molti avversari in tutti i settori della vita pubblica, Berlusconi ha scelto di colpire giornalisti, direttori di giornali e leader di opinione. Ha cominciato subito, con il fare fuori Indro Montanelli, prima ancora del famoso editto di Sofia contro Enzo Biagi, prima ancora di chiudere fuori Santoro e di stroncare ogni forma di satira. Dove? Fra i leader di opinione dei grandi giornali. E subito dopo in televisione. Certo, per Berlusconi è venuto alla fine anche il momento di attaccare con furore gli industriali. Ma persino il caso Della Valle è stato celebrato in televisione. Un presunto avversario è stato accusato e dileggiato, senza alcuna possibilità di risposta, con tutto il clamore di una “diretta” televisiva, di fronte a milioni di spettatori. Esemplare, anche per future lezioni di giornalismo televisivo, il modo in cui Berlusconi ha scelto di usare la sua dichiarazione conclusiva dopo il secondo dibattito con Romano Prodi. A causa di un curioso “errore” mai verificato, l’ultima parola è toccata a Berlusconi. In qualunque dibattito l’ultima parola serve a enfatizzare e confermare gli argomenti dibattuti. Ciò fa parte delle regole e della decenza, ma anche della fermezza con cui una televisione indipendente impone l'osservanza delle regole. Alla fine del dibattuto di cui stiamo parlando Berlusconi ha barato sapendo di poter barare. Lo ha fatto in quanto controlla il mezzo che, in ogni altro Paese, gli si sarebbe rivoltato contro. Invece, in questa Italia, in questa campagna elettorale, in questa televisione uno dei due contendenti, al momento di chiudere un dibattito (che vuol dire ripetere, confermare o chiarire il proprio pensiero) ha improvvisamente introdotto un argomento del tutto nuovo. Ha lanciato un annuncio non discusso e non più discutibile. Ha detto che il governo eliminerà una tassa che non è di governo ma comunale. Lo ha annunciato mentre era ancora primo ministro, senza spiegare coperture o meccanismi di compensazione e mentre ancora non si conoscevano gli spaventosi dati di bilancio. Ora in nessun dibattito è consentito di cambiare argomento e di dire, nell'ultima battuta, una cosa grave e diversa da tutto ciò che si è discusso. La trovata è brillante, se volete. Ma anche le grandi truffe, quando riescono, sono trovate brillanti. Il fatto è che il padrone della Tv ha potuto usare la Tv perché la violazione grave e totale delle regole è stata accettata come il colpo di genio di un genio delle comunicazioni. Si è trattato invece di un gravissimo abuso che avrebbe meritato lo stop, la cancellazione del tempo usato per quel pezzo di intervento non discusso e non più discutibile. Sarebbe stato necessario riaprire il confronto. È stato efficace il colpo di mano Ici? L'opinione prevalente assegna un buon peso a quella trovata. Ma se si omette di notare che quella trovata costituisce un abuso grave, amichevolmente tollerato, in stato di vera e propria complicità, nella trasmissione Rai che avrebbe dovuto essere calibrata dalle regole fino ai dettagli, si perde il senso di tutta la campagna elettorale. Il senso è questo. Un governo fallimentare e disastroso che ha portato l’Italia a zero è stato battuto con uno scarto di pochi voti non perché metà degli italiani siano tuttora travolti dall’amore per Berlusconi. Ma perché per metà degli italiani - o almeno per molti di essi - il vero stato delle cose è stato quasi del tutto oscurato, camuffato, contraddetto, da un uso latino-americano (ma parliamo di una vecchia America Latina golpista) della televisione. E questo uso golpista della televisione è stato reso possibile dal dominio privato e dal controllo pubblico di tutti i mezzi di comunicazione. Gli stessi che sono stati usati per ondate successive di dati falsi, notizie false e calunnie personali. Nessun dettaglio è stato trascurato in alcuna edizione del Tg1 e del Tg2. Ciascuno di noi ricorda che durante tutte le settimane della campagna elettorale il candidato Prodi è sempre apparso brevemente e in strada (sempre, senza eccezioni, come se vivesse camminando con carte sottobraccio e una frase neppure finita da mandare in onda con sonoro imperfetto. Intanto Berlusconi aveva a disposizione larghe folle, lunghe frasi e i cieli azzurri degli interni preparati con cura dalle regie personali che il premier è sempre stato in grado di imporre a tutti i suoi media, privati e di Stato. * * * Ora proprio coloro che negano che la televisione abbia avuto un peso (posizione bizzarra che si riscontra esclusivamente in Italia e quasi solo nelle aree giornalistiche in cui si è cavallerescamente pronti a offrire tutte le carte possibili e tutta la comprensione possibile a favore del primo ministro più vendicativo della storia d'Europa) ti chiedono con la dovuta severità che cosa pensi della Rai e del come va riformata. E ti intimano che, se è vero quello che stiamo dicendo (in compagnia della stampa del mondo) allora l'unica soluzione è vendere tutto ai privati. Poiché in questo Paese i mitici “privati” che dovrebbero garantire una nuova e libera televisione sono tutti residenti nella stessa area d'affari del gruppo privato Mediaset (e Diego Della Valle ha sperimentato quale trattamento ti spetta, in pubblico e senza replica, se ti scosti dall’abitudine di stare vicino a Mediaset) è dubbio che si possa ottenere una nuova stagione di rinascita liberale della Rai attraverso la svendita all’ingrosso di impianti e persone. E poi, se mai, il problema è che troppe persone di una grande e rispettabile azienda pubblica sono già state parte di una vasta e accurata campagna acquisti da parte del servizio privato che fa capo all’ex presidente del Consiglio. È vero che Berlusconi non è più a Palazzo Chigi, e sta dimostrando in modo esemplare, come in un dramma di Brecht, quanto sia vera e palpabile quella estraneità alla democrazia che tanti, da questo giornale ai girotondi, da Sabina Guzzanti a Nanni Moretti, avevano denunciato preannunciando il pericolo anti-democratico con cui stiamo ancora vivendo. Ma se - come dobbiamo risolutamente credere - ha vinto la democrazia (e infatti c’è un nuovo capo del Governo, c’è un nuovo Capo dello Stato) si pone il problema di riportare subito fuori dall'area infetta i mezzi di comunicazione di massa in Italia. Questo impegno viene prima di riforme e cambiamenti, al modo in cui la cura di una malattia grave che minaccia la vita di una persona viene prima dei consigli sul come dovrà in seguito, se sarà salvo, cambiare il suo stile di vita. L’Italia è al momento sotto la minaccia di televisioni ostili che hanno consentito a un candidato fallimentare di accumulare voti (sia pure perdenti) che non avrebbe mai avuto se la pura e semplice immagine giornalistica di ciò che ha fatto e distrutto in questi anni fosse apparsa, come è in realtà, come la raccontano la stampa e le televisioni del mondo: ridicola e tragica. Si veda, infatti, il voto degli italiani all’estero che, di fronte a un’altra stampa e a un’altra televisione, si sono ben guardati dal votare per Berlusconi. Si tenga conto di un prodotto, se volete marginale, ma molto importante della televisione ostile. Per tutti questi anni ha rovesciato la scena e ha fatto apparire strani, fuori posto, esagerati gli oppositori, li ha messi in condizione di essere irrisi. E - se oggetto di persecuzione - quella persecuzione non appariva così assurda perché essi erano visti come la contraddizione ostinata e stupida alla verità. Viene introdotto l’orrendo concetto di “verità” che ha sempre segnato le dittature. Quante volte Berlusconi l’ha invocata contro Prodi, intendendo per “verità” ciò che aveva fatto vedere lui in televisione? Quando Berlusconi ha rotto clamorosamente le regole concordate per il “faccia a faccia” televisivo con Prodi e, in luogo di un “appello finale” ha lanciato un argomento estraneo al dibattito e senza possibile risposta dell’avversario, ha violato il principio stesso del contraddittorio. La domanda è: avrebbe potuto farlo qualcuno che non fosse proprietario, o controllore di tutti i mezzi di comunicazione di massa e agente attivo di pesanti intimidazioni sull’intero mondo giornalistico italiano? * * * Evidente dunque la necessità di agire subito, prima di presentare piani di eventuale riforma della televisione pubblica. Il problema è nella situazione di monopolio che blocca la democrazia italiana (la definizione è di Romano Prodi). In apparenza si tratta di duopolio, Rai e Mediaset che controllano tutto il mercato. In realtà le due grandi strutture formano un cartello nelle mani di una sola persona che, a lungo, si è riservato di utilizzare indifferentemente l’una o l’altra struttura sia nelle notizie che nella scelta dei programmi. Questo cartello è stato cementato sia dal forte interesse politico di dominio sia dal controllo di quasi tutta la pubblicità in tutti i settori che si servono del mercato pubblicitario. Dunque sono necessari interventi immediati, diretti però a restituire democrazia, non ulteriori forme di controllo, sia pure con il buon proposito di far finire il dominio assoluto di Berlusconi, che altrimenti non sarebbe finito per il solo fatto di avere perso le elezioni. Può essere utile riflettere sui punti che seguono. Primo. Nessuna epurazione, neppure quelle più clamorose richieste dal pubblico esasperato, dovranno avvenire alla Rai. Con questa legislatura deve finire il ballo umiliante delle finte affinità politiche, delle sottomissioni dei nuovi credenti. Ciò vale tanto più per i conduttori di talk show radio e tv vistosamente compromessi col passato regime. È giusto desiderare che, nella televisione di Stato di un Paese tornato libero persino il conduttore di «Zapping» , che ha passato cinque anni a svillaneggiare in diretta chiunque osasse mostrarsi anche cautamente ostile a Silvio Berlusconi e ai suoi associati, resti al suo posto e nella sua trasmissione. L’unico augurio è che i giornalisti del passato regime evitino di diventare improvvisamente sensibili al cambio di governo. Restino dov'erano. I conduttori di talk show americani, conservatori o liberal (in quel Paese è di cattivo gusto ingannare i telespettatori con la pretesa di essere miracolosamente “sopra le parti”) continuano tranquillamente a condurre i loro popolari programmi, senza mutare un accento del loro credo politico, quando si passa da Reagan a Clinton, e quando si passa da Clinton a Bush. Secondo. È inevitabile che tornino subito, e tornino senza nessun tipo di condizione, ma anzi con scuse - e, se del caso, risarcimento del danno subito - tutti coloro che sono stati cacciati per clamorose (e del resto dichiarate e vantate) ragioni politiche, durante e a causa del conflitto di interessi di Berlusconi, da Biagi a Santoro a Guzzanti e senza alcuna esclusione. Qualche ritorno è già in corso, ma noi ci crederemo quando li vedremo sullo schermo. Questi ritorni, dovuti e urgenti, ovviamente si accumuleranno con incredibili assunzioni, avvenute dopo. Ma questo è un danno dovuto al regime mediatico, che - speriamo - si potrà ammortizzare un po’ per volta nel corso degli anni. Terzo. Smettiamola di parlare di punizione, penalizzazione o vendetta nei confronti di Mediaset. Nessuna buona impresa televisiva del mondo ha mai beneficiato di essere allo stesso tempo proprietà privata e riserva di potere del capo del governo. E nessuna impresa televisiva del mondo è mai stata danneggiata dal non essere protagonista di un clamoroso conflitto di interessi come quello italiano. Tutto ciò che è accaduto a Mediaset non ha nulla a che fare con i professionisti che vi lavorano. Ma sanno tutti, in Europa e fra gli specialisti di media nel mondo, che i proprietari di Mediaset hanno immensamente beneficiato della condizione di doppio domino, commerciale e politico. È questo beneficio indebito e pericoloso che dovrà cessare, non il buon lavoro, del resto radicato sul mercato, delle reti Mediaset. Quanto al numero e alla dislocazione delle reti, per l’uno o per l’altro protagonista del duopolio ci sono state sentenze della Corte costituzionale che non sembrano di carattere vendicativo o eversivo, e corrispondono alle regole nel resto del mondo. E ci sarà una legge sul conflitto di interessi che sarà doveroso fare subito, con la migliore esperienza giuridica e mediatica, italiana e internazionale. Gli esperti di indiscussa qualità non mancano (basti citare un politologo come Giovanni Sartori che alla Columbia University è titolare di una cattedra prestigiosa come un premio Nobel). E non mancheranno coloro che si vorranno unire al grande progetto di ritorno alla legalità, anche se eletti a destra. Chi ha detto che tutta la destra italiana debba fare il tifo per sempre per la illegalità personale e imprenditoriale di Silvio Berlusconi, una illegalità che la destra conservatrice del mondo rifiuta di riconoscere (si vedano l’«Economist», il «Financial Times», il «Wall Street Journal»)? Si tratta di urgenti impegni preliminari. Poi si dovrà ricostruire un Paese che è stato giuridicamente, economicamente, moralmente vandalizzato e deliberatamente spaccato in due, in modo da poter continuare a reclamare il potere perduto. Credo che, a questo punto, si possa osare una scommessa. Date all’Italia un anno di pace e di normalità nel sistema delle informazioni, dei telegiornali, fate finire i commenti guidati, i falsi incontri stampa senza domande, i monologhi di autocelebrazione un po’ ridicola e un po’ esaltata dell’ex premier. Date questo intervallo di pace al Paese. E il Paese, pur restando legittimamente arricchito da una visione e da un progetto conservatore che si contrappongono al progetto di solidarismo e riforme, che adesso guida il governo, non sarà più spaccato. Si potrà tornare a definirlo semplicemente “democratico”. In questi cinque anni e in questi ultimi giorni si è fatto di tutto perché cessasse di esserlo. furiocolombo@unita.it2Arrestati Vittorio Emanuele e il portavoce di Fini. La destra: "Radiate il Pm".Vittorio Emanuele di Savoia è stato ieri arrestato a Varenna, in provincia di Lecco ed è stato immediatamente trasferito nel carcere di Potenza. L'ordine di cattura è stato firmato dal Gip Alberto Iannuzzi su richiesta del pubblico ministero Henry John Woodcock. Sono state arrestate altre cinque persone, che però hanno beneficiato dei domiciliari. Tra questi c'è anche Salvatore Sottile, portavoce del leader di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini. Sono tutti accusati di corruzione, concussione, istigazione alla corruzione, falso ideologico, riciclaggio e sfruttamento della prostituzione. La notizia di questi arresti ha ovviamente causato un terremoto nel mondo politico. In particolare il centrodestra ha subito dato vita ad un linciaggio ai danni del Giudice Woodcock, che già in passato è stato protagonista di inchieste che avevano nel mirino personaggi noti al grande pubblico. L'aennino Maurizio Gasparri ha chiesto l'intervento immediato del Consiglio Superiore della Magistratura affinché possa mettere a freno ad una Toga che lavora solo "per andare sui giornali". Dello stesso tono le dichiarazioni dell'ex missino Enzo Fragalà: "E' gravissimo che l'abuso della carcerazione preventiva venga usata ancora una volta per evidenti finalità politiche. Si ripete ai danni del principe di Savoia e di uno stimato giornalista come Salvatore Sottile il medesimo copione che distrusse l'immagine e la vita di Enzo Tortora insieme alla credibilità dell'amministrazione della Giustizia in Italia". La forzista Maria Burani Procaccini avverte che "potrebbe trattarsi di un clamoroso errore giudiziario". "Se è così - aggiunge - bisognerà risarcire le vittime di questa vicenda ed assumere provvedimenti consequenziali". Ancora più duro l'intervento di Gianfranco Rotondi della Dc: "Woodcock è lo stesso magistrato che cercò di incatenare il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga. Ora ci è riuscito con Vittorio Emanuele di Savoia. Se proverà le sue accuse, tanto di cappello. Se, invece, tutto finirà in una bolla di sapone e con clamore sui mass-media come avvenne per la vicenda Cossiga, chiedo sin da ora che, essendo Woodcock recidivo, paghi e venga immediatamente radiato con un provvedimento del Capo dello Stato". Allo stesso modo la pensa Emanuele Filiberto, figlio di Vittorio Emanuele, che passa direttamente alle minacce: "E' l'ennesimo colpo pubblicitario di Woodcock. Spero che sia certo delle accuse che muove altrimenti sarà l'ultima volta che farà qualcosa". Eppure, tanta indignazione appare molto strana considerando le dichiarazioni che Marina di Savoia ha rilasciato al quotidiano torinese La Stampa: "Mio fratello è un credulone, il figlio è un arrivista, la moglie una donna interessata al denaro. Non mi aspettavo tanto, ma era prevedibile che sarebbe successo qualcosa. Frequentava gentaglia, la feccia". 17.6.2006 - http://www.centomovimenti.com/2006/giugno/17_arresti.htm3Fallaci, l'ultima provocazione. - Danimarca, sì ad inseminazione per lesbiche e single.Fallaci, l'ultima provocazione. Ce ne ha per tutti. Per Prodi e Berlusconi, liquidati come "due fottuti idioti", per gli immigranti messicani che manifestano con le bandiere del proprio paese ("mi disgustano"), per Chavez ("mamma mia"), per Fellini, di cui non ricorda l'intervista ma che non gli piace, per l'olio di oliva fatto in New Jersey. Ma il suo obiettivo principale restano gli islamici: che non sopporta in generale, perché "non credo che esista un islam buono e uno cattivo" e più in particolare perché non vorrebbe vedere mai la moschea che dovrebbe sorgere a Colle Val d'Elsa: "È vicino casa mia, prendo l'esplosivo e la faccio saltare". Danimarca, sì ad inseminazione per lesbiche e single. Copenaghen, 2 giu. (Adnkronos) - La proposta e' passata in Parlamento con 86 voti favorevoli, 61 contrari e 21 astenuti, tra cui i componenti del governo. Il governo di Copenaghen è stato il primo al mondo a legalizzare le coppie omosex nel 1989. Al termine di una settimana di aspri dibattiti e' stata approvata in Danimarca la legge che permette l'inseminazione artificiale negli ospedali pubblici per le donne lesbiche in coppia o per le single. La proposta e' passata in Parlamento con 86 voti favorevoli, 61 contrari e 21 astenuti, tra cui i componenti del governo. La Danimarca e' stato il primo Paese al mondo a legalizzare le unioni civili tra omosessuali nel 1989, garantendo alle coppie gay gli stessi diritti di quelle eterosessuali, ad eccezione della possibilita' di adottare un bambino.4Il referendum in salsa padana. -  HYPERLINK "http://www.in2minuti.it/2006/06/rep6_0616_ref-in-salsa-padana.htm" Il referendum in salsa padana e la «via non democratica» alla devoluzione in caso di vittoria del No - La devolution è una bomba a orologeria che può scardinare la Costituzione, le istituzioni, la coesione del Paese.16.6.2006 – di Curzio Maltese - Le parole di Bossi sulla possibilità di una «via non democratica» alla devoluzione in caso di vittoria del No (guerra di secessione? golpe padano?) erano un perfetto test sul grado di fascismo residuale della destra italiana. Si può dirlo con più «politically correct» ma la sostanza è quella. La cialtronesca attitudine della politica italiana a spararle sempre più grosse ci ha ormai assuefatti al peggio. Ma un leader di partito ed ex ministro della Repubblica che rinnega a priori il voto democratico ed evoca l´uso di «altri mezzi» dovrebbe provocare unanime sdegno, anzi disgusto, a sinistra come a destra. Così non è stato. Il «test Bossi» è andato male. Ha rivelato a destra un alto tasso di tolleranza o simpatia per l´eversione o magari nostalgia per il manganello. I soli a indignarsi sono stati gli ex democristiani, non a caso gli unici figli di una storia antifascista. Fini si è comportato nella circostanza da a-fascista. Una dose minima di condanna, a uso personale, qualche dubbio di piccola strategia elettorale, tipo «a chi gioca?». Per il resto tanta paterna comprensione per i camerati che ancora sputano sui «ludi cartacei». Berlusconi, già sdoganatore del regime mussoliniano dispensatore di «vacanze gratis» ai dissidenti, ha difeso l´uscita di Bossi con vigore e quasi con sollievo. Ecco finalmente uno che gli suggerisce una buona alternativa al conteggio e riconteggio delle schede: la marcia su Roma. Quanto alla Lega, il grado di fascismo imitativo del movimento dovrebbe ormai essere chiaro a tutti. Le stesse trovate di allora riciclate in salsa padana. La camicie verdi piuttosto che nere, i nonni celti per inventarsi la gloria che non c´è, l´eroismo immaginario di una storia riscritta in fretta e senza congiuntivi, il razzismo dei gerarchi, dal Borghezio al Calderoli, esplicitato in «gesti esemplari». È un modo esagerato di porre il problema? Forse. Ma intanto, una volta o l´altra, bisognerà pur affrontare il nodo di questo fascismo eterno che impedisce all´Italia di avere una destra normale, europea. Non s´è mai visto né potrebbe esserci nei partiti conservatori tedeschi, inglesi, francesi, spagnoli un leader che chiama i suoi militanti all´uso di vie non democratiche. Nemmeno Le Pen, nemmeno Haider, per il quale l´Unione adottò le sanzioni. È superfluo aggiungere che non esistono apprendisti stregoni dell´eversione neppure nella sinistra più estrema, pure sottoposta da anni a quotidiani test di democrazia con prelievi di sangue da parte dei media. Questa è l´altra faccia dell´anomalia, lo specchio deformato di un´informazione servile. Che cosa sarebbe successo se a evocare l´uso di vie non democratiche fosse stato, poniamo, Bertinotti? Uno scandalo enorme, l´apertura di tutti i telegiornali, dibattiti fiume nei salotti televisivi con interminabili tirate sul pericolo comunista, manifestazioni di piazza. Se invece a dare i numeri è un amico del padrone, allora si procede coi guanti bianchi, pochi titoli, il solito panino con botta e risposta e ultima parola alla destra. Giorni fa il professor Giovanni Sartori ha segnalato il pericolo che il referendum del 25 e 26 giugno venga percepito da chi guarda la televisione soltanto come un voto per ridurre il numero dei parlamentari. È il principale argomento citato dalle cosiddette finestre informative referendarie che passano a ogni ora sulle reti Rai e Mediaset e sembrano studiate dall´ufficio marketing di Lega e Forza Italia. L´abbaiante sortita leghista sarà almeno servita a risvegliare qualche coscienza democratica. Il 25 e 26 giugno non si vota per il numero dei parlamentari (che dovrebbe essere ridotto in ogni caso) ma per disinnescare con un No una bomba a orologeria, la devolution, che può scardinare la Costituzione, le istituzioni, la coesione democratica del Paese. Si vota per non ritornare al più bolso e antistorico dei municipalismi, perché questo e non il mitico federalismo è sempre stato il progetto della Lega. Il rischio fino a ieri era che il centrosinistra, in nome di un malinteso e retorico federalismo, cercasse anche dopo una vittoria referendaria un compromesso con la destra. Le parole di Bossi hanno chiarito che non si possono firmare compromessi con chi non accetta i fondamentali della democrazia. L´unica cosa da fare, con la devolution che ci perseguita con la sua retorica da oltre un decennio, è aprire il voluminoso sacco della spazzatura della storia e chiuderla dentro.5Il riso fa buon sangue. – L’uomo da un punto di vista femminile.- Perché il cuore di una donna è come il circo? - C'è sempre posto per un buffone in più... - Cosa si deve dare ad un uomo che pensa di avere tutto? - Una donna per spiegargli come funziona! - Perché le vedove nere ammazzano il maschio dopo l'accoppiamento? - Per non sentirlo russare. - Perché gli uomini vogliono sposare una ragazza ancora vergine? - Perché non sopportano le critiche. - Qual è l'uomo più interessante in italia? - Il turista. - Perché dio ha creato l'uomo? - Perché i vibratori non tagliano l'erba. - Cos'hanno in comune il clitoride, gli anniversari ed il water? - Che gli uomini non li azzeccano mai! - Perché molte donne fingono l'orgasmo? - Perché molti uomini fingono nei preliminari! - Perché solo il 10% degli uomini va in paradiso? - Perché se ci andassero tutti sarebbe l'inferno! - Qual è la differenza tra gli uomini ed i maiali? - I maiali non diventano uomini quando hanno bevuto. - Qual è la differenza tra un uomo ed un pappagallo? - Ad un pappagallo puoi insegnare a parlare a modo. - Cos'è che le donne odiano di più sentire quando stanno facendo sesso di buona qualità? - "Cara, sono rientrato!" - Perché gli uomini a letto sono come il cibo scaldato nel microonde? - 30 secondi ed è tutto fatto! - Qual è la malattia che paralizza le donne dalla cintola in giù? - Il matrimonio. - Cosa è successo a quella donna che è riuscita a capire gli uomini? - E' morta dalle risate e non ha avuto il tempo di raccontarlo a nessuno. - Perché gli uomini hanno la coscienza pulita? - Perché non la usano mai. - Cosa succede ad un uomo quando ingoia una mosca viva? - Si ritrova con più neuroni attivi nello stomaco che nel cervello! - Perché dio ha creato prima l'uomo e poi la donna? - Perché gli esperimenti si fanno prima con gli animali e poi con gli umani! - Perché agli uomini piacciono le donne intelligenti? - Perché gli opposti si attraggono! - Qual è il libro più sottile del mondo? - "Tutto ciò che gli uomini sanno sulle donne" - Qual è la differenza tra gli uomini e la frutta? - La frutta prima o poi matura. - Perché le pile sono meglio degli uomini? - Perché le pile perlomeno un lato positivo ce l'hanno. - In cosa si somigliano gli uomini e le lumache? - Entrambi si trascinano, hanno le corna e credono che la casa sia loro! - Perché un uomo non può avere un buon carattere ed essere intelligente allo stesso tempo? - Perché sennò sarebbe una donna! - Cosa disse dio dopo aver creato l'uomo? - Posso fare di meglio! - Perché sono necessari milioni di spermatozoi per fecondare un solo ovulo? - Perché gli spermatozoi sono maschi e non si fermerebbero mai a chiedere informazioni sulla strada giusta. - Quand'è che un uomo perde il 90% della sua intelligenza? - Quando diventa vedovo! - E quand'è che perde il restante 10%? - Quando muore il cane...6La borghesia produttiva nella sua maggior parte non è affatto moderata.Da la Repubblica del 4.6.2006 di Eugenio Scalari - A quella che ho definito «borghesia produttiva e moderata» ho dedicato domenica scorsa un articolo intitolato Che cosa vuole la borghesia italiana? Ho ricevuto molte lettere di consenso e di dissenso. Assai massimalistiche da entrambe le parti. I consenzienti hanno rincarato le mie tesi sostenendo che quella borghesia non merita alcun riguardo; i dissenzienti mi hanno dato semplicemente del fazioso para-comunista. Mi sembrano, tutte e due, reazioni sbagliate. Mi sono rivolto alla «borghesia produttiva e moderata», e in realtà la borghesia cui mi rivolgevo è certamente produttiva nel senso che produce reddito, ma nella sua maggior parte non è affatto moderata. Per certi aspetti è fortemente innovatrice, assume rischi, conquista mercati, lavora a corpo morto insieme alla propria famiglia. Da questo punto di vista si potrebbe addirittura definire progressista. Ma è anche una borghesia fortemente ideologizzata. La sua ideologia è la fabbrichetta. La sua fabbrichetta. Quella è la fonte dei suoi guadagni, il luogo del suo lavoro e della realizzazione di sé, insomma la sua vita. E lì comincia e lì si conclude. È totalizzante. Tutto ciò che accade fuori da quell´orizzonte mentale viene giudicato secondo che sia utile alla fabbrichetta oppure no. L´aumento delle dimensioni dell´impresa facendovi entrare nuovi azionisti non è utile, perciò non si fa. I condoni sono utili e perciò si approvano. La mancanza di regole è utile. La ricerca, a quelle dimensioni aziendali, è impossibile. Le infrastrutture sono necessarie. La previdenza non è necessaria, è troppo costosa. Le tasse sono insostenibili. Mi guardo bene dall´affermare che l´intera platea delle imprese piccole e piccolissime sia schiava di questa ideologia. Ve ne sono con quattro, dieci, quindici dipendenti che lavorano a prodotti di alta ed altissima tecnologia. Ma la grande maggioranza è ferma ad un miracolo (ex) di cui ho già accennato i fondamenti. In gran parte un miracolo sommerso. Questa è la «consistente minoranza» sicuramente produttiva ma con scarso valore aggiunto, fiscalmente e contributivamente assente almeno per il 70 per cento. Pretendere di mandarla a gambe all´aria sarebbe pura follia. Proporle un piano di rientro graduale ma non scandito sull´eternità è necessario. Tentare di de – ideologizzarla è arduo ma non impossibile. Finora quella «consistente minoran za» se ne è infischiata dei guai della finanza pubblica. Ha chiesto prestazioni (doverose) senza responsabilizzarsi dei costi. È evidente che così non si può continuare. Bisogna spiegarlo e dargli in contropartita i servizi efficienti che vengono richiesti. Questa è la scommessa. Che significa governare governare governare.7TV – Le frequenze sono un bene pubblico. Bellucci (PRC) ha ragione il ministro Gentiloni.Ha ragione il ministro Gentiloni: le frequenze non possono essere considerate un bene privato ma, come per il demanio, considerate un bene comune sottoposto a regole e vigilanza. Certo nel nostro paese ogni volta che si tenta di affermare un principio nel campo della disciplina radiotelevisiva, scattano immediatamente i riflessi condizionati di chi difende la situazione di monopolio. L’Italia è l’unico paese avanzato a non aver adottato un piano di ripartizione delle frequenze nello spettro radiotelevisivo, aver ipotizzato una transizione al digitale lasciando le frequenze senza regole. Questo ha determinato un vero e proprio accaparramento con conseguenti squilibri rispetto al trattamento di altre bande di frequenze che, invece, sono o sottoposte a regole precise o, addirittura, messe all’asta dallo Stato causando l’esborso di centinaia di miliardi come è accaduto per le licenze della telefonia UMTS. Ora servono regole trasparenti che impediscano il mantenimento degli attuali squilibri, operino per la fine dei monopoli, aprano a nuovi soggetti e all’utilizzo di nuove tecnologie, come nel caso della radiofonia digitale (DAB), facendo pagare il giusto a chi utilizza, per fare profitti, un bene comune come le frequenze.8Una ottima zapaterata, che piacerà anche alla destra.La magistratura spagnola ha aperto un'inchiesta, definita 'storica', contro 7 dirigenti comunisti cinesi per 'genocidio' del popolo tibetano.Tra gli indagati anche l'ex presidente Jang Zemin. L'inchiesta, consentita dalla Corte Costituzionale che ha accolto la tesi della Giurisdizione Universale, fa seguito a una denuncia presentata da diverse Ong. Pechino ha duramente reagito definendo le accuse 'invenzioni' e denunciando 'un'ingerenza straniera' in quello che giudica 'un affare interno cinese'.9Il sistema Drg premia la scelta del bisturi.Parti cesarei, il record è in Italia: un bambino su tre nasce così. Primato in Europa: al Sud più casi che al Nord. Così la Repubblica di ieri 6.6.2006... ed elencava alcune possibili cause. Fra le tante possibili spiegazioni di questo poco curioso primato mi sembra che possa risultare utile riportare anche un’altra non improbabile e non secondaria causa che in parte spiegherebbe il fenomeno: il DRG, ovvero il rimborso tariffario che il SSN paga per le prestazione sanitarie erogate dalle strutture private convenzionate. Con l’introduzione dei DRG  praticare il cesareo è più remunerativo del parto normale. In certe regioni addirittura è di pubblico dominio il fatto che il privato non solo integra il pubblico, ma viene anche super incentivato. E il fatto che tale pratica sia più diffusa nelle regioni meridionali e nelle strutture private - come riportato nel 2002 in una relazione del Ministero della salute: Campania (51%), Sicilia (42,5%), Puglia (40,6%) e Basilicata (40,8%) - rafforza indirettamente questa ipotesi anche in base al fatto che in tali regioni i cittadini ricorrono maggiormente al privato al fine di compensare le carenze del pubblico. Ma non solo... Fino al 2002 «Il ministero della Salute pagava circa 1 milione di lire in più il parto cesareo rispetto a quello naturale e alcune assicurazioni rimborsano solo quello. «La cosa può aver maggior peso per le cliniche private, dove fare un figlio può costare anche alcuni milioni. Soldi che possono raddrizzare bilanci traballanti». (Riccardo Arienzo, segretario campano dell'Associazione ginecologi ospedalieri italiani in un'intervista a "Panorama".) Ma il ricorso ai DRG più costosi non e' prerogativa solo delle regioni meridionali: mi sembra di ricordare che negli anni novanta la Procura di Milano avviò una inchiesta per i DRG gonfiati di una famosa clinica privata convenzionata lombarda. Mentre nel Lazio, piu recentemente Angelo Bonelli, capogruppo verde, nel 2002 ha presentato una pdl regionale per istituire una commissione d'inchiesta spiegando che il Lazio paga 3.400 euro per un taglio cesareo con complicanze contro i 2.200 per un parto naturale con complicanze, facendo spendere così 5 milioni di euro l'anno solo per la differenza dei costi di Drg. 10Regioni: sanità on line30.05.06 regioni.it - Il diritto al salute rappresenta uno dei fondamentali diritti di libertà. Qualsiasi dibattito relativo ai possibili sviluppi di un moderno sistema di welfare non può prescindere dagli investimenti necessari per la valorizzazione e il miglioramento della sanità pubblica. Ma la sanità rappresenta anche la voce di maggior peso nel bilanci regionali. E le Regioni italiane ne hanno fatto uno dei terreni di maggior confronto nei rapporti con il Parlamento, con l’Unione Europea e con il Governo. Ciò è spiegabili non solo in termini ragionieristici, ma anche in relazione al fatto che la sanità è sicuramente il settore dove più forte, più sentito, talvolta più stringente, è il rapporto con il cittadino. Una cartina al tornasole è data dalla grande attenzione che anche la rete riserva al tema e che trova un puntuale riscontro nei canali tematici che caratterizzano ormai i siti delle Regioni e delle Province autonome. Regioni.it ve ne propone il “censimento” regione per regione: Regioni e Province Autonome: la Sanità on line  HYPERLINK "http://www.regione.vda.it/sanita/default_i.asp" Valle d’Aosta  HYPERLINK "http://www.regione.piemonte.it/sanita/index.htm" Piemonte  HYPERLINK "http://www.regione.lombardia.it/wps/portal/_s.155/606?divcnt=pagename=PortaleLombardia%2FPage%2FPL_tematiche,a_tem=9,c=Page,cid=1035559535586,dir_gen=off,ottica=off&PRLso=off" Lombardia  HYPERLINK "http://www.liguriainformasalute.it/cgi-bin/liguria/sanita/ep/home.do" Liguria  HYPERLINK "http://www.trentinosalute.net/" Trento  HYPERLINK "http://www.provincia.bz.it/sanita_servizisociali.htm" Bolzano  HYPERLINK "http://www.saluter.it/" Emilia-Romagna  HYPERLINK "http://www.salute.toscana.it/" Toscana  HYPERLINK "http://www.marcheinsalute.it/home.asp" Marche  HYPERLINK "http://sanita.regione.umbria.it/canale.asp" Umbria  HYPERLINK "http://www.regione.lazio.it/web/sanita/sito_ist/index.php" Lazio  HYPERLINK "http://sanitapo.regione.abruzzo.it/" Abruzzo  HYPERLINK "http://www.regione.molise.it/web/assessorati/sanità.nsf/(home)?OpenView" Molise  HYPERLINK "http://www.regione.campania.it/portal/media-type/html/user/anon/page/TFNO_DettaglioTematica.psml?itemId=70&theVectString=-1,-1" Campania  HYPERLINK "http://www.regione.puglia.it/quiregione/search.php?query=&topic=23" Puglia  HYPERLINK "http://www.regione.calabria.it/?module=content&action=index&blocco=45&cat=214" Calabria  HYPERLINK "http://www.regione.sicilia.it/sanita/" Sicilia  HYPERLINK "http://www.regione.sardegna.it/tematiche/sanita/" Sardegna  HYPERLINK "http://www.sanita.basilicata.it/dnnsanita/" Basilicata  HYPERLINK "http://www.regione.veneto.it/Servizi+alla+Persona/Sanita/" Veneto  HYPERLINK "http://www.sanita.fvg.it/ars/welcome.htm" Friuli-Venezia Giulia   11Condannato a morte per eccesso di parolacce.Gerusalemme - Questa la sentenza emessa da un consiglio rabbinico nei confronti di un pappagallo parrocchetto 'colpevole' di imprecare in continuazione. Lo racconta oggi il quotidiano Yedioth Ahronoth. Il proprietario, disperato per le parolacce che uscivano dal becco dell'animale, era pronto a dar seguito alla sentenza quand'è intervenuto il suo medico, Oren Zarif, che ha deciso di adottare il pappagallo, salvandolo così da morte certa. ''Il mio paziente, ha spiegato il medico, ha consultato un rabbino che ha deciso che il parrocchetto doveva essere ucciso dal momento che peccava e induceva altri a peccare''. I figli del proprietario, infatti, erano influenzati dalle parolacce che il volatile strillava in continuazione. Zarif, tuttavia, si è rifiutato di farlo sopprimere, ma dopo poco ha avuto dei ripensamenti. Il pappagallo, infatti, anche nella nuova casa non si è comportato meglio e le sue imprecazioni hanno cominciato a infastidire i pazienti ortodossi che frequentavano lo studio. Disperato, il medico ha quindi consultato un altro rabbino, Meir Mazuz, che stavolta ha consigliato di tagliare la lingua al pappagallo, ''con il minimo di sofferenza. Se questo non aiuta, l'animale deve essere macellato''. Di nuovo, tuttavia, Zarif s'è rifiutato, pressato anche dalla moglie che nel frattempo ha minacciato di divorziare se il medico avesse fatto eseguire la sentenza capitale. Quest'ultimo lancia dunque un appello: ''Sono pronto a donare il pappagallo a un safari o a un'altra istituzione che si prende cura degli animali. Almeno, loro possono tenerlo lontano dai bambini''. (Adnkronos di 1 giugno 2006)12Da deputati a direttori delle Asl. "Legge scandalosa, l´abroghiamo". La legge, approvata in febbraio a larga maggioranza, prevede stipendi per i manager fino a 200 mila euro. - - Il ministro della Salute Livia Turco: "La politica deve restare fuori dalla gestione della Sanità" . A febbraio l´hanno approvata un po´ tutti, anche se in sordina. Adesso salterà. E´ la legge che permette ad ex parlamentari ed ex consiglieri regionali con almeno cinque anni di mandato di diventare direttore generale delle Asl. E di dirigere le aziende sanitarie locali senza nemmeno avere bisogno di una specifica preparazione o di una laurea. Requisiti richiesti ovviamente a tutti gli altri candidati ai posti-guida dei nostri ospedali e delle strutture sanitarie. «La norma è uno scandalo. Per questo l´abroghiamo. La politica deve stare fuori dalla gestione della sanità» dice Livia Turco, ministro della Salute. «La sanità ha bisogno di buona politica che indirizzi, programmi e controlli. Ma la gestione della sanità deve essere affidata non a criteri politici bensì di competenza e professionalità». L´abrogazione sarà contenuta nel decreto del governo Prodi che istituisce i ministeri. Livia Turco avrebbe preferito un provvedimento ad hoc, ma si dichiara comunque soddisfatta che la sua linea venga consacrata «nel prossimo Consiglio dei ministri». Le legge, che porta il n.43, era stata approvata il 1° febbraio scorso, a fine legislatura. Classica norma paracadute per i parlamentari che non sarebbero stati rieletti, con stipendi da 150 a 200 mila euro. Proposta dal governo di centrodestra, era stata approvata da Camera e Senato quasi all´unanimità. E se i politici riciclati nelle Asl erano medici non avevano nemmeno bisogno di avere frequentato, negli anni di mandato, i «programmi di formazione continua» obbligatori per gli altri candidati ai posti. Legge votata a fine legislatura, senza pubblicità, ma che scatenò subito polemiche. «Sembra singolare che non siano considerati anni di dirigenza quelli trascorsi come parlamentare» obiettò ai critici Antonio Tomassini, Forza Italia, presidente della Commissione Sanità ed Igiene del Senato. «A meno che non si voglia rimanere su princìpi di pura demagogia e di facile preconcetta ostilità e denigrazione dei parlamentari». La norma pro-politici era la bestia nera della Federazione degli Ordini dei Medici, che aveva parlato di «lottizzazione della sanità». «Chiediamo da sempre - dice Aristide Paci, presidente della Federazione - una separazione netta tra la gestione di un´azienda particolare come quella sanitaria e le scelte di politica sanitaria che spettano, ovviamente, alla politica». linea condivisa dal ministro Turco, che annuncia un disegno di legge complessivo per affrontare la questione del «governo clinico» della sanità, partendo dai concorsi per medici e primari. «Vogliamo cambiare totalmente musica rispetto al governo precedente» dice il ministro. «I temi centrali saranno la qualità del sistema sanitario, l´innovazione, i cambiamenti strutturali dagli ospedali alla valorizzazione delle professioni. Cambieremo davvero registro». E se Romano Prodi ripete che la «sanità non deve essere considerata un costo», Livia Turco parla di «fattore di sviluppo». «La battaglia per una spesa sanitaria equilibrata e rispettosa dei vincoli di bilancio - dice il ministro - non si vince con i tagli e le imposizioni. Si vince con la qualità nella gestione, nell´organizzazione e nelle prestazioni sanitarie. Perchè qualità è anche efficacia nelle scelte e parsimonia nelle spese. Per far questo occorre un nuovo patto con gli operatori sanitari e gli altri attori del sistema che veda come punto cardine la centralità del cittadino e dei suoi bisogni».13Scandalo Calcio - L’idea che a giudicare Moggi & C. sia chi fino all’altroieri li proteggeva a suon di multe e deferimenti, è piuttosto indigesta. Anche in questo paese che non perdona il torto di avere ragione. 8.6.2006 - Mancano pochi giorni all’apertura del maxiprocesso sportivo al Dio Pallone, e nessuno s’interroga su chi saranno i giudici e i pubblici ministeri che dovranno giudicare i protagonisti dello scandalo. Da quando Guido Rossi ha preso il posto di Carraro alla Federcalcio e Francesco Saverio Borrelli ha rimpiazzato all’Ufficio Indagini il generale Pappa, regna un cert’aria di euforia. Peraltro giustificata, vista la statura e l’indipendenza dei due nuovi «commissari». Ciò che nessuno ha finora notato è che né Rossi né Borrelli parteciperanno al processo. Borrelli, come capo dell’Ufficio Indagini, svolge le stesse funzioni della polizia giudiziaria nel processo penale. Non quelle del pm: alla fine del suo lavoro, nel caso più che probabile di una raffica di deferimenti (i rinvii a giudizio) alla giustizia sportiva, non sarà lui a rappresentare l’accusa e a chiedere le penalizzazioni. Sarà il procuratore federale Stefano Palazzi, nominato alcuni anni fa in pieno Ancien Régime, quando sul calcio regnavano, con diritto di vita e di morte, la Juve di Moggi & Giraudo e il Milan di Berlusconi & Galliani. Ora, per carità, fino a prova contraria non c’è alcun motivo di sospettare di questo Palazzi. Ma qualche domanda s’impone: meglio porla prima che inizi il maxiprocesso, e non dopo, quando si apriranno le inevitabili polemiche sulla mano leggera o pesante usata dal procuratore e dai giudici federali. Se chi sostiene l’accusa e chi irroga le sanzioni non fosse un esponente del vecchio establishment, ma qualcuno venuto da fuori, magari in prestito dalla magistratura ordinaria, sarebbe meglio per tutti: dissiperebbe il sospetto che, anche dopo il grande ribaltone, qualcuno abbia ancora debiti da pagare o crediti da incassare. Una coppia di marziani come Rossi e Borrelli anche ai vertici della giustizia sportiva garantirebbe non solo l’imparzialità delle sentenze, ma anche la loro credibilità agli occhi degli sportivi, ormai abituati a sospettare di tutto e di tutti. Ed eviterebbe qualche imbarazzo agli attuali giudici e pm federali. Negli ultimi anni, Palazzi e i suoi sostituti han chiesto e ottenuto dalla Disciplinare decine di condanne anche pesanti per chiunque osasse mettere in dubbio la regolarità dei campionati e financo della cupoletta moggiana a cielo aperto che ha nome Gea World. Dirigenti, allenatori e calciatori coraggiosi come Franco Baldini, Zdenek Zeman, Luis Figo, Francesco Totti, Aldo Serena hanno dovuto sborsare migliaia di euro per aver bestemmiato in chiesa, cioè per aver detto ciò che tutti sapevano, ma nessuno voleva vedere. Nel 2003 Zeman parla della Gea: «Una società che gestisce 250 giocatori può fare ciò che vuole del campionato, anche influire sui risultati»: deferito dall’ottimo Palazzi, viene condannato a 5 mila euro di ammenda. Serena propone un limite d’età agli arbitri per renderli «meno corruttibili»: Galliani protesta, Palazzi deferisce, multa di 2.500 euro. Nel 2005 Totti denuncia lo scandaloso arbitraggio di Racalbuto in Roma-Juve: «Difficile giocare 11 contro 14». Deferito e multato. Il ds giallorosso Baldini parla di «arbitri condizionati dalla lobby di potere del calcio». Deferito e multato di 5 mila euro. Pochi giorni dopo va dalla Dandini e rincara: «Le squadre più forti han messo in atto una politica scientifica, usando tutto quello che avevano a disposizione, per restare il più a lungo possibile le più forti: doping, arbitri e diritti tv sono tessere dello stesso mosaico». E giù critiche ai conflitti d’interessi di Carraro (Figc-Capitalia), di Galliani (Milan-Lega), di Moggi (Juve-Gea). Altro deferimento, altri 7500 euro di ammenda per «dichiarazioni antisportive» e per aver «messo in dubbio la regolarità del campionato». E quando Figo, ultimo arrivato, denuncia stupefatto l’intimità fra Moggi e l’arbitro Paparesta, viene pure lui deferito e multato per 5 mila euro: frasi «lesive della reputazione del dirigente di un’altra società». Cioè, con rispetto parlando, di Moggi. Ora, delle due l’una: o il procuratore Palazzi e i giudici disciplinari chiedono scusa a Zeman, Baldini, Serena, Figo e Totti, restituiscono loro il maltolto e dichiarano che antisportivi erano Moggi e i suoi compari, non chi li denunciava in tempi non sospetti; oppure è meglio che tolgano il disturbo. L’idea che a giudicare Moggi & C. sia chi fino all’altroieri li proteggeva a suon di multe e deferimenti, è piuttosto indigesta. Anche in questo paese che non perdona il torto di avere ragione. - MT14Te la do io la "3".La Gabanelli ha realizzato per Report un servizio ( HYPERLINK "http://www.media.rai.it/mpmedia/0,,report^4190,00.html" \t "_blank" video,  HYPERLINK "http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E90229,00.html" \t "_blank" testo) sulla società di videofonini “3”, celebre per aver avuto come testimonial il prescritto Andreotti. Dopo aver visto la puntata, secondo la “3”, 18.000 persone hanno disdetto l’abbonamento e 35.000 persone hanno rinunciato a diventare clienti. Invece di confutare, di discutere, di spiegare i temi trattati nella trasmissione, la “3” ha chiesto un risarcimento alla Rai, e quindi agli italiani visto che la Rai è pubblica. Il risarcimento è di 137,5 milioni di euro. Il servizio di Report sulla “3” riguardava il ritardo della sua quotazione in borsa e i suoi servizi a contenuto erotico. La Rai non si è fatta per nulla intimidire e ha sottoscritto un contratto con la “3” per la distribuzione su videofonino della sua programmazione. Tra un porno autoprodotto e l’altro potremmo vedere “I fratelli Karamazov”, “I Promessi Sposi”, “La Piovra” e, ma questo non posso accettarlo, anche “Te la do io l’America” e “Te lo do io il Brasile”. No! Tra tette e culi di casalinghe frustrate io non ci voglio finire e ho deciso di fare causa alla Rai per il doppio della “3”. I gemelli GentiloniRutelli dormono? La Rai ha venduto tutta, dico tutta, la programmazione delle tre reti rai disponibile on line per otto miserabili milioni di euro all'anno a una società che le fa causa? Otto milioni per una programmazione che vale centinaia di milioni di euro e che si può vendere sul mercato internazionale? Vorrei sapere il nome di chi ha deciso questo esproprio fatto ai nostri danni di trasmissioni pagate con il nostro canone. Vorrei sapere chi ha fatto il prezzo. Vorrei sapere tutti i retroscena. Vorrei sapere se c’è un magistrato che vuole interessarsene. Le trasmissioni della Rai sono dei cittadini italiani, non si svendono e soprattutto non si mescolano al porno fai da te.  HYPERLINK "http://www.beppegrillo.it/2006/06/post_20.html" http://www.beppegrillo.it/2006/06/post_20.html 15Disponibile in laboratorio il test non invasivo per la diagnosi della gastrite.Per diagnosticare in modo rapido e non invasivo il problema della gastrite è disponibile sul mercato italiano Gastropanel. Si tratta di un test che consente di determinare, attraverso un semplice esame del sangue, se il paziente è affetto da gastrite causata da Helicobacter Pylori, se la gastrite è atrofica e in quale parte dello stomaco (antro, corpo-fondo o entrambi) sono localizzate le alterazioni. Il Gastropanel può fornire una diagnosi molto accurata delle malattie gastriche ed essere un utile strumento per la valutazione dei rischi e delle patologie ad esse collegate. Può inoltre favorire la prevenzione, offrendo una diagnosi precisa e un trattamento mirato, come spiega Francesco Di Mario, professore di gastroenterologia - Università di Parma  HYPERLINK "http://www.okmedico.it/mediconews/informazione/info_20060606.jsp" http://www.okmedico.it/mediconews/informazione/info_20060606.jsp 16Perché si chiama Farmaco Orfano?Il termine è stato diffuso da TH Altheius: "Il farmaco orfano è quel prodotto che potenzialmente è utile per trattare una Malattia Rara (MR) ma non ha un mercato sufficiente per ripagare le spese del suo sviluppo". Si chiama quindi farmaco orfano perché manca l'interesse dei ricercatori e dell'industria ad investire su un farmaco destinato a pochi "clienti" . Incentivare lo sviluppo di un nuovo farmaco vuol dire investire risorse economiche, tempo e quando non si ottiene un guadagno le industrie farmaceutiche non investono i loro capitali. Il farmaco è allora senza sponsor, cioè orfano. Il riconoscimento europeo del reale problema dei Farmaci Orfani si è avuto con la regolamentazione (CE) N.141/2000 del Parlamento Europeo (vedere documento allegato) e del Consiglio dell'Unione Europea e successivamente, con il regolamento (CE) N.847/2000 della Commissione (vedere documento allegato), si sono stabilite le disposizioni di applicazione dei criteri previsti per l'assegnazione della qualifica di Medicinale Orfano nonchè la definizione dei concetti di Medicinale "Simile" e "Clinicamente Superiore". In Italia con la Legge 178/91 (vedere documento allegato) si ha il recepimento delle direttive della Comunità economica europea in materia di specialità medicinali ma è nel Piano Sanitario Nazionale 1998-2000 che si comincia a concentrare l'attenzione sul problema delle Malattie Rare e dei farmaci orfani visto che lo stesso Piano Sanitario Nazionale individuava tra gli obiettivi da raggiungere per l'anno 2000 la necessità di predisporre la sorveglianza delle patologie rare. Con la Circolare concernente la legge n. 648/96 (G.U. 297 del 20-12-1999) (vedere documento allegato) si prevede "l’istituzione di un elenco di medicinali erogabili, se non esiste una valida alternativa terapeutica, a totale carico del SSN entro un onere di 30 miliardi di lire all’anno. La CUF (Commissione Unica del Farmaco) predispone ed aggiorna l’elenco dei farmaci". E' stato approvato il Regolamento di Istituzione della Rete Nazionale delle Malattie Rare (DM 18/05/2001 n.279, G.U. 160 del 12/07/2001), che rappresenta un importante impegno per il riconoscimento dovuto alle malattie rare e ai relativi farmaci da esentare. Regolamentazione Nazionale ed Internazionale dei Farmaci Orfani Regolamentazione Italiana: Decreto Legge n. 178/91 "Recepimento delle direttive della Comunità economica europea in materia di specialità medicinali" (vedere documento allegato) Decreto Legislativo n. 44/97:"Recepimento delle direttive della Comunità economica europea in materia di specialità medicinali" (vedere documento allegato) Circolare concernente la legge n. 648/96 (pubblicata sulla G.U. 297 del 20-12-1999) (vedere documento allegato) Provvedimento 3 giugno 1999 Modificazione al provvedimento 17 gennaio 1997 concernente l'istituzione dell'elenco dei medicinali erogabili a totale carico del Servizio sanitario nazionale ai sensi dell'art. 1, comma 4, della legge 23 dicembre 1996, n. 648 (G.U. n. 177 del 30 Luglio 1999 - Ministero della Sanità - CUF) Provvedimento 20 luglio 2000 G.U. n.219 del 19/09/00, errata corrige G.U. n.232 del 04/10/00 Per ulteriori informazioni visitare sito del Ministero della Salute Regolamentazione europea ed extraeuropea: Regolamento (CE) N.141/2000 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16 Dicembre 1999 concernente i medicinali orfani. Regolamento (CE) N.847/2000 della Commissione del 27 Aprile 2000, che stabilisce le disposizioni di applicazione dei criteri previsti per l'assegnazione della qualifica di Medicinale Orfano nonchè la definizione dei concetti di Medicinale "Simile" e "Clinicamente Superiore". Regolamentazione sui Farmaci Orfani in USA, Giappone e Francia. Documentazione australiana su "Orphan Drug Program"  HYPERLINK "http://www.emea.eu.int/home.htm" \o "ATTENZIONE: link esterno a www.iss.it..." European Agency for the Evaluation of Medicinal Products(EMEA)  HYPERLINK "http://www.emea.eu.int/htms/general/contacts/COMP.html" \o "ATTENZIONE: link esterno a www.iss.it..." Committee for Orphan Medicinal Products (COMP)  HYPERLINK "http://pharmacos.eudra.org/F2/register/alforphreg.htm" \o "ATTENZIONE: link esterno a www.iss.it..." Registro della Comunità Europea dei Farmaci "designati" Orfani17Cei: logica profitto rischia prevaricare valore persona.(Tq/Agi) - Roma, 05 giu. - Nel settore della sanita' "un'eccessiva liberta' d'iniziativa rischia di emarginare i soggetti piu' deboli, mentre l'esasperazione dell'uguaglianza dei servizi socio-sanitari" puo' "ingenerare burocratizzazione della risposta, passivita' e acquiescenza dell'utente". Lo affermano i vescovi italiani in una nota pastorale dedicata al tema della pastorale sanitario. "Anche l'adozione indiscriminata del modello aziendale in ambito sanitario, seppur motivata dall'esigenza di organizzare i servizi in maniera piu' efficiente, si presta al rischio - denunciano i vescovi - di privilegiare il risultato economico rispetto alla cura della persona". Secondo i vescovi, il "degrado d'umanita'" presente nei servizi al malato e "l'atteggiamento prometeico" della scienza nei confronti del vivere e del morire ad esempio con l'accanimento terapeutico e l'eutanasia costituiscono altrettante sfide. I vescovi esortano la comunita' ecclesiale ad essere "una comunita' ospitale che si prende cura", tesa verso "l'umanizzazione del mondo sanitario", offrendo risposte credibili" ai mali della sanita' di oggi tra i quali ci sono, elencano, "il prevalere di interessi politici ed economici, l'eccessiva burocratizzazione, l'inefficienza amministrativa, il deterioramento della scala dei valori, la scarsa considerazione del malato come persona". Nel "fenomeno inquietante del degrado d'umanita' presente nei servizi al malato" la Chiesa invita i cristiani a vedere la radice della disumanizzazione nel peccato". La crescente attenzione della societa' verso il benessere psico-fisico e spirituale della persona, rappresenta invece per la Chiesa una "legittima domanda di una vita piena". Infatti, "anche Gesu', nello svolgimento della sua missione, ha avuto di mira la pienezza della vita dell'uomo". La nota cita anche i compiti delle istituzioni sanitarie cattoliche, invita al confronto tra le strutture, ad un maggiore coinvolgimento dei laici, della donna, a valorizzare le visite ai malati e ad inserire i malati "negli organismi ecclesiali di partecipazione" per far comprendere alle comunita' cristiane il valore "pedagogico" della malattia. I vescovi suggeriscono anche "il passaggio dell'agire improvvisato alla progettualita'", l'attenzione all'organizzazione della pastorale sanitaria ai diversi livelli (nazionale, regionale, diocesano e parrocchiale), soprattutto a livello regionale, ambito sempre piu' di rilievo in campo sanitario. Per questo la nota chiede l'istituzione o il potenziamento della consulta regionale per la pastorale della salute. (Tq/Agi)18Farmaci generici  In vendita quelli col  “marchio farmacia”. I farmacisti da ieri possono produrre “in proprio” medicinali generici. Per il cliente risparmi anche del 30-35%.9.6.2006 - I farmacisti italiani ritornano speziali, diventano 'produttori' e lanciano sul mercato i generici ''a marchio farmacia''. Medicinali equivalenti basati su ''molecole di uso comune, quindi conosciute e sicure'', in vendita da oggi dal Friuli Venezia Giulia alla Sicilia e in grado di promettere al cittadino risparmi del 30-35%. Oltre a una qualita' garantita dagli stessi 'farmacisti-industriali' in tutti i passaggi della filiera produttiva: dal laboratorio al bancone. La notizia e' stata annunciata oggi a Milano da Federfarma.Co, federazione nazionale che raggruppa le 42 cooperative dei farmacisti italiani. Attiva nella distribuzione e nei servizi alle farmacie, Federfarma.Co conta 67 depositi in 19 regioni, copre oltre un terzo della distribuzione farmaceutica italiana e rappresenta 12.400 professionisti dello Stivale, arrivando cosi' a 7 farmacie su 10. E dopo avere avviato, nel febbraio 2005 con l'Unifarm di Trento, l'operazione Neolatte che ha messo a disposizione delle famiglie del Belpaese latte in polvere per neonati a prezzo europeo, amplia ora la sua offerta. ''Siamo gia' presenti in farmacia con Neolatte e parafarmaci per la prima infanzia - ha riferito il direttore generale di Federfarma.Co, Massimo Massa - Ora sbarchiamo con una nuova linea di 8 prodotti: piroxicam, antinfiammatorio e antireumatico; acido acetilsalicilico, analgesico e antipiretico; prometazina, antistaminico topico; paracetamolo, analgesico e antipiretico; ambroxol cloridrato, mucolitico; destrometorfano bromidrato, antitosse; magnesio potassio, integratore alimentare, e un detergente intimo''.19Via vai di pregiudicati in Parlamento.Tre new entry in Parlamento Pulito. E’ difficile star dietro a questo via vai di pregiudicati in Parlamento. Adesso siamo a venti. La via giudiziaria alla politica, a questo siamo arrivati. A delinquenti che fanno le leggi dopo averle violate. E allora, lo dico piano piano a questi venti personaggi: FUORIDALLEBALLE!!! Se vogliono rifarsi una vita, lo facciano con discrezione, lontano dai media, nessuno dirà loro nulla. Ci sono tante altre attività oltre a quella di rappresentare i cittadini. Ascoltare D’Elia nei tg serali redento-e-in-parlamento non è democrazia, è una presa per il c..o. E questo vale ovviamente anche per gli altri 19. I reati non sono tutti uguali. Ma chiunque sia stato condannato dovrebbe avere l’onestà di fare altro, di andare altrove. Non sedere in Parlamento e farsi mantenere dai cittadini. Per finire, ecco i nuovi pregiudicati: - Borghezio Mario (europarlamentare Lega Nord): condannato in via definitiva per incendio aggravato da "finalità di discriminazione", per aver dato fuoco ai pagliericci di alcuni immigrati extracomunitari che dormivano sotto un ponte di Torino, a 2 mesi e 20 giorni di reclusione commutati in 3.040 euro di multa. - De Angelis Marcello (senatore An): condannato in via definitiva a 5 anni di carcere per banda armata e associazione sovversiva come elemento di spicco del gruppo neofascista Terza Posizione. - D'Elia Sergio (deputato Rosa nel Pugno): condannato definitivamente a 25 anni per banda armata e concorso in omicidio per aver fatto parte del vertice di Prima Linea e aver partecipato alla progettazione dell'assalto al carcere fiorentino delle Murate in cui, il 20 gennaio 1978, fu ucciso l'agente Fausto Dionisi. Appena eletto deputato, è stato subito nominato dall'Unione segretario della Camera.  HYPERLINK "http://www.beppegrillo.it/2006/06/post_21.html" http://www.beppegrillo.it/2006/06/post_21.html 20Volo "ipobarico" senza rischi per le vene.24.5.2006 - Una notizia rassicurante per i frequent fliers e per chi si appresta a voli su lunghe tratte per le vacanze: stare in aereo a quote molto elevate, in presenza di livelli di ossigeno ridotti un po’ come in alta montagna, non comporta un rischio aumentato di formazione di trombi venosi, causa della più temibile eventualità di un'embolia, almeno se si è in buona salute e non si hanno specifici fattori predisponenti. L'allarme o l'allarmismo che si è creato da qualche tempo su questo argomento sembra rientrare, stando ai risultati di un meticoloso studio britannico con simulazione di volo in altitudine che "assolve" la parziale ipossia e riduzione di pressione comunque presente nella cabine pressurizzate, concludendo che non costituisce un fattore di rischio di tromboembolia venosa aggiuntivo per chi sta in aereo rispetto ad altri mezzi di trasporto: semmai è la prolungata sedentarietà a essere in causa. Come in montagna a 1500 e più Diversi casi e studi epidemiologici avevano indicato un collegamento tra lunghi voli e possibile sviluppo di trombi venosi, ma senza chiarire se dipendesse da fattori ambientali dell'aereo o dalla sedentarietà protratta. L'attenzione si è poi accentuata sull'ipossia ipobarica, cioè sulla carenza di ossigeno da ridotta pressione atmosferica, tenendo presente che alle quote di crociera sulle lunghe tratte i livelli di O2 all'interno degli aerei arrivano a corrispondere circa a quelli di 1500-2100 metri di altitudine, fino a 2400 metri, valore che determina una marcata riduzione della saturazione di ossigeno arterioso nelle persone sane e ancor più in quelle con malattie cardiache o polmonari. Studi su cellule in vitro avevano mostrato che l'ipossia può aumentare l'attività procoagulante e inibire la fibrinolisi; altri su individui sani e osservazioni negli scalatori himalayani che l'ipossia ipobarica può incrementare temporaneamente i marker della coagulazione. All'Università di Leicester, UK, il cardiologo William Toff e il suo team hanno quindi voluto verificare l'eventuale attivazione dell'emostasi conseguente alla permanenza in aereo ad alta quota, ricorrendo a un simulatore di volo, cioè una cabina nella quale hanno preso posto per otto ore volontari sani valutati alternativamente in condizioni di ipossia ipobarica, equivalenti a 2438 metri di altitudine, o di normossia normobarica, corrispondenti a circa 70 metri sul livello del mare. I 73 partecipanti erano suddivisi in tre gruppi, 49 soggetti da 18 a 40 anni senza fattori di rischio tromboembolico, 12 donne da 18 a 40 anni utilizzatrici di pillola contraccettiva (legata a un certo aumento di rischio), 12 individui oltre i 50 anni (il rischio dipende anche dall'età); tutti ovviamente senza precedente tromboembolia venosa o uso di anticoagulanti o antiaggreganti piastrinici, e studiati anche per eventuali fattori genetici predisponesti (mutazioni a carico del fattore V di Leiden e della protrombina). Possibile interazione di fattori genetici Nel complesso non sono emerse differenze significative tra la condizione ipobarica e quella normobarica e tra i tre gruppi in relazione all’emostasi, né per i marker di attivazione della coagulazione e di fibrinolisi, né per quelli di attivazione piastrinica ed endoteliale. Cambiamenti che si sono osservati per certi parametri durante l’esposizione normobarica erano invece probabilmente effetto della sedentarietà e per altri anche delle loro variazioni circadiane. Ciò non toglie che ci possano essere risposte individuali diverse; inoltre il rischio nello studio è apparso solo leggermente aumentato per le donne utilizzatrici di pillola e gli over 50, ma questi sottogruppi non erano abbastanza ampi per escludere l'interazione di fattori genetici con l'esposizione all'ipossia. Nelle persone sane e a basso rischio tromboembolico venoso la condizione di ipossia ipobarica alla quale si può essere sottoposti durante lunghe tratte aeree non sembra comunque aumentare il rischio. Contro gli eventuali rischi da sedentarietà in volo, peraltro, è bene alzarsi ogni tanto o eseguire quei minimi esercizi da seduti che molte compagnie ormai riportano insieme con le raccomandazioni generali per i passeggeri. Fonte - William D. Toff et al. Effect of hypobaric hypoxia, simulatine conditions durino long-haul travel, on coagulation, fibrinolysis, platelet function, and endothelial activation. Jama 2006; vol 295 n.17: 2251-226121Centodue «poltrone», Romano batte Andreotti. Record di incarichi, surclassato anche il governo Berlusconi.dal  HYPERLINK "http://www.corriere.it" Corriere - 10 giugno 2006 di Gian Antonio Stella - Con un premier, due vicepremier con dicastero allegato, 24 ministri, 9 viceministri e 68 sottosegretari, è il «Prodi Bis», adesso, la preda da inseguire. Gli italiani di sinistra delle adunate a San Giovanni, che si ritrovarono al Circo Massimo con Cofferati, che organizzarono i girotondi, che accorsero al Palavobis di Milano intorno a Dario Fo, che si riconobbero nell'invettiva di Nanni Moretti e nell'invito a «resistere, resistere, resistere» di Borrelli agognando per cinque anni l'arrivo di un governo diverso, sono serviti. Rullo di tamburi e squilli di tromba: il governo delle sinistre, promesso coi manifesti «domani è un altro giorno», non ha solo 94 poltrone più del primo esecutivo della storia patria, dove Cavour (che teneva gli Esteri e la Marina) aveva in tutto 7 ministri. Non ne ha solo 60 più del 1Ú governo di Alcide De Gasperi, che si era inizialmente tenuto gli Interni, gli Esteri e l'Africa Italiana e aveva fatto giurare 17 ministri e 42 sottosegretari. Ma stacca nettamente gli ultimi due di Berlusconi che era arrivato a toccare i 98. Una quota che aveva spinto gli scandalizzatissimi leader dell'Ulivo e degli alleati a dirne severamente peste e corna. Ma ve li ricordate? Era tutto un coro a rinfacciare alla destra che loro sì erano stati bravi, perché certo, il «D'Alema Bis» era arrivato a 91 ma solo per forza d'inerzia giacché proprio la sinistra aveva cambiato la legge per finirla col mercato delle vacche e snellire finalmente i carrozzoni clientelari. «Guardi qua, dottor Vespa», aveva detto il «Líder Maximo» estraendo a Porta a Porta il programma dell'Ulivo: «Le leggo la tesi numero nove: "Ridurre i ministeri e i ministri"». Neanche il tempo che il Cavaliere nominasse i titolari della sua squadra e Antonio Di Pietro tuonava: «Per soddisfare gli appetiti di partiti e correnti è stata stravolta la riforma Bassanini aumentando il numero dei ministeri. Il che lascia facilmente prevedere che cosa accadrà, con l'infornata di sottosegretari!». «Avevano promesso semplificazione e invece c'è una gran confusione, con la moltiplicazione delle poltrone da spartire per accontentare tutti », sentenziò, levando il sopracciglio l'attuale vicepremier Francesco Rutelli. Troppi ministri, troppi: «Dovevano essere 12 e sono più del doppio, con una valanga di sottosegretari». E ci fu chi andò a sbattere in faccia (sia chiaro: giustamente) al nuovo governo non solo l'invenzione dei viceministri che mai prima erano esistiti, ma il voltafaccia del Cavaliere che mille volte aveva promesso uno snellimento e subito dopo il trionfo del maggio 2001 aveva fatto la faccia cattiva: «In centoquaranta hanno fatto domanda per diventare sottosegretario. Ma i posti sono solo ventisei». Ne fece il doppio: 53. Chi è senza peccato scagli la prima pietra. Ma certo, a mano a mano che il numero dei componenti del governo si gonfia, fanno sorridere certi scandaletti del passato. Come una storia raccontata anni fa da Antonello Capurso. Era il 1953: «Alcide De Gasperi si accingeva a formare il suo governo e nel compilare la lista scrisse a fianco di ogni carica il nome del nuovo ministro, ma arrivato al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, vergò a penna: "resta", a intendere che era confermato il sottosegretario precedente. L'ufficio legislativo cui fu passato il foglio per le convocazioni, però, scovò nell'annuario dei parlamentari un certo Raffaele Resta, che fu così buttato giù dal letto e convocato a Palazzo per il giuramento. De Gasperi, visto arrivare pieno di gratitudine l'onorevole Resta, non ebbe il coraggio di dirgli la verità e se lo prese al governo». Se anche il signor Raffaele Gentile, un socialista che nell'altro millennio fu assessore regionale siciliano e adesso è segretario dello Sdi isolano, sia stato imbarcato perché Prodi aveva sottolineato quanto fosse «gentile» un altro non si sa. Certo il Professore deve essere un fantastico «talent scout»: il nuovo «vice» ai trasporti, infatti, è non solo ignoto al di qua dello Stretto ma anche in Sicilia lo conoscono solo gli addetti ai lavori. Auguri. Non si tratterebbe peraltro dell'unica «scoperta» prodiana. Se Nicola Sartor, il sottosegretario all'Economia imbarcato per fare la Finanziaria (i sei che già c'erano non erano in grado?) ha un curriculum lungo un metro, quello all'agricoltura Gianni Mongello è riuscito a guadagnarsi due citazioni minori in 27 anni di archivi Ansa. Meno di un sindaco di Alcamo o Cantù. Ma su con la vita. Proprio per dimostrare di essere perfettamente all'altezza della stanza dei bottoni di un Paese del G8, c'è chi ha messo sul sito internet del governo il suo prestigioso curriculum. Come il sottosegretario agli Affari regionali Pietro Colonnella che spiega di essere perito industriale, consigliere Provinciale ascolano e di esser stato capogruppo nel Consiglio Comunale di San Benedetto del Tronto», presidente dell'Istituto Consortile Musicale «Gaspare Spontini» di Ascoli. Di più: come presidente della Provincia ascolana è stato protagonista della «creazione di n. 587 posti di lavoro», dell'«apertura del Traforo di Forca Canapine», della nascita del «casello autostradale di Grottammare», del «gemellaggio con l'Istituto di Calcografia Nazionale di Madrid", dell'avvio dei lavori per il «Polo scolastico del Pennile di Sotto». Il tutto per un totale di 1.068 parole: 319 in più di quelle usate nella sua autobiografia per la «Navicella» da Giulio Andreotti, che quando nacque Colonnella era già stato per sette anni sottosegretario e per due volte ministro.22Dichiarazione dei redditi e spese sanitarie. – E’ rilevante conoscere quali prestazioni possano rientrare tra le spese sanitarie detraibili. Il caso del dietista, del chiropratico …L'offerta di prestazioni sanitarie accessibili ai cittadini è sempre più ampia e variegata, dal momento che molte sono le discipline alternative cui ci si può affidare. Nella maggior parte dei casi il legislatore, a tutela del consumatore, ha dettato le regole minime perché un professionista non medico possa dirsi qualificato ad esercitare un certo tipo di attività. Mentre meno capillari sono le norme che stabiliscono quali siano le discipline riconosciute e, soprattutto, a quale titolo rientrino nell'ambito delle attività sanitarie. In fase di dichiarazione dei redditi però, diventa rilevante conoscere quali prestazioni possano rientrare tra le spese sanitarie detraibili. A questo scopo il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha emanato una circolare esplicativa (su richiesta del Coordinamento Nazionale dei Centri di Assistenza Fiscale ) riguardante le spese sostenute per prestazioni eseguite da dietisti e chiropratici, due tra gli operatori parasanitari cui i cittadini si rivolgono più spesso. L'inquadramento attuale L'art. 15, comma 1, lettera c), del TUIR elenca la tipologia di spese sanitarie per le quali spetta la detrazione IRPEF. Dette spese sono costituite esclusivamente dalle spese mediche e di assistenza specifica e dalle spese chirurgiche, per prestazioni specialistiche e per protesi dentarie e sanitarie in genere. Per spese di assistenza specifica si intendono i compensi erogati a personale paramedico abilitato (infermieri professionali), ovvero a personale autorizzato ad effettuare prestazioni sanitarie specialistiche (ad esempio: prelievi ai fini di analisi, applicazioni con apparecchiature elettromedicali, esercizio di attività riabilitativa - cfr. circ. n. 207/E del 16 novembre 2000). Nessun riferimento è fatto ad altri professionisti e alle relative prestazioni da questi erogabili. Nel nostro ordinamento il dietista è un operatore tecnico sanitario cui competono le attribuzioni previste dal D.M. 14 settembre 1994 del Ministero della Sanità e successive modificazioni. Le prestazioni effettuate dai dietisti, che sono solitamente complementari a diagnosi specialistiche, rientrano tra le prestazioni sanitarie detraibili, purché prescritte da un medico. Quindi per usufruire della detrazione d'imposta è necessaria la fattura del dietista e la prescrizione del medico. La figura del chiropratico, invece, non ha ancora trovato riconoscimento nel nostro ordinamento, e non è ancora stato istituito un apposito albo. Tuttavia il Ministero della Sanità (Circ. n. 66 del 12 settembre 1984) ha precisato che le prestazioni chiroterapiche possono essere prestate presso idonee strutture debitamente autorizzate, la cui direzione sia affidata ad un medico specialista in fisiatria o in ortopedia. Quindi le spese per prestazioni chiropratiche per essere detraibili devono essere prescritte da un medico ed eseguite in centri autorizzati (Circ. n. 14 del 1981). La documentazione necessaria per fruire della detrazione è costituita dalla fattura della struttura autorizzata ad eseguire attività di chiroprassi e dalla prescrizione del medico. 23Riecco tutte le accuse nei 25 minuti di intervista di Luttazzi a Marco Travaglio. Ricordare non fa male, anzi. - "Arcore, le holding lo stalliere...". Gli inizi misteriosi e la banca Rasini. Craxi alle riunioni fondative di Forza Italia.(16 marzo 2001)- Ecco i principali passaggi dell'intervista di Daniele Luttazzi a Marco Travaglio a Satyricon, su Rai 2, sul libro Il colore dei soldi, che racconta tanti misteri legati alle ricchezze e al passato di Silvio Berlusconi. GLI INIZI MISTERIOSI E LA BANCA RASINI LUTTAZZI: Nel suo libro si parla di tesi, di teoremi? TRAVAGLIO: Si parla di fatti e di documenti, che andrebbero spiegati. C'è un dirigente della Banca d'Italia, Giuffrida, che, su incarico della Procura di Palermo, studia i finanziamenti arrivati negli anni Settanta e Ottanta alle 32-34 holding di Berlusconi L: Cosa sono le holding? T: Contenitori di denaro. Questo funzionario ha cercato di capire da dove venissero quei soldi: 115 miliardi in contanti dell'epoca (che sarebbero 500 di oggi), che arrivano in 7 anni in contanti. Non so come arrivino, forse con dei valigioni o dei tir... Alla fine Giufrida si arrende e scrive: provenienza sconosciuta. Solo Berlusconi potrebbe spiegare. Magari c'è qualche benefattore segreto che inviava periodicamente questi soldi... L: Ma non c'è un modo per seguire i movimenti passo passo? T: No, Il sistema francovaluta faceva in modo che il soggetto fosse inindividuabile. Poi ci sono delle amenità come il fatto che alcune di queste società siano state registrate fra i negozi di parrucchiere e estetista. E Infatti non si trovavano. Poi le banche dicono: "Ci siamo sbagliati...". L: Di che banche si trattava? T: Una era la Banca Rasini, dove lavorava il padre di Berlusconi. L: Che cosa faceva il padre di Berlusconi nella Banca Rasini? T: E' entrato come impiegato, mi pare che abbia concluso come direttore. La Banca Rasini è indicata dai giudici di Palermo come una di quelle impegnate nel riciclaggio dei soldi della mafia. L: Poi c'è la questione delle società chiamate monouso. Usate una volta e poi fatte sparire. Come funzionano? T: Sono società che fanno una operazione e poi tornano all'origine. E' una delle cose più incomprensibili. Neppure una persona di alto livello come Giuffrida riesce a spiegarlo. Solo Berlusconi può farlo. Può darsi che tutto ciò sia lecito. L'importante è spiegarlo. CRAXI ALLE RIUNIONI DI FORZA ITALIA L: Nel libro si parla di due fasi. La prima dagli anni Settanta al 1983, in cui piovono miliardi non si sa perché. Poi inizia la fase craxiana. A proposito, viene fuori che Bettino Craxi ha partecipato alla fondazione di Forza Italia, giusto? T: Sì, c'è un ex democristiano di nome Maurizio Cartotto che racconta che nel '92 Marcello Dell'Utri lo ha convocato e gli ha detto che Berlusconi stava pensando di mettere su un partito... L: Chi è Marcello Dell'Utri? T: E' il braccio destro di Berlusconi, palermitano, che quando Berlusconi ha bisogno di uno stalliere, nel 1974, prende un boss mafioso, Vittorio Mangano, condannato per associazione mafiosa e per traffico di droga, e glielo mette in villa per un anno e mezzo. Ma chiudiamo la parentesi. Cartotto racconta che nel '92 Dell'Utri lo ingaggia Cartotto in Publitalia e gli dice di non dire niente a nessuno perché neppure Confalonieri doveva saperne nulla. Perché Confalonieri dice una cosa semplicissima: "Non possiamo entrare in politica con le tv". Oggi sarebbe tacciato di stalinismo. Comunque si tengono diverse riunioni ad Arcore. E a un paio di queste partecipa anche Bettino Craxi, poco tempo prima di volare ad Hammamet. Cartotto racconta poi anche il movente della della nascita di Forza Italia, illustrato chiaramente dallo stesso Berlusconi durante una convention di quadri Fininvest: "I nostri amici cioè Craxi e compagnia contano sempre meno. I nostri nemici contano sempre di più. Quindi dobbiamo difenderci da soli". Ma c'è un'altra cosa assolutamente straordinaria. L: Qual è? T: Che nel 92/93 Berlusconi si aggirava per le sue aziende dicendo che se non fosse entrato in politica sarebbe stato accusato di essere mafioso. Temeva che gli fossero rivolte accusa di contiguità alla mafia. Diceva: "Faranno di tutto, tireranno fuori tutte le carte". Poi, nel '94, in un momento in cui i sondaggi andavano meno bene, disse che la colpa era di Dell'Utri e delle voci su una sua vicinanza alla mafia. Ma Dell'Utri replicava: "Silvio mi dovrebbe ringraziare. Se dovessi aprire in bocca io...". Molto interessante è anche la requisitoria del pm Luca Tescaroli al processo per la strage di Capaci, dove sono stati condannati tutti i boss di Cosa Nostra da Riina in giù. Tescaroli fa un accenno a indagine in corso a Caltanissetta sui mandanti a volto coperto e che avrebbero suggerito se non altro la tempistica. E nella sua requisitoria il Pubblico ministero ha ricordato le parole di alcuni collaboratori di giustizia che dicono che Riina e gli altri, prima della strage avrebbero incontrato alcuni personaggi importanti: Berlusconi e Dell'Utri. L: Ma sono accuse che non sono state dimostrate... T: Fanno parte di una requisitoria, sono state pronunciate in un'aula di tribunale. E' un documento pubblico, che penso meriterebbe un certo interesse. Invece niente. E' il periodo dell'attenzione della mafia al patrimonio artistico italiano e dell'attentato a Maurizio Costanzo che era contrario all'ingresso di Berlusconi in politica. LA LEGGE TREMONTI L: Un capitolo molto interessante è quello sulla legge Tremonti, l'esponente di Forza Italia che pochi giorni fa ha dato del gangster a Visco, e Mediaset. Che cosa è successo? T: In soldoni, la legge Tremonti offre sgravi alle aziende che reinvestono gli utili. E' successo che Mediaset ha comprato dei film e ha chiesto al governo se poteva benefciare o no degli sgravi per 243 miliardi. Non so se ne avesse diritto oppure no. C'è chi sostiene di no, in quanto i film non sono assimilabili a un investimento materiale. Ma non è questo il punto. Il punto è che a beneficiare della legge è colui che l'ha fatta, che con una mano fa la legge e con l'altra ne gode i benefici. E' lo stesso Berlusconi che si domanda "posso"? Si risponde di sì e ci guadagna 250 mliardi. L: Ma Berlusconi, quando gli rimproverano il conflitto di interessi, dice che ogni volta che si parlerà di cose che lo riguardano si alzerà e se ne andrà dal Consiglio dei ministri. T: Allora il suo dovrebbe essere un governo vacante, in esilio. L: Ho provato a elencare le cose di cui si occupa: televisioni, assicurazioni... T: Negozi di parruchieri... L'INTERVISTA A BORSELLINO L: E poi nel libro c'è la trascrizione di un'intervista filmata a Paolo Borsellino. T: Un'intervista agghiacciante a Borsellino. Roberto Morrione, direttore di Rainews24 l'ha proposta a tutti, ma non trova nessuno a cui interessi. L: Che cosa dice di così agghiacciante? T: Dice che la procura di Palermo sta indagando su Berlusconi, Dell'Utri e Mangano. E poi dice che c'è un'intercettazione telefonica in cui Mangano, nel 1981, contratta con Dell'Utri a proposito di un cavallo. E dice anche che nel Maxiprcesso si è appreso che Mangano, quando parla di cavalli si riferisce a partite di droga. Borsellino, che ha senso dell'umorismo, dice : "Nella telefonata si parla di cavalli consegnati in un hotel. Se io dovessi consegnare dei cavalli li consegnerei all'ippodromo o al maneggio". Che cosa si direbbe di Borsellino, se fosse vivo oggi? Che è una toga rossa, che è arrivata la cavalleria comunista? Ma Borsellino votava per il Movimento sociale. Se facesse oggi questa intervista sarebbe deferito come minimo al Csm. Comunque la cassetta c'è ed è in questo paese non si trova un programma che la mandi in onda se non di notte. Acquisita agli atti della Procura Caltanissetta che si occupa delle stragi. Sarebbe molto interessante sapere di che si occupava la procura di Palermo poco prima che i suoi due maggiori esponenti saltassero per aria. L: Grazie. Con questo libro dimostri di esere un uomo libero, e non è facile trovare uomini liberi in quest'Italia di merda. (16 marzo 2001)24CAMBIERESTI? La storia di mille famiglie veneziane che hanno deciso di sfidare la societa' dei consumi.CAMBIERESTI e' l'acronimo di Consumi, AMBIEnte, Risparmio Energetico, STIli di vita ed e' stato uno straordinario progetto sociale e di risparmio lanciato nel 2005 a Venezia con l'obiettivo di guidare mille famiglie attraverso un percorso di conoscenza e risparmio delle risorse locali: insomma, all'insegna - per usare una parola proprio non di moda - della sobrieta'! Le famiglie partecipanti si incontravano mensilmente in gruppi che organizzavano corsi per l'autoproduzione in casa di una serie di prodotti, dal pane ai detersivi, e che hanno presentato e sperimentato realta' solidali come i Bilanci di Giustizia e i Gruppi di acquisto solidale. E' stato mostrato come sia possibile risparmiare acqua grazie ai riduttori di flusso ed energia con le lampadine a basso consumo, e come ridurre i rifiuti. Sono stati dieci mesi di laboratori sulla sostenibilita' e l'impatto ambientale, solidarieta' e buone pratiche, laboratori dove sono venute fuori nuove idee e che hanno avuto un incredibile impatto sociale sui partecipanti. Si', perche' incontrandosi si conoscono nuove persone, ci si organizza per fare gli acquisti, si discute e ci si confronta su proposte concrete come la bioedilizia, l'ecologia e la finanza etica. Da questa avventura sono nati un sito internet ( HYPERLINK "http://www.cambieresti.net" http://www.cambieresti.net) e un libretto ("Cambieresti?" ed. Terre di mezzo), in cui sono raccolte alcune testimonianze dei partecipanti. Antonella, di Venezia, ad esempio racconta di essersi convinta che ormai, dopo Cambieresti?, in casa si scaldano perfino con i mobili. Cioe' hanno iniziato a fare attenzione all'utilizzo dell'energia ed evitare qualsiasi spreco. Antonella racconta che ora il carrello della sua spesa e' pieno di "materie prime" come la farina, il latte, lo zucchero e il caffe'. Niente piu' fiocchi per il pure' pronto in 5 minuti, materie prime cui aggiunge il suo lavoro per ottenere un prodotto fatto in casa, e che quindi e' costato meno, ed e' di miglior qualita'. Organizza i pasti in modo da poter cucinare piu' cose insieme, sfrutta il calore residuo del forno spegnendolo prima della fine della cottura, scongela mettendo le cose in frigo la sera prima, in questo modo il freddo che rilascia la bistecca aiuta il frigorifero a lavorare di meno, come ammorbidente per il bucato utilizza aceto con oli essenziali profumati (lavanda riposante per le lenzuola, pianta del te', disinfettante, quando si ha il raffreddore). Un mostro, frutto dei laboratori del progetto! Marta ed Ezio invece, durante il progetto Cambieresti?, hanno avuto una bimba, Anna, e i loro esperimenti di ecologia applicata si sono aperti a un nuovo percorso: quello dei pannolini riutilizzabili (lavabili). Non sono i vecchi pannolini in stoffa che si dovevano annodare (i ciripa' li chiamano a Venezia), ma una versione moderna e perfezionata piu' comoda, che permette di risparmiare energia (tutta quella che ci vuole per produrre i pannolini usa e getta) e denaro. Il lavaggio non e' difficoltoso e l'effetto sulla pelle dei neonati e' senz'altro positivo. Marta parla per esperienza, dopo aver lavorato con bambini: i pannolini usa e getta tendono a irritare. Grazie a Cambieresti?, spiega Marta, ci siamo trovati con altre persone che hanno fatto scelte simili o anche piu' "estreme". Marta e' a conoscenza di persone che cucinano senza olio per non sprecarlo e non dover poi utilizzare tanto detersivo nel lavaggio, altri hanno collegato in modo artigianale gli scarichi dei lavandini con dei bidoni in cui raccolgono l'acqua per le piante, altri ancora organizzano cene a lume di candela per risparmiare energia elettrica. Quasi toccante invece la testimonianza di Fall Fallou, senegalese, abita e lavora a Marghera. Cambieresti? lo ha aiutato a scoprire un sacco di cose, ad esempio dove trovare cibi naturali, che gli mancavano da quando aveva lasciato l'Africa. Li', spiega, mangiavo cose semplici e non trattate. E' qui in Italia che ho mangiato per la prima volta cibo congelato. Ha acquistato lampadine a basso consumo, ha installato il riduttore di flusso, ha iniziato a fare la raccolta differenziata dei rifiuti, che prima in casa non facevano, usa la bicicletta per gli spostamenti. Ecologia, impronta ecologica, risparmio idrico ed energetico, sono tutti argomenti nuovi per Fall, ma grazie a Cambieresti? potra' fare anche lui la sua parte, sia in Italia, che poi in Africa. I risultati del progetto Per valutare i risultati raggiunti dopo 10 mesi di sensibilizzazione e formazione all'ecologia, gli organizzatori hanno distribuito due questionari, uno all'inizio e uno alla fine del progetto e hanno chiesto ai partecipanti una periodica lettura dei contatori (altra grande scoperta! Praticamente nessuno fa mai un po' di compagnia al contatore della luce e dell'acqua). Ecco alcuni dati: Sono aumentate dell'11% le persone che fanno attenzione all'acquisto di beni durevoli, non usa e getta, di articoli non testati su animali (+15%), di merci con ridotti imballaggi (+24%). E' aumentata del 30% l'attenzione sulle conseguenze dei prodotti sull'ambiente. E' aumentato il consumo di prodotti del commercio equo e solidale (+18,5%), di alimentari biologici (+20,5%), di detersivi ecologici (+24,5%) e di pitture naturali (+13,5%). La finanza etica ha invece destato poco interesse, solo l'8,5% del totale. Qualcuno ha iniziato a utilizzare il car sharing (l'auto a noleggio), anche grazie agli incentivi distribuiti e qualcuno ha iniziato a condividere l'auto per andare al lavoro. Sul tema dei rifiuti e' aumentato del 17% chi fa la spesa con la borsa di stoffa riutilizzabile, distribuita gratuitamente dall'organizzazione, mentre rimane bassa la percentuale di persone che fanno compostaggio con i rifiuti organici (54% del totale). Qualcuno ha iniziato ad acquistare detersivi e grappa alla spina (non confondibili) e si registra un 24% in piu' delle persone che fanno attenzione a riutilizzare gli oggetti il piu' possibile. Per quanto riguarda i riduttori di flusso la percentuale delle persone che non li avevano installati in casa e' scesa dal 51,4% all'8,5%. Le persone che hanno iniziato a sfruttare a pieno le potenzialita' del doppio scarico del wc sono aumentate del 15%. 17% quelle che hanno scoperto il termostato regolabile. Le sostituzioni delle lampadine tradizionali con quelle a risparmio energetico sono aumentate del 19%, il 60% sul totale. Come abbiamo gia' detto c'e' poi la componente sociale del progetto, non certo rilevabile con un sondaggio. La comunita' si e' fatta piu' intima e prova ne sia che molti continuano a incontrarsi anche ora che il progetto e' ufficialmente terminato. Sono nati nuovi gruppi di acquisto, che sono anche occasioni per incontrarsi e magari per fare una festa. Molte persone si sono rese conto di non essere piu' le sole a fare ecologia e solidarieta', hanno trovato nuovi amici, qualcuno, come Claudio, panificatore, ha trovato nuovi clienti. La panetteria di Claudio e' straordinaria: farine biologiche e una ricetta tradizionale di 40 anni fa, prezzi agevolati per i gruppi di acquisto. In pratica un Gas paga il pane un 15% in piu' di quello che e' il prezzo per i negozianti che poi rivendono il pane, ma la panetteria non si intasca quel 15%, lo devolve in beneficenza. Anche se Cambieresti? e' stato un progetto piccolo, rivolto a una piccola comunita', ha certamente dimostrato che "se po' fa'!" anche in altri comuni, come, ad esempio, Colorno, in provincia di Parma, che ci sta gia' lavorando. Un mare di piccole gocce, come sempre, fa un oceano. Il progetto Cambieresti? e' stato possibile grazie alla collaborazione dell'Assessorato all'Ambiente del Comune di Venezia e altri partner locali (Provincia di Venezia, Agenzia veneziana per l'energia, Istituzione abitare Venezia e Coop) e si e' finanziato grazie ai 350mila euro del Ministero dell'Ambiente e i 22mila euro del Comune di Venezia.25Lifting diventa veloce, belli con meno segni da tecniche endoscopiche ai filler. - Dal lifting endoscopico a quello tridimensionale fino ai filler della nuova generazione.Napoli 8 giu - A confronto tutte le tecniche oggi in uso, da quelle più invasive, sino al mini-lifting, un intervento che coinvolge solo la cute, è quindi più superficiale e talora esclude il collo". "Si tratta di tecniche innovative che hanno come obiettivo quello di ottenere risultati sempre più naturali e, soprattutto, recuperi post operatori il più rapidi possibile. Molto interessanti in questo campo le possibilità offerte dal lifting endoscopico: l'operazione viene seguita attraverso un monitor, sulle varie sezioni del volto, dalle sopracciglia alle guance, con cicatrici davvero minime. Di lifting tridimensionale parliamo, invece, quando prevediamo l'utilizzo di protesi, per esempio agli zigomi o al mento, che sostituiscono il sostegno osseo". Tra le novità di cui si parlerà a Napoli anche il quick lifting che ha la caratteristica di essere un intervento molto poco invasivo e privo di cicatrici grazie all'inserimento, nel volto, di una serie di fili speciali collegati tra loro, attraverso le mini incisioni proprie del lifting endoscopico. Questi fili hanno la funzione di risollevare la guancia, l'angolo della bocca, il collo e il sopracciglio. Tante le novità anche per quanto riguarda i filler, il cui uso è ormai diffusissimo. "I filler si dividono in riassorbibili e semipermanenti. Quelli cosidetti di nuova generazione sono a base di acido ialuronico ed hanno durata sempre maggiore e maggiore sicurezza d'impiego per quanto riguarda la tolleranza e l'affidabilità. Purtroppo i filler, oggi, vengono usati 'a pioggia'. Non dimentichiamo mai che devono essere effettuati in maniera corretta da chirurghi esperti e che, quindi, debbono essere personalizzati". "E' importante che la sostanza sia pura, anche perché meno eccipienti ci sono, minore sarà il rischio di allergie - conclude - A Napoli parleremo anche del lipofiller, una tecnica che prevede l'utilizzo del grasso corporeo del paziente, prelevato da zone come le ginocchia o l'addome, e poi iniettato in vari punti del volto per aumentare il volume perso con l'invecchiamento". Dott. Alfredo Borriello, responsabile dell'Unità operativa Chirurgia plastica del Vecchio Pellegrini- Asl Na 1 – ANSA 26Mussi, laicità dello Stato un diritto non negoziabile."La laicità dello Stato è un diritto fondamentale non negoziabile". Alza la voce il ministro della Ricerca Fabio Mussi, che ieri pomeriggio è intervenuto alle Commissioni congiunte di Istruzione e Sanità del Senato per riferire delle posizioni italiane all'interno dei programmi del VII programma quadro dell'Unione europea. Mussi difende la sua posizione e quella di quanti sono convinti che sulle materie della bioetica "non c'è una guerra tra cristiani e laici". Ma semmai uno "scontro che attraversa corpi politici elettorali e che rappresenta una chance per trovare nuovi confini. Tanto che questa mattina, al Parlamento di Strasburgo, hanno votato a favore della ricerca sulle cellule staminali embrionali gruppi politici di ispirazione cattolica, e contro alcuni gruppi di matrice socialista". "La laicità - incalza Mussi - non è uno spazio vuoto di neutralità dello Stato, ma uno spazio dove si dispiega il pluralismo delle culture. E la democrazie è l'attuazione di questo spazio". Quindi il ministro della Ricerca sottolinea come "La politica non può validare la ricerca e la scienza. Io - continua - non voglio dire, nella mia posizione di ministro, questa è buona e l'altra no. Questo giudizio spetta invece alla ricerca, mentre la politica definisce il quadro delle regole nelle quali possono dispiegarsi le libertà della ricerca".27E' ammissibile il rimborso delle prestazioni di lungodegenza che non possono essere rese nei reparti di geriatria.TRIBUNALE di BARI - L'art. 3, lett. F2, del D.M. 13/9/88, dopo aver sottolineato l'incongruenza e l'improprietà del ricovero in strutture per acuti di un numero considerevole di pazienti con forme croniche stabilizzate o di anziani ultrasessantacinquenni   abbisognevoli di trattamenti protratti di conservazione, non esclude tout court il ricovero dei lungodegenti nelle strutture geriatriche. Ne consegue che, in difetto della realizzazione delle strutture o dell'attivazione delle forme assistenziali integrative che la Regione avrebbe dovuto approntare, la funzione di lungodegenza presso strutture di geriatria deve ritenersi consentita, sebbene in forma solo transitoria. (avv.ennio grassini -  HYPERLINK "http://crm.dsmg.it/dm/r.aspx?i=86306463&u=http://www.dirittosanitario.net/" \t "_blank" www.dirittosanitario.net)28In Cile gli studenti hanno vinto la loro battaglia!Dopo quasi un mese di manifestazioni in piazza a Santiago e un centinaio di istituti occupati, gli studenti delle scuole superiori hanno finalmente ottenuto l'attenzione del governo e la richiesta riforma dell'educazione si fara'. La protesta era partita dalle scuole superiori e via via aveva raccolto i consensi degli studenti universitari e degli insegnanti. Le manifestazioni e le occupazioni si sono susseguite quasi quotidianamente, insieme a un martellante tam tam su internet. In pochi giorni il paese e' rimasto come ipnotizzato dalla protesta degli studenti. Si chiedeva la riforma di una legge che risaliva al periodo della dittatura militare. Il 10 marzo 1990, esattamente un giorno prima che Pinochet lasciasse il potere, venne promulgata nell'ombra la "Legge organica costituzionale dell'insegnamento" (LOCE), che in pratica aveva messo l'istruzione alla merce' delle leggi di mercato, creando scuole pubbliche e private con diversa qualita' dell'insegnamento e favorendo una distinzione classista del sistema educativo. I ragazzi chiedevano inoltre due cose specifiche: un abbonamento scolastico gratuito per i trasporti pubblici e gli esami di ingresso all'universita' liberi da tasse, in modo da facilitare l'accesso anche ai meno abbienti. Ora la presidente cilena Michelle Bachelet ha preso in mano le redini della situazione e ha creato una Commissione per la riforma della scuola, al cui interno ci saranno soprattutto rappresentanti degli studenti. Le occupazioni sono cosi' terminate. peacerepoter.net 29Le malattie mentali sono diventate il nemico pubblico numero uno della salute degli europei. - Attenti alla moneta della nuova lira turca: e' simile ai due euro ma ne vale 0,50 - I medicinali contraffatti nel mondo sono il 2% - Condanna per il cartello dei farmaci. - Vietato usare il telefonino sui mezzi pubblici - Autorizzata una medicina derivata da un animale transgenico - Legge per i diritti dei cavalli.U.E. / Le malattie mentali sono diventate il nemico pubblico numero uno della salute degli europei Le malattie mentali sono diventate il nemico pubblico numero uno della salute degli europei. Secondo le cifre dell'Unione Europea ne soffre una persona su quattro, con la depressione che colpisce 18 milioni di cittadini e il numero dei suicidi che supera quello dei morti per incidenti stradali. E poi c'e' il conto salato per l'economia: l'Unione europea brucia fino al 4% del suo pil tra perdita di produttivita' e costi sanitari. TURCHIA / Attenti alla moneta della nuova lira turca: e' simile ai due euro ma ne vale 0,50 Il primo gennaio 2005 la Turchia ha introdotto la "nuova lira turca", decurtata di sei zeri. Il suo aspetto e' molto simile alla moneta da 2 euro: l'interno d'oro e il contorno d'argento. Sono davvero molto simili, ma non nel valore poiche' la lira turca corrisponde a 0,50 euro. Il problema e' che la lira turca comincia a circolare anche in Germania, e chi ne entra in possesso difficilmente se ne libera: le banche non le cambiano. I medicinali contraffatti nel mondo sono il 2% Nei primi anni 1990, in Asia orientale sono comparsi i primi farmaci antimalaria contraffatti; oggi coprono il 38%-52% del mercato. Secondo le stime dell'Oms, la quota di tutti i medicinali contraffatti nel mondo e' del 2%. La Cina valuta che ne rimangano vittima 100.000 concittadini l'anno. "E' un crimine raffinato e molto ben organizzato", spiega A.Dondorp, esperto di medicina tropicale. E la tendenza non fa che rafforzarsi. ITALIA / Condanna per il cartello dei farmaci Si accordavano per controllare il mercato farmaceutico italiano e far salire i prezzi delle medicine. Una torta da 30 milioni di euro che veniva divisa sempre tra le stesse 11 aziende nella commercializzazione di disinfettanti e antisettici. Aziende che adesso sono state condannate dall'Antitrust a pagare piu' di tre milioni di multa. SVEZIA / Vietato usare il telefonino sui mezzi pubblici Primo in Europa, il consiglio comunale di Stoccolma ha vietato l'uso dei telefonini sui mezzi pubblici, se non in determinate aree ad essi destinate. Da agosto, chi trasgredira' rischia una multa. EUROPA / Autorizzata una medicina derivata da un animale transgenico Per la prima volta nella storia, l'Agenzia europea del farmaco (Emea) ha autorizzato una medicina derivata da un animale transgenico. Si tratta della proteina umana "Antitrombina Alfa", contenuta nel latte di una capra geneticamente modificata. Il farmaco, studiato per sciogliere gli emboli del sangue, dovrebbe essere commercializzato a breve con il nome di "ATryn" dall'azienda biotecnologica statunitense Genzyme. SVEZIA / Legge per i diritti dei cavalli Quattro anni fa moriva la scrittrice animalista A.Lindgren, autrice di "Pippi Calzelunghe", e in suo onore fu varata una legge che migliora la vita di polli e maiali. Oggi il Governo intende andare oltre e occuparsi di cavalli. Su suggerimento delle associazioni animaliste, i cavalli, che sono animali socievoli, dovranno vivere in compagnia, e dovranno avere la possibilita' di stare un po' all'aperto ogni giorno. 30Le dimissioni dal “partito” di una “compagna”. C’è ancora spazio per la politica fatta con la passione e il cuore?Care Compagne e Cari Compagni. Era così che iniziavo i miei interventi quando, poco più che ventenne, prendevo la parola nei congressi o nei comitati direttivi della mia sezione di strada. Passò qualche anno prima che riuscissi ad intervenire anche nei congressi di zona e, poi, in quelli provinciali; così come fu necessario un altro po' di tempo perché fossi capace di parlare, come si dice, a braccio, o almeno con un minuscolo foglietto al posto delle voluminose pagine, sempre rigorosamente scritte a mano, dalle quali non riuscivo a separarmi. Sono pensieri e ricordi che fanno parte della mia vita e mai potrò fare a meno di portare con me le sensazioni di benessere che mi procurava volantinare con i compagni e le compagne, andare la notte prima delle elezioni, come carbonari, ad attaccare gli ultimi manifesti prima della mezzanotte perché rimanessero, nei giorni del voto, ben visibili. Così come mi rimarranno dentro le accanite discussioni sull'autonomia e la conquista di un'emancipazione piena da parte delle donne (il termine "genere" non era ancora in uso): erano discussioni vere, sofferte in prima persona, molto lontane dalla parodia di Benigni in "Berlinguer ti voglio bene" sull'impossibilità di una concreta parità. Arrivai al PCI dai movimenti delle donne e se c'è una cosa alla quale mai ho potuto, neppure per un attimo, rinunciare era la mia convinta, appassionata, meravigliosa appartenenza al mio genere. Non erano tempi facili: ogni tanto venivo un po' maltrattata da donne valorose che venivano da Roma, belle e severe, nei loro tailleur di spigato siberiano e alle quali mi presentavo con il mio look composto da zoccoli, calzettoni, sottane lunghe e camicie decisamente oversize. Eppure io, in quel partito, in quella sezione di strada ci sono cresciuta bene; ho imparato a guardare il mondo, mi sono depurata dai vezzi da maestrina dalla penna rossa, quella che: ". ora ve lo dico io come vanno le cose, io che studio, leggo e so ripetere..". Ecco, si, ho imparato a non ripetere e a cercare di pensare con la mia testa anche quando seguivo con grande attenzione le argomentazioni del gruppo dirigente del quale, allora , sentivo profondamente l'autorevolezza. Non posso dimenticare il dolore, atroce, lancinante alla morte di Enrico Berlinguer. Mi ostinavo, io così razionale in tante altre situazioni, a sperare in una sorta di miracolo in grado di far compiere un nuovo movimento a quell'elettroencefalogramma che rimaneva, disperatamente, piatto. Mi era successo così, avevo nutrito la stessa identica speranza, quando avevo perso mio padre. E poi, quell'orgoglio, forse ingenuo, dirà qualcuno, della nostra diversità: l'essere differenti dai soliti furbi e disonesti, il rivendicare uno stile di vita alternativo ai qualunquisti, agli opportunisti, a quelli sempre pronti a seguire le mode senza domandarsi mai il perché delle loro azioni. Oggi avremmo rivendicato la nostra profonda differenza dai furbetti del quartierino o dagli idolatri del grande fratello . chissà!? Porterò con me l'emozione di essere stata fra le poche donne a frequentare il "corso lungo" delle Frattocchie: un mese accanto al compianto Gino Guerra del quale, quando intervenivo, sentivo l'attenzione e temevo il giudizio; poi, alla fine, il giudizio fu buono, anche se mi meritai l'appellativo di : "un po' troppo ingraiana". Mi piace tenere con me questi che non sono ricordi, ma vita vissuta, intensamente e con grande passione. Non si tratta di memoria malinconica per un passato che non c'è più e che vorrei rivivere: l'ho vissuto e ciò fa che io sia, oggi, quello che sono. Non mi sento una nostalgica: d'altra parte sono stata una convinta sostenitrice della svolta occhettiana perché ravvisai, in quella fase storica, un'opportunità grande per il partito di aprirsi verso quella che oggi si chiama "società civile" e che allora si chiamavano "i bisogni e le aspirazioni dei nuovi soggetti", aggiungendo, quasi sempre, "i giovani e le donne". In questi anni ho continuato a sentire la mia appartenenza alla quale aggiungo l'aggettivo di "impegnata" perché, della sola appartenenza, non avrei saputo cosa farne. Da qualche tempo a questa parte, però, le mie emozioni e la mia crescita sono state determinate quasi esclusivamente dal mio cercare di conoscere il mondo attraverso il mio lavoro di amministratrice e dal mio nuovo incontro con il mio originario posto di lavoro, piuttosto che dalla mia "appartenenza impegnata". Mi sono progressivamente allontanata con la testa e con il cuore da quella che, soprattutto a livello territoriale, ho sempre di più percepito come politichetta fatta di chiacchiere, cattiverie, dalla lettura ossessiva delle cronache cittadine per ritrovarvi traccia delle indiscrezioni (le chiameremo così, per pietà) fatte al giornalista di turno la sera prima. Non mi interessa una politica fatta con l'uso compulsivo del telefonino per dare la linea al proprio gruppo di sostegno, non mi interessa una politica senza la gente e proprio non mi interessa una politica priva di coraggio. Non mi piace ed è troppo comoda una politica che afferma di voler ingaggiare coraggiose battaglie politiche e poi si riduce a qualche documento, pieno di bizantinismi che, forse, neppure gli addetti ai lavori sono in grado di capire. Sono sempre stata convinta che le battaglie politiche sono davvero tali quando le si conducono e le si pagano in prima persona. Tuttavia la "cosa" che più mi affligge, in questo periodo, è l'entusiastico progredire circa la costruzione del Partito Democratico per il quale fioriscono iniziative, convegni, coordinamenti, candidature ad ospitarne la creazione. Francamente non so come riuscirei a mantenere la mia appartenenza impegnata ad un nuovo partito che, come tanti affermano, sarebbe fortemente voluto dalla gente, improvvisandosi sofisticati analisti dei sentimenti profondi delle persone perbene di questo paese. A mio modestissimo avviso la "gente" sente il bisogno di una politica pulita, in grado di farsi capire, che faccia scelte coraggiose di giustizia sociale, che sia vicina ai bisogni veri di una società sempre più complessa, è vero, ma anche sempre più ingiusta, dove chi progredisce lo fa in un clima di darwinismo sociale che niente ha a che vedere con la parità di diritti. Non mi emoziona assistere, nei salotti televisivi, alle polemichette, ai piccoli scontri, agli stizzosi distinguo fra questo e quel politico: mi trovo, quasi sempre, nella condizione di chi aspetta invano di sentir dire qualcosa "di sinistra" e ogni volta rifletto sul mio distacco da un linguaggio che non capisco, sull' analfabetismo sentimentale che trovo nei soliti, prevedibili, ragionamenti. Io, che mi emoziono davanti alle manifestazioni dei "latinos" il primo maggio negli Stati Uniti, io che provo rabbia e commozione nel vedere ogni giorno morire di fame e di guerra tanti esseri umani uguali a me, io che non odio gli "imprenditori", ma che non li riverisco perché sono ancora convinta che la fatica vera è quella dei lavoratori e delle lavoratrici, io che non riesco a fare distinguo fra un amore eterosessuale od omosessuale, io che non resisto alle lacrime di fronte alla forza di tante donne nel mondo, io che non mi stanco mai dei racconti di ordinario coraggio dei miei compagni e compagne Partigiane ed io che sono così anche perché nella mia vita ho avuto la fortuna di incontrare un partito che mi ha fatto così, io non credo che mi adatterò a far parte di un Partito Democratico dove incontrerò persone dalle quali mi dividono, non dettagli, ma valori fondamentali per i quali provare passione e per i quali, almeno per me, vale la pena vivere. Non rifluirò nel privato e nei piccoli egoismi quotidiani, ma mi sentirò libera da un'appartenenza che mi indebolisce e non mi fa più crescere. Continuerò, naturalmente, a fare il tifo per Prodi, sperando di allontanare per sempre il rischio del ritorno del Caimano. E continuerò a chiedere alla politica scelte coraggiose, capaci di cambiare nel profondo una cultura che fa ritornare indietro il nostro paese. D'altra parte non mi hanno mai convinto ragionamenti del tipo:" Ma la gente vuole questo o quell'altro e così via.". La politica è davvero cosa alta quando assume su di sé la responsabilità di una funzione educatrice e fa progredire socialmente e culturalmente un paese. Vi sono già fin troppe casse di risonanza dei vari, meschini e piccoli interessi! Care Compagne e Cari Compagni, non si tratta di un "tragico" addio e neppure di un sussiegoso distacco. Rimango compagna fra di voi, insieme a voi, ma rinuncio, e non a cuor leggero, a far parte di un partito che non riesce più ad accogliermi e che, mutando ancora ed ancora, mi sembra di vedere sempre più lontano ed indistinto. Così come rinuncio a prendere parte alla solita rappresentazione dei "puri" che recitano, più o meno bene, la parte di quelli che "fanno battaglia politica dall'interno", una battaglia che si incrina miseramente alla prima occasione di conta degli incarichi e delle candidature. Arrivederci, Care Compagne e Cari Compagni. L'appuntamento è in tutti quei luoghi dove si tenterà di costruire la storia partendo dalle storie delle persone, in carne ed ossa, dove non ci affideremo a frasi e parole prive di passione per dare vita ad un soggetto politico in grado di rappresentare i diritti e i bisogni di chi non vuole sempre arretrare, dove non si parlerà in codice e non si erigeranno steccati ideologici, dove saremo capaci di includere davvero una pluralità di temi e di figure, dove conterà davvero la molteplicità dei punti di vista e non le sommatorie ed aggiustamenti di apparati. - Marzia Monciatti31Medici, doppio ruolo contro il riscaldamento globale. - Promuovere il principio di “contrazione e convergenza”.09/6/2006 - Il problema. I cambiamenti climatici che stanno investendo, ormai da qualche decennio, l’intero pianeta hanno, e avranno sempre di più, delle pesanti ricadute sulla salute umana e sulla sanità internazionale. Secondo un articolo pubblicato sul British Medical Journal l’ignoranza non è un lusso che ci si può permettere in questo caso e i medici in particolare hanno un doppio ruolo da svolgere: impegnarsi in prima persona e sensibilizzare l’opinione pubblica.  Perché preoccuparsi. Il riscaldamento globale a cui si sta assistendo “porterà alluvioni, siccità, tempeste che avranno conseguenze come carestie, sfollamenti, distruzione di comunità, epidemie, migrazioni di massa e conflitti armati per terre, acqua, cibo ed energia”, scrive Anna Coote, in un commento sul BMJ. Basta ricordare cosa è accaduto in occasione dello tsunami e dell’uragano Katrina per avere un’idea.  Perché i medici. Due sfide importanti possono coinvolgere la classe medica facendo leva sul senso della professione stessa che è combattere le malattie per salvaguardare la vita e la salute delle persone, sia attraverso le cure sia attraverso la prevenzione (ed è questo il caso). La prima è sensibilizzare tutti sull’entità del problema, e la seconda è persuadere chiunque che qualcosa si può fare. Ci sono interventi realizzabili sia individualmente sia collettivamente, a livello sia nazionale sia internazionale. A partire dalla riduzione del consumo di risorse ed energia. Trasporti, spesa e condotta casalinga sono ambiti di facile intervento privato. Il medico da parte sua non solo deve come tutti adeguarsi ad uno stile di vita veramente rispettoso delle risorse, ma sfruttare appieno l’influenza che, grazie alla sua professione, esercita sulle persone che lo circondano.  Secondo il BMJ ogni medico dovrebbe farsi attore e promotore in diversi ambiti del principio di “contrazione e convergenza”, una strategia proposta che consiste nel ridurre le emissioni di gas serra ad un livello limite uguale per tutti i paesi. Per ogni ambito sono stati individuati degli interventi realizzabili. A livello regionale e nazionale, “promuovere contrazione e convergenza in congiunzione con lo sviluppo regionale di enti e imprese; al livello di comunità: promuovere la creazione di cicli locali di produzione e consumo, assicurarsi che nuove strutture sanitarie siano costruite nel rispetto dell’ambiente, dell’economia e della socialità del luogo, incoraggiare l’uso corretto delle risorse; infine, nell’ambito strettamente privato, monitorare le emissioni di carbone, limitare l’uso di auto e mezzi di trasporto inquinanti.  Non si tratta più di “discorsi ambientalisti, al di fuori della realtà, ma di lavorare per evitare seri problemi di sanità pubblica che potrebbero mettere in crisi le società. Si tratta, soprattutto per un medico, di un cambio di prospettiva che non vede più l’uomo esterno al contesto in cui vive, ma legato ad esso in maniera complessa, sistemica e concreta. Prospettiva che trasforma quindi la salute dell’uomo, conseguenza diretta delle sue azioni sul mondo.  Bibliografia. Apple F. What did you do about climate change Mum? BMJ 2006; 332. Coote A. What health services could do about climate change. BMJ 2006; 332:1343-44. Stott R. Healthy response to climate change. BMJ 2006; 332:1385-87.32Alcune, fra le tante, irrazionalità del sistema Italia.Spendiamo miliardi di euro in aiuti ai paesi poveri, formazione professionale, progetti per la crescita culturale, l'auto impresa, campagne di informazione sul riciclaggio dei rifiuti. Un fiume di denaro viene speso ma non esiste nessun tipo di controllo sull'effettivo risultato pratico di queste iniziative. A nessuna onlus, centro di formazione o ente viene chiesto di certificare l'utilità della propria attività né i soldi vengono distribuiti sulla base di risultati ottenuti. E come può funzionare un sistema che non è in grado di rilevare la propria efficienza? Il minimo che possa succedere è che finisca tutto in mano a una ghenga di furbi. Ci si dovrebbe dotare di strutture di controllo della qualità, gestite in modo indipendente e spesso incrociato, da pubblica amministrazione, enti privati e associazioni (a parte la magistratura). Sono migliaia i processi che i cittadini sono costretti a intentare contro i grandi fornitori di servizi (telefonia, banche, assicurazioni...). Contratti capestro, clausole vessatorie, trabocchetti ai quali i consumatori rispondono in modo individuale, debole, lento e costoso, intasando per giunta i tribunali. In Inghilterra, come in molti altri paesi, hanno creato un sistema di controllo preventivo dei contratti di massa con precise regole alle quali le grandi aziende devono uniformarsi PRIMA di proporre i contratti. Una simile semplice istituzione metterebbe fuori legge tutte le finanziarie che oggi prestano denaro a tassi che (aggiungendo le spese) superano il limite oltre al quale la legge parla di usura. L’Italia ha speso per la guerra in Iraq più di un miliardo di euro e stiamo costruendo una porta aerei che costerà quanto si investe nella spesa sociale in un intero anno. E’ una priorità? Possiamo permettercelo? Esiste una legge che concede ai funzionari che provocano danni, anche enormi, di salvarsi (addirittura dopo la condanna definitiva) pagando un condono. In base a questa premessa già è un miracolo che l’amministrazione in qualche modo funzioni. E’ un vero delirio! Premiare chi risparmia e far pagare di più chi spreca. In Italia lo si fa poco e male. E cosa succederebbe se gli amministratori pubblici dovessero rispondere del loro operato sulla base del confronto con i risultati di altri? Se in Emilia riducono il costo dei pranzi delle mense di ospedali, scuole … e altrove l'aumentano e nessuno lo sa non succede niente. Ma se questi dati fossero pubblicizzati insieme ai confronti sulla qualità e se poi si chiede di rendere conto dei soldi sprecati ai manager pubblici con le mani bucate, allora la musica cambierebbe.  HYPERLINK "http://www.francarame.it" www.francarame.it 33Mattoni e giustizia. Appalti sotto inchiesta: indagati imprenditori e funzionari comunali. I reati ipotizzati sono associazione a delinquere, corruzione e abuso d´ufficio. I retroscena di una procedura cui l’Italia si è assuefatta.17.6.2006 da La Repubblica Cronaca di Firenze - Nuova bufera si abbatte su Campi (Firenze). In passato ci furono violente polemiche sulle modifiche agli indici di edificabilità. Nel mirino le gare per i lavori pubblici e il rischio di eccessiva cementificazione. I carabinieri del Ros hanno acquisito il piano strutturale e il regolamento urbanistico. I retroscena. Nel luglio 2005 l´assessore verde uscì dalla giunta e il gruppo fu espulso dalla maggioranza. Per l´approvazione del regolamento fu il terremoto in consiglio comunale. Un iter urbanistico lungo e complicato, quello di Campi. Iniziato già durante la precedente amministrazione retta da Adriano Chini con l´approvazione del piano strutturale di concerto con Provincia e Regione che richiese anche la modifica del piano territoriale di coordinamento provinciale, tramite sofferta discussione su aree previste a parco metropolitano da trasformare in edificabili. Varato il piano strutturale è toccato poi a questa amministrazione fare il regolamento urbanistico comunale (ruc) che traduce il piano in previsioni concrete. E qui è stato il terremoto. Nel luglio 2005 il ruc è stato approvato dalla maggioranza di centro sinistra (Rifondazione è all´opposizione e non lo votò) ma con l´uscita dalla giunta dell´assessore verde Mugione prima e l´espulsione dei Verdi dalla maggioranza poi. «Abbiamo sempre denunciato le nostre perplessità sul ruc, sui rischi idraulici, su indici di edificabilità così alti da fare aumentare la popolazione di Campi da 40 mila a, secondo noi, 70 mila abitanti senza nessuna giustificazione demografica», dice il portavoce cittadino Paolo Dellagiovampaola, spiegando che nelle «aree di espansione», fuori dal terreno abitato, gli indici sono saliti nel ruc, rispetto al piano strutturale, dallo