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Il colonialismo culturale non si ferma, ed anzi, in occasione del bicentenario della nascita dell'avventuriero nizzardo Giuseppe Garibaldi, ecco arrivare sugli schermi della televisione statale italiana, la RAI, non giр paga della tamburellante campagna a favore dell'incrementato canone, la fiction in due puntate "Eravamo solo mille". Romanzetto sentimental-apologetico ad alto budget (finanziato sulle tasche dei contribuenti), il fim-tv ш l'ennesima prova degli intenti dello Stato Italiano nei confronti delle colonie occupate con la violenza e l'inganno, e vieppiљ culturalmente e linguisticamente assimilate. Perchщ di certo non vedremo le divise delle decine di migliaia di mercenari/macellai, ungheresi e non, il profilo delle navi britanniche (tra le quali, gli sloops Argus e Intrepid, con centinaia di bocche da fuoco e pieni zeppi di Royal Marines, oltre quelle ove venivano ospitati e corrotti i vertici militari duosiciliani) a protezione dei garibaldini - che conquistarono la Sicilia, ad eccezion della cittр di Milazzo, non con il valor militare, ma con gli inganni e la corruzione dei generali borbonici, le esecuzioni di massa, quali in quel di Bronte Nino Bixio seppe palesare tutta la propria brutale ferocia assassina, le esposizioni di cadaveri e le fosse comuni. E gli espropri, in primis delle riserve auree siciliane, i saccheggi, le devastazioni, gli stupri, le persecuzioni, che avverranno contestualmente alla "spedizione" delle giacchette rosse, dopo il passaggio delle quali si instaurerр il dominio, tutt'oggi incontrastato, della mafia (originariamente denominata "maffia" con una parola di presunta origine toscana o piemontese), lautamente pagata e ricompensata con denaro, vitalizi, pensioni "trasmissibili agli eredi" (sic!) e con ricchi possedimenti terrieri (la base economica e sociale per quella "mafia agraria" che sfocerр in tempi piљ recenti nel narcotraffico) per il lavoro (sporco) svolto nel 1860, e tutt'oggi strumento della repressione terroristica e colonialista italiana. E di certo oggi e domani sugli schermi della "rete ammiraglia" italiana non si parlerр dei devastanti effetti che quella conquista recherр alla Sicilia, che pure pativa una colonizzazione, quella borbonica (che aveva posto fine al Regno di Sicilia nel 1816 e definitivamente nel 1849), ma che dalla conquista sabauda sprofondђ nella depredazione, nella miseria, aggravata dall'introduzione della lunghissima coscrizione obbligatoria (che porterр alla nascita del celebre detto "megghiu porcu ca surdatu") per sottrarsi alla quale i braccianti, ribattezzati con spregio "briganti", si dovranno dare alla macchia consegnando alle violenze e alla morte per mano italiana i propri famigliari. Non si parlerр dello svolgimento del plebiscito-farsa, cui vennero chiamati a votare, con la minaccia delle armi, piљ elettori di quanti lo Stato Piemontese, imponendo successivamente alla Sicilia la legge elettorale sarda, non legittimerр alle successive elezioni. E non si parlerр di come questi celebri "mille", per bocca dello stesso Garibaldi, erano Ћtutti generalmente di origine pessima e per lo piљ ladra; e tranne poche eccezioni con radici genealogiche nel letamaio della violenza e del delittoЛ. I quali, peraltro, ben meno di mille erano, come da ammissione dello stesso Garibaldi, sottolineata nel 2000 da Indro Montanelli. Per tacer dello stesso Garibaldi: massone e arrogante anticlericale, fu mercenario, corsaro, trafficante di schiavi, diventђ "l'eroe dei due mondi" (come solgono riportare i manuali scolastici di storia) praticando questi e altri crimini in giro per l'Europa e l'America del Sud, al soldo dell'autoproclamata "Republica do Rio Grande do Sul", una repubblica delle banane, nata su una concessione bananiera e diventata un centro di corruzione e violenza. Era privo dell'orecchio sinistro: spacciata per una ferita di guerra (o meglio, di battaglia da mercenario), si trattђ invece della pena comminatagli per abigeato e traffico di schiavi. Ma molte fonti sono concordi circa il fatto che quello stesso orecchio gli fu gravemente danneggiato, o forse giр del tutto asportato, da una donna argentina che con un morso reagь ad un tentativo di stupro da parte del barbuto "eroe". Il quale pure lamenterр, con le dimissioni da deputato, la cessione di Nizza alla Francia e, sembra, anche le condizioni di repressione durissima cui fu sottoposta la Sicilia; con le sue stesse parole, Ћveggo succedere il vituperio della Sicilia mia seconda terra d'adozioneЛ. E anche: ЋNon rifarei la via del Sud, temendo di essere preso a sassate!Л. Come pure i vertici dello stato invasore avevano a lamentarsi di lui; in una lettera Vittorio Emanuele II ebbe a lamentarsi con Cavour circa le ruberie del pirata nizzardo: ЋCome avrete visto, ho liquidato rapidamente la sgradevolissima faccenda Garibaldi, sebbene - siatene certo - questo personaggio non ш affatto cosь docile nщ cosь onesto come lo si dipinge, e come Voi stesso ritenete. Il suo talento militare ш molto modesto, come prova l'affare di Capua, e il male immenso che ш stato commesso qui, ad esempio l'infame furto di tutto il denaro dell'erario, ш da attribuirsi interamente a lui, che s'ш circondato di canaglie, ne ha seguito i cattivi consigli e ha piombato questo infelice paese in una situazione spaventosaЛ. Da questi personaggi, e dall'ulteriore inganno circa lo Statuto Speciale d'Autonomia per la Sicilia, nacque l'attuale Stato Italiano, nel suo rapporto con la Sicilia ed i territori di quello Stato Sovrano - peraltro tra i piљ economicamente e tecnologicamente piљ progrediti del mondo di allora sebbene in difetto di libertр politiche nei confronti della Sicilia - che era il Regno delle Due Sicilie. La cui invasione servirр a spazzare via un valido avversario economico per le altre potenze europee, in primis quella britannica, e per sanare i debiti di uno dei principali alleati della corona inglese: il Regno dei Savoia. La cui turpe ereditр ш evidentemente giunta intatta ad oggi se la Repubblica Italiana, per tramite dei suoi apparati, continua a mancare le occasioni per porre in essere iniziative di riconciliazione, culturale e storica, con le terre allora violentemente invase ed occupate. Ma si sa, la veritр ш pericolosa, e lo Stato Italiano ш proprio fondato sulla paura: lo si vede dalla violenza che ha continuato e continua ad opporre ad ogni anelito di libertр, e la scientifica rimozione di ogni opportunitр di riflessione e disvelamento della storia reale, cui si continua ad opporre la storia ufficiale dei vincitori, anche tramite i furbetti film (cui speriamo possa in risposta giungere la ventilata produzione cinematografica di Mel Gibson sul "brigantaggio") in questione, in cui si fa uno strumentale uso di (peraltro bravissimi) attori siciliani come David Coco e Pino Caruso. Ma quelle che l'Italia si ш aggiudicata sono, nel mare della storia, solo delle battaglie, e la Sicilia tornerр a essere uno stato libero e sovrano. La lotta ш nonviolenta, e per oggi (e domani, come anche in occasione del quiz italianista "Fratelli di quiz" iniziato ieri) il Movimento per l'Indipendenza della Sicilia invita a boicottare la visione del filmetto garibaldino, e magari dedicarsi alla lettura di testi "revisionisti" sulla VERA storia della Sicilia, che per sette secoli fu stato indipendente, e tale presto tornerр. Catania, 14 jinnaru 2007 A cura dell'Ufficio Stampa, Comunicazione e Propaganda del M.I.S. Movimento per l'Indipendenza della Sicilia Sede Nazionale: Corso Italia, 289 - RIPOSTO (CT) Tel. (+39) 095 518 7777 - (+39) 095 934025 Fax (+39) 178 2211303 Mobile (+39) 349 6933580 Sede S.Venerina: Via Giovanni Mangano, 17 Tel. (+39) 095 953464 Sede Belpasso: Via Lorenzo Bufali, 2 Tel. (+39) 368 7817769 Internet: www.siciliaindipendente.org (with multi-language translation) E-mail: mis1943@gmail.com Skype id: nicheja ЋNoi vogliamo difendere e diffondere un’idea della cui santitр e giustizia siamo profondamente convinti e che fatalmente ed ineluttabilmente trionferрЛ. Andrea Finocchiaro Aprile, 1944 AVVERTENZA I Comunicati informativi e/o stampa  del "Movimento per l'Indipendenza della Sicilia" rispettano le norme sulla privacy del Decreto Legislativo 196/giugno 2003. Essi non rappresentano spam ma informazione politica, culturale ed economica su argomenti di attualitр e riflessione aventi ad oggetto la Sicilia ed i Siciliani. Sono inviati a coloro il cui indirizzo ш stato segnalato dagli utenti stessi, da conoscenti, dalla Stampa o da elenchi resi pubblici. NON HANNO ALCUN SCOPO DI LUCRO. 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