FFFE,13E9,21CFDomenica 21 gennaio
2007, ore 16, Libreria del Castello
Sforzesco, Milano.
L'Associazione Culturale Italia Medievale è lieta di
invitarvi alla presentazione dell'ultima pubblicazione di Aldo
C. Marturano con la partecipazione dell'autore.
Questo lavoro (il mio tredicesimo) chiude un ciclo del Medioevo Russo
da me chiamato Kieviano perchè Kiev finisce di avere ogni preminenza
ed importanza storica rispetto a Novgorod-la-Grande e ad altre città
di anocra minore importanza come Mosca. Il Medioevo Russo purtroppo
rimane un periodo storico oscuro per la maggioranza degli Europei che
sembrano saper tutto della storia ultima di questo paese ed invece
ignorano il peso che queste terre ebbero in Europa fino alla creazione
del sacro Romano Impero Russo che molti storici oggi chiamiano
soltanto (e "contemptuosly"!) Granducato di Moscovia! Questo mio
lavoro è già il tredicesimo su questo argomento che da anni mi sforzo
di introdurre con pochi mezzi e con tanto entusiasmo nello "stanco"
lettorato italiano che si dibatte fra un Harry Potter e i libri di
cucina innumerevoli e poi, quando si trova davanti una badante ucraina
o moldava o russa, sembra che queste donne vengano da chissà quale
altro pianeta! Ognuno di noi è un risultato di una storia (i nostri
genitori, i nostri antenati, il nostro gruppo etnico etc.) come è per
qualsiasi altro uomo nella nostra civiltà e chiunque se ne vanta
quando può di discendere da chissà quale famiglia o quale famoso
personaggio conosciuto da molti, ebbene anche le nazioni nuove cenute
fuori dalla liquidazione della URSS hanno una storia pregressa ed è
proprio quello che si può chiamare per essere semplici e divulgativi
il MEDIOEVO RUSSO (che poi è la denominazione usata ormai da anni
dagli storici russi). Che sarebbe la Lettonia, la Lituania, l'Estonia,
l'Ucraina, la Bielorussia, la Finlandia, etc. etc. senza questa storia
di popoli che arrivano, si fermano, continuano verso occidente oppure
scompaiono nell'oblìo in questa estesissima pianura? Quanti hanno
dimenticato che la foresta russa ha fornito per secoli l'Occidente con
le materie prime che da questa parte del fiume Elba non si trovavano
più? Eppure le dinastie scandinave erano di casa a Kiev, Filippo I di
Francia era figlio di Anna di Kiev, i Cavalieri Teutonici ebbero
l'incarico papale di perseguitare questi popoli perchè
scismatici-ortodossi, causando tantissimi morti e distruzioni come
sempre accade nelle guerre ideologico-religiose. I Genovesi e i
Veneziani ebbero contatti frequentissimi e intimissimi con il Medioevo
Russo, contatti poco conosciuti anche perchè da buoni commercianti non
svelavano a nessuno dove si procuravano certe cose. Eppure i prelati
della Chiesa indossavano abiti di lino di Suzdal', si orlavano i
propri abiti da cerimonia con zibellino di Novgorod, e quanti schiavi,
tutti russi, abitavano e servivano nelle corti (anche in Laterano!)
europee fino al XV-XVI sec. Chi può dimenticare i sacrifici in uomini
e in ricchezze da parte della Bassa del Volga per contenere i Tatari
che premevano per conquistare a Cinghiz Khan e ai suoi discendenti
l'Europa? Proprio Kiev fu distrutta per questo e si sacrificò pur non
riuscendo a fermare i Tatari che si spinsero fino all'Elba e fin sulle
rive dell'Adriatico! Dunque questa è la storia sdi cui mi sto
occupando e c'è ancora tantissimo da raccontare, da riempire altri
tredici lavori in futuro. Mi rammarico soltanto per una cosa, la
sufficienza con cui questo argomento è trattato dai cosiddetti
medievisti e slavisti (ma che significano queste parole? Che cosa
racchiudono come concetto di lavoro o di indagine? Non sono mie queste
domande, ma del conmpianto L.N. Gumiljòv), quando poi la ragione vera
di tutto questo è dovuto all'iognoranza della lingua russa, polacca e
ungherese! Sono grato a chi come me fa gli sforzi che può per
diffondere questa parte di storia europea come la sig.ra Maria Pia
Belski o la sig.ra Laura Minguzzi o la sig.ra Carla Muschio, ma sarei
più contento se qualche editore più sensibile mettesse i nostri
lavori a disposizione di un pubblico molto più ampio di quello che
abbiamo avuto fino ad oggi. (Aldo C. Marturano)
Aldo C. Marturano
Nato a Taranto, ha studiato nelle Università di Bari, poi di Pavia,
infine di Amburgo, dove ha chiuso i suoi corsi di laurea in chimica
industriale. Non ha mai lavorato come chimico e ha invece sfruttato le
sue conoscenze linguistiche. Conosce infatti (parla e scrive
correntemente) russo, inglese, tedesco, francese, spagnolo, ungherese
e ne ha studiate un'altra decina che spera di portare a maggiore
perfezione nel prossimo futuro. Si è diplomato in Lingua Russa
all'Istituto Pusckin di Mosca dove ha avuto inizio la sua avventura
nel Medioevo Russo. Lavorando sui mercati internazionali si era
infatti appassionato al Medioevo, ma quando scoprì che non riusciva
mai a sapere gran che su quello russo, colse l'occasione della tesi
all'Istituto Pusckin e scelse di studiare un personaggio del Medioevo
bielorusso, Santa Eufrosina di Polozk: di lì via via è entrato in quel
mondo magico e nuovo.
Ha pubblicato il saggio storico in chiave divulgativa Olga La Russa,
2001 (che non è la sorella di Ignazio La Russa, per carità!), e poi
per i ragazzi L'ombra dei Tartari, 2002, ovvero la saga di Alessandro
Nevskii.
Altre sue opere sul Medioevo russo sono visibili nel portale delle
Edizioni Atena.
Collabora attivamente con il portale Mondi Medievali curando la
rubrica Medioevo Russo.
Molti suoi scritti sono presenti nella sezione Contributi del portale
dell'Associazione Culturale Italia Medievale.
(con preghiera di pubblicazione)
maurizio calì
Associazione Culturale Italia Medievale
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