ࡱ> ;=:#`bjbj\.\..0>D>D<<<<4p x j  $ hJl *** 2 666*. 6* 66 _ | oa;2A<X+  H 0x 3 ,._ _ 6 t  , x **** Assemblea nazionale GayLeft - Consulta lgbt DS Roma, 25/01/2007 Cari amici e compagni, Caro segretario, ormai quasi un mese passato dalle festivit di Natale e Capodanno, quelle festivit che dovrebbero portare, insieme al meritato riposo, anche una buona dose di serenit e nuove prospettive per tutti. Si passa il tempo con la propria famiglia, con i propri parenti, si parla delloggi e dei progetti futuri: la casa, i viaggi, le vacanze, il lavoro. Queste sono le feste per la maggior parte dei cittadini italiani. Ma anche questanno, ancora pi che negli anni passati, non stato cos per tutti. Ancora una volta la serenit dei cittadini gay e delle cittadine lesbiche di questo paese stata spazzata via senza alcun riguardo e con una leggerezza inaudita. Dichiarazioni, interviste e messaggi che si sono susseguiti da destra e da sinistra sulla questione delle unioni civili hanno colpito e ferito centinaia di migliaia di persone che stavano sognando un futuro migliore o almeno la possibilit di averne uno al pari di tutti gli altri. Devo essere sincero. A questo partito va dato atto di essersi impegnato, pi di ogni altro, nellaver portato al centro dellattenzione politica e sociale la questione delle unioni civili. La campagna sui PACS che in questi anni stata programmata e portata avanti dai Democratici di Sinistra, anche se con qualche rallentamento e distinguo, ha innegabilmente portato i suoi frutti. Sono sicuro che tutti noi abbiamo apprezzato questo impegno e continuiamo ad apprezzare la costante presenza dei leader di questo partito nelle nostre assemblee e nei nostri dibattiti, oggi come ieri, a livello locale ed a livello nazionale. Abbiamo apprezzato e continuiamo ad apprezzare gli interventi di coloro che sono venuti a rassicurarci, a condividere le nostre richieste e le nostre battaglie, a darci speranza. Ma in questo inverno mi chiedo anche perch questo partito non presente con la stessa forza e con la stessa determinazione nellopinione pubblica, nei giornali, in televisione ed in parlamento, quando c da supportare lonorevole Grillini nelloriginaria proposta dei PACS, quando c da rispondere agli attacchi insensati della Chiesa o della destra italiana, quando c da rassicurare dei cittadini che si sentono abbandonati dallo Stato e dalla politica. Ora vorrei invitarvi a riflettere su una cosa. Ci siamo mai chiesti perch il leader spagnolo Zapatero cos spesso preso a modello nei discorsi della comunit lgbt, in quelli della sinistra giovanile e dei movimenti giovanili di sinistra in genere? Credo che il suo orizzonte politico, il suo socialismo non siano poi cos distanti da quelli che hanno in mente i nostri leader italiani. No. Zapatero, per essere cos spesso citato e preso ad esempio di un vero leader socialista, ha una caratteristica ben precisa, che proprio per noi giovani rappresenta il motore della politica e che troppo spesso invece manca in Italia: il coraggio. E siamo proprio noi giovani, per primi, ad avvertire la mancanza di coraggio di questo governo e di questo partito, soprattutto quando li troviamo ancora a mediare sul terreno dei diritti civili. Diritti civili che una moderna democrazia dovrebbe avere gi acquisito e consolidato come base per costruire una solidariet ed una equit sociale proprie del socialismo democratico e liberale europeo. Ed allora, ritrovarsi a discutere e mediare, come si sta facendo da mesi, sui valori base del futuro partito democratico, significa in primo luogo deludere noi giovani, bloccare il risveglio delle coscienze e dellimpegno politico di questo paese. Significa appiattirsi insieme alla destra in un sistema politico statico, senza pi valori e senza pi coraggio. Significa ingabbiare, gi da ora, la forza vitale del socialismo, del socialismo europeo. C invece bisogno, ora pi che mai, di rilanciare con coraggio linsieme di valori e di principi di laicit, di solidariet, di equit e di diritti che animano il socialismo democratico e liberale e che dovrebbero orientare la sinistra democratica italiana, come succede in tutto il resto dEuropa. E come nel resto dEuropa, anche in Italia, che lo si voglia o no, le unioni civili sono uno dei punti cardine che possono far decollare questo risveglio o negarlo definitivamente. Caro Segretario, mi rivolgo a te e voglio parlare senza mezzi termini. Immagino che questo genere di appelli ne avrai sentiti tanti, ma ti assicuro che finch avremo voce non smetteremo di farli. Come avrai capito ne va del nostro futuro. In Italia c assoluto bisogno del riconoscimento giuridico pubblico delle coppie omosessuali. Altre vie di mezzo o mediazioni al ribasso, come il riconoscimento di diritti alle singole persone facenti parte di unioni di fatto, saranno lennesima, e credo definitiva, gravissima ingiustizia della politica nei confronti dei cittadini gay e delle cittadine lesbiche. Ometto volontariamente di parlare anche delle coppie eterosessuali, perch bench una legge sulle unioni civili, come quella presentata dallOnorevole Grillini e fatta propria da tutto il partito, sia uno strumento moderno ed innovativo per lintera societ, sono principalmente le coppie omosessuali ad aver bisogno di sentirsi parte integrante di questo paese, ad aver bisogno di vedere un futuro che oggi non c. Sono le coppie omosessuali, oggi, a non esistere per lo Stato. Ed principalmente a loro che un partito che si dice socialista, deve rivolgersi. Per concludere, posso assicurarti che questo appello, come gli altri che hai sentito e sentirai, non tratta questioni eticamente sensibili ne tanto meno, per citare la stessa espressione utilizzata dalla Senatrice Serafini, rivalse ideologiche del movimento gay. Dai colleghi dei partiti socialisti di tutta Europa vengono chiamati semplicemente DIRITTI CIVILI. Ed questo che vorremmo sentirti dire, a te come a tutti i leader del centro sinistra. Vorremmo sentir dire che in Italia, le coppie gay e lesbiche non hanno mai avuto i pi basilari diritti civili e che giunto il momento di porre fine a questa ingiustizia. Stefano Bucaioni /AWhi . 1  N S ] ^    Q | u $%*ڿѐѐ쐙љ~ѐhmQ h{.CJhmQ hCJhmQ h,]dCJhmQ h0uCJhmQ hwCJhmQ hQI5CJhmQ hd5CJhmQ hdCJhmQ hQICJhmQ h,OCJhmQ h8CJhmQ hCJhmQ hgCJhmQ hmQ 5CJ1/@Ai R$a$gdn<$a$gd8gd*8>TXb #+,>@T_elrAOSU  <D}"FZcdexɿɿܘ܏ܘܘܘhmQ hgCJhmQ hiCJhmQ hE;CJhmQ hg5CJhmQ h0u5CJhmQ h95CJhmQ h,]d5CJhmQ hi5CJhmQ hJ0CJhmQ h9CJhmQ h0uCJhmQ h,]dCJhmQ h,OCJ4gn}&23;c%23ܷ奜ӥӥӥӥӥӥӷhmQ h,OCJhmQ hn<CJhmQ hgCJhmQ haCJhmQ h7 CJhmQ h0uCJhmQ h~w5CJhmQ hiCJhmQ h6yCJhmQ h~wCJhmQ h9CJhmQ hE;CJhmQ hJ0CJ6<ntx 3ABH 78!#5K !ҿ۫ۿҢəhmQ hCJhmQ h _CJhmQ hOCJhmQ h~ul5CJhmQ h>.5CJhmQ hy}a5CJhmQ h~ulCJhmQ hy}aCJhmQ hn<5CJhmQ h>.CJhmQ hn<CJhmQ h,OCJ8!&5^@OQRastx4;<>HI[\]`eżųųΪΡΪΡΡΪŗፗzhmQ hn<CJhmQ h5CJhmQ hSA5CJhmQ h5CJhmQ hSACJhmQ hi<CJhmQ hy}aCJhmQ hCJhmQ h _CJhmQ h>.CJhmQ h>.5CJhmQ h _5CJhmQ h~ul5CJhmQ hn<5CJ/hmQ hg5CJhmQ hgCJhmQ h5CJhmQ hy}a5CJ,1h. 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