Premio «L’Asino di Ratalanga» a Margherita Allegri

Sabato 26 giugno 2010 si è svolta a Montelupone (Macerata, Italia) la cerimonia di premiazione per il secondo concorso internazione di caricatura e satira «L'asino di Ratalanga», dedicato alla memoria dell'artista marchigiano Gabriele Galantara (1865-1937).

28/giu/2010 23.09.25 74nemrac Contatta l'autore

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PREMIO «L’ASINO DI RATALANGA» A MARGHERITA ALLEGRI

 

Che cosa: arte contemporanea, satira disegnata.
Dove: Montelupone (Macerata, Italia).
Come: concorso.
Quando: 26 giugno 2010.
Info: e-mail margheallegri@libero.it; Web margheritallegri.blogspot.com.

 

    Sabato 26 giugno 2010 si è svolta a Montelupone (Macerata, Italia) la cerimonia di premiazione per il secondo concorso internazione di caricatura e satira «L’asino di Ratalanga», dedicato alla memoria dell’artista marchigiano Gabriele Galantara (1865-1937).
    Tra le opere finaliste del concorso la giuria presieduta da Ro Marcenaro e Melanton ha assegnato il primo premio a quella dell’artista Margherita Allegri, intitolata Made in Italy.
    Nata nel 1977 a Codogno (Lodi) ma residente a Pizzighettone (Cremona), Allegri ha conseguito la maturità artistica ed è diplomata in conservazione dei beni culturali. Da anni è impegnata nel mondo dell’illustrazione e della satira disegnata, con numerose partecipazioni a varie iniziative sia a livello locale (Guida illustrata del Duomo di Cremona, Nuvole tra le mura) sia a livello nazionale (Spotorno Comics, Comics Day).
    Secondo la giuria premiatrice, l’artista pizzighettonese «ha saputo interpretare con grande maestria e sensibilità artistica l’incoerente litigiosità che rappresenta la vera e propria involuzione della società italiana contemporanea». Inoltre, «fra i bravissimi artisti partecipanti», Allegri è «riuscita a rappresentare perfettamente una satira socio-politica che interpreta efficacemente una deleteria caratteristica della società italiana al di fuori di modelli ricorrenti, seppure magistralmente rappresentati dagli altri autori».
    Lo storico e critico d’arte Davide Tansini si è così espresso sull’opera dell’artista pizzighettonese: «alcune opere di Allegri presentano situazioni elaborate, che concedono tempo per gustare l’intreccio déi personaggî e lo sviluppo del contesto; altre rapide e fulminanti, dai tratti frizzanti e briosi. Certamente ricordano Quentin Blake alcune caratterizzazioni, Melanton gli impianti narrativi, Giorgio Cavazzano la scioltezza del segno grafico – tanto per citare alcuni autori che fanno parte del sicuro bagaglio formativo di Allegri. Ma sarebbe superficiale limitarsi a rilevare somiglianze: ben lontana da facili ma insipide imitazioni, l’artista dosa accuratamente i diversi suggerimenti improntando il suo operato in maniera davvero originale. Tutto è misurato e calibrato, sia néi contenuti – mai volgari né eccessivi – sia nell’equilibrio formale: segno e colore sono fusi in un tutt’uno inscindibile dove l’uno non prevarica l’altro, ed il supporto è scelto di preferenza ruvido quando pochi tratti sorreggono l’impianto narrativo. Anche all’osservatore poco attento appare evidente che nelle opere di Allegri non c’è l’irruenza grossolana e spesso arrogante di chi urla cose scontate […]: uno sguardo sul mondo non imposto ma suggerito, non gridato ma commentato, con un fare artistico sempre arguto ed elegante».

RCS
29 giugno 2010

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