IL SOGNO DELLA NOTTE DI NATALE AL CIRCO DARIX TOGNI

Questa sera chi scrive questa breve riflessione insieme a Ivano De Cristofaro, Ernesto Nebuloni, Alberto Sala, Eugenio De Cristofaro e tanti amici passeremo la Notte di Natale con la grande famiglia del Circo al circo Darix Togni e assisteremo alla raccolta alimentare, per coloro che hanno bisogno di aiuto, allo spettacolo del circo nell'acqua, alla celebrazione della SS Messa celebreta da Don Antonio Mazzi con cori polifonici e grande orchestra di archi, e al battesimo del piccolo Darix Togni ultimo nato della dinastia Togni.

Persone Sandro Ravagnani, Antonio Mazzi, Eugenio De Cristofaro, Alberto Sala, Ernesto Nebuloni, Ivano De Cristofaro
Argomenti anatomia, ornitologia, psicologia, circo

24/dic/2011 10.41.42 WBE NEWS Contatta l'autore

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Questa sera chi scrive questa breve riflessione insieme a Ivano De Cristofaro, Ernesto Nebuloni, Alberto Sala, Eugenio De Cristofaro e tanti amici passeremo la Notte di Natale con la grande famiglia del Circo al circo Darix Togni e assisteremo alla raccolta alimentare, per coloro che hanno bisogno di aiuto, allo spettacolo del circo nell'acqua, alla celebrazione della SS Messa celebreta da Don Antonio Mazzi con cori polifonici e grande orchestra di archi, e al battesimo del piccolo Darix Togni ultimo nato della dinastia Togni.

Ricordo cosi come una favola anzi... C'era una volta, alle porte di una città fra sogni di angeli bambini, in un luogo lontano, quasi inaccessibile agli esseri umani, un vecchio clown che si ergeva in una radura di candidi pensieri... immerso nelle foschie di un mattino d'inverno.
li a pochi passi il suo piccolo e magico circo, con tante carovane colorate, sparse nel prato, due elefanti, cavalli, le tigri, e tanti acrobati festosi.
In quel tempo, ricordo, che Dicembre iniziava a stendere il tappeto rosso ai primi giorni di vigilia sui sentieri d'anima di quelle creature che, in fondo al loro cuore, credevano davvero agli gnomi, alle fate e alle piccole magie.
Il vecchio clown se ne stava là, tutto infreddolito, con i suoi capelli buffi, a guardare il cielo, carico di neve, che di lì a poco avrebbe preso a scendere leggera sulle sue braccia stanche. Neppure una gemma colorata, nulla che gli portasse un po' di quella Festa del Natale. Cominciò allora a singhiozzare col vento che gli passava accanto e quel triste lamento, appena sussurrato, giunse lontano, quasi all'orizzonte della realtà e si posò sul cuore di due bambini addormentati. Fu così che dal sonno di quei due piccoli cuccioli nacque un sogno meraviglioso... che volò, volò fino a lui.
Nello stesso istante, il clown sentì posarsi sulla sua spalla due uccellini e smise di singhiozzare... il loro zampettare sulle sue lunghe braccia gli faceva un po' di solletico e accennò loro un sorriso. Era così tanto tempo che se ne stava lì solo, fu così che si fece coraggio e domandò loro:
"Cosa succede per le vie del mondo ? Voi che potete volare fin là, ditemi se ci sono già le luci colorate sugli alberi e se i bambini sono felici... Cancellate, se potete, questa mia lunga solitudine... ".
I due uccellini cominciarono a cinguettare, ma il clown non riusciva a capire nulla... cercò di prestare più attenzione, ma invano... quei trilli restavano per lui soltanto una melodia meravigliosa e incomprensibile.
"Fra qualche giorno sarà Natale... " continuò allora sospirando "Come vorrei essere anch'io pieno di luci... coperto dei sorrisi dei bambini, sentire quel calore dentro, quella gioia che ho dimenticato... avere un giorno da rincorrere per sempre..."
Gli uccellini smisero di cinguettare e sembrarono sorridergli... fu solo allora che, nel silenzio, il vecchio clown riuscì a capire... a sentire qualcosa che gli arrivò in fondo al cuore, che lo commosse profondamente, tanto che gli sfuggì una lacrima dai mille riflessi dell'amore.
C'era poco tempo... perché i due bimbi, nei loro lettini, si sarebbero svegliati... e, allora, i loro sogni alati, fatti di piume soffici e pieni di quell'incanto che solo i cuori più puri possono abbracciare... sarebbero di nuovo volati via dalle sue braccia... e lui sarebbe restato ancora i compagnia della sua malinconica solitudine.
Fu allora che accadde una cosa davvero insolita, qualcosa di magico... Da lontano, il vecchio clown vide arrivare una strana creatura, avvolta di un manto rosa e azzurro, come d'aurora... I suoi passi erano lenti... quasi si librasse nell'aria... come a non voler sfiorare la terra, addormentata sotto la grigia coperta dell'inverno. Chiunque fosse quella Signora, il clown capì che stava dirigendosi verso di lui, perché la radura dove tanti e tanti anni prima aveva piantato le sue radici era assai lontana da ogni sentiero e, ormai, solo raramente, qualcuno arrivava più fin là...
Quando la Signora gli fu accanto, il vecchio clown, aiutato da un soffio di vento, cercò di farle un inchino, ma la sua pelle antica gli permise appena di piegare le dita... e i suoi bracci ... Fu allora che lei lo guardò e sorrise.

 
"Chi sei" mormorò con voce tremolante il clown.
"Sono la Vigilia... la Vigilia del Tempo... " e, dicendo quelle parole, aprì le mani e da esse ne uscì una luce così intensa, che per un istante ogni cosa attorno sembrò sparire, offuscata da quell'intenso bagliore.
"Io vado per il mondo a regalare la luce, il sentimento che hai provato... è il mio dono, che riempie di magia ogni attesa... Regalo me stessa, la Vigilia del Tempo alle creature... rendo eterna la loro gioia... - il loro attendere l'attesa... - ".
Il clown non disse nulla... ma la Signora avvertì lo stesso la sua immensa solitudine... scrollò il capo, gli sorrise e continuò:
"Con me, questa volta, ho portato per te qualcosa di più... ma è il cuore ed il sogno di quegli eterni bambini che devi ringraziare... ora quegli uccellini voleranno di nuovo verso il loro risveglio, ma questa notte... aspettali ancora ! Torneranno... ed anch'io ci sarò... ".
Riuscì appena a capire quelle ultime parole, che sentì un frullio d'ali allontanarsi... e le sue braccia tornare spoglie...
Il vecchio clown non poteva immaginare cosa sarebbe accaduto, ma un profondo senso di dolcezza e di gioia lo attraversò lo sguardo verso l'alto, fino a sfuggire verso il cielo. Anche la Signora era svanita nel nulla e il giorno cominciò a correre veloce, come le nubi sopra di lui, volando sopra la sua chioma spoglia. Quell'attesa fu dolce, rapida come il volo del falco... fu quasi un sorriso... poi, la sera giunse silenziosa, discreta... quasi in punta di piedi.
Il cielo era limpido e l'aria fredda e pungente... il clown guardò le mille stelle occhieggiare verso l'infinito. Poi, d'improvviso, udì un battere d'ali farsi sempre più vicino, finché sentì di nuovo posarsi sulle sue braccia i due uccellini. Da un raggio di Luna scese la Signora della Vigilia del Tempo... e si fermò ai piedi del vecchio clown ... I due uccellini, ad un cenno di quella dolce creatura, presero a tuffarsi nel cielo e a riportare, ad ogni volo, un frammento di stella, per posarlo sul tendone del circo.
In poco tempo... quel vecchio clown divenne il clown più bello, più allegro e festoso che la Vigilia di natale avesse mai visto... e, quando con un sorriso stava per ringraziare di quel dono meraviglioso... la Signora del Tempo lo fermò e gli disse:
"No, non ringraziare me... Questo dono è opera di quei due bimbi, che nei loro sogni, hanno voluto regalarti una vigilia di Natale tutta loro... Ora, io aggiungerò il mio regalo... " e nel pronunciare quelle parole, aprì di nuovo le mani e quella luce che aveva già visto all'alba, uscì di nuovo ed entrò nel circo in festa.
"Io... " disse la Signora "...aggiungerò a questa vigilia del Natale... anche la Vigilia dell'Eternità... Da oggi, ogni notte, ogni istante, sarà vigilia... un'eterna vigilia... sarà l'attesa più dolce di tutti i tuoi desideri. E la tua vita non conoscerà più buio né malinconia. Tutto l'amore che hai sempre regalato al Tempo, oggi il Tempo te lo renderà... Il Circo un mondo colorato, fatto di sogni e realtà tra gli zuccheri e il pop corn, la segatura e gli acrobati, l'acqua e il mistero, nella grande pista magica e nel cuore dei propri artisti, clown's, giocolieri, trapezisti, domatori, ballerini, dame, maghi, nani, poeti, e tanti ... tanti bambini sorridenti che applaudono.

Sandro Ravagnani

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