Cultura e promozione dell'antico camino

10/feb/2009 11.52.49 Artis Caminetti Antichi Contatta l'autore

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Il momento in cui scrivo questo articolo ha per me un sapore ed un significato speciali, infatti proprio in un giorno d’estate del lontano 1977 iniziava la mia personale avventura nel mondo dell’antico camino. Trent’anni esatti son passati da quel giorno, una vita, un patrimonio fatto di esperienze e di passione, ed anche il momento per tirare qualche somma, per fare qualche considerazione o per “fare un reportage” su questo mondo, non a tutti, purtroppo, ben conosciuto. Ebbene, ho deciso di scrivere questo reportage partendo dalla mia piccola storia, intendiamoci, non per megalomania, ma più semplicemente perché viene più facile a me scrivere in prima persona, e forse sarà più facile a voi seguire il racconto di una scommessa in luogo di leggere un classico articolo.

 

In quel luglio ’77, in Italia esistevano quattro o cinque venditori di antichi camini, per lo più situati in grandi città come Roma, Milano o Torino, vicini, insomma, a quei pochi possibili clienti di gusti raffinati e di buona borsa. Sì, perché allora il camino antico pareva riservato ad una elite di amatori e di ricchi, insomma, era un “articolo di lusso” e la sua commercializzazione veniva ristretta ai soli modelli di alta epoca e/o di grande carico decorativo, ovviamente idonei ai soli Paperoni. Io, invece, forse per via della mia giovane età e delle felici giuste illusioni che la giovinezza comporta, avevo in testa il progetto di proporre al grande pubblico camini di recupero d’epoca per lo più ottocentesca, i quali costavano allora decisamente poco nonostante fossero tutti di grande qualità stilistica, storica e costruttiva. Il mio ragionamento era questo: Il camino antico costa la metà dell’equivalente nuovo prodotto “in stile”, perché la gente non dovrebbe comprare quello antico in luogo di contentarsi di una riproduzione fatta magari da una macchina a controllo numerico? Una scommessa che la forza della mia ingenuità intimamente dava già per vinta, mentre così non era e così non è stato, tanto che ancora oggi, a distanza di sei lustri da quel luglio ’77, la diffusione dell’antico camino è del tutto marginale rispetto a quella del camino nuovo o moderno che dir si voglia. Torniamo quindi ai giorni nostri e facciamo il punto della situazione. Che è cambiato rispetto agli anni della mia giovinezza, anagrafica e commerciale? E’ cambiato che  quei pochi punti vendita specializzati in caminetti antichi si sono decuplicati, è cambiata la clientela, oggi non più costituita di soli Paperon De Paperoni, ma fatta anche di persone dal normalissimo portafogli, è cambiato l’interesse delle varie riviste d’arredo, in ogni numero delle quali non manca mai almeno una fotografia di un caminetto d’epoca.. Ed allora, vi domanderete, perché dici di non aver vinto la scommessa? La mia risposta è questa: Ma è mai possibile che su cento camini venduti novantanove siano di produzione industriale e solo uno provenga dal mercato dell’antico? Son certo che molti di voi penseranno che il camino antico viene poco venduto perchè oggi costa troppo.. Ed invece, proprio di qui viene il mio più grande sconcerto e la certezza che la mia scommessa non è per nulla vinta: Il camino antico, nella stragrande maggioranza dei modelli, costa eguale od addirittura meno di quello “nuovo”!!

 

E poiché carta canta e villan dorme, eccovi alcuni esempi di camini con relativi costi medi. Nella foto A abbiamo uno splendido Pompadour “spalla mossa” ottocentesco, sapete quanto costa? Dai duemila ai tremila euro.. Non vi piace il modello, state cercando qualcosa di più lineare? Nessun problema, tanti saranno i camini antichi che potranno fare al caso vostro senza costringervi ad accendere un mutuo bancario, come, ad esempio, l’elegante e minimalista camino d’epoca Napoleone III che potete ammirare nella foto B, costo anch’esso dai duemila ai tremila euro.

Volete spendere meno? Tra i tanti che potrei mostrarvi, scelgo questa “Parigina” (foto C), che troverete ad un costo medio di euro millecinquecento. E’ graziosissima, non fosse che per l’accattivante nome, graziosissima, antichissima (II° metà ‘800) e risparmiosissima.

Siete “modernisti a tutti i costi”? Allora guardate questo camino d’epoca Deco’ (foto D) costruito intorno al 1925, e provate ad immaginare quanto artistico coraggio sia servito al suo ideatore per disegnarlo e produrlo in un periodo dominato da un’idea classica della bellezza. Oggi, per acquistare un “moderno” camino, magari in acciaio svedese, servono somme da capogiro mentre un manufatto d’epoca simile a questo lo pagherete all’incirca euro millecinquecento!

Rimanendo al primo novecento, per chi debba riscaldare ed/od abbellire una casa Liberty che può esserci di meglio di un  camino (foto E) d’epoca Art Nouveau? Come tutti i camini d’epoca Liberty, questo, in luogo di esser stato prodotto “in serie”, è stato certamente disegnato dall’architetto progettista della casa da cui è stato recuperato, così chiedeva la moda del tempo. E così siamo di fronte ad un “pezzo unico” ed irripetibile, per il quale sono stati realizzati specifici disegni ad inchiostro di china su carta oleata, per il quale uno scultore carrarino ha versato il suo artistico sudore per non meno di una settimana, per il quale un garzone di bottega tre giorni ha lavorato di pietra pomice sino a dare alle sue marmoree superfici quella opaca lucentezza che noi oggi ammiriamo e che nessuna infernale moderna levigatrice potrà mai eguagliare..  Un manufatto, quindi, dall’immenso valore intrinseco e, sopra tutto, storico. Può costare un camino simile quanto vi chiederebbero per una riproduzione in stile fatta magari stanotte in Cina!?

No, costa qualcosa di meno, e questa è cosa incredibile, ma vera.

 

Per gli amanti del “barocco ma non troppo”, ecco a voi (foto F) un classico che ha dominato l’ottocento, un Luigi XV “Tre Conchiglie”. E’ già un camino di una certa importanza decorativa, ancora però facilmente reperibile ad un prezzo oscillante tra i quattromila ed i cinquemila euro (esattamente il costo medio d’un camino nuovo, provare per credere). A proposito di questo “modello”, parlando con dei miei clienti commercianti timorosi che la raccolta dell’oggetto del loro commercio possa terminare, spesso mi capita di dire:  “Tra vent’anni sarà il camino più importante che si possa avere”. In effetti, e qui apro una parentesi, ci sarà sempre “un” camino antico in commercio, cosiccome sempre è esistito e sempre esisterà l’antiquariato inteso come commercio di mobili antichi, ma.. calerà la qualità della raccolta. E’ normale infatti (ed anche giusto, secondo me..) che i vari Ministeri europei delle “Belle Arti” limitino ogni giorno di più la possibilità di strappare questi antichi manufatti alle mura che li hanno amorosamente abbracciati sin dalla nascita. Già oggi, per smontare un camino da un palazzo del ‘700 (od, ovviamente, di epoca precedente a questa) serve un nullaosta, e prima o poi anche i camini ottocenteschi subiranno il vaglio di apposite commissioni. Tutto questo discorso per dire che, semmai decideste di adornare la vostra maison d’un antico caminetto, meglio sarà affrettarsi, con il duplice risultato di poterlo ancora fare e di pagare una vera e propria opera d’arte molto meno di quanto sarebbe giusto e decoroso.

 

Siete “minimalisti”? Fa per voi ( foto G) un classico “Boudin” (dal nome del mitico ed ottocentesco produttore provenzale), un camino di quelli che in Italia definiamo “a cornice”, sempre molto ben costruito in lastre di grande spessore ( il Boudin aveva le sue manie, era piuttosto autarchico e magari ripetitivo, tanto che costruiva quasi esclusivamente questi “semplici” modelli, però non badava a spese e ci teneva a che i suoi caminetti fossero di buona costituzione fisica..). Un Boudin (che peraltro ha almeno un secolo e mezzo di vita..) costa dai millecinquecento ai tremila euro, a seconda dei colori cercati.

 

Se dopo tutte queste proposte voi faceste ancora parte degli “incontentabili” (non sarete mica genovesi, eh?!), beh, allora io sfodererei la carta del “Piattino” (foto H). Con questo nomignolo (più affettuoso che dispregiativo) viene appellato dagli addetti ai lavori il “Pompadour plat”, il camino in stile Luigi XV più costruito nell’ottocento. Lo possiamo incontrare in ogni camera d’appartamento o di Hotel a Parigi e, data la notevole raccolta che se ne fa, a meno che non si cerchino colori speciali, lo si può acquistare perfino alla offensiva somma di mille euro.. Eppure è carino, accattivante ed anche in piccole misure, adattabilissime alle nostre, sempre più lillipuziane, sale o camere.

A proposito di misure e di adattamenti, stavo dimenticando una cosa molto importante: Non è vero, come molti credono, che i camini antichi siano solo di grande misura. Infatti, messi da parte i camini d’epoca in pietra, è possibile trovare sul mercato una miriade di camini antichi in marmo o legno di piccola, financo piccolissima, misura. Erano, questi, i camini costruiti per adornare specificatamente le camere da letto e poiché ad ogni salone di casa od appartamento corrispondevano almeno tre camere da letto, il conto è presto fatto, ogni quattro camini, tre saranno di ridotta misura. Altro elemento importante che vale la pena evidenziare: Volete inserire nella bocca/fuoco di una cornice antica un focolare prefabbricato “da riscaldamento”? Nessun problema, un semplice raccordo in cartongesso tra i profili di detta cornice e quelli del prefabbricato ed il gioco è fatto, il vostro camino antico regalerà alla vostra abitazione fascino e calore insieme.

 

Spero di non passare per venale se tanto mi sono soffermato sui prezzi di quanto mostrato, ma io credo che la parte economica abbia la sua importanza, eppoi, mica tutti hanno danari a bizzeffe, e così, chi magari abbia stabilito per il camino un budget basso, ora sa che anche con quello può far proprio un manufatto carico di storia e bellezza.

 

Ultima nota: Qualcuno può pensare che io abbia scritto delle cifre così, tanto per scrivere, oppure perché penso di aver a che fare con dei creduloni. Ebbene, poiché amo parlare di cose e situazioni che si possano verificare e toccare, sedete al computer, entrate in google e scrivete come voci di ricerca “caminetti antichi” oppure “camini antichi”, lì troverete cento conferme a quanto ho sopra affermato. Ma non tutti i rivenditori di antichi caminetti hanno un sito internet, oppure quelli che potrete vedere sullo schermo del vostro computer non sono geograficamente vicini a voi.. Nessun problema, io sarò felice di comunicare a voi i recapiti del rivenditore a voi più comodo.

 

In conclusione, io non ho vinto la mia scommessa, almeno non del tutto, ma non demordo, e sono certo che prima o poi verrà il momento in cui sarà resa giustizia ad un investimento, culturale ed economico qual è l’acquisto di un antico camino.

Maurizio Dal Pezzo è, prima di tutto, un appassionato di camini antichi, una persona che della sua passione per la scultura ha fatto un lavoro. Oggi, infatti, gestisce un magazzeno di antichi caminetti che non ha eguale al mondo e che il Maurizio recupera, restaura e vende, all'ingrosso, in tutta Italia. Il suo magazzeno è in provincia di Reggio Emilia. Maurizio ha anche un nsito internet dove potrete vedere, tra più di 600 camini pubblicati, anche i camini oggetto del presente articolo. L'indirizzo di questo sito è www.artiscaminettiantichi.it .

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