'Abiti. Racconti della tradizione valdostana con le immagini di Antonio Novena (1931-2003)'

Racconti della tradizione valdostana con le immagini di Antonio Novena (1931-2003)' Ministero per i Beni e le Attività Culturali Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari Abiti.

07/lug/2009 09.42.49 Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia Contatta l'autore

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Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia
Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari
 
Abiti. Racconti della tradizione valdostana
con le immagini di Antonio Novena (1931-2003)
 
 
In accordo con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma e l’Assessorato dell’Istruzione e Cultura della Valle D’Aosta si inaugura il giorno 25 maggio alle ore 18.00 nella sede del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari la mostra Abiti. Racconti della tradizione valdostana con le immagini di Antonio Novena (1931-2003).
 
L' abbigliarsi è uno dei temi centrali della ricerca etnografica condotta dal Museo - oggi parte del nuovo Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia - che nell’ultimo decennio ha dedicato a questo tema un'attenzione particolare attraverso esposizioni ad esso dedicate.
É stato infatti il lavoro capillare compiuto sul patrimonio, via via sedimentato e sistematicamente ordinato, che ha permesso di presentare in mostra e in catalogo una significativa campionatura della raccolta di abiti e ori della Valle D’Aosta (383 pezzi) che fanno parte dell’eccezionale collezione conservata nella sede dell’EUR, composta da oltre 1000 abiti tradizionali della fine dell’Ottocento e dei primi del Novecento.
Collezione formatasi per iniziativa dell’etnologo Lamberto Loria (1855-1913) in occasione della Mostra dell'Etnografia Italiana tenutasi nell'ambito dell'Esposizione Internazionale del 1911 per il cinquantenario dell'Unità d'Italia di cui a breve ricorreranno le celebrazioni.
 
La mostra, che anticipa, le celebrazioni nazionali che avverranno nel 2011, è lo spunto per compiere un viaggio a ritroso alla riscoperta delle nostre radici e dei valori di un mondo che ancora ci appartiene, un patrimonio culturale che può essere messo al servizio dello sviluppo del paese.
Dal punto di vista etnografico, il numero dei costumi tradizionali e di ori raccolti, la qualità, i modi e le attenzioni riservati all’esposizione etnografica del 1911 hanno costituito e ancora costituiscono uno degli aspetti più interessanti del nostro patrimonio artigianale e culturale.
 
Il vestito è una sorta di carta di identità di colui che lo indossa, un messaggio sociale che produce e determina atteggiamenti e comportamenti rituali.
Esempio eclatante delle trasformazioni generate dalla dinamica sociale locale, il costume definisce, al pari del materiale con cui è stato realizzato, le differenze tra i diversi gruppi, stati sociali di cui rappresenta la visualizzazione più immediata.
I tessuti, le stoffe, le decorazioni, gli ori sono indicatori di altrettante vicende storiche, sociali ed economiche che hanno profondamente influito sull’ambiente. 
Pertanto una sezione della mostra è stata dedicata ai dipinti di Antonio Novena (1931-2003): immagini mai banali ma intimamente poetiche che ritraggono i vari aspetti della realtà valdostana.
Realtà quanto mai ricca come dimostrano la fattura, il decoro, il cromatismo degli abiti esposti che riteniamo possano essere ancora fonte di ispirazione per l’attuale industria manifatturiera e per i prodotti del “made in Italy”, capaci di attrarre nel Paese preziose risorse.  
 
Con la mostra si dà avvio ad una serie di iniziative, in accordo con il Comune di Roma, di promozione per la valorizzazione dei Musei e del quartiere EUR: l’esposizione costituisce senza dubbio un primo importante passo per realizzare una nuova politica di sviluppo del territorio attraverso il coinvolgimento delle istituzioni centrali e locali, riconoscendo a queste una valenza che può agire da volano per lo sviluppo culturale ed economico del paese.
 
La mostra resterà aperta fino al 25 ottobre 2009 con il seguente orario:
feriali 9.00 – 18.00
festivi 9.00 – 20.00
 
(la struttura non presenta barriere architettoniche)
 
Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia
Piazza Marconi, 8/10 - 00144 ROMA  (metro Eur Fermi)
tel. 06 5917745/5910709/5926148
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