GALLERIA PIZIARTE

porta ad esporsi senza imbarazzo come exemplum di un processo di progressivo

19/dic/2004 18.28.49 PiziArte Contatta l'autore

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VANIA ELETTRA TAM : mostra personale


Scrive nel testo che accompagna la mostra il Critico d'Arte Vincenzo
Guarracino:
Sosteneva il filosofo Nietzsche che l'arte è il prodotto dell'unione di due
elementi: un grande realismo e una grande irrealtà. Vania Elettra Tam, a
dispetto (o in virtù, dipende dai punti di vista) della sua età artistica
ancora felicemente giovane e avventurosa, nella sua pratica creativa, almeno
quella più recente, questi due fattori dimostra di saperli già manovrare con
disinvoltura e padronanza, sia a livello tecnico che concettuale,
esercitandoli sul fantasma del corpo (anzi, addirittura, del proprio corpo),
sull'oggetto cioè primario dell'esistenza e consistenza di ognuno come
soggetto dotato di volontà e reattività, come una sorta di antidoto ed
esorcismo al vuoto e al nonsenso.
E' realista quanto basta, applicandosi a un esercizio di assoluta fedeltà
rappresentativa, senza concessioni ad altre intenzioni e invenzioni che non
siano inscrivibili all'interno di una rigorosa riconoscibilità della figura
umana e di quanto ad essa appartiene e compete.
E', al tempo stesso, irrealista avendo coraggiosamente intrapreso un
essenziale percorso di ricerca in se stessa della propria "verità", che la
porta ad esporsi senza imbarazzo come exemplum di un processo di progressivo
snaturamento e svuotamento del soggetto delle sue più specifiche qualità
umane (sensibilità, senso critico), avvertito e patito oggi più di sempre
sulla scena della società contemporanea dall'individuo, uomo o donna che
sia, in nome di un'assoluta omologazione agli algidi modelli di successo più
vulgati.
Forte di risorse tecniche abilmente controllate, assieme a una coscienza
lucida e determinata del proprio ruolo come donna e come artista, Vania
costruisce in questo modo un discorso in cui in giusta dose si mescolano e
vicendevolmente si commentano compiacimento e distanziazione, piacere
estetico e ironia, in un gioco formale che, se anche potrebbe risultare
temerario per l'alto rischio comportato dall'audacia dell'autoesposizione
nella variazione praticamente infinibile del modello rappresentato, appare
al tempo stesso non poco seducente e intrigante per il fatto stesso di
proporsi attraverso la pratica dell'autocitazione in chiave di ricupero
quasi di memoria antropologica insidiata, in una sorta di riconsacrazione e
sacramentalizzazione del corpo e delle sue funzioni, oltre che delle ancor
più essenziali qualità intellettuali e spirituali.
In effetti, è proprio questa scelta ardita, l'autorappresentazione, che
attraverso la ripetizione ed invenzione sul tema finisce per liberare il
corpo stesso dalla condizione di medium facendolo diventare generatore di
pensieri formali continuamente nuovi e sorprendenti in un processo di
infinitizzazione, che, a dispetto della sua apparentemente piana leggibilità
e semplicità, si rivela alla lunga sovradeterminato, non meno di quanto per
definizione sono sovraderminate le rappresentazioni dei sogni.

Galleria Piziarte
di Manuela e Patrizia Cucinella
Viale Francesco Crucioli 75/a
64100 Teramo T./F. : 0861252795

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