CITTÀ ATTIVA 2009.

L'artigianato con "Rome Streetmates", dedicata agli oggetti di Nina Tamaro, evento che si è legato alla manifestazione Città Attiva XI, in occasione dell'8 marzo, con attività in strada e con la proiezione, all'Urban Center, del film iraniano As Simple As That (in edizione originale con i sottotitoli).

12/dic/2009 21.07.26 Galleria Embrice Contatta l'autore

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Galleria Embrice Arti e Mestiere – Roma, Via delle Sette Chiese, 78 - Tel. 06.64521396 – www.embrice.com
 
 
 
Città attiva 2009.
 
A cura di Carla Corrado e Carlo Severati.
 
Da mercoledì 13 gennaio 2010 – a mercoledì 20 gennaio 2010.
Orario: 18:00 – 20:00, chiuso la domenica.
 
Inaugurazione: venerdì 18 dicembre 2009, ore 18:00
 
 
 
La Galleria Embrice e la “Associazione Culturale Via delle Sette Chiese” presentano CITTÀ ATTIVA 2009 una sintesi dell’attività multidisciplinare (architettura, artigianato, arte) svolta lungo tutto il corso del 2009. Una serie di eventi locali,  ma con un’apertura sul panorama internazionale (dall’Iran alla New Zeland ).
 
Architettura: le sessioni di studio: “Edoardo Gellner Architetto (1909 – 2004), tenutasi lo scorso gennaio, in occasione del centenario della sua nascita; e Il convegno “Via delle Sette Chiese, Archeologia, Urbanistica, Architettura” svoltosi il 12 Giugno presso la Libreria Rinascita.
Le mostre: “Paolo Marconi, Architetto: interpretazioni, Repliche, Interpolazioni” (tenutasi a maggio); e “Casa Valva: Radici Organiche a cinquant’anni dalla morte di Frank Lloyd Wright” (tenutasi a dicembre).
L’artigianato con “Rome Streetmates”, dedicata agli oggetti di Nina Tamaro, evento che si è legato alla manifestazione Città Attiva XI, in occasione dell’8 marzo, con attività in strada e con la proiezione, all’Urban Center, del film iraniano As Simple As That  (in edizione originale con i sottotitoli).
Arte, pittura e scultura. Nella mostrata titolata “Infusion” 5 artisti neozelandesi - Claudia Pond Eyley, Miriam Van Wezel, Clinton Weaver,John Pusateri, Finn Scott - artisti e docenti della Scuola di Architettura di Unitec a Auckland, Nuova Zelanda hanno cercato di dimostrare come i processi creativi possano essere infusi nella cultura dell’istruzione d’architettura (in mostra a giugno).
L’esperienza scultorea di Vittorio Giusepponi, presentata come confronto con la materia nella sua progressione da argilla a ceramica è stata protagonista di “Maleducata per definizione” in esposizione fino allo scorso ottobre.
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