Ufficio stampa Gian Paolo Tomasi

11/gen/2005 16.11.45 ufficio stampa ROBERTA PIZZORNO Contatta l'autore

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Duplex Art Gallery

G e n o v a
 
 
Presenta nei propri spazi in Vico del Fieno,21r - Genova
 
 
Pax et Sex ora

Gian Paolo Tomasi


 
Dal 17 febbraio al 25 marzo 2005


Orario d’apertura Mar/Sab 14:00/19:00 e su appuntamento
 

Inaugurazione

Giovedì 17 febbraio 2005, ore 18:30


Catalogo in mostra
 
Per informazioni:
tel. 347/8180983
tel. 333/9576976
duplexartgallery@hotmail.it
 

Press Office:

Roberta Pizzorno
ufficiostampa@tomasitomasi.com

 
Da sempre legato al mondo della fotografia, Gian Paolo Tomasi è stato uno dei primi artisti a passare al digitale nel 1995. Stampatore e manipolatore d’immagini col fratello per i più grandi fotografi come Penn, Salgado, Leibovitz, Avedon anche nel digitale mantiene il massimo livello di qualità nella ricerca. Ne sono prova le sette modelle virtuali che lo hanno reso famoso nel 2000, pubblicate sul magazine GQ, realizzate interamente al computer, con un procedimento che assemblava parti di donne diverse. Il risultato fu così credibile che, alla loro prima comparsa, suscitarono grande scalpore e scatenarono una caccia vera e propria, quanto vana, alla modella in carne e ossa. Non va dimenticato che solo cinque anni fa – un tempo enorme nel mondo dei computer - molte delle cose realizzabili tecnologicamente oggi, erano ancora ritenute impossibili o sconosciute. Da allora, Tomasi prosegue la sua produzione artistica in una costante ricerca che continua, con un sottile fil-rouge, il discorso iniziato proprio con quelle modelle virtuali che lo hanno reso famoso in tutto il mondo, concentrando la sua ricerca nella citazione e nella “falsificazione” dei grandi maestri dell’arte classica. Nella serie su Venezia, scomodava la nostra percezione e il nostro bagaglio culturale artistico citando i vedutisti, da Vanvitelli a Canaletto, riprendendo , come nel ‘600/700 avevano fatto gli stessi nei loro “Capricci”, un paesaggio conosciuto ed inserendovi un qualcosa di inesistente. Tutto stampato a pigmenti puri su tela, esasperando la percezione di dipinto, tanto da far pensare ad una pittura iperrealista. Come nelle immagini dedicate a Genova presentate nella nuova personale di Tomasi alla Galleria Duplex. Accanto ai paesaggi, Tomasi presenta in mostra i nuovi soggetti. Si tratta ancora di icone femminili che rappresentano una provocazione al mondo contemporaneo. Spesso i volti di queste modelle (virtuali o reali?) sono coperte da una maschera , simbolo universale del “personaggio” non-vero che ognuno di noi impersona nella vita, celando il nostro IO e qui simbolo della virtualità delle modelle. La maschera nasconde il loro vero volto e tuttavia ne ritrae fedelmente i lineamenti, a ricordare come sia possibile esprimere sentimenti senza farli trasparire. Ancora una volta Tomasi cita, riportando alla nostra memoria l’anima del “teatro-No” giapponese comunicando attraverso un agire scenico altamente simbolico. Tomasi riesce a svelare emozioni con sapienza ed ironia, nodi psicologici universali rappresentando l’essere umano nella sua essenza, svuotato di tutto ciò che è inutile e materiale. La condizione preliminare rappresentata nelle opere di Tomasi è spesso quella di un’ossessione, una cupa zona d’ombra che tormenta la coscienza dei protagonisti. Ecco allora la comparsa di una figura estranea alla vicenda, ad innescare il processo liberatorio, spesso un personaggio religioso, mitologico. Questa sua manipolazione, riesce così ad accostare elementi riconoscibili di periodi storico-artistici molto diversi e lontani fra loro...“Per necessità l’arte è stata catalogata, divisa ed etichettata. Così facendo,si è creata una gerarchia. Attraverso la ricerca che compio e l’opera prodotta - dice Tomasi - cerco di armonizzare, paragonare, uguagliare, trovare una similitudine, porre su uno stesso piano diverse correnti artistiche”…Teso a dimostrare che l’anima dell’artista è unica, il suo sentire è uno solo e di per sé l’artista stesso non è diviso dall’essere umano, non è qualcosa di più o di diverso: è solo un Uomo.. senza maschera.
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