Frammenti di una città (S)velata

Frammenti di una città (S)velata Sabato 20.02.2010 alle 19:30 si inaugura "Frammenti di una città (S)velata", la nuova personale di pittura di CARMINE DELLO IOIO presso la "SABINALBANO Modart Gallery" (vico Vasto a Chiaja n. 52/53, NAPOLI.

15/feb/2010 11.27.24 Victoriano Papa Contatta l'autore

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Sabato 20.02.2010 alle 19:30 si inaugura “Frammenti di una città (S)velata”, la nuova personale di pittura di CARMINE DELLO IOIO presso la “SABINALBANO Modart Gallery” (vico Vasto a Chiaja n. 52/53, NAPOLI. Info: 081/421716, sabinalbano@yahoo.it, www.carminedelloioio.it), visitabile sino al 7.03.2010 tutti i giorni, eccetto il lunedì mattina e i festivi, dalle 10:00 alle 13:30 e dalle 16:00 fino alle 20:00. Ingresso gratuito. La mostra sarà presentata dalla giornalista MARESA GALLI.

 

È un viaggio nelle viscere avite della città di Partenope, quello costruito da Dello Ioio ad hoc per l’elegante spazio di Sabina Albano. Nel cuore della city un percorso che ne narra, per immagini, spaccati, dettagli di monumenti, di antichi portoni e palazzi gentilizi, di piazze e strade, angoli e meandri guardati ma spesso non visti, svelati e recuperati dalle pennellate di Dello Ioio in quest’esposizione alla “SABINALBANO Modart Gallery”. Una strada percorsa tante volte, un particolare ignorato o una scena familiare assurgono a materia d’arte, quando una luce inedita inquadra ciò che era in ombra, restituendolo all’osservatore, grazie all’occhio attento e curioso dell’artista.

Che nel tempo Napoli sia stata, nei suoi diversi aspetti, monumentali, architettonici, paesaggistici, raffigurata innumerevoli volte è una realtà scevra da dubbio. Ma da qui nasce la sfida che l’artista lancia prima di tutto a se stesso: ripercorrere un cammino già fatto, ma con altro passo, suonare una melodia già sentita, ma con accenti diverse, cogliere sfumature nascoste, spiate, rubate. Il tutto secondo una ricerca e un progetto ben precisi, anche se in continuo divenire. Frammenti, le opere del creativo napoletano, che godono di un’autonomia a sé stante, eppure, al tempo stesso, porzioni, nel loro insieme, di un’unica immagine della città, più tessere dello stesso mosaico. E allora ecco una teoria di visioni: Santa Teresella degli Spagnoli e San Carlo alle Mortelle per dare una nuance inconsueta a piazza del Plebiscito o alla Galleria Umberto I, via Palizzi per rimirare una particolare angolazione di Castel Sant’Elmo a San Martino, piazza Municipio vista da via Santa Brigida, e ancora piazza del Gesù per incorniciare Spaccanapoli. Ogni singolo bozzetto o foto, da cui si parte per dipingere la tela, è già una scelta di visuale e, quindi, di visione. Un racconto che si snoda tra vie, strade, palazzi e monumenti, che si fa camminata nel ventre vetusto della città, in un immaginario ponte tra Chiaja e il Centro Storico, costituito da ‘schegge napoletane’ vissute e rappresentate sempre dall’interno. La città porosa, fatta di tufo e contraddizioni, sprazzi di luce e giochi d’ombre, dedali di viuzze e architetture grandiose, rivive in un corpus allestitivo di circa 15 tele di varie dimensioni: da 30x40 sino a 100x120, in tecnica mista. Questo, però, senza mai scadere nel facile impasse del bozzettistico, dell’oleografico da ‘cartolina-ricordo’, tant’è che alcune delle icone napoletane per eccellenza (il mare, il Vesuvio) non compaiono nelle creazioni di Dello Ioio. L’artista rifugge da immagini retoriche e usurate, adoperando invece una sintassi pittorica basata su cromatismi forti, cupi e densi, colori terrigni e tinte dalla notevole matericità, in grado di rendere la profondità, lo spazio e il dinamismo sulle tele, quasi che le ombre più scure fungano da quinte di una messinscena. La tecnica adoperata è mista, come già accennato: per lo più pigmenti naturali, ad acqua, con oli per le rifiniture e, solo in alcuni casi, un velo di silicone. Peraltro, non allontanandosi troppo dalle sue esperienze di restauratore e scenografo, Dello Ioio spesso si serve di materiali riciclati: tele grezze, tavole di finestre, lenzuola di lino. Ad arricchire e completare le rappresentazioni dell’artista di Gragnano ultimamente anche figure antropomorfe, a significare come la napoletaneità della città viva e respiri, sì, nei suoi palazzi, nei monumenti, negli angoli e nei paesaggi, ma anche nella sua varia, talvolta inconsapevole e multiforme umanità.

CARMINE DELLO IOIO nasce a Gragnano (NA) nel ’71. Nel ’90 si diploma all’Istituto d’Arte di Torre Annunziata e poi frequenta il corso di Scenografia all’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Negli ultimi anni ha esposto le sue opere in varie collettive e personali a Napoli e non solo, come – per citarne solo alcune – alla Biennale Internazione d’arte Contemporanea di Firenze (2003) e alla III edizione di Arte a confronto nella Repubblica Slovacca a Bratislava (2006). Ha vinto numerosi premi, tra cui il Premio della Critica al Premio Internazionale d’arte San Crispino (Ascoli, 2005), il Premio Internazionale Cultura di ieri e di oggi (Reggio Calabria, 2004), Finalista Premio Arte Mondadori (Milano, 2004), riconoscimento per meriti artistici al II Gran Premio Internazionale dell’Arte (Roma, 2003).

 

 

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