Rendering fotorealistico: coinvolgere gli osservatori attraverso i dettagli

Molti studi immobiliari infatti, per progettare gli interni di un immobile si avvalgono del rendering 3d, abbandonando i tradizionali strumenti utilizzati per progettare gli interni come ad esempio i classici disegni.

10/apr/2010 14.54.51 Mutazione Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

Con alcuni anni di ritardo rispetto ai pionieri anglosassoni, anche in Italia le tecniche di progettazione stanno subendo una evoluzione, finalmente influenzate dai nuovi mezzi messi a disposizione dalla tecnologia. Molti studi immobiliari infatti, per progettare gli interni di un immobile si avvalgono del rendering 3d, abbandonando i tradizionali strumenti utilizzati per progettare gli interni come ad esempio i classici disegni. Questa evoluzione è anche il frutto di una presa di coscienza del settore immobiliare sui maggiori vantaggi che la rappresentazione tridimensionale di un interno è in grado di garantire rispetto a quella tradizionale. Il rendering 3d infatti presenta l’intrinseco vantaggio di annullare quasi completamente la scarsa corrispondenza tra progetto e realtà, tipica dei mezzi convenzionali di progettazione. Nel rendering 3d il progetto coincide invece con quella che sarà la realtà. Merito del continuo sviluppo degli applicativi del fotorealismo, anche se, è bene precisare, che un buon rendering formalistico è anche il risultato dalla capacità da parte del grafico di prestare particolare attenzione ad alcuni aspetti che potrebbero sembrare accessori ma che invece che invece sono in grado di fare la differenza.

Un esempio di questi particolari aspetti da curare è la luce. Nella realtà di un interno l’ingresso della luce attraverso una finestra, crea ombre e chiaroscuri sugli oggetti e sugli arredi colpiti dal fascio luminoso. Anche nella rappresentazione tridimensionale quindi si dovrebbe cercare di riprodurre questo effetto, utilizzando, in modo ragionato, ombre, sfumature e riflessi. In questo modo la location progettata sarebbe decisamente più reale e il rendering d’interni realizzato avrebbe un maggiore potere attrattivo verso l’osservatore. Parallela all’illuminazione è anche l’attenzione verso i dettagli. Oggi il rendering fotorealistico permette di ottenere una definizione pressoché perfetta dei singoli oggetti. E’ chiaro, ad esempio, che dei volumi collocati su una libreria, contribuiscano a rendere molto più suggestiva la rappresentazione dell’interno, creando il classico “effetto vissuto”. La cura del dettaglio non deve però far perdere di vista quello che è un principio del rendering fotorealistico: la cura dell’angolazione. Il grafico, ossia, avrà un effetto tanto migliore con la sua rappresentazione dell’interno, quanto più sarà in grado di proporre i principali angoli di prospettiva, riducendo al minimo all’effetto distorsione.
 

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl