esposizione Solveig Cogliani al Vittoriano

esposizione Solveig Cogliani al Vittoriano Roma, Complesso del Vittoriano, Ala Brasini, Sala Giubileo 13 aprile - 9 maggio 2010 SOLVEIG COGLIANI opere 2008-2010 INAUGURAZIONE martedì 13 aprile ore 18,30 Organizzazione generale Comunicare Organizzando 00197 Roma • Viale Bruno Buozzi, 77 • Tel. 06 3225380 r.a.

11/apr/2010 21.35.57 Galleria Lombardi Contatta l'autore

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Roma, Complesso del Vittoriano, Ala Brasini, Sala Giubileo
13 aprile - 9 maggio 2010
 
SOLVEIG COGLIANI
opere 2008-2010
 
INAUGURAZIONE
martedì 13 aprile ore 18,30
 
Organizzazione generale
Comunicare Organizzando
00197 Roma • Viale Bruno Buozzi, 77 • Tel. 06 3225380 r.a. • Fax 06 3224014 • E-mail: info@comunicareorganizzando.it
 
Galleria Lombardi / Urbana Centro Studi
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Associazione culturale CentrArte Mediterranea
 
Mostra a cura di Claudia Alliata di Villafranca
Catalogo a cura di Sissi Aslan
Testi in catalogo di Claudia Alliata di Villafranca, Sissi Aslan, Otello Lottini
 
 
«Un Cartiglio. Ecco, – scrive Sissi Aslan nel testo in catalogo – è un cartiglio ciò che ci si presenta sotto forma di riquadro pittorico, non quadro, non opera d’arte, non lavoro artistico ma Cartiglio... Come a dire questo è il mio corpo, il corpo del mio nome, il mio cartiglio, l’ho rubato io».
 
L’esposizione di Solveig Cogliani al Vittoriano Sala Giubileo è un’ulteriore tappa e conferma del percorso artistico di questa pittrice dall’irruenza del gesto e del segno. Ancora dal testo della Aslan, «Lei sperimenta la sua cartouche attraverso il percorso dialogico col mondo che vive in costante tensione. Apre, chiude, apre e trova. È lei la scatola vuota da riempire e che riempie. Pittrice dell’irruenza del gesto, si potrebbe dire, non si mimetizza si mostra, con tutte le sue contraddizioni e i suoi vissuti di donna contemporanea alla ricerca, questo è certo, del confronto con se stessa e con il suo doppio, la differenza appunto». Negli ultimi due anni la Cogliani è andata di corsa senza mai deludere semmai lasciando intuire il percorso che oggi si delinea nelle 20 opere esposte a Roma. Un percorso che parte da quadri dove è presente il racconto con figure in paesaggi – il suo visto e il suo vissuto – che hanno a che fare con una Roma nascosta “bruna e fosca”, fotogrammi della memoria che gli occhi hanno fermato. Colori notturni attraversati da bianchi in fasce/segni che ritroviamo nei quadri La ragazza con la borsa bianca, 2008, e Vagabondo a San Lorenzo, 2009.
 
Oggi però, qui nella Sala Giubileo, gli acrilici esposti raccontano altro. Il passaggio è evidente! In pochi mesi la Cogliani ha attraversato quella Roma notturna approdando a visioni solari della stessa città ma muovendosi anche in altri luoghi amatissimi, lago di Vico e Sicilia, dove la sua creatività gioca il ruolo di un racconto sintetico – suggerito – suggestivo.
I titoli di alcune opere sono Lago di Vico 1 e 2, Teatro di Siracusa, Ragazzi nella piazza di Ispica, La palma femmina 1 e S. Stefano di Camastra (La palma femmina 2), Sulle scale di Santa Maria Maggiore, tutte del 2009-2010, per arrivare agli ultimi quadri di grande formato (m 2 x 2), Popstar e Arsenico.
 
In Popstar il racconto è narrato dall’arcobaleno di colori che attraversa i fornici del Colosseo in fuga prospettica e accompagnano le spatolate verdi e viola che regolano la visione nel basso. Insieme a Arsenico, opera dalle strutture geometriche e cromatiche, verticali e linee sinuose, verde viola ceruleo dorato, disegna e travolge un’idea di bellezza che non c’è o non c’è più.
 
Nella recentissima pittura di Solveig Cogliani, quindi, si avverte il superamento della descrizione intesa come racconto della propria vita, per arrivare alla sintesi del racconto stesso che è meditazione e ancora vissuto. Questo è il mio corpo, il corpo del mio nome, il mio cartiglio, l’ho rubato io. Questo è il corpo della pittura.
 


 

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