COMUNICATO STAMPA mostra
Galleria “Il Gabbiano” - Arte
Contemporanea - La Spezia
Giuseppe
PELLEGRINO
Termitage
periodo:
19 febbraio - 10 marzo
2005
artista:
Giuseppe
PELLEGRINO
titolo:
TERMITAGE
sede espositiva:
La Spezia
Circolo Culturale “Il Gabbiano” - Arte
Contemporanea
via don Minzoni 53
(19124)
(SP) - Italia
(info)
0187.733000
orario: 17.00 - 20.00 / chiuso domenica e
lunedì
vernissage: sabato 19 febbraio 2005, ore 18.00
genere:
personale, arte contemporanea
immagine allegata: Giuseppe Pellegrino,
libro-oggetto, 2003
notizie:
Giuseppe Pellegrino, nato nel
1960 a Genova, dove vive e lavora, di formazione soprattutto letteraria, ha
orientato la propria ricerca anche verso gli aspetti visuali e concreti della
scrittura. Estraneo alla tela ed ai colori, i suoi pigmenti principali sono
stati il fuoco e la cenere. Altri strumenti, le penne senza inchiostro, per la
loro maggiore capacità incisoria e i nodi. Ma il vero fulcro di interesse sono
diventati, da alcuni anni, i libri oggetto: cospicua infatti è stata la
produzione di opere in forma di libro dove le parole sono sopraffatte dalle
sollecitazioni della materia: la carta non è più solamente un supporto, ed il
segno linguistico, laddove affiora, sembra manipolato come un oggetto
archeologico.
Ha iniziato la sua carriera espositiva nel 1999; nel 2000 la personale
presso lo “Studio Gennai” di Pisa; sue opere
verbovisive sono state pubblicate in: Chiusa Figura di Lucia Sollazzo
(Ed. Anterem, 2000); Il rovello di
Tycho Brahe di Marcello Gombos
(Ed. Anterem, 2005); L’equivoco del
punto di Gaetano Ciao (Ed. Via Eràkleia, 2005); ha partecipato a Quartetto d’ali - poesia
per Fernando Andolcetti (Ed. Righe di Segni, 2001); nel 2001, anno dal
quale collabora alla rivista «Ad Hoc», di Sergio Cena, la prima personale
alla Galleria “Il Gabbiano”; nel 2004 alcuni suoi testi sono stati pubblicati
nel N.11 di Risvolti (Ed. Riccardi).
Un suo libro-opera è stato acquistato dalla Biblioteca Casanatese di Roma.
Numerose le mostre collettive, in Italia e
all’estero.
testo riprodotto nell’invito:
Un mattino,
mentre guardavo dalla terrazza verso la Marina, quelle sue acque mi apparvero
più profonde e luminose, come se per la prima volta le considerassi con mente
non turbata. E nello stesso attimo io sentii, pur dolorosamente, che la parola
si separava dalle apparenze, alla guisa stessa in cui la corda troppo tesa
sull’arco si spezza. Io avevo veduto un brano del velo di Iride, e da quell’ora
la parola non mi volle più servire come di consueto.
Ernst
Jünger, Sulle scogliere di
marmo
Mittente: Mario Commone, e-mail: marioacom@libero.it, mobile: 339.7953399
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