Luce e ombra - Caravaggismo e naturalismo nella pittura toscana del Seicento

24/feb/2005 15.54.16 Ilaria Duranti Contatta l'autore

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LUCE E OMBRA: CARAVAGGISMO E NATURALISMO NELLA PITTURA TOSCANA DEL SEICENTO di Ilaria Duranti

Il Centro per l'Arte Otello Cirri del Comune di Pontedera e la Fondazione Piaggio ospiteranno, a partire dal 18 marzo prossimo fino al 12 giugno 2005, la mostra Luce e ombra - Caravaggismo e naturalismo nella pittura toscana del Seicento. L'esposizione, curata da Pierluigi Carofano, dell'Università di Siena, coadiuvato da un comitato scientifico di importanti studiosi, si propone di presentare al pubblico opere di artisti toscani, che hanno subito il fascino maledettamente trainante di Caravaggio. Si tratta di creazioni per la maggior parte destinate ad un collezionismo privato e particolarmente interessanti in quanto molti di questi quadri non sono conosciuti in Italia.

La mostra è articolata per tematiche e spazia dalla pittura sacra alle allegorie, dalle scene di genere alla natura morta, fino a soggetti più aulici di carattere epico - tragico.

Le opere saranno così ripartite fra il Centro per l'Arte Otello Cirri, dove saranno ospitate le sezioni "Esempi di pittura riformata in Toscana" e "Naturalismi Toscani", e al Museo Piaggio sui "Caravaggeschi toscani".

Il Centro per l'Arte Otello Cirri fu inaugurato nel 2003 per iniziativa del Comune di Pontedera di creare un luogo in cui allestire convegni, mostre, laboratori didattici...

Al Museo Piaggio il pubblico avrà la possibilità anche di accedere gratuitamente alle collezioni Vespa e Gilera. Questo museo fondato nel 2000 contiene oggi circa 100 veicoli e manufatti, testimonianza della capacità creativa di alcune personalità.

In Toscana un evento dedicato al fenomeno figurativo del Caravaggio manca da circa trent'anni, dalla mostra del 1970 fatta a Firenze. Si avvertiva quindi da tempo l'esigenza di affrontare questo periodo storico - artistico.

Le ragioni che hanno portato a pensare a Pontedera quale sede per la mostra sono legate soprattutto all'opportunità di far conoscere opere d'arte di straordinario impatto emotivo ad un pubblico abituato prevalentemente all'arte contemporanea e di valorizzare la città, conosciuta prevalentemente nel mondo dell'industria e della tecnologia.

L'arte di Caravaggio attraversò come un'ondata l'Italia del primo decennio del XVII secolo, se non la sommerse certamente la percorse tutta e tre decenni dopo la sua morte, il suo stile continuava ad essere una forza vitale della pittura italiana. Principalmente il caravaggismo ebbe i suoi centri a Roma e a Napoli, ma anche Firenze ne fu irradiata, perché l'arte si unì alla scienza in un modo diverso di osservare la realtà. Caravaggio aveva sbandierato quello che risultò essere il primo manifesto della pittura contemporanea: imitare il modello senza servirsi di disegni preliminari e andare così a fondo da bandire l'idealizzazione nelle sue opere in virtù della verità. In pratica i suoi Dei erano scesi dal cielo per diventare i personaggi più umili della società.

Egli non ebbe scolari, anche per il carattere impaziente e talvolta collerico che ne facevano genio e sregoltezza. Dopo la sua fuga da Roma egli viaggiò troppo e troppo in fretta e la sua vita randagia gli impedì di affermarsi come caposcuola. Eppure qualche anno dopo la sua morte il suo stile era uno tra i più affermati in Italia e in Europa. Tutto questo avvenne tramite i suoi dipinti, le copie di questi e alcuni suoi primi seguaci, in particolare Gentileschi, Borgianni, Manfredi e Saraceni.

Sul finire del Cinquecento alcuni artisti toscani principiarono ad osservare con spirito indagatore e in maniera più accurata la natura. Fra i nomi più conosciuti ricordiamo Ludovico Cardi, detto il Cigoli, Andrea Boscoli, Orazio e Artemisia Gentileschi, Aurelio Lomi, Jacopo da Empoli, Filippo Napoletano...E’ in errore chi pensa che vi non vi sia niente di importante dopo l’esperienza del manierismo e che Caravaggio non abbia lasciato alcun segno. Sicuramente possiamo dire che caravaggesco forse fu il solo ad esserlo, ma i suoi seguaci continuarono, ognuno con le proprie inclinazioni di poetica artistica, quelle che erano le condizioni fondamentali del metodo naturalistico. Quelle luci e quelle ombre che svelavano come in uno spettacolo teatrale una realtà mai vista o forse mai osservata con quegli occhi.

Nella mostra troveranno posto 60 opere di pittori "riformati" o di naturalisti. L’opera più prestigiosa proviene dalla collezione Paul Getty ed è Il riposo durante la fuga in Egitto di Orazio Gentileschi.


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