Comunicato Stampa :: Enza Tamborra espone allo Spazio Gheroartè

01/mar/2005 16.57.20 Ufficio Stampa Gandini&Rendina Contatta l'autore

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APPENA POSSO, TORNO
Dal 3 al 27 marzo allo Spazio Gheroartè


Milano, febbraio 2005 - Dal 3 al 27 marzo Enza Tamborra espone allo Spazio
Gheroartè ?Appena posso, torno?. L?inaugurazione è il 3 marzo alle ore 18.30.
La mostra è aperta dal mercoledì alla domenica dalle 16.30 alle 20.00.

Luca Rendina, curatore della mostra ?Appena posso, torno?, intervista Enza
Tamborra.

?Appena posso, torno?, perché questo titolo?
Ho realizzato questo reportage entrando negli studi degli artisti. Nelle
fotografie non è presente l?opera intera, ma un suo dettaglio, quello che
più mi ha colpito in quel momento.
Il mio vuol?essere un invito, una promessa a ritornare per scoprire altri
particolari, per riscoprire un?opera diversa. Così come nella vita una città,
una situazione, un oggetto qualsiasi, sembrano diversi, nuovi, quando li
rivedi a distanza di tempo.

Usi il termine reportage per raccontare questo lavoro, anche se di solito
è usato con un?accezione diversa.
Il reportage documenta un avvenimento in momenti diversi, nel dettaglio.
Allo stesso modo, con le mie fotografie, voglio documentare ciò che accade
a livello emozionale di fronte a un?opera, fissando un dettaglio. Di un?opera
si coglie un particolare, che poi è quello che resta impresso nella memoria
ed è quello che io cerco di fotografare. Si tratta di un reportage di impressioni
emozionali.

Entrare negli studi degli artisti che effetto ti ha fatto?
È sempre una grande emozione quando un?artista mi fa entrare nel suo studio.
Ho potuto scoprire dei mondi fatti di sole, luci, ombre, chiaro/scuri, luoghi
magici, intimi.

Credi di avere rispettato l?opera che fotografavi?
Credo di sì. Il particolare è il ?mio punto di vista?. È ciò che l?artista
ha donato a me, è solo la mia emozione nel guardare la scultura a essere
in gioco, non la scultura. Lei è sempre lì nella sua materia che sia legno,
metallo o pietra, che ti aspetta per essere osservata.

Quanto ti ha influenzato il luogo dove esponi?
Lo spazio Gheroartè è nella stazione ferroviaria: treni, persone, emozioni
che vanno e poi tornano. È un continuo movimento. Allo stesso modo io mi
avvicino a un?opera e ne resto colpita. Poi ritorno a osservarla e sembra
un?opera nuova con altri dettagli che mi affascinano e nuove emozioni che
mi incantano.

?Appena posso, torno? può essere un invito al cambiamento?
Il movimento di cui parlavo prima, sottintende il cambiamento. Si tratta
di avvicinarsi all?opera variando il punto di osservazione, dando un?interpretazione
diversa in continuo cambiamento da qui ?Appena posso, torno?.

Che importanza hanno per te le partenze, gli arrivi, le attese?
Le partenze, gli arrivi e le attese fanno parte della vita, segnano il percorso,
l?evoluzione di ogni uomo. Ognuna di esse ha la sua importanza, persino l?attesa,
il distacco tra ogni arrivo e la partenza che seguirà.

Le fotografie di Enza Tamborra sono un invito a un viaggio dentro i propri
stati d?animo.


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