Gli occhiali dei Teatini.

11/mar/2005 14.49.54 Nicoletta Curradi Contatta l'autore

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Grazie al contributo dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze è tornata all'antico splendore la Sala Teatina di Via dei Pescioni 3, nel complesso dei SS.Michele e Gaetano, sede dal 1978 del Centro Internazionale Giorgio La Pira. Il complesso teatino, sede di un convento cinquecentesco, comprendeva la chiesa dei SS.Michele e Gaetano, nei pressi delle sedi del potere religioso e civile. La chiesa è di origine longobarda (Michele era il patrono di quel popolo) e risale addirittura al 1055, secondo i ocumenti: il Vasari ci ha parlato di un suo restauro nel XII secolo ad opera del Maestro Lapo. I Teatini arrivarono a Firenze nel 1592 inviati da Papa Clemente VIII Aldobrandini ed erano un ordine di chierici regolari così chiamati dal nome Theate (Chieti), città natale di Pietro Carafa, loro fondatore. Il loro scopo era rinnovare spiritualmente il clero secolare, corrotto e confuso, offrendo un esempio di vita riformata, monacale e contemplativa. Studiavano le scritture, pregavano con assiduità, aiutavano gli emarginati in una Firenze bella, ricca ma corrotta. Non potendo, per il voto di povertà, chiedere l'elemosina, strinsero amicizia con aristocratici fiorentini. Del complesso teatino restano oggi solo la chiesa, il chiostro e il refettorio a piano terra e la biblioteca al primo piano: quest'ultima era molto importante per i chierici che erano colti e studiosi. Fondamentale è la loro simbologia: sulla facciata della chiesa in cima al timpano si nota bene il trimonte (tre colline) di marmo bianco sormontato dalla croce di ferro, poi lo stemma mediceo con il giglio di Valois. Le figure femminili sono le allegorie della Preghiera e della Povertà. Lo stemma teatino è simile a quello di Papa Sisto V e si trova sul portale di ingresso al convento al primo piano, dai pannelli traforati: il pontefice adoperava gli occhiali per poter leggere personalmente i documenti. I peducci in pietra serena alla base della volta nella sala della biblioteca raffigurano il volume aperto, 4 penne appuntite pronte per la scrittura, la lanterna che allude alle veglie dello studioso, ma pure la necessità di essere "illuminati" dall'alto; più in basso vi sono un paio di occhiali dalla cerchiatura pesante, senza stanghette, strumento introdotto nel '400 dal pisano Frate Spina. Alle pareti i Teatini appendevano quadri allegorici, nello spazio non occupato dagli scaffali dei libri. Ora la Sala Teatina restaurata è più che mai lo spazio permanente di concentrazione di persone di varia etnia e laboratorio interculturale nell'ambito delle attività del Centro La Pira.
Nicoletta Curradi


Nicoletta Curradi
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