Mostra Fotografica 2|ma|non|due Michele Ambrogi APT Marina di Massa dal 5 al 20 Maggio

07/mag/2010 16.55.03 IN-Deco Contatta l'autore

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Sabato 8 maggio ore 17.00  Vernissage di Inaugurazione della Mostra Fotografica 2|ma|non|due di Michele Ambrogi Fotografo.presso APT Marina di Massa, Villa Cuturi Lungomare Vespucci 24.

 

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Michele Ambrogi , fotografo professionista con un apprezzabile numero di esperienze espositive alle spalle, muove in questa occasione un passo deciso oltre l’immagine fotografica tradizionale, rivelando maturità espressiva e curiosità intellettuale.

2|ma|non|due è un mosaico di intuizioni profonde sulla relazione fra essere individuale e universale, sull’io e il mondo esterno che suggerisce allo spettatore un’esperienza semantica sottile e di sorprendente- ma solo apparente- ambiguità;  a tratti malinconica e a tratti eccitante.

2| come numero che significa nella convenzione ciò che è doppio, ciò che è copia, ma anche ciò che è non-uno e quindi altro da se, subito negato però dal | non due|  nel suo essere ovvio significato e significante di non dualità.

È proprio sul concetto di dualità che il fotografo si sofferma all’inizio del percorso speculativo, assecondando - nell’espressione visiva- un gioco di sdoppiamenti sui quali interviene in postproduzione con texture materiche che accentuano l’altro-da- uno della copia, ma che lasciano emergere -suo malgrado-  in maniera prorompente ciò che la mente decide di  leggere come unica immagine : un viso o un cuore fra le nuvole.

 A questo punto l’artista non resiste e, consapevole,  si spinge in profondità intuendo questa unicità e forzandola fino alla creazione di immagini che sono totalmente altro dalla coppia e tornano ad essere uno, ma in un senso più ampio: un UNO universale che racchiude il tutto.

Ogni istante di vita è un granello di polvere
che contiene gli elementi di tutti i mondi dell'universo,
è una goccia d'acqua la cui essenza
non differisce minimamente dall'immenso oceano...”
Questo è estratto del testo scelto dall’autore per chiudere il percorso della mostra e aprire nell’interlocutore un quesito più ampio sulla natura della propria esistenza e sulla relazione con l’ ambiente reciprocamente e inscindibilmente collegato.

Segnaliamo, inoltre, l’affascinante cameo poetico di Stefano Mazzoni che accoglie il visitatore e presenta con raffinata e onirica eleganza colei che è protagonista e musa ispiratrice di questo viaggio: la Fata di Luce vale a dire La Fotografia.

 

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