A tavola con gli antichi: mostra al Museo Archeologico di Firenze.

Ai banchetti i commensali stavano accovacciati su stuoie o basse seggiole e si servivano con le mani da stoviglie collocate su bassi tavolini: niente posate, solo calici per acqua e vino. certo, non tutti potevano permettersi tanta abbondanza: pane e birra erano la base alimentare per tutti.

23/mar/2005 14.42.48 Nicoletta Curradi Contatta l'autore

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Oggi si parla tanto di alimentazione, di cibi, di genuinità e di ritorno alle origini. Ma vi siete mai chiesti come mangiavano gli Egizi al tempo dei Faraoni ? Oppure gli abitanti della Grecia ? O di Roma antica ? E che cosa avranno messo in tavola questi popoli ? Questo non è più un mistero grazie alla stupenda mostra allestita al Museo Archeologico di Firenze fino al 15 gennaio 2006. Seguendo un ampio iter cronologico, la mostra propone al pubblico una selezione di opere e di reperti che illustrano le abitudini alimentari (cibi, bevande, loro uso e conservazione), gli usi conviviali, la produzione ed il commercio degli alimenti presso le popolazioni dell'Egitto faraonico, della Grecia, dell'Etruria e di Roma. Della grande civiltà fiorita sul Nilo sono giunti intatti fino a noi statuette e resti alimentari, dato che gli Egizi credevano che l'anima avesse bisogno di cibo e bevande, che venivano quindi collocati in quantità nei corredi funerari. Le scene dipinte nelle tombe ci mostrano grandi e piccole cucine in cui servitori indaffarati preparano i pasti in recipienti di varie forme, adoperando coltelli e mestoli, tutti oggetti poi davvero rinvenuti nelle tombe. Ai banchetti i commensali stavano accovacciati su stuoie o basse seggiole e si servivano con le mani da stoviglie collocate su bassi tavolini: niente posate, solo calici per acqua e vino. certo, non tutti potevano permettersi tanta abbondanza: pane e birra erano la base alimentare per tutti. Il Nilo con le sue inondazioni favoriva la coltivazione di cereali come farro, orzo e frumento. Il vino, invece, non era molto diffuso, piaceva di più la birra e l'olio più usato era di sesamo o lino e non d'oliva. Per condire sale, erbe aromatiche come ginepro o prezzemolo, per dolcificare il miele. Frutta e verdura non mancavano mai, nemmeno sulla tavola dei contadini, come pure il pesce, facile da procurarsi. La carne di lepri, leoni e gazzelle era prerogativa dei ricchi, mentre i volatili, arrostiti allo spiedo, potevano comparire sulla mensa di tutti.
Gli antichi Greci amavano stare in posizione sdraiata surante i loro "symposion" ("il bere insieme"), occasioni di festa, riservate ai soli uomini, in cui il vino, dono degli dei, scorreva copioso, in vasi di varie fogge, per mescere ("oinochoe", cioè "versa vino") e per bere (crateri e coppe con anse). Il vino veniva allungato con acqua dolce o di mare e corretto con formaggio grattugiato o addolcito con miele.
Nelle "tabernae", osterie dell'antica Roma, arredate con tavoli e panche di legno, si bevevano 80 qualità diverse di vino, consumando focacce dolci, uova, frutta e verdure fresche e pure ceci. La sezione sull'Etruria mostra la più antica rappresentazione di banchetto, quella scolpita sul coperchio del cinerario di Montescudaio, del VII sec. a C.. Tra gli arredi e utensili da fuoco impiegati dagli aristocratici etruschi nelle cerimonie spicca il vasellame di bronzo della tomba delle Olive di Cerveteri, con i grandi contenitori per alimenti, i bracieri e i servizi da mensa di bucchero e ceramica. Il vino e l'olio son i "principi" indiscussi delle mense delle antiche popolazioni del Mediterraneo e tipici della Toscana di ieri e oggi. Tra i reperti più interessanti ci sono quelli degli scavi delle navi romane di Pisa, con una serie di anfore che contengono ancora resti di vino, frutta e olive.
Osservando le teche e i pannelli dell'esposizione, sembra proprio di assaporare la cucina degli antichi popoli, di sentirne gli aromi, riscoprendo così le origini della nostra alimentazione e della nostra civiltà.
Museo Archeologico Nazionale
Via della Colonna 38 Firenze
Dal 17.03.2005 al 15.01.2006
 
Nicoletta Curradi


Nicoletta Curradi
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