Una protagonista del Cinquecento: Vittoria Colonna.

Un'amicizia speciale, quella che nacque tra Michelangelo Buonarroti e la marchesa di Pescara Vittoria Colonna, vissuta tra il 1490 ed il 1547: ce ne ha lasciato ampia testimonianza Ascanio Condivi, autore della "Vita di Michelagnolo Buonarroti".

06/apr/2005 16.12.58 Nicoletta Curradi Contatta l'autore

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Un'amicizia speciale, quella che nacque tra Michelangelo Buonarroti e la marchesa di Pescara Vittoria Colonna, vissuta tra il 1490 ed il 1547: ce ne ha lasciato ampia testimonianza Ascanio Condivi, autore della "Vita di Michelagnolo Buonarroti". "In particolare amò grandemente la Merchesana di Pescara, del cui divino spirito era inamorato, essendo all'incontro da lei amato svisceratamente". Fu prorio l'intenso rapporto di amicizia, il dialogo privato ed intellettuale tra il grande artista di Caprese e Vittoria ad ispirare alcune tra le opere sacre da lui realizzate. Una mostra aperta alla Casa Buonarroti di Firenze dal 24 maggio al 12 settembre 2005 approfondisce vari aspetti della figura di Vittoris Colonna, calandola nei contesti culturali ed artistici in cui visse: il percorso espositivo inizia con una ricostruzione dell'ambiente umanistico napoletano in cui la nobildonna, nipote del Duca di Montefeltro, fu educata, non senza contatti con le corti di Mantova, Milano, Ferrara, Urbino, Venezia, pullulanti di artisti e letterati. Ecco allora il busto di bronzo del filologo Giovanni Pontano, sceso a Napoli da Mantova; la medaglia di Jacopo Sannazaro e quella con l'effigie di Vittoria giovane realizzata sul modello della medaglia di Isabella d'Este, anch'essa in mostra. Fin da piccola Vittoria soggiornò a lungo nel castello di Ischia, di proprietà degli Avalos, il cui rampollo Ferrante diventò suo marito nel 1509. Il loro, malgrado fosse stato combinato, fu un matrimonio felice e Vittoria amò appassionatamente il marito. Esposti saranno anche un bel ritratto di Sebastiano del Piombo che raffigura Vittoria negli anni Venti del 1500, quando la donna cominciava a dimostrare un certo impegno letterario. Nel 1527 all'indomani del sacco di Roma, Vittoria era già vedova ed aveva raccolto intorno intorno a sé al castello di Ischia letterati ed umanisti: all'inizio degli anni '30 debuttò in letteratura e si manifestarono le sue prime inquiteudini spirituali., che la portarono a ritirarsi in convento, prima a Roma, poi a Orvieto. A Ferrara aiutò Bernardino Ochino a fondare un monastero di clarisse, mentre a Roma nel 1539 conobbe un Michelangelo già sessantenne, che le dedicò vari sonetti e disegni. In questo periodo Vittoria commissionò a Tiziano una "Maddalena penitente" e a Michelangelo un "Noli me tangere" di cui ci restano due disegni preparatori del cartone. L'opera fu poi realizzata dal Pontormo. Altri 3 disegni famosissimi saranno in mostra: la Crocifissione con Cristo vivente; la Pietà di Boston, riflessione sulla figura del Cristo, aspetto cruciale del dialogo tra Vittoria e l'artista; la Samaritana, di cui ci è giunto uno studio parziale. Le opere sono prestate dal Museo del Louvre, dal British Museum e dall'Isabella Stuart Gardner Museum di Boston, mentre il Kunsthistorisches Museum di Vienna ha collaborato per 10 anni con la Casa Buonarroti alle ricerche sul personaggio di Vittoria. La mostra è stata possibile grazie al contributo dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze.
Nicoletta Curradi


Nicoletta Curradi
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