Comunicare l'arte: intervista ad Alfonso Artiaco per Marketing Web TV

-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } --> Ad inaugurare la nuova rubrica sulla comunicazione dell'arte è un'intervista ad Alfonso Artiaco, titolare della nota Galleria d'arte napoletana Artiaco.

17/giu/2010 16.54.54 Maria Esposito Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

<!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } A:link { so-language: zxx } -->

<!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } -->

Ad inaugurare la nuova rubrica sulla comunicazione dell'arte è un'intervista ad Alfonso Artiaco, titolare della nota Galleria d'arte napoletana Artiaco. Racconta come nasce il suo progetto, e quali sono le peculiarità che l'hanno reso famoso nel panorama internazionale.

La galleria Artiaco nasce nel 1986 grazie ad una forte passione di Alfonso Artiaco per l'arte, che in seguito è diventata il suo lavoro. Il suo interesse iniziale era rivolto principalmente all'arte povera, minimal, concettuale, come egli stesso racconta durante l'intervista. È l'arte contemporanea, tuttavia, ad essere protagonista della mostra attualmente visibile nella sua galleria. Albert Oehlen propone opere dove alla pittura astratta si aggiunge un particolare utilizzo dei colori, con tentativo di impiegare l'”azione” come elemento tra gli elementi.

 

Il gallerista sostiene che l'apparente inconciliabilità tra qualità espressiva dell'arte e guadagno sia superabile grazie ad un momento fondamentale che prescinde la vendita dell'opera: la relazione con l'artista. Un altro punto imprescindibile è rappresentato dalla qualità delle opere: solo assicurando la qualità del lavoro che il gallerista propone, è possibile fare dell'arte un vero e proprio lavoro.

 

Le opere d'arte contemporanea hanno spesso un carattere immateriale e tendenzialmente poco vendibile: le opere performative, video, luminose, sono solitamente difficili da vendere. A suo parere, tuttavia, l'idea di un'opera invendibile è inesatta: esistono opere di per sé fatte per non essere vendute, si pensi a Thomas Hirschhorn e la sua The Green Coffin,scultura lunga ben 13 metri, di ovvia difficoltà di vendita. In linea generale, tuttavia, se un'opera è di qualità troverà sempre un gallerista interessato ad acquistarla.

Diana Gianquitto, curatrice dell'intervista, chiede se esista nella politica della galleria, la volontà di raggiungere un pubblico nuovo e diverso dai tradizionali circuiti italiani e internazionali delle fiere e del collezionismo. È insito nel compito della galleria diffondere l'arte, come racconta Artiaco, ed oggi internet aiuta tantissimo a perseguire questa “missione”. Ad esempio attraverso internet, si è data l'opportunità di richiedere le foto della mostra di Albert Oehlen e di quelle precedenti. C'è oggi grazie ai nuovi strumenti di comunicazione, la possibilità di veicolare il proprio lavoro in modo molto più immediato, anche se alla base è necessario mantenere alto il livello di qualità delle opere.

La galleria Artiaco è tra le poche del territorio ad ottenere riconoscimenti anche nell'ambito internazionale a fiere prestigiose come quella di Basilea.

Gli si chiede infine, cosa invece manca al sistema dell'arte cittadino per affermarsi più incisivamente nel sistema internazionale.

Il vero problema a suo parere è che nonostante ci siano tanti bravi autori, che riescono ad imporsi sul mercato ampio, manca un sistema dell'arte a Napoli. È una città ricca di storia e tradizione, ma è necessario anche che gli artisti del luogo abbiano i riconoscimenti che meritano.

 

Potrete vedere l'interessante intervista ad Alfonso Artiaco Lunedì 21 sulla marketing web tv: www.marketingwebtv.it

 

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl