Santa Apollonia restaurata.

Sui resti di un edificio sacro tardo-romano, nel 1319, è nato a Firenze il monastero di Santa Apollonia: fondato da monache benedettine, ha raggiunto il suo massimo splendore verso la metà del XV secolo, quando Cecilia Donati, la madre badessa, fece edificare, con il benestare di papa Eugenio IV, il bellissimo refettorio affrescato da Andrea del Castagno con l'Ultima Cena nel 1450.

12/apr/2005 14.19.11 Nicoletta Curradi Contatta l'autore

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Sui resti di un edificio sacro tardo-romano, nel 1319, è nato a Firenze il monastero di Santa Apollonia: fondato da monache benedettine, ha raggiunto il suo massimo splendore verso la metà del XV secolo, quando Cecilia Donati, la madre badessa, fece edificare, con il benestare di papa Eugenio IV, il bellissimo refettorio affrescato da Andrea del Castagno con l'Ultima Cena nel 1450. Il monastero poi subì la soppressione napoleonica nel 1808, fu riaperto nel 1824 e nuovamente chiuso ed adibito ad usi militari dal Governo italiano nel 1866. Per costruire l'attuale Via XXVII Aprile una parte del complesso monastico dovette essere distrutta, ma alla fine del XIX secolo iniziò una fase di recupero che portò alla creazione del "Museo del Cenacolo" (1891) e al restauro della chiesa e di altri locali (1930). Dopo la seconda guerra mondiale l'edificio passò all'Università che vi installò la mensa ed alcuni locali per studenti. Imponenti lavori di restauro hanno rimesso in luce il chiostro del primo Rinascimento, detto della Badessa, con elegantissimo colonnato d'ordine ionico su tre lati, sormontato da un loggiato a colonnine. Nella chiesa vi sono ancora il coro sopraelevato delle monache e affreschi del Poccetti. In un'altra sala, ex cappella, si ammirano resti di affreschi dei secoli XIV e XV. Ma il cantiere dei restauri è ancora aperto...Infatti, dall'aprile 2005 una parte di Santa Apollonia ospita, con ingresso da Via San Gallo 25, la sede della Mediateca Regionale Toscana, una Fondazione della Regione Toscana che dal 1984 si occupa della promozione dei linguaggi cinematografici, audiovisivi e multimediali. Il Museo del Cenacolo, aperto in Via XXVII Aprile 1 con ingresso libero (orario:8.15-13.50), è dedicato alla potente personalità di Andrea del Castagno. Nella prima sala si ammirano opere provenienti dal monastero, dipinte da Neri di Bicci e Paolo Schiavo. L'Ultima Cena nel refettorio mostra un ambiente di architettura anticheggiante, con rigorosa prospettiva frontale: al di qua del tavolo si nota la figura isolata e sinistra di Giuda, mentre al di là Gesù e gli altri apostoli lasciano trasparire dai volti le loro emozioni. Predominano i colori rosso e grigio e le figure hanno un rilievo quasi scultoreo. Il cenacolo è sormontato da scene della Resurrezione, Crocifissione e Deposizione sempre del Maestro, oltre ad affreschi staccati raffiguranti "Cristo in pietà" e la "Crocifissione" che provengono dalla chiesa di Sant'Egidio. Un grande crocifisso è scultura policroma di Raffaello da Montelupo (sec.XVI).
Sono tanti, quindi, i motivi per riscoprire oggi il complesso di Sant'Apollonia...
 
Nicoletta Curradi


Nicoletta Curradi
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