Neri di Piombo di Ermenegildo Atzori a cura di Bianca Laura Petretto

27/giu/2010 19.38.31 Ufficio Pubbliche Relazioni B&BArt Contatta l'autore

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FABBRICA e B&BArt Museo di arte contemporanea Italia-Colombia Gambettola (Forlì-Cesena), viale Carducci 119, Vernissage 16 luglio 2010, ore 21 La mostra NERI DI PIOMBO di Ermenegildo Atzori Con il videoarte e il libro catalogo a cura di Bianca Laura Petretto e la performance di poesia e musica con Martino Reggiani Dal 17 luglio al 14 agosto 2010 la Galleria d’arte FABBRICA a Gambettola ospita Neri di piom-bo, una mostra dell’ultima produzione artistica di Ermenegildo Atzori. Si tratta di una personale curata da Bianca Laura Petretto con 90 opere di pittura e scultura esposte attraverso un percor-so di allestimento coordinato da Angelo Grassi. Un appuntamento artistico, proposto all’interno di un progetto nazionale di scambio culturale voluto da due strutture espositive all’avanguardia: Fabbrica, in Emilia Romagna, consolidata e prestigiosa, e B&B Art, appena nata con sede istituzionale in Sardegna e una internazionale a Bogotà che promuovo-no e investono in giovani talenti d’arte contemporanea. In Neri di piombo il primo ciclo di opere realizzate tra il 2005 e 2007 tratta la tematica del rapace e ri-sente di una forte ricerca informale del colore e della materia. Il secondo ciclo che si sviluppa sino al 2008 recupera la formazione grafica dell’artista e compaiono le sperimentazioni con i materiali pesanti mischiati a elementi naturali. Il ciclo “Concepiti” indaga, con il tratto, l’espressione emotiva della for-ma corporea in una carrellata di figure umane e oniriche che trovano dimensioni arcaiche nel trittico delle “Creature”. “Squarcio”è una prima svolta nel processo creativo dell’artista. Attraverso la neces-sità di tradurre il bidimensionale in una visione tridimensionale che afferisce allo spazio interiore, piut-tosto che a ciò che è visibile, si realizza l’ombra della Stria, dell’Uomo-lupo e dell’Angelo con la proie-zione delle forme in poliuretano. Seguono le opere nere realizzate tra il 2008 e il 2010 con materiali pesanti e con una tecnica elaborata con la combustione. Una sorta di buco nero dove affiorano presen-ze. Volti tridimensionali, espressioni, paure, oblio e mondi che stanno altrove. Un luogo invisibile che diventa manifesto e si può vedere, osservare, vivere, portando alla luce la parte più profonda della real-tà. Un’esperienza concreta della materia capace di restituire lo stato interiore. Giocare col fuoco per far affiorare le emozioni e il rapporto con le cose in presa diretta. Le opere realizzate nell’ultimo anno sono segnate da Itaca, una sorta di “scollinamento” del viaggio nel buio dell’artista. Le sculture: teste nere, di piombo, teste con piccole querce sfidano la materia inqui-nante, si protendono all’infinito e dal veliero di questo artista lasciano il porto, l’isola per solcare un mare grande e sconosciuto. Dal nero di piombo nasce la luminescenza e questa, rende tangibile la for-ma di esseri che lasciano traccia di se. L’artista prova il movimento, con chiari riferimenti neofuturisti e spezza le catene per tirare la materia lateralmente, deformando l’aria, il respiro che ritmicamente solle-va e abbassa l’aura. La corteccia, il sughero antico, custodisce facce di uomini e donne terreni. Ciò che conta non è arrivare alla meta, ma il viaggio e Ermenegildo Atzori ha attrezzato il suo gozzo con la pa-ura e l’audacia di chi vuole scoprire e riempire la stiva di conoscenza, unico cibo per vivere. La mostra è arricchita dal videoarte Shadow and fire, una sorta di videoclip sul percorso artistico di Ermenegildo Atzori a cura di Bianca Laura Petretto con le musiche dei Garuà, un sofisticato gruppo jazz italiano e dal Libro - catalogo Shadow and fire Ermenegildo Atzori a cura di Bianca Laura Pe-tretto con le fotografie originali di Paolo Medas (in vendita, per la collana personalflash di B&BArt Museo arte contemporanea). In una serata esclusiva, promossa da FABBRICA e B&BArt Museo internazionale d’arte contempora-nea nella Galleria d’arte FABBRICA, il 16 luglio 2010, a partire dalle ore 21, si promuove l’arte contemporanea attraverso una mostra inedita di Ermenegildo Atzori, artista sardo innovativo e di talen-to che in questo ultimo anno ha all’attivo altre quattro mostre personali nazionali e internazionali che hanno riscosso successo e consensi di critica e di pubblico. NERI DI PIOMBO, una personale con 90 opere di pittura e scultura è un modo originale e moderno di usare la materia per raccontare spazi di uomini e donne che si sono spinti oltre per perdersi, ma anche per vedersi e per essere scoperti. Un vi-aggio nel buio per apprezzare con gli occhi della meraviglia ciò che prende forma nella luce, uno sguardo verso la natura e l’umanità, un segno per non perdere la speranza. Nella serata del 16 luglio il vernissage si concluderà con la performance di poesia e musica di Martino Reggiani, giovane cantapoeta di adozione Romagnola che vive e lavora a Cesena. ________________________________________________________________________________ La mostra NERI DI PIOMBO di Ermenegildo Atzori, il catalogo e l’intera manifestazione sono stati realizzati con il contributo dell’ ANDI Regione Sardegna. Con il sostegno della Banca popolare dell’Emilia Romagna GRUPPO BPER Sponsor CENTRO DIDATTICO SARDEGNA Colorificio COLORARD CoLArt Inaugurazione: 16 luglio 2010 alle ore 21. dal 17 luglio al 14 agosto 2010 dal 17 al 24 luglio il venerdì e il sabato, dal 25 luglio al 14 agosto tutti i giorni dalle 19 alle 23 FABBRICA Viale Carducci 119, Gambettola Angelo Grassi & C. [info@angelograssi.it] B&BArt Museo di arte contemporanea Italia - Colombia via San Sebastiano 3, Collinas - Italia biancalaurapetretto@icsaa.it www.bbartcontemporanea.com SEDE INTERNAZIONALE B&BArt Calle 116#9-16 Suite 501 Bogota - Colombia VIDEOARTE SHADOW AND FIRE Ermenegildo Atzori Regia di Bianca laura Petretto Fotografie di Paolo Medas Un videoarte di 5 minuti che viaggia tra il videoclip e il cinema. Un racconto, una storia della creatività. Un artista che sperimenta nuovi materiali e cerca piste espressive forti e persuasive per la sua irrequieta smania di fare. Fraimes di opere informali che essudano il colore come ma-teria e una performance che racchiude la follia dell’artista. Il guizzo irrefrenabile di distruggere la propria opera con il fuoco, un modo rituale che esorcizza e incanala le forze occulte, non go-vernabili dell’inquietudine. Il lato oscuro dell’umanità dove l’artista percepisce il fascino e il ter-rore insieme e con l’azione artistica, come in trance, trasforma il demone in espressione creativa togliendo al terremoto la devastazione e lasciando il residuo della potenza nella quiete. La performance di Ermenegildo Atzori nasce da un lungo viaggio fatto di scuola, di prove e di silenzi, passando dall’esercizio al lavoro costante e impegnativo del quotidiano labor sperimenta-le dell’artigiano dell’arte. L’artista crea ombre di fuoco. Vernici nitro, diluenti, catrame, poliuretano espanso, polveri di ferro e colate di piombo, scarti industriali altamente inquinanti che si mischiano a frammenti di terra e vetro, gommalacca e pe-ce greca, cenere e sabbia, conchiglie triturate, sottobosco di foglie e licheni e bacche frullate, per stare nella modernità mettendo le mani in quello che inquina e in quello che guarisce. Un urlo dalle tenebre, a volte senza suono, muto e feroce è ciò che riesce a materializzare Ermenegildo Atzori. Studia i meandri archetipici di Jung e lo affascina “la teoria della ghianda” di Hillman: così prova a scovare la propria immagine interiore impastando la materia, quella che dal seme ancora indistinto, dal confuso bisogno di unicità e scopo fa affiorare il carattere, la tendenza au-tentica, il soffio dell’anima nascosta della quercia interiore. E i riferimenti ai grandi maestri sono ricchi, da Burri e Fontana a Blake, sino a Pollock, per nuotare nelle acque profonde dell’immagine di Lynch o far parte di un granello del mondo di Chaplin. Un po’ Jack London, un po’ samurai, Ermenegildo Atzori costruisce carboni spenti di angeli luciferini che provano a en-trare nel mondo, per crescere e lui si diverte a inventare un gramlò di materie scartate. Bianca Laura Petretto Shadow and fire Ermenegildo Atzori B&BArt Museo di arte contemporanea Italia - Colombia via San Sebastiano 3, Collinas - Italia biancalaurapetretto@icsaa.it www.bbartcontemporanea.com SEDE INTERNAZIONALE B&BArt Calle 116#9-16 Suite 501 Bogota - Colombia VIDEOARTE Shadow and fire Ermenegildo Atzori di Bianca Laura Petretto di direzione artistica di Bianca Laura Petretto Musiche GARUA’ Paolo Costa batteria Marco Di Pietrantonio basso Ludovico Garau pianoforte Mauro Pallagrosi sax Montaggio Andrea Lotta Fotografia Paolo Medas Direttore di redazione Giorgio Giorgetti Direttore attività internazionali Sandra Miranda Pattin Direttore di produzione Giorgio Bombi Comunicazione Roberto Petretto Segreteria e Pubbliche relazioni Rita Picci, Silvia Corona Copyright B&BArt Museo di arte contemporanea Italy-Colombia 2010 B&Bart Museo di arte contemporanea Italia - Colombia Collinas - Bogotà via San Sebastiano 3, Collinas - Italia biancalaurapetretto@icsaa.it www.bbartcontemporanea.com SEDE INTERNAZIONALE B&BArt Calle 116#9-16 Suite 501 Bogota - Colombia
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