ANNAMARIA IODICE a Trieste, Palazzo Costanzi, 24 luglio > 22 agosto 2010

ANNAMARIA IODICE a Trieste, Palazzo Costanzi, 24 luglio 22 agosto 2010 Trieste, 24 luglio > 22 agosto 2010 Sala Umberto Veruda di Palazzo Costanzi, piazza Piccola 2 ANNAMARIA IODICE a cura di Roberto Vidali Sabato 24 luglio, alle ore 18.30, alla Sala "Umberto Veruda" di Palazzo Costanzi, avrà luogo l'inaugurazione della mostra di Annamaria Iodice.

13/lug/2010 00.08.38 Massimo Premuda Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Trieste, 24 luglio > 22 agosto 2010
Sala Umberto Veruda di Palazzo Costanzi, piazza Piccola 2

ANNAMARIA IODICE
a cura di Roberto Vidali


Sabato 24 luglio, alle ore 18.30, alla Sala “Umberto Veruda” di
Palazzo Costanzi, avrà luogo l’inaugurazione della mostra di Annamaria
Iodice. L’appuntamento è stato realizzato dall’Associazione Juliet in
collaborazione con il Comune di Trieste, Assessorato alla Cultura. In
mostra saranno proposti i lavori più classici dell’autrice: dai
paesaggi con figura agli animali inseriti nei cieli stellati; dagli
alberi ai corsi d’acqua; dai nidi a forma di ciambella alla migrazione
delle cicogne.

L’esordio dell’autrice avviene a Napoli, attorno al 1975, per mezzo di
piccoli e fugaci miracoli, come lo scintillio di un atto poetico
dentro al vociare stordito e sentimentale del vicolo, il suscitare un
silenzio improvviso tra tante parole, pur usandole tutte, cercando,
nell’arte, una dimensione capace di illuminare l’opacità della
consuetudine. Ciò che è rimasto in Annamaria Iodice di quel primo
impatto, che essa visse e definì anche con appunti diaristici, è il
respiro ritmato della passeggiata tra i vicoli, quel respirare
tranquillo che risuona a contatto con le cose che il cuore incontra e
salva dalla distrazione dei propri pensieri, un respiro che accompagna
la comparsa di sparute pianure disegnate oggi su carta o sulla
superficie di mattoni rossi che, come nei sogni, trovano solo in un
albero, o una figura, il segreto della visione: come tutti i poeti,
Annamaria Iodice vede ciò che tutti noi, se fossimo un poco più
sgombri dai nostri pensieri, dovremmo essere in grado di percepire,
ovvero la realtà e il mito che la sostiene; e, come tutti i poeti, non
può resistere alla vanità di tornare indietro a raccontarcela,
rimpicciolendo di gran lunga quel segreto che solo pochi hanno il
coraggio di oltrepassare.

Per Annamaria Iodice, creare con la leggera pressione di un pennello
sulla carta o sulla tela gesto della mano, significa innanzitutto dare
ascolto al lato nascosto delle cose per assistere al loro manifestarsi
come di fiamma sempre accesa che sa che cosa illuminare e quello che
deve essere tenuto in ombra. Un rumore di conoscenze di un tempo
passato, fissato forse nei geni delle cellule più significative, forse
collocato in una strada che ha l’ingresso nella testa dove si
rispecchia il fondo che è nel respiro. E in questa regione è posto il
deposito-laboratorio dove i distillati del vivere e del visto, amato e
capito, risiedono attivi e forti, anche se lievi come luce, profumo,
suono. Con il gesto, con colore e acqua, per uno strano fenomeno,
escono dalla punta delle dita, del pennello, e si imprimono sulla
materia-supporto. Il suo lavoro consiste nell’utilizzare questi umili
e antichi strumenti per raccontare ciò che si mostra al nostro
sguardo. Ciò che risuona è un insieme di impulsi che muovono dal
paesaggio del mondo vegetale, umano, animale, dall’arte che già ha
contemplato e riferito. Ciò che viene estratto è un distillato: un
prodotto di decantazione che si rimette in circolazione. Così comincia
a nascere un linguaggio, esiguo di cifre, ma con le quali il racconto
si impregna nel modo giusto, per sé stesso e per il colore, facendo
emergere l’impulso che ha ricevuto, senza sbavature, senza inutili
arzigogoli. Pigmenti sì, ma in quantità limitata, come cadmio rosso e
giallo, indaco e oltremare, verde acqua e turchese bianco. Dall’unione
di questi con il supporto nascono individualità precise: carteveline,
carte porose, tele dalla grana minuta, vivono questa danza del colore
che incontra e vive nella materia trascinata dal flusso acquoso.


L’evento, curato da Roberto Vidali, è sostenuto da: Falcomer srl,
Cheni & Tutta Immobiliare;
main sponsor: Graphic.Ill.
Partner tecnici: Girardi Spumanti, NTWK friendly magazine, Pasticceria
Penso, Sara residence,
Tavernetta Dardo Rosso di Aribert snc, Tipografia Graphart.
Nella serata inaugurale i vini saranno offerti dall’Azienda agricola
Skerlj e da Girardi Spumanti.

La chiusura della mostra è prevista per domenica 22 agosto.
Orario di visita: feriale e festivo dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20.
Per ulteriori info: 040 300241 - info@twinsclub.it

Ufficio stampa: Massimo Premuda - fvg24.it

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl