IL VUOTO E LE FORME 2010 - Metropoli//Antimetropoli. Esposizione Internazionale di Progetti per una polis compatibile con quel che resta della natura. Venezia - 29 agosto - 21 novembre 2010

30/lug/2010 15.54.12 Bellati Editore Contatta l'autore

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IL VUOTO E LE FORME  2010

Metropoli//Antimetropoli

Esposizione Internazionale di Progetti per una polis compatibile con quel che resta della natura

  

 

Venezia

  

 

   

 

A cura di Angelo Bugatti e Anna Caterina Bellati

 

Enti organizzatori:

Bellati Editore e DIET  - Dipartimento di Ingegneria Edile e del Territorio dell’Università degli Studi di Pavia

 

In collaborazione con:

Päivi ProArte.com

 

Con il sostegno di:

Bellati Editore

Carraro Valvole

Confalonieri Matite

Grafo Creatività Produttiva

Rinascimento Made in Italy

 

 

  
 

 

   


 
  

Sede

Venezia

Castello 21/26 A

Calle della Tana

  

 

Inaugurazione

giovedì 26  agosto 2010

   

La mostra resterà aperta al pubblico dal 29/08 al 21/11/2010

  

Orari di apertura

Tutti i giorni 10-18

Martedì chiusura (esclusi martedì 31 agosto e martedì 16 novembre 2010)

  

 Ingresso gratuito 
    
 Catalogo in mostra 
    
 Informazioni 
 email: info@bellatieditore.com 
  web: www.bellatieditore.com 
    
 Curatori 
 Angelo Bugatti e Anna Caterina  Bellati 
   
 Artisti  
 Rolf Bienentreu (Germania) performer  video 
 Rossana Gallo (Italia)  designer 
 Paola Giordano (Italia)  pittrice 
 Margherita Leoni (Brasile)  acquarellista botanica 
 Monica Marioni (Italia)  pittrice 
 Mello Witkowski Pinto (Brasile)  scultore 
 Samuele Raccagni (Italia)  architetto 
 Marialuisa  Tadei (Italia) scultrice e  performer         
                                                                                                                                                                    


 

 

Il progetto è dedicato a un tema che coinvolge qualunque persona abiti la terra. Metropoli//Antimetropoli dice in 8 voci il bene e il male, le speranze e le sconfitte, i sogni e i disinganni, le storie e le leggende, le realtà e le invenzioni del nostro mondo inquieto. Uno spazio veneziano da qualche anno legato alla storia delle Biennali in occasione della 12th International Architecture Exhibition - La Biennale di Venezia prova a raccontare cosa siano le città e gli spazi in cui viviamo, chiedendosi se il villaggio globale ci abbia per sempre catturati, quali certezze vorremmo salvare del nostro passato, quali piante o animali porteremmo su un’ipotetica arca del futuro prossimo, in quali costruzioni vorremmo far crescere i nostri figli e quali linguaggi abbiamo ancora voglia di parlare e di ascoltare. Perché l’arte declinata in ogni sua forma sa suggerire e gridare, ricordare e inventare, spaventare e divertire. Metropoli//Antimetropoli è una mostra pensata per chi abbia voglia di interrogarsi su ciò che siamo e ciò che ci (a)spetta.

 

 

 

 


 

 

 

ARTISTS

 

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- Rolf Bienentreu presenta il cortometraggio Piazza dello Amor perfetto. Proiettato nella saletta a destra dello spazio espositivo il film riflette sul destino di un’antica piazza di Genova nota per una storia/leggenda che la vuole depositaria dell’amor perfetto. La telecamera inquadra la plaque in marmo con l’intestazione e davanti passano persone, colombi, camerieri del Kebab all’angolo. Il film propone una doppia lettura, quella legata alla trasformazione fisica di un luogo e quella relativa al ricordo. I muri slabbrati dai secoli e mai recuperati architettonicamente conservano tuttavia intatto il loro significato storico e culturale.

 

- Le Trasparenze di Rossana Gallo costituiscono oggetti di design e mobili che interpretano sentimenti contrastanti, la rabbia, il dolore, la gioia, l’attesa, la malinconia, l’amore. Come una moderna Penelope, l’artista veneta adopera fili di diversa natura e colore per tessere storie che riguardano chiunque. Ingabbiati nel plexiglass le garze, le lane, le corde, i nastri metallici dorati o argentei assumono una valenza concettuale e nel loro andare e tornare attorno a una conocchia immaginaria lasciano intravvedere brandelli di vite vissute. In forma di quadri, letti, tavoli. Un letto in plexiglass con nastri e nodi d’amore inglobati galleggia, quasi nella luce, al centro della sala più grande della location esattamente a metà della stanza fra la foresta di Margherita Leoni e le donne-Burka di Paola Giordano. Simbolo del luogo dove l’uomo viene concepito, partorito, nutrito e dove un giorno potrà in pace morire.

 

- Paola Giordano presenta nella sala centrale dello spazio espositivo la sua ricerca sul caos metropolitano che coinvolge uomini, auto, case, strade, alberi, impegni, traffico, colori, suoni, meraviglie e disperazioni della nostra vita. Le sue installazioni realizzate con acrilici e materiali industriali di scarto, puntano il dito contro la disgregazione sociale e la perdita di valori del nostro tempo. La radicale semplificazione della forma e l’uso del colore forte e senza compromessi caratterizzano anche i lavori che l’artista di New Bedford (Massachusetts-USA) porta a Venezia. La sua installazione si colloca sulla parete di destra della sala principale nello spazio espositivo in Calle della Tana. Lavori come Metropoli o Burka dicono bene i conflitti sociali che viviamo ogni giorno.

 

- Margherita Leoni - Percepire la foresta

Su due pareti consecutive del salone al centro dello spazio, Margherita Leoni racconta la sua foresta e il suo progetto di architettura vegetale nel quale l’uomo possa ritrovarsi.

 

Interessarsi al processo che rende possibile l’esistenza di un ambiente naturale, esercitare lo sguardo, addestrarlo a cogliere i misteri della natura, rappresentarli con la massima precisione è il terreno di prova scelto da Margherita Leoni che da un decennio ritrae la vita vegetale delle foreste spontanee del Brasile. La profonda immersione nel dato naturale, attraverso inquadrature ravvicinate, le ha permesso di cogliere l’impressionante ricchezza della vegetazione, con un progressivo aumento delle informazioni relative all’ambiente. Gli acquarelli realizzati nella foresta si avvalgono di una lettura frontale e della equatorialità del punto di ripresa del soggetto, scelto fra i tanti possibili.

Non ci si trova di fronte alla lettura esotica di una natura diversa, ma all’impresa conoscitivo attraverso lo straordinario repertorio con cui si è venuti a contatto.

 

- Monica Marioni

Nella seconda sala a sinistra dell’entrata Marioni allestisce la sua visione concettuale di Metropoli//Antimetropoli in cui l’uomo cessa di essere individuo e diventa macchina; o cessa di essere persona e diventa parte integrante dell’architettura naturale.

 

METROPOLI

 

Dal greco antico:

 

metèr = madre e polis = città/popolazione

 

“è una città di grandi dimensioni la cui area metropolitana si aggira intorno o supera il milione di abitanti, centro economico e culturale di una regione o di un paese …”

 

Si tratta quindi di un’area geografica ben definita caratterizzata da un’elevata concentrazione di popolazione.

Questo potrebbe essere tradotto in modo semplificato come:

 

 + individui - spazio

 

La compresenza di un maggior numero di individui in uno spazio relativamente ristretto è fonte naturale di una serie innumerevole di scambi, sia economici sia intellettuali. Ed è proprio sull’intelletto che focalizzerò la mia attenzione “utilizzando” come suo simbolo la forma della testa umana, in quanto scatola/contenitore del cervello, e quindi di tutte le nostre espressioni più razionali.

 

- Mello Witkowski Pinto offre al visitatore una visione straordinaria dell’abitare nella natura. Sul muro del cortile della location importa una parte della medesima foresta di cui parla Margherita Leoni, mentre nel terrazzo al primo piano insedia un giaguaro in bucchero d’argento.

La rappresentazione degli abitanti delle foreste brasiliane, gli indios e i meticci caboclos, nella loro quotidianità e nei costumi di vita è un punto saldo del lavoro di Mello Witkowski Pinto.

L’arte per la sensibilizzazione e la salvaguardia dei popoli minori di culture tradizionali antichissime.

L’altro caposaldo del suo operare artistico è lo studio e la raffigurazione delle varie fisionomie umane dovute agli incroci razziali (bianco, indio, nero) che caratterizzano il popolo del Brasile.

Attualmente è impegnato nella realizzazione di un’opera (Banderantes) per il Museo di Storia dello Stato di San Paolo.

“La tecnica che utilizzo per l’esecuzione delle mie sculture è la tecnica del bucchero. Il bucchero è una ceramica di corpo nero e di superficie nera lucida, prodotta dagli etruschi fin dal VII secolo a.C. Gli etruschi utilizzavano il bucchero per il vasellame mentre la terracotta ed il bronzo per le sculture. Utilizzo il bucchero per le mie sculture perché questa tecnica rende magnifica la superficie dell’opera per le sue caratteristiche cromatiche. Il nero lucido e le sfumature argentee metalliche mettono in risalto i volumi ed i dettagli del modellato”.

 

- Samuele Raccagni lavora nel rispetto dell’ambiente, ricercando la funzionalità degli spazi come involucro abitativo, inseguendo un’idea di architettura libera da stili, normative, pensieri e in special modo da speculazioni. La sua ricerca sviluppa elementi costruttivi modulari che si correlano ad esigenze funzionali.

Alcune immagini costruite a computer esibiscono alcuni suoi progetti sulla parete di destra all’ingresso della location.

 

- Marialuisa Tadei lavora sul tema della necessità tutta umana di trovare un valore alla propria vita e alla propria morte. Nel mondo del quotidiano le sue installazioni leggiadre azzerano la violenza della metropoli e collocano l’osservatore in una calma galleggiante che spinge verso l’alto. Per la mostra IL VUOTO E LE FORME - Metropoli//Antimetropoli, l’artista riminese che vive a Londra propone Le ali dell’amore e i Pianeti oculari. Questi lavori ragionano intorno al motivo del divino di cui è intessuta la nostra esistenza anche quando nella scelta tra spirito e materia si sia privilegiata la seconda, dimenticando la sostanza primigenia dell’uomo che è l’unico animale capace di ragionare e di guardare verso l’alto. Le ali dell’amore rappresentano la possibilità di imbarcarsi su una scialuppa impalpabile e riprendere il viaggio verso il cielo al quale già aspiravano gli antichi; mentre i pianeti oculari altro non sono che l’occhio di Dio scesi sulla terra a rassicurarci. Realizzate in marmo, vetro e mosaico veneziani, queste sfere luminescenti

dicono la nostra speranza di una terra che possa recuperare il senso della pace.

 


 

 

 

 

BIOGRAFIE

 

Rolf Bienentreu. Nato a Duisburg, Germania nel 1951. Vive e lavora a St. Moritz, Svizzera.

E-mail: rolf.bienentreu@gmail.com

 

Rossana Gallo. Nata a Roma. Vive e lavora a Milano, Italia.

E-mail: rossana.gallo@yahoo.it

 

Paola Giordano. Nata a New Bedford, Massachussets, U.S.A. nel 1953. Vive e lavora a Milano.

Sito internet: www.paolagiordano.it

 

Margherita Leoni. Nata a Bergamo, Italia, nel 1974. Vive e lavora ad Americana - San Paolo, Brasile.

Sito internet: www.margheritaleoni.com

 

Monica Marioni. Nata a Conegliano, Treviso, Italia nel 1972. Vive e lavora a Vicenza.

Sito internet: www.monicamarioni.com

 

Mello Witkowski Pinto. Nato ad Americana - San Paolo, Brasile nel 1972. Vive nella città natale e lavora a San Paolo.

Sito internet: www.mellowp.com

 

Samuele Raccagni. Nato a Collebeato, Brescia, Italia nel 1967. Vive e lavora a Collebeato.

Sito internet: www.samueleraccagni.jimdo.com

 

Marialuisa Tadei. Nata a Rimini, Italia nel 1964. Vive e lavora a Rimini.

Sito internet: www.marialuisatadei.com

 

 

 

 

 



 

  
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