Mostra: Libro d'artista 2010

17/set/2010 17.21.18 giada lomi Contatta l'autore

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Libro d'artista



Michele Acciali - Emma Sofia Bandini
Beatrice Brienza - Irene Calderoni
Sara Campagnini - Martina Carpi
Giulia Cocchi - Arianna Gea Gaudiello
Debora Masetti - Francesco Prati
Laura Serafini - Annalisa Simonini


classe V sez. B Pittura e Decorazione Pittorica del
 Prof. Antonio Borzì
 ISART
Istituto Superiore Artistico


24 settembre - 22 ottobre 2010  


a cura di
Caterina Morelli

 Inaugurazione
venerdì 24 settembre ore 18.30


un progetto
INA ASSITALIA PER I GIOVANI




INA Assitalia
Agenzia Generale Bologna Centro

Via de' Pignattari, 3 Bologna
Telefono: 051 6405217
E-mail: relazionipubblico@inabologna.it
Orari: lunedì-giovedì, 9.00-13.00 14.30-17.30, venerdì, 9.00-13.00

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Comunicato
In principio era il Libro. Pagine rilegate dal cartonato, parole alle quali veniva demandato di raccontare una storia. Ecco, una storia. Però di storie ne esistono a iosa, da raccontare. Storie che si sedimentano poco a poco, dal passato ad oggi, oppure che esplodono nell'attimo. Dodici racconti costruiti da frammenti di memoria, note musicali e suggestioni quotidiane vengono narrati dalle opere degli studenti della VB Isart di Bologna.


C'è una storia a fumetti di mani che afferrano un pallone, bramose di correre verso la vittoria, e che si conclude con un brindisi che suggella la bellezza della competizione. E' una storia marcata da lieve ironia, da tratti caricaturali: il gioco è ludico e tale deve restare. (Michele Acciali)
Potrebbe però d’improvviso animarsi di una vena grandguignolesca, nascosta sotto le fattezze di giovani combattenti. Diventare lotta sanguinosa che nasce su di un’arena post-apocalittica, dove non esiste scelta: bisogna uccidere per sopravvivere. (Irene Calderoni)
Direttamente dall'immaginario infantile collettivo, si ripropone inevitabilmente il consueto triangolo Cappuccetto-Lupo-Nonna. Il candido timore delle grosse orecchie scompare in una nuvola rosa, ma a ben guardare i volti deformati tradiscono ancora la presenza dell'arcaica violenza fiabesca, sbigottiti dal rombo del fucile. (Emma Sofia Bandini)
Una storia si soffia nella pasta di vetro incandescente, e prende forma. Tante polaroid sparpagliate si incollano ad una pellicola fotografica in scorrimento, avvinghiate a pezzi di discorso. Immagini latenti conservate dal passato si susseguono precedendo le icone contemporanee, ancorandosi in un flusso di esistenza che si lega al colore della terra, sanguigno ed ancestrale. (Giulia Cocchi).
Una storia di sé. Osservando in controluce una pellicola, e anche precipitando scaraventati da un imbuto all'interno di un torrione variopinto. Dove sole e pioggia convivono, e si passa da uno zuccheroso ricevimento ad un profumatissimo e rilassante bagno. Ci si può schiacciare le dita tra i cassetti dei sogni, e spiluccare le pagine di libri proibiti, svolazzando tra un piano e l’altro a bordo di un potentissimo ombrello del non-si-sa mai.(Debora Masetti)

Ma il sogno non è soltanto un fatato sortilegio. Se personaggi di disneyana (e non solo!) memoria si aggirano scheletriti, ridendo ebetamente, l'onirico diviene allucinazione. Attenzione! Osservate pure gli effetti di alcool e droghe. A testimon! iarli giungono dai cartoons vecchi beniamini dell'infanzia, zoppicando su protesi cilindriche che hanno sottratto al legno il suo posto. (Francesco Prati)
Truly, Madly, Deeply, Do. Esiste una sequenza di piccoli racconti che si addensa quotidianamente nel vissuto, fuoriuscita da onde che partono da ogni dove. Una miriade di storie brevi si riproducono a partire da apparati sonori. Molte scorrono inosservate, vanno a riempire spazi vuoti, incorniciano gesti automatici. Altre impregnano la memoria, attaccandosi a doppio filo con passioni e vicissitudini. (Laura Serafini).
Non necessariamente la narrazione si esaurisce nel lampo di una canzone. It's a kind of magic. Fatta di mattoncini di canzoni, si innalza una costruzione amniotica, riparata dagli urti del reale, dove sotto le coperte rimboccate ci si adagia accanto a timori e incomprensioni. (Sara Campagnini)
Sgommando rumorosamente a suon di metronomo, irrompe la Fiat Cinquecento a consegnarci la sua storia, che a quattro ruote decelera dal boom economico ad un presente ben più mesto. Narra di baci rubati, di cappotte abbassate, di gite al mare. (Annalisa Simonini)
A bordo dei suoi sedili consumati, calca strade immaginifiche che conducono distante dai punti cardinali, fino a solcare canne di bambù divenute rotte impazzite di maestosi velieri. Meta agognata è la quiete, il silenzio che accompagna la lettura, colonna sonora di ogni ideale storia. (Martina Carpi)
Valicando un argenteo cancello scriocchiolante,il codice reale a poco a poco scompare. Abbarbicati su un albero, scostate le fronde lamè che lo ammantano, agli occhi si apre l'incantesimo. Uno sfavillante coleottero fa da lacchè alla sirena dalla vaporosa chioma, volteggiante tra le liane fiorite. Le scale si poggiano al muro del colore, proseguendo fino al campo stellare.(Brienza Beatrice)
E per finire la dozzina delle storie, non può mancare un assaggio di sana tradizione culinaria italiana. Quant'è buona la conserva di pomodoro fatta in casa? Accidenti che fatica, però. Meglio spremersi le meningi in salsa campbelliana, e attendere che il sugo coli dalla testa, copioso e profumato come un concentrato di pensieri. (Arianna Gea Gaudiello)

testo di Sara Dragani
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