CONTRAPPUNTI di Fiorella Cascieri

La pittura di Fiorella Cascieri ha inizio là dove il contenuto di questa visione si stempera nella ricerca formale di un micro-universo narrante, là dove l'immagine si scioglie - si "abstrae" - nel magma prezioso del colore, che in ogni tela secerne il ricordo dei migliori pensieri casoratiani sulle nature morte e i paesaggi di memoria, o di certi impasti cromatici del primo Cascella.

03/nov/2010 11.01.00 Galleria Roma Contatta l'autore

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presenta

CONTRAPPUNTI
Memoria e visione nel “piccolo mondo antico” di Fiorella Cascieri

mostra personale dell'artista
Fiorella Cascieri

6/16 novembre
Apertura e Vernissage sabato 6 novembre ore 18,30 a cura di Salvatore Zito

Presentazione critica di Salvo Sequenzia

direzione Artistica a cura di Corrado Brancato


Ho pensato subito, dal mio primo incontro con la pittura di Fiorella Cascieri, di trovarmi di fronte a un'opera pervasa di poesia e di incanto, nella quale – per una sorta di felicissima iunctura – la visione sa farsi memoria di cose amate, di cose perdute; sostanza di “cose sperate”.
La pittura di Fiorella Cascieri ha inizio là dove il contenuto di questa visione si stempera nella ricerca formale di un micro-universo narrante, là dove l’immagine si scioglie - si “abstrae” - nel magma prezioso del colore, che in ogni tela secerne il ricordo dei migliori pensieri casoratiani sulle nature morte e i paesaggi di memoria, o di certi impasti cromatici del primo Cascella. Mai di mimesis si tratta, ma di una costante “ricreazione” esercitata su intimi processi organici, che attraversano la realtà di natura, e che la pittrice coglie con sguardo rapito, sognante.
C’è la memoria di un paesaggio dietro ogni forma che affiora, e l’emozione assoluta, propria di ogni artista, di ridare senso all'indicibile. La teoria delle immagini si dipana con serenità, gli eventi del giorno scorrono verso il silenzio, il tumulto del vivere si placa gradatamente. La linea dell’orizzonte divide alto e basso, ma qui finiscono le certezze: terra e cielo si specchiano l’uno nell’altra, la terra si riconosce nelle nuvole, l’acqua accoglie e fa suoi i colori dell’aria, le marine insinuano – nella tenue restituzione dei valori cromatici, malinconie lunghe e serenanti.
In ogni quadro di Fiorella Cascieri l’immagine si stende in ritmi pacificati, tende a semplificarsi in campiture nette e definite. Forme e colori costituiscono solo suggerimenti: essi non vogliono definire lo spazio ed il suo contenuto, ma, piuttosto, intendono evocare, alludere. Qualcosa vien detto, molto di più rimane nascosto. Dietro le forme sta tutto ciò che noi dobbiamo recuperare in prima persona, e siamo spinti a farlo poiché si avverte la presenza di un mistero che risiede oltre l'immagine.
In questo grumo inespresso, in questo “indicibile”, non l’immagine suscita il ritmo, la cadenza, il tempo; ma il ritmo, l’aura, l’oscurità e l’enigma naturale della notte generano l’immagine, la trama creativa in uno spazio e in un tempo fluttuanti. Là c’è la natura con i significati, la rappresentazione, i codici del giorno. Qui c’è la notte nel suo senso intraducibile.
E' un “piccolo mondo antico” che affiora dall'universo pittorico di Fiorella Cascieri. I paesaggi, i ritratti, le nature morte, i reperti, stanno in bilico tra la realtà e l’immaginazione, quasi fossero segni astratti prodotti dalla mente o dalle emozioni, paesaggi interiori. In questo “piccolo mondo antico, che il mondo della pittura di Fiorella Cascieri, gozzanianamente fatto di piccole cose, prendono corpo le sensazioni che si modulano attraverso il linguaggio della memoria che si è depositato nel cuore dell’autrice. Sicché emerge e si riconosce, nel suo fare, anche una lunga tradizione artistica, di scuola romana, nelle luminosità, nelle “vedute”, nelle velature che costruiscono un tonalismo soffuso e dorato.
Eppure, non è in tale direzione che conducono le opere di Fiorella Cascieri, né tanto meno sono rivolte al recupero di una qualche forma di descrizione-figurazione di situazioni di natura, di paesaggismo o vedutismo che sia. Non è questa la natura tematizzata nei quadri di Cascieri, bensì è il senso ed il sentimento della natura che sono cogenti, nel significato che a tale espressione aveva attribuito Francesco Arcangeli in quel fondamentale saggio apparso nel novembre del 1954 su “Paragone”, Gli ultimi naturalisti, nel quale il grande critico bolognese individuava gli antesignani della “stagione informale”. Nel saggio Arcangeli si riferiva ad una natura che «si guarda, si respira, si sente, si soffre ancor prima che la si dica in parole; natura “profondamente a amorosamente angosciata, e quasi medianicamente intuita».
In questa chiave ed entro tale prospettiva ermenenutica si sono da interpretare le motivazioni che ispirano la pittura di Fiorella Cascieri.

Salvo Sequenzia

Organizzazione e
Direzione Artistica: Corrado Brancato

Addetto Stampa: Amedeo Nicotra

Ingresso Libero



Info:
0931/746931
0931/66960 (orario apertura Galleria)
cell.338/3646560
corradobrancato@hotmail.com

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