L’uomo vale meno di una lattina?

04/nov/2010 15.11.46 Milena Crupi Contatta l'autore

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E' l'originale provocazione che accompagna l'opera del Maestro d’Arte Milena Crupi alla Biennale di Ferrara, l’ installazione dal titolo emblematico “Vuoti a Perdere”.

Grande apprezzamento di critica e pubblico per l’installazione realizzata  in loco da parte del Maestro d’Arte Milena Crupi, appositamente invitata per partecipare alla sezione “Arte in 3D” della Biennale d’arte di Ferrara svoltasi  nelle Sale Medievali del piano terra del Palazzo della Racchetta di Ferrara.

Questa particolare opera ha saputo attrarre l’attenzione del numerosissimo pubblico e dei giornalisti di varie  testate di stampa locale e nazionale riuscendo a creare interesse e curiosità verso un tema drammatico, qual è quello del traffico illegale di organi, con l’utilizzazione di 8 manichini fatti – letteralmente – a pezzi e disposti  in mezzo a vario materiale di scarto che, simbolicamente, rappresentava una discarica a significare che al giorno d’oggi anche gli uomini sono materiale di scarto nel momento in cui non hanno un valore aggiunto; a differenza delle lattine che una volta utilizzate possono essere riciclate.

Sono stati molti i visitatori che hanno approfittato dell’occasione per farsi travolgere più volte dal mare di emozioni trasmesse dall’ opera esposta e dalla videoproiezione che l’ha accompagnata, in cui si evidenziavano la brutalità di particolari esperienze, con immagini appositamente selezionate e abbinate a musiche appropriate, ma soprattutto dalla sempre presente e discreta disponibilità del Maestro Crupi sempre pronta a “ prenderti per mano “ e guidarti nel tristissimo mondo rappresentato da un’opera poliedrica che rimarrà indelebile nella mente del visitatore più attento e sensibile.

Ma ciò che maggiormente ha dato soddisfazione al Maestro rossanese è che la sua opera è stata apprezzata anche dalla critica e dagli esperti del settore tanto da essere stata invitata a partecipare ad una mostra  a Milano presso l’Atelier Chagall.

“L’opera che ho realizzato – afferma Milena Crupi - ha volutamente rappresentato il decadimento dei valori cui si assiste quotidianamente nella nostra vita. Il linguaggio dell’arte non deve essere rivolto solo ad allietare o provocare momenti di serenità ma deve avere anche il coraggio di denunciare le storture cui assistiamo creando ( o prefiggendosi tale scopo) un impatto profondo sui visitatori e , in generale, sui cittadini. Lo scopo è stato raggiunto visto che la Curatrice D.ssa Mariotti ha raccontato che molti degli astanti sono tornati a visitare la mostra più di una volta affermando che : ”L’installazione della poliedrica artista Milena Crupi, forte e sentita nella sua parte comunicativa e di monito, punta il dito verso ognuno costringendoci a "pensare" ed a fare ammenda alla nostra parte migliore per non offendere o negare una realtà che ci è vicina anche se non ci riguarda: l'emarginazione e lo sfruttamento dei più deboli.

L’opera e la videoproiezione sono visibili sul sito del maestro Crupi

http://www.milenacrupi.com/?page=225-0

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