Salvatore Giunta / Teresa Pollidori - Corrispondenze

Salvatore Giunta / Teresa Pollidori - Corrispondenze Salvatore Giunta/Teresa Pollidori Corrispondenze testo di Ivana D'Agostino Sabato 20 novembre 2010 alle ore 17,30 presso Francoise Calcagno Art Studio, Campo del Ghetto Nuovo 2918 Venezia, si inaugura la doppia personale di Salvatore Giunta e Teresa Pollidori - Corrispondenze.

10/nov/2010 18.51.04 Francoise Calcagno Art Studio Contatta l'autore

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Salvatore Giunta/Teresa Pollidori

Corrispondenze


testo di Ivana D'Agostino

Sabato 20 novembre 2010 alle ore 17,30 presso

Francoise Calcagno Art Studio, Campo del Ghetto Nuovo 2918 Venezia, si inaugura la doppia personale di Salvatore Giunta e Teresa Pollidori - Corrispondenze.

 

L'esposizione rimarrà aperta fino al 4 dicembre,
secondo il seguente orario: dal martedì al sabato
dalle 14,00 alle 18,00.
Salvatore Giunta e Teresa Pollidori presentano
ciascuno, sei opere di formato quadrato che
accostate come dittici dialogano in una specie di
canto e controcanto.
Un duetto tra fotografia ed incisione dove le linee,
le emozioni, i contrasti cromatici del lavoro
dell'uno trovano adeguata corrispondenza, e
continuità, nell'operato dell'altra.
Un risultato raffinato e cerebrale costituito di
sinfonie di grigi, di stacchi netti tra chiari e scuri, di
equilibri lineari all'improvviso dissonanti che
rendono quasi impercettibile la soglia di
passaggio tra le foto della Pollidori e le incisioni di
Giunta.

Corrispondenze


L’amicizia, la stima e i valori condivisi, si sa, creano le
basi imprescindibili per stabilire un comune sentire, nel
nostro caso artistico, che è stato indispensabile a Salvatore
Giunta e Teresa Pollidori per cimentarsi nella realizzazione
di opere d’arte a quattro mani, appositamente
pensate per questa mostra presso lo Studio Calcagno
di Venezia.
Una specie, il loro, di canto e controcanto tra fotografia
ed incisione1: un duetto con immagini a confronto dove
le linee, le emozioni, i contrasti cromatici del lavoro
dell’uno trovano adeguata corrispondenza, e continuità,
nell’operato dell’altra.
Un risultato raffinato e cerebrale costituito di sinfonie di
grigi, di stacchi netti tra chiari e scuri, di equilibri lineari
all’improvviso dissonanti che rendono quasi impercettibile
la soglia di passaggio tra le foto della Pollidori e le incisioni
di Giunta.
Le geometrie di interni e dei casamenti popolari di Corviale,
quest’ultime scorciate e scandite dai ritmi verticali delle finestre
sbarrate, fotografate dai sapienti bianco e nero della
Pollidori – bellissimi anche i suoi precedenti reportages su
questo quartiere-dormitorio romano –, stabiliscono con le
incisioni di Salvatore Giunta, da sempre concepite analogamente
nel restituire campi visivi misurati da equilibri
eccentrici, un’efficacia visiva e concettuale di ponderata
consapevolezza, costituita di ritmi e pause senza fratture
nelle corrispondenze tra le incisioni, rigorosamente bianconere
di calcolata astrazione di Salvatore Giunta, e le metafisiche
architetture di Corviale di Teresa Pollidori.
Belli sono questi dittici – ognuno degli artisti ha creato
sei opere di formato quadrato che dialogano accostate a
quelle dell’altro – concepiti con un rigore progettuale evidentemente
meditato a lungo.
D’altronde gli artisti in questione non sono nuovi alle
operazioni di questo tipo affrontate dallo Studio Arte
Fuori Centro di Roma che è aduso a questo genere di
sfide. Lo spazio espositivo romano infatti, del quale non
casualmente fanno parte sia Giunta che la Pollidori, con
importanti eventi come In Tandem o la più recente mostra
Segni di confine, ha realizzato in tal senso progetti di
particolare efficacia, che proprio per tale caratteristica
sono stati itineranti per l’Italia
La difficoltà di realizzare mostre analoghe, basate sul
confronto diretto e contiguo tra le opere di due artisti non
è affatto di facile soluzione, dovendo loro impegnarsi nel
realizzare un’opera che sia unica e al contempo coerente
alla loro individuale ricerca concettuale ed espressiva.
Ma la sfida consiste proprio in questo. E Teresa Pollidori
e Salvatore Giunta l’hanno accettata e risolta benissimo.


Ivana D’Agostino


1 Nel testo, per esigenze di semplificazione linguistica, le opere di Salvatore
Giunta sono indicate come “incisioni”, nella realtà si tratta di “compressioni”,
ovvero di tecniche miste su base calcografica.

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