I tatuaggi giapponesi

07/dic/2010 12.14.18 Sara Borsari Contatta l'autore

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I tatuaggi giapponesi si differenziano da tutti gli altri per il fatto di non essere dei singoli disegni che vengono iscritti in una data parte del corpo, ma per essere una sorta di vestito che va a ricoprire la maggior parte della pelle: braccia, schiena, petto (la parte centrale del busto di solito tiene uno spazio vuoto), parte superiore delle gambe; mani, piedi e testa vengono di solito esclusi. Proprio per questa caratteristica ci vogliono degli anni per completare un tatuaggio giapponese. Lo stile ricorda gli autori dell'Ukiyo-e, artisti che produssero mirabili stampe tra il XVII e il XX secolo (famosa L'Onda di Hokusai).

Il tatuaggio giapponese è sia decorativo, quando richiama i motivi ricorrenti nelle stampe dei kimono, sia simbolico. I simboli maggiormente adoperati sono la carpa koi (perseveranza e coraggio), il dragone (la potenza), i fiori di ciliegio (la transitorietà della vita). Il tatuaggio giapponese tradizionale viene ancora praticato, anche se naturalmente ora è possibile utilizzare gli apparecchi elettrici americani, perché il dolore che si prova è una parte importante di questa scelta, in quanto sottolinea il passaggio dal prima al dopo. La tecnica antica, pur se dolorosa, garantisce risultati di straordinaria bellezza, potrete rendervene conto navigando fra le foto di tatuaggi nei motori di ricerca.

Alla fine del XIX secolo il tatuaggio fu vietato in Giappone e da quel momento rimase appannaggio solo del mondo della delinquenza. Anche se poi, nel 1945, fu di nuovo legalizzato, ancora oggi è spesso mal visto, tanto che in alcuni bagni pubblici (che in Giappone non sono toilette, ma docce e vasche comuni) le persone tatuate non possono entrare.

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