PAPOTTO SEGUE PAPOTTO

PAPOTTO SEGUE PAPOTTO PAPOTTO SEGUE PAPOTTO Cinerea res e De-forme a cura di Giuseppe Carrubba e Carmela Infarinato 1 febbraio - 2 aprile 2011 AORISTO' - Ristorante sopra il globo Via Dè Buti, 11 - 51000 Pistoia Tel. 0573 26506 - Fax.

23/gen/2011 18.59.42 STUDIOLABORATORIO Contatta l'autore

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PAPOTTO SEGUE PAPOTTO

 

Cinerea res e De-forme 

 

a cura di Giuseppe Carrubba e Carmela Infarinato

 

1 febbraio  - 2 aprile 2011

 

 

AORISTO’ - Ristorante sopra il globo

Via Dè Buti, 11 – 51000 Pistoia

Tel.  0573 26506 - Fax. 0573 307620

info@aoristo.it - http://www.aoristo.it/

Chiuso Domenica e Lunedì

 

Vernissage – Cinerea res:  1 febbraio 2011 ore 18.30 

 

Vernissage – De-forme: 8 marzo 2011 ore 18.30

 

Catalogo: Settegiorni Editore (disponibile dal 21 marzo 2001) 

http://www.settegiornieditore.it/

 

 

Papotto segue Papotto è un progetto dell’artista Luigi Russo Papotto per lo spazio espositivo AORISTO’ a Pistoia.

Due mostre personali - Cinerea res, la prima in ordine temporale, e De-forme – che esprimono i due fondamentali aspetti della poetica dell’artista: un fare scultura che si afferma da un lato attraverso la relazione con lo spazio fisico, sociale e culturale, e dall’altro con la sperimentazione formale della materia e del materiale, di volta in volta indagati e sottoposti a continue e variabili trasformazioni.

 

La curatela del progetto è affidata a Giuseppe Carrubba per Cinerea res, dal 1 febbraio al 5 marzo 2011, e a Carmela Infarinato per De-forme, dal 8 marzo al 2 aprile 2011.

Cinerea res è un’installazione e una narrazione sull’uomo, sulla natura e sulla sacralità violata di questo rapporto, un racconto di ciò che può rimanere attraverso indizi, simboli e ombre.

 

“Una società alienata e narcotizzata dal massimalismo delle immagini e dalla logica del potere e del profitto rischia di nascondere e annebbiare le piccole storie e la natura delle cose.

La natura ed i bisogni degli individui quando avranno legittimità e potranno diventare storia e moltitudine?

Cinerea res racconta della vita e della morte, è un’idea per arrivare al cielo per sollecitare nell’uomo una riflessione ed una rivolta da cui far emergere le parole della possibilità (G. Carrubba, Pistoia, 2011).”

 

De-forme mette in mostra un percorso visivo dove la scultura dialoga con lo spazio e le potenzialità espressive della forma e del materiale, all’interno di un gioco dialettico basato sulla dinamicità degli elementi in questione, sulla possibilità di essere continuamente altro attraverso la trasformazione e la varietà dei punti di vista.

 

“Oltre le suggestioni estetiche è indubbio che il lavoro di Papotto rivendica una sua carica concettuale. Le De-Forme, già presentate alla fine degli anni Novanta, e i Di-Segni si arricchiscono qui di validazioni altre: la scultura ha abbandonato il piedistallo, è espressione di possibilità formale e proprio nell'essere possibilità esprime tutta la precarietà che caratterizza l'uomo e il mondo. Precarietà dell'esistere, precarietà dell'essere (C. Infarinato, Pistoia, 2010 - 2011).

 

Le forme deformate transitano senza soluzione di continuità e producono un cortocircuito estetico dettato dalla sovrabbondanza di stimoli sensoriali, dalla precarietà implicita nel cambiamento e dalla perdita di un senso forte ed univoco.

Sono metafore estetiche e sociali che sublimano libido e identità di genere in un continuo dialogo di scambi e di compenetrazioni.

 

Giuseppe Carrubba

 

 

 

 

 

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