CONCERTO DEGLI ATARAXIA A MODENA 29/01/2011

13/feb/2011 10.35.01 Maurizio Ganzaroli Contatta l'autore

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ATARAXIA E I MADRIGALI DEL MISTERO
MODENA 29 GENNAIO 2011



Mentre ci avviciniamo all’ottocentesco palazzo che ospiterà la serata di paura
e brividi,
le luci della strada sembrano affievolirsi, e dei sassi battuti tra loro
sovrastano il rumore delle auto che si sente sempre meno.
Siamo oramai in vista del palazzo e qui scopriamo con meraviglia che tutto
intorno a noi è cambiato; non siamo più a Modena, ma a Londra nella prima metà
dell’ottocento, dove eleganti signori camminano lenti sul marciapiede
accompagnando ricche signore ingioiellate, carrozze e cocchi trainati da
cavalli arrivano un po’ da tutte le parti per partecipare a questa serata
memorabile, dove Sir Arthur Conan Doyle ed Edgar Allan Poe leggeranno e
reciteranno per i presenti alcuni brani tra i loro scritti più spaventosi.
L’ampio scalone che ci si prospetta è illuminato a fatica da alcune candele
accese sui gradini di marmo pregiato, mentre alcuni sinistri suoni d’organo si
odono provenire da angoli indefiniti del palazzo.
Fuori sta cominciando una bufera, che sembra perfetta vista l’atmosfera della
serata, vengono quindi tirate i pesanti tendaggi di broccato e velluto rosso, a
coprire le finestre ed ovattare in questo modo il rumore quasi assordante della
pioggia battente.
Nessuno sa cosa aspettarsi di preciso, ciò che si conosce è che presto il
terrore regnerà sovrano nella sala gremita di persone, che come ipnotizzate da
un basilisco non riescono più a muovere un solo dito, i muri scuri illuminati
solo in alcuni punti da candelabri infissi nei muri con lunghe candele
somiglianti a dita scheletriche protese verso il cielo sembrano inghiottire a
poco a poco anche quella poca luce che presto verrà meno.
Oscuri e spaventosi racconti allora si succedono tra brughiere inglesi ed
enormi e sconosciute creature che vi vagano divorando i primogeniti della
famiglia, le tetre colline che circondano la valle della paura, dipinta su di
un quadro appeso alla parete, dove il solo vederlo farebbe venire gli incubi
all’uomo più coraggioso che si possa conoscere, ed infine il rumore martellante
di quel cuore seppellito sotto le assi della camera da letto del vecchio con l’
occhio ceruleo, ucciso dal suo maggiordomo.
Tutto questo è intercalato da brani musicali, cantati in antiche lingue di cui
si è persa la memoria, intonate da una diafana creatura, che si stenta a
credere reale in quella situazione oscura, accompagnata al piano da un uomo che
sembra suonare privo di volontà come un automa.
Le canzoni parlano d'ali, che fanno volare via da quell'angusta e tenebrosa
stanza in cui ci trova, la forza del silenzio, personaggi mitici come Medusa
che trasforma in pietra chiunque la guardi, Ligeia portata alla morte dal
troppo amore e dalla paura senza controllo di poterla perdere. Siamo oramai in
preda completa di quella situazione buia e in preda al terrore, non sappiamo
più cosa aspettarci, siamo alla mercè del fato, che ha voluto, desiderato
sadicamente che tutti fossero lì, forse per l’ultima volta su questa terra ad
assistere al tetro spettacolo.
Riconosco allora nei muri quella verdognola sostanza che pare respirare di
vita propria, come anche i muri che rientrano in se stessi ed escono, come
mostruosi petti che si gonfiano d’aria, la casa degli Usher, il pozzo e il
pendolo, tutto intorno comincia a girare in maniera vorticosa, poi d’un tratto
la luce comincia a prendere consistenza, l’ambiente diventa più famigliare e ci
rendiamo conto che siamo tornati nella nostra epoca, la bufera è terminata e
ritorna il calore della vita.
Ci allontaniamo da quella folle serata, ma ancora in noi alberga il ricordo di
quella notte da brivido vissuta forse nello spazio temporale di un’altra
epoca.









Scaletta:
Wings
Fuga trionfale
Tu es la force du silence
A Calliope
The gentle sleep
Medusa
Elevazione
Quintaluna
A l’ aube
Gloomy Sunday
cover di Jill Tracy
Les tisseuses lunaires
Alabama song
Shelmerdine
Dulcamara
Ligeia
Lucretia
May she become
Astimelusa



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