Segnalazione della mostra di Mariana Ferratto "CIAO" - 25 febbraio 2011 - ore 18:30 - The Gallery Apart - Via Di Monserrato, 40 - Roma

Il video propone una scena che si ripete milioni di volte in tutte le stazioni ferroviarie del mondo: una donna scende dal treno e si dirige verso un uomo che l'attende.

22/feb/2011 19.32.29 The Galery Apart Contatta l'autore

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Salve,

 

The Gallery Apart presenta la mostra “CIAO” di Mariana Ferratto il prossimo 25 febbraio.

 

In allegato il comunicato stampa e alcune immagini di riferimento.

 

SCHEDA INFORMATIVA:

 

MOSTRA: Mariana Ferratto, CIAO

 

LUOGO: The Gallery Apart  – Via di Monserrato, 40 – 00186 Roma

INAUGURAZIONE:  venerdì 25 febbraio 2011- ore 18,30

DURATA MOSTRA: 25 febbraio 2011 – 23 aprile 2011

ORARI MOSTRA: dal martedì al sabato 16,00 - 20,00 e su appuntamento

INFORMAZIONI: The Gallery Apart – tel/fax 0668809863 – info@thegalleryapart.it – www.thegalleryapart.it

 

Dal 25 febbraio al 23 aprile 2011 The Gallery Apart ospiterà la mostra "Ciao", la nuova personale di Mariana Ferratto.

Si tratta dell'ultimo progetto dell'artista, elaborato, sviluppato e realizzato a Parigi nel corso del periodo di residenza dell'artista presso la Cité Internationale des Arts, dove è stata ospite per otto mesi nell'atelier messole a disposizione da Incontri internazionali d'arte, l'Associazione fondata e diretta con grande passione da Graziella Lonardi Buontempo.

Il progetto si sviluppa in due direzioni, un lavoro video e alcune serie fotografiche composte da foto di scena variamente manipolate.

Il video propone una scena che si ripete milioni di volte in tutte le stazioni ferroviarie del mondo: una donna scende dal treno e si dirige verso un uomo che l'attende. Camminano uno in direzione dell'altra, sorridendo ed affrettandosi sempre più per abbreviare il tempo della promessa dell'incontro, finché si abbracciano felici. Una serie di inquadrature sui dettagli delle mani, delle braccia che stringono il corpo dell'altro, dei volti carichi di emozioni ci accompagnano nel breve tragitto lungo il quale le espressioni cominciano a modificarsi, i movimenti denunciano un disagio crescente, finché gioia e felicità si tramutano in serietà e tristezza. L'uomo e la donna cominciano dunque a separarsi, riprendendo ognuno la direzione da cui erano venuti. Risalita sul treno, poco dopo la donna ne scende di nuovo e la scena ricomincia daccapo.

Mariana Ferratto ha accuratamente selezionato la stazione in cui ambientare il video, scegliendo la stazione di Austerlitz che per le sue architetture si presta particolarmente a rendere l'atmosfera senza tempo che l'artista ha inteso sottolineare con il ricorso al bianco e nero. Il video infatti non racconta una storia, ma vuole descrivere una condizione emotiva reale e concreta, quella di chi, sradicato dalle sue origini, conduce una vita da esule, costretto a continui ed immediati distacchi ogni volta che, fisicamente o anche solo spiritualmente, riesce per pochi istanti a riallacciare i contatti con i suoi affetti, con la sua famiglia d'origine, con la sua patria abbandonata. Forte è, come peraltro in gran parte della produzione artistica della Ferratto, l'elemento autobiografico, essendo l'artista nata in Italia da genitori argentini. E lei stessa, con buona parte della sua famiglia rimasta in Argentina, ha conosciuto più volte il passaggio dalla felicità alla tristezza, l'amara sensazione che deriva dalla consapevolezza della durata infinitesimale di una ricongiunzione attesa per anni.

Il lavoro fotografico nasce dalla selezione delle molte foto di scena scattate durante le riprese del video. L'attenzione in questo caso è rivolta ai dettagli della stazione, al paesaggio urbano che si intravede in lontananza, alla varia umanità che del tutto casualmente si intromette sulla scena. Mariana Ferratto declina il tema su tre diversi piani. Una prima serie di grandi fotografie, solo in parte esposte in mostra, segnano con nitidezza il luogo prescelto, restituito nella pienezza della sua potenzialità evocativa attraverso l'uso della sineddoche, per cui lo spettatore vive la grandiosità della stazione ferroviaria attraverso particolari selezionati e spettacolari. Un secondo lavoro è composto da una serie di trittici di piccole dimensioni in cui le immagini, estrapolate dalle parti non a fuoco di alcune foto di scena, assumono una valenza pittorica e una dimensione pressoché astratta, così da esaltare il carattere di non luogo della stazione, pronta ad accogliere ogni forma di esperienza emotiva. Infine, un'ultima serie di immagini è stata trattata da Ferratto sovrapponendo su alcune fotografie a colori altrettante identiche immagini in bianco e nero, ritagliate dall'artista in modo da lasciare senza cromia le strutture della stazione in primo piano, facendo invece prepotentemente entrare il colore dall'immagine sottostante per le parti di sfondo e di paesaggio circostante.

L'esclusione degli attori e l'introduzione, parziale o totale, del colore sottolineano il carattere complementare ma autonomo delle fotografie rispetto al video. Con le fotografie, infatti, Mariana Ferratto ha voluto evidenziare il versante oggettivo di un'esperienza che si ripete innumerevoli volte in migliaia di luoghi diversi nel mondo. E' il qui ed ora dell'esperienza descritta nel video, ne è l'ambientazione reale e per questo viva, secolarizzata nei colori della vita, nitidi o sfocati come sono i ricordi.

 

Rimango a disposizione per qualsiasi ulteriore informazione sulla mostra e sull’artista,

cordiali saluti,

 

Valentina Pugliese

 

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