M-MITI bi-personale Marco Mezzacappa Valerio Mechiotti a cura di Ivan Quaroni

Il titolo della mostra, "M-Miti" invita lo spettatore a prendere coscienza dell'argomento trattato ed allo stesso tempo si presenta come un gioco enigmistico che trova risoluzione nelle iniziale del cognome dei due protagonisti.

11/mar/2011 17.04.37 Galleria d'arte San Lorenzo Contatta l'autore

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Vernice:  giovedì 14 aprile 2011

Location:  Galleria San Lorenzo  -  Via Sirtori s.n.c. (a fianco del numero 33)

20129  Milano        Tel.  +39.0274236426   -  3396561812

Durata esposizione:  14 aprile  – al   8 maggio 2011  

Orari: dal lunedì al sabato dalle ore 15 alle ore 19;  mattina su appuntamento 

Ingresso: gratuito

Info:  www.arte-sanlorenzo.it   milano@arte-sanlorenzo.it     galleria@arte-sanlorenzo.it

Curatore:   Ivan Quaroni   

Uffico stampa:  Patrizia Milani  p.milani@arte-sanlorenzo.i

 

 

Allo loro prima personale, anzi bi-personale, milanese, Valerio Melchiotti (Verona, 1967) e Marco Mezzacappa  (Roma, 1967) si confrontano sull’argomento “Mito”, alla Galleria San Lorenzo, sotto l’attenta curatela di Ivan Quaroni.

 

Il titolo della mostra, “M-Miti” invita lo spettatore a prendere coscienza dell’argomento trattato ed allo stesso tempo si presenta come un gioco enigmistico che trova risoluzione nelle iniziale del cognome dei due protagonisti.

 

Tra le storie più affascinanti ed intriganti  con cui siamo entrati in contatto, occupano di sicuro il primo posto  le avventure delle antiche creature mitologiche; un ricco scenario di personaggi dalle caratteristiche sorprendenti.

 

E’ proprio a queste  creature, in particolare,  a quelle  femminili  che si ispirano Valerio Melchiotti e Marco Mezzacappa per questa mostra, riprendo una tematica tradizionale a loro cara: l'esplorazione del volto e della figura femminile.

 

 

“..partire  dal mito per esplorare l'universo femminile, il mito diventa chiave di lettura per sondare aspetti della donna contemporanea, figure caratterizzate da una forte esteriorità a volte incombenti,  talvolta minacciose,  altre volte imperscrutabile…”

 

 Da qui il richiamo  ad Euriale, nell’interpretazione di Marco Mezzacappa  ed a Cassandra nell’interpretazione di  Melchiotti figure mitologiche che meglio si adattano a tale visione.

 

Euriale, infatti, è una delle tre gorgoni (già richiamate da Klimt), creature che, per le proprie caratteristiche sono state via, via nel tempo rappresentate o come mostri terrificanti o come donne stupende ma minacciose per via del loro sguardo pietrificante.

Tale immagine viene messa in risalto   in  un trittico  di grandi dimensioni      al centro del quale campeggia  l'immagine di una medusa, affiancata  dall’immagine   di due donne-sentinelle,  gorgoni moderne.

L'utilizzo dell'immagine dell'animale marino richiama, nelle intenzioni degli artisti, due

 

 

 

 

 

 

chiavi di lettura. La prima è legata ad implicazioni di tipo mitologico-simbolico che sottolineano l'ambiguità e l'imperscrutabilità dell'universo femminile. La seconda, e non meno importante, è di tipo formale, volendo gli artisti  giocare sull'accostamento delle linee fluttuanti e seducenti dell'animale marino con l'immagine della donna contemporanea. alternano all'immagine femminile immagini puramente grafiche.

La bellissima  Cassandra che nel mito  vede avvenimenti catastrofici, nelle opere  di  Melchiotti  questi avvenimenti non compaiono nella loro totale crudezza;  appaiono come tessere comprensibili solo al nostro personaggio.

Personaggio che in alcune opere appare sola,schiacciata verso una parete quasi a sottolineare l'avversità del proprio destino  ed  incentrata interamente su se stessa. Ma nello stesso tempo, in altre opere  appare mentre si nasconde e/o manipola il tempo e gli avvenimenti attraverso giochi improbabili fatti di carte e pedine.  

La mostra  accosta e fa dialogare fra loro, opere di entrambi gli artisti. Il percorso e il posizionamento dei lavori è studiato per evidenziare le differenze  e le analogie del loro approccio pittorico.  In questa ottica assume importanza la particolare scelta dei tagli dati alle opere: volti quasi completamente nascosti dalle capigliature (o, a volte, ritratti di spalle), sguardi immersi totalmente nell'ombra e donne fluttuanti nello spazio nel caso di Marco Mezzacappa; sguardi fissi, quasi sempre frontali, ed espressioni interrogative ed indefinite nel caso di Valerio Melchiotti.

 

 

 

 

 

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