Paolo Avanzi e Cluadio Semino alla Galleria Centro Arte Moderna (Pisa)

15/mag/2011 13.58.12 Paolo Avanzi Contatta l'autore

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La mostra "Deformazioni e Demitizzazione" mette in esposizione le opere di due tra i maggiori e più attivi artisti del momento, ossia il lombardo Paolo Avanzi e ligure Claudio Semino. Uniti da una lunga amicizia artistica i due autori presentano in questa mostra la loro più recente produzione artistica portata avanti con incensante e proficua ricerca attraverso un autonomo e personale percorso creativo.


Paolo Avanzi
L’evoluzione artistica di Paolo Avanzi la si potrebbe definire come una rapida accelerazione, avvenuta dal 2002, conseguente ad un lungo e complesso apprendistato su tematiche che, seppure estranee alle arti figurative, ne hanno permesso la maturazione come artista. Studi classici, pianoforte al conservatorio, laurea in psicologia, esperienze di organizzazione aziendale e una decina d’anni di scrittura creativa culminata nella pubblicazione di un romanzo e una serie di racconti… E’ questa la premessa di un’intensa attività pittorica che negli ultimi anni lo ha condotto a partecipare ad una serie di mostre e fiere a livello non solo nazionale ma anche internazionale.
Il percorso artistico di Paolo Avanzi prende le mosse da una elaborazione di motivi tipici dell’espressionismo astratto degli anni ’50 e ’60. I suoi smalti in materie plastiche riprendono temi di Burri e di Pollock coniugandoli con una espressività più ironica che sofferta la quale troverà espressione nel successivo ciclo di impronta figurativa. La scoperta delle possibilità offerte dalle tecniche di computer painting lo indirizza verso la manipolazione di immagini, prima limitata alle dimensioni cromatiche e poi estesa a quelle più strutturali.
Un affinamento del proprio stile pittorico porta l'artista ad infondere tratti più marcatamente espressionistici alle figure che sono composte e ricomposte con deformazioni via via più spinte. Nelle ultime opere il soggetto perde la propria unità in una proliferazione di sagome che rappresentano ulteriori possibilità di sviluppo (quasi alter ego) del soggetto stesso.

Claudio Semino
La sua attività artistica iniziata nei primi anni '70 ha attraversato periodi di intensa attività espositiva. A coronamento di questo percorso è nata con gli inizi degli anni '90 una nuova e intensa attività espositiva, che insieme alle nuove immagini risultato di tale lavoro ha portato l'artista ad essere sempre più apprezzato dalla critica e dal pubblico.
Le tele di Claudio Semino sono intime narrazioni, dissertazioni poetiche sulle vicende umane racchiuse nella dovuta essenzialità del linguaggio pittorico. Intatte nei loro interrogativi che si insinuano come simboli onirici nell'impatto con lo stato di veglia. E sogna ancora l'uomo di questo ventunesimo secolo.
Nei suoi sogni tornano a manifestarsi le formule inquiete o pacate dell'immaginario. Figure e paesaggi da mondi diafani, guglie, tondità, orizzonti. Lune lontane, imperscrutabili testimoni di riti quotidiani statici; cristallizzati e silenziosi nel tempo infinito delle loro forme. Sospesi nell'eternità del mito. Richiami vaghi, lontani ad un destino diverso, perduto forse.
Luci notturne a illuminare limpidamente plasticità intatte, non corruttibili perché fuori da questo tempo. Fuori dal tempo stesso. Tratte dai luoghi dell'inconscio dove il sentimento si combina all'ironia, il particolare all'assoluto. Da dove giungono i messaggi allegorici, le combinazioni di immagini, le "mentite spoglie" di altre identità, il legame protetto e nascosto con "Qualcosa". Condannati a cercarlo questo qualcosa non conosciuto, sfuggente ma innegabile; senza sapere se lo troveremo mai, nè dove o come cercarlo. Se con i mezzi struggenti del sentimento o con la lucidità della ragione o con il misticismo della religione o scendendo i sentieri della morbosità, della malattia. O semplicemente passando attraverso la propria storia grande o piccola che sia. Antichi quesiti.
C'è nei lavori di Claudio Semino la volontà intrinseca di esplorare l'immensa tessitura del suo personale "possibile", con incertezze e paura, con i limiti e ostacoli che l'essere umani comporta. con l'intima consapevolezza, il coraggio di tentare di capire se stessi, di essere ancora, nonostante le difficoltà, in cerca di quel legame così importante, così inafferrabile.

La mostra è visitabile con orario 10 - 12,30 / 16,30 - 19,30 (feriali); (domenica e festivi telefonare); chiuso lunedì mattina.

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