Una perla rara tra i giardini di Firenze: il restaurato parco Bardini.

La villa all'epoca era circondata dal giardino ed era citata in molte guide di Firenze per lo straordinario panorama che si godeva dal giardino.

19/ott/2005 03.52.31 Nicoletta Curradi Contatta l'autore

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Il 2 ottobre 2005 ha riaperto i battenti, dopo anni di abbandono, il giardino Bardini, una bellezza rara nel già ricco panorama storico-artistico fiorentino. Forse molti cittadini non sanno ancora dove si trovi, visto che è sttao chiuso per molto tempo. Esso occupa gran parte della collina che dall'Arno sale fino alla Porta San Giorgio, un'area scoscesa delimitata dalle mura medievali di Firenze, rimasta agricola per la pendenza del terreno che rendeva insicure le costruzioni. Già nel Duecento la ricchissima famiglia dei Mozzi possedeva qui un "hortus conclusus", giardino murato a ridosso della dimora, ma nel 1309 per un crollo economico la proprietà passò al Comune di Firenze. La struttura del giardino non cambia molto nei secoli XV e XVI, mentre nel XVII la proprietà viene divisa tra i Mozzi ad est e i Manadori ad ovest. Viene realizzata la villa Manadora, detta del Belvedere, che offre una splendida vista su Firenze. La divisione in due permane nel '700, con i C! ambiagi subentrati ai Manadori: si pensa che la parte vicino alla villa fosse organizzata con giardini geometrici, mentre la parte sottostante fosse occupata da una ragnaia di lecci. Nell'Ottocento i Mozzi possiedono la parte centrale dell'area, la scalinata fino ai due padiglioni detti Kaffeehaus con il prato antistante, mentre Luigi Le Blanc è proprietario della parte a bosco trasformata in giardino anglo-cinese. La villa all'epoca era circondata dal giardino ed era citata in molte guide di Firenze per lo straordinario panorama che si godeva dal giardino. A Tersa Guadagni, dama di corte di Elisa Baciocchi e sposa di Pietro Mozzi, si devono alcuni ammodernamenti, come la creazione del boschetto di lecci nel giaridno retrostante il palazzo. nel 1839 le proprietà Mozzi e Leblanc si unificano, ma alla fine del secolo, per il dissesto finanziario dei Mozzi del Garbo, la tenuta passa alla famiglia dei principi slesiani von Carolath Beuthen fino al 1913. In quell'anno Stefano Bardini ac! quista la proprietà composta da due case, un palazzo su Piazza dei Mozzi, Via San Niccolò, Via dei Bardi, più il villino con la vicina casa del contadino sulla Costa San Giorgio. Gli edifici vengono collegati tra loro grazie ad un nuovo. moderno viale carrozzabile, mentre una loggia proveniente da Pistoia va ad unire i due padiglioni dell'antico Kaffeehaus. Alla morte del figlio di Stefano, Ugo Bardini, nel 1965 la proprietà passa allo Stato elvetico, ma solo dopo un complesso iter burocratico nel 2000 il bene è entrato in possesso della Fondazione Parchi Monumentali Bardini Peyron promossa dall'Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Solo allora sono inziati i lunghi restauri e il giardino ha potuto risvegliarsi da decenni di oblio.Oggi per la visita si entra da Via dei Bardi 1/r in ambienti restaurati e dotati di scale e ascensore per salire al primo livello del giardino, in cui si ammirano aiuole di rose noisettiane e bourboniane. Giunti al fondale a mosaico con lo stemma a rilie! vo dei Mozzi della fine del XVII secolo il percorso si sdoppia: a destra si sale al bosco inglese, a sinistra per un viale pianeggiante, quello voluto da Bardini, si visita la parte ornamentale del giardino tra scale decorate, nicchie, grotte rustiche, pergolati, rondò belvedere, il canale del drago, fino a giungere alla scenografica loggia belvedere, da cui si gode una vista mozzafiato su Firenze. Tra le collezioni botaniche spiccano azalee, ortensie, rose, camelie, peonie, iris, viburni e frutti antichi, coltivati nella parte agricola: le varie fioriture spaziano da marzo a novembre. La villa Manadora, "casino di delizia" costruito verso il 1641 da Gherardo Silvani per Giovan Francesco Manadori su un edificio medievale, ha pianta rettangolare e tre piani di altezze diverse: essa deve essere ancora restaurata, ma presto i suoi ambienti saranno inseriti nel percorso di visita del giardino. Il biglietto di ingresso può essere acquistato presso la biglietteria del Museo degli Argent! i ed è cumulativo con il Giardino di Boboli.
 
Nicoletta Curradi


Nicoletta Curradi
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