Gehard Demetz. Mutterland

I suoi bambini non sono bambini, sono sculture di bambini.

20/mag/2011 17.01.50 Galleria Rubin Contatta l'autore

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27 maggio - 30 giugno 2011

Inaugurazione: giovedì 26 maggio 2011, ore 19.00

Gehard Demetz torna a Milano a quattro anni esatti dalla sua ultima mostra alla Galleria Rubin. Il 2011 è stato un anno ricco di impegni per lo scultore altoatesino. Ha infatti esposto ad ARCO Madrid e Art Cologne. Gli sono state dedicate due personali: alla Casa della memoria - Fondazione Mimmo Rotella di Catanzaro e al Palacio de Pimentel di Valladolid in Spagna. Oltre ad aver preso parte alla collettiva La scultura italiana del XXI secolo alla Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, in cui ha presentato la coppia di bronzi Hitler e Mao.
La personale Mutterland alla Galleria Rubin offre una panoramica dei suoi ultimi lavori, dodici pezzi: dalle piccole e grandi sculture in legno fino alle fusioni in bronzo.
Gehard Demetz ha ideato una tecnica peculiare per le sue opere in tiglio: il blocco che scolpisce è composto da piccoli pezzi, alcuni di questi vengono tolti creando degli spazi vuoti. La scultura è lavorata mantenendo queste lacune. Che creano un effetto visivo nuovo, un piccolo disturbo nella lettura dell'insieme della figura. A cui si aggiunge il forte contrasto tra la visione frontale della sagoma definita e levigata rispetto alla parte posteriore che lascia invece intravedere le parti di legno grezzo assemblate. Questa tecnica è diventata un segno distintivo dell’artista.
Le opere in bronzo inaugurano un percorso parallelo, intrapreso da Demetz nel 2009. Le figure sono il calco di quelle in legno. Il materiale metallico però dona nuove caratteristiche e una diversa consistenza ai bambini ritratti dall'artista. La silhouette diventa compatta, omogenea e non più intermittente come per il legno. Per richiamare l'effetto del non finito dei lavori in legno, Demetz ha scelto di non rimuovere le sbavature dei tubicini e dei chiodi usati nel processo di fusione.
I soggetti delle opere di Gehard Demetz sono in gran parte bambini, questo però è solo uno degli aspetti della ricerca atistica dello scultore. Così come sottolinea il critico Marco Meneguzzo : <Demetz non è uno psicologo infantile, è uno scultore. I suoi bambini non sono bambini, sono sculture di bambini. Perché allora la tentazione di parlare solo dell’infanzia è così forte, così prevalente sul resto? Perché il soggetto unico scelto dall’ artista è così simbolicamente potente e così retoricamente gravido che tende a far dimenticare l’artificio che lo mette in scena, così come una  storia naturalmente commovente fa passare in secondo piano i modi e i termini in cui viene narrata. L’infanzia (non l’adolescenza, si badi), in fondo, è un tabù di cui non si può parlare se non in termini retorici: è per questo che è un’età estranea, indicibile, ineffabile>.


Gehard Demetz è nato a Bolzano nel 1972. Vive e lavora a Selva di Val Gardena, BZ.


Galleria Rubin, via Bonvesin de la Riva 5, Milano tel. 0236561080
inforubin@galleriarubin.com
Orario di apertura: martedì – sabato, 14.30 - 19.30 e su appuntamento

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