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PIZIARTE: MARCELLO VENEZIANI presenta LUCIA LEUCI

24/10/2005 02:37 PiziArte

 

Lucia Leuci                

presso la Galleria PiziArte

mostra personale dal titolo:

FREE TOUR
http://www.piziarte.net/freetour.htm
a cura di
Luca Beatrice

testi di:
Luca Beatrice
Camillo Langone
Marcello Veneziani


22 ottobre - 10 dicembre 2005

Galleria PiziArte
Viale F.Crucioli 75/a
64100 Teramo
tel.
0861252795
3392780866
3394935925
http://www.piziarte.net
info@piziarte.net  

Per info sulle opere disponibili   info@piziarte.net

L'EROS INVISIBILE

di

 Marcello Veneziani                                   

Che ci faccio quì a presentarvi le fotografie sui generis di Lucia Leuci? Me
lo chiedo anch'io. Non mi occupo d'arte e di fotografia, non ho alcun titolo
per figurare in questo catalogo, mi protesto inesperto, estraneo se non
ostile alla materia quì rappresentata. Eppure una ragione ci deve essere se
ne parlo. Anzi, a pensarci, ce n'è più di una e proverò a snocciolarle. Per
cominciare sono un compaesano di Lucia Leuci, anche se da mezza vita vivo
lontano da Bisceglie. E' una ragione sufficiente per guardare con attenzione
e simpatia a chi emerge dal pantano locale; non solo fioroni e pesche
produce la mia terra, ma anche beni immateriali ed artistici,come le foto di
Lucia. Uscendo da Bisceglie, ma al tempo stesso restando ancorata al paese
d'origine, Lucia è riuscita a farsi notare per la sua originalità,le sue
foto, la sua partecipazione a rassegne, cataloghi, mostre. Ha una sua
impronta, una sua originalità. Mi fa piacere incontrare a Bisceglie una
ragazza che non sogna di fare la velina ma vuol emergere attraverso ben
altro uso dell'immagine, più creativo.

Poi, per proseguire, mi colpì il modo cui conobbi Lucia Leuci. Mi fermò per
strada una domenica sera e pur senza conoscermi, mi raccontò la sua storia
privata, davvero insolita, che l'ha spinta a scegliere la simbologia erotica
nella sua arte fotografica. Mi colpì davvero il suo aprirsi ad uno
sconosciuto, raccontando con candore e sofferenza una storia amara e
tutt'altro che candida, che sembrava averla segnata e un po' scioccata.

Nacque una corrispondenza e-mail,rara ma non priva di fascino, in cui lucia
mi fece vedere alcuni suoi lavori. I primi li vidi con sconcerto, poi crebbe
l'intrigo. E qui entriamo nella terza e più densa ragione che mi ha spinto a
soffermarmi sulle sue foto, a penetrare i suoi scatti e a immergermi nel suo
habitat allusivo. Mi colpì quel suo desiderio di addentrarsi nel continente
dell'impurità, nei meandri del vizio, della fantasia erotica, con spirito di
vendetta e curiosità, anzi con voracità di sapere e di mantenersi estranea,
a volte perfino ironica rispetto alle varianti eccentriche della sfera
erotica. Lucia si addentra nella pornografia e mette in gioco pure se
stessa, il suo corpo, il suo narcisismo, ma con una passione strana, ibrida,
contraddittoria. Trasgredisce la trasgressione, dissacra i dissacratori. E'
difficile dire se in quell'impulso a velarsi e a svelarsi, rappresentando
l'eros, vi sia un residuo di puritanesimo o di volontà di purificazione e di
moralizzazione o se, al contrario, vi sia una traccia di morbosità e di
sensualità deviata, un accenno di voyeurismo sublimato. Probabilmente c'è un
po' dell'uno e un po' dell'altro; da una parte l'indole antica di una
ragazza di paese contadino e marinaro, informato ad una vita sobria e sana;
e dall'altra lo spirito deltempo, le seduzioni della pubblicità, i messaggi
erotici di cui deborda la nostra epoca. Ma questa contiguità tra moralità e
morbosità, tra purezza e impurità, c'è sempre stata.

Mutano le forme, non le mescolanze.

Non amo la letteratura erotica, detesto la pornografia e non mi attira
l'esibizionismo sessuale. Non mi scandalizza ma non mi coinvolge. Tuttavia
mi colpisce questa scelta di Lucia, proprio per la sua contraddittorietà,
per quel suo impasto di sessuofobia e di erotismo che lo caratterizza. E'
la creatività a permettere l'osmosi tra i due opposti.

Infine vengo alla ragione più recondita. Mi colpirono di Lucia soprattutto
alcune sue prime foto, di figure femminili evanescenti, labili, fugaci. Ho
visto in quelle immagini lampeggiare la "sposa invisibile", un libro a cui
ho lavorato in questi mesi. E mi ha colpito questa traduzione visiva di un
testo dedicato all'invisibile e alle sue rappresentazioni femminili. Una
versione rinnovata di Marcel Duchamp, le sue spose e i suoi scapoli.
Mi ha incuriosito questo suo tentativo di fotografare l'invisibile, cercando
di scorgere il confine assai volatile tra ciò che si manifesta e ciò che
invece è latente; quel tentativo di fermare in una fotografia l'anima dei
dettagli, l'aura che circonda il corpo, uscendo dalla fisicità. Insomma quel
tentativo di avvicinarsi per allusioni e simboli alla donna metafisica.
Ecco, questo mi ha colpito dell'arte iconografica di Lucia, questo mi ha
spinto alla fine a superare le riserve d'estraneità alla materia e di
ostilità al genere, e a scrivere intorno alle sue immagini. In ultimo,do un
peso anche ai nomi. Nomen omen.

E quell'illuminarsi di parole, Lucia Leuci, questa musicalità di luci
attraverso un nome ed un cognome peraltro comuni nel mio paese, mi hanno
fatto pensare che il principio della fotografia fosse già dentro le sue
generalità. Santa Lucia da Siracusa, era la santa della vista; più
modestamente Lucia da Bisceglie ci fa vedere i regni senza santità
dell'eros. Il suo repertorio fotografico me lo mostrò una sera a Bisceglie
mentre mangiavamo una pizza, dopo un lungo roteare intorno alla città
vecchia (una forma dervisci di struscio circolare). La mia era crudaiola,
lei semplicemente margherita, la castità fatta pizza. Eppure....

FREE TOUR
http://www.piziarte.net/freetour.htm
a cura di
Luca Beatrice

testi di:
Luca Beatrice
Camillo Langone
Marcello Veneziani


22 ottobre - 10 dicembre 2005

Galleria PiziArte
Viale F.Crucioli 75/a
64100 Teramo
tel.
0861252795
3392780866
3394935925
http://www.piziarte.net
info@piziarte.net


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