comunicato stampa shifting identities. between introspection and discovery

28/mag/2011 10.55.02 Indigo Art Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

“Shifting Identities. Between Introspection and Discovery”
A cura di Manuela Lietti

Con opere di:

Chen Shaoxiong, Hai Bo, Huang Ran, Li Yongbin, Ma Qiusha, Qiu Anxiong, Wang Ningde, Wang Tong, FD.CD (Francesco Cocco & Daniele Dainelli)

Dal 14 Aprile al 31 Luglio 2011

Presso Ex Caserma Giletti Via Pavia 1, Alessandria

Ingresso libero, dal giovedì alla domenica

Dalle ore 10 alle 19

 

 

I cambiamenti radicali avvenuti in Cina nel corso degli ultimi decenni hanno portato in maniera tanto preponderante quanto inattesa alla ridefinizione degli equilibri delle sfere sociali, economiche e culturali. La pratica artistica, le poetiche a essa sottese e la loro fruizione non hanno rappresentato un’eccezione: da esercizi collettivi si sono gradualmente fatti metafore di un sentire più intimista e personale. Consci della propria tradizione che ha da sempre sottolineato il legame tra micro e macro esperienze e la loro perfetta aderenza, ma anche desiderosi di indagare in maniera autonoma l’unicità del proprio vissuto, molti artisti cinesi da venti anni a questa parte si sono fatti portavoce di poetiche altamente personali. Queste ultime se da un lato riflettono sul ruolo dell’identità individuale, dall’altro non ignorano la sua interazione con quella collettiva, incarnata dal fluire incessante della storia e dalla continua evoluzione del tessuto urbano.

“Shifting Identities. Between Introspection and Discovery” presenta il lavoro di generazioni diverse di artisti cinesi che operano sia nella forma del video sia della fotografia, il cui scopo è investigare il labile confine tra singolo e mondo esterno, io privato e persona pubblica, nonché il paesaggio come metonimia della condizione umana contemporanea. “Shifting Identities.  Between Introspection and Discovery” lungi dall’essere un compendio esaustivo sull’arte contemporanea cinese contemporanea -compito arduo e anacronistico in una realtà sempre più frammentata, de-centralizzata e priva di una corrente predominante- presenta sotto forma di “case study” approcci diversi all’idea di identità riferita al micro cosmo del singolo individuo ma anche al macro cosmo in costante trasformazione che, più di una semplice quinta, diventa espressione  dell’identità collettiva.

 “Shifting Identities” alterna riflessioni sull’io, non più monolitico ma non per questo meno insondabile, a panoramiche in cui è il paesaggio, non importa se urbano o agreste, a innalzarsi a metafora di un’identità plasmata dagli eventi. Tra gli artisti, Li Yongbin (nato nel 1963) presenta video e fotografie che indagano come l’intimo sé sia “ottenuto” attraverso un processo di sottrazione/depurazione il cui fine ultimo è la decostruzione dell’identità. Wang Ningde (nato nel 1972)  è autore di installazioni fotografiche i cui protagonisti, ritratti con gli occhi chiusi, sembrano volere custodire per sé, dietro alla barriera degli occhi una dimensione totalmente personale e avulsa dalla realtà. Ma Qiusha (nata nel 1982), tra i più giovani artisti in mostra, riflette sul suo ruolo di giovane donna, opponendosi in modo coraggioso e non stereotipato a standard estetici e sociali. Hai Bo (nato nel 1962), Chen Shaoxiong (nato nel 1962), Qiu Anxiong (nato nel 1972) e Wang Tong (nato nel 1967) riflettono sul territorio concepito come un meta-linguaggio, dal punto di vista geografico e storico. Rispettivamente, Hai Bo presenta un’accorata riflessione sul mondo della campagna in quanto simbolo di un’identità collettiva ma anche di un approccio all’esistenza che va sparendo. Chen Shaoxiong, pur usando la tecnica tradizionale dell’inchiostro cinese su carta associata all’animazione, crea visioni quotidiane che illustrano la crescita spasmodica delle grandi città e il costante mutare della definizione di contemporaneo. Qiu Anxiong, usando l’animazione, riflette sulle tappe principali dell’evoluzione della storia cinese moderna e su come l’identità di una nazione sia stata plasmata dal corso degli eventi. Wang Tong presenta un’enciclopedia visiva fatta di mutamenti urbani sospesi  tra reale ed ideale affrontati dal suo paese nel corso di un decennio. Il giovane artista Huang Ran (nato nel 1982) è autore di un video dall’iconografia intensa e avvincente atto a indagare il doppio insito nell’animo umano. 

All’interno di “Shifting Identites” il progetto degli italiani Francesco Cocco e Daniele Dainelli FD.CD, (nati rispettivamente nel  1960 e nel 1967) è una riflessione suggestiva e nel contempo scevra di ogni  esotismo di maniera sull’identità mutante di uno dei maggiori centro urbani cinesi, la città di Chongqing.

 

Manuela Lietti è una curatrice e critica d’arte indipendente specializzata in arte contemporanea asiatica, in particolare cinese. Nel 2003, dopo la laurea in Lingue e Civiltà Orientali ottenuta presso Ca’ Foscari si trasferisce a Pechino, dove nel 2007 completa un master in storia dell’arte e della critica d’arte cinese presso l’Accademia di Arte e Design dell’Università Tsinghua.  Sin dal 2003 è coinvolta in progetti artistici sia in Cina sia all’estero in quanto curatrice, critica e coordinatrice. Tra le cooperazioni più recenti si ricordano la Biennale di Venezia, la Biennale di Scultura di Carrara, l’Istituto Italiano di Cultura presso l’Ambasciata d’Italia a Pechino, il Governo dei Paesi Bassi, Haus der Kulturen der Welt, il Ministero della Cultura Cinese, ecc. I suoi scritti appaiono su cataloghi e riviste specializzate in Italia e all’estero. In Italia collabora con “Arte e Critica” in qualità di editor da Pechino.

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl