il popolo seduto

06/mar/2011 22.36.32 The Best in Art Contatta l'autore

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Comunicato stampa/invito  (con preghiera di pubblicazione)

 

IL POPOLO SEDUTO

 

 

Località:                       Roma

Spazio:                        Opera Unica

Indirizzo:                      Via della Reginella 26

Periodo:                       17-23 giugno 2011

Orario:                         h24

Titolo:                          Il Popolo Seduto

Artista:                         Lughia

Curatore:                     Giuseppe Salerno

Inaugurazione:              venerdì 17 giugno ore 19.00

 

 

Lughia, artista invitata alla 54. Biennale di Venezia, Padiglione Lazio, sarà presente venerdì 17 giugno alle ore 19.00 a Opera Unica con l’installazione “Il Popolo Seduto”. 

 

 

Con l’avvento delle tecnologie di comunicazione in “tempo reale” ogni rapporto spazio/tempo si è annullato. A partire dalla seconda metà del ’900 l’umanità, artefice e vittima dell’inarrestabile e progressiva accelerazione d’ogni cosa, ha introiettato la nuova condizione esistenziale perdendo gradualmente rapporto con quella “dimensione viaggio” che nei secoli aveva connotato la distanza intercorrente tra la formulazione del desiderio e la sua realizzazione.

 

Non c’è oggi più spazio per l’andare verso. “Tutto e subito” è l’imperativo che si è impossessato di noi attraverso l’influenza destrutturante insita in ogni forma di consumo veloce.

 

I percorsi individuali e quelli collettivi, orfani dello scorrere del tempo, divengono estranei  al piacere delle cose, allo spirito di lotta, alla gioia della conquista, all’amore per la vita ed al riconoscimento dei ritmi naturali.

 

In questa società che rapidamente brucia ogni cosa, “falce e martello”, al pari di altre rappresentazioni che nei millenni hanno accompagnato il cammino dell’uomo, testimonia di un mondo “lento”, sino a ieri animato da ideali e  ideologie la cui  “ambizione” era quella di additare un futuro lontano in cui credere e per il quale vivere.

 

Simboli del passato, motori potenti dello srotolarsi di decenni di cammino umano, tali rappresentazioni, lontane da un quotidiano che in esse più non si riconosce, si dissolvono lasciando il vuoto.

 

Dopo aver lungamente caratterizzato il dibattito e la vita politica del nostro paese, anche “falce e martello” abbandona la scena.

 

Radicato nella memoria di quanti, nel bene e nel male, con esso hanno fatto i conti, il simbolo permane in quell’immaginario collettivo che tutto rimastica ad uso e consumo dei tempi mutati.

 

La politica delle ideologie cede terreno ad un fare per piccoli passi verso soluzioni “tardive” alle contingenze quotidiane nel mentre che la collettività si mostra incapace di slanci in grado di dar luce ad un futuro che non sia la fotocopia sbiadita dell’oggi.

 

In tutto ciò Lughia, testimone attenta della contemporaneità, si interroga sui due antichi strumenti di lavoro, simbolo di speranza, e interpreta questa storia recente, troppo rapidamente archiviata.

 

Una installazione, “Il popolo seduto”, efficace rappresentazione di un paese che, voltate le spalle ad un passato d’azione, soggiace, impotente, alla luce soporifera del tubo catodico.

 

Lughia, attraverso gli occhi dell’arte, impone la riflessione su questa nostra società.

 

Dove vada l’umanità nel suo complesso appare un interrogativo rimosso, un pensiero estraneo alla politica che, impegnata in questioni marginali e interessi locali, risulta incapace di quella visone dall’alto che sconsiglierebbe, in un mondo globalizzato, il perseverare sulle rotte “certe” del passato.

 

                                                                                                                          Giuseppe Salerno

 

 

 

Contatti:

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Lughia

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