La Galleria Piziarte presenta Ruggiero Spadaro

06/nov/2005 12.38.55 PiziArte Contatta l'autore

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RUGGIERO  SPADARO

 

Presso la galleria Piziarte mostra personale di ruggiero spadaro visibile on
line all'indirizzo

http://www.piziarte.net/spadaro.htm


Nel testo critico che accompagna la mostra dal titolo "FABRICA" il Prof.
Valerio Grimaldi scrive:

Due grandi mostre hanno rappresentato lo spartiacque, il crinale
determinante, definitivo, ed insieme iniziale, del fare arte di immagine nel
fine novecento in Italia cancellando quel termine ambiguo e onnicomprensivo
di "nuova figurazione" che tanti guasti aveva prodotto nella catalogazione
degli artisti di casa nostra.

Dalla Reggia di Monza partì il "Nuovo Paesaggio Italiano" ed ancora più
significativa fu la grande rassegna "PITTURE, Il sentimento e la forma" che
Marco Goldin curo', tra il dicembre '96 ed il gennaio '97, alla Casa dei
Carraresi di Treviso e che trovò una sua esaltante versione editoriale nei
due splendidi, coevi volumi della Electa.

L'affermazione che la pittura tocca il punto della verità per la via di una
poetica complessità, che e' una continua variazione, un adeguamento della
forma al sentimento e del sentimento alla forma e, nel contempo, che la
pittura non e' una coincidenza, non una casualità, non solo gesto, non solo
confessione usata in quelle occasioni si attaglia perfettamente al fare arte
di Ruggiero Spadaro.

Spadaro e' artista composito e significativo che porta a sintesi la
riscoperta di quegli strumenti del dipingere che hanno fatto e dato seguito
alla grande rivoluzione informale postbellica, che hanno rappresentato la
prima e autentica rivoluzione estetica dell'arte contemporanea.


Materia, segno, graffio, collage, spessori di colore aggrumato e
intensamente evocativo sono cifre significative che Spadaro frequenta al
limite di un racconto per immagini. Cosi' i grandi cuori ed i recenti
"haftling" rieccheggiano il grande Celiberti, così nature, ombre, tracce
sono degne del miglior Pedretti, così l'ultimo ciclo delle "fabbriche" in
cui confluiscono e si frammentano orizzonti ed interni di un Frangi o di un
Velasco.

Questa serie recente e' un continuum di opere - di piccolo formato ma che
meriterebbero ben più ampie versioni - combinate al limite della
installazione, tutte conseguenti e di stringente logicità e collegamento
pittorico in cui si snoda la contaminazione tra racconto e pittura, tra
indagine sulla materia e metafisica del quotidiano, tra probabile
improbabilità dell'oggetto dipinto e declinazione di un tempo smarrito e
ritrovato nel buio dietro ad una porta o nelle ferite di un intonaco dai
molti passaggi.

Sono insieme architetture, stanze di memoria e tracce residuali di una
civiltà di cemento e di macchine che finiscono per rappresentare se' stesse
ed i reperti di un vissuto contemporaneo. Nella loro rugginosa e calcificata
realtà hanno carature di desueta intensità poetica e di nuovo immaginario
tecnologico facendo della solitudine intensa di un muro, di una trave
metallica, di gangli e pannelli di comando apparizioni metabolizzate nel
bianco di un flashback cinematografico e del loro essere testimonianze di un
tempo indubbiamente passato ma che ci vive dentro in un presente che diventa
tempo uno e globale.

http://www.piziarte.net/spadaro.htm
Galleria PiziArte
Viale F.Crucioli 75/a
64100 Teramo
tel.
0861252795
3392780866
3394935925
http://www.piziarte.net  

info@piziarte.net  


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