PADIGLIONE TIBET A VENEZIA

La Biennale veneziana da sempre offre l' opportunità ad ogni Paese di presentare le proprie realtà artistiche più rappresentative con i Padiglioni Nazionali.: Padiglione Tibet, un' idea che nella propria semplicità racchiude una forte carica emozionale, è un sogno, una chimera che non potrà, almeno per ora, trovare una collocazione ufficiale all' interno della Biennale stessa per la semplice ragione che il Tibet non può essere riconosciuto come Paese sovrano.

Persone Nadia Presotto, Monica Wolf, Micaela Tornaghi, Roberto Testori, Gianni Sedda, Roberto Scala, Sergio Sansevrino, Benedetto Pedrazzi, Marisa Pezzoli, Clara Paci, Paolo Nutarelli, Simona Morani, Renato Mertens, Alessandra Finzi, Gianni Marussi, Fabrizio Martinelli, Bruno Larini, Renata Petti, Luciano G. Gerini, Annamaria Gelmi, Ferruccio Gard, Fernando Garbellotto, Roberto Franzoni, Luigi Filograno, Marcello Diotallevi, Laura Di Fazio, Anna Maria Di Ciompo, Teo De Palma, G. Luca Cupisti, Marzia Corteggiani, Romana Corradini, Angela Maria Capozzi, Silvia Capiluppi, Luisa Bergamini, Donatella Baruzzi, Piergiorgio Baroldi, Dario Ballantini, Ruggero Maggi, David
Luoghi Venice, Tibet, Venezia
Argomenti music

18/giu/2011 14.55.13 Nadia Presotto Contatta l'autore

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PADIGLIONE TIBET A VENEZIA Venezia – E’ stata inaugurata il 4 giugno scorso la mostra allestita presso il Padiglione Tibet nello Spazio Art&fortELAB in palazzo Cà Zanardi in Cannareggio 4132 a Venezia. Il Padiglione Tibet è ideato e curato da Ruggero Maggi, e presenta le opere degli artisti: Dario Ballantini, Piergiorgio Baroldi, Donatella Baruzzi, Luisa Bergamini, Rosaspina B. Canosburi, Nirvana Bussatori, Silvia Capiluppi, Angela Maria Capozzi, Tamding Choephel, F. Romana Corradini, Marzia Corteggiani, G. Luca Cupisti, Teo De Palma, Anna Maria Di Ciompo, Laura Di Fazio, Marcello Diotallevi, Luigi Filograno, Roberto Franzoni, Fernando Garbellotto, Ferruccio Gard, Annamaria Gelmi, Luciano G. Gerini, Isa Gorini, Franca Lanni- Renata Petti, Bruno Larini, Pino Lia-Celina Spelta, Oronzo Liuzzi, Ruggero Maggi, Fabrizio Martinelli, Gianni Marussi- Alessandra Finzi, Renato Mertens, Simona Morani, Paolo Nutarelli, Clara Paci, Marisa Pezzoli, Benedetto Pedrazzi, Tiziana Priori, Antonella P. Giurleo, Sergio Sansevrino, Roberto Scala, Gianni Sedda, Roberto Testori, topylabrys, Micaela Tornaghi, Monica Wolf. Questo il testo dell’ ideatore e curatore Ruggero Maggi:”Tibet: una nazione che evoca da sempre un sentimento religioso, mistico, di pace, una vitale “centralina” spirituale per tutti gli esseri umani in contrapposizione con un paese materialismo consumistico. Un Paese oppresso, la cui stessa cultura, la propria lingua rischiano di essere perdute per sempre. Un Paese schiacciato da un altro popolo vicino, anch’ esso ricco di fascino e mistero. Ora qualcuno desidera annichilirli entrambi, gettandone uno nel baratro della distruzione, sia fisica che culturale e psicologica, abbruttendo l’ altro con lo spettro della consapevolezza di stare per compiere un terribile atto di sopraffazione condannato (non abbastanza) dalle altre Nazioni. La Biennale veneziana da sempre offre l’ opportunità ad ogni Paese di presentare le proprie realtà artistiche più rappresentative con i Padiglioni Nazionali. : Padiglione Tibet, un’ idea che nella propria semplicità racchiude una forte carica emozionale, è un sogno, una chimera che non potrà, almeno per ora, trovare una collocazione ufficiale all’ interno della Biennale stessa per la semplice ragione che il Tibet non può essere riconosciuto come Paese sovrano. Tutto ciò naturalmente a livello ufficiale. Credo che il sistema arte debba opporsi a tutto questo, usando i mezzi e le possibilità che la sua stessa struttura le offre, rompendo gli schermo ed il muro si silenzio che da troppo tempo sta rendendo vano ogni tentativo di aiuto al popolo tibetano. Mi piace definire questo progetto come un evento parallelo alla Biennale stessa in quanto entrambe le iniziative (scusate questo abbinamento alla Davide e Golia!) viaggiano appunto su binari paralleli, senza mai potersi incontrare, naturalmente finchè il Tibet non venga riconosciuto ufficialmente come nazione. Saranno presentate installazioni site-specific dedicate al Tibet ed una grande rassegna di opere realizzate direttamente sulla KHATA, la tipica sciarpa che in Tibet i monaci usano come forma di saluto. Padiglione Tibet un grande evento in cui sarà evidenziato il connubio tra Arte Sacra Tibetana ed Arte Contemporanea Occidentale. Un sito in perenne costruzione sia su web che nella realtà: durante i tre mesi della rassegna si alterneranno performance di teatro e danza contemporanea ad interventi di monaci tibetani. Non mi illudo: so benissimo che questo mio progetto sarà solo una piccola goccia che però spero possa contribuire a far traboccare il vaso colmo di indifferenza che, per ragioni inesplicabili, si è creato intorno alla tragedia di questo meraviglioso Paese dalle metafisiche vette. Ogni Padiglione nazionale è per sua stessa natura un grande contenitore d’ arte…mentre Padiglione Tibet è già Arte nella sua concezione!”. Informazioni utili: Spazio Art&fortE LAB c/o Palazzo Cà Zanardi – Cannareggio 4132 – Venezia. Fino al 30 agosto 2011 dalle 10 alle 18 – chiuso Lunedì. Il Padiglio Tibet – ideato e curato da Ruggero Maggi è raggiungibile da Piazzale Roma o dalla stazione ferroviaria con il vaporetto n. 1 – fermata Cà D’ Oro. Info: camera312@fastwebnet.it – www.padiglionetibet.com (segnalato da Nadia Presotto)
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