Il maestro sardo Salvatore Atzeni incontra il pubblico al GAMeC CentroArteModerna di Pisa sul tema " Storia dell'incisione e sua diffusione nel '400 e '500".

24/giu/2011 14.46.38 GAMeC CentroArteModerna Pisa Contatta l'autore

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Il maestro sardo Salvatore Atzeni  incontra il pubblico al GAMeC CentroArteModerna di Pisa sul tema " Storia dell'incisione e sua diffusione nel '400 e  '500



E' in corso  presso il GAMeC CentroArteModerna di Pisa (su Lungarno Mediceo,26), a cura di Massimiliano Sbrana, la mostra personale  del  maestro  Salvatore Atzeni dal titolo "Emozioni Cromatiche" che mercoledi 29  alle ore 18,30  incontrera' il pubbilco,  presso gli spazi espositivi della Galleria sul tema " Storia dell'incisione e sua diffusione nel '400e  '500".

Salvatore Atzeni è nato a Monastir (Sardegna) nel 1944.  Ha compiuto gli studi presso il Liceo Artistico privato di Cagliari. Suoi maestri sono stati: Antonio Mura, Sabino Iusco, Foiso Fois, Filippo Vado e Guido Vascellari. Ha insegnato in varie scuole disegno e storia dell'arte, contemporaneamente ha frequentato il conservatorio musicale Pierluigi da Palestrina di Cagliari, con il Maestro Massimo Gasbarroni studiando la chitarra classica.
Alla fine degli anni '60 ha iniziato la sua attività artistica dividendosi tra mostre e concerti in Italia, Spagna, Francia, Germania e America. Ha suonato con solisti di livello internazionale in formazione da camera e, lui stesso, ha fondato vari complessi musicali in formazione di duo, trio, quartetto e quintetto.

Da molti anni Salvatore Atzeni inoltre conduce un'indagine e uno studio sulla pittura barocca. Sempre affascinato da Caravaggio, dai Caravaggeschi e dalla scuola dei Carracci, realizza tele di grandi dimensioni applicando la tecnica del quadraturismo. Le opere sono realizzate con tecnica mista, prima stesura a tempera, poi, finite a olio con la tecnica della velatura rinascimentale. Sue opere si trovano in varie chiese e basiliche tra cui sono da segnalare presso la Basilica di Bonaria in Cagliari  due tele nel Presbiterio  (Dimensioni 8.50 x 3.60 m e Dimensioni 5.50 x 3.10 m) e nei pennacchi quattro tele che rappresentano 4 padri della Chiesa del vecchio e nuovo testamento che hanno annunciato la venuta della Vergine Maria (Dimensioni : in alto 4.50 m, la parte inferiore chiude a 40 cm). A conclusione del ciclo delle pitture per la Basilica, il Maestro ha realizzato per la cupola, otto tele di 6.50 x 3.20 m. illustrando la vita di Maria. I soggetti illustrati sono nell' ordine L' Annunciazione, La Visitazione, Il Riposo in Egitto, Gesù nel tempio, La cena di Cana, La contemplazione di Gesù morto, La Pentecoste, La Vergine incoronata regina della Chiesa.
Inoltre una sua opera è presente  nella chiesa romanica di San Pierino  a Pisa - Crocifissione di San Pietro inserita in un altare del Settecento


Come scrive Salvatore Atzeni nel catalogo presente alla mostra   "Dopo 50anni d'arte figurativa, in cui ha indagato e studiato varie tecniche pittoriche ed incisorie, ha voluto realizzare, con una tecnica personale, delle opere più vicine alle correnti di questi decenni. I quadri esposti sono quindi il risultato di una ricerca dedicata esclusivamente al colore. Gli accostamenti cromatici devono essere come una composizione musicale, dove le note, distribuite nel pentagramma, devono rispettare le regole dell'armonia, della composizione e del contrappunto. Se uno di questi elementi è carente, la composizione sarà mediocre nella sua stesura. Se questo è valido per la musica, perché - continua Atzeni - non deve esserlo per la pittura? Il problema, a mio parere, è riconducibile all'uso e all'abuso del termine"cenettuale", introdotto soprattutto in ambito pittorico.
La corrente artistica a cui questo termine appartiene, nasce  neglia anni sessanta enunciando che l'arte è pura elaborazione mentale. Il concetto, in effetti, è tutto ciò che noi elaboriamo attraverso le esperienze quotidiane e che si riflette nel nostro operare. Partendo da questo teorema, saremmo tutti artisti. Non credo che l'arte - continua Atzeni  -  sia solo frutto di elaborazione mentale; purtroppo da quado non esistono più le botteghe dei grandi mestri, che trasmettevano il mestiere agli allievi, l'arte ha perso qualità e spessore. certi artisti del mio tempo - Conclude - si preoccupano di coniare etichette, di giustificare con la parola le loro"creazioni" usando spesso frasi ermetiche che in realtà manifestano l'incapacità nell'uso del colore e del disegno, tanto è stridente e stonato il risultato. L'Arte è sicuramente quella che ha valenza nei secoli, che ci parla attraverso la tela come le note di una sonata composta dai grandi maestri, Bach, Mozart, Puccini" ....



La mostra è visitabile (ingresso libero) fino al 29 Giugno 2011 con orario 10 - 12,30 / 16,30 - 19,30 (feriali); (domenica e festivi telefonare); chiuso lunedì mattina.

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