Le interviste di GenomART 2005

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15/nov/2005 10.32.53 GenomART Contatta l'autore

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Le interviste di GenomART 2005

 

Memmo Grilli - Blindarte Contemporanea

Napoli, 15 Novembre 2005

 

"Dialogare con la Città: la Galleria Blindarte di Napoli."

 

Intervista a Memmo Grilli

Direttore artistico della "Blindarte Contemporanea".

 

La valorizzazione del territorio e il radicamento sociale e culturale di una città e di una regione, in pratica lo sviluppo di un’area sociale, passano oggi attraverso un binomio che soltanto pochi anni fa sembrava improponibile: il profitto del singolo privato (azienda) e i bisogni del pubblico (i cittadini e gli Enti Locali). Da altre parti funziona. E bene!
Solo attraverso un’azione di sistema da pubblico e privato è possibile accompagnare processi di crescita culturali ed economici di un territorio. Nel campo dell’arte contemporanea la Campania, Napoli in primis, non brilla certo per fenomeni strutturati di sinergia tra imprese private e pubbliche amministrazioni. Lo sforzo delle gallerie private è lodevole. Altrettanto quello degli Enti. Ma operano spesso isolatamente. E se si incontrassero finalmente?

 

Ne discutiamo con Memmo Grilli, curatore di eventi che hanno lo scopo di coniugare la giovane arte metropolitana e le innovazioni musicali locali. Memmo Grilli nel 2004 inaugura la Blindarte contemporanea con la mostra "Napolilopan", con lo scopo di incentivare la comunicazione tra le differenti tendenze artistiche presenti nelle città contemporanee. E’ attualmente ad Altissima con alcune recenti produzioni degli artisti che collaborano con la galleria.
 

Blindarte Contemporanea

GenomART - Blindarte nasce alla fine degli anni ’70 come Blindhouse offrendo ambienti adatti alla custodia specializzata di beni preziosi. Poi diventa anche casa d’Aste. Quindi, nel 2004 Galleria d’Arte. Un’evoluzione dettata da....?
 

GRILLI - Nel 1979 viene fondata la Blindhouse, società dotata di ambienti blindati e condizionati, adatti alla custodia specializzata di beni preziosi. Dopo circa 20 anni, per offrire maggiori servizi ai clienti, nasce la Blindarte casa d'aste, unica del Sud Italia ad essere riconosciuta dalle associazioni nazionali ed internazionali del settore. E il 23 giugno apriamo la galleria d'arte contemporanea. E' una società in continua evoluzione. La galleria è la risposta privata ad una sempre crescente domanda di spazi espositivi capaci da un lato di accogliere e supportare nella propria carriera artistica i giovani, e dall'altro di ospitare interessanti progetti di emergenti ed affermati artisti della scena internazionale".

G - Il vostro è un progetto multiforme in un luogo fuori dai circuiti tradizionali dell’arte napoletana (siete a Fuorigrotta). Come si combina un progetto così particolare e complesso con un luogo desueto per presenza storica di spazi d’arte?
 

MG - Credo che Fuorigrotta sia attualmente il quartiere più adatto per accogliere una nuova galleria d'arte contemporanea. E' una zona in continuo sviluppo, che già ospita importanti strutture di aggregazione e di ricerca: Città della Scienza, le Facoltà di Ingegneria ed Economia, ma anche il San Paolo, la Mostra d'Oltremare, il Multicinema e l'Arena Flegrea. Inoltre sono in cantiere numerose iniziative private e statali di grande importanza per la città, come il recupero della vastissima area ex-Italsider. Ciò nonostante è priva di spazi dedicati in maniera permanente alla ricerca artistica. E' un quartiere giovane, "nuovo": la maggior parte delle costruzioni hanno meno di 50 anni, requisito fondamentale ai fini di una possibile riqualificazione urbana dell'area. Credo sia la "valvola di sfogo" della città che, oppressa da un giustificato, ma avvolte eccessivo, rispetto per l'antico non riesce ancora ad accogliere con strutture adeguate l'offerta sempre crescente di produzioni artistiche contemporanee locali ed internazionali. La galleria nasce fronte strada, la prima in città su una strada di grande scorrimento, per offrire al pubblico la possibilità di confrontarsi con le opere senza alcun tipo di restrizione. E' un progetto privato per la città che ambisce a dialogare con chiunque, e che parte dal fertile tessuto sociale di un quartiere pronto ai cambiamenti.

Blindarte ContemporaneaG - Porre attenzione alle nuove espressioni d’arte e promuovere le nuove generazioni di artisti, significa inevitabilmente parlare di arte digitale e di Web Art. Forme espressive nate con l’avvento di Internet e delle nuove tecnologie informatiche in generale. In Europa sono una realtà. In Italia lo stanno diventando. Negli States sono nate, quindi! E in Campania?
 

MG - L'utilizzo delle innovazioni tecnologiche nell'arte è una costante. Anche in Campania, così come negli States, ci sono artisti che, attraverso nuove forme espressive, indipendentemente dal luogo della loro invenzione, esprimono la propria creatività, e ci sono artisti che esprimono la propria creatività (anche) attraverso nuove forme espressive. Ci sono molti giovani artisti che scelgono media tradizionali realizzando produzioni interessanti.
L'attenzione per le nuove tecnologie è importante in ogni epoca storica, ed anche in Campania ci sono state manifestazioni con lo scopo di diffonderle e promuoverne l'utilizzo in campo artistico.
Negli States oggi sembra si parli molto di bioart e manipolazione genetica a scopo artistico. Spero che, nelle sue forme innocue, si diffonda anche in Italia, ed in Campania.

G - Blindarte e arte digitale?
 

MG - Forse la Blindarte contemporanea non è la galleria più adatta a rispondere a questa domanda. La Blindarte contemporanea collabora con artisti che si esprimono abitualmente attraverso creazioni digitali: Moio&Sivelli, campani, utilizzano anche video e fotografia digitale oltre alla performace ed alle installazioni, Julien Berthier ha realizzato, tra l'altro, un website: il "Para site", con scopo parasociale, anche Sarah Ciracì ha utilizzato l'arte digitale. Ma non è mai stata la forma espressiva a determinare la collaborazione, piuttosto l'attenzione sulle innovazioni concettuali ed estetiche, nonché sulle tematiche politiche e sociali.

G - Napoli Città d’Arte lo è sempre stata. Con la nascita di nuovi spazi istituzionali (MADRE, PAN…) pare tuttavia proiettata verso una dimensione più strutturata nell’offerta. Un’impressione? Come si dovrebbe coniugare l’offerta pubblica con quella privata?
 

MG - "Sembra si sia aperta da qualche tempo a Napoli una stagione particolarmente positiva per l'arte contemporanea. Le opportunità di entrare in contatto con la creatività artistica più recente e la sua popolarità risultano maggiori che in passato. Tuttavia, nonostante il costante aumento del numero di estimatori e curiosi, non ha ancora raggiunto i livelli di diffusione che merita. L'indubbio interesse generale a fare della nostra città un importante centro culturale, capace di crescere e sostenere il lavoro delle creatività locali, e di ospitare ed ispirare artisti delle diverse culture e nazionalità, rende necessario il coinvolgimento, non solo quantitativo, del pubblico.
Se il primo scopo comune è quello di far maturare nel maggior pubblico possibile la consapevolezza del ruolo di guida e di testimonianza ricoperto dall'arte nella società contemporanea, tutte le esposizioni volte a proporre il lavoro di affermati, emergenti e giovani artisti rappresentano diversi tentativi in tal senso.

G - Come?
 

Blindarte ContemporaneaMG - Attraverso i propri lavori gli artisti svolgono la propria funzione, agendo sul complesso tessuto sociale: come la testimonianza di episodi di vita contemporanea, fatti che segnano inevitabilmente il nostro tempo, portano l'osservatore a confrontarsi forse da un nuovo punto di vista con rilevanti accadimenti, altrimenti facilmente dimenticati; così altre volte l'esperienza individuale dell'artista diventa proiezione della vita del fruitore, sviluppando in lui una maggiore capacità di immedesimazione in situazioni che non gli appartengono; altre volte invece le ragionate e calibrate provocazioni artistiche, per quanto assurde e paradossali, fungono da stimolo per apportare soluzioni a problematiche quanto mai concrete ed attuali; senza tralasciare le innovazioni e ricercatezze estetiche, tecniche e concettuali, costanti imprescindibili del lavoro artistico contemporaneo. Tuttavia le grandi differenze culturali presenti nella nostra città, forse in parte dovute anche ad alcune caratteristiche proprie della nostra popolazione, obbligano ad operare una incisiva politica di diffusione dell'arte, per sensibilizzare anche quella parte della popolazione che meno ne avverte l'esigenza e prepararla a raccoglierne i benefici.

G - Segnali?
 

MG - Segnali in questa direzione sono visibili: le gallerie aumentano di numero promuovendo l'arte in circuiti privati in cui non è ancora presente. Aprono musei e centri di sperimentazione regionali e comunali, si insediano in città nuove figure professionali. Si affermano nuovi curatori. Nuove energie ampliano le opportunità offerte alle creatività locali, che a loro volta generano un proprio pubblico. I progetti artistici diventano sempre più evidenti, si spostano dai soliti spazi ad essi adibiti invadendo le strade e le piazze cittadine, il grande pubblico ne entra inevitabilmente in contatto. La corretta ed ampia informazione è indubbiamente necessaria, così come le critiche esperte ed attente. Il mercato locale, in sensibile aumento, ma ancora molto lontano dai grandi numeri, per quanto possa sembrare ingiustificatamente influente, è un importante indice del benessere del settore. Napoli ha ospitato negli ultimi anni esposizioni particolarmente significative: mostre antologiche e retrospettive di icone dell'arte mondiale si sono affiancate ad esposizioni di affermati ed emergenti artisti del panorama internazionale, così come alle interessanti sperimentazioni dei giovani.

G - Le Gallerie private?
 

MG - In città un ruolo significativo nel raggiungimento dell'obiettivo primario sembra lo abbiano svolto, e lo stiano svolgendo ancora, le gallerie private, ed insieme a loro in ambiti più ristretti, i singoli gruppi di creativi. La particolare natura del lavoro del gallerista lo pone più degli altri operatori del settore a contatto con appassionati o semplici curiosi, finendo per diventare spesso un importante punto di riferimento per la loro coscienza artistica. La storia dell'arte contemporanea in città ne è la conferma. Nuove figure del settore, così come generazioni di appassionati, sono cresciute e si sono formate grazie soprattutto alle attività delle storiche gallerie locali. Queste, proseguendo ognuna la propria ricerca, hanno negli anni inevitabilmente stabilito un dialogo tra loro, e nel tempo anche con le gallerie più giovani, creando un interessante circuito di eventi culturali che arricchiscono ogni stagione la nostra città.

G - L’offerta pubblica?
 

Blindarte ContemporaneaMG - Se le gallerie sviluppano il proprio lavoro dall'interno dei propri spazi, i progetti più ambiziosi, realizzati in ambienti imponenti e prestigiosi, sono opera della nostra amministrazione. Il suo intervento nel settore ha considerevolmente accresciuto il prestigio della nostra città, avviando una serie di iniziative necessarie e di qualità. L'indubbio valore di tali progetti è accertato anche dal crescente numero di visitatori che affollano le sale degli spazi pubblici durante le inaugurazioni. Tuttavia la sensibilizzazione dell'opinione pubblica, raggiunta attraverso un lungo lavoro degli operatori del settore, ha scaturito dibattiti a livello locale che sembrano anacronistici e che tendono a mettere in discussione l'utilità stessa dell'arte contemporanea. La consapevolezza diffusa sulla necessità di progredire, innanzitutto culturalmente, è ormai già da tempo fuori discussione nei maggiori centri di promozione dell'arte, dove il pubblico sembra più attento a recepire quanto vi sia di interessante in un opera, e quanto e se quell'opera ci abbia arricchiti individualmente.

G - Napoli anacronistica?
 

MG - In verità a Napoli, come a New York, come a Pechino, se da un lato la produzione artistica dovrebbe essere considerata un dovere per chi si ritiene dotato della giusta sensibilità, dall'altro tutto ciò che va al di là di essa spesso è dovuto ad una serie di conseguenze che non dipendono necessariamente dal valore artistico del lavoro.

G - Per esempio?
 

MG -. Sembra ingiusto colpevolizzare proprio la ricerca, quando tutto il contesto entro il quale essa si sviluppa è spesso mosso da tristi manifestazioni di disparità di trattamento. I più coscienziosi proprio dalla consultazione della produzione artistica qualitativa, non necessariamente di grande successo, traggono quell'equilibrio e quella soddisfazione di riconoscimento che non trovano altrove, benefici che sono a disposizione di tutti. Per di più le mostre che si succedono negli spazi espositivi cittadini, privati e pubblici, mostrano una tendenza verso scelte artistiche di qualità degne di critiche interessanti e stimolanti.

G - Cosa fare allora?
 

MG - Se l'impegno delle gallerie, degli artisti, delle libere figure professionali e della pubblica amministrazione ha permesso il raggiungimento dell'attuale diffusione dell'arte contemporanea in città, il continuo dialogo tra queste diverse energie sembra rappresentare una strada obbligata per una concreta maturazione qualitativa della sensibilità generale. Ogni iniziativa in tal senso sembra un importante passo in avanti."

 

Info

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BLINDARTE CONTEMPORANEA
Via Caio Duilio 4d (80125)
+39 0812395261
info@blindarte.it
www.blindarte.it
orario: dal martedì al venerdì dalle 15,30 alle 19,00 o su appuntamento.

chiuso il mese di agosto.

biglietti: ingresso libero

 

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