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Le interviste di GenomART 2005 | |
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Napoli, 15 Novembre 2005 | |
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"Dialogare con la Città: la Galleria Blindarte di Napoli."
Intervista a Memmo Grilli Direttore artistico della "Blindarte Contemporanea". | |
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La valorizzazione del territorio e il radicamento
sociale e culturale di una città e di una regione, in pratica lo sviluppo
di un’area sociale, passano oggi attraverso un binomio che soltanto pochi
anni fa sembrava improponibile: il profitto del singolo privato (azienda)
e i bisogni del pubblico (i cittadini e gli Enti Locali). Da altre parti
funziona. E bene!
Ne discutiamo con Memmo Grilli, curatore di eventi
che hanno lo scopo di coniugare la giovane arte metropolitana e le
innovazioni musicali locali. Memmo Grilli nel 2004 inaugura la Blindarte
contemporanea con la mostra "Napolilopan", con lo scopo di incentivare la
comunicazione tra le differenti tendenze artistiche presenti nelle città
contemporanee. E’ attualmente ad Altissima con alcune recenti produzioni
degli artisti che collaborano con la galleria. GenomART - Blindarte nasce alla fine degli anni
’70 come Blindhouse offrendo ambienti adatti alla custodia specializzata
di beni preziosi. Poi diventa anche casa d’Aste. Quindi, nel 2004 Galleria
d’Arte. Un’evoluzione dettata da....? GRILLI - Nel 1979 viene fondata la Blindhouse,
società dotata di ambienti blindati e condizionati, adatti alla custodia
specializzata di beni preziosi. Dopo circa 20 anni, per offrire maggiori
servizi ai clienti, nasce la Blindarte casa d'aste, unica del Sud Italia
ad essere riconosciuta dalle associazioni nazionali ed internazionali del
settore. E il 23 giugno apriamo la galleria d'arte contemporanea. E' una
società in continua evoluzione. La galleria è la risposta privata ad una
sempre crescente domanda di spazi espositivi capaci da un lato di
accogliere e supportare nella propria carriera artistica i giovani, e
dall'altro di ospitare interessanti progetti di emergenti ed affermati
artisti della scena internazionale". MG – Credo che Fuorigrotta sia attualmente il
quartiere più adatto per accogliere una nuova galleria d'arte
contemporanea. E' una zona in continuo sviluppo, che già ospita importanti
strutture di aggregazione e di ricerca: Città della Scienza, le Facoltà di
Ingegneria ed Economia, ma anche il San Paolo, la Mostra d'Oltremare, il
Multicinema e l'Arena Flegrea. Inoltre sono in cantiere numerose
iniziative private e statali di grande importanza per la città, come il
recupero della vastissima area ex-Italsider. Ciò nonostante è priva di
spazi dedicati in maniera permanente alla ricerca artistica. E' un
quartiere giovane, "nuovo": la maggior parte delle costruzioni hanno meno
di 50 anni, requisito fondamentale ai fini di una possibile
riqualificazione urbana dell'area. Credo sia la "valvola di sfogo" della
città che, oppressa da un giustificato, ma avvolte eccessivo, rispetto per
l'antico non riesce ancora ad accogliere con strutture adeguate l'offerta
sempre crescente di produzioni artistiche contemporanee locali ed
internazionali. La galleria nasce fronte strada, la prima in città su una
strada di grande scorrimento, per offrire al pubblico la possibilità di
confrontarsi con le opere senza alcun tipo di restrizione. E' un progetto
privato per la città che ambisce a dialogare con chiunque, e che parte dal
fertile tessuto sociale di un quartiere pronto ai
cambiamenti. MG – L'utilizzo delle innovazioni tecnologiche
nell'arte è una costante. Anche in Campania, così come negli States, ci
sono artisti che, attraverso nuove forme espressive, indipendentemente dal
luogo della loro invenzione, esprimono la propria creatività, e ci sono
artisti che esprimono la propria creatività (anche) attraverso nuove forme
espressive. Ci sono molti giovani artisti che scelgono media tradizionali
realizzando produzioni interessanti. MG – Forse la Blindarte contemporanea non è la
galleria più adatta a rispondere a questa domanda. La Blindarte
contemporanea collabora con artisti che si esprimono abitualmente
attraverso creazioni digitali: Moio&Sivelli, campani, utilizzano anche
video e fotografia digitale oltre alla performace ed alle installazioni,
Julien Berthier ha realizzato, tra l'altro, un website: il "Para site",
con scopo parasociale, anche Sarah Ciracì ha utilizzato l'arte digitale.
Ma non è mai stata la forma espressiva a determinare la collaborazione,
piuttosto l'attenzione sulle innovazioni concettuali ed estetiche, nonché
sulle tematiche politiche e sociali. MG - "Sembra si sia aperta da qualche tempo a
Napoli una stagione particolarmente positiva per l'arte contemporanea. Le
opportunità di entrare in contatto con la creatività artistica più recente
e la sua popolarità risultano maggiori che in passato. Tuttavia,
nonostante il costante aumento del numero di estimatori e curiosi, non ha
ancora raggiunto i livelli di diffusione che merita. L'indubbio interesse
generale a fare della nostra città un importante centro culturale, capace
di crescere e sostenere il lavoro delle creatività locali, e di ospitare
ed ispirare artisti delle diverse culture e nazionalità, rende necessario
il coinvolgimento, non solo quantitativo, del pubblico.
MG - Segnali in questa direzione sono visibili: le
gallerie aumentano di numero promuovendo l'arte in circuiti privati in cui
non è ancora presente. Aprono musei e centri di sperimentazione regionali
e comunali, si insediano in città nuove figure professionali. Si affermano
nuovi curatori. Nuove energie ampliano le opportunità offerte alle
creatività locali, che a loro volta generano un proprio pubblico. I
progetti artistici diventano sempre più evidenti, si spostano dai soliti
spazi ad essi adibiti invadendo le strade e le piazze cittadine, il grande
pubblico ne entra inevitabilmente in contatto. La corretta ed ampia
informazione è indubbiamente necessaria, così come le critiche esperte ed
attente. Il mercato locale, in sensibile aumento, ma ancora molto lontano
dai grandi numeri, per quanto possa sembrare ingiustificatamente
influente, è un importante indice del benessere del settore. Napoli ha
ospitato negli ultimi anni esposizioni particolarmente significative:
mostre antologiche e retrospettive di icone dell'arte mondiale si sono
affiancate ad esposizioni di affermati ed emergenti artisti del panorama
internazionale, così come alle interessanti sperimentazioni dei
giovani. MG - In città un ruolo significativo nel
raggiungimento dell'obiettivo primario sembra lo abbiano svolto, e lo
stiano svolgendo ancora, le gallerie private, ed insieme a loro in ambiti
più ristretti, i singoli gruppi di creativi. La particolare natura del
lavoro del gallerista lo pone più degli altri operatori del settore a
contatto con appassionati o semplici curiosi, finendo per diventare spesso
un importante punto di riferimento per la loro coscienza artistica. La
storia dell'arte contemporanea in città ne è la conferma. Nuove figure del
settore, così come generazioni di appassionati, sono cresciute e si sono
formate grazie soprattutto alle attività delle storiche gallerie locali.
Queste, proseguendo ognuna la propria ricerca, hanno negli anni
inevitabilmente stabilito un dialogo tra loro, e nel tempo anche con le
gallerie più giovani, creando un interessante circuito di eventi culturali
che arricchiscono ogni stagione la nostra città.
MG - In verità a Napoli, come a New York, come a
Pechino, se da un lato la produzione artistica dovrebbe essere considerata
un dovere per chi si ritiene dotato della giusta sensibilità, dall'altro
tutto ciò che va al di là di essa spesso è dovuto ad una serie di
conseguenze che non dipendono necessariamente dal valore artistico del
lavoro. MG -. Sembra ingiusto colpevolizzare proprio la
ricerca, quando tutto il contesto entro il quale essa si sviluppa è spesso
mosso da tristi manifestazioni di disparità di trattamento. I più
coscienziosi proprio dalla consultazione della produzione artistica
qualitativa, non necessariamente di grande successo, traggono
quell'equilibrio e quella soddisfazione di riconoscimento che non trovano
altrove, benefici che sono a disposizione di tutti. Per di più le mostre
che si succedono negli spazi espositivi cittadini, privati e pubblici,
mostrano una tendenza verso scelte artistiche di qualità degne di critiche
interessanti e stimolanti. MG - Se l'impegno delle gallerie, degli artisti, delle libere figure professionali e della pubblica amministrazione ha permesso il raggiungimento dell'attuale diffusione dell'arte contemporanea in città, il continuo dialogo tra queste diverse energie sembra rappresentare una strada obbligata per una concreta maturazione qualitativa della sensibilità generale. Ogni iniziativa in tal senso sembra un importante passo in avanti."
Info -----
chiuso il mese di agosto. biglietti: ingresso libero
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