Sigis Vinylism alla 54 Biennale di Venezia - Padiglione Italia a cura di Vittorio Sgarbi

Sigis Vinylism alla 54 Biennale di Venezia - Padiglione Italia a cura di Vittorio Sgarbi.

Persone Giorgio Grasso Patrocini, Nicolas Bourriaud, Matteo Antonio Vaccari Sigismondi, Renata Panizzieri Storica, Alfio Borghese, Pina Inferrera, Vittorio Sgarbi Sigis Vinylism, Leonardo da Vinci, Auguste Renoir
Luoghi San Pellegrino, Alessandri Quartiere, Italia, Milano, Viterbo, Monte Carlo
Organizzazioni Project Manager Mail, Commissione Critica, Cosa Nostra
Argomenti arte, cinema, teatro, artigianato artistico

16/nov/2011 20.06.42 Sigis Vinylism Press Office Contatta l'autore

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BIENNALE DI VENEZIA
Padiglione Italia Viterbo
Sigis Vinylism


Comunicato Stampa



54° Biennale di Venezia, padiglione Italia - Viterbo

Per il 150° dell’Unità d’Italia - L’Arte non è Cosa Nostra

A cura di Vittorio Sgarbi



Sigis Vinylism - The Lord of Vinylism




Palazzo degli Alessandri, Viterbo


20 Novembre - 18 Dicembre 2011




Da domenica 20 novembre a domenica 18 dicembre 2011, Palazzo degli Alessandri Quartiere San Pellegrino, Viterbo, ospita Padiglione Italia, alla 54° esposizione internazionale d’Arte della Biennale di Venezia per il 150° dell’Unità d’Italia a cura di Vittorio Sgarbi.

La Commissione Critica e la Direzione Artistica Pina Inferrera e Alfio Borghese, hanno selezionato una serie di artisti contemporanei e tra questi Sigis Vinylism, eccentrico e geniale artista di Milano, che presenta un’installazione costituita da due opere, una di smalti acrilici su polistirolo: She Art H. 38 x L. 35 x P. 30, l’altra un collage di stampe d’arte su legno e bocca in vinile: I’m Art H. 1,30 x L. 60.

Renata Panizzieri scrive: Artista poliedrico,dj professionista , sound designer e produttore discografico, Sigis Vinylism alias Matteo Antonio Vaccari Sigismondi, nobile di rango quanto di cuore, diviene artista plastico e si fa coevo condottiero nel nome dell’arte per l’arte. Crea una nuova tecnica che gli permette di trasformare il piatto disco di vinile in opere, oggetti e gioielli d’arte, la cui forma è quella di una rosa o di una bocca. Monocromie rosso fuoco, fluo, oro o nero, a macula di animale esotico o incise, ciascuna forgiata a mano e intrisa dello straziante dolore causatogli dalla precoce perdita di entrambi i genitori, a cui dedica con devozione le proprie creazioni. Un kunstwollen teso a rendere una nuova vita e una nuova funzione all’amato vinile, trasmutando la musica su esso incisa in una tangibile tridimensionalità che, silenziosamente, parla alla vista di chi l’osserva e ne fa vibrare le corde dell’anima. Attraverso la sperimentazione, prima, e la definizione, poi, di una tecnica innovativa che gli permette di trattare il vinile in maniera tale da consentirgli d’inserire le forme da questo realizzate in oggetti antichi o di riciclo. Come un rinascimentale artista-mago e alchimista, compie una decontestualizzazione dell’oggetto per trasformarlo e insufflarvi un messaggio ricolmo d’amore, colta ironia e goliardica provocazione. Per Sigis Vinylism creare è la dimostrazione d’amare ancora; ancora e ancora. La creazione stessa è, ogni volta, la riaffermazione di un sentimento profondamente forte ed eterno che, puro, nasce dalla sua psyche, gli attraversa le carni e gli fa generare un’arte che si contraddistingue per la proposta formale dalle superfici lucide, sensuali e avvolgenti delle bocche: carnose e ammiccanti, così come il susseguirsi dell’articolato moto centripeto che scandisce il ritmo dal sapore quasi protettivo dei petali delle sue rose: trasposizione del labirintico movimento spirituale, testimonianza del riscatto dalle molteplici e grevi tribolazioni che alla condizione umana la vita infligge. A questo, vi risponde con la forza e l’invulnerabilità di una sana ironia, con fiera consapevolezza e confidenza in se stesso e nella propria unicità esistenziale e purezza d’animo. Un’arte che nasce da una caleidoscopica varietà d’interessi dell’artista, il quale si pone curioso e interessato alla vita, ne osserva i fatti e vi assorbe i doni con un divertito e cinico stupore: scudo protettivo per un mondo che sempre più inneggia a idoli che allontanano l’attenzione dei più da valori propulsivi d’integrità sociale e soprattutto individuale. Grande viaggiatore ed esploratore di latitudini anche poco consuete, reporter fotografico di attimi irripetibili in cui i soggetti vengono colti nel divenire della propria azione o stasi, Sigis Vinylism trae lo spunto delle proprie creazioni dai fatti di cronaca nazionale e non quanto dall’attenta indagine del quotidiano, esprimendosi in un grammelot della lingua artistica. Una contaminazione tra arte, design, moda, musica, pubblicità e tutto ciò che è inerente alla comunicazione e alla cultura, operando, così, una sorta di post-produzione: quella denominata e teorizzata dal noto critico francese Nicolas Bourriaud nel saggio così intitolato. Stravolgendo le regole dettate dalla dilagante e copiosa produzione del fare artistico sempre uguale a se stesso, l’artista apporta la visione del proprio dáimōn della genialità, il quale lo chiama a incidere di se’ opere che fin dal primo approccio non possono lasciare indifferente il fruitore data la forza del colore e delle forme che sono ormai il logo dell’artista: le già citate bocche e rose. Un’orma ripetuta e seriale nella forma, ma unica ogni volta, che si fa marchio e icona di Sigis Vinylism stesso quanto della propria visione delle cose e del mondo: quello che egli riproduce nelle proprie opere, rendendole, così, scrigno prezioso, luminoso e colorato, a custodia di un contenuto pregno di significato. Questo si rende esplicito mediante una griglia multistrato di possibili letture, attraverso un eloquio che parla ai sensi quanto alla diverse sensibilità e cultura dei referenti. Per tale ragione l’arte del vinile, da lui creata e definita nella tecnica, lo rende un artista unico e solo nel proprio genere, detentore di abilità manuali raggiunte mediante una caparbia volontà di sperimentazione e ricerca, perpetrata al fine di realizzare ciò che nella storia dell’arte non era ancora stato compiuto. Prova ne è che il proprio genio artistico è stato in grado di creare opere d’arte che fanno bella mostra di se’ in raffinati ambienti privati d’illustri, colti e lungimiranti collezionisti internazionali o che, a tutt’oggi, sono esposte in importanti sedi di assoluto prestigio: una su tutte, la Galleria d’Arte Moderna di Montecarlo. Sede in cui i lavori di Sigis Vinylim sono esposti tra capolavori eseguiti da artisti che la storia dell’arte ha conclamato, quali Gaugin, Renoir, Arman, etc... Non a caso una sua opera è stata posta a fianco di quella di Leonardo da Vinci: due genialità a confronto, un dialogo tra due artisti di epoche lontane tra loro, uniti da esiti tali da rivoluzionare il momento storico e segnare il proprio presente, poiché dotati di idee visionarie e innovative e in grado di realizzarle trasponendole dal mondo iperuranico delle idee in quello fisico, quindi materiale e tangibile, di capolavori la cui esecuzione nasce da una somma creatività e abilità artistica a tutto tondo e da una personalità contraddistinta da una curiosità mai paga, sempre attenta, pronta a sondare analiticamente ogni particolare della realtà tutta, a loro circostante.

www.sigis-vinylism.com
info@sigis-vinylism.com
PR e Ufficio Stampa: RP Art Project
Dott.ssa Renata Panizzieri
Storica dell’Arte - Giornalista - International Project Manager
Mail to: artgate51@hotmail.it
mobile: 333 93 16 080

“L’Arte non è Cosa Nostra”
20 novembre- 18 dicembre 2011
Inaugurazione sabato 19 novembre ore 18.00
Palazzo degli Alessandri
Quartiere San Pellegrino, Viterbo

Info: +39 339 20 64 275

Orari: 10.00-18.00 da venerdì a domenica

Ingresso Libero

Catalogo: Istituto Nazionale di Cultura
Direzione Artistica: Alfio Borghese e Pina Inferrera
Pubbliche relazioni: Giorgio Grasso

Patrocini: Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Regione Lazio- Provincia di Viterbo- Città di Viterbo


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